domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 09/06/2016

Mantova

Mi sento una fallita e non faccio nulla

Sono una ragazza di quasi 25 anni, sono sposata da circa 8 mesi. Frequento l’università, sto terminando gli studi della mia laurea triennale e sono fuori corso. Mi mancano veramente pochissimi esami che potrei fare con un po’ di impegno e senza problemi. Attualmente non lavoro e dovrei studiare per fare questi ultimi esami ma non lo faccio e non so perché. Rimando continuamente tutto, mi privo di ogni cosa perché la mia priorità sono questi ultimi esami ma poi le giornate passano, sono a casa, non esco ma non studio e rimando, anche se è l’unica cosa che vorrei e dovrei fare. Poi a volte mi preparo per gli esami a qualche giorno dalla data d’esame e alla fine non lo faccio perché mi dico che lo farò la prossima volta così prenderò un voto migliore perché queste materie mi piacciono troppo per studiare così poco.
Fino ad otto mesi fa non ero sposata e abitavo a casa con i miei genitori, avevo una situazione difficile in casa, non riuscivo a studiare come volevo e per questo ero andata fuori corso. C’erano dei problemi in famiglia, prima economici, poi di salute e poi avevo rapporti molto difficili con mia mamma che era estremamente nervosa e si scaricava su di me, (io tengo moltissimo agli altri, ai miei familiari e a mia mamma, per questo ogni volta che accadeva qualcosa stavo veramente male!). Piangevo continuamente e quando vedevo il mio fidanzato, attuale marito, tutto cambiava perché mi sentivo bene, protetta e incredibilmente serena, il fine settimana terminava e ricominciava un incubo per me. Stavo malissimo continuamente. Volevo andare via di casa, a volte volevo scappare e tutto ciò mi faceva stare incredibilmente male perché mi sentivo anche in colpa a lasciare i problemi a casa e ad andare via ma io veramente non reggevo la situazione. I miei genitori e mia mamma contavano continuamente su di me e io dicevo sempre sì per qualsiasi cosa mi chiedessero seppur talvolta non potevo farla o mi faceva stare male e poi mia mamma era nervosa e io stavo male a vederla così, stavo malissimo.
Io e il mio ragazzo avevamo in progetto di sposarci dopo che avrei terminato l’università (il quinquennio), poi però un po’ per la lontananza e un po’ perché volevamo e perché io veramente volevo andare via da casa, abbiamo organizzato le nozze, così ci siamo sposati, prima che io terminassi gli studi.
Io ora abito con lui e sono veramente felice, mi dispiace aver lasciato la mia famiglia sola ma ora sono felice, seppur talvolta mi senta veramente in colpa e mi mancano anche perché so che soffrono moltissimo la mia assenza anche se non me lo fanno pesare.
Io sono veramente felice con mio marito e mi fa stare bene ma voglio studiare, dare questi ultimi esami e laurearmi ma non studio e non riesco a capire perché, o magari talvolta studio ma non vado a fare gli esami o rifiuto i voti perché mi dico che so che posso fare di più. È come se mi sentissi bloccata in una vita che in realtà non mi appartiene. Io volevo fare tante cose, non volevo che la mia carriera universitaria andasse così, avevo progetti diversi e ora invece è come se sapessi che quei progetti non si realizzeranno, perché sposandomi qualcosa è cambiato in quella che pensavo sarebbe stata la mia vita e non riesco più a venirne a capo. Io voglio finire l’università e voglio realizzarmi, sentirmi viva, andare a lavoro, sentirmi soddisfatta di me; fare mille cose e fatte bene come ho sempre fatto, io non voglio essere questa.
Voglio laurearmi e se mai fare anche il biennio come volevo fare fin dal principio ma poi non lo faccio, non dò questi esami e non lavoro e sono a casa, non esco, non vedo nessuno perché io non conosco nessuno dove abito ora. Mi privo di qualsiasi impegno per studiare e poi non studio e sono triste e piango e mi sento una vera fallita. Non sento neanche le mie amiche perché ho vergogna che gli altri mi chiedano come vanno le cose e che faccio di bello perché io non faccio niente e mi faccio schifo. Ma io non sono questa, io voglio vivere, voglio realizzarmi. Vogliamo avere dei figli e comprare una casa ma voglio prima laurearmi e avere un lavoro ma non faccio nulla affinché mi possa laureare e allora sono qui che piango e sono disperata, mi sento veramente fallita e voglio uscire da tutta questa situazione. Mi sento in colpa e triste continuamente e non mi resta che chiedere aiuto.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 09/06/2016 - 21:56

Cara F, mettiamo un po' di ordine. Metta un po' di ordine a tutte queste emozioni che già possedeva prima di sposarsi, alcune evidenti altre nascoste come il fuoco sotto la cenere che al cambiamento di vita sono emerse più forti e più intense tanto da farla sentire disorientata e bloccata. I cambiamenti di vita comportano ulteriori responsabilità non solo operative (prendersi cura del marito, della casa fino ad arrivare ai figli) ma responsabilità legate al ruolo: di figlia, di studentessa, di moglie e ci aggiunge per il futuro di lavoratrice. Sta caricando troppo su di se stessa come, molto probabilmente, caricava la sua famiglia su di lei per le varie difficoltà, come accenato, incontrate. Il senso di colpa di aver lasciato o "abbandonato" i suoi genitori insieme alla stessa emozione di non riuscire a fare gli esami la fa sentire una nullità. Si accusa di non essere stata brava e di non essere stata capace di aiutare i suoi genitori e di terminare gli esami a cui si aggiunge la gestione della casa. Comprendo che la situazione le sembra pesante molto pesante.........MA IO LE DO UN CONSIGLIO PRATICO...........il senso di colpa che nutre per i suoi genitori sono legate alle emozioni del distacco. Il distacco è un processo molto lento che richiede molto tempo. Può essere di aiuto, se, se la sente, ai suoi genitori anche se non è fisicamente vicino a loro. Anzi l'essere fuori può aiutarla con il tempo a guardare con più oggettività la sua realtà familiare e i suoi genitori. Nel frattempo si faccia un piano giornaliero delle cose da fare che vanno dalle faccende domestiche, alla spesa, al sentire i suoi e le sue amiche, al pagamento delle bollette, allo studio e agli impegni con suo marito. Si faccia un piano operativivo giornaliero e poi settimanale. Le emozioni di dolore descritte sopra la accompagneranno per un po' di tempo ma lei dia ad ogni ruolo un compito ordinato fino a quando questa agitazione non si calma.
Resto a disposizione per ulteriori indicazioni.

La crescita segue una strada che dobbiamo imparare a conoscere.

Cordiali saluti