Manuela domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/10/2016

Palermo

L'impotenza di chi aiuta un depresso

Salve,
Vi contatto perché ho un estremo bisogno di un consiglio. Sto con un ragazzo da più di un anno, il quale però soffre di depressione. È una mente brillante, laureato con ottimi voti e di grande sensibilità. Purtroppo ha perso la "voglia di vivere", non ha più voglia di uscire, di leggere, di scrivere, di fare sport, di trovare un lavoro. È arrivato a dirmi che ormai la sua vita è così, che ha fallito e che non cambierà mai nulla e vede la morte come unico sollievo, alterna giorni in cui riesce ad uscire e giorni in cui sprofonda e non riesce a far nulla. Non manifesta perdita di cura verso se stesso o perdita di appetito, ma al contempo non è mai stato un vanitoso ne un mangione. Lui mi ha anche detto che non compirebbe gesti estremi perché gli fa paura, ma io non riesco a star tranquilla. Ho detto lui di andare a parlare con qualcuno ma si rifiuta fortemente, dice che non C e cura per lui, che è un aspetto che fa parte di lui, che non ha mai parlato con nessuno di se e farlo lo porterebbe a sentirsi incapace, perché significherebbe che non è riuscito a far qualcosa da se e significherebbe inoltre che sta mettendo in discussione qualcosa che fa parte di lui. Gli ho anche detto che la terapia farmacologica è efficace e da questo stato se ne può uscire (ho preso anche io il farmaco contro gli attacchi di panico, purtroppo non ne sono uscita e lui secondo me ha visto questo come un cattivo esempio di inefficacia). Non so davvero come convincerlo ad affrontare il problema, mi sento impotente e vorrei un consiglio su come agire...

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Simona Bianchini Inserita il 20/10/2016 - 18:17

Cara Manuela,
la situazione che lei descrive appare molto invalidante da un punto di vista relazionale. Il suo ragazzo presenta un quadro depressivo ma per capirne la gravità e, nello specifico, di che disturbo si tratta, bisognerebbe approfondire con almeno un colloquio psicologico. Dalle notizie che lei riporta però, credo sia fondamentale innanzi tutto tener presente che questo genere di malessere non può essere trattato e curato con l'amore. Una relazione soddisfacente può fungere da stimolo, ma solo uno specialista (psicologo, psicoterapeuta o psichiatra) è in grado di supportare ed aiutare il paziente a superare questo genere di disagi. Lei ha fatto benissimo a suggerirgli di chiedere un aiuto esterno e, mi creda, al momento non può fare molto altro. Dalle sue parole, emerge che anche lei ora si trova in difficoltà nella gestione delle sue emozioni, poiché sostiene di non aver risolto i suoi attacchi di panico e che, per cercare di superare questo disagio, è ricorsa ai farmaci. Ha per caso provato ad intraprendere anche una psicoterapia? I disturbi di ansia e depressione riescono ad essere superati, anche con un certo successo, con la psicoterapia (e, a volte, affiancando alla psicoterapia l'uso dei farmaci, qualora fosse necessario). Il solo farmaco non può aiutare a superare il problema, può soltanto, al massimo, bloccare temporaneamente alcuni sintomi. Credo che lei, chiedendo aiuto per il suo ragazzo, stia chiedendo aiuto anche per se stessa. Forse gli attacchi di panico sono legati a questa sensazione di impotenza? o, se c'erano già prima della relazione, cosa l'ha portata a legarsi ad una persona già sofferente? Le faccio queste domande per aiutarla a soffermarsi innanzi tutto su se stessa e perché magari, attraverso una maggiore consapevolezza di quelle che sono le sue problematiche , di riflesso potrà aiutare anche il suo ragazzo ad avvicinarsi ad una psicoterapia. Se già è difficile per chiunque riuscire a spronare una persona che non ha voglia di vivere, lo è ancora di più per chi presenta un periodo di difficoltà. Si dice che prima di aiutare gli altri, bisogna essere in grado di aiutare noi stessi. Non si senta impotente, ma cerchi di prendersi cura prima di se stessa e, nel frattempo, magari, cerchi di spiegare al suo partner che chi decide di andare in terapia in realtà è una persona che ha deciso di fare qualcosa per liberare la sua vera natura, perché non si nasce depressi,ma lo si può diventare per una serie di motivi che si possono affrontare solo con percorso adeguato. Non si tratta di un fallimento, bensì di un gesto di amore verso se stessi!
Se ha bisogno può contattarmi in privato,
un saluto
Dott.ssa Simona Bianchini

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Inserita il 20/10/2016 - 06:00

Buongiorno Manuela, la situazione descritta è difficile che riesca a gestirla lei poiché per un cambiamento la spinta deve venir da dentro la propria persona. L'unica cosa che lei può fare è invitare a parlare e a contattare uno specialista. Ma invece mi chiedo tu come vivi questa relazione, cosa desideri per te e cosa ti aspetti da questo rapporto. Ti invito a riflettere su te stessa e su ciò che desideri veramente per te.
Resto a disposizione per un ulteriore confronto.

Cordiali saluti.