Maia domande di Alimentazione  |  Inserita il 18/06/2016

Roma

Ho paura di diventare anoressica

Buonasera, mi chiamo Maia e sono una ragazza di 15 anni. È la prima volta che mi rivolgo ad uno psicologo, mi scuso se sbaglio qualcosa nello scrivere o nel modo di pormi.
Descrivo la mia situazione: AMO mangiare e negli ultimi anni mi sono lasciata andare decisamente troppo. Non sono mai stata in grado di regolarmi nell'alimentazione, ho sempre mangiato eccessivamente, spesso, male e fuori pasto, ma nonostante ciò non posso dire di essere mai stata grassa. Dopo le mie abbuffate mi guardavo allo specchio e mi ripetevo che dal pasto successivo avrei dovuto mangiare meglio, ma non ci riuscivo mai. Mi facevo prendere dai sensi di colpa e iniziavo diete che sono durate al massimo una settimana, dopodiché perdevo la motivazione e ricominciavo a mangiare come prima. Pesavo circa 52kgx160cm. A gennaio ho deciso di prendere in mano la situazione ed iscrivermi in palestra, in vista dell'estate. Dopo non molto tempo mi sono stufata, ho ripreso come prima, ma a marzo sono tornata più motivata che mai e ho iniziato a rifare palestra (che tuttora faccio 3 volte a settimana) e anche una specie di dieta, che consisteva nell'eliminare tutte le schifezze. Vedendo i primi risultati, ho ristretto un po' la dieta, cercando di mangiare un po' meno ed eliminando i dolci ed i cibi ipercalorici. Ogni volta mi pesavo ed ero euforica nel vedere il mio peso che diminuiva sempre più, mi rendeva felice, ed è diventato un gesto di routine. So che il peso varia a seconda del momento della giornata, ma quando magari mi peso dopo cena la vista dei chili aumentati mi demoralizza e mi sprona a "impegnarmi di più". Per questo, col tempo ho via via ristretto la mia dieta, senza accorgermene: ora non mangio carboidrati (eccetto i cereali di fibre a colazione), cibi grassi e cibi ricchi di saccarosio. Quasi sempre mangio scondito, e cerco di non esagerare con tutti i cibi che non siano frutta o verdura. La mia alimentazione comunque varia, non mangio sempre le stesse cose. Di solito sia a pranzo che a cena accompagno un pezzo di carne bianca, o frittata, o prosciutto, o dei legumi ad un po' di verdure ed un frutto, diminuendo un po' le dosi a cena. Il mio problema sono le tentazioni. Dover resistere alle tentazioni mi fa impazzire. Ogni volta che vedo qualcuno mangiare un gelato penso a quanto sarebbe bello se potessi permettermelo anche io, ma ogni volta che cedo mangiando uno yogurt in più, un biscotto o un cioccolatino, mi sento troppo, terribilmente in colpa, quindi quando mi viene fame cerco di saziarmi con un the verde, un frutto o una carota, in modo da limitare i sensi di colpa. La settimana scorsa, per esempio, sono andata a cena fuori per festeggiare la fine della scuola, e non ho resistito a prendere una pizza come tutti gli altri, assaggiando anche un pezzo di dolce da una mia amica. Non l'avessi mai fatto! Quando sono tornata a casa ho iniziato a piangere, sono andata in bagno, ma il coraggio di vomitare non l'ho trovato e fortunatamente mi sono bloccata. Il giorno dopo ho mangiato yogurt e i soliti cereali a colazione, a pranzo zucchine e una mela e a cena un po' d'ananas e una fetta di prosciutto. Sono anche stata due ore e mezza in palestra. Questo succede ogni volta che mi "concedo" uno strappo, anche se quasi insignificante, i sensi di colpa mi portano a mangiare meno e allenarmi di più, come quando vedo che il peso è aumentato sulla bilancia. Mi appunto tutto ciò che mangio e non riesco a mettere in bocca qualcosa senza contare le calorie. Attualmente so di essere dimagrita, perché peso 46,5kg, ma non riesco a realizzare concretamente, perché i miei fianchi enormi sono rimasti, le mie amiche sono sempre più magre di me, mi sento ancora in imbarazzo a stare in costume e i vestiti che desidero tanto poter indossare, ancora non me li posso permettere. Ho paura ad andare in vacanza perché non voglio interrompere la dieta. O meglio, vorrei, ma mi sento troppo in colpa e ho ancora bisogno di dimagrire, assolutamente. Non riesco più a mangiare come prima, ho un blocco, anche se vorrei tanto. Mi sento tanto male a resistere alle tentazioni quanto a cedere, vorrei quantomeno vedere i risultati che desidero, ma tutto quello che vedo è un numero che scende sulla bilancia che mi rende felice ma allo stesso tempo sempre insoddisfatta. Io non voglio essere malata. Ho iniziato questa dieta per stare meglio con me stessa, ma sento che sto diventando ossessiva e paranoica. Spero di non aver dimenticato nessun particolare e mi scuso per lo sfogo e per essermi dilungata. Ringrazio infinitamente in anticipo per l'aiuto e auguro una buona serata.
Un abbraccio, Maia.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 19/06/2016 - 07:03

Ciao Maia,
innanzitutto complimenti per aver fatto l'analisi del tuo comportamento alimentare e per aver espresso il tuo disagio emotivo. Cara Maia, la richiesta di aiuto che rivolgi a noi, perché vuoi essere aiutata, è segno di amore per te stessa. È opportuno che tu la rivolga ai tuoi genitori le stesse parole (a tua madre o a tuo padre), insieme potete rivolgervi, in prima istanza o al tuo medico, che a sua volta potrà indirizzarvi verso un centro di disturbi alimentari, o cercare direttamente un centro specializzato suddetto. La tua minore età richiede il coinvolgimento dei tuoi genitori sia per legge che per età di sviluppo. L'adolescenza è un'età molto delicata e particolare dove ci si sente piccoli, per le difficoltà o i disagi, che a volte, comporta, e grandi per il volerli affrontare da sola. La VERITÀ è che quando si ha un problema di salute, sia psicologico o fisico, dobbiamo chiedere aiuto alle persone che ci sono vicine le quali possono sostenerci e guidarci verso la soluzione di un problema. Posso immaginare che a volte, specie, ma non solo, alla tua età i conflitti con i genitori, le chiusure verso i propri familiari mixate con sentimenti di rabbia, paura possono spingere i ragazzi ad evitare il problema o a cercare fuori dal contesto casa. Ecco Maia tu stai avendo la forza di affrontare il tuo disagio che da sola non puoi risolvere se non supportata e aiutata dai tuoi genitori e da esperti di disturbi alimentari. Il consiglio PIÙ opportuno che posso darTi è fai un passo in più, parla con tua madre e dille di rivolervi a un dottore specialista in psicologia (iniziando a chiedere al vostro medico di base) sottolineandole che non puoi o potete farcela, almeno all'inizio, da sole.

Parla con i Tuoi. Supera le resistenze, che potrebbero esserci dentro di te e fuori, ossia intorno a te, e vai diritta a cercare uno specialista con l'aiuto dei tuoi genitori.

Hai tutte le capacità per poterlo fare lo si evince dal modo in cui scrivi.

Buona fortuna Maia!

Cordialmente,
Dott. Arcangela AnnaRita Savino
Bari