Giulia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 23/09/2019

10 anni di attacchi di panico

Buonasera,
Sono Giulia una ragazza di 28 anni, da circa 10 anni soffro di attacchi di panico. Ho iniziato a soffrirne quando andavo al liceo ogni volta iniziavano con la sensazione di avere un infarto, inizialmente erano molto frequenti poi si sono attenuati. Da circa 3 anni ho cambiato città per lavoro, sono partita sola e ora ho un compagno da circa 2 anni. Appena arrivata a Roma mi sentivo bene, vivevo spensierata poi qualcosa è cambiato e ora vivo con la costante paura che mi possa venire qualche cosa e possa morire da un momento all'altro. Lavorativamente parlando sono cambiate molte cose da circa 4 mesi ho avuto una promozione, ho effettuato 3mesi fa una donazione di midollo osseo per mio padre malato di leucemia. Io non riesco praticamente nemmeno più a mangiare serenamente, ogni cosa che mangio mi porta ad avere dolori alla pancia che ingigantisco ogni volta. Sta diventando tutto un'ossessione soprattutto la costante paura della morte che si accentua quando leggo notizie di persone sane e giovani morte all'improvviso. Cosa può essere successo nella mia mente? E come uscire da questo vortice e vivere meglio l'argomento morte?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 23/09/2019 - 11:32

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Giulia,
da ciò che scrive, mi sembra di capire che gli attacchi di panico che ha riferito, si associno ad un disturbo d'ansia più generalizzato che sembra delinearsi come una sorta di malessere di sottofondo nella sua vita.
Perciò, è come se questo malessere divenisse più intollerabile in risposta a specifiche situazioni, come ad esempio la "promozione", la "donazione del midollo".
Per riuscire a gestire al meglio i pensieri ossessivi relativi alla "morte", è, quindi, necessario approfondire la sua condizione emotiva, chiedendosi, ad esempio, come ha vissuto il suo trasferimento a Roma, la promozione, che tipo di relazione ha costruito con il suo compagno, è soddisfatta del suo lavoro? Come ha vissuto la diagnosi di leucemia formulata a suo padre?
Se desidera approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 23/09/2019 - 10:57

Milano
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Gentile Giulia, nonostante gli attacchi di panico e la paura della paura durino da circa dieci anni, è riuscita comunque a organizzare la sua vita. Ha studiato, trovato un lavoro e poi il coraggio di andare, cambiare città, da sola. Poi quella paura della morte, del disfacimento psichico è tornata, ma nonostante ciò è riuscita ad affermarsi, ad avere una promozione sul lavoro. E' come se, ma andrebbe approfondito, nella sua vita vi fossero due linee: una progressiva che la spinge ad andare, a fare e un'altra che la spinge indietro. L'ossessione per il cibo e i dolori certo la preoccupano molto. Mi pare che lei abbia un'ottima capacità di introspezione quando parla di paura della morte che è certo legata alla malattia di suo padre, ma è una paura costitutiva dell'essere umano. Alcuni la percepiscono con maggiore profondità. Questo capacità di guardarsi dentro e attorno, potrà aiutarla molto in un percorso psicoterapeutico che mi pare sia diventato oramai indispensabile. Saluti.

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 25/09/2019 - 11:23

Cara Giulia, dico spesso che la morte è qualcosa con cui dobbiamo prima o poi fare i conti tutti come esseri umani. L'uomo infatti è l'unico ad averne consapevolezza e questo se ben guardiamo è ciò che ha da sempre ispirato poeti ed artisti vari, che con le loro opere cercavano l immortalità o di esprimere il loro vissuto rispetto a questa condizione di finitudine. Un mio maestro mi diceva che il guaio della nostra società è proprio che viviamo da immortali, neghiamo la morte non pensandoci e questo porta a togliere valore a tutto. La morte noi invece dovremo interrogarla ogni giorno, considerarla un'amica che ci aiuta a capire se stiamo vivendo davvero. Da quello che scrive gli attacchi di panico e la paura della morte sono sopraggiunti sempre in momenti di cambiamento e questo é molto frequente. Il cambiamento segna infatti un prima ed un dopo, marca il tempo che passa portando con sé l idea della morte. La invito a non farsi spaventare ma anzi ad usare questa idea come un'occasione per chiedersi "sto davvero vivendo? E lo sto facendo davvero come vorrei io?ovvero come vorrebbe la parte più autentica di me?"
Uno spazio di terapia potrebbe aiutarla in queste riflessioni.

Un caro saluto
Dott.ssa Laura De Martino Psicologa e Psicoterapeuta relazionale e familiare Napoli Tel 3280273833