Dario domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 23/02/2017

Problema dovuto all'infanzia

Salve ho 25 anni, già dall'età di 16 anni sono andato a lavorare x sostenere la mia famiglia facendo dei lavoretti domestici alle famiglie...
quando ho compiuto 18 anni sono andato in fabbrica a lavorare x dare sostegno alla mia famiglia, in 3.5 anni ho dato 9500 €...
Il problema maggiore era la relazione che avevo con mio padre Perché non avevamo comunicazione ne rispetto l'uno dell'altro, rispetto nel senso che venivo trattato solo come una banca dove prendere soldi e basta e non mi diceva mai un "Grazie per il sostegno che davo alla famiglia" visto che dal 2008 non lavora fino a tuttora, non ha mai voluto cercare il lavoro perché cero io che davo il sostegno, arrivavo a dargli dai 500 ai 900 € al mese.... e mai un grazie e anche tuttora che ho 25 anni non si è mai degnato di dirmi che e stato fiero di me..
Mia madre 4 anni fa ha tentato il suicidio per il comportamento di mio padre, dopo 2 settimane ho provato pure io perché ero arrivato al limite ma non ho mai avuto il coraggio di portare al termine ciò che avevo cominciato...
ciò che chiedevo era solo un po di amore, quel poco per rendermi felice e parte della famiglia ...
mi rendo conto che c'è tanta gente con problemi più gravi dei miei, però ultimamente mi sto demoralizzando perché non c'è la faccio a relazionare con la gente e nemmeno con una ragazza... tante volte ho provato a frequentarmi con una ragazza, ma arrivavo alla conclusione che l'ho facevo solo per colmare un vuoto che mi ha lasciato mio padre, di conseguenza ne parlavo e arrivavo alla conclusione che non era giusto avere una relazione in quelle condizioni ..
l'unica cosa che chiedo e soltanto un aiuto per tirarmi su...

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 23/02/2017 - 17:31

Mi chiedo caro Dario ,
come mai è concessa tanta autorità ad un uomo che accampa solo pretese e si adopera per avvelenare il clima famigliare. Che doveri ha Lei , verso costui? Comprenderei la preoccupazione verso la sua mamma , che a questo punto , dovrebbe , potere allontanarsi da un uomo così negativo, ma non verso un padre che non batte ciglio di fronte al tentato suicidio della moglie e del figlio. La vita a volte (e io l'ho visto molto spesso nello svolgimento della mia attività di psicoterapeuta) presenta aspetti da scherzo crudele. Crescere senza un padre responsabile e amorevole è quanto di peggio possa accadere ad un figlio/a, ma a volte succede perchè questo è un mondo in cui bene e male si fondono e la debolezza si maschera spesso da prepotenza , che non è certo forza bensì vigliaccheria.
Spero suo padre vada presto in pensione e se così non dovesse accadere , le auguro di trovare il coraggio di uscire di casa e se proprio vuole, di occuparsi solo di sua madre. Se suo padre non ha le forze necessarie per reggersi da sè esiste sempre la Caritas, e credo lei dovrebbe fargli sperimentare l'esperienza . Forse costui, ritroverebbe quel minimo di dignità necessario a ringraziare un figlio, che invece di occuparsi di se stesso e dei propri piaceri si è dato da fare per non fare "affogare " la propria famiglia. Lei si è comportato da persona nobile e generosa , e deve avere riguardo e rispetto per sè, lo stesso che chiunque dotato di buon senso , proverebbe leggendola. Quando potrà e se potrà , intraprenda una psicoterapia che le restituisca la coscienza del suo elegante e dignitoso valore. Lei deve potere muoversi nel mondo camminando a testa alta , poichè i genitori( e a volte anche i figli purtroppo) sono come i nomi : sono imposti ! e come tali, a volte sono belli e portabili senza imbarazzo e a volte brutti , ma ciò non cambia il valore e la bellezza interiore di cui ognuno di noi può essere portatore. Non si vergogni perciò di se stesso, e quando se la sentirà , avvicini la ragazza giusta per lei . Non c'è donna intelligente che non potrebbe comprendere il suo dramma.
Ogni bene!
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma