Max domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 07/08/2017

Torino

Gestione della rabbia e stress

Buongiorno,
ho inserito questo post nella categoria Genitori e figli, perche penso sia alla radice di tutto,man realtà si dirama altrove.
Vorrei essere felice..eppure...
Sono sempre stressato e ho problemi nella gestione della rabbia. Un fuoco di paglia (perché poi torno in pace in fretta).
Ma questo rovina il quotidiano, lo stomaco , la pelle (psoriasi) e le relazioni sentimentali.
Ho 34 anni , vivo da solo, laureato , impiego ricco di responsabilità insieme ai miei genitori. E in 10 anni tante preoccupazioni e pochi risultati.
Non c'è giorno senza un diverbio con mio padre che ha seri problemi di gestione della rabbia(o, in maniera più limitata, con mia madre o fratello maggiore.... insofferenza) Mi chiedo a volte se sia genetica o semplice apprendimento di padre in figlio. Forse il ns corpo genera troppa adrenalina?
La differenza tra lui e me é che io me ne rendo conto e cerco di cambiare. Lui invece perpetua.
Lui dice la sua e fugge (fisicamente) dai diverbi mentre io invece inseguo con la necessità di dover arrivare ad una conclusione ragionevole e alla pace (cosa che faccio nei rapporti e in genere, anche con la mia ragazza), rischiando di portare le persona all'esasperazione. A volte mi sembra così chiara e giusta la mia posizione (e spesso oggettivamente lo é) che mi sorprendo nel vedere gli altri non capire. Purtroppo il mio atteggiamento da maestrino (o padre) indispettisce o sminuisce gli altri. La fortuna é che in famiglia ci amiamo profondamente, ma non é sufficiente a vivere una vita felice.
Siamo spudorati. Le ns reazioni non si curano della presenza di terzi. Il pudore svanisce quando litighiamo. Purtroppo questa quotidianità non mi permette di lavorare su me stesso. E alla fine assorbo il suo modo di fare.
Inoltre c'é la tendenza al vittimismo (io stavo facendo...io ho fatto....pensi che non stia facendo nulla?) ed a sviare il discorso su cose non pertinenti.
Entrambi siamo alla ricerca di approvazione e di un feedback positivo. Vorremmo essere rassicurati.Ci manca una gratificazione!
Abbiamo il culto del sacrificio, che può sembrare una virtù. Ma la vita da martire o presunto tale , oggi non mi sembra più la giusta via per essere sereni e felici.
Poi per assurdo quando all'inizio della mia carriera lavorativa ho commesso un errore grave con potenziali conseguenze importanti per lui , lui é stato quello calmo e positivo. Mentre io non dormivo la notte.
Io ho avuto 2 importanti storie e poi delusioni amorose, che hanno minato la mia sicurezza. La prima mi ha messo in una situazione oggettiva di difficoltà economica. Un peso sulle spalle difficile da sostenere.
Ho sempre mantenuto rispetto e buoni rapporti con le ex. Persino amicizia (ma non frequentazione)
Una mia ex mi diceva che sono un vincente (ed io ho sempre avuto buoni risultati, dalla scuola allo sport) ma che sono in un contesto complicato.
Ho sempre avuto grandi aspettative ed una dannata fretta nel raggiungere gli obiettivi.
Negli anni , sbattendo la faccia sul muro, e infilando la testa in qualche scritto, ho compreso qualcosa... ma la trasformazione é lenta...e insufficiente.
Vorrei potermi liberare.
Non posso e non voglio subire e riflettere rabbia e tristezza tutti i giorni.
La mia attuale ragazza é stata molto diretta a riguardo. Devo risolvere. Non vuole che io porti stress nella coppia. Lei é intransigente.
In passato ero molto più determinato è sicuro delle mie idee. Ero più convinto di dover difendere le mie opinioni e ricercare" la cosa giusta" ad ogni costo
Avevo cmq le mie insicurezze anche se mi piaceva dipingermi forte. D'altra parte i risultati scolastici davano chiaramente un feedback tangibile sulle mie capacità.
Ora sono più accomodante (soprattutto nella relazione di coppia) con il rischio di piegarmi e perdere la mia identità. Dove sta il confine?
Sono alla ricerca di equilibrio , che pensavo di aver trovato quando sono stato single per alcuni mesi. Ma mi sbagliavo..
Addirittura riflettevo sull' assertività. Ora solo un miraggio.. Mi stavo costruendo una sicurezza in me stesso..labile..o funzionale..per superare la chiusura della precedente relazione.
Crollata dopo essermi reinnamorato. Perché dinuovo da solo non mi basto....ho bisogno di lei. Mentre lei non ha bisogno di me. (Al momento non viviamo insieme. Relazione a distanza)
Io la felicità la immagino con qualcuno al mio fianco. Non da solo. É un errore così grande?
Mi piacerebbe ricevere un suggerimento sulla via da imboccare, magari dei libri da leggere
Sono una persona determinata... ammetto a volte di essere stanco.. ma voglio essere felice. Per me e per chi deciderà di starmi accanto.
Me lo merito.
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Inserita il 08/08/2017 - 07:25

Gentile Max,
le dirò per prima cosa che mi stupisce molto che un uomo di 34 anni viva ancora in famiglia , nonostante i brillanti risultati negli studi e in una professione che prevede responsabilità. Mi sembra inevitabile , che un uomo in casa propria voglia un pò dominare la scena e suo padre forse attraverso un comportamento autoritario, intende"marcare il proprio territorio". Non è chiaro su quali argomenti vertano le vostre discussioni, ma vi sono molti modi di uscirne, senza perdere il controllo. Innanzitutto , se le discussioni dovessero avere come argomento qualcosa che riguarda scelte sue personali , se ne può semplicemente sottrarre, senza che la pressione si alzi troppo, poichè è diritto di ognuno pensarla come gli pare. Se invece il suo obbiettivo è quello di "vincere", a tutti i costi, credo il suo comportamento sia totalmente errato, poichè se Lei è così forte e convinto delle sue capacità e qualità,suo padre , non può che esserlo molto di più , poichè ciò che lui è , ha determinato e prodotto un figlio così , con tanta caparbietà e voglia di farcela,e probabilmente egli la stima,prova ne sia che nel momento del bisogno quest'uomo si è adoperato per aiutarla. Mi pare che i suoi incontenibili momenti di collera Max, afferiscano per molta parte a ciò che tecnicamente viene definita "rabbia narcisistica", che in pratica è quel tipo di stizza e di ira che provano i bambini quando non ottengono ciò che desiderano. Lei oggi è innamorato e di per sè l'amore (la potenza di Eros) è curativo e riesce a renderla più tenero e meno incline a asciarsi andare a impulsi irrazionali . La sua energia in eccesso, ora dovrebbe essere diretta verso l'autonomia totale e l'affrancamento dalla famiglia. Suo padre invecchierà comunque e Lei rispetto a lui ha già vinto , poichè ha ancora molta vita innanzi a sè mentre egli è al tramonto, collerico o meno che sia .
Ci pensi!
Cordialmente.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma