Giuseppe domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 22/06/2016

Palermo

Ansia e paura

Salve. Oggi dopo un bel po' di tempo mi sono convinto a chiedere aiuto a qualcuno di voi. Ho 19 anni e ho continuamente ansia e paura. Sono molto attaccato a mia madre e il mio attaccamento a lei è dovuto sia alla mia infanzia che non è stata molto Bell sia al fatto che una settimana fa è venuto a mancare mio nonno al quale ero molto legato. Come dicevo prima ho sempre ansia e paura. Non esco mai di casa se non per andare a lavoro come cameriere che purtroppo non mi piace ma che sono costretto a fare. Alterno giorni di sonno continuo a giorni di veglia totale. Giorni di euforia a giorni di tristezza. Giorni in cui mangio molto a giorni in cui faccio il digiuno. Mi viene sempre da piangere e ho continuamente sensi di colpa nonostante metta sempre me in 3 piano per altri. Esempio non esco di casa per paura di lasciare mia madre e appena lo faccio mi sento in colpa e mi vengono attacchi di panico. Potete aiutarmi?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 23/06/2016 - 07:33

Caro Giuseppe, il tuo senso di responsabilità verso tua madre è alto se no altissimo e questo è una delle cause attuali che ti crea sofferenza emotiva.
La crescita personale comporta la spinta alla autorealizzazione.
Il conflitto interiore tra la realizzazione di se stessi è inevitabile che entri in "conflitto" con le richieste dell'ambiente in cui si è cresciuti. Questa evoluzione può essere ancor più difficile se noi ci percepiamo e ci viviamo e ci giudichiamo deboli tanto da aver bisogno dell'altro (nel tuo caso tua madre). Il rapporto madre-figlio può favorire o ostacolare la crescita di entrambi ed essere, così, pronti o meno ad affrontare i cambiamenti.
Il mio consiglio? Leggiti attentamente queste parole, ti fermi un attimo su te stesso, ti chiedi COSA VOGLIO PER ME? COME MI DEFINISCO? COSA POSSO FARE PER REALIZZARE CIÒ CHE DESIDERO PER ME? SE RESTO COSÌ NEL TEMPO SARÒ IN GRADO DI AIUTARE ME E CHI È INTORNO A ME?
P.S. pur se tra un figlio e una madre c'è un rapporto stretto o tra un figlio e i suoi genitori o fratelli non sempre si può essere in grado o pronti ad aiutarli. Questo è un limite che si deve accettare. Questa consapevolezza comporta dolore ma spinge il nostro Io ad andare avanti per crescere alla ricerca del potenziamento.

Resto a disposizione
Cordialmente,
Dott.ssa Arcangela.Annarita Savino
Bari