Crisi esistenziale di valori
Salve, cerco di farla breve.
Credo di avere un'ossessione: mi è venuta una paura immensa per la morte.
È come se vedessi la morte vicinissima, non come un qualcosa di lontano.
Ho il terrore di morire, subire il giudizio divino e di andare all'inferno.
Preciso, la mia famiglia è cattolica.
Mia madre lo è, fortemente, sebbene si comporti da ipocrita. È la prima a giudicare tutti e seguire la chiesa, ma intanto lei stessa si è sposata in Comune con mio padre, che era precedentemente divorziato.
Io non ho fatto la cresima per mia scelta, mi sono sempre ritenuta agnostica o perlomeno, non seguace della chiesa e non cattolica.
Sono omosessuale. Credo con tutta me stessa nell'uguaglianza tra gli esseri umani.
Sono femminista, di larghe vedute. Appoggio la comunità lgbt e ne faccio parte. Ho studiato filosofia e sociologia al liceo. Conosco molte lingue e culture diverse. Non voglio sposarmi e avere bambini.
Sono per il libero arbitrio e credo che ogni essere umano sia uguale ed abbia il diritto di vivere la vita come meglio crede perché la realtà è una cosa "soggettiva".
Questa mia parte razionale ed intelligente viene contrastata da questa mia paura irrazionale.
È come se il mio cervello, improvvisamente, pensasse che la "verità assoluta" stia nel cristianesimo e dato che io sono omosessuale e ho le mie personali idee sul mondo, uguaglianza, libertà, dio ecc, me ne andrò all'inferno.
Ogni volta che cammino, penso, vedo un film, sento una parte di me che dice "non dovresti avere opinioni libere su tutto, la verità è solo una e tu stai peccando."
È come se mi siano crollati addosso i miei principi e credenze.
Cerco di spiegare, mia nonna, donna molto religiosa, è morta due mesi fa e ciò ha avuto un grande impatto su di me e mi sono ritrovata costretta ad andare in chiesa più e più volte per pregare con la mia famiglia.
Comunque questa ossessione è iniziata solo due settimana fa.
Ho iniziato l'università in ritardo e giusto in questa settimana mi sono trasferita in una nuova università, fuori dalla mia città.
Faccio presente che da novembre non ho una vita sociale, ho passato tutto il mio tempo chiusa in casa senza parlare con nessuno, se non con i miei amici virtuali: gente che conosco e che ho incontrato in passato, di altre città, di cui mi fido e con cui riesco ad essere me stessa.
Mia madre mi ha costretto a prendere alloggio in un convitto di suore, perché non si fida degli appartamenti privati.
Momento peggiore non poteva scegliere.
Proprio ora che sono in forte dubbio riguardo alla spiritualità, la presenza costante delle suore e delle altre ragazze fortemente religiose intorno a me mi mette ansia e attacchi di panico.
In realtà non mi dicono nulla, non mi sembra che mi giudichino, sono io che mi sento sbagliata e diversa e non esterno la mia vera personalità.
Ripeto io sono amante della filosofia e del libero arbitrio, non ho mai sopportato la chiesa e io non concordo con quel che dicono.
Eppure questa paura irrazionale ce l'ho, il nostro vero dio è quello cristiano e ci giudicherà tutti.
Io essendo omosessuale, andrò all'inferno.
Non ho più voglia di vivere, mi sembra tutto inutile se poi dovrò morire e patire.
Non avere la certezza di cosa ci sia dopo mi manda in confusione e mi terrorizza.
Alla stesso tempo non voglio morire perché appunto ho paura di essere "punita."
Ci tengo a precisare, non sono mai stata fidanzata, ma sono sicura della mia omosessualità. Non escludo una possibile relazione etero nel futuro, ma fino ad ora ho amato solo ragazze.
E comunque non è tanto l'atto che mi fa paura, non è il pensiero che "se ho rapporti con una donna, vado all'inferno." quanto più "se penso liberamente, se credo, come ho sempre fatto, che omosessuali ed etero debbano avere pari diritti perché uguali, me ne andrò all'inferno perché dio la pensa diversamente."
La mia famiglia è omofoba, non sanno della mia omosessualità e non ho intenzione di parlarne ora.
Mi attaccherebbero solamente e insisterebbero sulla mia permanenza dalle suore, così da poter "finalmente credere in una religione."
Una religione che invece di darmi sostegno mi sta distruggendo, non riesco proprio a conciliare la mia personalità con le credenze del cattolicesimo.
Sono disperata, appena mi sveglio la mattina, la religione è il mio primo pensiero. Ed è il mio ultimo pensiero la sera prima di dormire.
Spendo ore su internet a cercare informazioni sulla dottrina, sulla visione della chiesa degli omosessuali, delle donne, della realtà delle cose, di tutto.
Non riesco più a sentire la musica, vedere film e leggere libri.
Se qualcosa non è chiara vi prego di chiedermela liberamente.
Ci sarebbe tanto da dire, anche riguardo il mio carattere e il mio stile di vita.
Il mio contesto famigliare è estremamente difficile e complesso, e io ho sempre sofferto di lieve depressione, per mie insicurezze personali e per tendenza naturale. Ma ne sono sempre uscita da sola.
Questa volta è diverso, non vedo via d'uscita essendoci di mezzo il divino e la religione.
O sopprimo me stessa e mi affido solo alle credenze religiose, o ritorno me stessa, ignorando il tutto e ragionando con la mia testa, ma con il terrore poi di aver sbagliato e di finire all'inferno.
Ho bisogno di iniziare un percorso curativo?
Grazie, confido in voi.
Temo di non stare affatto bene.