Sofia  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 27/05/2019

Macerata

Un muro da 2 anni

Ho questo problema da 2 anni e non so come uscirne. Ho iniziato a prendere lezioni di canto ma a casa non riesco ad esercitarmi, ho continuamente paura del giudizio dei miei e in più mia madre lavora principalmente a casa, sono pochi i momenti in cui sono sola e quando lo sono ho paura dei vicini, come posso fare? Sono stufa e non mi va affatto di perdere altro tempo, non ho fatto alcun progresso nonostante sia sicura di essermi veramente impegnata per riuscirci, ma niente. Non posso fare una stanza insonorizzata in quanto il pianoforte che uso si trova in un open space e ho davvero perso quasi ogni speranza. Inoltre il giorno del saggio di dicembre ho preso la febbre, mi succede spesso quando sono sotto pressione, infatti non è la prima volta che mi capita, in passato mi è successo con i saggi di pianoforte, ora mi sento più sicura e non accade più, ma come posso fare migliorare con il canto? Con il pianoforte non mi facevo problemi ad esercitarmi a casa, per questo ora non ho più paura, ma non è lo stesso per il canto. Scusate per le ripetizioni, ho scritto di getto presa dalla situazione.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 28/05/2019 - 14:19

Napoli
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Salve, per scrivere qui credo che abbia già capito che non è una questione di logistica (open space, lavoro di mamma ecc.) quanto sopeattutto emotiva, legata alla paura del giudizio, di mostrarsi o forse di "dare fastidio".Sarebbe utile sapere se una simile paura si esprime anche in altri contesti di vita, cosa la motiva a prendere lezioni di canto ed in generale com'è il rapporto con sua madre (di cui fa riferimento). La invito ad approfondire questi temi.
Un caro saluto
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 27/05/2019 - 18:10

Roma - Monte Sacro, Conca d'Oro, Tufello, Settebag
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Buonasera,

Sento molta frustrazione nel messaggio che hai scritto "di getto".

Parli di una attività in cui metti il tuo impegno da ben due anni e dove non riesci a vedere i risultati che avevi sperato di ottenere.
Mi sembra di capire che la causa del mancato progresso la imputi alla tua difficoltà di esercitarti a casa a causa della presenza costante di qualcuno, da tua madre ai vicini di casa che potrebbero sentirti.

Hai provato a chiederti come mai non avevi la stessa difficoltà nell'esercitarti al pianoforte?

Nel messaggio racconti di come per te lo stress sfoghi in malessere fisico, ad esempio prima dei saggi di pianoforte. Allo stesso tempo aggiungi che ora che ti senti più sicura la "febbre da saggio" è diminuita.
Ricordi il momento in cui ti sei sentita più sicura nel suonare il pianoforte? Cosa era cambiato?
Hai avuto bisogno di prove particolari per riuscire a sentirti così sicura?

Un processo simile potrebbe verificarsi anche per il canto.
Quello che non mi sembra emerga da quello che racconti, forse per lo stato emotivo con cui hai scritto, è il piacere di cantare e l'obiettivo per il quale hai messo tanto impegno in questi due anni.

Mi sembra anche che sia emersa una paura del giudizio del quale però sei consapevole.

Nel pratico io ti consiglierei di analizzare la tua storia con il pianoforte e vedere quali erano o quali sono i motivi che ti hanno avvicinata al canto.

Per vincere il senso di imbarazzo che certe situazioni comportano le tecniche sono tante e varie, possiamo approfondire se lo desideri, così come approfondirei l'origine del tuo disagio legato al senso di giudizio.

Resto a disposizione e ti auguro una buona serata,

Dott. Ssa Linda Bori

Dott.ssa Marilena Gerbino Inserita il 27/05/2019 - 19:52

Buonasera,

Mi incuriosisce molto il titolo che ha scelto di dare alla sua domanda (qual è il muro di cui parla?) così come mi colpisce la categoria in cui ha scelto di pubblicare, quella inerente al rapporto tra figli e genitori, laddove la sua domanda sembra andare apparentemente in un'altra direzione.

Mi chiedo quindi se il muro a cui fa riferimento non sia legato in qualche modo a una situazione di difficoltà che vive attualmente nell'ambiente familiare.

Difficoltà che potrebbe essere costituita da più elementi:
-dalla paura di essere ascoltata e criticata, quindi giudicata, ma forse anche
-dal desiderio di avere uno spazio (non solo fisico!) solo suo, un luogo chiuso e "protetto" (al contrario dell'openspace senza muri interni!) che le garantisca una privacy, che possa contenere le sue cose più intime, la sua voce, le sue emozioni.

Mi sembra di leggere infatti nelle sue parole il desiderio di avere uno spazio (mentale) in cui poter fare le sue prove senza sentirsi ascoltata da altri, in cui poter fare bene o male senza sentire "pressione" esterna.
Ha provato a chiedersi cosa le genera pressione? Ci sono situazioni differenti in cui sente una pressione simile?

Ovviamente queste sono solo suggestioni e domande che nascono in me sulla base delle poche righe che Lei ha scritto e sulla base di pochissime informazioni su di Lei.
Potrebbero avere un senso come potrebbero non averlo.

Mi auguro però che possano esserLe utili per qualche riflessione che La aiuti ad affrontare al meglio la difficoltà di questo periodo.

Se avesse domande o volesse chiarimenti mi contatti serenamente.

Dott.ssa Marilena Gerbino (TO)