Gian Marco domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 17/12/2016

Milano

Depressione e malattia psicosomatica

Buona sera,
Sono un ragazzo di 23 anni e da quando ho perso i capelli odio la mia immagine allo specchio, ho perso ogni sicurezza in me stesso e mi tormento ogni giorno con fisse assurde sul mio corpo che mi distruggono interiormente e mi fanno cadere in una depressione allucinante, sto perdendo interesse nella vita tutto mi sembra senza senso. Ci sono dei giorni in cui il buon umore mi rende forte per riuscire ad uscire dal vortice di pensieri che opprime le mie giornate, ma tempo 2 giorni mi distruggo ancora .
Questa situazione dura da circa 2anni e mezzo ultimamente ho sviluppato anche una malattia psicosomatica di rossore e rigonfiamento cutaneo ogni volta che mi agito, ho paura a lungo andare di ammalarmi più gravemente.
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 18/12/2016 - 10:13

Gentile Gian Marco,
mi chiedo se abbia eseguito tutti gli esami clinici necessari per comprendere l'origine della sua precoce calvizie e per chiarire di quale natura sia il disturbo che ha sviluppato ultimamente. E' possibile infatti che queste eruzioni siano di carattere psicosomatico , ma occorrerebbe escludere prima qualunque altro tipo di causa organica come allergie, intolleranze , residui virali ecc...Dopo ciò, se il suo malessere psicologico dovesse perdurare, fino a limitare ancor più pesantemente la sua quotidianità, credo, dovrebbe prendere in seria considerazione , l'opportunità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Il disturbo psicosomatico , ha sempre a che fare con l'impossibilità di trasformare in parole (simboli) un disagio psicologico.Si dice infatti che il malato psicosomatico sia tendenzialmente "alessitimico", cioè incapace o pesantemente limitato nel trasformare in parole, le emozioni. E'Proprio in questa direzione che dovrebbe quindi andare, un buon intervento terapeutico. Lei dovrebbe essere aiutato a comprendere , verbalizzare ed elaborare i suoi vissuti attuali , pregressi e, le emozioni e gli affetti legati a queste esperienze, sottraendo così alla sua psiche la possibilità di una elaborazione più primitiva ed arcaica delle sue sofferenze. Questa primitività è tipica del bambino piccolo che, ancora incapace di esprimere a parole i propri disagi, tende ad utilizzare il primo strumento di comunicazione con cui gli è dato entrare in contatto con se stesso e con l'ambiente circostante, cioè il corpo, che con il suo linguaggio può esprimere gioia , soddisfazione o disagio e dolore. A volte accade che nell'adulto , per i motivi più diversi , permanga una quota più o meno elevata di questa modalità.

Cordialmente

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli

Parma