articoli di psicologia della Dott.ssa Giuseppina Cantarelli

risposte dello specialista Giuseppina Cantarelli

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Lutto ipertrofico, forse

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Cara Angela, è evidente quanto la nonna fosse importante per il suo ragazzo e quanto egli abbia investito affettivamente su di lei. Quello che descrive , infatti, pare avere più i connotati della reazione alla morte di un genitore amato , che non di una nonna, la quale, per quanto importante e preziosa, dovrebbe avere rivestito un ruolo affettivo di secondo piano rispetto ai genitori. E' possibile che questo lutto, aggravato da una seconda difficile situazione che la famiglia sta affrontando con i problemi della zia, abbia contribuito a peggiorare una situazione già complicata che pone di fronte all'enigma della morte, della fine. Elaborare un lutto, può risultare cosa molto complessa e delicata soprattutto quando si è ancora all'alba della vita e, della morte si sente solo parlare o la si vive virtualmente sul teleschermo. Il suo atteggiamento così partecipativo e affettuoso, Angela, è cosa molto bella e importante, ma vi sono momenti in cui è necessario trovare il coraggio di farsi da parte , pur mantenendosi disponibili. Lasci quindi un tempo adeguato al suo fidanzato per stare da solo, se è questo che egli ora desidera. Ciò non vuol dire che lui non la ami più, ma soltanto che la sua energia psichica, è in questo momento risucchiata dal dolore. Attenda qualche mese prima di proporgli qualunque tipo di rimedio o cura. Forse allora , egli , sarà in grado di prendere una decisione più ponderata e razionale. Sia serena e fiduciosa e se può , fin dove le è possibile, attenda che sia lui a cercarla. Un grande augurio e un cordialissimo saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Avere tutto, ma sentirsi male

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Cara Cristina, leggendo le sue parole, mi sono chiesta quando e se , lei abbia vissuto la sua adolescenza. Tutta la sua esperienza , sembra essere stata costruita attorno all'idea di sicurezza e stabilità, da conquistarsi quanto e prima possibile. Ma l'adolescenza , è proprio il periodo dell'incertezza , della passione, soprattutto sotto il profilo dell'affettività. Tutto questo amore che pare esserle riservato dai genitori e dal suo fidanzato , sembrano avere vagamente il sapore del "quid pro quo"(dare qualcosa per qualcos'altro), che lei pare avere assorbito come legge inderogabile. Ballare , ridere , cantare alla sua età, rappresentano stati di grazia a cui non si dovrebbe rinunciare per nessun motivo . Non si diventa adulti affacciandosi alla vita con un bagaglio di esperienze assennate e previste ma , la si conquista un pò , anche sbagliando , ridendo, insomma giocando . Per divenire veri adulti , occorre portare in sè anche i segni di quella parte un pò trasgressiva, che si dimostrerà preziosa quando si dovranno comprendere i propri figli e quando, guardando il proprio uomo dopo anni di vita insieme, si comprenderà per esperienza vissuta e non solo per dovere, che era proprio lui l'uomo giusto, il gioiello prezioso , per il quale , fu giusto dopo un tempo di naturale irrequietezza , rinunciare ad altri sogni , riconosciuti per esperienza-e non solo per sentito dire- meno importanti. Inibendo la sua naturale vitalità e voglia di vivere , il rischio è quello che , una volta adulta sul serio, tutta questa giudiziosità e saggezza vissute troppo precocemente, le si rivoltino contro e la inducano magari a comportarsi inopportunamente, come avrebbe dovuto fare da giovane ragazza. Non si senta dunque troppo in colpa se ha voglia di divertirsi e assecondi deliziata questa meravigliosa parte di sè. Un cordiale saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Aspettare?

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Gentile Alessandro, certo l'amore considera poco l'età, ed oggi una donna di 40 anni può dimostrarne molti meno, ma nondimeno averli. Ciò che lei desidera con tanto sentimento, può essere sicuramente ricambiato , ma vissuto con un pò più di disincanto. E'possibile che per questa donna , lei rappresenti la passione, quel fuoco , che dopo anni di convivenza inevitabilmente viene a calare nella coppia , lasciando il posto , magari ad emozioni più tiepide sul piano della sessualità ma più radicate sul piano dell'attaccamento , degli affetti , delle esperienze e fatiche condivise. Lei è sicuramente un ragazzo avvenente, e non è certo sulla base della perdita di attrattività che è possibile, questa signora, inizi ad avere dei dubbi sul vostro futuro insieme. Forse , riesce solo a vedere un pò più lontano e al di là di questa bruciante passione. L'amore in realtà è cosa assai complessa e l'ardore, ne è certo un ingrediente importantissimo, ma destinato a lasciare gradualmente il posto al desiderio più pacato di costruzione di fondamenta sicure. Ovviamente la mia è solo un'ipotesi, ma essendomi trovata spesso di fronte a queste situazioni, mi pare di riconoscervi una certa regolarità. Comprendo il suo dispiacere e la sua angoscia , ma ritengo lei non abbia molta scelta . Può optare per un out-out o accettare di essere condiviso con un altro affetto, fino a che, il legame che vi unisce o unisce l'altra al suo uomo , non si esaurisca naturalmente e il destino non imponga da sè una scelta. Augurandole ogni bene la saluto cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Problemi con mia madre

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Cara Meri, crede davvero che sua madre non vorrà più vederla se lei seguirà il suo destino e il suo amore? Puo forse tentare questo ricatto , ma il suo compito,Meri, è comunque quello di staccarsi dal legame che sua madre pretenderebbe fusionale e incontrastato. L'abito bianco forse verrà in seguito e la mamma dovrà adeguarsi ai tempi, come è giusto e naturale che sia. Che i suoi genitori debbano rimanere sempre al primo posto nella sua vita , è tutto da vedere. Attenda di avere un bambino e si accorgerà di chi davvero merita di essere messo al centro della propria vita. Suo padre più saggiamente la asseconda e questo deve darle una grande forza. Quindi, quando deciderà, faccia le sue valigie e scriva a sua madre prima d'andarsene ,una lettera piena d'affetto in cui le dirà che nonostante tutto il bene che le vuole , lei Meri, ora è grande e deve seguire la sua strada e ,che spera che i vostri rapporti possano tornare comunque buoni e affettuosi il prima possibile. Sia serena e decisa e non si faccia travolgere dalla paura e dai dubbi. Le auguro coraggio e ogni bene Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Relazione malata

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Cara Ilenia , è davvero una situazione frustrante ed umiliante quella che sta vivendo. Perchè mai quest'uomo dovrebbe continuare a permettere alla ex di chiamarlo ? Le ha forse promesso qualcosa del tipo "disponibilità illimitata " nonostante la chiusura del rapporto? Se è così , è probabile che egli la ami ancora e che non trovi il coraggio di "tagliare il cordone". Quando si è molto innamorati , è dura rinunciare al proprio amore; dietro l'angolo , ci sono : senso d'abbandono , solitudine , rabbia e desiderio che non molla la presa ma, a volte questa è l'unica via percorribile per salvarsi da qualcosa che finisce per fare più male che bene, sottrarendo energie preziose e lasciando la persona coinvolta emotivamente, completamente svuotata. Di chi parlo? Di lei naturalmente , ma anche della rivale e del suo stesso ragazzo, il quale dovrebbe a mio parere, toccare il fondo della propria crisi personale in totale solitudine , per comprendere ciò che gli sta più a cuore. I latini, per intendere il fine ultimo di un comportamento , di un atto, utilizzavano la domanda: "qui prodest"?( a chi giova?) ossia,chi trae conforto , vantaggio ed energia da questa situazione? E' la stessa domanda che pongo anche a lei. Spero che la risposta, la stimoli a scegliere prima di ogni altra cosa , l'amore per se stessa e ad agire di conseguenza. Un cordiale e sentito saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Sindrome da abbandono?

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Gentile Giovanni, è cosa assai delicata e ardua, fornire una risposta ad una situazione in cui il dolore è così palpabile, ancora così vivo. La sua ragazza si è allontanata da lei e con molta probabilità, non soltanto a causa del lavoro. Una relazione che dura da così tanto tempo , crea radici molto profonde anche se invisibili, al contempo però una frquentazione iniziata da poco più che adolescenti, può avere precluso la possibilità di verificarsi in nuove esperienze, ed è una cosa che alla lunga , può essersi fatta sentire. Da un certo punto di vista , tutti vorrremmo sospendere come in un "fermo immagine" , il tempo in cui ci siamo sentiti più felici e più appagati , ma per quasi nessuno di noi questo è possibile . Crescere esige sempre un distacco , che può essere parziale o totale, prevedere un ritorno , più ritorni e fughe o un allontanamento senza possibilità di ripensamenti. Per come avverto la sua sofferenza, io mi auguro per lei che questo distacco sia definitivo poichè ulteriori ritorni e separazioni, potrebbero trasformarsi in uno stillicidio che le impedisca di elaborare il "lutto", di questo abbandono. Certo ci vorrà del tempo e dovrà ancora combattere con la nostalgia , con un errato senso di inadeguatezza, poichè lei oggi si vede con gli occhi della sua ex ragazza, cioè non più desiderabile, naturalmente sbagliando. Se può , si faccia aiutare . Una buon supporto psicologico, potrebbe in questo momento, davvero giovarle e farla uscire un pò meglio e un pò prima da questo grande dispiacere. Un cordiale saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Paura di svenire

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Cara Chiara, comprendo la sua angoscia , ma Lei oltre ai suoi sintomi , non racconta nulla di sè, a partire dall'età . Gli psicologi , non sono degli indovini , nè dei guaritori che abbiano una ricetta singola per uno stesso problema. E' la persona con la sua unicità , data dalla somma delle sue esperienze, dal suo temperamento, dai suoi trascorsi emotivi ed affettivi,dalla sua sensibilità , che fa la differenza, ed è alla persona intera che essi dovrebbero sempre rivolgere la loro attenzione. Quantomeno , io mi muovo in questo modo coi miei pazienti, soprattutto con quelli che sembrano ossessionati da un sintomo che vorrebbero debellare a tutti i costi come un parassita che infesti una pianta. Il sintomo può essere tenuto sotto controllo con varie metodologie , farmaco in testa , in genere ansiolitico e antidepressivo insieme . Questo però, non significa, comprendere ed eradicare la causa del problema , che in genere , affonda le proprie radici, in qualche difficoltà non superata di un passato più o meno recente , che dovrebbe essere accuratamente scandagliato ed elaborato, per produrre una modificazione della personalità complessiva del soggetto portatore del disagio e quindi, incidere positivamente anche sulla riduzione del sintomo. Lei può combattere il sintomo come si combatte una guerra contro il nemico, o agire cercando di capire cosa può avere innescato questo meccanismo produttore di qualcosa che le rende la vita difficile ,con lo scopo di raccontarle e spiegarle qualcosa di molto importante che riguarda lei stessa, i suoi colori , le sue radici, la sua musica e la sua bellezza trascurata. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ho paura di tutto

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Buongiorno Maria, rimanere con una persona , perchè le si vuole bene , non significa perdonare, e comunque anche un forzato perdono, non vuole dire riacquistare per forza la fiducia nell'altro. Mentre lei combatteva con i" lutti" legati agli aborti di figli tanto desiderati , suo marito , invece di sostenerla, si lasciava andare a comportamenti sconsiderati, quasi a rivendicare egli, il ruolo del figlio da accudire e perdonare e non quello di futuro padre. Lei è stata molto forte e coraggiosa, ma a volte si ha bisogno di un appoggio per andare avanti. Ora ,suo marito sembra pentito e io le auguro con tutto il cuore che ciò sia vero, e che la sua vita possa migliorare ogni giorno un pò di più, ma ritengo che un sostegno psicologico sarebbe molto importante per aiutarla a riprendere un pò di fiducia nella vita , meglio se abbinato a qualche incontro di terapia di coppia, per rinforzare i buoni propositi di suo marito e consentire a lei di esprimere tutti i dubbi e le paure che ancora le impediscono di stare serena. Augurandole ogni bene la saluto cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Perché trovo piacere nel vomito?

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Cara Francesca, gli psicologi lavorano per lo più con persone portatrici di disagi affettivo-emotivi , quindi il loro atteggiamento , non è mai giudicante ma sempre tendente alla comprensione e ad una disposizione positiva che permetta al paziente di aprirsi con serenità e fiducia. E' stato molto saggio il suo ragazzo nel consigliarle la visita da uno psicologo , meglio sarebbe uno psicoterapeuta, poichè il suo disturbo potrebbe aggravarsi e va affrontato al più presto. Continuare con questa pratica, potrebbe danneggiarla anche sul piano fisico, causandole alla lunga problemi agli organi interni come lacerazioni gastro-enteriche e altro. Vi sono essenzialmente due tipologie d'approccio ai problemi psicologici, una afferisce alla corrente cognitivo - comportamentale, per cui, viene dato molto spazio al presente e si mira a modificare schemi mentali appresi ,che starebbero alla base del disturbo. Queste forme di psicoterapia prevedono un numero di sedute limitato. L'altra corrente di pensiero è quella psicoanalitica e si propone di scavare più in profondità nella psiche del paziente, per scoprire le cause di un problema che spesso affonda le proprie radici nel passato,periodo di vita a cui viene data molta importanza . Vengono analizzati quindi in primo luogo i fattori affettivo-emotivi sviluppatisi nell'infanzia, cercando di cogliere i nessi che legano le esperienze passate a quelle attuali Lo scopo è quello di rendere la persona più consapevole e di aiutarla a rafforzare le proprie difese psichiche, per permetterle di riuscire affrontare con più equilibrio e meno paura la vita .Molta importanza, in questo tipo di psicoterapia, viene data alla costruzione di una relazione positiva tra psicoterapeuta e paziente, considerata fattore cruciale di cambiamento e di cura. Sono a disposizione per ulteriori informazioni Un caro saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ansia... e ipocondria!

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Cara Laura, il disturbo di cui soffre , si chiama ipocondria e consiste in una continua forma di apprensione per la propria salute . Dal punto di vista psicodinamico ,(psicoanalitico)spesso dietro questo sintomo , si nasconde una forma più o meno larvata di depressione. E' possibile che la morte di sua madre , sia stata un evento molto traumatico e che lei non sia stata adeguatamente aiutata ad elaborarne il lutto . Un lutto o un trauma non elaborati sufficientemente o adeguatamente , soprattutto se vissuti in giovane età , si possono paragonare a ferite, che se non curate , possono peggiorare e suppurare . E' possibile che sia questa la causa del suo disagio attuale. La invito a mettersi in contatto al più presto con uno psicoterapeuta , meglio se di stampo psicoanalitico, con cui iniziare a parlare e a far emergere , tutti i sentimenti legati a questo distacco forzato , poichè per un bambino/a , o un/una preadolescente , per quanto assennato/a e saggio/a , la morte di un genitore amato , può stimolare e normalmente stimola un senso di abbandono, con tutte le emozioni legate al fatto : dall'incredulità , alla rabbia ,al rifiuto della realtà e, provocare in lui /lei quindi, anche sensi di colpa più o meno inconsci, inappropriati. Questa , naturalmente è solo un'ipotesi poichè ogni caso è un caso a sè, e come tale va trattato. Rimango a disposizione per ulteriori delucidazioni. Un cordialissimo saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

"Blocco " sessuale dovuto al passato

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Gentile Alessandra, se gli esami clinici , non hanno evidenziato alcuna causa organica alla base del suo problema , è lecito supporre che che questo ,abbia origine psicologica. E' possibile che la relazione avuta in così giovane età , abbia avuto un'influenza sulle successive, ma solo una analisi accurata lo potrebbe stabilire ed evidenziare. Le consiglio perciò di prendere contatto con un/a psicoterapeuta, con cui valutare un possibile percorso di indagine psicologica ed eventualmente di cura. Rimango a disposizione per ulteriori delucidazioni. Cordiali saluti, Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Non sopporto più il mio ragazzo

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Gentile Mary, è vero, da ciò che racconta traspare un certo "disprezzo" per le caratteristiche di mitezza che il suo ragazzo esprime , nella vita , coi genitori e con lei. Si , certamente è un bravissimo ragazzo , ma è il momento di chiedersi se egli sia adatto a lei o se invece lei sia - dopo sei lunghi anni -cresciuta e più consapevole dei suoi nuovi veri bisogni e desideri. Credo che , per il suo bene e per quello del suo ragazzo,-se ancora prova dell'affetto per lui- sia arrivato il momento di esprimere i suoi sentimenti e dare /darvi la possibilità di guardare la realtà in faccia e ,permettere così ad entrambi di affrontare eventualmente un periodo di pausa dal rapporto, per riflettere sul da farsi. La solitudine porta in genere consiglio e nuove e più stimolanti frequentazioni , potrebbero mostrarvi in un futuro non troppo lontano, una situazione affettiva totalmente logorata o al contrario rafforzata dalla lontananza . A quel punto, ma solo a quel punto, se il dolore della separazione dovesse dimostrarsi troppo grande, sarà il caso di prendere in esame la possibilità di una buona terapia di coppia, atta a permettere ad ambedue, di esprimere sentimenti, emozioni e desideri e trovare la strada per venirvi reciprocamente incontro. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

In un limbo di frustrazione da anni

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Cara Alessandra, lei descrive molto bene le sue emozioni che paiono molto altalenanti e dipendenti da un qualsiasi evento esterno anche di entità limitata. Il "tutto o niente" sembrano dominare la sua scala di valori verso di sè e forse, anche verso il prossimo? O intelligente e sveglia o totalmente lenta e fallita? E' onestamente possibile questa duplice e cotrastante ipotesi ? Io credo di no . In ognuno di noi , coesistono parti più adeguate alle richieste dell'ambiente e delle nostre ambizioni e , parti più lente, cioè per usare un linguaggio junghiano, meno differenziate e perciò ancora molto inconsce. Una tendenza così marcata all'autocritica, può avere avuto origine da pretese parentali (cioè dei genitori) realmente eccessive o semplicemente vissute da lei come tali, che possono averla indotta ad introiettare leggi troppo severe destinate a limitarla e a bloccare la sua creatività e il piacere di vivere. Può essersi innescato perciò un pericoloso circolo vizioso che da un lato la veda inconsciamente desiderosa di trasgredire alle regole che sente esserle state imposte , attraverso quell'apatia e inconcludenza di cui parla e dall'altra, capaci di scatenare in lei il desiderio di punirsi attraverso l'autodenigrazione e il senso di sconfitta. Se questo stato di cose dovesse perdurare , le consiglio vivamente di prendere in considerazione l'opportunità di entrare in psicoterapia o se, è abbastanza forte, di accettarsi com'è , coi suoi pregi e difetti, imparando ad amare entrambi. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Mi sento sola e depressa

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Cara Maria, mai madre fu così saggia. Perchè mai dovrebbe rimanere in un luogo che le è estraneo, a subire la volontà di un compagno che pare interessato solo ad usarla? Una separazione di prova potrebbe fare bene sia a lei che a lui oltre che alla sua futura suocera. Se il suo compagno è troppo mammone , spera che esprimendogli la sua opinione , lo aiuterà a cambiare? Onestamente credo di no. Credo invece che , se non sarà in grado di fare le sue valigie , sarà lei a rimetterci e a subire altre umiliazioni fino forse a toccare il fondo del suo disamore per se stessa e, a quel punto decidersi tra l'annullamento totale di sè o una rinascita in un luogo che le sia meno ostile e più famigliare. Lei è troppo giovane per impegnarsi a vita a queste condizioni. Io la immagino su un aereo a tirare un sospiro di sollievo, mentre si allontana da quell'inferno, diretta a casa dove la aspetta affetto, calore, e forse qualche nuova e più adeguata esperienza affettiva. Le auguro tutto il coraggio necessario e ogni possibile bene. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Il mio ragazzo non riesce più a farlo con me

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Gentile Ines, tret'anni sono un pò pochi per rinunciare alla sessualità. In una coppia poi, soprattutto all'inizio , la sua espressione ,rappresenta un indicatore importantissimo della qualità della relazione. E' possibile che la sua situazione affettiva precedente, che la vedeva innamorata di un altro, abbia agito da potente afrodisiaco sul suo attuale compagno, che, stimolato dall'idea di sedurre chi apparteneva ad un altro, ha dato il meglio di sè sul piano dell'espressione sessuale e affettiva. La convivenza può avere suscitato al contrario , in lui, un comportamento d'inerzia, prodotto dalla consapevolezza di averLa già conquistata. Quando dice che questo ragazzo è immaturo , credo non sia tanto lontana dalla verità. Egli probabilmente si è ora sintonizzato sul canale "matrimonio", compiendo l'equazione verbale: " matrimonio come tomba dell'amore". Le coccole , sono molto piacevoli e indicano grande tenerezza, ma quando tenerezza e sensualità non vanno nella stessa direzione in un rapporto amoroso, vuol dire che qualcosa non va. Non so per quanto tempo lei possa andare avanti in questo modo , considerata , la sua naturale e sanissima esuberanza sessuale. Non è peraltro possibile pensare che il suo ragazzo abbia del tutto rinunciato ad una attività sessuale di qualsivoglia natura, compreso l'autoerotismo, dal momento che fino a pochi mesi fa egli era più che attivo. Ovviamente ,occorre lei metta da parte ogni ritrosia e scrupolo e affronti a viso aperto la situazione , prima di trovarsi invischiata in qualcosa di ancor più spiacevole. Se desidera consolidare questo legame , sarebbe opportuno, prendere in esame la possibilità di iniziare una terapia di coppia, quantomeno per comprendere meglio ,le dinamiche che sottendono l'esigenza di un comportamento tanto incongruo e controproducente rispetto al benessere della vostra unione, da parte del suo compagno. Cordialissimi saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Sua mamma è invadente

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Cara Jenny, a quanto ho capito, lei vive a casa dei suoi futuri suoceri. Già questa di per sè è una situazione anomala per una giovane coppia ed è molto difficile entrare all'interno delle complesse dinamiche relazionali che devono essersi venute a creare tra di voi. Ha ragione quando afferma che la mamma del suo fidanzato non dovrebbe intromettersi nelle vostre discussioni, ma è altrettanto vero che chi è a casa propria, ha il pieno diritto di gestire come meglio crede, faccende domestiche , pulizie , cura degli animali domestici e quant'altro , nel modo che ritiene più opportuno. Credo che il problema risieda proprio in questa reciproca vostra mancanza di riguardo per i confini gli uni degli altri. Lei purtroppo è un ospite in quella casa e per quanto accettata come fidanzata del figlio, può rappresentare sempre un elemento di rottura dei precedenti equilibri. La invito quindi a prendere seriamente in esame la possibilità di rientrare a casa propria , fino a che voi fidanzati non abbiate trovato un luogo in cui vivere insieme, lontani dalle ingerenze dei reciproci famigliari. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Un vizio particolare

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Buongiorno Costanza, mi pare evidente che ciò di cui parla , sia un'abitudine appresa da bambina. Si tratta di una innocente modalità autoconsolatoria . Non credo, dovrebbe preoccuparsene troppo a meno che , questa pratica non si associ ad altri comportamenti troppo fanciulleschi, a ricordi penosi o traumatici o al contrario ad un vissuto troppo gratificante e -mai più ritrovato successivamente- legato alla sua prima infanzia. Le ipotesi di cui parlo, seppure contrastanti tra di loro, possono avere prodotto una "fissazione" ad uno stadio di autoerotismo orale legato alla suzione. Eccessiva gratificazione o al contrario , grave frustrazione in età precoce, possono contribuire infatti a rendere stabili condotte, che in altro modo sarebbero state destinate a subire delle modificazioni, sulla base dello sviluppo psicosessuale . Consideri comunque che una certa quota di passato remoto, rimane inscritto in ognuno di noi e riappare in alcuni gesti , tendenze temperamentali, gusti, atteggiamenti che possono emergere proprio quando le difese dell'adulto si abbassano . Il sonno è una di queste evenienze. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Blocco e calo del desiderio

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Cara Serena, l'origine del problema di cui parla, può essere di varia natura , ma, in linea generale , con molta probabilità, esso ha a che fare con l'idea più o meno consapevole del suo ragazzo, di avere già conquistato il cuore dell'amata e non solo. Mi rendo conto ,ciò, possa risultare terribile per chi spasima e desidera ancora, ma nella stragrande maggioranza dei casi, è proprio quello che avviene, quando si verifica un calo così repentino del desiderio. La domanda che le pongo è : "Lei è ancora così convinta dell'importanza di questa relazione?" e il suo ragazzo, la pensa come lei? Nel caso questa seconda risposta sia affermativa( e non può che essere il "suo lui "a fornirle risposta adeguata),non vi rimane che affrontare una terapia,che potrebbe inizialmente essere di coppia e in seguito -dovesse perdurare questa difficoltà - rivolgersi solo al disagio del suo fidanzato , il quale rischia di buttare alle ortiche ogni bellissima possibilità di relazione profonda e duratura. Cordialmente Dott.ssa G. Cantarelli Parma...

Depressione e malattia psicosomatica

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Gentile Gian Marco, mi chiedo se abbia eseguito tutti gli esami clinici necessari per comprendere l'origine della sua precoce calvizie e per chiarire di quale natura sia il disturbo che ha sviluppato ultimamente. E' possibile infatti che queste eruzioni siano di carattere psicosomatico , ma occorrerebbe escludere prima qualunque altro tipo di causa organica come allergie, intolleranze , residui virali ecc...Dopo ciò, se il suo malessere psicologico dovesse perdurare, fino a limitare ancor più pesantemente la sua quotidianità, credo, dovrebbe prendere in seria considerazione , l'opportunità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Il disturbo psicosomatico , ha sempre a che fare con l'impossibilità di trasformare in parole (simboli) un disagio psicologico.Si dice infatti che il malato psicosomatico sia tendenzialmente "alessitimico", cioè incapace o pesantemente limitato nel trasformare in parole, le emozioni. E'Proprio in questa direzione che dovrebbe quindi andare, un buon intervento terapeutico. Lei dovrebbe essere aiutato a comprendere , verbalizzare ed elaborare i suoi vissuti attuali , pregressi e, le emozioni e gli affetti legati a queste esperienze, sottraendo così alla sua psiche la possibilità di una elaborazione più primitiva ed arcaica delle sue sofferenze. Questa primitività è tipica del bambino piccolo che, ancora incapace di esprimere a parole i propri disagi, tende ad utilizzare il primo strumento di comunicazione con cui gli è dato entrare in contatto con se stesso e con l'ambiente circostante, cioè il corpo, che con il suo linguaggio può esprimere gioia , soddisfazione o disagio e dolore. A volte accade che nell'adulto , per i motivi più diversi , permanga una quota più o meno elevata di questa modalità. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Lui non si vuole impegnare

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Cara Roberta, mentre leggevo la sua missiva così colma d'angoscia , mi sono chiesta come mai lei sia finita nelle grinfie di un soggetto del genere. Ogni atteggiamento di costui, sembra ricalcare il copione del" manipolatore perverso". L'eccitazione e il piacere di quest'uomo non paiono affatto derivanti dalla possibilità di una frequentazione con lei , (per quanto affascinante e bella lei possa essere e sicuramente lo sarà), quanto da quella di poterla usare come vittima sacrificale da tormentare fino all'esasperazione. La storia della precedente relazione , che l'avrebbe lasciato così devastato e deluso poi, ha un grande sapore di ambigua menzogna. Ciò che quest'uomo pare amare sopra ogni altra cosa, sembra proprio essere la possibilità di "agganciare un soggetto vulnerabile e sensibile per farne un pò ciò che vuole". Mi dispiace ricordarglielo , perchè mi sento molto vicina al suo sofferente smarrimento e mai vorrei ferirla più di quanto lei non sia già ferita , ma esperienza insegna che , soprattutto gli uomini , quando desiderano profondamente qualcosa o qualcuno , sono in grado di mettere in atto ogni possibile strategia per avvicinarsi tanto da potere competere con qualsiasi nemico, pur di conquistare il cuore della propria amata o di entrare in possesso dell'oggetto ambito. Mi pare che la persona in oggetto , abbia queste qualità , ma che , le utilizzi per scopi forse non del tutto nobili. Spetta a lei decidere se accettare le alternanze d'umore e i bizzarri desideri di questo signore, godendosi quel pò che ne può derivare senza fare drammi se lo dovesse vedere sparire poco dopo accampando scuse più o meno risibili o pateticamente insincere, oppure cambiare n. di telefono e tagliare ogni possibilità di comunicazione con lui riprendendo in mano la sua esistenza e volgendo la propria attenzione altrove. Augurandole ogni bene, La saluto cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Figlio violento: come comportarsi?

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Gentile Guglielmo, è veramente difficile entrare all'interno delle dinamiche fra genitori e figli. Se ci sono dei problemi che rischiano seriamente di compromettere la stabilità e l'unione famigliare, sarebbe bene vi rivolgeste tutti ad uno psicoterapeuta della famiglia, per comprendere cosa stia accadendo tra lei e i suoi figli e tra lei e sua moglie. Se uno dei suoi ragazzi è arrogante e maleducato, i motivi di questo atteggiamento , potrebbero essere dovuti alle più disparate ragioni. Certo , l'adolescenza è un periodo delicato e i giovani spesso tendono ad assumere atteggiamenti sfidanti verso l'autorità, per iniziare ad affrancarsi dalla tutela parentale, e , per cominciare a delimitare il proprio personale territorio. Tenga conto che, spesso , più un soggetto è fragile e dipendente , più facilmente metterà in atto comportamenti reattivi e violenti atti a "strapparsi letteralmente via, dai residui del proprio mondo infantile". Resta il fatto che un figlio non può e non deve in alcun modo sentirsi autorizzato a trascendere ,tanto da usare le mani contro un proprio genitore, a meno che, egli non sia stato minacciato o malmenato a sua volta e in quel caso si tratterebbe solo di legittima difesa. E' comunque cosa molto grave che ciò sia accaduto ;significa che qualcosa riguardante la capacità e possibilità di comunicare in modo adeguato e civile fra voi è ( spero solo per qualche momento) andato perduto e va quindi recuperato al più presto. Il ragazzo , fino a che sarà sotto la vostra tutela, è tenuto a rispettare le regole educative fondamentali che gli sono state impartite in famiglia, mi auguro, con autorevole e amorevole fermezza. Se al contrario egli fosse stato cresciuto in un clima di disprezzo o violenza verbale e fisica, oggi, lei non dovrebbe meravigliarsi troppo delle reazioni del suo figliolo. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Problemi? È un prete!

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Cara Giada, mai situazione fu così delicata. Quest'uomo è un sacerdote, con tutto ciò che comporta l'esserlo e l'esserlo diventato. Come ben lei sa , il sacerdozio impone ancora il voto di castità e ,ad un uomo di Chiesa è impedito e vietato sia fidanzarsi che sposarsi. Che cosa si aspetta da costui? Una storia romanticamente trasgressiva o un ripensamento rispetto ad una scelta di vita così importante ? In ogni caso, dal momento che siete così in confidenza , penso che dovrebbe esprimergli i suoi sentimenti e rendersi conto personalmente delle intenzioni di questo ragazzo. In seguito,se dovesse riscontrare d'essere ricambiata, spetterà ad entrambi assumersi la responsabilità morale di una scelta che potrebbe avere pesanti conseguenze. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Paranoia che non fa vivere

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Cara Tatiana, glielo confermo , lei non morirà per aver mischiato due o tre pillole. Ci vuole ben altro per morire di ictus o altre gravi patologie. Mi pare invece che sia molto più probabile che possa peggiorare il suo stato psicologico, se non prenderà in seria considarazione la possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Da ciò che racconta, sembra che il suo problema principale abbia a che fare con un grave quanto non ben definito senso di colpa. Certo lei ha tradito il suo ragazzo , col quale però ha un rapporto che non è stato sempre sereno e la responsabilità , non è sempre stata sua. Sentirsi trascurate da chi si ama, è molto doloroso e una ragazza della sua età , ha certamente ancora molto bisogno di conferme sulla propria capacità di sedurre, attrarre , piacere ed essere amata ,oltre a quella naturale di sperimentarsi in situazioni affettive diverse per capire chi è , cosa le piace veramente e cosa le potrebbe piacere di diverso da ciò che ha e che non la soddisfa pienamente.Tutto qua! Non vedo perchè lei dovrebbe sentirsi distrutta a vita , o temere chissà quali ritorsioni da parte addirittura dei suoi genitori , quando lei è più che maggiorenne e nel pieno delle sue capacità mentali e di scelta consapevole. Si rende conto di quanto irrazionale sia il suo timore? Quando una paura è così irrazionale , normalmente , ciò significa che i motivi sono nascosti, cioè , inconsci e quindi , con grande probabilità vengono da un passato lontano ed hanno in genere a che fare con ben altri e più complicati sensi di colpa. Le consiglio di iniziare al più presto una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico. Nel frattempo , la prego , cerchi di stare serena. Nessuno la manderà sul patibolo, nè la punirà a sangue solo perchè lei è semplicemente giovane e piena di vita . Un caro e cordiale saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Una mamma distrutta psicologicamente da mio padre

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Cara Alessia, quando due genitori si separano, inevitabilmente vengono"toccati" tutti coloro che si trovano su quella strada , i figli in primo luogo. Già di per sè questo è sufficientemente traumatico; se poi, come spesso fatalmente avviene ,essi vengono caricati del peso di fare da intermediari tra l'uno e l'altro , la situazione può davvero diventare insopportabile. E' pur vero che tenere lontani figli già grandi dalle situazioni e dalle ragioni reciproche che hanno portato alla separazione dei due , mi pare soluzione un pò artefatta e in definitiva non onesta, poichè i figli stessi , potrebbero rivendicare il diritto legittimo di capire quantomeno i motivi principali, che hanno determinato l'evento. In lei tutto questo sembra essere chiaro oggi. Ha compreso quali sono gli atteggiamenti e i comportamenti dei suoi genitori e riconosce con chiarezza le caratteristiche di personalità dei due e il loro diverso modo di esprimere la loro sofferenza e la loro modo di esercitare la rispettiva volontà. Se desidera porre un freno ai messaggi che le arrivano e che hanno un contenuto che ritiene non opportuno, può dire ad entrambi che d'ora in avanti i messaggi riguardanti attacchi o insulti rivolti a sua madre, saranno sistematicamente cancellati , poichè le causano una sofferenza insostenibile. in questo modo costringerà i due a confrontarsi direttamente se proprio lo desiderano oppure tramite avvocati. Per quanto riguarda la separazione legale, troppo poche persone sono debitamente informate sulle conseguenze del procedimento . Esistono due tipi di separazione : una consensuale, dove i due si mettono d'accordo essenzialmente sulle questioni economiche e sulla tutela dei figli se vi siano ancora minori in famiglia . Questa è la formula meno dispendiosa , economicamemente ed emotivamente. Si risolve in poco tempo e dopo tre anni si può andare a divorzio. La seconda , la più onerosa e complessa è la richiesta di separazione giudiziale ossia per colpa: Uno dei due decide di separarsi a causa di un problema legato ad una o più scorrettezze dell'altro , che possono avere reso a suo dire la vita coniugale insostenibile. Questo tipo di causa può durare anni addirittura in qualche caso decenni, e comporta spesso un dispendio economico molto oneroso (in qualche caso, mi hanno riferito, fino a 50000 euro a testa, cinquantamila , non 5000) , e un dispendio emotivo ancora più grande,in quanto , soprattutto l'accusato, dovrà produrre prove su prove per dimostrare l'infondatezza della colpa che gli è attribuita dall'altro e spesso è rechiesto anche l'intervento di testimoni per avallare le tesi dell'uno o dell'altro. Insomma letteralmente "un bagno di sangue", soprattutto per la parte economicamente più debole e moralmente più corretta, poichè l'uso della menzogna e della mistificazione della realtà dei fatti, così come della calunnia , sono prassi comuni di chi vuole sbarazzarsi di un altro /a, pagando il meno possibile, o per nulla , le conseguenze dei propri atti. Ecco di cosa sua madre dovrebbe essere informata. La invito quindi a farle leggere il contenuto di questa risposta, in modo che essa si possa cautelare , tutelare e con lei , voi , valutando con obbiettività e razionalità , quale sia il percorso migliore da affrontare, accettando se è il caso , qualche inevitabile compromesso. Lei può continuare a sostenere sua madre emotivamente e con affetto in questo "calvario ", poichè di questo si tratta ,ma esigendo al contempo di potere vivere la propria vita senza essere risucchiata dalla loro, e dai loro problemi e ci sta quindi anche un pò di egoismo, di sano egoismo direi, poichè a vent'anni si è proiettati nel futuro e i propri progetti non devono essere accantonati in nessun caso e per portarli a compimento occorre una buona dose di energia. Spero di essele stata d'aiuto. Con i migliori auguri, Le invio i miei più sentiti e cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Situazione assurda quanto straziante

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Cara Elena, concordo con lei, la situazione non è delle migliori. Se ho ben capito questo ragazzo vive alle sue spalle , in casa sua e ciò che di meglio sa fare per ringraziarla di tanta generosità , è starsene alzato fino alle 7 del mattino e dormire fino al tardo pomeriggio, sniffare cocaina e chissà cos'altro, e dare letteralmente i numeri, tanto per fare qualcosa, visto che non ha niente da fare. Lei ama tantissimo questa persona, ma passare qualche momento piacevole insieme, non è certo sufficiente per formare una coppia. Il "serenase" per quanto ne so, è un antipsicotico ,agisce contro i deliri, ciò significa che la situazione non è affatto semplice nè credo risolvibile in poco tempo. Le cose ignobili e indecenti che le attribuisce , i commenti sulla sua vagina , sono quanto di più squallido e offensivo si possa immaginare. Cerchi di comprendere che una psicosi , non è un disturbo che si possa curare come un raffreddore o attraverso l'amore e spesso nemmeno attraverso una blanda psicoterapia. E' una malattia psichiatrica tra le più gravi e i deliri (poichè di questi si tratta; per l'appunto di "deliri paranoidi"), ne rappresentano uno dei sintomi. Io credo lei dovrebbe rivolgersi da sola ad un bravo psichiatra , spiegargli la situazione e chiedergli cosa fare . Lei non è la madre di questa persona e non può accollarsi un peso così grande. La situazione fra l'altro potrebbe peggiorare, perchè una persona divorata da un delirio paranoide potrebbe fare del male. Cerchi di volere un pò più bene a se stessa e lo lasci tornare a casa sua almeno fino a che non stia meglio, ma non nutra false e romantiche speranze . Se sono le droghe che hanno fatto emergere questo disturbo , magari latente, o se l'abbiano prodotto , non mi è dato sapere. Sta di fatto che oggi la situazione è questa . Cerchi di salvarsi la vita . Sarà straziante separarsi da chi si ama , ma lei non può fare niente per questo ragazzo se non umiliare se stessa fino all'inverosimile, poichè non c'è prova esibita o telecamera che possa fermare il potente urto della follia. Le auguro ogni bene Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ansia, depressione, malessere

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Cara Greta, la sua , si chiama sofferenza, sofferenza psichica. Etichettare i suoi disturbi, non avrebbe molto senso , soprattutto in questa sede, ma , in linea generale, anche nello studio di uno psicoterapeuta , poichè il rischio è quello di vedere la Sua persona svanire dietro una diagnosi , che alla fine riporterebbe solo al punto di partenza, ossia , al livello e al grado della sua sofferenza, che come lei stessa dichiara , è molto alto. E, dietro un grado alto di dolore , ci possono stare benissimo tutti i sintomi che lei descrive e forse anche qualcuno in più. Questo stato depressivo -ansioso, non può essere nato dal nulla o quantomeno, prima di accettare questa ipotesi , sarebbe necessario conoscerla meglio , interloquire con lei, conoscere la sua storia, analizzare i rapporti più importanti che ha avuto , le vicende , i traumi, il suo mondo insomma , esteriore ed interiore. Molte persone , hanno timore dello psicoterapeuta , perchè pensano che egli , potrebbe indurli a mettere in discussione rapporti affettivi importanti, come quelli coi genitori, andando magari a riscontrare la causa di un problema ad esempio nell'inefficacia delle cure materne o paterne e questo talvolta è vero, ma ciò non significa, necessariamente, alterare degli equilibri ; inoltre i rapporti tra persone, e così anche tra figli e genitori, nascono da una bidirezionalità di messaggi e un problema potrebbe derivare benissimo da come è stato filtrato dal bambino un certo messaggio e non necessariamente da una forma d'incuria del genitore. Se mi attardo , nello spiegarle queste cose , è perchè mi è parso che lei sia molto preoccupata per i suoi e che non voglia loro nuocere in nessun modo. Le posso invece assicurare che in genere , quando una persona entra in terapia e consegue dei buoni risultati , anche tutto l'insieme famiglia ne risente positivamente. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

La sindrome di Peter Pan?

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Cara Silvia, avrebbe davvero senso , confermarle che il suo ragazzo come lei ritiene, sia affetto dalla sindrome di Peter Pan piuttosto che da quella di Pinco pallino? Sicuramente si può affermare solo, da quanto dice , che lei sarebbe più che pronta a fare un passo decisivo nella sua vita , lui no. E, glielo dice in tanti modi, verbali e non verbali. Verbali quando afferma che per il momento desidera essere solo felice che in sostanza significa: spensierato , senza legami troppo stretti; non verbali, quando il disimpegno si fa tocco , avvicinamento , corteggiamento. Certamente voi vi volete bene, ma in modi diversi . Non mi sento onestamente di sostenerla nel dargli consigli o nel preoccuparsi per lui ,dovesse rimanere solo. Lei non si rende conto che , così facendo , incarna proprio quel tipo di donna a cui non vorrebbe assomigliare, cioè la madre di lui. Forse dovrebbe essere più sincera e dirgli chiaramente che detesta il fatto di sentirsi presa in giro , portata a spasso per due anni da una persona che riteneva matura e che si sta rivelando solo un ragazzino viziato. Dovrebbe essere diretta e dirgli francamente che è preoccupata per se stessa, per l'andamento della propria vita e furibonda perchè non riesce a gestire la situazione . Forse così litighereste e vi allontanereste per un pò e ciò darebbe ad entrambi la possibilità di riflettere seriamente sul vostro rapporto. La terapia di coppia in una situazione come questa , temo servirebbe a poco , perchè la motivazione alla cura è solo sua, Silvia, e non di entrambi e per di più, lui, sta benissimo come sta, con una compagna che lo adora , con la quale può avere tutti i rapporti che vuole senza nemmeno doversi impegnare a baciarla o ad avvicinarsi nel modo adeguato e, che alla peggio lo redarguisce come una tenera cerbiatta preoccupata più per le sorti di lui che non per quelle di se stessa. Mi spieghi perchè un uomo trattato così bene dalla vita dovrebbe cambiare o maturare? Io credo onestamente , che lei dovrebbe prendere in esame l'opportunità di fare qualche seduta di psicoterapia per capire meglio se stessa e se stessa dentro la sua relazione. Potrebbe avere delle sorprese. Le auguro il meglio ! Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ansia da prestazione

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Buongiorno Cristian, guardi , io non sono un medico, ma mi risulta che la fluoxetina , sia un antidepressivo, perciò, se il suo medico , ha riscontrato che la causa del suo problema si possa annidare in una forma più o meno latente di depressione o le abbia riferito di studi che abbiano accertato che l'uso di questo antidepressivo abbia o possa avere effetti positivi anche sull'ansia da prestazione, e, se lei ha fiducia nel suo medico, non vedo perchè non dovrebbe provare. Personalmente , come psicoterapeuta, mi porrei in ben altro modo prima di inviarla al medico e al farmaco; mi chiederei cioè , se questo è un problema che ha sempre avuto o se le capita solo quando è innamorato o quando la ragazza di turno è particolarmente attraente. Mi chiederei in che rapporto lei sia col femminile in generale e in particolare con quest'ultima ragazza , mi chiederei se in passarto ha già sofferto di forme d'ansia per altri motivi e via dicendo . Intendo dire che dietro un sintomo , ci può stare un mondo, il mondo della persona che lamenta quella sofferenza ed è a quel mondo che occorrerebbe rivolgere attenzione per avere un quadro più completo, prima di intervenire in qualsivoglia maniera. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Avversione

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Caro Marco , il suo problema si chiama solitudine e quando si è soli e stanchi di esserlo a volte si possono mettere in atto comportamenti che sul piano razionale possono avere un senso , ma sul piano del sentimento profondo sono sentiti con profonda avversione. Questo è quello che le è successo, credo . Non ravviso in lei un problema così grave, semmai è probabile che sia vittima del luogo comune per cui un vero uomo , trovandosi nella necessità , debba potersi esprimere sessualmente , con qualunque donna , se appena gradevole. Bene, lei ha scoperto che non è così , e che ha bisogno di ben altro, forse di una affinità più profonda o forse di un sentimento più intenso. Credo sia molto più sano,avvicinanarsi lentamente e con cautela all'Altro/a, e conoscerLo/a dandosi il tempo di assaporare le emozioni e le sensazioni che derivano dalla sua vicinanza , piuttosto che non approcciare troppo in fretta sessualmente la persona di turno, rischiando di rimanere con l'amaro in bocca e un senso di fastidio o peggio , di disgusto. Lei va scoprendo che le persone vere , non sono come quelle eccitanti signorine sulle riviste o sui video che girano un pò dappertutto sul web. Che il contatto con persone in carne ed ossa , con sentimenti veri, paure , richieste speranze, desideri non hanno nulla a che fare con l'esposizione di corpi fintamente eccitati ,in grado di suscitare fantasie erotiche che possono determinare una rapida caduta nel piacere , ma che la vita vera è molto più complessa e l'erotismo vero sottende sempre una adeguata relazione. Eros infatti è insieme vita e legame. Io trovo che questo involontario messaggio che la sua psiche le ha inviato e che l'ha costretta a riflettere a fondo su sè stesso ela sua condizione, la renda persona più umana e più autentica. Per quanto riguarda la possibilità di rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta, non dovrebbe temere nulla , poichè , il disagio psicologico a qualunque livello si esprima, è la nostra materia ; inoltre, siamo tutti vincolati al segreto professionale e, se Lei fatica a fare chiarezza in sè , dovrebbe chiedere una consulenza senza alcun timore. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Disturbo ossessivo compulsivo

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Gentile Maria, se lei si sente tagliata fuori dal rapporto che il suo fidanzato ha con lo psicoterapeuta e la psicoterapia, è perchè il disturbo di cui soffre il ragazzo è cosa che non ha a che fare con lei. Non credo perciò vi sia nulla per il momento, che lei possa fare, se non sostenere con pazienza chi ama e attendere . Il disturbo ossessivo-compulsivo, non è cosa da poco e la cura della psiche comporta sempre , anche nella migliore delle ipotesi , tempi non brevi. Le faccio i migliori auguri. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

E' una relazione per cui lottare?

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Gentile Veronica, da ciò che racconta , pare abbastanza evidente che il suo ragazzo soffra di un disturbo disforico che lo porta ad avere delle oscillazioni d'umore , abbastanza preoccupanti. E' evidente che in lui amore e odio si intreccino e che egli abbia scarso controllo sull'espressione dell'ostilità, per mascherare la quale utilizza pretesti pseudorazionali e motivazioni risibili . Ha ragione ad essere inquieta , poichè se oggi il grande amore che provate l'uno per l'altro , la può proteggere almeno un pò dalle esplosioni di rabbia mascherata da gelosia di quest'uomo, nel futuro , quando cioè con molta probabilità diventerete una coppia stabile e forse l'amore -passione sarà un pò diminuito, è probabile che le manifestazioni di disagio del suo fidanzato, possano aumentare . L'unico modo che lei ha per salvare il vostro rapporto è proporgli una terapia di coppia ,che potrebbe nel tempo divenire una terapia singola , mirata cioè ad aiutare solo il suo compagno a comprendere ed elaborare il problema che egli manifesta nelle relazioni affettive, dietro le quali è probabile che si nasconda il vero motivo del suo disagio , che parrebbe afferire ad una particolare forma depressiva , le cui radici è possibile si trovino nel suo passato remoto. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Sofferenza psicologica

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Gentile Gianfranco, credo che la risposta alla sua domanda piena d'angoscia , stia già in quello che ha detto in questa lunga missiva. Se Lei ha dei problemi che hanno origine in un passato difficile,è proprio all'elaborazione di questi , che dovrebbe puntare , e ciò , le sarà possibile solo intraprendendo una buona psicoterapia, che io mi sento di consigliarLe di tipo psicoanalitico. Mi pare abbastanza evidente che lei soffra a causa di una grave forma di insicurezza e di una scarsa autostima; da lì i suoi timori nell'avvicinare o accettare di essere avvicinato da chi le piace . Questo è un vero peccato. La psicoterapia , non è una cura miracolosa , ma laddove esista impegno e motivazione al cambiamento , può aiutare moltissimo a comprendere se stessi , ad accettarsi nei propri punti di forza e debolezza e a migliorare le proprie abilità, laddove occorra mettersi in campo con un pò più di energia e coraggio . E' quello che io Le auguro . Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Come affrontare la situazione?

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Cara Giulia, lei denuncia un suo problema come se pensasse che vi possa essere una risposta preconfezionata per ogni problema, espresso fral'altro in modo generico , senza fornire alcuna sostanziale informazione di sè , a partire dall'età che è dato fondamentale. Non dice se lavora , come riesce a sbarcare il lunario . Parla di parenti scontenti della sua decisione di andare a convivere in un altra città e poi parla dei suoi genitori, ma come per inciso ,afferma che si tratta solo del padre e non della madre, perchè questa non c'è (senza specificare perchè non c'è e dove sia finita). Credo che la risposta al suo quesito, non possa che far leva sull'assunzione di responsabilità della sua vita. Se non è contenta della facoltà universitaria che ha scelto, e, se è lei a mantenersi , non vedo perchè non dovrebbe cambiare senza dovere fornire troppe spiegazioni . Viceversa , se è suo papà a mantenerla, dovrà tollerare la frustrazione di avergli inflitto un dispiacere e una delusione , più o meno cocente , ma comunque tale . La chiave della risoluzione dei suoi problemi sembra risiedere proprio in una modificazione del suo modo di comunicre che necessariamente deve divenire più franco e diretto, specifico, e ripeto, laddove lei si assuma la piena responsabilità delle sue scelte e della sua vita, renderla più decisa ad opporsi con serenità agli eventuali malumori della sua famiglia d'origine. Cordialità Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Relazione complicata

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Buongiorno Andrea, partiamo dalla sua domanda : come fare a superare un problema legato alla sensazione d'essere stato tradito? Le chiedo , la sua ragazza ha avvicinato altri ragazzi mentre eravate insieme? Mi pare di no, quindi , ciò che è successo è stato causato con molta probabilità da uno stato di grave frustrazione vissuto dalla sua fidanzata, la quale , come crede si sia sentita quando lei le ha chiuso la porta in faccia , senza porsi il problema della sofferenza che le avrebbe inflitto? La risposta alla sua domanda risiede proprio nella capacità di uscire dal proprio egocentrico bisogno di essere al centro dei pensieri , dei sentimenti, al centro del mondo dell'altro e cominciare a guardare la realtà e gli accadimenti da un altro punto di vista. Un bacio o due non vogliono dire nulla se non sono accompagnati da un senso di grande intimità. La sua ragazza ha accettato , nonostante l'umiliazione che lei le ha inflitto, di tornare insieme a lei ? Baci la terra dove lei cammina e ringrazi il cielo e gli dei di tanta grazia, perchè l'amore tra due persone è un miracolo e non è cosa che possa accadere ogni giorno. Amore , è una forma di energia meravigliosa e sacra, che esige rispetto , cura, attenzione e dedizione . Credo che ciò che le è successo abbia contribuito a farglielo comprendere. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Divorzio

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Cara Eleonora, quando si arriva agli schiaffi, significa che la situazione è fuori controllo. Sua madre ha subito un trauma terribile e non riesce a farsene una ragione :Il suo uomo , suo marito , colui col quale hai costruito una famiglia , colui per il quale ha fatto rinunce , col quale ha avuto una figlia , la liquida come fosse un cappotto vecchio e demodè e infligge a tutti compresa lei Eleonora, una nuova compagna e la sua nuova felicità, senza porsi nessun problema, senza ritirarsi in buon ordine, manifestando quantomeno, comprensione e un minimo di senso di colpa per il disastro che ha combinato. Che bisogno aveva di invitarla a Natale quando egli sa benissimo in che condizioni ha lasciato la sua ex moglie e di quanto conforto ella necessiti per potere emergere dall'abisso in cui lui l'ha spinta? Se le dico questo è perchè spesso per un figlio i genitori rimangono tali nelle responsabilità anche quando in una separazione è solo uno dei due che ha fatto una scelta che ha portato alla disgregazione del nucleo famigliare. Ciò detto, è evidente che la sua mamma abbia bisogno d'aiuto per elaborare questa vicenda, e per trovare le energie sufficienti che le consentano di arrivare a pensare che nel tempo ella potrà rifarsi una vita. Non può certo essere lei Eleonora a fare questo; sua madre dovrà necessariamente affidarsi a persona qualificata;ciò le servirà a comprendere con più equilibrio che non può appoggiarsi a sua figlia per essere risarcita del male che ha subito. Mi sento di consigliarle due cose : la prima riguarda l'attenzione che deve a sua madre riguardo la eventuale frequentazione di suo padre: a meno che non sia strettamente necessario , non glielo comunichi. La seconda riguarda la protezione di se stessa dall' aggressività fuori controllo della sua mamma verso di lei; dica chiaramente a sua madre che per quanto possa capire il suo dolore e la sua rabbia , non è più intenzionata a tollerare insulti e aggressività compresi i ceffoni, per i quali sua madre potrebbe essere passibile di denuncia. Le auguro ogni bene Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

ansia e minzione

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Gentile Valentina, è evidente , che, lei tenda a somatizzare . Gli eventi stressanti di fronte ai quali si trova, hanno una ripercussione immediata sul suo organismo e pur essendosi modificate nel tempo le manifestazioni , lei è incline a rimanere una persona che ha una particolare propensione a trasferire il proprio malessere psicologico sul corpo. Credo dovrebbe continuare la psicoterapia, poichè il malato psicosomatico ha più di ogni altro, necessità di parlare ;in termini tecnici si usa la parola " mentalizzare", ossia,gradualmente giungere a sottrarre alla psiche la possibilità di scaricare immediatamente la sofferenza (che sia paura, preoccupazione o altro) sul soma. Sarebbe importante altresì, che il percorso psicoterapeutico prevedesse anche sessioni di Training Autogeno , i cui effetti , possono rivelarsi preziosi in casi come il suo, poichè questa tecnica di rilassamento,consente di disattivare per qualche tempo,il Sistema Nervoso Autonomo Simpatico (quello preposto ad attivarsi quando ci si trovi di fronte ad un pericolo vero o, nel suo caso, presunto) e a mettere in azione il Sistema Nervoso Autonomo Parasimpatico ( quello preposto a riportare l'organismo e la psiche all'equilibrio). Una volta appresa questa tecnica sotto la guida di un esperto , lei potrà utilizzarla da sola , ogni qualvolta ne abbia esigenza ( prima di un evento potenzialmente stressante o dopo una prova difficile e ogni volta si senta in difficoltà). Spero d'esserLe stata d'aiuto . Se volesse maggiori chiarimenti mi riscriva pure. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Confusione totale

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Gentile Irene, la sicurezza che offre la cosiddetta normalità è il motivo per cui molte persone si impediscono di guardare con franchezza dentro di sè , cercando di scoprire chi siano veramente. Proprio ieri sera è stato trasmesso un film molto commovente a titolo "La vita di Adele, regia di A.Kechiche". Parla di una appassionata storia d'amore tra due ragazze e la protagonista , appunto Adele, è quanto di più semplicemente e direi deliziosamente"normale" si potrebbe immaginare. Io credo che lei abbia la necessità di esplorare se stessa e le proprie vere inclinazioni, aiutata da qualcuno da cui non si senta giudicata. Lo scopo di una buona psicoterapia è proprio quello di aiutare le persone a ritrovare e ad accettare se stesse, rispetto alle loro reali inclinazioni , gusti, tendenze , che potrebbero essere peraltro solo temporanee. Mi pare che la risposta alla sua domanda, riguardi la necessità di sentirsi realmente attratta da qualcuno, di risperimentare quella passione , desiderio , intensità di sentimento , che oggi pare molto sopita. Non è possibile per me dirLe altro in questa sede, ma la invito ad approfondire sul piano psicologico, questo momento di difficoltà , confusione e incertezza e sono certa che alla fine , una risposta più decisa , emergerà da dentro di lei. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Rifiuto della mia femminilità

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Cara Francesca, tutto ciò che lei afferma, sembra essere frutto di una intensa tendenza a vivere la vita in maniera estremamente cerebrale. Molte delle sue riflessioni sono condivisibili; ad es. quella riferita alla parità tra i sessi, che per molti aspetti , dovrebbe essere una condizione se non assodata e scontata, quantomeno, già molto praticata tra persone appartenenti ad un certo livello civile e culturale quale pare essere quello a cui lei appartiene. Certo , risacche di inciviltà e bieco maschilismo, così come una tristemente nostalgica tendenza alla misoginia , possono permanere e sicuramente ancora permangono nella nostra cultura , ma in linea generale , le donne , negli ultimi trent'anni sono andate conquistandosi spazi sempre più importanti all'interno della società, in ogni campo ,da quello medico-scientifico a quello artistico, piuttosto che a quello politico ecc.. . Certo la strada è ancora molto lunga e in salita, ma nel mondo occidentale per nostra fortuna è concesso a tutte noi sperimentare passioni, studiare , viaggiare, fare sport, e cimentarci in molti campi, vivendo la nostra vita secondo un personale modello interiore. Sembra che rispetto a queste possibilità , lei sia riuscita a realizzarsi al meglio e non capisco perchè abbia così timore nell'essere dalla parte di se stessa, e da quella dell'emancipazione delle donne , aspetto che è solo parte di un complessivo progresso civile . Certo , il termine femminismo, come tutti i termini che contengono "ismi" richiama una forma di fondamentalismo e quindi di eccesso , ma ricordi che le battaglie femministe degli anni '60 e '70 , hanno contribuito a cambiare la società e la vita delle donne e ad ampliare la loro possibilità di muoversi più libere nel mondo ; quindi, che lei definisca questa tensione verso la sua libertà interiore ed esteriore" femminismo" o" pinco-pallinismo" , il significato che lei vi attribuisce è lo stesso. Ciò che invece è più preoccupante, è la sua paura dell'opinione degli altri, in particolare quella di essere tacciata quasi di isteria o quella di avere tendenze quasi castranti, dovesse esprimere le sue idee. Ciò indica che tende a vivere ancora secondo regole adolescenziali modaiole e stereotipate ,dove l'anima del gruppo la fa da padrone. Questo è uno dei suoi più grandi problemi credo. Ora, lei è abbastanza grande per potere scegliere chi frequentare e chi non frequentare e, abbastanza intelligente per scegliere persone secondo "affinità elettive". Se al contrario , come dice, si sente affascinata da chi non la vuole e tende a rifiutare chi le si propone, ciò significa che lei non si vuole molto bene e che è necessario recuperi stima, affetto, tenerezza e considerazione per se stessa. Qui ritengo risieda il nodo di tutte le sue preoccupazioni; volersi bene , significa accettare la propria condizione , la propria identità sessuale, i propri pregi e infine giungere ad accettare anche i propri eventuali difetti nonchè, cosa più importante tra tutte , riconnettersi al proprio istinto, da cui lei sembra essersi allontanata con un senso di ribrezzo per tutto ciò che comporta l'essere donna e donna anche nella propria meravigliosa e impareggiabile capacità di creare esseri umani. Fa male? Si, fa male : in qualche caso di più , in qualche caso meno, ma le posso assicurare che la gravidanza e il parto, sono esperienze che se vissute con adeguata intensità emotiva avvicinano al divino e al miracolo della creazione e questo, nulla ha a che fare con l'essere donnine anni '50 o con nessun'altra forma di conformismo sociale, ma solo con la propria personale e privatissima esperienza di profonda e più o meno intensa interiorità e femminilità. Ma questo potrebbe non essere parte del suo progetto di vita e ci sono molti modi di creare . L'importante è trovare il proprio e a volte, si ha bisogno di una guida per potersi orientare all'interno della propria psiche. La saluto cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Cosa è giusto fare?

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Cara Michela, esistono diverse scuole di pensiero, riguardo alla adeguatezza o meno di inserire i bambini in contesti istituzionali prima dei tre anni , età in cui , normalmente i bambini tendono ad avvertire naturalmente la necessità di socializzare coi coetanei. Q...

Ho un crollo emotivo

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Cara Laura, lei 24 anni , lui 47, potrebbe essere suo padre , ci ha mai pensato? O...

Mi manca di rispetto?

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Cara Chiara, è proprio una cosa su cui riflettere. Tutte le cose che a lui danno fastidio , lei le evita, mentre lui nell'opporsi alle Sue giuste rimostranze, combinando qualche "marachella", sembrerebbe sentirsene addirittura eccitato e null'affatto colpevole . Direi che questa è la base da cui partite come coppia. C'è chi ama ed è disposto a sacrificarsi almeno un pò e chi all'opposto, mantiene un atteggiamento leggero e direi quasi ironicamente sfidante. E' sicura che questo ragazzo meriti la sua fiducia? Se questo "virgulto" di 33 anni oggi è così, spera davvero che cambierà nel tempo grazie ad eventuali nuove responsabilità? Ciò che spesso mi stupisce delle donne, è la loro incapacità di comprendere che i messaggi maschili ,seppure il più delle volte , espressi in forma non verbale, siano molto più chiari e cristallini di quelli di una donna. Questo ragazzo , le sta dicendo in tutti i modi che non è sicuro della vostra relazione e, che con molta probabilità ha bisogno di libertà e spazio. Lei non capisce , perchè è difficile comprendere che un genere tra i due, ( maschile e femminile ), sia avvantaggiato rispetto all'altro nel considerare la trasgressione. I maschi , anche nella migliore delle ipotesi, sono educati a rispettare l'altro sesso solo se ne valga veramente la pena e siano perciò veramente innamorati. Nessuna madre o nessun padre insegneranno mai al loro figlio la fedeltà e la lealtà verso una donna, ma spesso, solo verso istituzioni , come la patria , il matrimonio , il lavoro. L'idea di fedeltà o lealtà verso una persona , è impartita ancora oggi purtroppo solo alle femmine, essenzialmente per impedire loro di vivere liberamente la propria vita e non per una questione veramente etica o morale. Quindi , perchè il suo ragazzo fa quello che fa senza tenere conto dei suoi sentimenti? Essenzialmente per dimostrarle che non gli importa granchè della sofferenza e del disagio che le infligge e ciò, dovrebbe indicarLe con una certa precisione, la misura della considerazione che egli ha di Lei. Le auguro ogni bene. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ho trovato un vicolo cieco

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Gentile Roberto, trattare disturbi come i suoi non è cosa semplice. La sessualità al pari di tutti gli aspetti della personalità , cresce e si sviluppa su una base biologica e istintiva e su base esperienziale. Quando l'istinto devia dalla suo naturale percorso, in genere è perchè , nella vita di quella persona , è successo qualcosa, molto spesso in età infantile, che ha nel tempo contribuito a produrre quella modalità così disturbata e problematica nel raggiungere l'eccitazione e il piacere. Ora, per quanto lei possa eroicamente essersi astenuto per vergogna o senso di inadeguatezza dal ripetere queste manifestazioni, non credo il suo problema sia risolto alla radice. Le consiglio di intraprendere una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico, per comprendere quale sia l'origine di questa sua tendenza, che le ha già causato tanti problemi , e possibilmente, per superara definitivamente. Sarà un percorso graduale, probabilmente non breve, e a tratti, certamente, faticoso sul piano psicologico, ma credo che la posta in gioco , ossia il recupero della sua autostima e degli affetti famigliari, sia talmente alta, da valerne la pena. Un cordiale saluto Dott.ssa G. Cantarelli Parma...

Il Compagno della mia Ex moglie ha perversioni sessuali: immensi timori per il bambino!

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Gentile Salvatore, a prescindere dalla possibilità che i comportamenti e le tendenze di questo nuovo compagno della sua ex moglie , possano sfociare in pedofilia, mi pare già molto grave che la madre di suo figlio si accompagni ad individui con le inclinazioni sessuali di cui è venuto a conoscenza e che certamente frequenterà casa e quindi anche il bambino. E' necessario quindi che lei ne parli all'avvocato che sta seguendo la separazione e se ha delle prove è bene che le conservi al fine di poterle eventualmente produrre in tribunale, a tutela di suo figlio. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Scuse o verità

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Cara Vanna, mi chiedo se, questa compulsione alla sessualità fine a se stessa, fosse un suo problema Vanna e non quello del suo fidanzato , cosa ne direbbe il nostro "dongiovanni" e il suo psicologo. Io direi che per dare una scrollatina alle insane abitudini di questo- peraltro, non più giovanissimo ragazzo- sarebbe buona cosa Lei si sottraesse a questa relazione almeno fino a che la terapia che il suo lui sta seguendo - direi ormai da troppo tempo-non sortisca gli effetti necessari al costituirsi di una coppia fissa nella quale , quell'unica donna scelta , sia in grado di soddisfare bisogni affettivi e sessuali del soggetto in questione. Per un uomo con i problemi del suo ragazzo , la frequentazione di più donne contemporaneamente, sicuramente va a soddisfare dei bisogni narcisistici alla base dei quali senz'altro vi saranno problematiche affettive irrisolte , ma, è pur vero che la gratificazione che egli ne può ricevere può essere pari a quella di chi ha bisogno della propria dose quotidiana di una qualsivoglia sostanza stupefacente. Le chiedo :" si sente veramente, giovane com'è, di impegnarsi in una battaglia da crocerossina per salvare il nostro " simpatico " mascalzone , o non preferirebbe procedere oltre con la sua vita ed essere lei , come è giusto che sia, a fare più esperienze fino a che non abbia trovato la persona giusta? Ci pensi bene , perchè a 20 anni è possibile che ciò che si pensa essere amore, sia solo il risultato di una forma di non sufficiente autostima , dovuto ad esperienze affettive pregresse non del tutto adeguate o semplicemente causato da una identità ancora incerta che non ha ancora imparato a proporsi al mondo con sufficiente rispetto di sè e con una istintiva e sana la capacità di delimitare i propri confini nonchè quella, di determinare i propri legittimi bisogni e diritti alla considerazione. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Paura del futuro e incapacità di vivere il presente

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Cara Debora, studiare è un lavoro, ed un lavoro, tra i più impegnativi. Che si presentino momenti difficili nel raggiungere la meta , mi pare più che normale e umano. Raggiungere un obbiettivo, è come scalare una montagna e, durante il percorso, si possono incontrare sentieri più o meno semplici ed altri, che, meno adatti alle forze del momento , possono apparire più impervi di quanto in realtà siano. Ciò che deve esserLe di supporto , è la consapevolezza di avere scelto la strada giusta. Se così fosse, non le rimarrebbe che avere un pò di pazienza con se stessa e chiedere altrettanta pazienza e sostegno da parte di chi le è vicino. Il tempo , e, soprattutto il tempo personale ed interiore , non si può comprimere nè tantomeno definire con troppa rigidità, pena possibili ritorsioni psichiche, sottoforma di depressioni, ansie inspiegabili o altri disagi. I greci, avevano un duplice concetto del tempo che nominavano con termini diversi secondo cui, il primo era "Cronos": il tempo cronologico , scandito dalle ore, dai giorni , dai mesi e dagli anni e l'altro: il "Kairos", ossia , "il tempo opportuno". Certo, lei deve essere ottimista ma altrettanto indulgente e paziente con se stessa, poichè oggi la sua psiche dopo tanto impegno, lo esige. Si conceda perciò il tempo necessario per riprendere le forze , dedicandosi per un pò , magari ad altre occupazioni rispetto allo studio, per poi , se decisa, riprendere il cammino fino a raggingere la meta. Non si giudichi col metro valutativo del prossimo, ma solo col suo buon senso interiore. Sia serena. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Problema con mio figlio di 14 anni

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Gentile Vittoria, la sua preoccupazione è più che comprensibile. L'eccessivo nervosismo di suo figlio appena entrato in adolescenza, è sicuramente parte di quei cambiamenti psicologici, che rientrano nella norma. I'irritabilità , la riluttanza alla comunicazione coi genitori ,indicano che si sta attivando quel processo graduale legato alla necessità di divenire indipendenti dai legami famigliari, che culminerà all'incirca con la fine dell'adolescenza. E' vero però, che questo delicato periodo è proprio quello in cui, sarebbe necessaria oltre la naturale e affettuosa preoccupazione materna, la mano salda di un padre , che indichi , e, laddove necessario , con una certa severità, il limite ed il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. So bene che questa è una parte difficile e non di rado ingrata per i genitori, spesso presi in contropiede da atteggiamenti dei loro ragazzi , impensabili fino a qualche tempo prima, che possono lasciare sconcertati e confusi. E' questo il momento in cui padre e madre devono mostrarsi massimamente uniti nel definire e fare rispettare non con autoritarismo ma con determinata autorevolezza (e senza cedimenti emotivi) alcune regole fondamentali relative ai comportamenti dei figli , sia in ambito famigliare che in quello sociale; Fattore cruciale ritengo sia la coerenza e la compattezza di entrambi i genitori nel portare avanti questo difficile compito ; compito, che dovrebbe essere supportato da una scuola che ahimè , si mostra ancora estremamente arretrata rispetto alla necessità di elaborare strategie e piani formativi che contemplino l'educazione ai sentimenti , al rispetto civile e umano dell'altro/a e al contrastare i fenomeni di bullismo sempre più frequenti e sottovalutati. A 14 anni un ragazzo deve potere essere ancora gestibile, poichè dipende interamente dalla famiglia . Certo , occorre uscire dalla romantica idea che si possa essere amici dei propri figli e che essere genitori può esporre alla insofferenza e ostilità temporanea di chi vorrebbe essere già libero e senza regole che limitino l'espressione dei propri potenti impulsi nascenti. Se i comportamenti del ragazzo dovessero peggiorare , potrebbe richiedere una consulenza ad uno psicoterapeuta dell'età evolutiva e valutare assieme al professionista, il da farsi. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Compagno che dice non amarmi

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Cara Vincenza, sì, è possibile. Lo è per gli uomini e lo è per le donne che, da tempo immemore sono educate a sistemarsi con un "bravo ragazzo" e non necessariamente quello con cui si perderebbe volentieri la testa. Credo che , per quanto riguarda il suo caso, lei si trovi quantomeno di fronte alla nuda e onesta verità e sia perciò privilegiata rispetto a tante donne oltraggiate dalla falsità di uomini che dichiarano sentimenti che hanno la stessa densità di un ghiacciolo che può sciogliersi al primo raggio di sole. Spetta a lei decidere come comportarsi. Le fa piacere la compagnia di quest'uomo? Allora : molto bene! Perchè sottrarsi a questo piacere, se è in grado di rimanere lucida e attenta ad ogni possibile incontro che si presenti come più passionale e adatto alle sue esigenze? L'unica trappola , in questo tipo di relazioni può essere costituita dall'affezione e dall'eventuale costruzione di progetti tra cui anche possibili figli che la legherebbero senza via di scampo al suo tiepido partner. Lei è stata messa nella condizione di scegliere e decidere e già questo mi pare un grande atto di onestà e rispetto. Non posso che consigliarLe di usare gli stessi riguardi e la stessa onesta franchezza con il suo compagno , comunicandogli che , per il momento può andare bene ciò che lui propone , ma che per il futuro , lei si riserva di valutare altre possibilità ,che abbiano un colore più intenso e un sapore più piccante. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Non ne vengo fuori

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Gentile Argo, le fornirò una risposta di tipo psicoanalitico più che psicologico (e la differenza, è tanta). La lentezza , la pigrizia, l'inettitudine, l'apatia ecc... possono essere e in genere, sono ritenuti sintomi di quello che in termini tecnici, viene indicato come "complesso materno". Non posso qui entrare nel merito di un problema che peraltro conosco pochissimo ( il suo) ma, penso che una consultazione con uno psicoanalista non potrebbe che aiutarla a comprendere e ad affrontare al meglio la situazione di disagio nella quale versa. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Una vicenda triste e con punti oscuri: omettere o raccontare tutto?

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Caro Alessandro, è davvero encomiabile la sua preoccupazione d' aver lasciato qualche ipotetico figlio dietro di sè, ma è davvero sicuro che quella ragazza le abbia raccontato la verità? Tutto quello che racconta di quella vicenda , ha un sapore artefatto, finto. Ma crede davvero che una donna rimasta incinta rinunci con tanta facilità ai diritti che potrebbero derivarle dal dichiarare la paternità del figlio che porta in grembo? Onestamente credo che questa ragazza , avesse e abbia avuto molto da nascondere; altro che stare da sola per pensare! L'unica cosa che le rimane da fare , è proseguire oltre con la sua vita, e abbracciare con amore e riconoscenza ciò che il destino le sta riservando. Se è certo dei sentimenti che la sua nuova ragazza prova per lei, viva appieno la sua storia d'amore e, quando sentirà che può permettersi questa confidenza per lei così penosa, si apra. Nessuna donna veramente innamorata e dotata d'un minimo d'intelligenza e buonsenso, potrebbe rifiutarla a causa di questa memoria così dolorosa e amara , peraltro vissuta da con estrema sensibilità e senso di responsabilità. Ogni bene! Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Tradimento

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Buongiorno Simona, lei dice di sentirsi più matura dei suoi coetanei perchè non beve e non le piacciono i social , eppure , è fidanzata da sei anni, con un uomo che si comporta in modi, assai contrari alle sue convinzioni. Qui non si parla di un semplice "dongiovanni", ma di una persona che pubblicizza la propria immagine senza veli allo scopo di intrallazzare rapporti con altre donne. Più che perdonare , mi pare, lei dovrebbe capire che chi si comporta in un certo modo, con molta probabilità non avrà nessuna voglia di smettere perchè è stato perdonato , anzi proprio in virtù di questo benevolo atteggiamento ,egli si sentirà autorizzato a comportarsi nello stesso modo , senza timore di essere lasciato. Mi chiedo dove stia il suo orgoglio cara Simona. Lei è forse la madre di questo ragazzo? La invito a riflettere sul fatto che nemmeno le madri dovrebbero sentirsi obbligate ad accettare figli che non portino loro il dovuto rispetto. Figuriamoci una fidanzata! A quest'uomo piace mostrarsi nudo in pose e situazioni pornografiche su riviste di dubbio gusto ? Se è così, e lei ne è certa, non le rimane che chiedersi, se e quanto vorrebbe che costui divenisse il padre dei suoi figli. La risposta è dentro di lei e non può che essere lei a decidere. Chi si vuole bene , non prende e non prenderebbe nemmeno lontanamente in esame l'ipotesi di continuare una così sfortunata relazione , nemmeno di fronte alle scuse più sentite. Ci pensi! Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

A 34 anni non essere mai stato con una donna mi fa stare malissimo

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Gentile Vito, si presume che a 34 anni un uomo abbia già una propria attività lavorativa, degli impegni fuori casa che lo allontanino necessariamente dall'ambito famigliare , anche se ancora si tratta della famiglia d'origine . Le porte hanno chiavi che consentono ad esse di essere chiuse per impedire così la sgradita e inopportuna intrusione di madri o sorelle e, per avere una fidanzata alla sua non più tenera età, non c'è bisogno di avere il permesso di mamma, anche se "fa casino". Che sua madre tenti ancora di trattarla come un ragazzino di 8 anni , fa pensare che Lei caro Vito , non sia in grado di farsi rispettare e che nemmeno ci provi , perchè non è scritto da nessuna parte che un uomo adulto debba avere paura delle assurde scenate di una signora, che a alla sua età dovrebbe pensare più al possibile piacere di diventare nonna , che a quello di trattare un figlio come un proprio oggetto. Il clima famigliare che lei descrive se così è veramente , sembra avere un pò i connotati di un film dell'orrore, dove madre e sorella in preda al terrore di disgregazione di un rassicurante quanto folle contesto famigliare fusionale e simbiotico, arrivano addirittura a consigliare al figlio-fratello , una tra le cose peggiori che mente di madre potrebbe partorire e cioè quella di dissociare affettività e sessualità. Lei deve trovare il coraggio di entrare in psicoterapia e consigliare anche a sua sorella di seguire le sue orme . Per quanto riguarda sua madre, non mi pare che essa sia molto motivata al cambiamento , condizione necessaria per iniziare , continuare e portare a termine una psicoterapia. Credo sinceramente che chi deve cambiare , sia soprattutto Lei . Quando ciò avverrà come io le auguro, troverà sicuramente, o avrà già trovato strada facendo, i mezzi per allontanarsi da casa , per farsi rispettare , per compiere le scelte che ritiene opportune e per tenere sua madre ad una distanza fisica e psichica adeguate e ciò, rappresenterà la vera cura per questa invadente signora. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Problema dovuto all'infanzia

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Mi chiedo caro Dario , come mai è concessa tanta autorità ad un uomo che accampa solo pretese e si adopera per avvelenare il clima famigliare. Che doveri ha Lei , verso costui? Comprenderei la preoccupazione verso la sua mamma , che a questo punto , dovrebbe , potere allontanarsi da un uomo così negativo, ma non verso un padre che non batte ciglio di fronte al tentato suicidio della moglie e del figlio. La vita a volte (e io l'ho visto molto spesso nello svolgimento della mia attività di psicoterapeuta) presenta aspetti da scherzo crudele. Crescere senza un padre responsabile e amorevole è quanto di peggio possa accadere ad un figlio/a, ma a volte succede perchè questo è un mondo in cui bene e male si fondono e la debolezza si maschera spesso da prepotenza , che non è certo forza bensì vigliaccheria. Spero suo padre vada presto in pensione e se così non dovesse accadere , le auguro di trovare il coraggio di uscire di casa e se proprio vuole, di occuparsi solo di sua madre. Se suo padre non ha le forze necessarie per reggersi da sè esiste sempre la Caritas, e credo lei dovrebbe fargli sperimentare l'esperienza . Forse costui, ritroverebbe quel minimo di dignità necessario a ringraziare un figlio, che invece di occuparsi di se stesso e dei propri piaceri si è dato da fare per non fare "affogare " la propria famiglia. Lei si è comportato da persona nobile e generosa , e deve avere riguardo e rispetto per sè, lo stesso che chiunque dotato di buon senso , proverebbe leggendola. Quando potrà e se potrà , intraprenda una psicoterapia che le restituisca la coscienza del suo elegante e dignitoso valore. Lei deve potere muoversi nel mondo camminando a testa alta , poichè i genitori( e a volte anche i figli purtroppo) sono come i nomi : sono imposti ! e come tali, a volte sono belli e portabili senza imbarazzo e a volte brutti , ma ciò non cambia il valore e la bellezza interiore di cui ognuno di noi può essere portatore. Non si vergogni perciò di se stesso, e quando se la sentirà , avvicini la ragazza giusta per lei . Non c'è donna intelligente che non potrebbe comprendere il suo dramma. Ogni bene! Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Rivelare una relazione

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Buongiorno Serena, lei ha 32 anni oppure 14? Cosa significa , che non riesce a parlare coi suoi genitori? , In questo caso, non si tratta di parlare , bensì eventualmente di comunicare e, semplicemente comunicare , che ha un fidanzato, e che intende sposarsi. Cosa c'è di tanto difficile in questo? Forse i suoi genitori hanno informato le loro rispettive famiglie del loro fidanzamento e della loro intenzione di sposarsi con 10 anni d'anticipo? Cerchi di usare un pò di razionalità. O , ancora come una bambina, lei pensa che i genitori siano solo individui che si sono incontrati per caso e a cui è stata imposta la tutela severa di un figlio/a. I suoi genitori ,si sono in un un tempo non tanto lontano, incontrati e con molta probabilità piaciuti, e per volontà dell'uno o dell'altro o, sperabilmente per quella di entrambi , congiunti carnalmente e alla fine , ciò ha portato alla gravidanza di sua madre e alla sua nascita . Crede forse che la passione , il desiderio e la sessualità siano un 'invenzione della sua generazione? E'normale il suo desiderio, è normale esprimere la sua volontà in un tempo opportuno per lei e il suo fidanzato. Di cosa ha paura? Forse pensa di essere raggiunta da qualche strale di Giove, perchè non si è comportata da brava bambina obbediente, senza volontà e desideri propri? In questo caso,ricordi ,che esistono anche punizioni per i pavidi e spaventati adulti/ bambini, che non osano crescere e "gridare " al mondo che sono ormai grandi e decisi a seguire il proprio destino. Le auguro ogni cosa buona! Cordialmente . Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Non riesco ad uscirne

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Gentile Paola , complimenti per il coraggio e l'intelligenza che l'hanno portata a compiere la scelta più adeguata per tutti: per lei , per suo marito e per i suoi figli. Certo il livello d'angoscia ,di solitudine e di impotenza che deve avere vissuto , non sono passati senza lasciare tracce e oggi mentre vive un periodo di decompressione e di ritrovata maggiore serenità, probabilmente vengono a galla emozioni e sentimenti che in passato teneva soffocati , per potere tirare avanti. Questo sarebbe il momento ideale per iniziare una psicoterapia di sostegno che l'accompagnasse ad elaborare tutta la rabbia e la delusione che ha dovuto sopportare.La palestra è un buon inizio , ma ritrovare pienamente l'equilibrio , comporta evidentemente per lei tempi più lunghi . Per quanto suo marito si sia riavvicinato, è probabile che sia ancora molto elevato il livello di risentimento per non essere stata compresa in passato ed essersi sentita lasciata sola. Se il livello di fiducia è stato molto compromesso , è probabile che sia molto difficile ancora per lei lasciarsi andare e abbandonarsi alla sessualità. Non escludo perciò che , dietro i suoi problemi di aumento di peso e di imbarazzo a mostrarsi, si annidi ancora un sentimento di rifiuto a rientrare in intimità profonda con suo marito. Anche questo aspetto andrebbe accuratamente elaborato magari attraverso qualche seduta di terapia di coppia. Le auguro di riprendersi al più presto. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Non mi piaccio ma non reagisco

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Buongiorno Margherita , 164 per 64 kg, non non fanno di una donna, una persona obesa e nemmeno in eccessivo sovrappeso. Se si sente e si vede poco tonica , non è necessario andare in palestra tutti i giorni , basta un pò d'attività fisica aerobica 3 volte la settimana come una sana camminata , bicicletta , danza, nuoto ecc..., tutte attività divertenti che possono rafforzare in pochi mesi la sua muscolatura e rendere il suo corpo più armonioso e incidere positivamente anche sulla riduzione dell'appetito e sull'aumento di energia. Se il suo ragazzo vuole fare l'amore con lei , non le è mai balenata l'idea, che sia perchè la desidera esattamente per come è, e che, se lei al contrario non desidera lui , non sia soltanto perchè non si piace, ma perchè è lui che forse non le piace abbastanza? In amore, la passione deve necessariamente essere più forte della paura:paura di non piacere , di non provare piacere, paura d'abbandonarsi , aprirsi e mostrarsi ecc.., Mi pare che , nella sua vita , sia proprio la passione che le difetta. Occorre perciò lei trovi qualcosa che la entusiasmi e che la spinga fuori casa, sia esso uno sport , l'iscrizione ad un associazione di qualsivoglia natura , piuttosto che ad un corso di teatro o di pittura. Certo è necessario un pò di sforzo ,ma credo ne valga la pena , poichè nessuno verrà a salvarla dal suo stato di passività ed inedia ,condizioni che peraltro credo, nulla abbiano per il momento a che fare con una sindrome , nè con un tratto depressivo, ma solo con una forma di profonda pigrizia e tendenza a compensare le sue possibili insoddisfazioni attraverso una costante gratificazione orale che è andata nel tempo aumentando nonchè, alla pericolosa tendenza ad abbandonarsi all'autocommiserazione. Sta a lei decidere se peggiorare la sua situazione o rialzare la testa. Buona norma , sarebbe comunque sottoporsi al più presto a visita medica ed esami clinici, onde escludere problemi organici, che potrebbero stare alla base di alcuni dei sintomi che avverte. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Figlia diciottenne con relazione con un uomo sposato

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Gentile Terry, purtroppo sua figlia è maggiorenne e sarà assai difficile attraverso qualche punizione , lei riesca a modificare il corso di questa vicenda . In genere , al contrario , qualunque ostacolo venga posto , può alimentare l'idea romantica in sua figlia dell'amore contrastato, per il quale sia lecito e giusto combattere. In realtà sia lei che chiunque persona dotata di buon senso, sa che le cose stanno in modo assai diverso e che queste storie tra persone appartenenti a generazioni diverse sono spesso null'altro che terribili illusioni, dietro cui si nascondono famiglie in pena e possibili disastri disgregativi , di cui , uomini con scarsi scrupoli morali e ragazzine che adorano scioccamente sedurre dei signori che potrebbero essere i loro padri,si rendono responsabili. L'unica cura per queste ormai endemiche forme di incesto simbolico, potrebbe essere rappresentato da bagni di realtà in cui l'amante bambina, fosse costretta ad occuparsi dei figli del suo amato, del suo bucato , dei suoi pasti e dei suoi malumori. Un consiglio? Inviti questo signore a pranzo alla presenza di suo marito e tra un manicaretto e l'altro gli chieda dei suoi figli , delle difficoltà che ha con loro e gli racconti della sua ragazza da bambina, quando Lei signora e costui forse coetanei , ascoltavate la stessa musica , amavate gli stessi film e magari frequentavate le stesse scuole. Forse non riuscirà a risolvere il problema che l'affligge , ma sua figlia e questo "tenero virgulto di 40 anni" , saranno messi di fronte alla cruda realtà e i loro rapporti in seguito potrebbero essere meno infuocati e molto più inquinati dalle perplessità. Le auguro di uscire da quest'incubo. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Chiudere una relazione

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Gentile Nicola, lei non è un carcerato che per cercare una via di fuga dall'apatia e dalla noia , deve mettersi a scavare un tunnel sotto terra per raggiungere la libertà. Lei è un uomo libero, che sta vivendo una situazione di grande angoscia . Mani ghiacciate quando la sua donna la tocca , il solito sesso, tutte frasi che indicano un disagio veramente profondo. Non è possibile sapere se ciò accada perchè l'amore che lei provava per la sua compagna è finito e ciò che rimane è solo il ricordo di quelle emozioni o perchè non è realmente riuscito a perdonarle il tradimento passato. Dietro la noia ,si può annidare una rabbia profondissima e mai elaborata che come un tarlo può erodere e distruggere ogni buona e bella cosa. Sarebbe forse il caso lei si facesse aiutare da uno/a psicoterapeuta, per comprendere a fondo i suoi sentimenti ed eventualmente , trovare il coraggio necessario per allontanarsi da un rapporto che non sente più vitale. Ciò renderebbe anche più consapevole la sua compagna del fatto che forse non è più opportuno fantasticare su una intera vita insieme. Ho avuto la fortuna di conoscere signori molto più grandi di lei che con estrema sincerità , hanno dichiarato dopo 50 anni di matrimonio , ancora l'esigenza del contatto profondo con la loro compagna. E' questo solo un esempio di come i rapporti tra uomo e donna possano mantenersi vivi e stabili per tempi anche lunghissimi. Chieda alla sua compagna , la stessa pazienza che ha avuto lei , quando ha dovuto sopportare quel suo momento di debolezza, e mostri con onestà il fastidio di essere toccato o avvicinato. Già questo sarebbe un grande segnale di onestà , capace di dinamizzare il vostro rapporto e renderlo più vero, prima di una eventuale decisione di rottura o ricongiungimento. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Problemi di coppia

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Gentile Maurizio, io mi chiedo cosa lei immagini sia uno psicologo-psicoterapeuta. Forse pensa egli sia dotato di poteri extrasensoriali, per cui da mezza informazione fornita, possa giungere a dedurre una intera storia tra due persone , corredata da eventuali possibili dissidi o conflitti. Vorrebbe aiuto per fare cosa? Perchè la sua ragazza si vestisse in modo meno provocante e sexi, perchè lei ne è geloso da morire e le piacerebbe vederla con un burka quando uscite assieme e la presenta agli amici? Oppure perchè la vorrebbe più provocante e deliziosamente maliziosa nell'abbigliarsi, perchè questo la eccita moltissimo? Sono lusingata da tutto il potere che attribuisce alla nostra professione di psicoterapeuti e mi domando se non sia proprio questo suo modo di approcciare la realtà, probabilmente filtrata da idee preconcette e da un immaginario che può esaltare , sminuire e deformare ogni informazione le giunga dal confronto col reale, a seconda delle sue fantasie ( che parrebbero da come si esprime, appartenere ad uno dei pochi ambiti coi quali pare godersi un intenso rapporto d'amore e di fiducia, altrochè con le persone vere e i fatti veri!), ostacolando una visione più obbiettiva delle situazioni , dei fatti , delle persone e delle loro qualità , capacità e intenzioni . Esprima i suoi sentimenti con franchezza e accetti il contradditorio. Se le ragioni dell'altra non coincidessero con i suoi bisogni, può sempre decidere di chiudere la relazione o andare avanti, accettando l'inevitabile compromesso a cui necessariamente, ogni coppia che desideri rimanere tale , deve sottomettersi. Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Lo devo lasciare? fidanzato troppo geloso e violento

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Cara, cara Jessica, lei ha avuto la sfortuna di innamorarsi di un ragazzo che ha dei seri problemi psichici, spero non psichiatrici , anche se quello che racconta, fa sorgere parecchi dubbi. Lui 27 anni, lei 20. Per questo ragazzo dichiarare l'età, sembrerebbe rappresentare la chiave per potersi dichiarare maturo, ma mi chiedo , maturo per fare cosa? Per sfruttare le persone che gli vogliono bene senza senso di reciprocità e responsabilità? Tutto ciò che traspare dal suo doloroso racconto , fa pensare al fatto che , sarebbe opportuno lei prendesse serie distanze da un individuo che mi creda, anche nella migliore delle ipotesi , e cioè , se si facesse curare, non credo potrebbe divenire un compagno attento , rispettoso , forte e pacato ( mi chiedo perchè mai le donne confondano troppo spesso la prepotenza e l'arroganza con la forza?), nonchè padre adeguato per eventuali figli o figlie. Ci pensi cara Jessica, perchè potrebbe andare incontro ad una vita d'inferno. Questo ragazzo deve essere curato seriamente. Tutte queste sceneggiate durante le quali lui prima è violento e invadente al limite dell'abuso con lei, a cui seguono queste vittimistiche quanto discutibili modalità autodistruttive, fanno pensare ad una persona che non sia in contatto con niente e con nessuno , tranne che con le proprie fantasie e i propri bisogni sadomasochisti. Queste sono le tipiche persone che senza un motivo plausibile, possono causare danni gravissimi alle loro compagne ( fisici e psicologici), imputando loro la responsabilità della loro stessa violenza e, di questi eventi è strapiena la cronaca e purtroppo anche la cronaca nera ogni giorno ( la frase tipica : " ecco cosa mi hai fatto fare!"). Lei ha solo 20 anni e il pieno diritto di essere rispettata , amata , e soprattutto il pieno diritto e dovere di vivere la sua età in letizia e non appiccicata ad un soggetto che la sta solo usando e lentamente ma inesorabilmente, devastando. Non c'è futuro per lei in questa relazione , nè alcuna possibilità di incidere in senso positivo,poichè contro il disagio psichico grave, non vi è amore tenero che tenga. Certi disturbi , vanno trattati con una qualità dell'amore che nulla ha a che fare con la passività e la delicatezza, ma al contrario , con la forza , la determinazione e la tenacia nel non cedere alle due opposte tendenze che guidano il comportamento di questi soggetti : il vittimismo e la crudeltà." Parli perciò coi suoi genitori di questa brutta storia e torni a casa . La nostalgia potrebbe rimanere forte, ma piano , piano attraverso una maggiore consapevolezza e il rifiuto dell'omertà , potrà come io le auguro, riprendere il corso della sua esistenza in modo più equilibrato. In fondo , le esperienze servono a questo ; ad imparare cosa fa bene e cosa fa male e a non confondore l'odore che può essere molto invitante ,con il sapore che può essere orribile poichè contaminato di veleno ,nelle cose e nelle persone. Le auguro di ritrovare al più presto la gioia di vivere. Un caro e cordiale saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Totale assenza di desiderio

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Gentile signore, credo , la prima cosa da farsi , sia la visita da un andrologo. E' necessario che senza reticenze lei si sottoponga ad esami clinici , per stabilire quali siano i suoi livelli di ormone maschile ( il testosterone) ed escludere qualsiasi patologia organica che possa incidere negativamente sull'espressione della sessualità. Solo dopo avere escluso ogni possibile causa di tipo medico , e se il problema è solo suo, ossia non è dipendente in alcun modo da sua moglie o dal vostro rapporto affettivo, penso sarebbe buona cosa lei consultasse un sessuologo , possibilmente con formazione psicoanalitica, per comprendere quali possano essere i motivi psicologici alla base delle sue difficoltà . Se come dice, lei si sente in generale molto insicuro, è possibile che il livello d'ansia con cui affronta la vita e le sue inevitabili difficoltà , sia molto alto. Per ridurre questo stato d'insicurezza non vi è che la psicoterapia . Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Disturbo ossessivo compulsivo ?

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Cara Pink, con molta probabilità la chiusura del rapporto col suo ragazzo , non è stata indolore e può avere inciso pesantemente sul suo stato di malessere attuale . Ognuno di noi reagisce ai dispiaceri in modo diverso. Questo evento deve avere scatenato in lei una grande insicurezza e una grande rabbia che non potendo essere diretta verso l'oggetto reale del suo disagio, ossia il suo ex ragazzo, sposta attraverso l'immaginazione su persone più vicine e più abbordabili come bersagli su cui riversare la sua ostilità e quel che è più grave , su se stessa, con pensieri autopunitivi e autodenigratori . Anche i dubbi sulla sua identità sessuale, fanno pensare che lei non si senta abbastanza (bella , femminile , attraente , intelligente ecc), per essere gratificata da una relazione eterosessuale e , potrebbero nascondere anche molto odio (mi auguro solo temporaneamente) per il sesso opposto. Se questa situazione dovesse perdurare , sarebbe bene , lei prendesse in considerazione l'opportunità di farsi seguire per un pò da uno psicoterapeuta , che la sostenga fino a che lei non ritrovi un pò di autostima e buonumore. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Sono bipolare o depressa?

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Cara Adry , si certo , lei soffre di un disagio che afferisce alla categoria diagnostica dei disturbi dell'umore, quindi, ha ragione quando afferma di essere depressa. Dice cose importanti di sè e puntualizza a mio parere con grande efficacia, il momento in cui si sono manifestati i primi sintomi di malessere che fa risalire a poco dopo il decesso di sua madre. Evidentemente , lei non ha sufficientemente elaborato quel lutto e, quella sofferenza mai digerita , con molta probabilità , si è trasformata in una sofferenza cronica. Certo , questa è solo una ipotesi , ma mi creda , vale la pena che si rivolga ad un/a bravo/a psicoterapeuta per comprendere ,e questa volta elaborare a fondo la fonte del suo dolore. Ci sono attorno a lei troppe cose belle, e credo, la sua mamma vorrebbe lei ne godesse appieno. Si affidi alla cura psicoterapica. Non potrà che trarne beneficio e sicuramente male non le farà. Le auguro ogni bene Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Crisi esistenziale di valori

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Cara Cristina, lei sostiene di essere agnostica e poi teme la punizione divina? Mi sembra evidente che il suo agnosticismo sia in lei ancora un ideale poichè ciò che propugna e afferma non collima affatto con l'aspetto emotivo delle sue credenze. E' come se una parte di lei fosse cresciuta grazie agli studi e alle letture che ha fatto e quindi spavaldamente quanto reattivamente volesse affrancarsi da principi dogmatici e ipocrisie di cui a suo dire è intriso il suo mondo famigliare e dall'altra non riuscisse a sostenere ciò che afferma perchè spaventata da possibili ritorsioni. Ripeto ciò che lei stessa ha affermato , proprio per permetterle di osservarsi. Io credo che questa paura che lei proietta su un Dio , in cui peraltro dichiara di non credere, abbia molto a che fare con le reazioni che i bambini hanno di fronte all'autorità, quando compiono una marachella o osano avere un dubbio sul comportamento di un genitore amato ma altrettanto temuto. L'adolescenza è il periodo in cui si cerca in tutti i modi di affrancarsi dalla tutela parentale , ma si è altrettanto tentati di ritornare al mondo beato dell'infanzia perchè più sicuro e meno pericoloso ed e' questo, un periodo denso di contrastanti tensioni sul piano psichico. Credo lei sia proprio in questa fase se non per età anagrafica, quanto per età psichica. Affrancarsi da un passato che comincia a starle stretto o crescere e assumersi la responsabilità anche emotiva del proprio pensiero e sentimento? In questa " terra di nessuno", dove ancora la presenza opprimente di religiose la costringono a confrontarsi con se stessa e le paure di un terrifico, crudele quanto fondamentalista giudizio divino, credo lei avrebbe bisogno di qualcuno che l'aiutasse ad allentare la morsa del giudizio senza scampo che lei stessa tende ad infliggersi, proiettandolo su una ipotetica quanto odiosa entità esterna, magari immaginandola MASCHIO con tanto di barba bianca, l'età di matusalemme e la sensibilità di un mostruoso cerbero a tre teste. Crede davvero che se esistesse un dio in grado di punire , si fermerebbe a pensare a lei e alle sue fantasie dubbiose , piuttosto che non occuparsi di guerrafondai, di capi di stato che usano il proprio potere in modi non sempre leciti o etici e senza porsi tanti scrupoli, della miseria che affama gran parte del nostro mondo o dei tanti assassini , stupri , violenze di ogni genere , perpetrati ogni giorno , in ogni parte del pianeta su vittime innocenti, siano essi donne , bambini o più deboli? Letto in chiave simbolica il suo disagio , descrive la difficoltà a crescere, forse a causa di un' educazione che ha teso a trattenerla ragazzina per troppo tempo, prova ne sia la decisione di sua madre sull'alloggio che dovrà occupare per il periodo universitario, tenendola lontana da tutte quelle esperienze che potrebbero farla sentire più libera e grande . Per quanto riguarda il pensiero della morte, questo , è spesso protagonista , in molti soggetti sensibili, nei momenti di grande cambiamento, poichè ogni importante progresso reca in sè , sempre l'abbandono di vecchie modalità , di pensiero , di comportamento, di gusti ecc... e ciò simbolicamente può essere considerato una piccola morte che va accettata il prima possibile per aprirsi al nuovo ma, il desiderio che essa ci porti con sè , spesso nasconde una grande paura di vivere ed è quindi col piacere di vivere, che lei ha un contenzioso aperto. Il periodo universitario è molto duro, ma se lavorerà sodo, potrà in tempi non troppo lunghi affrancarsi gradualmente dalla famiglia anche in senso psicologico. Per quanto riguarda la sua propensione verso l'omosessualità, questa è sfera privata che riguarda solo lei, ma se il senso di colpa la opprime, sarà necessario che l'affronti con chi possa sostenerla e aiutarla ad accettarsi per come è. Un cordialissimo saluto Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Violenza sulla mia ragazza

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Buonasera Cosimo , si, il suo è un problema serio che rischia di arrivare a compromettere ogni rapporto potenzialmente positivo con le donne e con la vita in generale. Se a 22 anni lei non riesce a controllare le sue pulsioni aggressive e violente, è necessario che parli con qualcuno che la possa aiutare a crescere e a controllarsi . Già la violenza verbale è orribile e le dico tranquillamente, passibile di denuncia , figuriamoci quella fisica! Schiaffi , morsi ? Ma si rende conto di quanto danno può provocare? Una persona di fronte a tanta violenza , potrebbe avere un attacco cardiaco o svenire per la paura , battere la testa e andare all'altro mondo. Pensa che spaventare così le persone la faccia percepire più forte e più maschio dominante? BEH , SI SBAGLIA! Se si è pentito e si vergogna , già è una buon inizio, ma non sufficiente , poichè il senso di colpa deve preludere necessariamente al senso di responsabilità. . Lei deve al più presto rivolgersi ad uno psicoterapeuta e analizzare i motivi di tanta incapacità di contenimento. E' possibile che non abbia ricevuto una educazione al contegno adeguata in famiglia o che sia stato abituato ad avere tutto ciò che desidera senza limiti. In ogni caso , il suo è un grave problema che riguarda confini che non devono essere oltrepassati in nessun modo . Un uomo violento può incutere molta paura , è vero , ma mi creda , anche molto orrore e disgusto. Le auguro di trovare chi possa aiutarla, al più presto . Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Sono sotto pressione

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Buonasera Pasquale, lei in questi lunghi 15 anni , ha dato una mano a tutti pare,meno che a se stesso. Se è saturo come dice, perchè non si concentra su quest'ultimo esame e lo sostiene? Ciò le eviterebbe di pagare le tasse universitarie per un tempo indefinito e sarebbe così con molta probabilità più motivato nel concludere il suo percorso formativo, senza ulteriori indugi. Ha sicuramente affrontato in questi anni esperienze durissime e proprio per questo è tempo lei prenda una decisione in merito al suo futuro professionale. In un secondo momento dovrà affrontare la sua situazione affettiva . Se come dice , la sua fidanzata ha espresso disprezzo per lei, dovrà seriamente porsi il problema relativo alla possibilità o meno di proseguire questa relazione . Purtroppo , la vita riserva a tutti in misura più o meno equa, una certa quantità di sofferenza e ciò che è accaduto a lei è terribile, ma sono certa , sarà in grado di rialzare la testa e andare avanti con orgoglio. Forse questo è il momento di affidarsi ad un bravo psicoterapeuta che la aiuti a riprendere forza ,considerazione di sè e che la sostenga in quest'ultimo tratto del suo percorso universitario. Credo che, una volta raggiunto l'obbiettivo , sia nel caso decidesse di continuare ( come io spero per lei), sia nel caso decidesse di smettere e chiudere in un cassetto le sue passate ambizioni dedicandosi con impegno ad altro, lei dovrebbe arrivare a sentirsi molto più rilassato e contento di sè. Ogni bene! Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina...

Sono in confusione

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Cara Matilde, lei è fidanzata da 10 anni, cioè da quando era poco più che una bambina. E' più che naturale che nutra dei seri dubbi sull'opportunità di continuare una relazione che sembra più cucita su misura per tenere insieme le vostre rispettive famiglie che non per consentire a due giovani fidanzati , di coronare il proprio sogno d'amore che a questo punto, sembra assumere più le sembianze di un incubo. Dove è scritto che lei debba sposarsi per forza , se nutre dei dubbi? Le case cointestate si possono vendere e spartire il ricavato tra i proprietari, senza obbligare due ragazzi un tempo forse innamorati ma oggi non più certi di potere affrontare a cuor leggero un passo così importante come il matrimonio, a dovere cedere alle esigenze altrui. Lei deve trovare il coraggio di essere franca col suo ragazzo e con sua madre. Se non è convinta di questo rapporto , se ne sottragga , richiedendo semmai prima un periodo di sospensione e riflessione , per poi dichiarare la sua verità. Qui è in ballo la sua vita , il suo futuro , la sua felicità e se a nessuno dovesse importare , se intorno a lei vi fosse solo freddezza e conformismo, dovrà essere lei a prendere per mano se stessa e ad allontanarsi dall'ipocrisia che la circonda. Certo , ci vuole coraggio e la consapevolezza che ogni tanto nella vita , occorre diventare vere madri di se stesse e non di ragazzini fidanzati ,che forse avrebbero più voglia di andare in discoteca , che di progettare un matrimonio che da come è descritto nelle premesse, già pare avere l'odore della naftalina. Ci pensi Matilde , lei è ancora in tempo! Un grande augurio. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Il mio ragazzo ha un figlio

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Cara Marianna, comprendo i suoi sentimenti legati all'esigenza d'un rapporto esclusivo col suo compagno, ma questo "lui", ha una storia e di quella storia fa parte un piccolino che non ha nessuna colpa d'essere qui tra noi, e suo malgrado c'è , esiste e ha dei sentimenti, dei bisogni, soprattutto quelli riferiti all'essere amato , considerato prezioso e non solo tollerato perchè il padre " si è assunto le sue responsabilità". Forse sarebbe meglio per il momento lei si concentrasse sulla sua laurea e accantonasse i problemi legati alla sua situazione affettiva. Certo , quando si accetta come partner un uomo un bel pò più grande, è possibile che insorgano le difficoltà che ha citato e anche altre ,a volte ben più complesse. Sono proprio queste difficoltà e la capacità di elaborarle e infine accettarle come parte dell'intero" pacchetto", che segna la differenza tra una passione dai connotati narcisistici e quelli di un vero amore, il quale peraltro non può e non deve costituirsi come sforzo o faticoso dovere . Un cordiale saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Aggressività con i genitori bimbo 5 anni

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Buongiorno Chiara, le posso assicurare che non è affatto scontato che il bambino cambi. Potreste in realtà trovarvi con un ragazzino ancor più aggressivo e lunatico se non porrete dei seri freni ai suoi comportamenti. Egli non comprende ancora che voi siete altro da lui, come invece dimostra di sapere quando è a scuola, con le insegnanti e i compagni. Abbracciarlo quando urla e insulta o graffia , non è la risposta. Egli deve sapere e capire che il suo comportamento è lesivo e che il vostro amore e la vostra accettazione per quanto incondizionata, ha dei limiti che non devono essere superati. Occorre molta forza , determinazione ed unione di intenti fra voi genitori e nessun cedimento. E' necessario comprendere che i bambini vivono in mondo ancora molto pulsionale e ben lontano dalle regole che gli adulti si suppone abbiano integrato. Se vi risponde che non sa perchè si comporti così , è semplicemente perchè non è in grado di dirvelo . Probabilmente quei suoi comportamenti si insinuano laddove egli trovi senza troppi ostacoli la possibilità di esprimerli ,poichè la sua aggressività non è ancora stata diretta verso uno scopo e non ha ancora trovato dei seri ostacoli. Rischiate seriamente di fissarlo a questa "esaltante fase di onnipotenza" se non interverrete uniti , con decisione e in tutta franchezza , ritengo dovrebbe essere il padre il primo fautore di questo contenimento, poichè a livello inconscio , per i figli, è il padre che determina le regole del vivere sociale e che oppone confini inderogabili all'espressione delle pulsioni. Al contrario un padre debole o indeciso lascia passare un messaggio di permesso rispetto a qualunque " capriccio". Parlare va bene, è corretto , è sano , ma la furia di un bambino può essere paragonabile a quella di un piccolo egocentrico dittatore che non vuole sentire ragioni. Perciò niente punizioni corporali , ma decisa fermezza nell'ostacolare la sua esuberanza, senza cedimenti ed evitando che egli vi senta litigare proprio a causa sua. Se proprio non si dovesse risolvere il problema , sarà il caso di interpellare uno psicologo dell'età evolutiva che ascolti voi genitori in prima istanza per valutare ed evidenziare quali possano essere le dinamiche relazionali da correggere se è il caso, ed eventualmente, in un secondo tempo osservare il bambino, per comprendere meglio la situazione. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ma figlia è aggressiva con alcuni bambini

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Gentile Maria, è certa che la bimba non abbia a propria volta subito qualche angheria da qualche "bulletto " a scuola o in luoghi di gioco? Se così fosse, è probabile che attraverso un meccanismo di generalizzazione , ella tenda a percepire tutti gli appartenenti al sesso maschile come potenzialmente pericolosi, molesti , quindi brutti e repellenti. Credo dovrebbero essere molte donne adulte a far sentire certi maschi arroganti e prepotenti così orribili e "ragni neri pelosi", più che comportarsi da mammine comprensive anche nelle peggiori situazioni. Mi scuso per l'ironia, gentile signora , ma ciò che racconta della sua bimba desta anche molta simpatia . Detto questo , è necessario voi capiate attraverso il dialogo con vostra figlia o aiutati da uno psicologo dell'età evolutiva, i motivi di tanta aggressività, poichè come giustamente lei afferma , se non riuscirete a porre un freno al suo bisogno di dominare, essa potrebbe nel tempo trovarsi in difficoltà. Non deve temere di affrontare uno /a psicologo/a dell'età evolutiva . In genere il professionista incontra prima i genitori e solo in un secondo momento , laddove lo ritenga veramente necessario , vede il bambino/a. Quindi non avete nulla da temere e potete procedere sereni in questa direzione, se vi rendete conto che la situazione tende a sfuggirvi di mano. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Problemi con mia figlia

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Buongiorno signora, se davvero le cose stanno come dice e, sua figlia tende ad ubriacarsi con tanta frequenza, mi pare ovvio che ci troviamo di fronte ad un serissimo problema. Qui non si tratta solo di qualche innocente trasgressione, ma di un problema grave che va affrontato al più presto con determinazione e senza dubbi, poichè la ragazza è ancora sotto la tutela della famiglia anche se per poco tempo ancora, dato che tra un anno sarà maggiorenne e sarà molto più difficile per voi genitori , potere intervenire per aiutarla. Cerchi di comprendere che se dovesse succedere qualcosa di brutto a questa ragazza mentre è ubriaca, o ,dovesse finire in ospedale per un coma etilico , voi genitori,potreste essere ritenuti responsabili , per non avere dato sufficiente peso alla situazione e per non essere intervenuti in modo tempestivo e adeguato. Si rivolga quindi al più presto al medico curante insieme a suo marito e gli spieghi senza vergogna la situazione . Faccia quindi in modo che egli vi indichi un/a psicologo/a, libero professionista se ve lo potete permettere o rivolgetevi all'A.S.L. per lo stesso servizio , chiedendo un appuntamento urgente. Non perda altro tempo e si muova con rapidità e senza farsi condizionare dalle lamentele della ragazza. "In bocca al lupo!". Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli...

Bordeline o?

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Cara Lisa, sarebbe veramente un peccato che una relazione tanto bella potesse essere compromessa dalle sue paure che paiono peraltro assai infondate. In genere, quando subentra una crisi all'interno della coppia, si è soliti assistere ad alcuni segnali inequivocabili ; disimpegno , atteggiamenti annoiati, un approccio sessuale tiepido o addirittura assente, ironie e sarcasmo fuori luogo e così via. Sembra che nel suo rapporto , non sussista alcuna condizione atta a metterla in allarme ed è quindi davvero probabile che il suo disagio, dipenda da qualche nodo doloroso di carattere psichico che probabilmente , non è stato mai affrontato, nè quindi risolto. Più che etichettarsi attraverso una particolare categoria diagnostica, credo sia arrivato per lei il momento di approfondire i motivi della sua sofferenza, poichè il rischio è davvero quello di stancare e infine allontanare questo ragazzo, per quanto ancora certamente egli sia innamorato e paziente. Il potenziamento e il consolidamento della sua autostima, unitamente all'indagine dei possibili nessi esistenti tra la sua condizione di insicurezza attuale e le angosce del passato, così come il rafforzamento delle sue difese intrapsichiche, dovranno essere scopi e obbiettivi di una buona psicoterapia che mi auguro lei possa intraprendere al più presto. Se volesse approfondire l'argomento , non esiti a scrivermi; sarò lieta di risponderle. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Solo. Con un buco nell'anima

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Gentile Mario, è possibile che la storia difficile tra i suoi genitori e i loro comportamenti inadeguati rispetto alle sue esigenze affettive, unitamente ad un temperamento forse un pò chiuso, abbiano contribuito pesantemente a determinare lo stato di disagio nel quale versa attualmente e che ha avuto esordio da come rivela , molto tempo fa. Se lei si trova bene con la sua attuale psicoterapeuta, non vedo perchè dovrebbe abbandonare la terapia. Anche se le terapie cognitivo-comportamentali , prevedono un n. limitato di sedute, sarebbe bene lei si concedesse ancora qualche tempo prima di compiere un bilancio del lavoro fatto . Sarebbe anche buona cosa lei esprimesse i suoi dubbi alla terapeuta che la segue. E' molto importante lei cominci ad aprirsi , proprio perchè parte del suo disagio sembra dovuto alla paura di manifestare i suoi sentimenti e il suo pensiero. In un caso come il suo, dove questo sentimento di vuoto sembra sommergerla , non ci si possono attendere risultati rapidi con nessun tipo di psicoterapia, anche se onestamente, la sua sensibilità e intelligenza mi fanno pensare che lei sarebbe il candidato ideale per una analisi del profondo. Lei non è affatto condannato, e dagli schemi disfunzionali interiorizzati , ci si può affrancare. Un cordiale saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Mia figlia ha guardato porno

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Gentile signora/e, credo lei abbia fatto per il momento la cosa più saggia. Si pone anche la domanda giusta, cioè come spiegare la pornografia ad un bambino/a, che è peraltro una modalità più che discutibile, sicuramente oscena e falsa di rappresentare la sessualità e i rapporti sessuali più in generale. Onestamente ritengo dovrebbe informare gli insegnanti dell'accaduto e di quanto avviene in classe , magari chiedendo di indire una riunione con gli altri genitori per comprendere meglio la situazione e per affrontarla ,eventualmente con l'ausilio di uno psicologo dell'età evolutiva ( che non dovrebbe più mancare nelle scuole di ogni ordine e grado). L'educazione sessuale che è ancora vista con grande sospetto da genitori e insegnanti, dovrebbe essere considerata come una importante opportunità di far passare messaggi inerenti lo sviluppo dell'affettività, delle relazioni tra i sessi che contempli infine , in tempi maturi anche la sessualità, ma non certo legata quel tipo di rappresentazioni che degradano sia il corpo maschile che quello femminile e riducono un atto sacro a squallide e grottesche esibizioni che dovrebbero risultare traumatizzanti e angoscianti oltre che per i bambini , anche per gli adulti. Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Sono disperato

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Gentile Fabrizio , lei mi fa pensare a quante facce possa avere l'amore e a come, laddove per qualcuno la doppiezza rappresenti un completamento e mi pare questo il suo caso, per un altro/a, e mi pare il caso della sua amica, possa al contrario significare conflitto e lacerazione. L'intensità del suo sentimento per l'amica, anche se non più legato alla sessualità, è stato ed è ancora molto intenso e fonte di gioia, ma mi chiedo in che rapporto sia con sua moglie, che da come descrive, appare una figura d'ombra, quasi di sfondo, come se lei Fabrizio ,fosse capace di onorare e rispettare un contratto istituzionale quale è il matrimonio vivendo il suo quotidiano con estrema fatica e, una volta in pace per aver svolto il suo compito da bravo cittadino e figlio della cultura cui appartiene, pretendesse la sua mezz'ora d'aria al giorno , o un'ora di ricreazione . Si può tradire in tanti modi , e non spetta certo a me giudicarla, ma di questo si tratta . La sua amica è giunta alla consapevolezza di quanto alla fine , questo rappresenti un grosso problema per la sua coscienza morale . Lei no. Questa storia può rappresentare un importante stimolo per la riflessione legata alle VERE priorità affettive della sua vita e forse è arrivato il momento di farsi aiutare a comprenderle. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ipnosi regressiva

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Gentile Ilaria, se esistesse la bacchetta magica per superare gli effetti dei traumi infantili, fosse l'ipnosi regressiva o qualunque altra breve strategia psicologica , sarei ben lieta di consigliargliela, ma la realtà è che attraverso gli insulti subiti nell'infanzia occorre passare e passare più e più volte , in una situazione protetta e in luogo sicuro come quello psicoterapeutico per potere elaborare e alfine ridurre il carico emotivo legato all'esperienza. Certo , un sistema psichico scosso e drammaticamente sollecitato , può trarre conforto dall'apprendimento di tecniche quali il training autogeno o altre simili, ma mi creda, più, e prima di cadere in uno stato di profondo rilassamento o trance , lei ha bisogno di ricordare, condividere , sentirsi accolta , ascoltata e sostenuta e non giudicata . La psicoterapia , benchè in questi casi non possa che configurarsi come un intervento spesso non breve, è la via più indicata per affrontare e risolvere fin dove sia possibile il suo problema. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologa-Psicoterapeuta- Psicoanalista Junghiana. Parma...

Per lui è difficile lasciarla

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Buonasera Melania, è evidente come quest'uomo abbia le idee quantomeno confuse. Quanto può reggere ancora questa tensione per lei? Quest'uomo è fidanzato solo apparentemente , poichè nella realtà egli ha più relazioni , il che già di per sè disconferma la sua dichiarazione. Se non riesce a staccarsi da lui dovrà giungere a valutare quanto questa umiliante situazione possa andare avanti prima che la parte più profonda e sana della sua psiche prenda le redini e decida cosa è bene,e non è detto che sia una soluzione meno dolorosa di quella attuale. Le consiglio caldamente di iniziare una psicoterapia il prima possibile , per comprendere cosa sia più adeguato e salvifico per la sua vita. Troppe variabili sono in gioco e non credo sia possibile senza una conoscenza diretta , darle maggiore aiuto. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologa- Psicoterapeuta - Psicoanalista Junghiana. Parma...

Sapere cosa è sbagliato e giusto, ma Fare cmq il contrario

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Buonasera Giuseppe, è evidente lei si trovi in uno stato di malessere esistenziale. Ha fatto bene il suo medico ad indirizzarla verso un intervento psicologico, che le permetterebbe di avvicinarsi con più chiarezza alle sue emozioni e ai suoi più profondi bisogni. Gli psicoterapeuti , non entrano nella testa di nessuno , perchè ciò su cui lavorano in linea generale , sono le emozioni, i sentimenti , le relazioni , quindi se proprio si vuole indicare una sede di competenza in psicologia , direi che questa si avvicina più al cuore, intesa come anima psichica, quindi non collocabile in alcun liogo eminentemente fisico. Lei credeva di avere un disturbo Borderline, ma ora pensa di essere affetto da qualcosa di molto più profondo e immagino più grave. Ebbene , di più grave del disturbo Borderline ( che peraltro non potrebbe mai e poi mai diagnosticarsi da sè) vi solo la Psicosi, ossia la Schizofrenia e mi creda , se ne fosse affetto, non sarebbe qui a scrivere in maniera adeguata , coerente e comprensibile. La memoria a lungo termine cui fa riferimento , non può che riguardare i suoi ricordi d'infanzia o di preadolescente che normalmente sono quelli che , quando lo fanno , feriscono di più , e sono i più duri da dimenticare anche in età avanzata a meno che non siano stati adeguatamente elaborati attraverso un intervento psicoterapeutico, che è appunto quella cosa che potrebbe rappresentare la SVOLTA cui fa riferimento e da cui non dovrebbe temere nulla. Lo psicoteraperapeuta infatti quando sia veramente tale, è formato per entrare in rapporto empatico col paziente senza giudicare e proporsi in modo cattedratico o supponente. Segua perciò il consiglio del suo medico e sono certa non se ne pentirà . Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologa -Psicoterapeuta -Psicoanalista Junghiana. Parma...

C'è qualcosa che non va in me?

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Buongiorno Federica , si, è possibile lei stia passando un momento che sembra avere i connotati di una sindrome melanconica. Non dice da quanto tempo si trovi in questa situazione di grigiore emotivo -affettivo, ma penso che rivolgendosi al più presto suo medico curante, spiegandogli la situazione, egli potrà prima di ogni altra cosa prescriverle una serie di esami atti ad escludere qualunque disturbo organico possa avere parte nel suo attuale malessere. In un secondo momento, spetterà a lei decidere se intraprendere un percorso psicoterapeutico, che potrebbe aiutarla ad uscire da questa condizione di stasi energetica e psichica. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Psicologa-Psicoterapeuta-Psicoanalista Junghiana. Parma...

Buio Totale...

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Gentile Daniel, sì , è vero lei ha vissuto delle esperienze molto brutte, che sicuramente hanno fortemente indebolito la sua capacità di resilienza, quella capacità cioè di far fronte agli urti della vita, rimanendo comunque abbastanza saldi per andare avanti. Se lei scrive è perchè ha bisogno di comunicare e cercare una parola di conforto e aiuto che evidentemente non riceve o non riceve a sufficienza nella struttura psichiatrica a cui si riferisce per ricevere cure adeguate. Vive in un soppalco presso una vecchia signora , ma non dice come sbarca il lunario ; qualcosa dovrà pur fare per mangiare e procurarsi le sostanze stupef. nel cui uso è ricaduto. Questa omissione già impedisce di avere un quadro più completo della sua situazione e darle una risposta più accurata. Ad ogni modo, direi che il suo problema principale , riguarda l'abbandono e la morte, quindi una serie di lutti reali e simbolici ,che da ciò che afferma, non sono mai stati adeguatamente affrontati nè tantomeno elaborati nè tantomeno superati. I farmaci forse in questo momento le sono indispensabili , ma se le creano ulteriori scompensi, vuole dire che non sono quelli adatti. Ciò che mi pare veramente di cruciale importanza nella sua vita in questo momento, è trovare un /a Psicoterapeuta ( e il servizio a cui fa riferimento , può consentirglielo), che si configuri come presenza costante e affidabile, con la quale iniziare e continuare una relazione correttiva rispetto a quelle vissute fino ad ora e che l'aiuti prima di ogni altra cosa a recuperare un pò di fiducia nei rapporti umani. Un luogo sicuro dove esprimere , la sua rabbia , la sua paura , il suo senso di smarrimento e sconforto giù , giù fino al fondo del suo dolore. Da lì sono certa che potrà ripartire nel ridare un senso nuovo alla sua vita. un cordiale saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Immagine distorta di me stesso mi sta distruggendo

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Caro Luca, credo che la prima e più importante azione da compiere sia quella di farsi prescrivere occhiali o lenti a contatto, poichè questo è il suo problema fisico più importante e lo dico senza alcuna ironia, in quanto il fatto che lei sia più attento a cose di second'ordine piuttosto che alla sua salute , già indica una difficoltà nel compiere un buon "esame di realtà", che in pratica , significa stare coi piedi per terra e analizzare con lucidità e logica se stesso , i suoi difetti e i suoi veri problemi. Vedersi in fotografia è un pò come risentire la propria voce al registratore; molti non solo non si riconoscono ma addirittura arrivano a vergognarsene, non capacitandosi magari del proprio accentuato accento dialettale o di un tono nasale ecc..., ciò non esclude che qualcun altro ascoltandoli trovi le stesse voci armoniose e piacevoli. Secondo dato : vi sono persone assolutamente affascinanti e fisicamente piacevolissime viste dal vivo,ma che non sono come si dice " fotogeniche" e quindi, per qualche motivo non appaiono così gradevoli in fotografia. Cellulari e altre cose del genere spesso deformano i lineamenti e non sono attendibili come riproduzioni fedeli. Detto questo, quello che lei definisce disturbo dismorfofobico, potrebbe avere a che fare con una semplice forma di insicurezza, affrontabile con una blanda psicoterapia, ma la eventuale gravità del suo disturbo dispercettivo, potrà essere diagnosticata solo da uno specialista della salute mentale e a quel punto, potrà essere fatta una valutazione sulla necessità di un intervento più o meno approfondito, che potrebbe configurarsi come semplice sostegno o come psicoterapia del profondo. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Sensazione di vuoto

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Caro Maikol, sono certa che lei possa essere rimasto traumatizzato da un evento simile. Qui si tratta non solo di decidere di sposarsi ma addirittura di cambiare paese. Questa ragazza si è comportata in un modo inqualificabile; non ha avuto nemmeno il coraggio di affrontarla direttamente, ed ha usato un messaggio via mail. Ma si rende conto di chi sia e fosse la persona con cui ha progettato di vivere? Guardi, le posso assicurare che non tutte le donne sono così meschine,doppie e ambigue. Vale la pena , lei rivolga altrove il suo sguardo e quando se la sentirà, scriva una lettera a questa "signora" e le esprima tutti i suoi sentimenti . Non passerà il dolore nè la rabbia , ma almeno avrà la sensazione di avere ripreso il controllo di sè e della propria vita. Un sincero , cordiale e solidale saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Ho bisogno di un consiglio

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Gentile Anna, la prima cosa da farsi , è rivolgersi al medico curante , in modo che possa prescriverle esami approfonditi , per comprendere se non vi sia alla base del suo disturbo, un problema organico. Le dico questo , perchè a volte, l'organismo può segnalare attraverso uno stato più o meno intenso d'ansia che ,magari c'è qualcosa che deve essere curato, e non sempre si tratta necessariamente d'un problema psicologico. Solo dopo avere escluso ogni componente organica , potrà prendere in serio esame l'opportunità di rivolgersi alla psicoterapia per affrontare un percorso che l'aiuti a capire i motivi del suo disagio e per superarlo . Dal punto di vista psicodinamico, cioè psicoanalitico , dietro il disturbo da panico , preme in genere, un inconscia necessità di crescita o cambiamento. Dovrà comunque essere il/la suo/a eventuale psicoterapeuta, a cercare di comprendere insieme a lei, cosa le procuri uno stato così intenso di malessere. Sperando di esserle stata d'aiuto, le invio cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli, Psicologa-Psicoterapeuta-Psicoanalista Junghiana. Parma...

Lui non vuole più intimità con me

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Cara Lucia, mi chiedo come mai lei pensi di avere sbagliato qualcosa; è stata sincera , onesta e qualunque uomo innamorato sarebbe felice di avere un figlio dalla propria compagna. E' possibile che le difficoltà economiche che state attraversando, incidano sullo stato di insicurezza di suo marito e che egli non sappia confrontarsi con lei in maniera equilibrata e quindi efficace. La frustrazione genera aggressività e fa emergere spesso il peggio delle persone,cioè i loro lati d'ombra, che in genere sono tenuti sotto il vigile controllo della coscienza morale . Ciò che suo marito le ha detto e che giustamente lei considera molto offensivo , proviene da queste zone oscure e probabilmente non è nemmeno quello che pensa realmente, ma la paura di dovere affrontare nuove difficoltà può avere scatenato in lui una reazione incongrua. Il punto cruciale su cui entrambi dovete lavorare , mi pare sia la comunicazione e se questa risulta essere così difficile, sarà buona cosa intraprendiate una terapia di coppia, dove sia possibile in modo sincero e civile, dirvi tutto ciò che pensate del vostro rapporto e trovare per entrambi una soluzione di compromesso accettabile. Una maggiore serenità e una minore pressione su suo marito per avere figli , potrebbero compiere miracoli , anche tra le lenzuuola. Cordiali saluti . Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Possibile perversione e/o tradimento?

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Buongiorno Giada, si, lei è tradita; se non in senso esplicitamente sessuale , sicuramente nelle intenzioni e ancor più tradita poichè è messa in discussione la sua sanità mentale, cosa a mio parere ancor più grave. Su nessun computer si creano profili e iscrizioni online a causa di un virus, le risulta sia mai successo a qualcuno dei suoi amici o conoscenti? Ciò che il suo ragazzo non dice con chiarezza, è che sicuramente egli ha bisogno di maggiori stimoli di tipo sessuale per raggiungere una sufficiente eccitazione, magari da vivere all'interno della coppia, ma che comunque esulano dalla vostra relazione ; e siccome ,probabilmente si vergogna e sta ancora valutando la propria situazione affettiva e sessuale, non desidera intromissioni e cerca di tenerla distante dal suo mondo, nel quale lei Giada ha sicuramente un posto di rilievo, ma non ancora stabile. Valuti con attenzione la sua situazione sentimentale e , sarebbe bene lei invitasse il suo compagno ad affrontare una breve terapia di coppia, per comprendere meglio le dinamiche che sottendono il vostro rapporto e il suo ruolo all'interno di questa relazione. Se il suo ragazzo tiene a lei veramente, non si sottrarrà , ma al contrario comprenderà il suo stato di disagio e si adopererà per venire incontro alle sue esigenze, accettando un sincero confronto. Le auguro il meglio. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Figli ribelli e dispettosi... non ce la facciamo più

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Cara signora, purtroppo non esiste altro modo, al di là della terapia famigliare , che possa in qualche modo aiutarvi a dipanare i vostri problemi. Forse suo marito non ha tutti i torti quando afferma che i ragazzi dovrebbero essere lasciati soli di fronte alle loro difficoltà scolastiche, soprattutto il grande che deve cominciare a capire quanto e se gli importi conseguire risultati o preferisca "passare" per uno sciocco perdigiorno. Immagino quale possa essere la sua preoccupazione, ma onestamente , più di tanto , per i figli, non è possibile fare. Occorrerebbe uno psicologo scolastico , ma purtroppo q...

Ragazzo complicato

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Cara Clarissa, certamente questo ragazzo deve avere dei trascorsi di grande sofferenza affettiva, ma quando si sta male , sarebbe buona cosa farsi curare e non mi pare vi sia in questo caso una sufficiente motivazione. Stare tra le braccia di una bella ragazza innamorata è sempre altamente gratificante per un uomo, ma ciò non significa che l'amore sia ricambiato. Credo che il piacere di questo ragazzo derivi proprio dal gioco del sedurre e dell'abbandonare . Quello che le sta facendo e che le ha fatto in passato è crudele, non tanto perchè le storie non possano finire, ma per il modo in cui ciò è avvenuto , per le cose che le ha detto, per di più, proiettando su di lei desideri che sono in realtà molto più di lui (la ricchezza , l'agio ecc..), e sicuramente tanto frustrati, da provocargli molta invidia. Occorre stare molto attente all'invidia di un uomo, soprattutto quando questi si rivela essere un grande "Narciso", poichè anche nella migliore delle ipotesi, una certa dose di malignità e cattiveria sono sempre da mettere in conto. Credo dovrebbe ritenersi fortunata per lo scampato pericolo e imparare ad amarsi un pò di più, poichè quando ci si vuole veramente bene si è cioè connesse al proprio istinto protettivo sano, questi rifiuta naturalmente l'insulto , così come di fronte ad un cattivo odore e sapore. E' quello che io le auguro di conquistare. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Mancanza di desiderio

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Cara Aurora, sono certa lei non si senta affatto bene con se stessa. Perchè sta con questo ragazzo, chi glielo ha imposto? La sua famiglia , le sue amiche invidiose o semplicemente il desiderio di sentirsi corteggiata e amata da qualcuno ambito da altre che ha invece scelto solo lei? Qualunque possa essere la risposta, la realtà è semplice; questo ragazzo non l'attrae abbastanza , quindi è normale , non abbia nessun desiderio di essere baciata nè toccata e sia infastidita da qualunque approccio di tipo sessuale. Inizi ad essere sincera con se stessa e sicuramente troverà da sè la strada per uscire da una situazione che la umilia sul piano morale e su quello più intimo della femminilità e, svilisce l'amore e il desiderio che le è donato e la persona che la onora con il proprio affetto sincero. Ci pensi! Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Mi sento una malata

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Gentile M.Lucia, non credo proprio lei sia anormale; diciamo che la vita, si diverte a volte, a mettere alla prova i veri sentimenti e quindi , le priorità di ognuno, in campo affettivo e non solo. Se il migliore amico del suo ragazzo le provoca tutte queste sensazioni, forse è meglio che gli stia un pò più lontana, oppure potrebbe avvicinarsi un pò di più , intensificando la sua attrazione e spingendosi al limite di un possibile tradimento, certo idealmente ed eroticamente molto eccitante , ma sicuramente, non quanto potrebbe risultare la possibilità che la cosa divenisse risaputa (e nel 99% dei casi è proprio così che accade), nel qual caso all'eccitazione, farebbe sicuramente seguito la mortificazione e il quasi certo pentimento. A volte ci sono situazioni , persone ed eccitamenti che è meglio coltivare in fantasia, poichè questi possono agire da propellente per alimentare una vera e profonda passione erotica , ma che se vissute realmente potrebbero spesso rivelarsi non solo grandi bolle di sapone, ma ancor peggio , ruvide spugne ,capaci di rovinare irrimediabilmente ciò che è stato costruito con tenacia e amore. Ci pensi! Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Problemi di coppia

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Gentile signora, la fase menopausale, è certamente delicata e pone di fronte a tanti piccoli cambiamenti di tipo fisico e psicologico che sono però destinati ad essere superati , in tempi diversi, per ogni donna . Credo che non siano per nulla veritiere le pubblicità , che alludono a problematiche drammatiche durante la menopausa e che propongono rimedi a sicura secchezza vaginale , perdite urinarie e quant'altro indichi che è giunto un momento senza ritorno verso la vecchiaia. Non si faccia perciò condizionare, poichè nella stragrande maggioranza dei casi ciò risulta essere non vero e quando è vero , si tratta di condizioni spesso passeggere. Lei è ancora una donna giovane che ha semplicemente risentito di un calo ormonale, il quale ha destabilizzato temporaneamente un delicato equilibrio psico-fisico, che può benissimo essere ripristinato. Si mantenga attiva e se proprio non desidera avvicinarsi alla terapia sostitutiva di tipo chimico , esiste anche l'omeopatia o l'erboristeria. Chieda a suo marito un pò di pazienza e per il momento potrebbe proporgli di fare qualcosa di piacevole insieme che non contempli necessariamente la sessualità , poichè "eros" può essere vissuto ad altri livelli. Date perciò spazio a passeggiate , viaggetti , e qualunque cosa vi faccia piacere fare insieme e piano , piano vedrà che le cose si sistemeranno. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Insicurezza morbosità possessivita

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Buongiorno Gianluca, il dato confortante tra tutto ciò che descrive , è la consapevolezza del suo comportamento che ha compreso non essere adeguato e congruo. Certo lei si sente rifiutato e quindi frustrato, ma altrettanto consapevole di essere stato troppo "appiccicoso" ( come lei stesso afferma) in passato, la qual cosa ha contribuito a compromettere irrimediabilmente il suo rapporto. Vi sono moti coscienti e moti inconsci ( cioè inconsapevoli) che possono indurre un partner affettuoso, a perdere interesse . Dichiarare amore e poi impedire un minimo di libertà all'altro/a, è una contraddizione in termini . Intendiamoci, laddove esista una reale possibilità di tradimento o inganno, è lecito il sospetto e la sospensione di fiducia, ma solo se veramente ciò sta accadendo ; in altro modo , dal punto di vista psicoanalitico , non vi è dubbio che il sospetto, quando esagerato e non supportato da prove evidenti, non indichi altro che un proprio stesso desiderio di tradimento e una volontà seppure inconscia di chiudere il rapporto. Intendo dire che è probabile che il piacere che lei trae da queste relazioni che immancabilmente finiscono male, derivi proprio dal potere esercitare fin dove le è possibile un controllo sulla vita delle sfortunate partner , senza peraltro godere veramente del rapporto con loro. Sono certa, sia per Lei necessaria una psicoterapia di stampo PSICOANALITICO , che la aiuti a comprendere e superare le cause della sua profonda insicurezza e ostilità verso il mondo femminile. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Bruttezza esteriore

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Gentile Carmine, mi chiedo se si sia mai posto il problema di capire chi lei frequenti. Da come descrive queste persone, sembra di essere in una seconda elementare, dove ci si aspetta che i bambini siano spietati e spesso crudeli, perchè ancora non educati al rispetto della propria e altrui diversità. Direi che , se proprio si deve parlare di bruttezza, lei sia veramente circondato dalla deformità e sconcezza interiore di queste persone, dalle quali le consiglio di prendere le dovute distanze, o quantomeno di far loro capire a chiare lettere che il loro sarcasmo è una vera e propria manifestazione d'odio, chissà poi perchè? Magari lei è migliore nel lavoro o nelle prestazioni sportive o semplicemente lo è nel modo di comportarsi più civile e umano. Comunque stiano le cose, non è possibile via mail trattare un caso così delicato come il suo e , sono certa che , nel caso si rivolgesse ad un chirurgo plastico, egli stesso ,la invierebbe prima di ogni altra cosa dallo psicologo , proprio per comprendere se e quanto la percezione che Lei ha di sè , sia obbiettiva o condizionata totalmente da questi " imbecilli" che si divertono a mortificarla. A volte, basta un piccolo cambiamento, per sentirsi migliori e non è detto che una persona debba modificare se stessa dalla testa ai piedi per sentirsi meglio. Cordiali saluti . Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Problemi di coppia

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Cara Signora, non vi è discussione per quanto accesa , che debba poter consentire soprattutto al più forte nella coppia di arrivare alle mani o di alzare tanto la voce da spaventare l'Altro/a. Si tratta in entrambi i casi di gravi forme di violenza , sia essa verbale o fisica, anche se non si giunge al grave insulto, allo schiaffo o alle botte. Le persone che tendono a perdere il controllo in questi modi , dimostrano una scarsa o nulla capacità di contenimento pulsionale, il che indica spesso un possibile disturbo di tipo psichico tendente alla dissociazione ( per intenderci,come nel dott.Jekyl e sig.Hyde),che deve essere curato il prima possibile . Lei ha ragione a preoccuparsi e non è nemmeno giusto sia costretta a soccombere senza poter dire le sue ragioni, ogni volta che discutete. Suo marito deve farsi aiutare e giungere ad apprendere che il disagio , il disappunto o il dissenso,possono essere espressi in modi non violenti , utilizzando un linguaggio adeguato, senza terrorizzare o spaventare l'interlocutore. Consulti al più presto uno psicologo e chieda delucidazioni . E' possibile vi sia consigliata una breve terapia di coppia, che consenta ad entrambi di esprimere i vostri sentimenti , ma soprattutto , servirà a far uscire dall'ombra quella grave tendenza al sopruso, che se tenuta entro le mura di casa , potrebbe peggiorare e degenerare. Un caro saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

da quando siamo fidanzati mi rifiuta

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Cara Anna, è molto difficile darLe una risposta che possa realmente aiutarla , poichè pare che il problema sia solo suo e non di una coppia, che di fatto si regge solo su una apparenza. Quest'uomo non la desidera più sessualmente. Questo è un fatto, e come tale deve essere considerato. Tenendo conto delle vostre diverse età , viene da domandarsi perchè mai lei non si renda conto che forse è davvero il momento di guardarsi intorno, e non perchè sia questo attempatello "pseudo fidanzato" a suggerirglielo, ma semplicemente perchè lei è ancora in tempo per costruirsi una vera vita di coppia , con chi sappia apprezzare la sua vivacità ed esuberanza affettiva e sessuale. E' evidente che il suo compagno trovi eccitante sessualmente solo ciò che quantomeno in apparenza , sembri "rubato" e non sancito da un qualsivoglia vincolo. Perciò, se non vuole subire la volontà e per usare le sue parole :"il potere di quest'uomo", lo assecondi e accetti apparentemente la sua inerzia, ma contemporaneamente , le consiglio vivamente di intraprendere una psicoterapia , che la aiuti a comprendere quali siano i suoi veri bisogni e desideri, ed eventualmente, la sostenga , se decidesse come io spero per lei,di chiudere una relazione che non ha più senso , a meno che lei non ami la sofferenza e la mortificazione. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Ho bisogno di aiuto?

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Buongiorno Dhana, certamente qualche seduta di sostegno psicologico , non le farebbe male e potrebbe aiutarla a superare questa empasse. Quattro esami non sono tanti e lei è vicinissima alla meta. Non si abbatta , si prenda eventualmente un periodo di riposo e poi riprenda. Studiare è un pò come mangiare e all'università occorre divenire dei "mangioni" con buone digestioni, poichè tutto ciò che si va assimilando deve essere mentalmente digerito e non è sempre facile. A volte si arriva a saturazione e allora occorre un periodo di decompressione prima di riprendere il proprio impegnativo lavoro. Questo intervallo di tempo potrebbe essere ottimale per riflettere sul suo futuro con l'ausilio di un collega psicoterapeuta che la aiuti a ritrovare il suo equilibrio e quella motivazione che oggi le sembra perduta. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Derealizzazione

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Cara Federica, mi chiedo chi le abbia diagnosticato depressione , ansia e attacchi di panico. Posso comprendere l'autodiagnosticarsi una forma d'ansia, poichè è evidente che il soggetto stesso che ne soffre, non possa che esserne direttamente consapevole. Spesso però , forme di ansia acuta , possono essere scambiate per attacchi di panico ,quando in realtà i sintomi sono ben più lievi, dal momento che l'attacco di panico,può arrivare a simulare addirittura le manifestazioni di un infarto , perciò chi ne soffre finisce spesso in pronto soccorso. Simile discorso valga per l'autodiagnosi della depressione:un tono dell'umore basso , non vuole dire necessariamente depressione , ma può indicare un temperamento tendenzialmente malinconico ed introverso e una personalità connotata da timidezza e insicurezza; quindi , certamente lei ha risentito emotivamente della morte della sua amica , e questo può avere influito sul suo sistema psichico , aumentando il livello d'ansia di cui soffre, ma per la diagnosi e l'inizio di una eventuale cura è bene che si rivolga ad uno specialista della salute mentale (psicoterapeuta o psichiatra). Via mail , non è possibile darle altre indicazioni soprattutto in riferimento agli effetti dei farmaci che sta utilizzando poichè questo è un sito di psicologi e non di medici. Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Il mio chiodo fisso

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Cara Arianna, lei pensa decisamente troppo e dà troppo spazio a inutili sensi di colpa e pseudo scrupoli. Quando si desidera qualcuno veramente , è impossibile rinunciare a vivere una passione, che , come nel suo caso, ha già avuto un troppo lungo preludio. Non comprendo la sua preoccupazione verso una "rivale" che non è nè sua amica , nè sua parente . Semmai dovrebbe essere il suo amato a porsi il problema . Lei è una giovane donna libera, che ha avuto un unico grande amore ad un'età in cui è giustificata la paura di avvicinarsi alla sessualità, ma ora no. Adesso lei è grande e si può permettere di vivere il momento , senza necessariamente ipotecare il suo o l'altrui futuro. "Se son rose fioriranno " come si dice , e se non dovessero fiorire, quantomeno , non sarà costretta a vivere nel rimpianto di un piacere che avrebbe potuto provare e che ha ricusato e , io non credo ciò possa accadere per vere questioni morali ma per semplice paura . Lei utilizza troppo spesso la frase "mi sento uno schifo" e ciò mi fa pensare che questa sensazione nulla abbia a che fare con problemi che riguardino tanta coscienziosa sollecitudine verso altri. Quindi , è giunto il momento per lei di scegliere , se " cogliere l'attimo" , accettando la possibile risoluzione di una passione covata per troppo tempo, senza sperare necessariamente nei fiori d'arancio, o vivere nell'ignavia, sicura che nessuno mai la potrà così toccare in profondità , forse ferendola , ma facendola sentire altrettanto viva. Ci pensi! Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli . Parma...

Ho paura di parlare a mio padre

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Caro Francesco, lei ha scelto una facoltà universitaria che dovrà portarla un giorno ad aiutare le persone a superare i loro problemi psicologici , le loro paure e insicurezze, perciò la primissima cosa che dovrebbe fare , sarebbe quella di iniziare ad affrontare le sue stesse difficoltà. Innanzitutto c'è un lutto che non è stato elaborato nè tantomeno sfiorato, e già questo fatto costituisce di per sè un problema, in secondo luogo ma certo non inferiore per intensità, sta il rapporto coi suoi genitori , prima di ogni altro, quello con suo padre , uomo autoritario ed estremamente negativo nei suoi confronti . Lei dice che vorrebbe ringraziarlo, ma non credo sia ancora giunto il tempo per compiere un atto del genere, poichè crescere i figli , comporta sia un impegno sul piano del loro sostentamento materiale ma anche psicologico, aspetto nel quale in particolare suo padre , si è mostrato estremamente carente . Lei non è stato compreso nè incoraggiato a seguire le sue vere inclinazioni, perciò per il momento credo dovrebbe parlare con qualcuno che fosse in grado di capirla e ascoltarla seriamente. La sua missiva più che di errori di ortografia , è densa di termini a cui mancano sillabe o ne vengono aggiunte o altre cose del genere , il che a mio parere indica il grande livello d'ansia con cui ha comunque preso la decisione di chiedere aiuto. Lei deve rivolgersi all'A.S.L. E e chiedere il sostegno di uno psicoterapeuta, se non può permettersi una psicoterapia nell'ambito privato e, lo deve fare al più presto. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Problemi psicosomatici

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Cara Silvia, la prima cosa da farsi, è un buon controllo medico che escluda una qualsivoglia causa organica legata ai suoi disturbi. Una volta chiarito che,l'origine dei suoi problemi non possa essere che di natura essenzialmente psicologica, occorrerebbe , lei consultasse un/a Psicoterapeuta per iniziare un percorso di cura che potrebbe comprendere oltre il dialogo , anche l'insegnamento e quindi apprendimento di una tecnica di rilassamento come il Training Autogeno, che personalmente uso con notevole successo con pazienti, che presentano i suoi sintomi. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Che fare con mio figlio?

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Gentile signora, a volte la crudeltà dei figli lascia senza parole. Non conosco bene i motivi del suo litigio con suo figlio , ma una nonna che ha creato un buon rapporto coi nipoti e che è capace di accudirli con amore laddove se ne riscontri l'esigenza, è persona che dovrebbe essere considerata preziosa e trattata con tutti i riguardi. Comprendo quanto possa essere doloroso per lei, non vedere più i bambini a cui si sarà affezionata terribilmente. Da ciò che brevemente racconta, parrebbe che suo figlio sia persona molto arrogante , pretenziosa,e decisamente capace di grandi cattiverie. Probabilmente , quello che lei ha dato ai suoi nipoti , è stato prima concesso a Lui , magari condito con un pò di severità, ma ciò è naturale , poichè un genitore ha sempre l'obbligo di dosare gratificazione e frustrazione e si trova spesso nella necessità di essere severo/a, per aiutare i figli a crescere con senso di responsabilità. Di questi atteggiamenti ricattatori , boriosi e insolenti e purtroppo spesso anche verbalmente violenti da parte di certi figli, ho già sentito parlare direi troppo spesso, ed essi denunciano una difficoltà a crescere sul piano umano e non perchè questi ragazzi abbiano ricevuto poco affetto , ma il più delle volte al contrario per le troppe attenzioni che sono state loro riservate. Cerchi di parlare con sua nuora se riesce, e di farle capire che quest'uomo toglie un piacevole rapporto coi suoi nipoti a lei , ma sottrae anche ai suoi figli un diritto prezioso, che è quello di frequentare nonni affezionati e buoni , che tanto hanno da dare , ma che giustamente pretendono anche rispetto e considerazione. Le faccio i miei più sentiti auguri. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Un caso perso: sono la classica modella bella, ma tonta e imbranata

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Cara Alice, se lei ritiene e dubita che una qualsivoglia psicoterapia , possa servirLe, non vedo perchè mai lei debba scrivere per avere consigli, in un sito che reclamizza Psicoterapeuti e psicoterapie. Lei è semplicemente una ragazza timida, che non potrà mai ottenere una laurea attraverso la sua avvenenza fisica, ma che come tutti gli studenti universitari , dovrà impegnarsi duramente per raggiungere risultati quantomeno sufficienti, per potere raggiungere il suo obbiettivo. Nessuno/a ha mai ottenuto sconti o voti più alti , per la propria avvenenza fisica a quanto mi risulti, e questo, è un bene , poichè , in altro modo , renderemmo la cultura universitaria una barzelletta ed un grave insulto per chi si impegna ore ed ore sui libri per comprendere ed apprendere ciò che è richiesto e ritenuto necessario per il superamento di importanti esami. Personalmente, conosco ragazze bellissime, che amano lo studio e vi si impegnano con "tutti i sentimenti", ottenendo brillanti risultati , senza sentirsi a disagio tra compagni che le osservano muoversi tra i banchi di scuola e senza dovere desiderare d'esser brutte o scialbe per ottenere buoni risultati. Se il suo problema si rivelasse essere una" maligna forma di narcisismo", credo non le resterebbe altro che rivolgersi ad un /a brava psicoterapeuta , che potrebbe aiutarla ,a non considerarsi sempre al centro dell'attenzione degli altri, permettendole quindi di andare dritta al suo scopo , senza pensieri inutili e dannosi. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Gestione della rabbia e stress

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Gentile Max, le dirò per prima cosa che mi stupisce molto che un uomo di 34 anni viva ancora in famiglia , nonostante i brillanti risultati negli studi e in una professione che prevede responsabilità. Mi sembra inevitabile , che un uomo in casa propria voglia un pò dominare la scena e suo padre forse attraverso un comportamento autoritario, intende"marcare il proprio territorio". Non è chiaro su quali argomenti vertano le vostre discussioni, ma vi sono molti modi di uscirne, senza perdere il controllo. Innanzitutto , se le discussioni dovessero avere come argomento qualcosa che riguarda scelte sue personali , se ne può semplicemente sottrarre, senza che la pressione si alzi troppo, poichè è diritto di ognuno pensarla come gli pare. Se invece il suo obbiettivo è quello di "vincere", a tutti i costi, credo il suo comportamento sia totalmente errato, poichè se Lei è così forte e convinto delle sue capacità e qualità,suo padre , non può che esserlo molto di più , poichè ciò che lui è , ha determinato e prodotto un figlio così , con tanta caparbietà e voglia di farcela,e probabilmente egli la stima,prova ne sia che nel momento del bisogno quest'uomo si è adoperato per aiutarla. Mi pare che i suoi incontenibili momenti di collera Max, afferiscano per molta parte a ciò che tecnicamente viene definita "rabbia narcisistica", che in pratica è quel tipo di stizza e di ira che provano i bambini quando non ottengono ciò che desiderano. Lei oggi è innamorato e di per sè l'amore (la potenza di Eros) è curativo e riesce a renderla più tenero e meno incline a asciarsi andare a impulsi irrazionali . La sua energia in eccesso, ora dovrebbe essere diretta verso l'autonomia totale e l'affrancamento dalla famiglia. Suo padre invecchierà comunque e Lei rispetto a lui ha già vinto , poichè ha ancora molta vita innanzi a sè mentre egli è al tramonto, collerico o meno che sia . Ci pensi! Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Confusione, tristezza, insicurezza e tradimenti

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Cara Alice , che suo marito si opponga o meno alla separazione , le deve importare poco , poichè se lei è decisa, può richiedere lo scioglimento del matrimonio per giusta causa, ossia per i tradimenti che ha subito. Naturalmente dovrà raccogliere prove di questi e assieme all'avvocato che la seguirà , trovare la strada giusta per dimostrare i pesanti insulti che ha ripetutamente ricevuto. Lei non è schiava di nessuno e uomini come suo marito , hanno bisogno di lezioni dure per cambiare e divenire grandi e responsabili. Ricordi che anche avendo un reddito basso (sotto gli 11500 euro netti l'anno) può accedere ad una difesa legale e in forma del tutto gratuita ( si tratta del diritto al patrocinio gratuito). E' più che possibile che i suoi attacchi d'ansia e di panico, siano legati al disgusto e al giusto disprezzo che oggi prova per suo marito, e creda, che, crescere il suo bambino in questo clima , potrebbe nuocere pesantemente anche a lui. Se non riesce più a lasciarsi andare è perchè, anche una buona qualità nella sessualità, è, soprattutto per una donna , legata al livello di fiducia che essa prova per il suo partner. Perciò , qualunque possa essere la sua decisione , mi sento di essere molto pratica con lei . Innanzitutto deve farsi certificare dal medico il suo stato di malessere ( ansia e attacchi di panico). Quindi , cercare un avvocato matrimonialista che sia abilitato al gratuito patrocinio ( l'elenco lo può trovare presso gli uffici dell'ordine degli avvocati della sua città) o facendo una ricerca su internet e quindi decidere il da farsi . Cerchi di tenere per sè i suoi intendimenti fino a che non sia certa delle sue intenzioni. Le soluzioni magiche purtroppo non esistono e nessuno le potrà mai garantire che suo marito smetterà di tradirla nè che Lei tornerà a provare il necessario piacere nella relazione . Certamente , in questa fase così delicata della sua vita , le potrebbe veramente essere d'aiuto una terapia di sostegno psicologico. Mi auguro che trovi al più presto la sua serenità. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Senso di colpa che mi schiaccia

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Cara Anna, sì è possibile che glielo abbiano fatto credere, ma lei sa benissimo che non è così. Questo senso di colpa è ingiustificato ed inutile dal momento che con il suo comportamento , lei ha cercato solo di proteggere se stessa al meglio. e dio solo sa quanto sia stato necessario! Che sua madre si sentisse trascurata da suo padre , mi creda, è tutto da vedere . E' molto più probabile che essa sia e sia stata persona avvezza ad usare il prossimo per fare il bello e il brutto tempo e in sostanza , ciò che le pareva. Sì, ci sono persone così, e spesso queste sono madri che fanno cose non belle alle figlie , quindi è assolutamente inutile e direi ulteriormente dannoso giustificarla. La solitudine , il compagno lontano.... certo potrebbero essere motivi comprensibili, se non si fosse servita di Lei cara Anna , per depistare l'attenzione del marito. Penso dovrebbe con onestà scrivere una lettera sia a sua madre che a suo padre , raccontando la sua verità e la fatica di vivere che le è stata imposta. Ora si avvia a diventare grande e se la psicoterapia proseguirà nel modo giusto, fra qualche tempo, lei potrebbe trovarsi indipendente e libera dai raggiri di sua madre e in pace con la sua coscienza rispetto a papà. La depressione che oggi sente ha dei motivi ben precisi che mi auguro l'analisi possa mettere in luce per restituirle la giusta dose di fiducia e voglia di vivere. Un affettuoso saluto e i migliori auguri per un radioso futuro. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Problemi di coppia

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Gentile Martina, sarebbe importante che lei e il suo fidanzato , iniziaste al più presto una terapia di coppia, poichè sono ravvisabili nel vostro rapporto problematiche che riguardano entrambi voi nella relazione . Lei comincia ad avere dei dubbi a proposito della personalità di lui , che sta mostrando lati di fragilità, le cui cause , non sono ben chiare ma potrebbero essere benissimo in qualche modo legate all'idea di una maggiore assunzione di responsabilità nei confronti della vita, non necessariamente verso la sua partner. Un "terzo",potrebbe aiutarvi e incoraggiarvi ad esprimere i vostri dubbi e a comprendervi meglio, rispetto alle reciproche esigenze e quindi, contribuire a catalizzare un cambiamento positivo nella situazione di crisi che state attraversando. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Triolagnia

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Gentilissima, non mi è dato conoscere il suo livello di apertura e disinibizione in merito alle pratiche sessuali, ma posso solo testimoniare ciò che deriva dalla mia pratica analitica. In linea generale , quando si accetta di assecondare la fantasia del partner, occorre essere assolutamente sulla stessa lunghezza d'onda , per evitare di vivere le fantasie o le azioni vere e proprie proposte come stimolanti, al contrario , come forme di sgradevoli e a volte traumatiche imposizioni. Le faccio solo un esempio tra i tanti che potrei citarle: una signora pluridivorziata, da me seguita per una forma di ansia e attacchi di panico, era entrata in relazione da un anno con un uomo assai carismatico, intelligente, colto e facoltoso . Innamoratasi perdutatemente di costui, dopo i primi idilliaci e passionali incontri , si era resa conto che la fantasia sessuale del suo amato sconfinava sempre più in proposte di incontri promiscui. Ella accettò per amore e perchè in fondo anch'essa se ne sentiva eccitata . I suoi sogni però continuavano a riproporre immagini assai angoscianti, in cui ad esempio lei e il suo compagno camminavano di notte in campagne desolate su strade di campagna assai sconnesse, dove ad ogni tratto essi dovevano districarsi da filo spinato ;tragitti nei quali ella chiedeva aiuto e riceveva in cambio abbracci senza forza che la costringevano a strisciare in terra per avanzare nel cammino. Che dire? : esiste un limite che non può essere valicato da molte persone se non in fantasia , pena una grave ritorsione della propria coscienza morale e del proprio istinto sano . Ci rifletta ! Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Prigioniera dell'ansia

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Gentilissima, dietro l'ansia si possono nascondere molteplici problemi e diverse strutture di personalità. Se si sente così fragile e se la sua prima terapia la aiutò a superare i suoi problemi, non vedo perchè non dovrebbe riprovare ora , magari con un nuovo e diverso approccio terapeutico e sicuramente con una maggiore consapevolezza di sè. Da ciò che racconta, ho la sensazione Lei abbia enorme bisogno di sostegno psicologico prima ancora che di analisi dei motivi ( che andrebbero comunque indagati a fondo), che hanno causato tanta difficoltà nell'affrontare la vita. Intendo parlare proprio di acquisizione di "stampelle psicologiche", che le consentano di stare in piedi salda, e di affrontare con raziocinio la quotidianità . Tutti hanno difficoltà nell'affrontare la vita , che lo dichiarino o meno, soprattutto se adolescenti come immagino lei sia. Quindi cerchi di riflettere e di non denigrarsi , pensando che tutti quanti siano migliori . Le sue paure , insicurezze , perplessità sono molto più comuni di quanto immagini. La differenza tra lei e gli altri sta proprio nella loro capacità di non farsene sopraffare fino addirittura a non mangiare più. Ecco cosa intendo per acquisizione di una maggiore sicurezza: non esiste la donna o l'uomo invincibile, tutti più o meno si è esposti al dolore, al disagio , alle "brutte figure ", ai tremori , e a tutte quelle piccole e grandi manifestazioni d'insicurezza che tanto la preoccupano e la fanno sentire "inferiore". Lei dovrebbe perciò imparare a "reggere" e accettare un pò più se stessa negli aspetti positivi e negativi, abbandonando l'idea che solo divenendo come "Wonder woman", potrebbe sentirsi finalmente felice e realizzata. Forse allora i suoi sintomi comincerebbero gradualmente ad abbandonare la presa. Cordialmente. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Senso di colpa per ivg

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Gentile Luna, immagino, dal livello di angoscia che traspare dal suo messaggio , lei si stia riferendo ad un aborto. Certo non può che essere stata un'esperienza traumatica. E' sempre molto doloroso per una donna soprattutto , arrivare a prendere una decisione così e sicuramente devono esservi stati motivi molto seri, se persona con il suo potenziale affettivo, è giunta ad una tale decisione. Certo via mail è molto difficile supportarLa in un un momento così delicato senza rischiare di essere fraintesa, ma vorrei poterla rassicurare . Lei non era nè al quarto nè al settimo mese di gravidanza , quindi può essere certa che il dolore che prova è sopra ogni altra cosa, condizione legata solo a lei stessa e al suo grande senso di maternità: maternità alla quale ha dovuto rinunciare causa forza maggiore. Questi, è vero sono eventi traumatici , al di là di qualunque motivazione razionale vi sia stata alla base. Occorre lei giunga a pacificarsi con sè stessa , e ciò , dovrebbe avvenire prima di pensare ad una nuova gravidanza. Sarebbe opportuno prendesse in considerazione la possibilità di farsi seguire sul piano psicologico fino a che non abbia almeno in parte superato questo pesante senso di colpa, evitando di compiere prima di ciò, scelte affrettate che potrebbero comportare ulteriori problemi sia sul piano psicologico , che su quello pratico. Le invio un caloroso saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma ,...

Figli e orientamento sessuale

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Buonasera signora, io mi chiedo come sia possibile che i figli parlino con così tanta naturalezza delle proprie inclinazioni sessuali ai genitori. Sinceramente non vedo nulla di positivo in questo. Se dovessi considerare i discorsi di sua figlia da un punto di vista psicoanalitico, le direi con franchezza, che questa ragazza deve uscire da una grave situazione simbiotica con la madre, peraltro ciò rappresentato , da questa modalità esageratamente confidenziale con Lei . A 17 anni , la normalità, è generalmente determinata, da una tendenza ad affrancarsi dal controllo diretto o indiretto dei genitori e, dal crescente desiderio di vivere le proprie esperienze affettive con un certo pudore e reticenza rispetto al condividere in famiglia le proprie emozioni e sensazioni . Semmai , queste confidenze , dovrebbero essere riservate alle amiche o amici coetanei. Quindi , il mio parere , è che Lei gentile signora , si debba sottrarre con delicatezza ma con altrettanta decisione, ad ulteriori desideri di coinvolgerla in faccende che riguardano questo complesso periodo adolescenziale, liquidando la faccenda con un semplice " quando sarai più matura sarai maggiormente in grado di fare le scelte più opportune e adeguate alle tue esigenze" , glissando su faccende così intime e personali e concentrandosi di più sull' importanza di programmare il suo futuro in senso scolastico e lavorativo e supportando affettivamente sua figlia esclusivamente come madre attenta e affettuosa , ma anche severa laddove sia necessario e, sottraendosi con decisione al ruolo di "amica" poichè ciò potrebbe interferire con la maturazione complessiva della sua ragazza. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Mia moglie mi assilla con la mania dell'ordine

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Gentile Paolo , il modo di vivere che ha condiviso con sua moglie, ma che vi vede su sponde opposte nel gestire il quotidiano, mi rimanda all'immagine di un bambino sbadato e di una madre severa che più diviene insoddisfatta e più si lascia andare a comportamenti al limite dell'ossessività. Certo , quando non ci si può più sentire padroni in casa propria , la vita può diventare davvero un'inferno e lo stare insieme , alimentato solo dall'abitudine . Quindi , sarà bene che parli chiaramente a sua moglie , facendole capire che la casa è di entrambi e che lei non sente l'esigenza di vivere in un ambiente asettico, dove nulla sia fuori posto, poichè questa è l'immagine di una casa dove non circola vita. Si abitui a tenere degli spazi tutti per sè , dove sua moglie non possa entrare a rimproverarla e a rassettare come una vecchia governante isterica, ma che gestirà come più le aggrada e che sistemerà e pulirà direttamente Lei , quando lo riterrà opportuno . Con sua moglie , cerchi invece di riprendere il filo rosso del piacere di vivere stimolandola a fare cose piacevoli fuori casa , sia palestra , passeggiate , corsi ballo e quant'altro possa rendere più vitale un rapporto che sul piano relazionale sembra si stia spegnendo. Cordiali saluti Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

E' possibile cambiare il "carattere" di una persona?

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Caro Davide, non è affatto vero che non si possa cambiare o quantomeno , smussare angoli e amplificare aspetti positivi di sè e del proprio modo di rapportarsi al prossimo, si può e , a qualunque età, ma occorre essere veramente motivati a farlo. Intendo dire che se è un partner ad essere insoddisfatto del temperamento/personalità dell'altro/a, potrà impegnandosi a fondo a pretendere di essere maggiormente rispettato/a o di non fungere da scaricabarile per ogni malumore o frustrazione, pena la minaccia d'abbandono e per un pò, ottenere periodi di piacevole serenità . Ma ripeto, laddove non sia la persona stessa a decidere di cambiare , questi risultati , non potranno che essere effimeri. Inoltre , dal momento che il carattere si forma sia su base costituzionale -ereditaria , sia sulle influenze ambientali , è necessario che chi è insoddisfatto di sè cerchi di chiarire i motivi del proprio comportamento non efficace o dannoso per sè o per gli altri , attraverso una approfondita psicoterapia . Jung era certo che le parti in ombra , che in genere sono rappresentate dagli opposti personologici, potessero essere quantomeno parzialmente recuperate attraverso un buon lavoro psicoanalitico, e, anch'io ne sono oggi convinta dal momento che lo verifico molto spesso nei miei pazienti . Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Lui istrionico, io ansiosa ma decisa

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Cara Caterina, prima di ogni altra cosa mi chiedo chi abbia diagnosticato un disturbo istrionico di personalità alla persona cui si riferisce ; si tratta forse di uno psicoterapeuta o non è piuttosto una sua libera interpretazione delle caratteristiche di personalità di costui/ei? Altrettanto dicasi per la autodiagnosi attraverso la quale si connota. Lei utilizza un linguaggio da "addetti ai lavori ", che fa supporre non solo una plausibilissima incompetenza, ma mette in luce ciò di cui pare andare così fiera , ossia la sua autostima che a me non sembra affatto così solida come afferma,ma al contrario appare proprio molto fragile, ciò indicato dal cercare di nascondere le sue emozioni, i suoi sentimenti e il suo enorme bisogno di esercitare controllo su una persona e situazione che sembrano sfuggirle di mano. Chi deve essere aiutato se non lei , che è la prima ad essere in difficoltà? Ci rifletta. Cordialmente Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Parma...

Non so cosa fare, vorrei scomparire

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Cara Alessandra, lei chiede aiuto perchè già sa che ne ha un enorme bisogno. Il gioco è una dipendenza tra le peggiori e come tale deve essere curata , senza disperarsi, bensì rivolgendosi ad uno psicoterapeuta che potrebbe esercitare in ambito privato o pubblico, e che senz'altro potrà aiutarla ad attraversare questo brutto periodo. Tenga stretto a sè il suo bambino, che ha un enorme bisogno di lei e non si scoraggi. Nel momento in cui si riconosce di avere un problema , si è già a metà strada rispetto al suo possibile ed augurabile superamento. Le faccio i miei più sentiti auguri. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli . Parma...

Crisi di coppia

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Gentile Blerina, mi chiedo cosa aspetti a cercarsi un lavoro altrove e a lasciare questo individuo , che da ciò che racconta, di marito ha veramente poco. Se la sua laurea ha validità anche in Italia , lei potrebbe per il momento cercare e trovare lavoro come impiegata presso uno studio di commercialisti, ma, ovviamente dovrebbe iniziare ad inviare curriculum e guardarsi intorno . Un altra possibilità, sarebbe quella di affrontare una psicoterapia personale che le restituisse un pò di quella fiducia in sè che la vicinanza con suo marito erode sempre di più, ogni giorno che passa. Quando sarà un pò più forte, potrà decidere quindi se rimanere con lui a condizioni più adatte e necessarie in un matrimonio ,come la stima , il rispetto, la fiducia , il sostegno e l'amore, oppure andarsene , senza troppi rimpianti. Cordiali saluti. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Preoccupazione per mia figlia

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Cara Niki, certo che è così. Questa bimba è troppo piccola per essere sballottata a destra e a manca . Nei primi anni di vita , la figura della mamma è fondamentale e deve venire assolutamente prima di qualunque altra persona , compreso il padre che solo in seguito , acquisirà un valore educativo e di sostegno per la piccola . Quindi si rivolga ad un pediatra o al medico di famiglia che le possa indicare uno psicologo infantile e con il professionista, valutare prima singolarmente e in seconda battuta col suo ex compagno ( se si renderà disponibile), quale possa essere il comportamento migliore da tenere con vostra figlia. Tanti auguri e un cordiale saluto. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...

Preoccupazioni in casa

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Gentile sig.na, ci sono molte cose non chiare nel suo racconto : ad esempio quale età abbia questo suo fidanzato . E' probabile infatti egli sia molto più vecchio di lei. Mi pare evidente che con due figli di quelle età , egli , non possa che essere più che adulto. Inoltre , cosa conosce della vita pregressa di queste persone? Non credo basti l'amore verso un compagno per creare una famiglia. La madre di questi bambini è morta . Questo evento, per un figlio può rappresentare un trauma terribile, difficile da superare. Un conto è vedere un'amica di papà ogni tanto in situazioni neutre, come una gita , un ristorante o altre cose di questo genere , un altro è sapere che papà dorme con una giovane donna, non si sa bene per quale motivo e, per quale altrettanto strano motivo, essa si proponga come figura alternativa a quella materna. Lei non è e non sarà mai la madre, nè una degna sostituta , non foss'altro per la sua età , poco più che adolescenziale, e,questo bambino glielo ha fatto comprendere nel modo più semplice possibile, pur se rozzo . Quindi , certo, dovete chiudere la porta della vostra stanza da letto a chiave ed evitare di farvi sentire dai ragazzi e, comprendo la sua giustificata paura di entrare in doccia o mostrarsi in abiti succinti in casa .E'infatti suo precipuo dovere comportarsi con assoluto decoro e discrezione. Deve prestare molta attenzione e cercare di comprendere che la sua presenza in quella casa ,potrebbe essere fonte di inquietudine e di sollecitazioni inappropriate, poichè un figlio desidera sempre enormememente identificarsi col padre, seguendone le orme. Lei è una giovanissima donna , che dovrebbe frequentare ragazzi della sua età e non maturi signori con figli. Se ha fatto questa scelta , dovrà assumersene le responsabilità, come farebbe una madre adulta, capace di contenere la propria passione e tutte quelle piccole e grandi cose che contraddistinguono l'esuberanza , l'impetuosità, la spontanea naturalezza nell'esporsi di una giovane ragazza, che il fato , il destino o chissà cos'altro, ha voluto accompagnare affettivamente e sessualmente ad una persona molto più grande d'età ed esperienza; ciò, soprattutto quando i bambini di costui, sono nei paraggi. Le faccio i miei migliori auguri. Cordialità. Dott.ssa Giuseppina Cantarelli. Parma...