Non riesco a focalizzare il mio vero problema nell'andare avanti
Salve. Ho 40 anni.
negli ultimi 3 anni per motivi di studio universitario ho condiviso h24 la mia vita universitaria e non con un collega molto più giovane di me.
Avevamo preventivamente stabilito che i nostri percorsi si sarebbero separati, per innumerevoli elementi.
Ho già elaborato in passato delle separazioni.
Perché dunque questa mi risulta di difficile gestione ?
Non ho interesse a proiettarmi in una nuova vita perché mi stava bene quella di prima ( suppongo)
Non abitiamo insieme da luglio. Stiamo ad 80 km di distanza adesso. A lui viene naturale chiamarmi e sentirmi tutti i giorni ... continuiamo in pratica ad essere in contatto h24. . Mi sembra anche strano parlarne così... perché siamo entrati molto in contatto intimamente... nell' animo intendo .
Mi sento in pericolo . Penso che appena comincerà a conoscere gente nuova comincerà a chiamarmi sempre meno. Desidero che sia felice . Ma non desidero sentire il distacco che pian piano avverrà.
Che vuol dire ? Che problemi ho? Perché soffro ? Come posso proteggermi? Mi sembra di doverlo accompagnare con la manina lontano da me...
Quale è il mio maggiore problema ? Mi viene la mania di tenere sotto controllo il pericolo... senza capire quale sia davvero il pericolo che mi fa soffrire. Ho paura di essere abbandonata? Sostituita? Realizzare che rappresentavo un punto di riferimento e basta?
Ci vogliamo un bene dell' anima. Parliamo tanto ma se parliamo di questo non va bene...
Vorrei capire cosa mi impedisce di andare serena verso il mio futuro...
Come posso proteggermi da questa anestesia che sento verso il resto del mondo. Preferisco passare il tempo con lui . Lo so. Ma sapevo come sarebbe andata. Quindi... come posso gestire al meglio questo momento.? Qual è il mio maggiore impedimento ?