Alice domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 29/07/2017

Milano

Un caso perso: sono la classica modella bella, ma tonta e imbranata

Caro dottore o dottoressa,
un immenso grazie anche solo per star leggendo il mio messaggio. Ho disperatamente bisogno di un consiglio e non nascondo che sto facendo molta fatica a scrivere, perché non è semplice ammettere di avere un problema come il mio, provo molta vergogna.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni. Sono una persona generosa, empatica e sensibile, mi piace tantissimo leggere, viaggiare, guardare film romantici, fare yoga e andare a passeggio con il mio cane. Ah, di mestiere faccio la modella. Ho scelto di inserire questa informazione alla fine per uno scopo ben preciso.
Dopo il diploma ho deciso di non proseguire con gli studi e la ragione, fino a poco tempo fa, credevo fosse perché non avevo nessun interesse a farlo.
In realtà non è vero, questa è una gran bella bugia che mi sono raccontata per tre lunghi anni, finchè non mi sono convinta che “un lavoro di concetto” non faceva per me. Ho iniziato a lavorare come modella a 17 anni, mi pagano bene e spesso faccio anche da talent scout per alcune agenzie di gente che ho conosciuto sempre in quest’ambito.
Ma a me piace la letteratura, la filosofia. Mi piacciono i poeti francesi perché sono i più romantici, leggo Proust ma non nascondo che anche ho anche i canti di Catullo e Ovidio nel cassetto del comodino.
Bene, allora cosa aspetti? Insegui il tuo sogno!
Magari fosse così facile, e qui giungiamo al mio problema.
Dottore o dottoressa, mi presento di nuovo: sono Alice, ho 21 anni e sono la classica modella bella, ma tonta e imbranata. È come fare outing per me. Adesso provo a spiegarmi meglio.
Ho provato ad iscrivermi alla facoltà che mi piaceva di più qui nella mia città. Entrare in aula è stato traumatico. Aule grandissime, un sacco di studenti della mia età. Ricordo che scendevo la scalinata per raggiungere un posto libero e mi sentivo terribilmente osservata. Sono andata così in ansia che ho messo un piede in fallo e sono caduta come un idiota. Una figura schifosa che se ci penso vorrei sotterrarmi. Non voglio essere ipocrita, sono abituata ad essere fissata e per chi fa il mio lavoro dovrebbe essere praticamente routine. Ma stare in un aula con degli studenti per me è qualcosa di … complesso.
Ma andiamo avanti, decido di non seguire le lezioni (tranne quando sono obbligatorie), compro i libri, mi preparo per il primo esame di letteratura italiana. Al liceo era la mia materia preferita, che te lo dico a fare. Mi presento al primo appello, ansia paralizzante, scena muta, signorina forse è il caso di rivederci al prossimo appello. Sono scoppiata in lacrime e sono andata via dall’aula. Ho mollato. Sono sparita, non ho più messo piede in quel posto. Quelle tre, quattro persone che mi avevano aggiunto su facebook, intraviste tra i banchi dell’aula sono state immediatamente non solo rimosse, ma proprio bloccate dalla mia lista di amici, perché sicuramente mi hanno vista, hanno visto la mia figuraccia e staranno ridendo di me perché ecco un’altra gallina che vuole fare l’intellettuale ma in realtà non sa mettere una parola dietro l’altra e passa le sue giornate nel centro estetico.
Forse occorre fare un ulteriore passo indietro, probabilmente illuminante per un professionista come Lei. Tutti al liceo siamo stati presi in giro per qualcosa, moltissimi adolescenti vengono derisi per il loro aspetto fisico. Non voglio mentire, io non sono mai stata offesa per il mio aspetto perché, in un certo senso, corrispondo ai canoni estetici di questo periodo storico, di questa società e di questa realtà georgrafica. Sono bella, sono proporzionata, ho sempre e solo ricevuto complimenti quando si trattava di estetica. La mia bellezza però non mi ha salvato dalle derisioni e dal dolore, perché la bellezza non salva proprio da un c***o. Ho frequentato un liceo scientifico, perché secondo mio padre dava una preparazione più completa e all’epoca avevo solo 14 anni, non ero in grado di impormi e dire “papà ma a me piacerebbe di più il classico”. Io odio le materie scientifiche, in matematica ho sempre fatto schifo fin dalle elementari e mi sbaglio persino quando devo dividere il conto di una cena con le amiche. Va da sé che ovviamente ero la più somara della classe, il mio professore di matematica durante le lezioni si esibiva nel suo fantastico show intitolato “è chiaro a tutti fino a qui? Alice, adesso lo rispiego per te”. Grasse risate per tutti, tranne che per me. Per non dare soddisfazioni gratuite, ridevo anche io, ma poi nei bagni piangevo. Seguendo la scia del professore, anche i miei compagni hanno iniziato a deridermi, a chiamarmi “scema” “tonta”, nei casi più gravi “ritardata” “asina”. Mi fa molto male scrivere queste parole.
A furia di stupida, stupida, stupida… alla fine stupida ci sono diventata davvero.
Le figuracce che facevo in classe quando venivo interrogata erano da manuale. Un divertimento per tutti i miei compagni. Le ragazze erano le più crudeli “cazzo ti serve essere figa se poi sei una cretina” “bella, tutto quello che vuoi… ma ignorante come una capra.” Solo nei compiti scritti riuscivo a brillare, ma i miei professori erano convinti che copiassi, la prof di italiano mi ha perquisita davanti a tutti e mi ha costretta a fare il tema seduta accanto a lei. Non sono riuscita a continuare il mio compito, quindi senza volerlo ho dato a tutti la prova che copiassi.
E la cosa peggiore, era che avevano ragione. Perché quando venivo interrogata davanti a tutti mi prendeva il panico e avevo delle proprietà di linguaggio pari a quelle di Luca Giurato. Sbagliavo i tempi verbali, dicevo delle frasi che non avevano senso compiuto… una vergogna.
Invidio tutte quelle ragazze derire per qualche chilo di troppo, qualche brufoletto o l’apparecchio per i denti. Per l’aspetto fisico si può sempre fare qualcosa. E poi chi cavolo se ne frega dell’aspetto fisico.
Ho bisogno di un consiglio. Dubito che la terapia possa servirmi a qualcosa.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 29/07/2017 - 17:22

Cara Alice,
se lei ritiene e dubita che una qualsivoglia psicoterapia , possa servirLe, non vedo perchè mai lei debba scrivere per avere consigli, in un sito che reclamizza Psicoterapeuti e psicoterapie. Lei è semplicemente una ragazza timida, che non potrà mai ottenere una laurea attraverso la sua avvenenza fisica, ma che come tutti gli studenti universitari , dovrà impegnarsi duramente per raggiungere risultati quantomeno sufficienti, per potere raggiungere il suo obbiettivo. Nessuno/a ha mai ottenuto sconti o voti più alti , per la propria avvenenza fisica a quanto mi risulti, e questo, è un bene , poichè , in altro modo , renderemmo la cultura universitaria una barzelletta ed un grave insulto per chi si impegna ore ed ore sui libri per comprendere ed apprendere ciò che è richiesto e ritenuto necessario per il superamento di importanti esami. Personalmente, conosco ragazze bellissime, che amano lo studio e vi si impegnano con "tutti i sentimenti", ottenendo brillanti risultati , senza sentirsi a disagio tra compagni che le osservano muoversi tra i banchi di scuola e senza dovere desiderare d'esser brutte o scialbe per ottenere buoni risultati.
Se il suo problema si rivelasse essere una" maligna forma di narcisismo", credo non le resterebbe altro che rivolgersi ad un /a brava psicoterapeuta , che potrebbe aiutarla ,a non considerarsi sempre al centro dell'attenzione degli altri, permettendole quindi di andare dritta al suo scopo , senza pensieri inutili e dannosi.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli.
Parma

Dott. Diego Tosi Inserita il 01/08/2017 - 16:47

Cara Alice,

di sicuro questa tua lettera non è stata copiata. Il tuo modo di scrivere mostra molto di te e delle sue capacità di esprimersi che non mi sembrano essere quelle di una cretina o di una tonta, anzi. Apprezzo il tuo coraggio nello scrivere tutto questo nonostante alla fine tu dica che non credi che una terapia possa aiutarti. Che sia una terapia o meno, mi sembra che comunque tu stia lanciando un grido di aiuto. Mi sembra che tu tramite questa lettera stia dicendo che non sei solo quello che gli altri vedono, ma che ci sia anche altro; una donna che ama la poesia, che ha dei sentimenti e che non è solo una modella tonta. Nessuno a parte te può riuscire a mostrare tutto il potenziale che c'è in te. Sul come farlo è un'altra questione. Nonc i sono consigli o libretti di istruzioni. C'è un lavoro che si può fare su di sè per cercare di superare i blocchi che le hanno impedito, fino ad ora, di esprimere tutta se stessa e il bello che è in lei... non solo nell'aspetto fisico. Chiaramente anch'io, da professionista del settore, le dico che invece se trova un professionista con il quale si trova bene, può essere di aiuto per migliorare la sua situazione, della quale, si capisce dalle sue parole, non è per nulla soddisfatta.

Le faccio il mio in bocca al lupo

Dr Diego Tosi

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 29/07/2017 - 17:02

Cara Alice, forse se pensasse veramente che la terapia non le servirebbe non ci avrebbe scritto.
D’altra parte quello che ci racconta è un malessere importante (anche perché ormai se lo porta dietro da un po’ di tempo) e non è certo possibile superarlo attraverso un semplice messaggio.
L’unico consiglio che io mi sento di darle è appunto quello di intraprendere una consulenza psicologica per elaborare le esperienze negative che ha vissuto e soprattutto per imparare ad usare al meglio le risorse che possiede. Da come scrive si evince una capacità di analisi ed una complessità di pensiero non indifferente, quindi probabilmente quello che la blocca è l’ansia e la paura del giudizio degli altri che deve imparare a gestire e a superare con l’aiuto di un professionista.
Questo tipo di difficoltà, anche se con modalità diverse, sono abbastanza diffuse e solitamente possono essere superate in tempi brevi.
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti mi scriva pure.
Buona fortuna