Maria  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 05/06/2018

Napoli

Quando l'amore distrugge

Sto pensando di lasciare il mio ragazzo. Ci penso da un po', perché nonostante io lo ami tantissimo, avverto che lui non può rendermi felice. Allora ogni tanto tolgo la fedina che mi regalò dopo il nostro primo anno insieme ed inizio a sentirmi un po' più libera. Sono passati nove anni da quando stiamo insieme e quando ci siamo fidanzati ne avevo sedici. Per me è parte della mia vita ed è una persona di famiglia. Il problema è che sento che lui non può rendermi felice. So che la felicità deve provenire prima da me stessa, questo è chiaro per me, ma lui non fa niente per me. Non usciamo più insieme da anni perché soffre d'ansia e attacchi di panico e non può andare a cena fuori, è scarsamente empatico e spesso parliamo per ore senza capirci. Mette sempre al primo posto il lavoro e gli amici e se gli propongo qualche attività insieme, come fare una passeggiata o andare a correre, lui la declina. L'unica cosa che facciamo insieme ormai è dormire l'uno abbracciato all'altra, un momento di intimità che ci capita di vivere ogni tanto in cui mi sento bene accanto a lui, ma questo non mi basta. Ho 25 anni e inizio a sentirmi vecchia, perché sono sempre in casa chiusa a studiare e per il resto del tempo sono chiusa in casa con lui.
Ormai non ho più amici, la mia migliore amica è sua sorella che mi dice sempre che lei l'avrebbe lasciato da un pezzo, fosse stata al posto mio.
Quattro anni fa l'ho lasciato ma ho avuto conseguenze devastanti. Lo lasciai in seguito ad un esaurimento nervoso e buttai tutto giù dalla finestra come se volessi distruggere il mio passato con lui. Dopo di che ebbi un breve periodo di depressione, e ne sono uscita seguendo un percorso psicoterapeutico, e dopo due mesi siamo ritornati insieme. Tuttavia questi quattro anni sono stati ancora peggio, sono cominciati i suoi disturbi di ansia e la nostra vita sociale è finita.
So che se ho fatto questo in passato e se penso tutto questo dovrei lasciarlo subito, ma è tutto quello che ho, non riesco a immaginare la mia vita senza di lui. Non ho un gruppo di amici e le amiche dell'Università sono lontane. Rimarrei completamente sola con i miei genitori e la prospettiva per me è avvilente. Ho paura delle conseguenze che questo possa avere sulla mia vita. E se andassi di nuovo in depressione? E se non fossi abbastanza forte per sopportare la solitudine? E se non dovessi incontrare mai la persona giusta?
Mi ritrovo alla mia età completamente sola e in ambedue i casi mi sembra che la felicità mi sia preclusa.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 05/06/2018 - 12:27

Napoli
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Cara Maria, mi sembra che tu già sappia molto bene cosa fare. Sicuramente non è una decisione facile, ma rimandarla non potrà che rendere le cose ancora più difficili. La paura della solitudine è umana, e sono molte le coppie che restano insieme per non affrontarla, ma non sarebbe un pò come rinunciare a monte ad essere felice? Attiva tutte le possibili risorse, eventualmente anche farti sostenere con un percorso psicologico in questo passaggio, può essere utile. Inserisciti in contesti in cui puoi incontrare persone, palestre, corsi, ricontatta vecchie amicizie. Hai l'età dalla tua ed il diritto ma anche la responsabilità di occuparti di te e della tua felicità.
Un grosso in bocca al lupo,

Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale e Familiare
Napoli, tel 328 0273833

Dott. Argo Penovi Inserita il 05/06/2018 - 15:36

Buongiorno Maria,

Mi permetto di risponderle più da essere umano che da psicologo. Una volta una persona a me cara mi disse "Ognuno di noi ha il diritto di essere felice, ma non tutti hanno imparato ad essere felice"...
Lei riporta molte paure anticipatorie, quali l'isolamento sociale, la paura di impazzire, il terrore di essere sola per sempre, la paura di non essere abbastanza forte.
La felicità non è preclusa a nessuno, ma ognuno deve addestrarsi ad essa, perché la felicità non è una entità astratta o un qualcosa che ci cade dal cielo. Le faccio un esempio: se desiderasse avere il proprio orto personale non otterrebbe granché dalle erbe spontanee che crescono nel suo giardino. Viceversa, scegliere di rinunciare a qualche pianticella spontanea allo scopo di preparare il terreno, arare il campo, coltivare e curare il proprio orto la porterebbe inevitabilmente a raggiungere il suo obiettivo. Lo stesso si può dire della felicità. Lei può scegliere di rimanere ancorata ad una situazione che, a quanto riferisce, non la rende felice, o può scegliere volontariamente di rinunciare a qualcosa allo scopo di ottenere un bene che può costruirsi man mano.
Bill Gates era solito dire "Le persone sopravvalutano molto quello che possono fare in un anno e sottovalutano moltissimo quello che possono fare in cinque anni". Con questo non voglio dirle che lei ci metterà necessariamente cinque anni per raggiungere la sua felicità, ma voglio dirle che se inizia oggi a piantare il suo seme, un giorno godrà di frutti che oggi non immagina nemmeno.

Resto a sua disposizione per qualsiasi dubbio, chiarimento o difficoltà!
Dott. Argo Penovi
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