Azzurra domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 17/06/2016

Padova

La giusta psicoterapia

Mi chiamo Azzurra, ho 25 anni e da circa 5 anni sono in psicoterapia. Ho conosciuto la mia psicologa all'interno della scuola superiore che frequentavo e dove lei prestava servizio. Avendone usufruito alcune volte e avendo avuto da lei i suoi contatti, ho pensato di contattarla un anno dopo il diploma e di iniziare insieme un percorso. Le sedute avevano inizialmente cadenza settimanale, diventata in seguito bisettimanale, dove per i primi anni eravamo sedute una di fronte all'altra, poi io stesa su un lettino e lei in poltrona, dietro di me: questo mi ha reso più facile dialogare con lei. Penso che, per il suo approccio, sia della categoria tradizionale, ovvero psicanalisi, in cui si scava a fondo nel proprio vissuto per arrivare al nocciolo del problema. Ecco il punto: io sono profondamente insicura, ansiosa, dotata di scarsa autostima: mi piacerebbe diventare più sicura di me e quindi essere in grado di affrontare da sola le mie paure. Però non so se ci sto riuscendo. La mia psicologa mi lascia libera di parlare di ciò che voglio, mi ascolta, fa delle osservazioni (imparziali, s'intende) in cui molto spesso mi ritrovo, però da un po' di tempo ho la sensazione di girare in tondo e di non aver fatto alcun progresso in concreto. A questo c'è da aggiungere il fatto che sono anche molto severa con me stessa e tendo a sminuire me e le mie scelte. Però la mia terapeuta non mi dà alcun strumento per riconoscere se sto facendo passi avanti: lei è convinta che certe cose siano da capire insieme, ma per altre devo arrivarci da sola. Arrivata a questo punto, mi chiedo: ma dove sto andando? Sto veramente facendo progressi? Quanto manca al mio obiettivo? È forse il caso di provare un altro tipo di psicoterapia, che magari possa darmi gli strumenti necessari per agire nel concreto? Spero possiate darmi un sincero consiglio. Grazie per l'attenzione.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 17/06/2016 - 05:35

Gent.le Azzurra,
La ringrazio per il suo quesito posto con molto garbo. Sarò molto sincera e cercherò di guidarla verso un ulteriore riflessione che la possa aiutare.
Lei sta percependo, in questo punto del suo cammino terapeutico, un bisogno di fermarsi per capire dove sta andando e soprattutto se sta raggiungendo i suoi obiettivi. Molto spesso, quando intraprendiamo un lavoro impegnativo che ci porta a tenere la testa "bassa", perché concentrata e intenta a perseguire un cammino, non sappiamo dove siamo giunti se non facciamo un "pit stop" o una pausa che ci permetta di fermarci alzare la testa, osservare tutto quello che abbiamo fatto fin a quel momento. Questo momento coincide con la verifica, che include anche il confronto. La verifica è una fase o un punto del processo di lavoro molto importante per delineare i passi successivi da fare. È un momento di grande consapevolezza psicologica.
Ecco credo che Le sia giunta o stia giungendo a questo punto. Tradotto nella sua richiesta prima di "scegliere" o "individuare" un'altra psicoterapia si fermi un'istante per verificare cosa ha raggiunto e cosa non ha ancora raggiunto questo soprattutto la aiuterà a capire con chi lo vorrà raggiungere. Esprima alla sua terapeuta il suo bisogno di fermarsi, di prendere una pausa (sempre se quello che le ho suggerito lo ritiene utile) per capire o meglio per "coscientizzare" quello che il suo Io le sta dicendo e solo successivamente scelga se continuare con lo stesso approccio o cercarne altri (in questo potrebbe anche aiutarla la sua analista o si affidi al suo senso di ricerca).

Buona Fortuna e soprattutto Buon Cammino

Quando vuole sono a sua disposizione.

Cordialmente,
Dott.ssa Arcangela Annarita SAVINO
Bari