Francesco domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 09/07/2017

Ho paura di parlare a mio padre

Buongiorno, mi chiamo Francesco e ho 22 anni e sono studente universitario in psicologia. Sono al secondo anno e non sono in regola con gli esami, solo che mio padre non é a conoscenza di ciò. Da un paio di anni mia madre é deceduta. Non ho un rapporto con mio padre, in un certo senso nemmeno con mia madre e con nessun'altra persona, ho avuto solo rapporti "superficiali" con gli altri, soprattutto perché si é"rotto" all'inizio della mia adolescenza successivamente a discussioni sulla scelta degli studi da affrontare ( lui voleva che io frequentassi il liceo classico, io volevo frequentare l'artistico o l'industriale per programmatori) e al fatto che mi ha scoperto a fumare una sigaretta in casa (avevo 14 anni) e in questo caso ha reagito con insulti, rabbia e, successivamente ad una mia reazione d'ira verbale, con calci e altri insulti. Mia madre ha iniziato a piangere e a mortificare il mio gesto. Inoltre mio padre mi ha proibito di uscire con i miei amici del mio paese per circa un anno (nel frattempo ero obbligato a restare a casa e studiare sotto il controllo di mia zia, e solo dopo alcuni mesi mi hanno permesso di uscire solo con mio fratello e con un suo gruppo di amici fino a quando ho riallacciato i rapporti con un ragazzo che conobbi alle scuole medie, che non ho frequentato nel mio paese, le scuole medie). In definitiva c'é sempre stato un rapporto conflittuale con mio padre, soprattutto perché lui non accettava alcune delle scelte che volevo intraprendere e quando commettevo "errori", legati al mio modo di essere, lui reagiva con rabbia ed insulti, e io per questo motivo ero sempre scontroso nei suoi confronti, arrivati ad un certo punto (verso i 15-16 anni) lui reagì nel dirmi" fai quello che vuoi" da lí non ce piú stato nessun rapporto, nemmeno gli scontri. Mia madre era una persona molto insicura, per problemi che aveva avuto da adolescente e da bambina, e anche depressa, soprattutto dopo l'uscita di "altarini", nel rapporto con mio padre, dopo le liti per la mia scelta degli studi superiori. Inoltre anche mio fratello ha avuto molti problemi legati al bullismo che ha subito alle scuole medie. Da cio che "ricordo" da bambino non avevo difficoltá a fare conoscenze, soprattutto quando andavamo in vacanza, successivamente, soprattutto da quando ho iniziati a frequentare le scuole medie in un altro pese, non per mia scelta, ho iniziato ad avere di questi problemi, comunque sono sempre stato un ragazzo abbastanza timido e timoroso. Ho passati la maggior parte della mia adolescenza chiuso in me stesso e nella mia immaginazione, cosa che avviene tutt'ora. Oggi ho moltissimi problemi ad aprirmi con gli altri, solo un ragazzo praticamente solo, che nin ha nessun rapporto con gli altri, a parte un paio ma puramente superficiali. Ho svilupoato una depressione che mi porto avanti da qualche anno(4-5) che da un paio di anni ha questa parte si é molto intensificata, soprattutto sopo la morte di mia madre che mi ha portato ad essere consapevole di molti aspetti e problemi della mia esistenza. Inoltre da quando ho 19 anni ho iniziato ad abusare anche di droghe leggere e da un paio di anni fino a qualche giorno fa, una vera e propria dipendenza, disturbi dell'alimemtazione e del sonno, piu tante altre cose. Da quamdo ho "smesso" di abusare di droghe leggere, ovviamente, ho i pensieri molto piú chiari e anche il mio stato depressivo é drasticamente alleviato, momentaneamente (ho avuto vari episodi di questo genere), ho voglia di aprirmi totalmente con mio padre, solo ho una profondissima paura delle sue reazioni (per esempio, qualche mese fa, dopo molti mesi di ripensamenti, ho accentato a mio padre che volevo iniziare un corso di teatro, solo che la sua reazione non é stata delle migliori ( con tono nervoso ed arrabiato ha detto che non so che cazzo volgio fare, che sono un deficente e che non ho le idee chiare sul mio futuro e che vivo tra le nuovole, cose del tutto vere, praticamente passo la mia vita nella mia testa. Cio mi ha portato di nuovo ad essere profondamente depresdo, soprattutto perche quanto detto é stato un passo davvero difficile per me che bramavi di compiere da moltissimo tempo e che ho compiuti in un periodo di maggior "luciditá"). Un 'alrro episodio che ho impresso nella mente, e che quando ho compito 18 anni ho chiesto a mio padre come regalo 300 euro per comperare un cellulare di ultima generazione, gli altri 400 gli avrei messi io, (la nostra situazione economia all'ora era discreta) ma lui me lo poibi con il solito stile autoritario, dicendo che quei soldi per un cellualre erano teoppi e basta ( oggi nin gli do torno su qiesto aspetto, ora sono totalmente in accorso sui lui) solo che io l'ho comprato lo stesso e lui dipo avermi riproverato duramente mi ha proibito di prendere la patente.
Comunque io sono un ragazzo molto sensibile, fragile e pauroso e mio padre é molto duro, mia madre lo definiva un "orso". Inoltre anche mia madre aveva paura di mio padre, cosi come mio fratello, e sempre nostra madre ci trasmetteva ancor di piu questa paura, inoltre era sempre un priblema comunicare delle cose a mio padre, avevamo tutti paura delle sue reazioni. Inoltre ci sono stati anche molti litigi tra i nostri genitori e noi ilgi via abbiamo sempre assistito, a volte anche vuilenti, mio padre NON ha mai piacchiato nostra madre, soli una volta e succeso che gli ha tirato uno schiaffo e qualche volta ha lanciato vicino al muoro degli oggetti.
Detto cio, e mi scuso per la lunghezza della trascrizione e per lo sfogo :D, volevo semplicemente chiedere qualche consiglio a riguardo del fatto che io voglio aprirmi con mio padre, che non riesco piú a vivere nella condizione in cui mi trovo, sono troppo stanco. Come posso avvicinarmi a lui e aprimi totalmente, o quasi, con lui?? Principalmente vorrei parlargli della mia situazione in riguardo agli studi universitari
P.S: Ho gia cambiato jna volta facoltá, e mio padre e molto attento hai soldi. Lui ha sempre detto di non perdere tempo e di studiare per avere qualcosa un giorno. Io non ce l'ho con mio padre, anzi vorrei ringraziarlo profondamente per tutto ciò che mi ha dato e che mi da e sipratutto per il fatto che ci tiene a volermi far crescere bene e darmi una buona educazione e cultura. Forse ho qualche ramcore verso alcune esperienze che mi ha "costretto" a vivere. Infine ho frequentato l'istituto tecnico( ho raggiunto "qusto compromesso perché dicevo che se mi mandavano al liceo avrei saltato sempre le lezioni, e sapevano che l'avrei fatto). Altee volte 3 successo di esser "menato da mo padre, e soprattutto perchélo istigavo io. Quando ci avveniva mia madre piangeva e cercava di calmarci. Quando lei é deceduta io non ho pianto e tutt'ora, inoltee ritengo che cio non sia avvenuto perche non ho mai avito affetto e rapporo nei suoi confronti e penso anche che cio sia stato per colpa mia che ho innescato i litigi tra i miei genitori .spesso ho lpsaura mdi aver mal interpretato i miei ricordi scuste gli errori di otrografia e grammaticali, e spero di aver dato informazioni sufficenti e giuste. Apsetto una vostra ripsosta, se é possibile riceverla, e vi rigranzio in anticipo

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 09/07/2017 - 09:34

Caro Francesco,
lei ha scelto una facoltà universitaria che dovrà portarla un giorno ad aiutare le persone a superare i loro problemi psicologici , le loro paure e insicurezze, perciò la primissima cosa che dovrebbe fare , sarebbe quella di iniziare ad affrontare le sue stesse difficoltà. Innanzitutto c'è un lutto che non è stato elaborato nè tantomeno sfiorato, e già questo fatto costituisce di per sè un problema, in secondo luogo ma certo non inferiore per intensità, sta il rapporto coi suoi genitori , prima di ogni altro, quello con suo padre , uomo autoritario ed estremamente negativo nei suoi confronti . Lei dice che vorrebbe ringraziarlo, ma non credo sia ancora giunto il tempo per compiere un atto del genere, poichè crescere i figli , comporta sia un impegno sul piano del loro sostentamento materiale ma anche psicologico, aspetto nel quale in particolare suo padre , si è mostrato estremamente carente . Lei non è stato compreso nè incoraggiato a seguire le sue vere inclinazioni, perciò per il momento credo dovrebbe parlare con qualcuno che fosse in grado di capirla e ascoltarla seriamente. La sua missiva più che di errori di ortografia , è densa di termini a cui mancano sillabe o ne vengono aggiunte o altre cose del genere , il che a mio parere indica il grande livello d'ansia con cui ha comunque preso la decisione di chiedere aiuto. Lei deve rivolgersi all'A.S.L. E e chiedere il sostegno di uno psicoterapeuta, se non può permettersi una psicoterapia nell'ambito privato e, lo deve fare al più presto.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli.
Parma