Silvia domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 01/01/2017

Padova

La sindrome di Peter Pan?

Buonasera.
il mio nome e' Silvia, ho 23 anni, ed il mio ragazzo di 29 anni ha la sindrome di Peter Pan o almeno credo.
Cominciamo dal principio. Stiamo insieme da 2 anni ma gia' dal secondo mese abbiamo deciso di vivere insieme. E' stato amore a prima vista, da parte di entrambi. Quelle situazioni smielate che vediamo nei film alle quali non credevo, e' successa proprio a me: mi sono innamorata in meno di un istante e lo stesso e' stato per lui. Abbiamo avuto una storia bellissima, fatta di viaggi, messaggi dolci la mattina e una vita sessuale perfetta. Da qualche mese pero', le cose non sono piu' come prima. Gli ho parlato ad agosto del fatto che vorrei cominciare a pensare al nostro futuro. Lui molto spesso mi ha detto che vuole sposarmi, avere una famiglia e vedermi madre, quindi ho pensato gli avrebbe fatto piacere sapere che volevo cominciare a parlare con varie banche per sapere il da farsi per un credito. La sua risposta e' stata "non lo so", il che mi ha lasciata un po' confusa, ma alla fine lo posso capire, "ciascuno ha i suoi tempi", mi sono detta, quindi non ho insistito sull'argomento, ma gli ho comunicato che con o senza lui, avrei comprato la casa. Lo considero un investimento ed il principio di un po' di stabilita' nella mia vita. Poi le cose sono precipitate. Mi rendo conto che sto crescendo, che piano piano, sto diventando donna e sto cominciando ad avere certi bisogni. Vorrei vedere dei gesti romantici che lui non mi fa, vorrei che mi mettesse al primo posto nella sua testa, come priorita', invece sul primo posto sono gli amici. Vorrei si preoccupasse del futuro, sul costruire qualcosa, che sia famiglia, situazione ecconomica o qualsiasi altra cosa, ma lui continua a dirmi che il suo solo piano e' "essere felice". Vorrei che quando parlo, mi ascoltasse, invece mi sembra stia pensando a che altro dirmi, infatti parliamo di lui, della sua infanzia, della sua famiglia tutto il tempo. Raramente invece io ho parlato a lungo di cose mie. Non riesce ad affrontare discorsi sinceri o imbarazzanti. Addirittura quando guarda i film e ci sono scene dove il protagonista fa un gesto romantico pubblico, come cantare una canzone oppure qualcuno fa una figuraccia, lui non riesce nemmeno a guardare lo schermo! Mette in primo piano il divertimento, non la relazione. Adesso che siamo insieme da 2 anni, mi rendo conto che non mi sa eccitare. A letto non mi stimola e da sempre la colpa a me, perche' "non ho mai voglia", ma la sua idea di preludio e darmi qualche bacio rapido sulle guancie, nemmeno sulle labbra, mentre comincia a toccarmi, o altre volte passa direttamente alle palpatine senza nemmeno darmi un bacio o guardarmi negli occhi. Quello che mi ha fatto capire che le cose stavano per finire, e' stato questo Natale. Lo abbiamo passato divisi, lui con la sua famiglia ed io con la mia. Se fino ad allora mi mandava dei messaggi d'amore ogni mattina, una volta arrivato a casa a malapena mi ha chiamato. E quando mi chiamava parlavamo di cose banali, mai di noi, del tipo come e' andata la giornata, come stai, cos'hai fatto e poi si creava un momento di silenzio perche' non sapevamo piu' cosa dire. Gli ho detto che mi manca quindi, e la sua risposta e' stato un fugace "anche a me" che mi ha fatto sentire piu' che altro mentita. Non mi sono per niente sentita amata, apprezzata, anzi, mi sono sentita lasciata in disparte e sola. Non sa esprimere le sue emozioni, se gli faccio delle sorprese non sa reagire, e quasi mi sembra arrabbiato, ma quando glielo chiedo mi dice che e' felice ma non puo' certo saltellare per la stanza per la felicita'. Francamente, io non vedrei niente di male in questo, anzi, preferirei qualcuno che saltella, invece che vedere una faccia apatica e neutra. Non riesce a capire che le critiche sono anche costruttive, e se gli do un consiglio non mi ascolta, piu' che altro pensa alla sua prossima scusa con cui ribattere. Vorrei che fosse un po' piu' obbiettivo, capire che in una relazione si cresce insieme e mi sembra lui stia rimanendo indietro.
Ha bisogno di una baby sitter: lui vede il ruolo della donna come vede sua madre, cioe' deve essere sempre dolce, premurosa, che faccia tutto per il suo pulcino. E' stata un'impresa fargli capire che non avrei stirato le sue camicie e che se non l'avrebbe fatto da solo, non gliel'avrebbe fatto nessuno. Mi chiede sempre di fargli "favori" in casa (esempio: mettere una lavata avanti solo di vestiti suoi, lavare i piatti che lui ha lasciato nel lavandino).Gli faccio notare che quelle sono responsabilita' sue, vestiti suoi, piatti che ha lasciato lui etc, lui mi dice che in una coppia ci dovremmo "aiutare". Ma io non gli ho mai chiesto ne' di lavarmi i piatti, ne' di lavarmi o stirarmi i vestiti. MAI. Alla fine, lavoro anche io tutto il giorno, arrivo stanca e stressata eppure le mie cose riesco a farmele, non capisco perche' lui non riesca a fare lo stesso.
Ieri siamo tornati a casa dalle vacanze natalizie, alla solita routine: lavoro, casa, casa, lavoro e sempre ieri gli ho detto esattamente le cose che ho scritto qui. Gli ho detto che dal mio punto di vista questo si classificherebbe come sindrome di Peter Pan, un uomo che non vuole crescere e la cosa che mi ha dato piu' speranza e fiducia per noi due, e' stato che se ne e' reso conto anche lui. Gli ho chiesto per noi 2 se vorrebbe fare qualche seduta con un consulente di coppia e se le mie teorie sono fondate, che continui a vedere uno psicoterapeuta da solo. Gli ho chiesto di fare una scelta: o maturare o perdermi.
Non lo sto pressando per ricevere una risposta, mi rendo conto sia difficile sentirsi dire queste cose, ma io sono una persona razionale e obbiettiva, so che non potrei rimanere in una relazione con un ragazzino. Li ho gia' avuti i ragazzini, ed ero sicura che non avrei mai avuto simili problemi con lui essendo piu' grande di me, ma a quanto pare mi sbagliavo. Lo so che lui mi ama, mi ha detto un milione di volte che non mi vuole prendere e che non vuole nemmeno farmi soffrire e ho cercato di fargli capire che io sono disposta ad essere paziente e aiutarlo e che non voglio andarmene senza una lotta. Credo in noi e nel nostro amore sincero. Mi ha detto "che cosa faro' se tra un anno mi rendo conto che non posso maturare, che non e' quello che voglio?" , ma lui non capisce che e' proprio questo il senso di maturare. Prendere dei rischi, analizzare le situazione, pensare alle conseguenza.
Volevo capire, a questo punto, e' affetto dalla sindrome di Peter Pan? E se e' cosi', che consiglio mi puo' dare? Non so come aiutarlo, non so come fargli capire che anche se non lo accetta, il tempo passa comunque, va avanti lo stesso negli anni. Non vorrei che ad un certo punto si ritrovasse solo, semplicemente perche' non ha mai saputo scegliere niente, perche' non si e' mai fatto un piano nella vita. Vorrei aiutarlo perche' lo amo profondamente, ma non sono un'esperta, non so quale sia il giusto approccio, come farlo a responsabilizzarlo, anche partendo da piccole cose.
Grazie mille per l'attenzione,
Silvia

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 02/01/2017 - 20:05

Cara Silvia,
avrebbe davvero senso , confermarle che il suo ragazzo come lei ritiene, sia affetto dalla sindrome di Peter Pan piuttosto che da quella di Pinco pallino? Sicuramente si può affermare solo, da quanto dice , che lei sarebbe più che pronta a fare un passo decisivo nella sua vita , lui no. E, glielo dice in tanti modi, verbali e non verbali. Verbali quando afferma che per il momento desidera essere solo felice che in sostanza significa: spensierato , senza legami troppo stretti; non verbali, quando il disimpegno si fa tocco , avvicinamento , corteggiamento. Certamente voi vi volete bene, ma in modi diversi . Non mi sento onestamente di sostenerla nel dargli consigli o nel preoccuparsi per lui ,dovesse rimanere solo. Lei non si rende conto che , così facendo , incarna proprio quel tipo di donna a cui non vorrebbe assomigliare, cioè la madre di lui. Forse dovrebbe essere più sincera e dirgli chiaramente che detesta il fatto di sentirsi presa in giro , portata a spasso per due anni da una persona che riteneva matura e che si sta rivelando solo un ragazzino viziato. Dovrebbe essere diretta e dirgli francamente che è preoccupata per se stessa, per l'andamento della propria vita e furibonda perchè non riesce a gestire la situazione . Forse così litighereste e vi allontanereste per un pò e ciò darebbe ad entrambi la possibilità di riflettere seriamente sul vostro rapporto. La terapia di coppia in una situazione come questa , temo servirebbe a poco , perchè la motivazione alla cura è solo sua, Silvia, e non di entrambi e per di più, lui, sta benissimo come sta, con una compagna che lo adora , con la quale può avere tutti i rapporti che vuole senza nemmeno doversi impegnare a baciarla o ad avvicinarsi nel modo adeguato e, che alla peggio lo redarguisce come una tenera cerbiatta preoccupata più per le sorti di lui che non per quelle di se stessa. Mi spieghi perchè un uomo trattato così bene dalla vita dovrebbe cambiare o maturare? Io credo onestamente , che lei dovrebbe prendere in esame l'opportunità di fare qualche seduta di psicoterapia per capire meglio se stessa e se stessa dentro la sua relazione. Potrebbe avere delle sorprese.
Le auguro il meglio !
Cordialmente.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma