ally domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 24/07/2016

Salerno

Alleanza terapeutica

Da alcuni mesi sono in terapia psicologica e trovo grande giovamento da questo; credo che tra me ed il mio psicologo si sia instaurata un'ottima intesa, nel senso che io ho investito molto in termini emotivi e di fiducia in questo percorso e lui è molto coinvolto e partecipe. La tematica prevalente riguarda i rapporti con i miei genitori (attaccamento disorganizzato, che mi ha causato forme di dissociazione non trascurabili). Poiché al momento sono disoccupata e la questione economica mi portava ansia ulteriore, alcune settimane fa ho chiesto al mio psicologo di vederci ogni 15 gg piuttosto che ogni settimana, ma lui, con mio grande sollievo, mi ha detto che la terapia ne avrebbe risentito e mi ha detto che avrei potuto indicargli io stessa la cifra che mi permetteva di stare tranquilla e continuare. Così è andato. Ho apprezzato molto il gesto. Pochi giorni fa lui mi ha detto di essere disponibile per una seconda volta ogni settimana, poiché in questo periodo ha più tempo e pensa che ci sarebbe un beneficio, anche per conoscermi sempre meglio e sottopormi a degli altri test. Ha aggiunto che non avrei pagato per la seconda seduta settimanale. Io sono rimasta contentissima, ma anche incredula: gli ho chiesto, nella seduta successiva, il perché lo facesse; lui mi ha spiegato che il piano economico per lui non è un problema e che sono sicuramente un caso interessante che gli dà molto in termini di soddisfazione professionale, perché in me le cose si evolvono; dice che sono un'occasione anche per lui per lavorare sulla relazione, cosa che non capita spesso; ha aggiunto altre cose, il fatto che è coinvolto a livello umano, ma soprattutto che data la mia situazione familiare sente che posso trarre davvero molto beneficio dal nostro percorso. Ecco, effettivamente è così. Il punto è che io mi sono resa conto che questa disponibilità e questa cura da parte sua mi fanno sentire un trasporto emotivo notevolissimo, proprio "come se" avesse sostituito il ruolo di guida dei miei genitori (ruolo che peraltro non c'è mai stato ma che io avrei desiderato); questo "come se" è però per me molto reale. Mi sto chiedendo se è questo in realtà un effetto atteso oppure un ostacolo rispetto al mio percorso. Da un lato non vorrei perdere questa occasione, e neanche questo rapporto, che è stato costruito nel tempo, dall'altro ho paura di legarmi troppo e in una maniera non giusta. Non so effettivamente se è giusto o meno avere queste sensazioni e se servano o danneggino il mio percorso. Prima o poi ne dovrò parlare con lui, ma mi piacerebbe prima avere anche un parere esterno. Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 25/07/2016 - 06:31

Gent.le Ally,
in un rapporto coinvolgente ed intenso come quello con il proprio/a psicologo/a vi sono fantasie e desideri che nascono dal nostro stato psicologico ed emotivo.
Ti invito a parlarne con il tuo psicologo un modo tale che la fasedel transfert verso cui il lavoro terapeutico evolve lo affrontiate al meglio.