domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 24/12/2016

Aosta

Una mamma distrutta psicologicamente da mio padre

Salve, spero di non aver sbagliato categoria.
Sono una ragazza di 20 anni, vivo con i miei fratelli e mia mamma. Già da tre anni sta seguendo un percorso psicologico, e di risultati ce ne sono stati parecchi. Sono contenta di aver trovato nel mio cuore la forza di saperle stare accanto, ascoltandola sempre, cercando come potevo di supportarla, durante questi tre anni, riscoprendo l'amore che ho sempre in fondo provato per lei (abbiamo avuti forti anni di conflitto), seppur purtroppo in un contesto così aspro e triste. Mi pento tuttora di non aver compreso prima mia mamma.
Ha passato la maggiorparte della sua vita con un uomo, mio padre, in grado di alternare abilmente crudeltà e la sua sottile dote da buon parlatore, generando così, per anni e anni, sensi di colpa, riuscendo a rivoltare la "frittata" sempre a suo favore.
A sua volta, si generavano conflitti interiori e forti condizionamenti, e poi paura, non solo in lei, ma in tutti noi.
Ed è tuttora cosi: mia mamma ha perso il sorriso da ormai troppo tempo, non sente il desiderio di svolgere normali attività, e temo che tutto ciò si stia ripercuotendo anche su di me, soprattutto da tre anni a questa parte. Mi sento incredibilmente egoista a parlare di me in un contesto così, ma anche io non sorrido più e sembra che più nessuna passione mi stimoli più. Spesso penso che l'unica soluzione sia andarmene, magari prendendo un treno a caso, diretto chissà dove, ma so che sono pensieri irrazionali, non lo farei mai, non posso lasciarli.
D'altro canto però vorrei interrompere il dialogo con mio padre, non vorrei più scrivergli, né tantomeno ricevere suoi messaggi, per la mia salute ma anche per quella di mia mamma, che si ripercuote anche su di me, voglio forse vigliaccamente accantonare la cosa. Mia madre non è d'accordo e insiste sul fatto che io devo rispondergli, devo imparare a difendermi e a difendere loro dalle sue cattive parole. Così nasce altrettanto un conflitto, tra me e lei, che si arrabbia fortemente, accusandomi di debolezza, mentre io perdo ancora più sicurezza e mi rifugio in pianti in solitudine.
"Promettimi che qualsiasi messaggio lui ti scriva, tu me lo fai sapere" mi dice, ma temo che non le faccia bene, ma lei lo fa per paura, per proteggermi in qualche modo. E sull'imparare a difendermi sento che non ha torto: mio padre non perde occasione per usarmi come mezzo tramite messaggi, per attaccare mia mamma, me o i miei fratelli, ed io vado in panico. Vorrei dirgli di quanto odio quando fa così, ma sento che non cambierebbe niente in lui. Probabilmente anche io ho paura in realtà.
Anche io vivo questa situazione pesantemente, come un macigno che mi schiaccia sempre di più.
Cosa posso fare? Vorrei farla distrare, vorrei vederla sorridere di nuovo. Si sta parlando di andare da un giudice per legalizzare la separazione, avvenuta tre anni fa senza ufficializzare niente. Spero possa rappresentare una chiusura definitiva.
Mi scuso per il discorsone, o sfogo per lo più, o per eventuali errori grammaticali. Spero che qualcuno possa darmi qualche suggerimento.
Grazie a chiunque leggerà.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 26/12/2016 - 08:35

Cara Alessia,
quando due genitori si separano, inevitabilmente vengono"toccati" tutti coloro che si trovano su quella strada , i figli in primo luogo. Già di per sè questo è sufficientemente traumatico; se poi, come spesso fatalmente avviene ,essi vengono caricati del peso di fare da intermediari tra l'uno e l'altro , la situazione può davvero diventare insopportabile. E' pur vero che tenere lontani figli già grandi dalle situazioni e dalle ragioni reciproche che hanno portato alla separazione dei due , mi pare soluzione un pò artefatta e in definitiva non onesta, poichè i figli stessi , potrebbero rivendicare il diritto legittimo di capire quantomeno i motivi principali, che hanno determinato l'evento. In lei tutto questo sembra essere chiaro oggi. Ha compreso quali sono gli atteggiamenti e i comportamenti dei suoi genitori e riconosce con chiarezza le caratteristiche di personalità dei due e il loro diverso modo di esprimere la loro sofferenza e la loro modo di esercitare la rispettiva volontà. Se desidera porre un freno ai messaggi che le arrivano e che hanno un contenuto che ritiene non opportuno, può dire ad entrambi che d'ora in avanti i messaggi riguardanti attacchi o insulti rivolti a sua madre, saranno sistematicamente cancellati , poichè le causano una sofferenza insostenibile. in questo modo costringerà i due a confrontarsi direttamente se proprio lo desiderano oppure tramite avvocati. Per quanto riguarda la separazione legale, troppo poche persone sono debitamente informate sulle conseguenze del procedimento . Esistono due tipi di separazione : una consensuale, dove i due si mettono d'accordo essenzialmente sulle questioni economiche e sulla tutela dei figli se vi siano ancora minori in famiglia . Questa è la formula meno dispendiosa , economicamemente ed emotivamente. Si risolve in poco tempo e dopo tre anni si può andare a divorzio. La seconda , la più onerosa e complessa è la richiesta di separazione giudiziale ossia per colpa: Uno dei due decide di separarsi a causa di un problema legato ad una o più scorrettezze dell'altro , che possono avere reso a suo dire la vita coniugale insostenibile. Questo tipo di causa può durare anni addirittura in qualche caso decenni, e comporta spesso un dispendio economico molto oneroso (in qualche caso, mi hanno riferito, fino a 50000 euro a testa, cinquantamila , non 5000) , e un dispendio emotivo ancora più grande,in quanto , soprattutto l'accusato, dovrà produrre prove su prove per dimostrare l'infondatezza della colpa che gli è attribuita dall'altro e spesso è rechiesto anche l'intervento di testimoni per avallare le tesi dell'uno o dell'altro. Insomma letteralmente "un bagno di sangue", soprattutto per la parte economicamente più debole e moralmente più corretta, poichè l'uso della menzogna e della mistificazione della realtà dei fatti, così come della calunnia , sono prassi comuni di chi vuole sbarazzarsi di un altro /a, pagando il meno possibile, o per nulla , le conseguenze dei propri atti. Ecco di cosa sua madre dovrebbe essere informata. La invito quindi a farle leggere il contenuto di questa risposta, in modo che essa si possa cautelare , tutelare e con lei , voi , valutando con obbiettività e razionalità , quale sia il percorso migliore da affrontare, accettando se è il caso , qualche inevitabile compromesso. Lei può continuare a sostenere sua madre emotivamente e con affetto in questo "calvario ", poichè di questo si tratta ,ma esigendo al contempo di potere vivere la propria vita senza essere risucchiata dalla loro, e dai loro problemi e ci sta quindi anche un pò di egoismo, di sano egoismo direi, poichè a vent'anni si è proiettati nel futuro e i propri progetti non devono essere accantonati in nessun caso e per portarli a compimento occorre una buona dose di energia.
Spero di essele stata d'aiuto.
Con i migliori auguri,
Le invio i miei più sentiti e cordiali saluti.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma