È sbagliato sentirsi superiore agli altri?
Buonasera.
Porgo questa domanda filosofica con la speranza di trovare appoggio in quello che sembra un vero e proprio dilemma, ovvero: sentirsi superiori rispetto agli altri, in circostanze emotive e sentimentali (i.e. empatia, simpatia, capacità di esprimere emozioni), seppur tenendolo per sé, senza andare a vantarsene con nessuno, è sbagliato?
Mi è capitato più volte di provare emozioni e sentimenti molto forti, molto maturi, ma non riuscere a condividerli con nessuno a causa della consapevolezza che nessuno potrebbe capirli. Sono una persona molto empatica e si vede, ma non riesco a trovare nessuno che mi dia la stessa impressione...
Sono sempre stata una persona molto sensibile, a volte anche troppo, e ne ho sempre discusso con mio padre che per me è stato un insostituibile genitore, dandomi sempre i migliori consigli e ascoltandomi senza distrazioni. Da quando ho cambiato paese, però, lasciando i miei genitori e la mia famiglia dietro, non ho più provato questa sensazione. Il pensiero di sapere che ho lasciato i miei genitori quando avevo 16 anni (3 anni fa) mi distrugge, sapendo che sto andando attraverso una fase molto delicata in cui avrei bisogno del loro supporto ma per forza di cose, non possiamo essere vicini così come vorrei io. E il risultato è che devo condividere i miei pensieri profondissimi e filosofeggianti sulla vita, la morte, la felicità, la distanza e la luna solo col mio diario. Sentirsi superiore determinate persone che riescono solo a parlare di cravatte (vedi - Il piccolo principe) è perciò inevitabile. Sto sbagliando?