Codan domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/05/2017

Buio Totale...

Mi chiamo Daniel e ho 24 anni...vorrei scrivere tante cose ma lo spazio è poco e cercherò di essere sintetico...sono un tossico, o meglio, sono stato un tossico di oppiacei dall'età di 15 anni fino ai 18/19 purtroppo però recentemente ci sono ricaduto, complice anche il fatto che al cps della mia zona mi hanno prescritto ipnotici benzodiazepine per l'insonnia e degli antipsicotici atipici per la depressione, che purtroppo invece di portarmi sollievo, hanno aumentato gli incubi e in generale il malessere, e da parte mia purtroppo non sono stato abbastanza forte dal resistere a prendere qualcosa che mi "spegnesse" i sensi ed il dolore...In ogni caso la mia dipendenza è nata dal principio proprio come "antidepressivo fai da te"...di fatti quando avevo 14 anni mia madre scappò di casa, soffriva di schizzofrenia religiosa...lasciandomi con un padre violento e autoritario che ha instillato in me una paura e una rabbia repressa che ancora mi porto dietro in ogni situazione, la mia vita fino a quel momento era stata un disastro, e spesso i vicini chiamavano polizia e carabinieri per le urla dei miei che si picchiavano e che picchiavano me, così a 15 anni iniziai a stare sempre più fuori casa, rifugiarmi nella prima cosa che riusciva a staccarmi da tutto e farmi stare meglio, droghe e alcol appunto...e nel mio quartiere, case popolari in periferia, non era difficile procurarseli, la mia vita era un casino, risse, spaccio, droga, sesso, niente scuola, sballottato qui e li con gli assistenti sociali...a 16 anni scappai di casa anche io vivendo per un primo momento da amici, successivamente mi ritrovai ad abitare con perfetti estranei...la mia fortuna è di essere un bel ragazzo, ed infatti sfruttai questo per trovare vitto, alloggio e la mia dose giornaliera di sollievo, continuai così fino ai 18 anni, età in cui facevo il fotomodello e il ragazzo immagine per mantenermi fino a che la mia fidanzata dell'epoca rimase incinta, smettemmo entrambi e decidemmo di tenerlo ma al 4° mese, dopo aver saputo che era una femminuccia, ebbe un aborto spontaneo...inutile dire che non riuscimmo più a stare insieme, e io ripresi a farmi per contenere gli attacchi di panico che mi erano iniziati a venire da quando avevo saputo di aver perso una figlia...penso sia stato l'anno in cui ho esagerato di più con le dosi, infatti nell'anno successivo sono morti tanti miei amici fra le mie braccia per aritmie cardiache, virus vari o semplicemente perché quando si è fatti non si dovrebbe uscire di casa...fatto stà che ho smesso, un po' per paura di soffrire, un po' perché suicidarmi mi sembrava una mancanza di rispetto verso la mia bambina che invece di vivere non ne aveva avuta nemmeno occasione...dai 19 anni fino ai 24 ho vegetato, stanco...lo so, è ridicolo sentire un 24 enne che dice di essere stanco della vita...ma sinceramente non mi interessa, nella mia vita ho conosciuto solo dolore, rabbia, paura, violenza, lussuria ed infatti ho un pessimo rapporto anche col sesso...le poche gioie che mi sono guadagnato sono svanite lasciando segni così profondi da togliermi la volontà di andare avanti, di lottare...probabilmente anche per colpa mia, non sono mai stato una cima, me ne rendo conto e molte delle situazioni che mi si sono presentate le ho gestite sicuramente nel peggiore dei modi...ma ciò nonostante ho fatto del mio meglio, ho dato tutto quello che potevo e ora che non mi è rimasto niente, non ho più voglia di vivere, di impegnarmi e di fare tutte quelle cose che un 24 enne dovrebbe fare...sono stanco, e voglio solo riposare...e se proprio non posso morire, lascerò scorrere la vita fino al suo termine...questo non mi rende felice, ma mi rende meno infelice di come starei perdendo nuovamente qualcosa di importante o rendendomi nuovamente conto che non sono in grado di riuscire in qualcosa di buono e utile...una volta mi dissero una frase, una frase che odiai profondamente, e forse mi diede così fastidio proprio perché vera, e si sa, la verità brucia..."in questa vita nasciamo soli, viviamo soli, e moriremo da soli" e di fatti oggi mi ritrovo da solo...senza lavoro, vivendo in un piccolo soppalco ospitato da una vecchia signora, circondato solo da ricordi atroci, incubi che non mi fanno dormire per più di 2 ore di fila, vivendo ogni secondo un agonia immensa, pieno di rabbia, di paure, di ferite e cicatrici...mi scuso se queste parole offendono qualcuno, so che ci sono persone che sicuramente hanno un vissuto peggiore del mio e vivono tutt'ora peggio di me senza mai mollare, ma io non sono così forte, non lo sono mai stato...ed infatti mi rifugio in dei veleni che non mi fanno vedere la realtà del mondo che mi circonda...che siano medicinali, o meno....in realtà non so perché scrivo tutto questo...ma ne sentivo il bisogno...in ogni caso sono stato anche abbastanza prolisso, al contrario della mia premessa, quindi chiudo qui.
Saluti, Daniel

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 26/05/2017 - 12:37

Gentile Daniel,
sì , è vero lei ha vissuto delle esperienze molto brutte, che sicuramente hanno fortemente indebolito la sua capacità di resilienza, quella capacità cioè di far fronte agli urti della vita, rimanendo comunque abbastanza saldi per andare avanti. Se lei scrive è perchè ha bisogno di comunicare e cercare una parola di conforto e aiuto che evidentemente non riceve o non riceve a sufficienza nella struttura psichiatrica a cui si riferisce per ricevere cure adeguate. Vive in un soppalco presso una vecchia signora , ma non dice come sbarca il lunario ; qualcosa dovrà pur fare per mangiare e procurarsi le sostanze stupef. nel cui uso è ricaduto. Questa omissione già impedisce di avere un quadro più completo della sua situazione e darle una risposta più accurata. Ad ogni modo, direi che il suo problema principale , riguarda l'abbandono e la morte, quindi una serie di lutti reali e simbolici ,che da ciò che afferma, non sono mai stati adeguatamente affrontati nè tantomeno elaborati nè tantomeno superati. I farmaci forse in questo momento le sono indispensabili , ma se le creano ulteriori scompensi, vuole dire che non sono quelli adatti. Ciò che mi pare veramente di cruciale importanza nella sua vita in questo momento, è trovare un /a Psicoterapeuta ( e il servizio a cui fa riferimento , può consentirglielo), che si configuri come presenza costante e affidabile, con la quale iniziare e continuare una relazione correttiva rispetto a quelle vissute fino ad ora e che l'aiuti prima di ogni altra cosa a recuperare un pò di fiducia nei rapporti umani. Un luogo sicuro dove esprimere , la sua rabbia , la sua paura , il suo senso di smarrimento e sconforto giù , giù fino al fondo del suo dolore. Da lì sono certa che potrà ripartire nel ridare un senso nuovo alla sua vita.
un cordiale saluto.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma