Francesca domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 10/11/2016

Salerno

Non amo più i miei genitori

Salve, vi prego di aiutarmi urgentemente. Sento di non amare più i miei genitori. A tratti sento di odiarli, di un odio feroce. Ce l'ho con mio padre perchè è obeso, diabetico e iperteso e, nonostante gli ammonimenti e l'aver sfiorato la morte anni fa, continua a ingozzarsi, come se nient'altro fosse più importante. E perchè, mentre prima era una persona buona e intelligente, ora, con tutte le idiozie che legge su Facebook e ovunque sul web, si sta incattivendo, è diventato razzista e sordo a ualsiasi altra voce. Prima per me era un esempio (politicamente e umanamente parlando) ma ora mi ripugna. Mia madre invece ha gettato su me e mia sorella compiti sempre più grossi, spesso infischiandosene delle nostre priorità (gli studi, le esperienze adolescenziali), caricandoci della casa, del suo lavoro, delle sue frustrazioni (in casa è stato un susseguirsi di abusi emotivi), delle sue depressioni scatenate da futili motivi. Ma non voglio che pensiate siano cattive persone, a livello materiale non c'è mai quasi mancato nulla. Ma sembra che io e mia sorella siamo i genitori, loro i ragazzini viziati. Dovrei laurearmi a breve e dopo voglio non dover più tornare a casa, mantenendomi da sola con un lavoro per pagarmi tutto e gli studi della specialistica. Ma so che loro saranno sempre un'ombra. Vi prego, aiutatemi a trovare anche una blanda scusa per poter convivere con questa situazione.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 18/11/2016 - 16:50

Napoli
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Cara Francesca,
a volte pensiamo che basti chiudere una porta e andare via per non soffrire più di quanto accade in famiglia. Mi dispiace doverle, al contrario, dirle che non è così. La casa è qualcosa che ci portiamo dentro e vecchie ferite e rancori continuano a bruciare anche a chilometri di distanza. Nessuno, inoltre, può mai diventare "adulto" se non risolve il legame con i propri genitori, se non si sente tranquillo nei loro confronti. Si potrà "giocare a fare l'adulto" ma restando poi emotivamente piccoli. Per quanto in questo momento non le piacerà leggerlo, ma lei viene da loro e quello che rifiuta di loro è già dentro di lei, anzi probabilmente le fanno tanta rabbia proprio perchè in loro vede quegli aspetti di sè che rifiuta, quelle caratteristiche che le fanno paura e che non vorrebbe mai esprimere. Le do quindi un suggerimento, quello di cogliere l'occasione di fermarsi a guardarla meglio questa famiglia , a giudicarla di meno e ad accettarla perchè è solo in questo modo che potrà giudicare meno se stessa o chi incontrerà e accettarsi. E' un occasione da prendere per sè e non per loro o perchè "è brutto" odiare i propri genitori o non sta bene. E' per sentire di appartenere (essere parte) a qualcosa che non è così odioso. E' un lavoro molto duro e forse le potrà essere d'aiuto un percorso psicoterapeutico per farlo e che comincia con il sospendere il giudizio, attivare la comprensione e soprattutto assumersi le proprie responsabilità. Da quello che scrive infatti intuisco che non è più una bambina e può scegliere se fare o meno da genitore ai suoi genitori, prendersi o meno i carichi ecc.
Le auguro davvero di cogliere questa occasione prima di andare via.
Resto a disposizione per chiarimenti e informazioni.

Un caro saluto
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa e Psicoterapeuta Relazionale - Napoli

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 10/11/2016 - 22:35

Purtroppo i genitori non sono perfetti. Più che trovare una scusa dovrebbe consultare una psicoterapeuta per anzitutto capire e poi vedere se riuscite a modificare, almeno in qualche cosa, la situazione.
Penso sia una cosa possibile perchè lei mi sembra sufficientemente critica e matura.
cordiali saluti