FULVIO domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 19/02/2018

Roma

Mia figlia di 5 anni non vuole andare a scuola

Buongiorno, mia figlia ha 5 anni e frequenta l'ultimo anno di materna. non è mai andata volentieri a scuola ma quest'anno sembrava andare meglio. dopo le vacanze di natale è peggiorata la situazione fino a questa settimana dove si addormenta piangendo e si sveglia alle 5 piangendo che non vuole andare a scuola.
abbiamo chiesto alle maestre e ci hanno detto che spesso cerca la mamma, che nell'ultimo periodo l'hanno divisa dalla sua amiche tta del cuore perchèquesta bimba era troppo oppressiva e vessatoria nei confronti di mia figlia.
parlando invece con mia figlia dice di annoiarsi, di fare troppi lavoretti e pure noiosi; altre volte dice che le amichette la trattano male; altre volte ancora che gioca da sola e si annoia perchè tutte seguono la ba,bina sopracictata e con lei non ci vuole stare nessuno.
a questo punto non sappiamo più cosa fare, se farle frequentare questa bambina e vedere come si comportano visto che le nostre famiglie si frequentano spesso.
spesso mia figlia chiede anche a me della mamma perchè per motivi lavorativi è molto assente
grazie

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 19/02/2018 - 20:12

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buona sera Fulvio,
comprendo la difficoltà di sua figlia: probabilmente l'amica dalla quale l'hanno separata la confortava e supportava, rappresentando un legame signficativo affettivo considerando che poi le famiglie si frequentano spesso. Forse rappresentava proprio un punto di contatto con la sua famiglia e quindi con voi genitori.
quindi è del tutto comprensibile che ora sia oppositiva verso la scuola.
Si può affrontare la situazione lavorando su due fronti: a scuola, ricercando l'allenaza delle maestre nello stimolare sua figlia ad assumere via via un atteggiamento più autonomo, supportandola nell'acquisizione di strategie che le consentano di stabilire legami affettivi con gli altri bambini, evitando di dipendere da altre bambine che sono più estroverse. Stimolarla a manifestare i suoi stati d'animo: quindi se si annoia nel fare alcuni lavori, aiutarla invece a trovare spunti di interesse nuovi e creativi.
Mentre a casa posso suggerire questo: rendere gradevole e stimolante il tempo che trascorrete con vostra figlia, coinvolgendola in attività che lei ritenga piacevoli, rendendola protagonista e soprattutto accolta e compresa, al centro della vostra attenzione.
Capisco che non è facile, ma è una strada che vi aiuterà ad avvicinarvi a vostra figlia e a conoscerla meglio. Lei se ne accorgerà e ve ne sarà grata.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 19/02/2018 - 18:21

Gentile Fulvio,
Sebbene le informazioni circa la scuola materna siano ulteriormente da indagare, credo che il punto fondamentale sia in queste sue ultime parole. Avendo, tra alti e bassi, sempre sofferto nell'andare all'asilo, credo che sua figlia abbia difficoltà nella separazione da voi genitori. Non è troppo tardi per pensare ad un percorso psicologico, consiglierei un orientamento sistemico così che tutti i membri della famiglia possano essere coinvolti. Scoprire i motivi di questo comportamento e trovare strategie adeguate per affrontarlo potrebbero essere dei buoni obiettivi.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 20/02/2018 - 07:10

Buongiorno Fulvio, sebbene condivida le risposte delle mie colleghe le voglio offrire solo un altro spunto di riflessione: l'AUTOSTIMA. Si Fulvio, l'autostima è un "barometro" interno che indica e determina lo stato emotivo ed affettivo di un vissuto situazionale. Da esperta dello sviluppo dei bambini suggerisco sia in famiglia che a scuola l'autostima della bambina. DI osservarne lo stato, rendervi consapevole di quanto la bambina si senta sicura in tutto ciò che fa, e fortificare la sua stima. Sebbene questo stato passi dalla relazione genitoriale e con le figure adulte significative (maestre) essa dipende anche dalla percezione che ogni singolo essere, pur piccolo, ha di sé stesso riferito alle sue capacità di saper fare. Infine si ricordi che i bambini sono i primi giudicatori di sé stessi. Esprimono la loro percezione di sé stessi, autostima, attraverso vari comportamenti come il rifiuto, nello specifico, di andare a scuola.
Ribadisco la mia risposta vuole essere solo uno spunto importante di riflessione ma non costituisce in modo assoluto la soluzione.

Cordialmente
D.ssa Arcangela Annarita Savino