Beatrice  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 24/04/2018

Genova

Perché non mi apprezzo?

Buongiorno, mi trovo in una situazione di stallo da qualche mese e non so come uscirne. Ho 25 anni e ho avuto una relazione per 9 anni (dai 14 ai 23). Ero molto innamorata di lui, ma il rapporto si è lentamente trasformato in un grande affetto, più materno che romantico. Per una serie di ragioni, mi ero sempre calata nei panni della sua salvatrice e un anno e mezzo fa ho deciso di lasciarlo per provare a vivere la mia vita. Questa scelta è stata molto liberatoria per me, ma mi è mancata la stabilità che avevo sempre trovato in lui. Inoltre, la spinta per compiere questa svolta è giunta dall'incontro con un altro uomo, che rappresentava tutto quello che il mio ex non era. Era maturo, intraprendente e si prendeva cura di me. Insomma, nel giro di poche settimane mi sono invaghita perdutamente, salvo poi scoprire che era fidanzato da anni con un'altra ragazza. La delusione è stata cocente, ma non è bastata ad allontanarmi. Mi dicevo che prima o poi l'avrebbe lasciata e che avrebbe capito il nostro grande amore. Ovviamente non è successo e io ho trascinato questo rapporto tra addii e riappacificazioni per più di un anno. Da lì ho avuto un altro paio di relazioni, entrambe terminate nello stesso modo: sono bella, brava, simpatica e niente di più. Non è scattato in loro nessun sentimento nei miei confronti. Mi sono sentita dire in entrambi i casi che non erano presi di me e volendo si poteva andare avanti nel frequentarsi, ma senza l'ottica di costruire una relazione, bensì più come un simpatico passatempo. Inutile dire, che è stato inevitabile chiedersi cosa ci sia in me che non convince le altre persone e che non le sprona a provare qualcosa nei miei confronti che non sia una semplice simpatia. Tutta questa premessa per contestualizzare come nell'ultimo anno e mezzo io sia scesa in una lunga spirale che mi porta a pensare di valere qualcosa solo se inserita in un contesto a due. Ho preferito una relazione tossica e alcuni altri brevi rapporti palesemente senza valore alla solitudine. Nei periodi in cui non esco con nessuno o non conosco nessuno tendo a mancare di stimoli e di voglia di fare. Come se il mio valore si misurasse solo e soltanto in relazione agli altri. In tutto ciò, sono razionalmente consapevole dei miei pregi e dei miei difetti, eppure ho bisogno di specchiarmi negli occhi altrui per volermi bene. Infine quindi vi chiedo: come si impara ad amare se stessi? Come ci si attribuisce un valore senza aspettare che sia un uomo a darcelo? Come si impara a desiderare una relazione perché ci migliori la vita e non perché la renda degna? Sono stanca di rendermi lucidamente conto di quanto io attenda costantemente gesti d'affetto da altri, delle ore in cui aspetto un segno da persone che non mi interessano nemmeno troppo, solo per poter pensare "mi cerca, allora valgo". Sono stufa di sentirmi così e vorrei davvero ricominciare a respirare aria fresca. Voglio vedermi e amarmi come so di meritare.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 24/04/2018 - 22:27

Napoli
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Cara Beatrice, l'adolescenza è il momento in cui definiamo il nostro carattere, chi siamo, cosa ci piace fare, chi desideriamo diventare e tu lo hai vissuto in coppia, questo ora ti porta inevitabilmente un senso di disorientamento. E' come se tu ti fossi definita in un rapporto a due, pertanto senza l'altro non sai chi sei. Ricordati: solochi sa stare da solo, puo' stare in coppia".
E allora non ti resta che fermarti ed iniziare la più bella storia d amore che tu possa vivere, ovvero quella con te stessa. Riappropiandoti di una dimensione " a uno" imparerai ad amarti per quello che sei con i tuoi pregi e difetti e potrai chiedere ad un ragazzo di condividere la tua vita piuttosto che di darti conferme su chi sei e quanto vali, perché all' ora lo avrai già scoperto da te.

Un saluto
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa clinica e Psicoterapeuta Relazionale e familiare.
Napoli - 328 0273833