La giusta psicoterapia
Mi chiamo Azzurra, ho 25 anni e da circa 5 anni sono in psicoterapia. Ho conosciuto la mia psicologa all'interno della scuola superiore che frequentavo e dove lei prestava servizio. Avendone usufruito alcune volte e avendo avuto da lei i suoi contatti, ho pensato di contattarla un anno dopo il diploma e di iniziare insieme un percorso. Le sedute avevano inizialmente cadenza settimanale, diventata in seguito bisettimanale, dove per i primi anni eravamo sedute una di fronte all'altra, poi io stesa su un lettino e lei in poltrona, dietro di me: questo mi ha reso più facile dialogare con lei. Penso che, per il suo approccio, sia della categoria tradizionale, ovvero psicanalisi, in cui si scava a fondo nel proprio vissuto per arrivare al nocciolo del problema. Ecco il punto: io sono profondamente insicura, ansiosa, dotata di scarsa autostima: mi piacerebbe diventare più sicura di me e quindi essere in grado di affrontare da sola le mie paure. Però non so se ci sto riuscendo. La mia psicologa mi lascia libera di parlare di ciò che voglio, mi ascolta, fa delle osservazioni (imparziali, s'intende) in cui molto spesso mi ritrovo, però da un po' di tempo ho la sensazione di girare in tondo e di non aver fatto alcun progresso in concreto. A questo c'è da aggiungere il fatto che sono anche molto severa con me stessa e tendo a sminuire me e le mie scelte. Però la mia terapeuta non mi dà alcun strumento per riconoscere se sto facendo passi avanti: lei è convinta che certe cose siano da capire insieme, ma per altre devo arrivarci da sola. Arrivata a questo punto, mi chiedo: ma dove sto andando? Sto veramente facendo progressi? Quanto manca al mio obiettivo? È forse il caso di provare un altro tipo di psicoterapia, che magari possa darmi gli strumenti necessari per agire nel concreto? Spero possiate darmi un sincero consiglio. Grazie per l'attenzione.