MARIAGRAZIA domande di Alimentazione  |  Inserita il 14/11/2016

Salerno

Mangiare per ansia

Da un po' di tempo a questa parte mi sono resa conto, che mangio per ansia, perchè non sto bene con il mio corpo, non mi piaccio e qualsiasi situazione mi crei stress, cerco di colmarla con il cibo. Mangio, mangio, continuo a mangiare fino a sentirmi male, non perchè io abbia davvero fame. Delle volte per colmare i sensi di colpa, e la paura allo stesso tempo di ingrassare, vomito. Chiedo aiuto perchè tutto questo mi sta distruggendo, mi ha tolto la spensieratezza e la felicità che propabilmente una ragazza di 24 anni dovrebbe avere.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 15/11/2016 - 09:36

Buongiorno Mariagrazia,
spesso il cibo acquisisce la funzione di mezzo/strumento per gestire l'emotività (sfogare la rabbia, colmare il vuoto della tristezza, placare l'ansia o la noia), per sopperire a difficoltà relazionali e/o affettive, per colmare vuoti di autostima e cali nella fiducia in se stessi.. e altre situazioni e condizioni, che potrebbero invece risolversi più efficacemente aumentando l'autocoscienza e lo sviluppo di risorse interiori. E' importante che tu riesca a riacquisire consapevolezza del tuo corpo: apprendere l’ascolto delle tue sensazioni fisiologiche che consentono di distinguere la fame dal desiderio di cibo. In questo modo si può riuscire a comprendere meglio cosa muove al desiderio di cibo, cioè cosa in quel momento ci ha innervosito, annoiato, rattristato.. e quindi agire in altro modo, attraverso strategie di problem solving e gestione delle emozioni, sulla risoluzione di quel determinato “problema”.
Tra l'altro questa modalità di alimentazione, guidata dall'emotività più che dalla fame, comporta successive emozioni di colpa e tristezza, che non fanno altro che alimentare il disagio sperimentato, e portare ad azioni compensatorie altrettanto nocive.
Per riuscire ad elaborare queste sensazioni spesso è necessario un percorso psicoterapeutico, che aiuti a comprendere cosa ci porta alla ricerca del cibo, da cosa ci gratifica e/o da cosa vogliamo distrarci, e in che modo ci rapportiamo con la nostra corporeità e fisicità.
Se desideri maggiori informazioni, riscrivimi pure senza alcun impegno.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it

Dott.ssa Laura De Martino Inserita il 14/11/2016 - 18:05

Cara Mariagrazia, il cibo ha un valore fondamentale nelle nostre vite, lungi dall'essere un semplice nutrimento è sin dalla nostra nascita ricco di significati, come la cura, la consolazione, la sicurezze ed è strettamente connesso alle emozioni. Accade così che quelle emozioni che non riusciamo a controllare o a comunicare attraverso le parole si trasformino in cibo, ingoiato per non sentire, per coprire, zittire, scaricare. Credo che scrivendo qui ha fatto un gesto importante in quanto ha colto questo collegamento, ha assunto la consapevolezza di un legame tra cibo e ansia e ha chiesto aiuto. Il passo successivo che le suggerisco e di rivolgersi ad un collega della sua zona proprio per avere il tempo e lo spazio per poter iniziare a sentire e ad esprimere le sue emozioni, senza doverle zittire e controllare con il cibo.
Un caro saluto,

Dr.ssa Laura De Martino
Psicologa, Psicoterapeuta - Napoli