articoli di psicologia della Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino

risposte dello specialista Arcangela AnnaRita Savino

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Sono troppo gelosa

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Gentile Mery, il sentimento di gelosia è un sentimento che si attiva per il timore e per l'ansia di perdere l' "oggetto" d'amore, in una relazione d'amore è il partner. Il senso di perdita attiva uno stato di allerta (ansia) che ti porta come una "vigilante" a controllare le fonti di pericolo (le altre donne) che possono minacciare il rapporto. La paura della perdita attiva anche uno stato di rabbia nei confronti di chi può sottrarti il tuo fidanzato e verso lo stesso tuo uomo che possa cedere ad una terza donna. La gelosia genera instabilità e vulnerabilità e nasce da una insicurezza intapersonale e interpersonale. Ti invito ad approfondire il dialogo con te stessa che gia' saggiamente hai iniziato a fare. Chiediti e cerca interiormente quali possono essere le cause contingenti, passate e remote di questo tuo sentimento. Rifletti sulla relazione di attaccamento con le tue figure genitoriali, fraterne e amicali osserva il rapporto che hai con loro alfine di ottenere ulteriori spunti di analisi e di riflessione che ti aiutino ad attenuare la tua gelosia. Inoltre ti invito a parlare con uno psicologo pera aiutarti meglio nella'approfondire queste tematiche e risolvere i vissuti negativi che provi. Cordiali saluti...

Aiuto cosa fare?

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Gentile Luna, le reazioni di protezione dei tuoi genitori e dei tuoi familiari sono lecite e giustificate dall' evento raccontato. Ti consiglio di rivolgerti al consultorio della tua città per aiutarti a conoscere meglio e ad acquisire maggiore consapevolezza di te stessa. Cordiali saluti...

Sono ossessionata

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Gentile Stefania, la relazione di coppia raccontata è molto delicata, non si può "sviscerarla" in poco tempo. Voglio e posso solo farla riflettere su un aspetto: per otto anni avete avuto una relazione clandenista. La vostra relazione godeva di vivacità e brio nello "sfidare" e "superare" gli ostacoli che si ponevano al vostro rapporto ma che allo stesso tempo costituivano fonte di eccitazione emotiva per entrambi, sopratutto o più per il suo attuale compagno. Se riflette la vostra relazione una volta ufficializzata ha iniziato ad andare in sofferenza. A ciò si sono aggiunti l'essere venuta a conoscenza dei comportamenti del suo uomo improntati alla ricerca dell' "oscuro", di cio' che è nascosto e di situazioni "proibite" dalla norma sociale, come è anche una relazione ufficiale di coppia. Il suo sconcerto e il suo timore sono leciti. La invito a riflettere su com'è nata la vostra conoscenza, poi relazione e di analizzare i comportamenti del suo partner con più obiettività a partire dell'esame dell' inizio del vostro rapporto fino ad oggi. L'amore oltre ad attivare emozioni e sentimenti stimola la difesa ad essi quando captiamo un pericolo o minaccia al rapporto. Ecco lei sente minacciata l'integrità della relazione e di conseguenza dei suoi sentimenti. Rifletta piu' approfonditamente su quanto ho accennato, sulla ricerca da parte del suo partner delle relazioniv"nascoste" e vedrà che riuscirà ad affrontare la situazione con il suo uomo con più coscienza e consapevolezza dello stato di coppia. Le auguro di raggiungere le giuste comprensioni per vivere con più serenità la sua vita attuale. Per ulteriori confronti può scrivermi. Dott.ssa Arcangela Annarita Savino...

Scelta percorso di vita

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Gent.le Carlo, centrale dei suoi vissuti emotivi, che influenzano la sua scelta, è : "l'idea di intraprendere questo percorso mi disturba, mi fa paura, mi fa sentire inadeguato e mi fa credere di non esserne all'altezza". Nel leggere il suo racconto si coglie uno stato di ansia generale che si manifesta più palesemente nel timore della "precarietà economica". Sono io ora a chiederle: "Ha mai avuto consapevolezza della sua ansia? Conosce approfonditamente cosa è l'ansia e come agisce? Ha avuto mai modo di riflettere su come tale emozione abbia influenzato, se ha influenzato, nel passato e ora nel presente la sua vita e le sue scelte?" Riporta: "Ho paura di trovarmi a 34-35 anni , soddisfatto sì, ma senza un soldo, con un lavoro precario e uno stipendio basso", questo è un sintomo di un timore/ansia legata alla precarietà economica che a sua volta stimola inconsciamente la paura di non essere "autosufficienti" ed in grado di "autosostenerti". Pertanto, posso solo che darle uno spunto ad una possibile causa che oggi le impedisce di intraprendere serenamente la scelta fatta, tanto da pensare "si ho paura di non avere soldi ma sarò soddisfatto". Rifletta su cosa la renderà soddisfatto e sereno, il resto lo costruirà. Ho potuto solo rispondere in parte a quanto scritto poichè va indagato e conosciuto più dettagliatamente la sua persona e la sua personalità. La invito a rivolgersi ad un esperto per meglio conoscere se stesso. Cordiali saluti Psicologa-psicoterapeuta Arcangela Anna Rita SAVINO...

Stanca di essere spaventata

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Gentile Rosita, le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicologo-psicoterapeuta esperto dei "Disturbi d'ansia e Fobia" affinchè con i giusti incontri lei impari nell'immediato ad affrontare ed a attenuare i circuiti psicolofisiologici che l'ansia attiva, per poi riuscire a risolverli e/o a gestirli. Già il fatto che lei riconosca di essere ansiosa la aiuta molto ma non è sufficiente. L'ansia è uno stato emozionale che si attiva in situazioni piacevole e/o in situazioni spiacevoli. Ne consegue uno stato di allerta (vigilanza) che attiva e coinvolge il sistema neurofisiologico. Cosa attiva l'ansia, cogliere cosa la provoca richiede un processo di analisi e di "studio" delle situazioni interne ed esterne. E' molto importante che lei arrivi a conoscere bene cosa è l'ansia e come funziona su di lei. Solo un percorso psicologico la può aiutare in questo. Cordiali saluti Psicologa-psicoterapeuta Arcangela AnnaRita SAVINO...

Sono al limite

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Gentile Antonio, mi vien da chiederle cosa è successo dentro se stesso o nella sua vita prima che venisse colpito da patologia prostatica. Riferisce di avere un matrimonio felice e di avere due bambini piccoli, entrambi richiedono responsabilità e impegno. Il lavoro come procede? Oltre alla condizione medica, ha vissuto qualche situazione che lo ha colpito (prima o durante)? Riferisce di essere ansioso sicuramente è un tratto che si manifesta anche in altre situazioni o ambiti della sua vita. La prostata è il simbolo della virilità, della forza e della riproduzione. E' l'organo più rappresentativo dell'essere un uomo vivo. Tale organo simboleggia la motivazione alla vita e allo sforzo che si deve fare per raggiungere un piacere soddisfacente. La prostata è una ghiandola collegata direttamente alla psiche. Ecco Antonio con questi brevi spunti di riflessione vorrei invitarla a farla riflettere su se stesso. Condivido il suggerimento del suo psichiatra nell'aiuto farmacologico che risulta parziale se non unito a quello psicoterapeutico. Si rivolga ad un esperto in psicologia, meglio in psicosomatica, e affronti il problema con lui sono certa che ne trarrà giovamento. Cordiali saluti Psicologa-psicoterapeuta Arcangela AnnaRita Savino...

Violenze

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Gentile Aleinad, desiderandola aiutare nell'immediato, accogliendo la sua richiesta di aiuto, non si può. E' importante prima fare una valutazione attenta della sua personalità. Passo necessario per comprendere a pieno il suo funzionamento psichico. In caso contrario ogni "suggerimento" o "spunto" rischia di non essere  efficace e cio' l'abbatterebbe ancora di più. Pertanto la invito caldamente a rivolgersi ad uno specialista (pubblico o privato) per effettuare una valutazione psicologica. La valutazione psicologica è un'analisi dello stato psichico e il suo funzionamento per mezzo di test psicodiagnostici riconosciuti dalla comunità scientifica. A seguire, lo specialista in psicodiagnostica sarà in grado di darle le risposte che attende e sarà in grado di aiutarla ad affrontare le sue difficoltà. Cordiali saluti. Psicologa-psicoterapeuta Arcangela Anna Rita SAVINO...

Paura della morte

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Gentil.ma Val, la paura di morire è uno stato legato ad una sofferenza interna generata da un conflitto interiore che deve essere individuato, capito e affrontato. La paura di morire e' un sentimento evolutivo che deve essere affrontato adeguatamente. L'ansia interna, l'angoscia di perdere l'immagine di se, attiva la paura di morte e di perdita di noi stessi. Ti invito a parlarne con uno psicologo che ti aiuti a capire e ad esplorarti per evolververti verso una crescita maturativa interiore. Cordiali saluti Arcangela AnnaRita Savino Psicologa-Psicoterapeuta...

Risultato inaspettato: bimbo non ha mai frequentato l'asilo

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Sig.ra Alessia, innanzitutto complimenti per i risultati che racconta di aver raggiunto. La crescita sana di un bambino non è dettato dal luogo fisico in cui è inserito ma dal rapporto che l'adulto instaura con il bambino. Non si può generalizzare sull'adeguatezza dei luoghi si deve porre l'attenzione sulla relazione. Infatti si parla in psicologia di ambienti accudenti. L'ambiente è primariamente lo spazio mentale collocato in un ambiente fisico (scuola, asilo nido, casa di origine, casa dei nonni.....). A questo si aggiunge la variabilità individuale di ogni bambino. La crescita sana di un bambino non è dettato dal luogo ma dalle relazioni soddisfacenti che il bambino interiorizza e permettono ad esso uno sviluppo equilibrato dell'Io. Alla sua esperienza le posso porre la mia. Vanto un'esperienza ventennale come coordinatrice di asilo nido e scuola dell'infanzia. Ho sempre scelto di offrire un servizio che rispetti l'unicità di ogni bambino costruendo spazi accudenti a partire dal numero dei bambini presenti in una sezione (presenze inferiori rispetto alla normativa). Questo garantisce una migliore relazione e capacita' dell'adulto di corrispondere ai bisogni del bambino costituendone una protezione. Osservati i bambini nella loro crescita siamo stati pronti ad intervenire la dove i genitori non coglievano alcune difficoltà e su di noi una supervisione di psicologi esperti-oltre a me(che sono interna). Questo ha permesso una buona guida alla crescita del bambino monitorata da noi fino alla seconda elementare con progetti specifici. Risottolineo è lo spazio psucologico sicuro che favorisce lo sviluppo del bambino. Spero di essere stata esaudiente nella risposta. Cordiali saluti...

Un ragazzo per amico

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Gentile Irma, mi pare di capire dalle tue parole "voglio essere sua amica" una volontà a volerti prendere la responsabilità della "vita" del tuo "amico". E' importante definire i rapporti in relazione ai tempi di conoscenza, in relazione agli eventi condivisi insieme e a ciò che si vuole vivere. Colgo un po' di ambiguità tra ciò che tu desideri e ciò che desidera il tuo "amico". Poniti una domanda da quanto tempo conosco questa persona? Cosa abbiamo condiviso insieme? Che rapporto si sta costruendo? Le conoscenze virtuali possono essere degli spunti, dei "luoghi virtuali" ma vanno riportati nella realtà nei "luoghi reali" dove la conoscenza e il contatto diretto visivo attiva altri canali sensoriali che aiuta a conoscere meglio chi abbiamo di fronte e cogliere aspetti che nel virtuale non si hanno. La conoscenza virtuale si attiva ed e' condotta dalla percezione immaginativa non sempre veritiera. Le percezioni vanno verificate. Il mio consiglio è verifica tutto quello sopra scritto, prenditi tempo nella conoscenza prima di prenderti responsabilità umane, psicologiche e morali che non ti competono. Buonagiornata Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino...

Forte gelosia per la sua ex

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Gent.ma Milla, ci sono molti punti della sua lettera da prendere in considerazione. Il primo che mi balza agli occhi è come l'unico sentimento che lei esprime nei confronti del suo fidanzato sia la gelosia mentre riporta molto bene i sentimenti che lui nutre per lei. Il secondo punto è lei continua (dopo circa cinque anni) ad osservare e a citare nei vostri dialoghi i comportamenti immaturi di lei (ma lei sta mostrando la stessa immaturita' indice di un conflitto psichico). Il sentimento della gelosia non è segno esclusivo e inderogabile di un sentimento d'amore, tanto da indurre ad un pensiero ingenuo gelosia -amore che cosi' non e'. un sentimento di gelosia protratto nel tempo e soprattutto non motivato, mi pare di capire, da fattori esterni (riporta che il suo fidanzato non le da adito di dubitare) ha origine interna. pertanto la invito a riflettere su se stessa, a cercare la causa interna di questa sua sofferenza, che ha origine a livello intrapsichico e si esprime nell'interpersonale (ossia con l'altro). Il terzo punto e' una domanda che rivolgo a lei: quanto sta riproponendo ora lo stesso comportamento di inerzia, tanto da pensare ho paura di arrivare a lasciarlo? spero di esserle stata di aiuto. sono disponibile per ulteriori confronti. Dott. ARCANGELA ANNARITA SAVINO tel. 3498194318...

Sessodipendenza e dipendenza dal cybersesso

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GENT.LE EUGENIO, IL PROBLEMA DA LEI ESPOSTO NON Può TROVARE QUI UN CONSIGLIO CHE POSSA MIGLIORARE E RISOLVERE QUESTA SITUAZIONE. lE CONSIGLIO DI RIVOLGERSI AI SERVIZI TERRITORIALI DELLA SUA Città, ad es. L'ASL, CHE HA SERVIZI DI PSICOLOGIA o cerchi se vi sono associazioni vicino a tutela dalla dipendenza. il SESSO ONLINE (VIRTUALE E/O PORNO) è una dipendenza molto forte perché attiva canali psichici e organici molto stimolanti che la semplice volonta' non riesce a contrastare e ad abbattere. Il sesso virtuale stimola fortemente il desiderio. il desiderio è un motore del nostro comportamento, è uno stato di affezione dell'io che muove e direziona le nostre volonta' e bisogni verso un qualcosa in cui può trovare la realizzazione e la soddisfazione. ad esempio il desiderio di voler giungere tra i primi cinque posti in una maratona mi dara' la spinta a direzionare le mie energie e volontà verso la partecipazione alla gara podistica motivando all'allenamento costante attivando e alimentando il circuito della preparazione sportiva . DIETRO A TALE DISTURBO SI NASCONDE UN ALTRO DI TIPO EMOTIVO, LA DEPRESSIONE o stati depressivi. si chieda con più consapevolezza quando e perchè ha iniziato ad approcciarsi a queste esperienza, ripetuta fino a diventare dipedenza. si chieda come si viveva insieme agli altri ancor prima che iniziasse questa attivita'. Rifletta se vi è stato un evento particolare o un disagio prima che l'ha spinta ad approcciarsi al sesso cibernetico. la situazione di oggi e' un circolo vizioso che può iniziare ad ostacolare intraprendendo un percorso psicologico sia esso individuale o di gruppo. cordiali saluti. dott.ssa arcangela annarita savino...

Infedelta'

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Gent.le Signora, provi a riconquistare suo marito! Consapevole della situazione difficile in cui la vostra relazione si trova, consapevole dell'atteggiamento distante che suo marito mostra nei suoi confronti, consapevole di ciò che Lei prova per suo marito, consapevole di ciò che lui ha vissuto EMOTIVAMENTE prima di LEI e consapevole della sua volontà nel voler vivere il suo nucleo famigliare RICONQUISTI SUO MARITO. Un rapporto di coppia molto spesso non è privo di tradimenti o di altre conoscenze esterne alla coppia (no sto qui a descrivere il perché questo accade perché è singolare ad ogni coppia) ma il filo che guida i comportamenti soggettivi in una relazione è la volontà di entrambi di condividere ancora uno spazio e dei momenti, entrambi lo volete. Suo marito dice che non vuole andare via perché gli mancherebbero i figli e le abitudini ma in tutto questo c'è anche lei e Lei vuole continuare a vivere la sua famiglia. Quando desideriamo fortemente un "qualcosa", in questo caso la relazione coniugale, la famiglia, e siamo consapevoli di quanto arduo possa essere l'impresa ci attiviamo affinché riusciamo a raggiungere l'obiettivo che possa avere possibili esiti negativi o ancor meglio positivi. Suo marito implicitamente, nei vostri colloqui, le dice "come ti ho sopportato io per sette anni ora sopportami tu". In questa frase c'è un mondo che non ho la pretesa di descrivere in questo contesto ma Lei può usare questa frase e questa richiesta nel miglior modo possibile:RICONQUISTANDOLO Chiarisca con se stessa cosa veramente desidera per Lei. Comprenda cosa può fare e cosa vuole fare per suo marito e adotti un atteggiamento sereno difronte ad una situazione delicata sapendo che le recriminazioni su comportamenti avuti non beneficia la coppia. Cordialmente D.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Mi sento una fallita e non faccio nulla

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Cara F, mettiamo un po' di ordine. Metta un po' di ordine a tutte queste emozioni che già possedeva prima di sposarsi, alcune evidenti altre nascoste come il fuoco sotto la cenere che al cambiamento di vita sono emerse più forti e più intense tanto da farla sentire disorientata e bloccata. I cambiamenti di vita comportano ulteriori responsabilità non solo operative (prendersi cura del marito, della casa fino ad arrivare ai figli) ma responsabilità legate al ruolo: di figlia, di studentessa, di moglie e ci aggiunge per il futuro di lavoratrice. Sta caricando troppo su di se stessa come, molto probabilmente, caricava la sua famiglia su di lei per le varie difficoltà, come accenato, incontrate. Il senso di colpa di aver lasciato o "abbandonato" i suoi genitori insieme alla stessa emozione di non riuscire a fare gli esami la fa sentire una nullità. Si accusa di non essere stata brava e di non essere stata capace di aiutare i suoi genitori e di terminare gli esami a cui si aggiunge la gestione della casa. Comprendo che la situazione le sembra pesante molto pesante.........MA IO LE DO UN CONSIGLIO PRATICO...........il senso di colpa che nutre per i suoi genitori sono legate alle emozioni del distacco. Il distacco è un processo molto lento che richiede molto tempo. Può essere di aiuto, se, se la sente, ai suoi genitori anche se non è fisicamente vicino a loro. Anzi l'essere fuori può aiutarla con il tempo a guardare con più oggettività la sua realtà familiare e i suoi genitori. Nel frattempo si faccia un piano giornaliero delle cose da fare che vanno dalle faccende domestiche, alla spesa, al sentire i suoi e le sue amiche, al pagamento delle bollette, allo studio e agli impegni con suo marito. Si faccia un piano operativivo giornaliero e poi settimanale. Le emozioni di dolore descritte sopra la accompagneranno per un po' di tempo ma lei dia ad ogni ruolo un compito ordinato fino a quando questa agitazione non si calma. Resto a disposizione per ulteriori indicazioni. La crescita segue una strada che dobbiamo imparare a conoscere. Cordiali saluti...

Sinceritá a 360 gradi in una coppia?

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Buonasera Sig.ra Laura, qual'è la sua preoccupazione? Quale timore nasconde dietro la "non sincerità" di fatti riguardanti amici di suo marito? Dia voce alle sue preoccupazioni e timori e ci riscrivao se vuole mi contatti. Cordiali saluti D.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO...

Problemi con la mia fidanzata

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Caro Scotty, non ti far prendere da false idee sul tuo destino. Quello che sicuramente mi colpisce della tua richiesta di aiuto è la tua percezione di debolezza nella tua vita "sento che ogni cosa poggi su fondamenta per nulla solide". Crescere ci porta a formarci per raggiungere un equilibrio psico-emotivo che ci permetta di vivere, affrontando ogni situazione avendo la capacità di individuare o midificare i nostri comportamenti per raggiungere un obiettivo. Rivolgi la tua attenzione più verso di te, verso il tuo essere e inizia a capire cosa vuoi raggiungere nella tua vita e soprattutto come vuoi essere con te e con l'altro. Non ti far prendere dall'ansia e dall'agitazione che l'altro o le situazioni possono provocare e pensa a Te a chi vuoi essere e troverai la strada. FIDATI DI TE :-) Cordiali saluti...

Ragazzo di 15 anni con profilo in chat al femminile

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Gentile Sig.r Daniela, la sua preoccupazione è più che lecita. Le azioni adottate da suo figlio tenderebbero a direzionare verso un disagio psicologico della sua identità sia sessuale e sociale. Le consiglio di osservare il comportamento di suo figlio con più consapevolezza. Ha amici? Si mostra più introverso, tenendo conto del suo temperamento o carattere (per farmi comprendere). Le consiglio di affrontare delicatamente l'argomento con suo figlio e di rivolgersi ad un collega. All'inizio l'imbarazzo sarà alto da parte di entrambi, suo figlio potrà ad impatto chiudersi e non voler parlare ma lei segua il suo istinto ogni mamma ce l'ha facendo attenzione alla sua ansia. Ogni figlio/a desidera essere compresi e accettati dai propri genitori soprattutto nelle loro difficoltà o problematiche. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela AR. SAVINO...

Soffro di anginofobia

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Gent.le Sidonia, il suo disturbo è un disturbo d'ansia. Il timore, la paura nei confronti del cibo è sintomo di un disagio psicologico che richiede un adeguato inquadramento. Ha offerto poche informazioni. La psicologia o la soluzione a disagi, seppur momentanei, non avviene con un colpo di bacchetta. La mente, la psiche è come il corpo ha la stessa complessità e richiede lo stesso iter di studio per una diagnos e cura. Suggerisco di o riscrivere più dettagliatamente le informazioni o, ancor, meglio si rivolga ad un centro per i disturbi alimentari o ad un collega. Cordialmente, Dott.Arcangela Annarita SAVINO...

Omosessualità: come capire cosa prova?

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Gent.le Gabriele, prima di capire lui cosa prova per Te, devi chiederti io cosa voglio per me. Voglio esprimergli i miei sentimenti? Voglio avere chiarezza di questa situazione? Contribuiamo anche noi all'ambiguità nei rapporti rendendo confusi i sentimenti e tu lo hai descritto molto bene. La paura di perdere qualcuno a cui si tiene o per cui si prova un emozione o affetto crea relazioni torbide generando attesa. Attesa che qualcosa si definisca, che qualcuno faccia ciò che desideriamo o che qualcuno risolvi o sciolaga il nodo. Ma tutto questo siamo noi. Noi dobbiamo scegliere e decidere cosa è meglio per noi. Sicuramente si soffrirà ma si godrà della chiarezza raggiunta....

Lui ha paura di stare con me

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Cara Marley, l'unica cosa che può fare è vivere questa relazione fino a quando lo desidera seguendo gli eventi. Molto spesso vogliamo delle risposte/certezze in anticipo rispetto ai tempi. Viva la relazione con spensieratezza è anche ciò che desidera il suo partner. Si dia tempo e si viva il tempo godendo dei bei momenti insieme. Cordialmente Arcangela AnnaRita Savino...

I demoni : Dentro e fuori di me

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Caro Daniele, inizio con il volerti dire che il dolore e la vergogna che porti dentro sono immensi che con la tua sensibilità e soprattutto con il tuo istinto di vita (come diceva Freud) sei riuscito a "contenere" ma ora inizi a percepirne di più la debolezza. Caro Daniele, ti riporto un costrutto teorico, che si addice anche a te, al tuo caso: le vittime di violenza o abuso sessuale sviluppano sentimenti di colpa, di vergogna, di autoaccuse per aver provocato quella situazione o per non aver fatto nulla per impedirla. La tua situazione psicologica ed emotiva è complessa e soprattutto ha bisogno di essere aiutata e supportata. Ti suggerisco di cercare nei pressi della tua zona un centro o un'associazione specializzata su violenze e abusi sessuali e psicologiche. Ma mi chiedo perché resti lì? Per CHI resti? Perché non pensi di direzionare la tua vita fuori dall'ambiente familiare che ti ha dato la vita ma perdona, la mia durezza, te la sta togliendo. Guarda tuo fratello cosa ha fatto ha direzionato fuori le sue energie per trovare se stesso o tutelare se stesso. Tu hai ancora una forte energia positiva psichica che ti protegge e ti spinge verso la vita, allora segui il tuo istinto di vita e il tuo desiderio di rinascita. Fai di più di quello che hai fatto ora scrivendo una lettera, gesto per te tempo fa impensabile ma poi il tuo IO ha iniziato a suggerirti di scrivere una lettera per iniziare a buttare fuori quello che hai dentro. Ecco ci sei riuscito ma PUOI fare di più. Ne hai tutte le capacità intelletive. Allora cerca un lavoro fuori casa fuori da quell'ambiente familiare e in contemporanea intraprendi un percorso psicologico strutturato. L'amore arriverà. Credere di restare per affrontare e combattere è un pensiero magico che favorisce un circuito psicologico che ha solo l'unico risultato di bloccare e annullarTi. I miei consigli sono due cerca un centro o un'associazione che si occupa di vittime di abuso e l'altro cerca un lavoro fuori casa. Pensa a te, solo a te!! :-) :-) Resto a disposizione se vorrai rivolgermi una domanda. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Futuro

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Gentile Anonima, Io le consiglio, prima di tutto di rivolgersi ad un centro di indagine e valutazione del suo stile di apprendimento. Questo le permetterebbe di avere una risposta chiara delle difficoltà a cui accenna, permettendo di direzionare meglio le sue scelte e soprattutto di non "abbandonare" i suoi desideri ma di guidarli verso la loro espressione. Oppure cerchi dei Centri di Orientamento alla Formazione professionale e scolastica (dovrebbero usare strumenti di indagine per rilevare attitudini). Metta su un motore di ricerca questa voce e le si aprirà un mondo. Buona fortuna! Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO...

La giusta psicoterapia

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Gent.le Azzurra, La ringrazio per il suo quesito posto con molto garbo. Sarò molto sincera e cercherò di guidarla verso un ulteriore riflessione che la possa aiutare. Lei sta percependo, in questo punto del suo cammino terapeutico, un bisogno di fermarsi per capire dove sta andando e soprattutto se sta raggiungendo i suoi obiettivi. Molto spesso, quando intraprendiamo un lavoro impegnativo che ci porta a tenere la testa "bassa", perché concentrata e intenta a perseguire un cammino, non sappiamo dove siamo giunti se non facciamo un "pit stop" o una pausa che ci permetta di fermarci alzare la testa, osservare tutto quello che abbiamo fatto fin a quel momento. Questo momento coincide con la verifica, che include anche il confronto. La verifica è una fase o un punto del processo di lavoro molto importante per delineare i passi successivi da fare. È un momento di grande consapevolezza psicologica. Ecco credo che Le sia giunta o stia giungendo a questo punto. Tradotto nella sua richiesta prima di "scegliere" o "individuare" un'altra psicoterapia si fermi un'istante per verificare cosa ha raggiunto e cosa non ha ancora raggiunto questo soprattutto la aiuterà a capire con chi lo vorrà raggiungere. Esprima alla sua terapeuta il suo bisogno di fermarsi, di prendere una pausa (sempre se quello che le ho suggerito lo ritiene utile) per capire o meglio per "coscientizzare" quello che il suo Io le sta dicendo e solo successivamente scelga se continuare con lo stesso approccio o cercarne altri (in questo potrebbe anche aiutarla la sua analista o si affidi al suo senso di ricerca). Buona Fortuna e soprattutto Buon Cammino Quando vuole sono a sua disposizione. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO Bari...

disperazione

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Gentile Sig. ra Laura, Si deve rivolgere solo ad un Avvocato (esperto in amministrazione e in civile) che l'aiuti a fare ordine nella gestione o divisione dell'attività o alla scissione dal suo compagno. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Non trovo uno scopo nella vita

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Gentile Giovanni, Lo so che quello che Ti sto per dire, forse non ti piacerà molto, ma Ti consiglio di rivolgere, la stessa domanda che hai scritto per Noi psicologi, identica, ai tuoi genitori o chi si prende cura di Te (e il caso di minori che hanno.genitori). Hai descritto con molta chiarezza e bravura il tuo attuale problema. So quanto può essere imbarazzante e difficile, soprattutto nel periodo dell'adolescenza, parlare con i propri genitori(o di chi ne fa le veci) ma è la prima strada da intraprendere. Parla con loro, esprimi a loro il tuo disagio chiedi loro di voler incontrare o parlare con un psicologo/a. La seconda strada è individua un parente (zio, zia, cugino più grande di te e simili) che ti possano aiutare e guidare nel'affrontare e risolvere il tuo quesito/problema. Parlare con i tuoi o con chi ti sta vicino è il primo passo che farai per affrontare il problema. In bocca al lupo Dott.ssa Arcangela Annarita Savino...

Ho paura di diventare anoressica

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Ciao Maia, innanzitutto complimenti per aver fatto l'analisi del tuo comportamento alimentare e per aver espresso il tuo disagio emotivo. Cara Maia, la richiesta di aiuto che rivolgi a noi, perché vuoi essere aiutata, è segno di amore per te stessa. È opportuno che tu la rivolga ai tuoi genitori le stesse parole (a tua madre o a tuo padre), insieme potete rivolgervi, in prima istanza o al tuo medico, che a sua volta potrà indirizzarvi verso un centro di disturbi alimentari, o cercare direttamente un centro specializzato suddetto. La tua minore età richiede il coinvolgimento dei tuoi genitori sia per legge che per età di sviluppo. L'adolescenza è un'età molto delicata e particolare dove ci si sente piccoli, per le difficoltà o i disagi, che a volte, comporta, e grandi per il volerli affrontare da sola. La VERITÀ è che quando si ha un problema di salute, sia psicologico o fisico, dobbiamo chiedere aiuto alle persone che ci sono vicine le quali possono sostenerci e guidarci verso la soluzione di un problema. Posso immaginare che a volte, specie, ma non solo, alla tua età i conflitti con i genitori, le chiusure verso i propri familiari mixate con sentimenti di rabbia, paura possono spingere i ragazzi ad evitare il problema o a cercare fuori dal contesto casa. Ecco Maia tu stai avendo la forza di affrontare il tuo disagio che da sola non puoi risolvere se non supportata e aiutata dai tuoi genitori e da esperti di disturbi alimentari. Il consiglio PIÙ opportuno che posso darTi è fai un passo in più, parla con tua madre e dille di rivolervi a un dottore specialista in psicologia (iniziando a chiedere al vostro medico di base) sottolineandole che non puoi o potete farcela, almeno all'inizio, da sole. Parla con i Tuoi. Supera le resistenze, che potrebbero esserci dentro di te e fuori, ossia intorno a te, e vai diritta a cercare uno specialista con l'aiuto dei tuoi genitori. Hai tutte le capacità per poterlo fare lo si evince dal modo in cui scrivi. Buona fortuna Maia! Cordialmente, Dott. Arcangela AnnaRita Savino Bari...

È solo questione di ansia?

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Salve gent.le Gaia, quello che lei descrive si definisce "derealizzazione" ed è un sintomo legato al panico, all'umore e/o alla psicosi. La derealizzazione si sviluppa anche in caso di pensieri riccorenti (ossessivi). Prenda in considerazione l'idea di contattare uno psicologo al fine di aiutarla ad inquadrare meglio i sintomi che descrive e comprenderne l'origine al fine di affrontare il problema e risolverlo. Resto a sua disposizione se desidera porre ulteriori domande. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO Bari....

È tutta ansia?

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Cara Sara, quello che descrivi rientra in un disturbo d'ansia. Ahimè non sempre da soli si riesce a mandare via l'ansia pur sapendo che la causa è quella. È necessario un inquadramento psicologico per comprendere l'origine e quali comportamenti internalizzati la favoriscono. Purtroppo non posso offrirti altre risposte. La psicoterapia è riconosciuta come essere efficace nel trattamento e risoluzione di tale disturbo. Ti invito a cercare uno psicologo che ti aiuti ad affrontare il tuo problema....

Delusione e autostima

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Gentile Katia, l'unico mezzo che ha per ottimizzare il tempo di ripresa è osservare il suo comportamento. Da quello che scrive ha ripetute delusioni sui ritorni emotivi delle sue scelte. Analizzi cosa la spinge a prendere scelte che poi la deludono. L'aspettativa, come indicava il mio collega, è un aspetto psichico che muove e determina il suo comportamento ma le aggiungo un altro spunto di riflessione il DESIDERIO e il BISOGNO. Rifletta su questi due suoi motori interni che attivano il comportamento umano. Resto a disposizione per ulteriori domande. Cordialmente Dott. Arcangela AnnaRita SAVINO Bari...

Difficoltà a relazionarsi con l'altro sesso

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Gentile Giulia, la nostra capacità di relazionarci all'altro e di instaurare un rapporto con l'altro nasce nasce dalla nostra capacità emotiva di "affidarci" all'altro e ha origine dall'attaccamento madre-figlio. Inoltre, leggendo la tua lettera, si evince che hai interiorizzato, sin da piccola, un modello di relazione distanziante. Questo modello, trasmesso dai tuoi genitori, sebbene ha avuto, al tempo, l'obiettivo di difenderti dall'altro al contempo ti ha bloccato nell'esplorazione dell'Altro, ossia tutto ciò che è oltre Te inibendoti nelle relazioni. L'attaccamento che sviluppiamo attraverso la relazione materna, in primis, e genitoriale ha lo scopo di sviluppare la fiducia in noi stessi come "oggetto" d'amore e nell'altro come persona da amare e proteggere. Con l'evoluzione la relazione con i pari è la prima esperienza, fuori dal contesto familiare, che ci fa sperimentare e vivere gli Altri e permette di fare esperienza di essere noi promotori e attivatori di amore o di bene verso l'altro che con la crescita evolve anche verso un rapporto con un ragazzo (come nel caso tuo). Rifletti sulla tua capacità emotiva di affidarti all'altro. Soffermati su quanto risposto e cogli eventuali spunti che ti possono permettere di sperimentare di andare oltre TE STESSA! Resto a disposizione per ulteriori domande. Cordialmente Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Bari...

Panico nell'acqua alta

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Gentile Katia, è una fobia e come tutte le fobie va affrontata aiuti e con un trattamento terapeutico che la aiuti a stare in acquatr. Cordialmente Arcangela AnnaRita Savino...

Ansia e paura

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Caro Giuseppe, il tuo senso di responsabilità verso tua madre è alto se no altissimo e questo è una delle cause attuali che ti crea sofferenza emotiva. La crescita personale comporta la spinta alla autorealizzazione. Il conflitto interiore tra la realizzazione di se stessi è inevitabile che entri in "conflitto" con le richieste dell'ambiente in cui si è cresciuti. Questa evoluzione può essere ancor più difficile se noi ci percepiamo e ci viviamo e ci giudichiamo deboli tanto da aver bisogno dell'altro (nel tuo caso tua madre). Il rapporto madre-figlio può favorire o ostacolare la crescita di entrambi ed essere, così, pronti o meno ad affrontare i cambiamenti. Il mio consiglio? Leggiti attentamente queste parole, ti fermi un attimo su te stesso, ti chiedi COSA VOGLIO PER ME? COME MI DEFINISCO? COSA POSSO FARE PER REALIZZARE CIÒ CHE DESIDERO PER ME? SE RESTO COSÌ NEL TEMPO SARÒ IN GRADO DI AIUTARE ME E CHI È INTORNO A ME? P.S. pur se tra un figlio e una madre c'è un rapporto stretto o tra un figlio e i suoi genitori o fratelli non sempre si può essere in grado o pronti ad aiutarli. Questo è un limite che si deve accettare. Questa consapevolezza comporta dolore ma spinge il nostro Io ad andare avanti per crescere alla ricerca del potenziamento. Resto a disposizione Cordialmente, Dott.ssa Arcangela.Annarita Savino Bari...

23 anni di differenza...io 42 lei 19

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Gent.le Richy, le sue preoccupazioni per la differenza di età sono legittime ma come avete entrambi risposto vivete il rapporto e questa conoscenza senza limiti e pregiudizi seguendo i vostri desideri e sentimenti. La vostra relazione attraverserà col tempo un'altra fase più matura rispetto a quella dell'innamoramento in cui siete ora e solo allora potrete affrontare tutto quello che vi si presenterà e valutare insieme, secondo i vostri sentimenti, come procedere in questo rapporto. Cordialmente, dott. Arcangela.Annarita SAVINO Bari...

Non capisco perché non risponde?

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Gentile Signora L'ora, non chieda a noi risposte sul perché non risponde ma sollecitate il pediatra alla vostra preoccupazione e cercate un neuropsichiatria infantile o rivolgetevi all'ospedale pediatrico di zona per una valutazione specifica. Le sue indicazioni sono parziali alle quali vanno aggiunte altre domande sullo sviluppo psicomotorio. Il mio più caro consiglio è far visitare il bambino da un neuropsichiatria infantile. Se desidera posso aiutarla ad offrire dei centri specializzati sull'età evolutiva in zona o fuori ma mi deve indicare la sua provincia, può scrivermi in privato. Cordialmente Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Bari...

Come migliorare i miei rapporti sessuali?

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Gent.le Giulio, nel volerti aiutare dovresti offrire più informazioni come ad esempio: quanti anni hai, in quale momento con precisione inizia la tua difficoltà, in quanto tempo hai risoltoil tuo problema con la ra precedente relazione e tante altre informazioni. Posso solo ipotizzare un'ansia di prestazione la quale si lega all'immagine che hai di te. Valorizza il positivo in te per questo lei ha scelto di frequentarti, vivi le emozioni che lei e i vostri momenti insieme ti danno e rompi piano piano ogni tua resistenza verso te stesso perché è inevitabile che si metta in mezzo generando difficoltà. Se desideri resto a disposizione per ulteriori approfondimenti. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Paura

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Gent.le Vincente, vivere la fine di una relazione importante come la sua comporta dolore, paura della perdita, sentimenti di solitudine e timore per l'ignoto ossia per quello che verrà. Accettare che i sentimenti di sua moglie siano mutati e hanno comportato una separazione è segno di alta maturità. Il mio consiglio nel come affrontare questo cambiamento è: viva le emozioni che accompagnano questo momento di rottura, viva le belle emozioni che questa relazione le ha donato come i suoi 3 figli e tanto altro ancora, e conservi i bei ricordi della sua storia d'amore. Piano piano comprendera' sempre di più la fine del suo matrimonio e nel contempo si dia l'obiettivo di impegnarsi ad accettare quello che gli è accaduto avendo fiducia in lei e in quello che di bello può ancora realizzare. Cordialmente Dott. Arcangela AnnaRita SAVINO Bari...

Mi sento "sbagliata"

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Gent.le Laura, Le consiglio di intraprendere un cammino psicoterapico per affrontare e risolvere lo stato depressivo che si porta dentro. Alcuni stati psicologici richiedono l'intervento e l'aiuto di un esperto. La motivazione che impiega nel rialzarsi la direzioni anche verso la scelta di intraprendere un percorso di psicoterapia. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Ricompattare la coppia

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Gent.le Pasquale, i rapporti vanno rinegoziati se i sentimenti nella coppia mutano. Osservi e analizzi quali sono i margini di cambiamento del rapporto, accetti quello che è lo stato affettivo e riconverta i propri sentimenti verso un rapporto seppur diverso ma più saldo e forte....

Quant'è grande il ponte tra depressione e tristezza?

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Caro K, scegliendo di scrivere qui credo che lei abbia già deciso di rivolgersi ad uno Psicologo/a ma mostra ancora con sé stesso delle resistenze. Segua il suo istinto o intuito E viva l'esperienza di un percorso psicologico che.gli permetterà di conoscersi rispettando i suoi tratti di introversione e comprendendo meglio come riconoscere l'isolamento e soprattutto se è desiderato. Resto a disposizione per ulteriori quesiti. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita Savino Bari...

Anni di tira e molla: resti incinta e vuole solo la figlia!

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Gent.le Mik, non si può risposndere alla sua domanda sul perché lui si comporta così è molto più importante e utile domandarle Lei come sta? Come si sente in questa gravidanza? Come si vive? La gravidanza l'ha desiderata? Esprima le sue paure e preoccupazioni sul suo nuovo stato e trovi i punti forza su cui costruire il futuro insieme a sua figlia e qualora fosse necessario di un supporto o sostegno psicologico non si tiri indietro a contattare un esperto che possa rafforzare le sue motivazioni. Affrontare e ridurre le sue ansie per un rapporto universalmente splendido, come quello tra madre e figlia è prioritario in questo momento della sua vita, contando e avvalendosi dei suoi affetti più cari. Se volesse porgermi altre domande non esiti a contattarmi. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Ho bisogno di aiuto

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Gent.le Rosa, la sua domanda necessita di un inquadramento clinico preciso. Dalla mia esperienza gli attacchi di panico si manifestano quando c'è una negazione o soppressione di un desiderio o bisogno. Gli attacchi di panico hanno una risoluzione ma è necessario un lavoro psicologico con un esperto per individuare i fattori scatenanti. Se desidera mi può contattare se sente che posso esserle di aiuto. Cordialmente Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO Bari...

Sempre triste

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Gent.le Cira, è chiaro che sei in uno stato di crisi profonda e di esaurimento delle tue energie. Emerge dal tuo racconto uno stato depressivo che è opportuno affrontare. Descrivi un cambiamento di qualità di vita di ora rispetto a prima. Rilevi oggi caratteristiche dei tuoi familiari e i loro comportamenti che ti infastidiscono e ti appesanticono altrettanto leggi il mondo delle tue amicizie e la relazione con il tuo fidanzato con occhi e "criticità" prima per te "nascoste". Allora Ti chiedo cosa è cambiata in questa realtà tutti Loro o Tu? Eventi di salute, come qualsiasi altro evento, slatentizzano uno stato apparente di quiete su di cui hai costruito una realtà che tu stessa definisci fantastica e che hai chiuso in soffitta. È giunto il momento in cui devi ripartire da te stessa, negandoti e rifiutandoti non ti direzioni verso il percorso giusto quello di guarigione il cui capolinea è il BENESSERE. Il mio consiglio devi partire da te stessa magari cercando aiuto di un esperto. Noi esseri umani siamo in continuo cambiamento e mutamendo fin quando non siamo certi di aver raggiunto un forte equilibrio interiore. Buon lavoro. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO...

Amore finito o no?

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Cara Federica, una soluzione c'è: pensa a te stessa; pensa ad organizzare la tua vita; pensa e realizza i tuoi obiettivi. Hai raccontato gli obiettivi e le difficoltà che il tuo ragazzo incontra nel costruire il suo presente e il suo futuro? TU???? Tu cosa stai facendo???? Hai solo espresso la volontà di ciò che lui deve fare per la vostra storia e tu cosa stai facendo per la vostra relazione. Molto spesso si desidera dall'altro quello che pensiamo di non riuscire ad ottenere per noi stessi. Pertanto affronta la tua profonda insicurezza e inizia a scrivere i punti che vuoi raggiungere per te stessa e vedrai che sarai in grado di vivere la tua relazione con più equilibrio e meno pretese. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO Bari...

Soffro di dipendenza affettiva?

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Gent.le Serena, il tuo Io ti ha indicato lo stato affettivo (di dipendenza) in cui ti trovi. "Cosa fare adesso"? I rapporti vanno vissuti fino a quando ci arricchiscono e ci appagano. Quando si percepisce che una relazione inizia a insoddisfarci o non ci appaga allora si deve capire cosa desideriamo per noi e impegnarci a costruirci. Molto spesso ci si riversa nell'altro perché fuggiamo da noi stessi. Il mio consiglio è ascoltati, leggiti dentro e accetta te stessa desiderando di cambiare ciò che non ti piace per una tua crescita personale. Qualora ti rendessi conto di aver bisogno di confrontarti con uno psicologo/a allora non esistare ad intraprendere un percorso psicologico. Se desideri resto a disposizione per ulteriori confronti. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Solitudine, sociofobia, e desiderio di cambiare

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Caro Emanuel, le tue parole trasudano di sensibilità e delicatezza proprio come sei Tu. La tua lettera sebbene lunga chiarisce il tuo stato psicologico. Cosa poterti consigliare? Sicuramente un percorso psicologico ti aiuterebbe molto ma in attesa che tu giunga a questa decisione Ti consiglio di APPREZZARTI molto di più per quello che sei senza pensare alla tua sessualità PERCHÉ ora costituisce per Te un ostacolo. Ti consiglio di ACCETTARTI. Accettarsi è il massimo gesto di amore che possiamo avere verso noi stessi. Ti consiglio di AMARTI e no di rifiutarti e se hai bisogno in questo momento della tua vita di chiedere/ti perdono fallo. La rigidità che usi nei tuoi confronti analizza se è solo generata da te o "ereditata" da uno dei tuoi genitori o familiari. Fermati a pensare come ti vivi in famiglia, come sono i tuoi familiari con te e come tu sei con loro. Vai alla ricerca di un punto di contatto e di comunicazione con i tuoi genitori o con uno dei due. Vai alla ricerca di Te stesso non pensando alla tua sessualità ma A CHI SEI E A CHI VORRAI ESSERE. ATTENZIONE!!! Non dico o non intendo di negare la tua sessualità quella è chiara per te. Intendo sottolineare e invitarti a spostare l'attenzione dal sesso al tuo essere che si completa nella tua sessualità!!!! Se ti sono stata di aiuto non esitare a scrivermi resto a disposizione. Cordialmente, Dott.Arcangela AnnaRita Savino...

Non riesco più a studiare

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Gent.le Federica, non so la tua età, ma tu sai bene che questo è un sito per maggiorenni, intanto ti chiedo se ne hai parlato con i tuoi? Puoi suggerire una valutazione dello stile di apprendimento presso dei centri specializzati. Cerca su un motore di internet nella tua zona centri o studi che facciano valutazione sull'apprendimento. Posso dirti che una valutazione completa indaga non solo le abilità specifiche nelle discipline scolastiche ma anche il proprio comportamento nella gestione e uso dell'apprendimento analizzando le emozioni, la motivazione e le strategie che usi. Dopo un'accurata valutazione con l'aiuto dell'esperto psicologo/a otterrete un quadro chiaro della tua situazione. Cordialmente Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO...

E' possibile curare l'ansia con l'ipnosi?

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Gent.le Luigi, l'ipnosi è un fenomeno che permette di influire sul fisico e sullo psicologico. L'ansia è uno stato emotivo psicofisiologico PERTANTO può l'ipnosi modificare questo stato, ma come ogni intervento la riuscita positiva dipende da molte variabili. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

non riesco piu a uscire da questa situazione

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Gentile Federica, prima di "corteggiare" lui La invito a chiarire i suoi sentimenti con il suo attuale ragazzo così potrà successivamente vivere liberamente un'altra situazione sia pure questa che ha descritto. Cordialmente, Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Deontologia

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Gentile Alice, il codice deontologico si riferisce allo specialista è un codice etico-giuridico. Se lei sente il bisogno di essere più conosciuta o di farsi conoscere lo esprima al suo psicologo invitandolo a visionare io suo blog dal canto suo lo specialista deciderà la cosa più opportuna da fare. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Ho un peso sullo stomaco, la mia sessualità

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Gent.le Martina, sai bene che puoi porre una domanda se sei maggiorenni. L'identità sessuale è un processo dimensionale lo stesso Freud riferiva nello sviluppo di ogni essere umano dell'identità sessuale una fase iniziale di omosessualità. Lui riferiva un passaggio evolutivo verso la scelta ultima e definitiva della sessualità (etero o omo) Pertanto l'invito che posso farti e leggere le parole riportate in questa risposta e avvicinale al tuo sentire interno e troverai la tu risposta. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Timidezza

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Ciao Jessica, Secondo te la tua timidezza da dove nasce? O meglio " cosa ti fa essere timida"? Se ti fermi un attimo e pensassi: "Se io non avessi............sarei sicuramente più timida!" Fai un altro esercizio: proiettati la tua immagine su uno schermo, su un muro, insomma proietta la tua immagine fuori di te opposta a come ti vivi e ti vedi ora vai alla ricerca del fattore X, ossia di quelle caratteristiche che rendono sicura, versatile, gioviale, sorridente e spassionata quella tua immagine fuori. Soffermati a vedere cosa lei ha (che sei sempre tu...

Onicofagia e altri "vizi" (mordicchiare vestiti) in bambino di 9 anni

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Gent.le Sig. ra Rita, Le consiglio un colloquio con un/a psic9ogo/a per inquadrare meglio il caso. Per poter rispondere si deve fare un quadro del suo neurosviluppo per rispondere al meglio alla dua domanda e rispondere al problema che mistra suo figlio. Mi chiedo la stessa azione del mordere nasce come tale o inizia con il "ciucciare" o succhiare gli estremi delle robe per poi arrivare a morderle. Sicuramente è un sintomo di stress e di ansia ma per definire meglio l'origine si vede inquadrare bene la situazione. Cordialmente Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO...

Quando avevo 7 anni sono stato abusato da mia cugina

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Buongiorno Mark, Intraprenda la strada della cura che ha scelto senza timori le condizioni di denuncia da parte dello specialista sono altre (come lei non è più minorenne, l'abuso non è stato reiterato e non continua ancora e soprattutto se lei non mostra la volontà di denunciare oggi il fatto accaduto in età infantile). Quindi non è come lei pensa. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo ne parli con lui/lei esprima le sue paure e solo ad un certo punto del percorso terapeutico potrà se È ciò che desidera di denunciare LEI, di sua VOLONTÀ e no per mano di altri, l'accaduto. Cordialmente Dott. Arcangela AnnaRita Savino...

Non più innamorato

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Gentile Elisa, nel voler rispondere al suo quesito, si può solo ipotizzare uno stato depressivo di base che va indagato e adeguatamente valutato e in tal senso lo specialista provvederà a fare. Il percorso psicologico aiuterà a conoscere ile emozioni e gli agiti annessi e faciliterà il giusto riconoscimento dei sentimenti. Il tutto però richiede del lavoro e del tempo. Buon tutto Cordialmente Dott.ssa Arcangela AnnaRita SAVINO...

Problema a seguito di assunzione di psicofarmaci

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Salve Ery, in primis ti invito a parlare con lo specialista che ti ha prescritto i farmaci. Confrontati con lui sugi effetti che i farmaci hanno procurato e sullo stato fisico attuale. In generale sappi che gli effetti dei farmaci non si smaltiscono in pochi giorni o settimane ma richiede molto ma molto più tempo. Nel caso specialista tuo prima di procedere ad una interruzione totale ti conviene parlare con il medico poiché il disturbo bipolare (non so il grado e l'intensità) richiede diue interventi: medico e psicologico. È consigliabile che affianchi una psicoterapia per imparare a gestire stati di ansia e depressione. I farmaci si smaltiscono o si sostituisscono con altri che il tuo corpo tollera. Nel rispondere al tuo quesito il calo del desiderio ora può essere addebitabile non solo agli effetti collaterali dei farmaci ma ad uno stato di tensione paura di "essere stata rovinata dai farmaci". Cerca di leggere la tua anima e psiche e fatti guidare dalle sue risposte. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Amore dopo un tradimento

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Gentile Carlo, tutto è possibile! L'esito dipende da molti fattori innanzitutto dalla presenza del sentimento che ha portato a generare la coppia; dipende dall'aver compreso e ACCETTATO il motivo che ha spinto al tradimento e SOPRATTUTTO l'aver accettato il tradimento. Questa sintesi di fattori insieme al desiderio di voler essere coppia IO per l'altro Io (viceversa) insieme alla voglia di progettare insieme la vita di coppia possono portare al superamento del tradimento. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Alleanza terapeutica

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Gent.le Ally, in un rapporto coinvolgente ed intenso come quello con il proprio/a psicologo/a vi sono fantasie e desideri che nascono dal nostro stato psicologico ed emotivo. Ti invito a parlarne con il tuo psicologo un modo tale che la fasedel transfert verso cui il lavoro terapeutico evolve lo affrontiate al meglio....

Figlia morbosa

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Gent.le Vittoria, Nel volerle rispondere dico subito che questa situazione si affronta con una terapia familiare. Le dinamiche familiari, la storia familiare i rapporti e le influenze tra tutto questo, che hanno portato ad una relazione morbosa e di attaccamento forte di sua figlia con il papà insieme al suo ruolo, vanno analizzate da un esperto. Quindi cerchi uno/a psicoterapeuta familiare che vi aiuti nel risolvere questa situazione. Le fitte rame di una relazione che tiene legate e vincolate, come nel suo caso, le persone hanno bisogno di essere studiate e lavorate verso un riequilibrio più sano. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO...

Perchè cerco sempre questo tipo di relazioni?

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Gentile Elena, Ti sei risposta da sola. Sicuramente la chat ti offre un opportunità di conoscere molta più gente in relazione al tempo rispetto alla realtà. Come prima cosa chiediti è questo il mio bisogno, quello che ora voglio, conoscere più persone possibili? Un altro aspetto della chatt è che permette, per chi non ha una chiara e forte identità e maturità, di poter essere come meglio si crede rispetto a quello che L'ALTRO VUOLE! Questi aspetti , sono solo alcuni del tuo essere che possono ben essere colti qui, nascono dal tuo BISOGNO DI ACCETTAZIONE. Pertanto si alza esponenzialmente il cercare e ritrovarsi in relazioni che soddisfino questo tuo bisogno ma aumentando anche il senso, allo stesso tempo, di insoddisfazione verso te stessa. Rifletti su questi spunti e inizia a CERCARE TE STESSA fidandoti e affidandoti. Se volessi avere un confronto con me resto a disposizione. Cordialmente Dott.ssa Arcangela Annarita...

Ho bisogno di aiuto

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Gent.le Rita, Credo che la scelta di stare lontani sia quella migliore per entrambi. Il tempo vi darà la risposta. Il consiglio che ti do prendi questo tempo per te per costruire te stessa, il tuo lavoro, i tuoi desideri, capire chi vuoi veramente accanto a te. I rapporti tumultuosi "logorano" dentro creando confusione. PERTANTO prendi questo tempo per sedimentare le tue emozioni e guardare ciò che vuoi veramente per te. Cordialmente Dott. Arcangela Annarita SAVINO...

Seropram dosaggio 20 mg

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Gent.le Marco, Ti invito a consultare il dottore che gli ha prescritto il farmaco o eventualmente un nuovo specialista. Infine, ne parli con il suo o la sua psicoterapeuta circa il suo stato affettivo. Di più non le si può consigliare considerando che ha in corso una psicoterapia. Piuttosto le invio una domanda: "come mai ha sentito l'esigenza di consultare un altro esperto? Cordiali saluti....

L'impotenza di chi aiuta un depresso

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Buongiorno Manuela, la situazione descritta è difficile che riesca a gestirla lei poiché per un cambiamento la spinta deve venir da dentro la propria persona. L'unica cosa che lei può fare è invitare a parlare e a contattare uno specialista. Ma invece mi chiedo tu come vivi questa relazione, cosa desideri per te e cosa ti aspetti da questo rapporto. Ti invito a riflettere su te stessa e su ciò che desideri veramente per te. Resto a disposizione per un ulteriore confronto. Cordiali saluti....

Disfunzione erettile

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Buongiorno Luca, Ti consiglio vivamente di incontrare uno/a psicologo/a per affrontare e risolvere questa tua difficoltà. Alcuni incontri ti aiuterebbero a conoscerti e soprattutto a comprendere la relazione che c'è tra disfunzione e ansia. Non mostri disfunzione solo nel comportamento sessuale ma anche nel bere. Pertanto è opportuno che tu affronti te stesso e no il problema perché quest'ultimo è solo un'espressione di come ti stai vivendo. Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti. Cordiali saluti...

Ragazza timida che parla sconcio a letto

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Buongiorno Arthur, premesso che a risposta che si offre è sempre parziale e non esaustiva rispetto alla complessità di ogni situazione che sottende alla domanda. Detto ciò il comportamento di usare un linguaggio spinto può essere un modo di compensare "le sue mancanze" nel non vivere appieno il sesso. Può essere il suo modo per essere "attiva", coinvolgente e trascinante nel fare l'amore. Certa, la sua donna, che l'uso esplicito di alcune espressioni verbali piacciono all'atro sesso ed è nel suo incoscio è un modo per non essere rifiutata, criticata, respinta dal proprio uomo proprio per compensare le sue difficoltà o propensioni. Il sesso è l'espressione totale del nostro essere ed è la cartina torna sole del nostro stato psicologico e della nostra maturazione psichica. Cordialmente, Dott. ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Matrimonio ansia

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Buongiorno Massimo, premesso che la risposta che si offre è sempre parziale e non esaustiva rispetto alla complessità di ogni situazione che sottende alla domanda. Detto ciò la sua domanda merita un approfondimento più preciso e un'analisi del perché davanti al consolidamento di un unione in lei scatta una reazione di ansia. Si deve indagare il pensiero, un ricordo, un'immagine, un'esperienza vissuta anche indirettamente che attivi il suo stato di allarme. Posso solo dirle di ricercare tra quello che ho suggerito di indagare la possibile causa. Ma le suggerisco anche di approfondire meglio con un esperto professionista alla fine di vivere serenamente e senza blocchi il rapporto. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Attacco di panico allo stimolo di urinare

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Buongiorno Francesco, lo stato che racconta rimanda ad un'ansia di base preesistente che fa parte del suo modo di vivere e sentire. Consiglio di rivolgere l'attenzione no all'evento stimolo urinario ma ad altre situazioni della vita quotidiana di ogni giorno e conoscersi come le vivi, come reagisci e come le affronti. È un buon punto di partenza per iniziare ad affrontare il problema esposto. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Non c'è un senso

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Gentile Astrid, le tue parole sono intrise del dolore che hai dentro e riesci bene a farlo comprendere e a farlo vivere. Un dolore così grande ha bisogno almeno, inizialmente, di aiuto di un esperto. La psiche è infinita e ha limiti e fine solo se noi glieli imponiamo. Non posso di qui consigliarti un programma "fai da te" perché sono certa che tu abbia "fatto" quello che PENSAVI di poter fare, sicuramente non hai dato giusta attenzione, molto tempo addietro, ad ASCOLTARE le EMOZIONI che ora costituiscono il peso su di te. Allora bisogna andare con ordine nella vita. Dobbiamo imparare a conoscerci, in primis, a conoscere il mondo fuori di noi, indubbiamente complesso, per poi iniziare e riniziare e riniziare a piccoli passi a camminare. Vivere non è un dato di fatto, un pacchetto precostituito, quest'era fa credere questo soprattutto ai giovani. Vivere è camminare e nel camminare piano piano si costruisce. In questo spazio ti ho voluto dare dei piccoli input che letti e riletti approfonditamente ti aiuteranno a trovare l'inizio di una VIA che non trovi più e non riesci più a vedere. Se desideri contattarmi resto a disposizione. Puoi scrivermi in privato e ti risponderò. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Genitori separatii

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Buongiorno sig. CLARAB, la cosa migliore che si auspica sono incontri regolarizzati non solo, riferito ai giorni, ma soprattutto al tempo le cui lancette sono la qualita'. Bambini piccoli come sua figlia vivono la quotidianità facendo riferimento al ritmo di quello che si fa durante il giorno. Ad esempio svegliarsi far colazione lavarsi vestirsi giocare uscire con la mamma a fare una passeggiata oppure non so andare all'asilo nido ecc... Come ogni luogo ha un suo ritmo di fare le cose che permettono ai bambini di viverle con ritmicita' così ogni incontro è opportuno che abbia una linearità nello stare con il bambin/a. Questo permette a bambini piccoli di vivere liberamente e serenamente una situazione con un minimo di prevedibilità. Non entro nello specifico per spiegare il perché ma ciò contriusce al proprio sviluppo. Infine non si stia a preoccupare di dare una spiegazione alla bambina perché vivete seperati per sua figlia è un dato di fatto. I bambini sono molto più oggettivi di quelli che si pensa. L'importante è farle vivere con serenità e con gioia le relazioni primarie (madre e padre) per uno sviluppo equilibrato dell'Io. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Dipendenza affettiva da uomo più grande di me

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Gent.le Isabella, credo proprio che lei sia giunta con la sua maturità a inquadrare la situazione e soprattutto il suo istinto (l'istinto è la voce primordiale del nostro Io) le sta suggerendo la strada giusta da percorrere. Sono le fantasie, la favola e i i desideri che influenzano i nostri pensieri determinandone l'esito. Il suggerirmento che le do è segua il suo istinto la sua voce e no quella dell'altro che tende a voler influenzare e a porre la propria volontà. Senza pensare alle fantasie di vita future e a desideri di ciò che vuoleo nella mia vita, si chieda "è lui la persona che voglio accanto a me?" "E lui la persona con cui crescere?" "Lui è la persona che mi stimola al miglioramento?". Una relazione oltre a far vivere momenti di amore e pathos deve permettere anche l'evoluzione, la crescita e la realizzazione di noi stessi. Se a tutte queste domande lei trova risposte positive allora dubbi non ha ragion di avere, qualora ne avesse qualcuno allora percepisce che può non essere una persona con cui costruire un progetto ma sicuramente una persona con cui condividere dei momenti. Spero di esserle stata di aiuto. Cordiali saluti. Dott. Arcangela AnnaRita Savino...

Terrore di arrossire

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Gent.le Ilenia, sicuramente il suggerimento più opportuno da darle, visto la "gravità" del suo problema che si può ricondurre all'autostima e ad ansia sociale, è di consultare uno psicologo/a. Un inquadramento del suo disagio con un buon traning sull'autostima e sul fronteggiamento dell'ansia sociale le ridurrebbe notevolmente ciò che lei vive come problema. Quello che posso suggerire di fare, in attesa che lei elabori la possibilità di intraprendere un cammino psicologico, è quello di pensare ai suoi punti forza e di scriverli come un elenco della spesa con numeri naturali cardinali (1,2,3........). Non si agiti se inizialmente ne individua pochi può spaziare dai punti forza fisici, a quelli etici, alla sua educazione, ai suoi valori ecc... Cerchi dentro di sé i suoi PUNTI FORZA E LI SCRIVA. Questo lavoro richiederà del tempo quando ne ha raggiunto almeno 10 si deve rapportare con i suoi punti forza, i suoi alleati, che a loro volta ne tireranno altri fuori. Poi si chieda "cosa penso IO di me?" "Come IO mi vedo". Questo esercizio ha l'obiettivo di indagare l'idea che noi abbiamo di noi stessi (molte volte più squalificante di quello che immaginiamo). Le auguro buona soluzione e buona crescita. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti. Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Strapparsi i capelli

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La tricottolomania è un disturbo emotivo sintomo di un disturbo d'ansia di tipo depressivo, con precisione rientra nel disturbo ossessivo-compulsivo. È sintomo di un disagio che gli sta procurando molto stress. le difficoltà che sta vivendo le percepisce così pesanti tanto da attivare un'ansia elevata tanto da spingere a trovare un azione, un comportamento, che attenui la sua agitazione interiore creando invece un circolo vizioso di malessere. Cosa fare? Provi a parlare con suo figlio al fine di offrire un opportunità di espressione del suo disagio (comprendo che potrà incontrare qualche difficoltà) o suggerisca, indichi, accompagni suo figlio afare qualche incontro con uno psicologo/a com lo scopo di affrontare il suo attuale problema e giungere alla soluzione del disagio o disagi che lo tormentano. Resto a disposizione per eventuali confronti. Cordiali saluti Dott.ssa ANNARITA SAVINO...

Ho la fobia di andare in macchina per strade fuori città.

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L'attenzione che pone alla strada di notte o poco illuminata è indice (come lei stessa ha scritto) di ANSIA. Prima di affrontare questa ansia che sicuramente è l'espressione più rappresentativa e più alta di un suo stato d'ansia di base, le chiedo (e deve chiedersi) livelli di ansia così forti li ha anche in macchina di mattina, quando c'è luce? E poi in quale altre situazioni di "prestazione" (nel fare o vivere qualcosa) sente la stessa ansia? Si risponda a queste domande e comprenda prima il suo stato di agitazione generale di base e le permetterà di capire se effettivamente ha una fobia specifica o uno stato di ansia più diffuso. Un suggerimento che posso darle è: davanti al pensiero intrusivo della strada da fare dica STOP ogni volta che le sale in mente questo pensiero e pensi ad una situazione, un evento accaduto estremamente piacevole che l'ha fatta star bene (ad es una piacevole passeggiata, una bella soddisfazione ecc.....). Dica STOP+ ricerca di situazioni piacevoli che le suscitano subito rilassamento. Qualora questo disagio fosse così invadente e si rendesse più pesante di quello che già è allora le consiglio di perlarne con un esperto che con un percorso specifico la aiuterà ad affrontare e a risolvere il problema. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Il mio ragazzo è in carcere

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Gent.le Elena, il momento che sta vivendo è sicuramente un momento delicato per l'evento che per i contorni sociali che ha descritto. Tutto ciò che accade nella nostra vita deve essere direzionatao da noi a rafforzarci e a farci crescere. Per lei e per il suo ragazzo il momento che state vivendo è sicuramente delicato e va affrontato accettando con la sola consapevolezza quello che è successo, assieme alla maturità che le situazioni (belle o brutte, giuste o ingiuste) vanno gestite individuando degli obiettivi positivi da raggiungere e vanno coltivati con costanza e pazienza. L'impegno e i frutti molto spesso arrivano dopo un po' di tempo ma arrivano. Quindi lei ha il compito di individuare gli obiettivi positivi che vuole raggiungere per la sua vita e i cui risultati potrà conviderli un domani con chi lei lo desiderera'. In contemporanea se desidera e soprattutto se si sente "in grado" , ed è ciò che vuole, può sostenere e dare supporto al suo fidanzato ad affrontare la situazione attuale. Può trasferire a lui lo stesso concetto: nello scontare la pena deve guardare anche lui al domani a ciò che vorrà raggiungere un giorno ormai libero. Anche stando in luoghi chiusi o in situazioni "strette" e difficili possiamo SEMPRE costruire il meglio per noi stessi. Inizi a "lavorare" per se stessa e vedrà che sarà più in grado anche di aiutare l'altro. ...

Paura di non respirare

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Gent.le Elena, se ha pensato, domandandoci, se è opportuno iniziare qualche terapia allora voler dire che lei ne sente il bisogno per risolvere il problema. Allora segua la sua voce e faccia la scelta migliore. Sicuramente l'ansia improvvisa e immotivata (come lei descrive) va indagata e risolta. Pertanto la possibilità di confrontarsi con uno/a specialista le sarà di aiuto. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Amo uno schizofrenico

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Gentile Enrica, parrà dura la mia risposta ma la conclusione della sua domanda la trovo molto saggia. L'espressione e l'evoluzione di un disturbo clinico è così ampia e si affianca alle dinamiche relazionali creando una complessità maggiore e la sua giovinezza e spensieratezza ne potrebbe risentire. P Segua il suo istinto quello che il suo Io le suggerisce e non dia retta a concetti sociali o morali che condizionano il sentire. Scelga ciò che più si sente di fare e troverà sempre la strada per affrontare ogni situazione. Cordialmente,dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Tradire e non pentirsi

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Dice bene l'amore ha tante sfaccettature quindi si chieda se ciò che prova per il suo attuale ragazzo è AMORE o bene. Si chieda se è con il suo attuale ragazzo vivrebbe la sua vita e i suoi progetti di coppia e di famiglia. Avere il coraggio di guardare i propri sentimenti "in faccia" (gli stessi mutano) nella natura che sono è indice di maturità affettiva (che si deve raggiungere). Il conflitto che ora vive nel volere una vita di coppia e quella di essere libera indica una sua crescita interiore che può comportare timore per l'ignoto e quindi legame con il presente ma cge sebte il desiderio della libertà. Cordialmente dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Mamma depressa e fragile

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Cara mamma, innanzitutto rifletto e mi soffermo sul suo pseudonimo "Pererpan". MI chiedo chissà se non è racchiuso in questo nome l'origine della sua sofferenza. La gravidanza, la nascita, il diventare mamma attiva o riavviva angosce attuali e passate. Il legame con il nuovo creato stimola legami, vissuti ed esperienze ataviche e future. Le prime appartenengono alla nostra storia "rimosse" o dimenticate"; le seconde alla nostra immagine attuale e futura. Chi sono, chi sarò, che sarà di me, cosa farò di me, sarò in grado di....... Tutte queste domande silenziose insieme a tante altre sono come mine nella nostra psiche. Sicuramente le suggerisco, ma credo che lo ha già fatto, di consultare un medico o il suo ginecologo/a per un controllo ormonale e infine di intraprendere degli incontri con un esperto in psicologia il cui obiettivo è giungere alla compresione dei suoi sintomi. P.s. Nella mia esperienza con neo mamma lo stato depressivo postparto l'ho ritrovato anche anni dopo la nascita del proprio figlio. Cordialmente, dott.ss ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Amicizia virtuale

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Gentile Eleonora, la tua ossessione, così tu la chiami, nasce molto spesso dal bisogno di essere "amati", "apprezzati" e quant'altro ci faccia sentire piene e forti. Il nostro senso di insicurezza, tu sei in una fase importante di crescita dove stai lasciando la veste adolescenziale "spensierata" senza limiti per acquistare una veste più costruita, più pensata e costruttiva di quello che un domani formerà il tuo profilo lavorativo, la tua performance lavorativa e soprattutto la tua capacità di ESSERE AUTONOMA. E pertanto capita ed è normale in questa fase avere bisogno di un "porto sicuro" nel senso di qualcuno che ci coccoli e ci rassicuri. Alla luce di queste mie parole TI invito ad avere più FIDUCIA IN TE, A CONTARE DI PIÙ SULLE TUE MAGNIFICHE CAPACITÀ E COMPETENZE e di concentrarti più su te stessa vivendo i piaceri e le piacevolezze di ciò che ti accade. Lasciando che l'ansia ei timori delle insicurezze volino lentamente via. Cordialmente dott. Arcangela AnnaRita Savino il giorno...

Abbandono?

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Gent.le Davide, innanzitutto complimenti per essere riuscito ad individuare un'origine del suo stato affettivo che ha determinato e influenza tutt'oggi le sue relazioni. Lei dice cosa poteva fare a 17? Io le chiedo ed oggi cosa può fare per risolvere questo problema? Ritengo che solo il confronto e l'incontro con un esperto all'interno di un percorso terapeutico potrebbe favorire la soluzione del suo disagio. Cordialmente, dott. ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Pausa di riflessione, non so che fare

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Buongiorno Lucky, non si disperi guardi la realtà. Legga e rilegga il messaggio scrittoCI e tragga lei la "conclusione" o meglio la "soluzione al suo empasse. Prenda consapevolezza su come ha vissuto questa relazione e soprattutto su COME DESIDERA VIVERE una relazione. Si faccia queste domande, si dia una risposta e riuscira' a trovare il coraggio che sta cercando. Cordialmente dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Disturbo ossessivo compulsivo ?

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Cara Pink, non sempre c'è un consiglio veloce per risolvere i turbamenti in alcuni casi come il suo è necessario consultare uno specialista, uno psicologo o psicoterapeuta, per analizzare lo stato e la cura dei sintomi. Il mio consiglio è individui uno specialista con cui intraprendere dei colloqui che sicuramente l'aiuteranno a risolvere il suo disagio. Buonagiornata, Cordialmente dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Ho perso la voglia di provarci

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Gent.le Chiara, sembrerebbe che siamo dinnanzi ad uno stato depressivo ma la definizione spcifica del tuo stato psicologico richiede un'analisi accurata. Hai sintetizzato molto bene la tua situazione familiare e individuale sai bene che per affrontare il tuo malessere è utile un percorso psicologico. I vissuti e conflitti familiari hanno un peso importante sulla nostra psiche influenzandola in modo preponderante. È necessario, pertanto, un percorso psicologico e che tu giunga con consapevolezza a questa scelta e successivamente cercare un esperto anche del servizio pubblico. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Bambino di 9 anni e mezzo sempre in sfida

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Salve Mamma Viviana, la sua domanda ha molti punti che vanno chiariti. Cosa vuol dire è sempre in sfida? Quanti anni ha il fratellino? Cosa vuol dire che a scuola disturba? Sa mamma appena letto il suo quesito mi è subito venuto in mente la possibilità di fare una valutazione dell'apprendimento. Molto spesso comportamenti oppositivi dinnanzi al dover fare i compiti e un disagio emotivo di tipo ansioso generano nei bambini nervosismo, irrequietezza, insicurezza (che a sua volta si palesa anche con il timore dello restare solo difronte ad una qualsiasi situazione). L'ansia si generalizza. Pertanto io le consiglio innanzitutto un approfondimento dello stile di apprendimento di suo figlio insieme a delle consulenze con un esperto per meglio chiarire e definire questa situazione. Cordialmente dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Rifiuto verso mio figlio!

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Gent.le Valentina, non si può costruire un rapporto anche stretto come quello tra una mamma e un figlio se c'è un vissuto di rifiuto e ne tanto meno un bambino si sente accettato se percepisce rifiuto. Sebbene il rifiuto è un suo vissuto di donna/bambina, una profonda e forte esperienza infatile che ha causato delle profonde ferite, che proietta su suo figlio in quanto piccolo (indifeso) come lo era lei in quanto figlio come lo era LEI (figlia). La rabbia accumulata ed introietta si sedimenta, se non elaborata, appena può viene fuori. Cosa consigliarle? Sicuramente legga e rilegga le mie parole che sono solo un cenno e una sintesi del suo stato e poi intraprenda necessariamente un percorso terapeutico aiuterà in primis lei nell'essenza di donna/figlia e madre contemporaneamente aiuterà la crescita sana di suo figlio. Poiché non posso in prospettiva negare le conseguenze pesanti psicologiche ed esistenziali, in un domani, che suo figlio, ormai cresciuto, vivrà facendole ricadere anche su chi si selezionerà. Buona scelta su ciò che farà. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Dipendenza affettiva e fine relazione

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Gent.le Veronica, nella sua domanda ha già scritto lei stessa la risposta. Il percorso terapeutico la aiuterebbe a comprendere le sue scelte passate e soprattutto è utile per analizzare il SUO presente emotivo e relazionale che avrà inevitabilmente una ricaduta sul suo fututro. Analizzare il suo bisogno di dipendenza, individuare il tipo di attaccamento che lei instaura con le figure per lei significative ed importanti, insieme ai motivi o i perché di un simil legame, è di grande utilità e benessere per la sua salute psichica ed esistenziale. Scelga prima in modo consapevole di intraprendere un percorso psicologico e successivamente cerchi un esperto. Il mio consiglio sull'indirizzo psicoterapeutico è il cognitivo-comportamentale. Ma lei scelga quello che più confa al suo sentire. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Problema di coppia

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Buongiorno Iolanda, Il suo ragazzo le ha risposto. Le domando perché ha bisogno di cercare questa risposta? Che scopo ha la risposta? Ha lo scopo di aiutarla a decidere sulla sua relazione? Una relazione per poter essere vissuta appieno deve essere libera da fantasmi e da incertezze. Lei è difronte ad una scelta se quella di continuare la sua relazione accettando la natura del suo ragazzo o interrompere. Mi perdoni per la mia affermazione ma nessuna relazione o conoscenza deve essere un vincolo. Pertanto si senta libera di scegliere e di vivere un rapporto alla pari. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Genitori non accettano il fidanzato causa differenza d'età

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Buongiorno Alessia, Nulla è casuale nella vita e gli incontri che si fanno portano con sé uno scopo o una soddisfazione di un bisogno. Sicuramente la differenza di età tra voi è importante, pertanto comprendo lei, sua madre e l'imbarazzo che ha nel parlare con suo padre. Ogni esperienza porta con se un insegnamento. Allora cosa suggerirle? Le suggerisco di parlare con suo padre. (Forse questa storia porta con sé la spinta di mettere voi due vis à vis.) Esprima a suo padre il suo stato d'animove vedrà che soloba seguito di questo "confronto" troverà la soluzione...

Io e il mio corpo, qualcosa che non va?

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Gentil.ma Anna, rimanere a rimuginare sulla soluzione del problema, che lei ha individuato essere quello di rivolgersi ad un centro di disturbi alimentari o presso un altro /a specialista, è un atteggiamento che ostacola la sua guarigione e soprattutto un riflesso del suo stile ossessivo. Allora rompa questa "ostinazione" contro la sua rigidità ed entri nel centro colloqui, veda l'ambiente, chieda le informazioni che il suo istinto vorrà suggerirle e scelga quel centro o la ricerca di un altro studio o struttura che faccia per lei. Maponga al centro della sua ViTa Sé stessa e no la rabbia per l'altro. Cordialmente Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Stress da tentato furto in appartamento di notte

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Gent.le Giorgio, quello che sta vivendo emotivamente si chiama Disturbo post traumatico da stress. Un evento accidentale come quello suo può causa uno shock con una ricaduta sulla sfera emotiva (agitazione, ansia.....) e cognitiva (se riaccade? ....è tutto al sicuro?) il livello di attenzione aumentata come conseguenza dell'allarme psichico attivato. Cosa farre allora? · Innanzitutto sapere che la mente umana funziona come il corpo davanti agli incidenti, traumi, cadute (ecc...) ossia come i sintomi fisici si percepiscono molto spesso e maggiormente con il passare delle ore fino a giorno dopo. · Uno spavento, un terrore uno shock ha bisogno di un periodo medio-lungo per essere assorbito ossia elaborato psicologicamente. Questo vuol dire che Le capiterà di vedersi davanti agli occhi la stessa scena, di rivivere improvvisamente ogni particolare del trauma vissuto quella notte. Ogni qual volta che Le verrà in mente quella notte si rassicuri dicendo "è normale che io possa rivedere e rivivere quella notte brutta perché ho provato paura. Mi sono fortemente spaventato. Ma col tempo piano piano svanira'". ·Può contattare un esperto in PSTD (esperto in trattamento dello stress post-traumatico) e che adotti l'EMDR. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordialmente, Dott. ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Suocera/nonna ottusa

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Gentilissima, la situazione descritta è abbastanza chiara sebbene i sentimenti nell'affrontare e tollerare i comportamenti di sua suocera sono anch'essi modificati in concomitanza con la sua situazione lavorativa. Le chiedo quanto più forte si percepiva prima nei confronti della nonna di sua figlia avendo lei un lavoro e quindi tollerava di più i suoi interventi. Sua suocera ha sicuramente una personalità forte ma è altrettanto una persona intelligente e sensibile. Allora cerchi Lei, nell'apprezzare l'aiuto che loro scelgono di offrire ma di sensibilizzarla al rispetto del suo ruolo di madre, contemporaneamente riconoscendoLe l'importanza di ruolo che ha in famiglia. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordialmente, dott. ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Odio verso il mondo

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Gent.ma Iris, posso solo osservare dal tuo scritto e dall'uso dei tempi così "diversi" nella stessa frase una scissione di vissuto interiore rispetto agli accaduti menzionati. Menzioni varie possibili patologie che ti sono state ipotizzate ma ti chiedo tu hai mai avuto modo di incontrare uno specialista che ti abbia fatto chiarezza? Non si può dirti e ne darti in questo contesto e con questi elementi offerti, sicuramente significativi sulla tua vita, una esaustiva risposta. Sicuramente io noto una "divisione" temporale che corrisponde anche ad una semantica psicologica. La condizione in cui senti di viverti deve essere adeguatamente inquadrata e diagnosticata. Pertanto posso solo che suggerire un percorso terapeutico che abbia lo scopo sia di comprendere il tuo stato di salute, sia di aiutarti nell'acquisizione di abilità sociali e sia di avviare un percorso di analisi psicologica. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Anoressia

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Buongiorno Anna, percepisco un'attivazione dell'impulso al ritornare ad un comportamento anoressico. Ti chiedo cosa è successo un questo periodo o cosa non sei riuscita a risolvere dello stato precedente? Il comportamento anoressico oltre ad essere difensivo ha uno scopo provocatorio. Mi domando (e ti domando) cosa vuoi difendere di te e cosa vuoi allo stesso tempo provocare? Il tuo impulso, che stai controllando bene, nasce da un insoddisfazione. Cosa ti lascia in soddisfatta? Qual'e' il tuo umore in questo periodo? Quali sono le tue emozioni? "...Sentirmi speciale. Per avere un segreto..." SPECIALE E SEGRETO sono le parole chiave. Vuoi sentirti speciale e avere un segreto. O avere un segreto per sentirti speciale? Cosa vuoi mettere sotto chiave di "speciale" di te? Quale parte del tuo se' vuoi tutelare? Le mie domande vogliono essere spunti per una riflessione più approfondita. Concludo aggiungendo che l'età in cui ti trovi, l'adolescenza, è un'età di rottura ma anche di costruzione. Rottura con schemi passati, ad es. familiari, o di sé in un'ottica di costruzione di un Io più consapevole. Questo "lavoro" psicologico richiama anche un'altra processo: l'integrazione. Quest'azione si completa solo se c'è accettazione di parti buone e brutte della nostro essere. Tu sei nel pieno e "all'inizio" del tuo bel cammino di crescita. ABBI SOLO TANTA TANTA MA TANTA FIDUCIA IN TE STESSA E NELLE TUE ABILITÀ. Mira solo a VALORIZZARE parti di te e a rafforzare quelle deboli e tramutare (nel tempo) le parti poco piacevoli del tuo essere in ciò che desideri per te. Resto a disposizione per ulteriori confronti scrivendomi in privato. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Disforia? travestitismo? che problema ho?!

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Salve Alberto, non crede che possa essere utile per la risoluzione dei suoi quesiti (posti all'inizio della domanda) rivolgersi ad un esperto che l'aiuti a comprendere il suo stato psicologico e chiarire le sue idee sulla sua identità di genere? Ha mai pensato di contattare uno specialista psicologo/a, se si perché non l'ha fatto e se fosse no, perché non lo fa? Un possibile timore o paura non fa altro che alimentare uno stato di insicurezza che non le permette di vivere serenamente e liberamente. È un giovane uomo, e non può pensare di nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi ma affrontare un dubbio con coraggio. Conclude dicendo "forse la mia storia è troppo lunga per scriverla qui"....anche se non avesse terminato con questa frase avrei sottolineato come dietro a disagi di identità spesso vi possono essere turbamenti emotivi e vissuti di esperienza nel rapporto con i propri genitori o di crescita che vanno indagati e compresi. Le consiglio di consultare un esperto in psicologia e affronti il suo dubbio. Cordialmente, Dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Genitori anziani e malati

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Gent.ma Elena, mi perdoni la mia domanda ma è allo stesso tempo necessario si è rivolta al suo medico di famiglia? Ha esposto lo stato dei suoi genitori? Perché le dico questo perché considerando l'età dei suoi genitori un possibile decadimento cognitivo è causa anche di comportamenti "aggressivi" sia manifestati. Ecco perché è importante prendere in considerazione un confronto con uno specialista neurologo che possa valutare la situazione e intervenire con un supporto farmacologico o vitaminico adeguato. Poi se lei proietta in questi stati vissuti relazionali con i suoi genitori è indice di un suo bisogno di voler elaborare o esprimere "amarezze" rispetto a situazioni passate addirittura infantili/adolescenziali/adulte di figlia. Ma è importante che lei sappia che con l'avanzare dell'età possono emergere comportamenti aggressivi o non adeguati a causa di un invecchiamento della corteccia frontale deputata al controllo. Resto a disposizione per possibili chiarimenti. Cordialmente dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Penso sempre di più di tradire...

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Buongiorno Patrizio, Credo che lei sia in uno stato di confusione e di ricerca interiore che le genera giustamente un'elevata eccitabilita'. I tempi interiori di comprensione e di conoscenza di sé stesso non si sposano con lo stare in situazioni definite e circoscritte ma hanno bisogno di confronti e di sperimentazioni. Le consiglio di conoscersi attraverso se stesso e no l'altro (che sia donna prima e uomo ora) . Cordialmente Dottoressa Savino...

Cambio di personalità

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Buongiorno Eleonora, le consiglio una visita specialistica psichiatrica per un inquadramento maggiore e più adeguata della situazione. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

La mia compagna dorme col figlio maggiorenne

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Buongiorno Antonio, colgo il suo senso di frustrazione in quello che racconta ma ci offre poche informazioni circa la sua relazione. Da quanto tempo siete insieme? Convivete stabilmente? Come si percepisce Antonio in questa relazione? Si sente appagato? Sente che c'è qualche punto in sospeso nella coppia? Posso offrirle solo degli spunti di lettura per sé stesso al fine di riflettere maggiormente sul suo vissuto di fastidio. I suoi sentimenti per quanto "giustificati" da un sorprendibile comportamento di attaccamento conservano altrettanto emozioni e implicite richieste che richiedono un loro approfondimento. Resto a disposizione per eventuali domande. Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO...

Mia figlia di 5 anni non vuole andare a scuola

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Buongiorno Fulvio, sebbene condivida le risposte delle mie colleghe le voglio offrire solo un altro spunto di riflessione: l'AUTOSTIMA. Si Fulvio, l'autostima è un "barometro" interno che indica e determina lo stato emotivo ed affettivo di un vissuto situazionale. Da esperta dello sviluppo dei bambini suggerisco sia in famiglia che a scuola l'autostima della bambina. DI osservarne lo stato, rendervi consapevole di quanto la bambina si senta sicura in tutto ciò che fa, e fortificare la sua stima. Sebbene questo stato passi dalla relazione genitoriale e con le figure adulte significative (maestre) essa dipende anche dalla percezione che ogni singolo essere, pur piccolo, ha di sé stesso riferito alle sue capacità di saper fare. Infine si ricordi che i bambini sono i primi giudicatori di sé stessi. Esprimono la loro percezione di sé stessi, autostima, attraverso vari comportamenti come il rifiuto, nello specifico, di andare a scuola. Ribadisco la mia risposta vuole essere solo uno spunto importante di riflessione ma non costituisce in modo assoluto la soluzione. Cordialmente D.ssa Arcangela Annarita Savino...

Affrontare il suicidio di una persona cara

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Gent.le Morena, la risposta che lei chiede è grossa e complessa quanto l'evento stesso. Sicuramente un lutto così importante per essere superato richiede una forza interiore tale per affrontare il dolore e la disperazione che si vive in alcuni momenti. Di certo non si faccia coinvolgere da pensieri nefasti, generati anche da un accumulo o da sovrastanti situazioni. Eventi importanti come il suicidio genera, nelle persone vicine e legate affettivamente, un timore di precarietà e di profonda insicurezza. Queste emozioni sono nascoste dal dolore della perdita. Un suicidio genera confusione nelle persone vicine con un possibile calo emotivo significativo. Quello che posso consigliare è di costruire ogni giorno qualcosa di positivo dentro di lei. Costruisca o fortifichi un pensiero, un'emozione, un'esperienza, una considerazione, una valutazione, un'attività ed altro che riguarda sé stessa anche partendo da una sola certezza o sicurezza che l'è SEMPRE appartenuto. Inizi da questo per affrontare i suoi dolori e vedrà che un giorno si troverà dinnanzi ad una forza che saprà usare positivamente. Cordialmente, Dr.ssa Arcangela AnnaRita Savino...

Convivenza, problemi e attacchi di panico

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GENT. LE Elisa una relazione, su cui si impianta una futura famiglia, si deve basare sul Noi. Innanzitutto si deve comprendere e capire quanto voi siete l'uno nell'altro perché altrimenti si è davanti a solo buone intenzioni e buone idee che da sole non costituiscono le basi di una relazione. Allora il mio consiglio è esplori e indaghi quanto lui è dentro di lei e quanto lei è dentro di lui e questo vi permetterà di aprirvi e accettare il limite della sofferenza del partner. Il Noi è una ricerca spontanea e allo stesso tempo intenzionale. E solo questa esplorazione le potrà indicare la strada da seguire. Cordialmente, dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino...