clara domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 04/07/2016

Trieste

Schiava dell'ansia e dell'apatia

Buona sera. Mi chiamo Clara e ho 23 anni. Frequento l'università di Lingue. Mi mancano gli ultimi 4 esami (mattoni,direi) e ho una media alta (del 28). Tutto più o meno andava bene fino a quando non sono riuscita a studiare più, infatti non sostengo gli esami da febbraio. Non so per quale ragione. Forse perché per ogni esame mi carico di stress e ansia mai visti (tosse nervosa, raramente vomito, stanchezza triplicata e malesseri fisici quali mal di testa, mal di schiena e dolori allo stomaco) accompagnati da pensieri come "mi boccia", "non ce la faró mai" o forse perche' noto che ho perso ogni interesse e la poca determinazione che avevo. Mi sento una nullità e sono molto demotivata. Ho deluso profondamente i miei genitori. Il mio ragazzo non mi aiuta (vantandosi sempre dei suoi brillanti risultati, a volte mettendomi in cattiva luce. Una volta infatti, diceva davanti a tante persone di quanto sia difficile una materia e che io ancora non l'avevo data e sento anche che vuole mettersi in competizione con me). Inoltre, sto perdendo il mio interesse nei suoi confronti e Non ho voglia di vedere gli amici . Vorrei solo rimanere a casa, a guardare telefilm che mi facciano evadere dalla mia realtá dominata ormai dall'APATIA E DALL'ANSIA. Non riesco mai a gestire qualunque situazione. Mi sento triste a vedere che gli altri vanno avanti con le loro vite, passando i loro esami e coronando i loro sogni. Odio chi mi fa sentire sottopressione chiedendomi la solita frase "Quante materie ti mancano?" "Quando ti laurei?" O altri che criticano chi impiega tanto all'università. Penso davvero che ho toccato il fondo e mi sento davvero sola. Come posso controllare l'ansia e non essere più schiava? Come riprendere in mano la mia situazione e andare avanti , finendo il percorso universitario? Come posso cambiare ed essere più felice e soffrire di meno?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 04/07/2016 - 07:26

Napoli
|

Cara Clara, la sua lettera mi ha fatto pensare alla corsa, alla fatica e alla competizione. Ho provato una sensazione di affanno, forse la stessa che prova lei? Ha nominato solo molto velocemente la parola "sogni", quali sono i suoi? Mi sembra, da quello che scrive, che sta molto in una dimensione del "dovere" e cognitiva, ma non crede di star tralasciando quella dei desideri e delle emozioni? Quanto spazio da a questi aspetti nella sua vita? Cosa le piace fare e quanto tempo gli dedica? Ogni impegno ed anche quello dello studio ha bisogno di energia, lei da dove la prende?come si ricarica? Forse questa battuta d'arresto che ha vissuto, può indicarle proprio la necessità di recuperare questi aspetti per poter fare il salto finale ma soprattutto per non vivere una vita affannosa e sterile. E allora la invito a cogliere questa opportunità, quella di ritrovare il suo "cuore", la parte passionale di lei, l'unica che potrà darle il combustibile necessario per andare avanti!

Un caro saluto,
Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa, Psicoterapeuta
Napoli