Valentina domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 14/03/2017

Rifiuto verso mio figlio!

Sono Valentina ho 34 anni ho un figlio di 5 anni convivo con il mio compagno da 7 anni.Non ho avuto una vita facile,la mia infanzia e sta bruttissima ho visto mio padre che si ubriacarsi alzare le mani a mia madre anche hai miei fratelli e quindi sono cresciuta con l aggressività urla e quant'altro.Con la nascita di mio foglio credevo che cambiassi io invece non è stato così gli ho trasmesso tutto quello che non volevo: insofferenza,il fatto di urlare, di essere aggressivo,vivacissimo, non so come fare con lui a me non ascolta ,giù all'asilo si comporta come fa con me alza le mani non so come fare aiutatemi grazie.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 18/03/2017 - 13:38

Viterbo
|

Gentile Valentina,

tenuto conto del suo importante carico famigliare , delle vicissitudine che ha passato e dell'attuale difficoltà nella gestione di suo figlio, forse sarebbe il caso di contattare un Collega specializzato in psicoterapia per iniziare un percorso su sé stessa e sul bambino. Questo disagio che lei esprime non può essere affrontato on-line.
Quando si diventa genitori si riversa sulla prole tutto il bagaglio di esperienze passate positive e negative, e se queste ultime non sono state adeguatamente elaborate si riattivano nell'attualità nella gestione e nel rapporto con i figli.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 15/03/2017 - 08:43

Gent.le Valentina,
non si può costruire un rapporto anche stretto come quello tra una mamma e un figlio se c'è un vissuto di rifiuto e ne tanto meno un bambino si sente accettato se percepisce rifiuto. Sebbene il rifiuto è un suo vissuto di donna/bambina, una profonda e forte esperienza infatile che ha causato delle profonde ferite, che proietta su suo figlio in quanto piccolo (indifeso) come lo era lei in quanto figlio come lo era LEI (figlia).
La rabbia accumulata ed introietta si sedimenta, se non elaborata, appena può viene fuori.
Cosa consigliarle? Sicuramente legga e rilegga le mie parole che sono solo un cenno e una sintesi del suo stato e poi intraprenda necessariamente un percorso terapeutico aiuterà in primis lei nell'essenza di donna/figlia e madre contemporaneamente aiuterà la crescita sana di suo figlio. Poiché non posso in prospettiva negare le conseguenze pesanti psicologiche ed esistenziali, in un domani, che suo figlio, ormai cresciuto, vivrà facendole ricadere anche su chi si selezionerà.

Buona scelta su ciò che farà.

Cordialmente, dott.ssa ARCANGELA ANNARITA SAVINO