Angela domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 29/11/2016

Mantova

Lutto ipertrofico, forse

Il mio fidanzato di 28 anni ha perso sua nonna la settimana scorsa, improvvisamente. Malattia fulminante, in una settimana è entrata in coma ed è morta. In famiglia ha una brutta situazione, una zia ammalata di tumore che vive in casa sua e dei genitori e da poco si è saputo che deve riprendere la chemio. Da quando è venuta a mancare sua nonna si è chiuso in se stesso non vuole aiuto da nessuno, non vuole sentire né vedere nessuno, vuole solamente dormire e sua nonna indietro, sperando di morire a sua volta. Noi stiamo insieme da un anno, avevamo progetti di famiglia di vivere insieme, dice di non provare nulla nemmeno per me. Io sono sicura dei suoi sentimenti precedenti a cio. Ogni mio modo di approcciarmi è vano e sta iniziando a trattarmi male, non vuole più vedermi. Io non ho voglio lasciarlo da solo. Gli ho proposto di andare da uno psicologo e non vuole assolutamente. Può consigliarmi cosa devo o posso fare? Può spiegarmi che cos'è questo lutto ipertrofico? Se passa, se non passa, come aiutarlo in questo.
La ringrazio infinitamente in anticipo.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 29/11/2016 - 13:42

Cara Angela,
è evidente quanto la nonna fosse importante per il suo ragazzo e quanto egli abbia investito affettivamente su di lei. Quello che descrive , infatti, pare avere più i connotati della reazione alla morte di un genitore amato , che non di una nonna, la quale, per quanto importante e preziosa, dovrebbe avere rivestito un ruolo affettivo di secondo piano rispetto ai genitori. E' possibile che questo lutto, aggravato da una seconda difficile situazione che la famiglia sta affrontando con i problemi della zia, abbia contribuito a peggiorare una situazione già complicata che pone di fronte all'enigma della morte, della fine. Elaborare un lutto, può risultare cosa molto complessa e delicata soprattutto quando si è ancora all'alba della vita e, della morte si sente solo parlare o la si vive virtualmente sul teleschermo. Il suo atteggiamento così partecipativo e affettuoso, Angela, è cosa molto bella e importante, ma vi sono momenti in cui è necessario trovare il coraggio di farsi da parte , pur mantenendosi disponibili. Lasci quindi un tempo adeguato al suo fidanzato per stare da solo, se è questo che egli ora desidera. Ciò non vuol dire che lui non la ami più, ma soltanto che la sua energia psichica, è in questo momento risucchiata dal dolore. Attenda qualche mese prima di proporgli qualunque tipo di rimedio o cura. Forse allora , egli , sarà in grado di prendere una decisione più ponderata e razionale. Sia serena e fiduciosa e se può , fin dove le è possibile, attenda che sia lui a cercarla.

Un grande augurio e un cordialissimo saluto
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma

Dott.ssa Giorgia Salvagno Inserita il 30/11/2016 - 13:46

Gentile Angela,
il lutto del suo fidanzato è davvero molto recente. Le reazioni che ci racconta, come l'aver voglia solamente di dormire e di rivolere la persona cara indietro, sono molto comuni e normali. Anche il desiderio di morire, se espresso per voler raggiungere il defunto (e accantonato il pericolo che ciò avvenga realmente), si inserisce nella sfera delle normali reazioni ad un lutto, specialmente quando la morte avviene in modo inaspettato e abbastanza veloce.
In tale quadro, ha senso anche la voglia di isolarsi del suo ragazzo, che cerca di allontanarla. Tuttavia, il suo ragazzo ora dovrà compiere un lavoro di elaborazione del lutto, per poter riorganizzare la propria vita e tornare ad una sorta di equilibrio pari a quello precedente al lutto, per quanto, ovviamente, non si torni mai quelli di prima, perché dopo un lutto cambiamo noi stessi in primis. In tale lavoro di elaborazione, il poter contare sul supporto di chi ci ama, della famiglia e dei veri amici gioca un ruolo chiave e fondamentale, in quanto il circondarci di persone dai sentimenti autentici riduce il rischio di cadere in sindromi depressive e ansiose e permette di poter tornare "alla vita" quanto prima, affrontando insieme i momenti dolorosi. Continui quindi a restare accanto al suo ragazzo, cercando al contempo di rispettare il desiderio di essere lasciato solo, ma senza sparire dalla sua vita: i sentimenti non svaniscono dall'oggi al domani e probabilmente il fatto che il suo ragazzo la stia mettendo da parte ora è legato allo "shock" di quanto successo (a tal proposito, il suo ragazzo aveva mai vissuti altri lutti prima? Quanti anni aveva la sua nonna? Anche questi sono elementi importanti per valutare la situazione).
Generalmente le persone rifiutano un aiuto psicologico nelle prime fasi dopo il lutto, sentendone il bisogno magari più avanti. Potrebbe attendere qualche settimana e, eventualmente, proporgli nuovamente un aiuto psicologico. Nel frattempo potrebbe informarsi su quali psicologi siano competenti nel settore nella sua zona, o, in alternativa affidarvi ad uno psicologo a distanza: quest'ultima potrebbe essere una soluzione specialmente nel caso il suo ragazzo lamenti di non avere la forza e le risorse necessarie per raggiungere uno psicologo fisicamente.
Nel caso, può tenermi in considerazione: sono una psicologa con competenze specifiche nell'elaborazione del Lutto e offro la possibilità di consulenze psicologiche online.
Resto a disposizione e le/vi faccio i miei più sinceri auguri

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Giorgia Salvagno
Psicologa a Venezia e Online

Dott.ssa Anna Antinoro Inserita il 29/11/2016 - 18:54

Buonasera Angela,
guardi io non so che cosa si intenda nello specifico di lutto ipertrofico ( e la ringrazio perchè mi informerò su questo) ma nel caso del suo fidanzato la chiamerei fase di elaborazione di un lutto molto grande. E' evidente il fatto che la nonna per il suo fidanzato era davvero una figura importante e, quando viene a mancare qualcuno di questa portata il dolore che si porta con se è della stessa portata. Mi spiace molto il fatto che in questo momento di sconforto lei venga messa da parte, probabilmente a causa di una mancanza di lucidità mentale del suo fidanzato. Detto questo, quella che la posso invitare a fare è aspettare comunicando comunque quanto per lei sia importante stargli accanto. Per elaborare a volte ci va un p di tempo e si ha bisogno di stare un pò da soli. Può riprovare tra qualche giorno magari a riproporgli un supporto psicologico e vedere come va.
Sicuramente la soluzone è l'ascolto di se e il tempo, non si può sapere con esattezza quanto.
Un caro saluto
Resto a disposizione
Dott.ssa Antinoro Anna