Mario80 domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 29/04/2017

Ascoli Piceno

Solo. Con un buco nell'anima

Buongiorno,
sono un ragazzo di 36 che combatto con un senso di solitudine e fallimento da quando ne avevo una decina (ma probabilmente anche prima solo che dalle medie ne ho cominciato ad avere consapevolezza).
Non sono mai riuscito a legare con gli altri fino a 20anni. Andando all'università ho trovato degli amici stupendi con cui sono ancora in contato ma solo via messaggi o poco più perchè ora sparsi per l'italia.
Dove abito non sono mai riuscito ad avere delle vere amicizie ma solo persone che si facevano vive per opportunismo. Infatti mi usano tutti (anche in famiglia) come uno psicologo gratuito che è sempre disponibile ad ascoltare le menate di tutti e a dare consigli che nessuno ascolta ma che nel tempo si rivelano corretti.
Ho una famiglia disastrosa: genitori divorziati quando avevo sulla 20ina ma cmq un padre che non è mai esistito (mi sento orfano di padre), una madre anaffettiva che, nel tentativo di rendermi migliore, mi fa sempre pesare tutto facendomi sentire una persona che non è mai all'altezza.
Anche in amore va male. Non mi ritengo un bel ragazzo, ma so di piacere, anche ora. Diverse ragazze mi hanno confessato quello che provano ma non ho mai accettato i loro sentimenti perchè non provavo nulla per nessuna. Mi sono innamorato una volta sola 2 anni fa, ci siamo messi insieme, ma è durata pochissimo perchè lei aveva forti problemi 8Buongiorno,
sono un ragazzo di 36 che combatto con un senso di solitudine e fallimento da quando ne avevo una decina (ma probabilmente anche prima solo che dalle medie ne ho cominciato ad avere consapevolezza).
Non sono mai riuscito a legare con gli altri fino a 20anni. Andando all'università ho trovato degli amici stupendi con cui sono ancora in contato ma solo via messaggi o poco più perchè ora sparsi per l'italia.
Dove abito non sono mai riuscito ad avere delle vere amicizie ma solo persone che si facevano vive per opportunismo. Infatti mi usano tutti (anche in famiglia) come uno psicologo gratuito che è sempre disponibile ad ascoltare le menate di tutti e a dare consigli che nessuno ascolta ma che nel tempo si rivelano corretti.
Ho una famiglia disastrosa: genitori divorziati quando avevo sulla 20ina ma cmq un padre che non è mai esistito (mi sento orfano di padre) dilungo in merito) ed io non sono stato abbastanza forte da portare avanti la cosa.
Sono stato in cura da uno psicologo/psichiatra per quasi un anno da quella rottura, ma è cambiato davvero poco. La frase che mi diceva più spesso era "stai tranquillo amico mio. ne parliamo la prossima volta". Mi sembra di averci buttato un capitale inutilmente.
Poi da ottobre ad oggi vado da una psicologa cognitiva. E' brava, mi piace come si interfaccia con me, ma purtroppo noto che non riesco a fare progressi.
Mi sento estremamente abbattuto. Nonostante tutti gli sforzi che faccio, nonostante abbia trovato il coraggio di chiedere aiuto a degli specialisti cercando di seguire tutte le loro indicazioni, quell'enorme buco che ho dentro non fa altro che diventare più profondo.
Fino a due anni fa avevo anche la fede che mi teneva a galla... poi tra quella rottura su cui avevo puntato moltissimo e tutta una serie di altri eventi non positivi e davvero pesanti, ho capito che dio non è amore ma solo in mentecatto!
Dall'esterno nessuno si accorge di nulla (come sempre) ma dentro la coesione di me stesso è labilissima. Mi sento di andare in mille pezzi da un momento all'altro.
Sono condannato? E' per forza questo il mio destino? Sono davvero come Sisifo?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 01/05/2017 - 09:46

Gentile Mario,
è possibile che la storia difficile tra i suoi genitori e i loro comportamenti inadeguati rispetto alle sue esigenze affettive, unitamente ad un temperamento forse un pò chiuso, abbiano contribuito pesantemente a determinare lo stato di disagio nel quale versa attualmente e che ha avuto esordio da come rivela , molto tempo fa. Se lei si trova bene con la sua attuale psicoterapeuta, non vedo perchè dovrebbe abbandonare la terapia. Anche se le terapie cognitivo-comportamentali , prevedono un n. limitato di sedute, sarebbe bene lei si concedesse ancora qualche tempo prima di compiere un bilancio del lavoro fatto . Sarebbe anche buona cosa lei esprimesse i suoi dubbi alla terapeuta che la segue. E' molto importante lei cominci ad aprirsi , proprio perchè parte del suo disagio sembra dovuto alla paura di manifestare i suoi sentimenti e il suo pensiero. In un caso come il suo, dove questo sentimento di vuoto sembra sommergerla , non ci si possono attendere risultati rapidi con nessun tipo di psicoterapia, anche se onestamente, la sua sensibilità e intelligenza mi fanno pensare che lei sarebbe il candidato ideale per una analisi del profondo.
Lei non è affatto condannato, e dagli schemi disfunzionali interiorizzati , ci si può affrancare.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli.
Parma