Alessandra domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 09/12/2016

Roma

In un limbo di frustrazione da anni

Buonasera, mi chiamo Alessandra e ho 22 anni.
Trovo difficoltà a spiegare quale sia il mio problema, perchè temo sia un miscuglio di tanti conflitti interiori irrisolti. Mi sento incastrata in un perenne stato di apatia, ansia e malinconia. Ho sempre paura di essere e\o sembrare stupida ( e per stupida intendo proprio ritardata!).
Dico "perenne stato", perchè effettivamente mi accompagna sempre; nei momenti di gioia, rimane come in sottofondo, molto molto leggero..per poi scoppiare in picchi particolarmente forti al minimo insuccesso (anche il più banale).
Mi capitano momenti in cui cerco di farmi forza e, per qualche oretta, mi sento fortissima, fortunatissima..quasi euforica! Ma poi risprofondo nel buio.
Questa cosa mi sta creando ENORMI problemi:
non riesco a studiare (frequento l'università e solo l'idea di aprire un libro mi scoraggia), non riesco ad interagire serenamente con le persone quando si tratta di prendere accordi (anche solo per fissare le lezioni di equitazione!), non riesco a stare serena!
Mi sento confusa, come se fossi divisa a metà:
una parte di me si sente capace, in gamba.. mi fa ripensare a quante cose sono riuscita a fare in questi anni ( ho avuto tanti piccoli, grandi successi, in tanti campi, tra cui anche il semplice miglioramento personale, in termini di autostima ed interazione col prossimo - prima ero messa molto peggio di così, ma iniziare a lavorare mi ha un pò sbloccata) e mi fa ricordare chi, da quando sono piccola, mi dice che sono molto sveglia;
un'altra parte di me mi fa sentire un fallimento. Quella parte, continua a ripetermi che non sono abbastanza, che sono lenta, limitata rispetto agli altri...diversa!
Mi è capitato qualche attacco di panico (il primo è stato fortissimo, ma quelli dopo sono riuscita sempre a gestirli, prima che diventassero acuti). Ora, per una banalità successa qualche oretta fa , mi sento franare il mondo addosso e ho l'ansia.
Tutto questo mi snerva e allora, all'ansia, l'apatia e la malinconia, si aggiunge la rabbia e la frustrazione, che mi portano ad essere molto irascibile in casa (ho un buon autocontrollo, quindi con gli estranei riesco a comportarmi come se non fossi minimamente nervosa).
Sono disperata, mi sento in balia di me stessa e provo una forte rabbia, perchè vorrei liberarmi di tutto questo e vivere un rapporto con me e con la vita, sereno!

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 09/12/2016 - 12:48

Cara Alessandra,
lei descrive molto bene le sue emozioni che paiono molto altalenanti e dipendenti da un qualsiasi evento esterno anche di entità limitata. Il "tutto o niente" sembrano dominare la sua scala di valori verso di sè e forse, anche verso il prossimo? O intelligente e sveglia o totalmente lenta e fallita? E' onestamente possibile questa duplice e cotrastante ipotesi ? Io credo di no . In ognuno di noi , coesistono parti più adeguate alle richieste dell'ambiente e delle nostre ambizioni e , parti più lente, cioè per usare un linguaggio junghiano, meno differenziate e perciò ancora molto inconsce. Una tendenza così marcata all'autocritica, può avere avuto origine da pretese parentali (cioè dei genitori) realmente eccessive o semplicemente vissute da lei come tali, che possono averla indotta ad introiettare leggi troppo severe destinate a limitarla e a bloccare la sua creatività e il piacere di vivere. Può essersi innescato perciò un pericoloso circolo vizioso che da un lato la veda inconsciamente desiderosa di trasgredire alle regole che sente esserle state imposte , attraverso quell'apatia e inconcludenza di cui parla e dall'altra, capaci di scatenare in lei il desiderio di punirsi attraverso l'autodenigrazione e il senso di sconfitta. Se questo stato di cose dovesse perdurare , le consiglio vivamente di prendere in considerazione l'opportunità di entrare in psicoterapia o se, è abbastanza forte, di accettarsi com'è , coi suoi pregi e difetti, imparando ad amare entrambi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 10/12/2016 - 15:25

Gentile Alessandra,
penso dovrebbe consultare uno psicologo perchè le motivazioni alla base del suo stato potrebbero essere diverse.
Per poterle capire occorre anzitutto conoscere di più la sua rete sociale e la sua storia familiare, cose che con un semplice consulto non si possono ovviamente ottenere. Una consulenza anche on line al contrario dovrebbe essere invece più che sufficiente. Resto a sua disposizione.
cordiali saluti