articoli di psicologia della Dott.ssa Katjuscia Manganiello

risposte dello specialista Katjuscia Manganiello

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Timidezza

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Gentile Cristina, credo che il suo "simpatico difetto" da solo non possa influenzare il suo carattere. Probabilmente è la sua insicurezza che emerge attraverso di esso. Allora che fare? Sposti l'attenzione dalla sua "S moscia" per concentrarsi su di sé e le sue caratteristiche. Accetti la sua timidezza senza combatterla e riconosca le sue qualità. Per lei potrebbe essere molto utile un percorso psicologico, rivolto a ritrovare la sicurezza necessaria per essere se stessa. Buon lavoro, dr Katjuscia Manganiello...

Cosa fare nella vita

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Gentile Luca, la ricerca di se stessi e di un posto nel mondo è per molti una ricerca continua. Lei ha raggiunto buoni risultati in giovane età e ora si sente disimpegnato, pronto per partire con una nuova sfida. Ma ancora non sa quale. E' chiaro che alla sua età le possibilità di crescita sono molteplici e le sue risorse personali fanno pensare che ci sia spazio per un'evoluzione positiva. Per farlo, però, occorrono idee più chiare. Provi a fermare questa ricerca, per riprenderla solo quando si sentirà più sicuro di dove andare (la ricerca confusa porta ancora più confusione con sé). In questa "fermata" rifletta sugli obiettivi raggiunti e si chieda quali sono i suoi desideri, non solo lavorativi (es. sport, vita affettiva, viaggi, posizione economica, passioni, etc). E da questi desideri trovi il suo prossimo obiettivo. Un percorso psicoterapeutico potrebbe esserle d'aiuto a riconoscere i suoi desideri e a individuare nuovi progetti di vita. In bocca al lupo, dr Katjuscia Manganiello...

Autostima a terra

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Gentile Davide, il suo impegno è rivolto verso obiettivi diversi (studio, lavoro, allenamenti, etc) ma senza una vera consapevolezza dei suoi desideri e bisogni per questo si sente inefficace. Mi chiedo quanto ci sia di suo nelle scelte che fa e quanto invece è da riferire ad altro o ad altri. Per questo credo che sia importante fermarsi un momento a riflettere per andare a cercare i suoi desideri veri e da lì partire per costruire, passo dopo passo, il suo progetto di vita, passando anche attraverso i fallimenti. Credo che per lei sia utile un percorso psicologico che l'aiuti a focalizzarsi su di Sè escludendo dalle sue scelte fattori esterni ma senza sensi di colpa. Auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Umiliazioni

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Cara Chiara, i richiami che le fanno arrivano dritti nel profondo come se non ci fossero barriere a proteggerla. E' importante per lei imparare a proteggersi attraverso una difesa forte, come il suo carattere, ma impermeabile verso i contenuti del messaggio. In questo modo, avrà l'occasione di imparare qualcosa di nuovo dalle critiche senza esserne sopraffatta. Per farlo, quando è a casa dopo aver ricevuto un richiamo e dopo aver pianto, provi a osservare senza giudizio il contenuto del messaggio cercando di capire cosa può esserle utile di quella critica. Lasci andare l'emozione con il pianto e si appropri di ciò che le serve davvero. Poi alla critica successiva immagini di avere su di sè una protezione sicura che le consenta di ricevere solo ciò che le serve. Non si viva come un contenitore passivo che è lì solo per ricevere ma si attivi per ascoltare con partecipazione ed eventualmente rispondere con interesse al richiamo. Per lei potrebbe essere utile un percorso psicologico rivolto a potenziare le difese, a rafforzare la consapevolezza di Sè e a stimolare la partecipazione attiva verso gli eventi della vita. Saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Blocco

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Cara Francesca, il suo blocco mi fa pensare alla difficoltà di decollare a causa di qualcosa o qualcuno che la trattiene a terra. Si può prendere il volo solo se si è liberi di farlo. Prima di sperimentarsi in un progetto nuovo ha la necessità di sganciarsi da ciò che la trattiene. Cosa intende quando dice che la sua situazione a casa non è chiara? E quando dice che nessuno la sostiene? è così perché hanno bisogno di lei accanto? e non la lasciano andare? Quali paure si nascondono dietro il suo blocco? ... Lei Francesca pensa di essere pronta ma forse non lo è abbastanza e non lo sono i suoi famigliari. Chiarisca questo aspetto e vedrà che poi sarà più semplice trovare la sua strada. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a riconoscere cosa la trattiene, ad acquisire una maggiore libertà personale e a trovare la spinta giusta per partire verso i suoi obiettivi. Auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Problemi all'università

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Gentile Martina, per essere più efficace durante le prove può mettere in pratica accorgimenti utili sia a gestire l'ansia sia a studiare meglio: - programmi lo studio in anticipo dedicando parte del suo tempo anche ad altre attività (es. uscite con amici); - utilizzi schemi, immagini e parole chiave per aiutare la memoria a fare ampi collegamenti senza dover ricordare tutto; - il giorno prima, ripassi i suoi schemi poi chiuda i libri e si dedichi ad un'attività piacevole e rilassante; - impari a riconoscere l'ansia attraverso le sue manifestazioni e si fermi ad ascoltarla (es. senta il suo respiro, i battiti del cuore, etc) non a combatterla; - quando sente l'ansia aspetti, si concentri sul suo respiro cercando di renderlo più lungo e profondo e provi a mettere a fuoco l'immagine legata al discorso che deve compiere. Questi sono i consigli che posso darle in questa sede ma per un programma più approfondito come un percorso psicoterapeutico potrebbe lavorare sulle sue aspettative e su quelle delle persone a lei importanti, sul senso di auto-efficacia, sulle paure attuali e future, sul peso del successo e su altri aspetti legati alla percezione di Sé. Spero di esserle stata utile, auguri dr Katjuscia Manganiello...

Ferie distrutte

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Gentile Alex, prendersi delle ferie significa interrompere la routine di impegni che riempono la giornata (e probabilmente nascondono il suo malessere) ritrovandosi con del tempo libero, tempo vuoto dove il disagio accantonato per motivi di lavoro emerge con forza. Riposare e godere delle proprie vacanze è possibile quando si è sereni mentre se esistono problematiche o disagi sotterranei questi si fanno sentire in modo prepotente appena abbassiamo le nostre difese. E' un segnale che ci sono conti in sospeso che al rientro dalle vacanze non deve dimenticare ma cogliere l'occasione per prendersene cura, per esempio iniziando un percorso psicoterapeutico. La psicoterapia potrebbe aiutarla a riconoscere il suo malessere e a imparare ad ascoltarlo per stare meglio. Saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Schiava del cibo

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Cara Sara, il circolo vizioso in cui si è infilata è difficile da interrompere da soli poiché non è con la forza di volontà che riuscirà a cambiare anzi continuare a tentare di prevenire le sue abbuffate paradossalmente la spingerà ancora di più ad abbuffarsi! Per lei è necessario un lavoro psicoterapeutico che le consenta di accettare la sua impulsività nell'abbuffarsi per comprenderne il significato e trasformarla in comportamenti più utili e sani. E questo non può farlo da sola. Detto questo ho comunque alcuni consigli per lei: - lasci perdere le diete, in questo momento non riuscirebbe a seguirle con la conseguenza di sentirsi ancora più frustrata e triste; - eviti di prevenire le abbuffate, è controproducente; - allarghi i suoi orizzonti (si chieda chi è, cosa desidera, chi sono le persone importanti per lei, quale rapporto ha con loro, quali sono i suoi progetti, cosa le piace e cosa no, etc), l'attenzione verso il cibo la distrae dalla sua vita "vera" e dai suoi malesseri nascosti; - abbia cura della sua alimentazione, al di là delle abbuffate, inserisca sapori nuovi, cucini le sue pietanze, prepari la tavola a suo gusto con attenzione, si riempa da sola il piatto nella quantità desiderata senza giudizio e assapori ciò che mangia con lentezza, perché mangiare è prima di tutto nutrimento per il fisico e per la psiche; Se tutto ciò che introduce è vissuto con astio il suo corpo e la sua mente si nutrono di malessere e negatività, non combatta contro il cibo ma impari ad assorbire il buono di esso e a lasciare andare il resto. Cari saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Autostima

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Gentile Alberta, la sua sicurezza, che funziona bene in situazioni di benessere, è messa in discussione di fronte alle difficoltà. Il suo obiettivo è quello di rafforzare le sicurezze tanto da non sentirsi in crisi di fronte agli ostacoli. Per farlo è necessario un percorso psicoterapeutico mirato al riconoscimento delle capacità, all'accettazione dei limiti e dei fallimenti, all'adattamento delle situazioni disagevoli e alla ricerca di energie e risorse per affrontare i problemi. Nel frattempo, provi questo esercizio: Nel momento in cui compaiono i primi pensieri negativi li trascriva uno ad uno come se fosse l'elenco della spesa. Per ogni pensiero negativo trovi una caratteristica di Sè che confermi quel pensiero e una che lo neghi (es. mi sento poco intelligente: smemorata-veloce nei calcoli a mente) Questo le permetterà di trovare i suoi limiti e le risorse per ridimensionare i pensieri negativi riportandoli alla realtà. Per ogni limite e risorsa può trovare un risultato utile per la sua vita (es. smemorata: mi scrivo gli impegni in agenda; veloce nei calcoli a mente: non ho bisogno della calcolatrice). E così via. Probabilmente, tutto questo non sarà sufficiente ma è l'inizio del suo percorso di cambiamento. Auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Avere tutto e non essere felici

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Cara Cristina, il suo ex ragazzo manifesta la difficoltà a canalizzare le energie verso un obiettivo. Quello che racconta mi fa pensare ad una eccessiva presenza di energia che viene impiegata un po' dove capita senza uno scopo preciso. Sicuramente il supporto psicologico potrebbe essergli utile a contenere gli eccessi e a sentirsi più soddisfatto ma solo lui può sentire il bisogno di farlo e di conseguenza solo lui può decidere di iniziare un percorso. Quello che mi stupisce, comunque, è come mai si senta tanto coinvolta da un ragazzo che definisce suo ex. Se non fa più parte della sua vita lasci che proceda per la sua strada. Consumarsi per un ex che senso ha? Lasciare andare una persona cara è doloroso ma è il solo modo per costruirsi nuove possibilità. Riporti l'attenzione su di sé e sui suoi desideri, lui saprà cavarsela da solo. Auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Depressione e stress post intervento estetico andato male

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Gentile Rebecca, è molto frequente ritrovarsi delusi dopo un intervento estetico soprattutto se non adeguatamente accompagnati dal supporto di uno psicologo. Prima di sottoporsi ad un secondo intervento è sicuramente utile iniziare un percorso psicologico che le consenta di elaborare la sua delusione e affrontare le insicurezze. Solo con l'aiuto dello psicologo potrà acquisire la necessaria consapevolezza per fare una nuova scelta. Auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Problemi in famiglia

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Cara Blendy, la mamma ha un malessere troppo grande perché tu possa affrontarlo da sola. Fatti coraggio e rivolgiti agli assistenti sociali. So che è dura ma è l'unico modo perché qualcuno si accorga del vostro disagio e vi aiuti, anche correndo il rischio di essere separate. Un abbraccio forte, dr Katjuscia Manganiello...

Non riesco a rialzarmi

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Cara Silvia, la sua vita è un impegno grande. Si è sempre preoccupata dei suoi famigliari e dei loro disagi, ora è il momento di occuparsi di se stessa. Tutti quei pesi che sente sulle spalle vanno affrontati uno a uno e appoggiati a terra perché ora non è più necessario portarli con sé. Solo in questo modo potrà guardare alla sua vita e costruirsi il suo futuro. So che farlo è complicato, immagino non sappia da dove cominciare, proprio per questo è necessario un percorso psicologico che le permetta di sentirsi più libera dalle colpe e dalle paure. E quando sente addosso tutto il peso del mondo si ricordi che lasciare che la mamma si occupi di se stessa è il miglior aiuto che può darle! E vedrà che si sentirà un po' più leggera. Un abbraccio, dr Katjuscia Manganiello...

Soffro di dipendenza affettiva

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Gentile Sara, so che non è facile combattere quotidianamente con l'ansia e la paura di stare soli ma credo che proprio questo tuo malessere possa essere la spinta migliore per un cambiamento. Inizia una nuova psicoterapia e metti in gioco tutta la voglia che hai di migliorare la tua vita. Parti da piccole cose e non pretendere troppo da te e dagli altri altrimenti rischi facilmente di restare delusa. Raccogli tutte le tue energie e portale in terapia dove avrai il compito di imparare ad avere fiducia in te stessa e a mettere un confine chiaro tra te e gli altri. Un caro augurio, dr Katjuscia Manganiello...

Confusione inspiegabile

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Cara Monica, l'esperienza dell'aborto porta con sé molto dolore e paure. Anche il tuo compagno probabilmente soffre come te così diventa difficile per voi confrontarvi e capirvi. L'altra persona, molto probabilmente, è solo il tentativo di non pensare a quello che vi sta capitando. Il mio consiglio è di lasciare da parte la tua ex-conoscenza, che ti confonde ed allontana, per trovare il coraggio di dedicarti a quello che provi dopo l'aborto per condividerlo con il tuo partner. Insieme potrete affrontare questo dolore e decidere come andare avanti. Un caro augurio, dr Katjuscia Manganiello...

Paura per mio papà

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Cara Caterina, il tuo papà ha molti motivi per sentirsi demotivato e spaventato. Dategli un po' di tempo per abituarsi alla situazione e per accettarla. Siate voi per primi ad accettare la situazione come un punto di partenza per una nuova meta ancora non conosciuta. Fate sentire la vostra presenza e allo stesso tempo incoraggiatelo a fare piccoli passi avanti. Fategli notare i miglioramenti e sostenetelo nei momenti di sconforto. E se tutto questo vi sembra troppo fatevi aiutare iniziando un percorso psicoterapeutico famigliare o individuale. In questo momento lo sconforto è tanto e un aiuto psicologico potrebbe sostenervi tutti. Un saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Ansia nelle relazioni

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Gentile Desirè, tutta quest'ansia è lì per indicarle che sta chiedendo troppo a questo ragazzo. Respiri piano e provi a riportare su di sé la sua attenzione. Cosa cerca in lui? Conferme, fiducia, sicurezza? Beh provi a riportare tutte queste cose dentro di sé. E' solo lì che le può trovare con calma, pazienza e coraggio. Inizi un percorso di psicoterapia, l'aiuterà a riportare le richieste dentro di sé e a vivere con più serenità le relazioni. E quando si sentirà più sicura potrà sopportare delusioni, litigi e incomprensioni (ingredienti immancabili di ogni relazione di coppia) senza sentirsi così spaventata. Abbia fiducia, dr Katjuscia Mangnaiello...

PlayStation è la sua ossessione

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Gentile Cristina, è comprensibile la sua rabbia verso la playstation poiché le "ruba" il suo ragazzo che invece vorrebbe tutto per sé. Ma come ha scritto lei è giusto avere i propri spazi. Allora che fare? Trovare un compromesso che prenda in considerazione i bisogni di entrambi. Esempio: Se lui gioca tutte le sere con gli amici forse è un po' troppo. Allora potete decidere che ci saranno sere in cui fate qualcosa insieme e sere in cui lui si dedicherà al gioco con la playstation e lei si dedicherà ad un suo interesse. Non passi tutto il tempo ad ascoltare il controller ma appena ne sente il rumore esca dalla stanza per fare altro. Ne può approfittare per uscire con le amiche. In questo modo i bisogni di entrambi vengono rispettati. Auguri, dr Katjuscia Manganiello...

La mia famiglia non accetta la mia compagna perché ha una figlia

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Gentile Natale innanzitutto grazie per aver scritto. E' molto triste sentire che ancora oggi ci sono persone che hanno tanti pregiudizi. Sono sicura che sia un problema di cultura che impedisce ai suoi genitori di accettare la sua ragazza e sua figlia. Sono felice di sapere che invece lei ha cambiato il modo di pensare famigliare e si è aperto ad accettare gli altri non solo per le apparenze. Questa è una vera conquista anche se purtroppo non cambia granché le cose. Penso che lei ormai ha deciso (sono 10 anni che ha deciso!) e anche i suoi genitori. Continui a vivere la sua vita e si lasci alle spalle i tentativi di pacificazione (sono inutili anzi dannosi per tutti), non mi sembra ci siano possibilità di apertura. Dedichi tempo, pensieri ed emozioni alla sua famiglia attuale, ora il suo posto è lì! Cari saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Gestione dei capricci e sensi di colpa

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Gentile Marzia, la prima cosa da fare è trovare il modo di prendersi cura di se stessa. Perché una mamma nervosa, arrabbiata e stanca è molto più probabile che urli alla propria figlia. Quando è riuscita a fare questo trovi il modo di confrontarsi con il suo compagno per trovare conforto, sostegno e collaborazione. Anche se avete idee educative diverse cercate insieme di trovare un accordo su una, due, tre cose che ritenete importanti e portatele avanti insieme. Le lascio alcune indicazioni sui "capricci" da lei elencati: - "Non vuole mangiare quello che ha nel piatto" : se non vuole lasci che non mangi, mangerà più tardi. I bambini a volte usano il cibo per lanciare ricatti emotivi, non cada in questo tranello. Non si faccia vedere preoccupata, spaventata o arrabbiata se non mangia prima o poi mangerà. - "Vuole utilizzare il pc dei genitori": voi genitori decidete insieme quando, dove e per quanto tempo può o non può usare il vostro pc. Al di fuori di questo non lo usa. Se piange o urla potete dirle che vi dispiace che sia arrabbiata ma il pc lo userà più tardi. E' importante riconoscere i sentimenti della bambina ma le regole dei genitori vanno rispettate. - "Lancia gli oggetti": ogni volta che lo fa fermate la bambina avvicinatevi a lei e ditele che gli oggetti non si lanciano, usando un tono autorevole ma gentile, e ditele che se vuole può lanciare la palla (naturalmente dovete avere delle palle morbide in casa da poter lanciare senza fare danni). In questo modo avete corretto il comportamento sbagliato ma allo stesso tempo avete accolto il suo bisogno di lanciare e le avete fornito il giusto strumento per farlo. Se lo fate costantemente la bambina imparerà presto a non lanciare gli oggetti. Se non riuscite, allora, diventa necessario un percorso psicoterapeutico per sostenervi e aiutarvi a trovare la vostra strada educativa. Se non lo fate la situazione può peggiorare e diventare più difficile da modificare. Cari auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Relazioni e sesso

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Gentile Paolo, è con vero dispiacere che leggo le sue parole. Se è riuscito a trasmettere le sue emozioni in queste poche righe immagino quanto di sé potrebbe dare in una relazione vera. Ho la sensazione che le preoccupazioni per le dimensioni del suo organo riproduttivo siano l'espressione della sua fragilità e insicurezza. Lei non è solo quel pezzetto di sé ma è una persona intera. Provi a dar fiducia a quella persona ed alle sue capacità e inizi un percorso di psicoterapia per affrontare le sue insicurezze. Sono sicura che ha molto da tirare fuori per tornare ad apprezzarsi e sentirsi apprezzato. Cari auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Quale scuola per mio figlio?

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Gentile Gabry, comprendo la sua indecisione e preoccupazione. Penso che il bambino con problemi di comportamento sia per suo figlio uno stimolo ad uscire dalla sua timidezza per questo non mi preoccuperei delle lamentele, sono un'occasione per sperimentarsi nella relazione. D'altra parte capisco che un'amicizia esclusiva di questo tipo potrebbe a lungo andare trattenere suo figlio dal fare nuove esperienze. Quindi penso che aldilà della scuola che sceglierà è importante dare a suo figlio più opportunità di incontro con gli altri. Per cui se andrà in classe con il compagno di giochi allora inviterei il bambino a frequentare un gruppo sportivo o di altro se invece sceglierà la scuola con i compagni di classe allora permetterei al bambino di vedere l'amico nel pomeriggio dopo la scuola. Se suo figlio non sa decidere scelga lei per lui ricordandosi di mantenere l'amicizia e le nuove opportunità. Saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Il triangolo no

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Gentile Francesca, ha perfettamente ragione, il triangolo no. A meno che non sia una scelta di entrambi ma non mi sembra questo il suo caso. In questa storia nessuno riesce a fare una scelta definitiva. Forse perché ognuno di voi a suo modo ne ha paura. Allora inizi lei a fare piccole scelte da condividere con il suo compagno. Per esempio: - quando state insieme niente chat con l'altra; - quando state insieme parlate solo di voi; - fate progetti a breve termine (una vacanza, una cena, uno sport, ..) - condividete momenti di vita quotidiana (la spesa, altri acquisti, la colazione, ..) Piccole scelte per definire il vostro spazio come esclusivo, solo per voi due, e per conoscervi meglio. Questo potrebbe aiutarvi a capire quale strada prendere. Cari auguri, dr Katjuscia Manganiello...

Convivenza

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Cara Federica, lei si trova ad affrontare una scelta difficile e coraggiosa quanto necessaria. Comprendo la sua paura e il dolore per questa separazione ma penso anche che le persone a noi care hanno molte più risorse di quanto ci immaginiamo. La scelta della convivenza è sana e indispensabile per la sua crescita. Sono sicura che la mamma saprà cogliere questo momento per mettersi in gioco e trovare un nuovo equilibrio personale e poi la potrà comunque sostenere a distanza. Non lasci che la "dipendenza" diventi anche un suo problema, apra le ali e spicchi il suo volo! Coraggio, dr Katjuscia Manganiello...

Cosa devo fare...

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Caro Peppe, come prima cosa grazie per aver scritto. Comprendo la tua paura, il mondo del lavoro può fornire una facile tentazione al tradimento. Ma io che mi occupo di tradimenti da lungo tempo posso dirti che non è la tentazione a favorire l'adulterio ma la presenza di un'insoddisfazione personale o di coppia. Per questo penso che lavorare in polizia non aumenta ne diminuisce le possibilità che la tua ragazza trovi un altro ma è la qualità della vostra vita di coppia e di quella personale di ognuno di voi a contare. Se per te è veramente importante la storia che stai vivendo prova a spostare il tuo pensiero dalla paura del tradimento a come stai nella coppia e a come sta la tua ragazza. E' lì che troverai le conferme per stare bene nonostante le tentazioni. Se vuoi saperne di più puoi cercare alcuni articoli che ho scritto sull'argomento nel mio blog "Psicologia Coppia e famiglia", E se questo non dovesse essere sufficiente inizia un breve percorso psicoterapeutico per affrontare i tuoi dubbi, è molto meglio dell'alcol te lo assicuro! Cari saluti dr Katjuscia Manganiello...

Comportamento strano in presenza di altre persone

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Gentile Maria Lucia, la spiegazione che ti ha dato il tuo ragazzo è del tutto possibile. La timidezza, il pudore e la riservatezza possono indurre a comportarsi diversamente in diversi contesti. Ma visto che ne soffri puoi provare a migliorare il tuo vissuto negativo in due modi: 1- Prestando più attenzione alle conferme che ricevi da lui nei momenti in cui è più a suo agio poiché è lì che si sente veramente se stesso; 2- Provando a fare piccoli cambiamenti nel vostro modo di comportarvi quando ci sono gli altri: proponi tu un piccolo cambiamento (es. scambio di sguardi, mano sulla spalla, sedersi vicini, ...); chiedi a lui se è d'accordo; se non è d'accordo chiedigli cosa invece potrebbe fare; mettetevi alla prova; La vita di relazione non è mai esattamente come desideriamo per questo spesso è necessario fare aggiustamenti nei comportamenti e/o nelle aspettative. Buon lavoro, saluti dr Katjuscia Manganiello...

Vorrei aiutare mio marito per problemi di erezione... come?

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Buongiorno Sara, sicuramente da quello che racconta emerge che state vivendo un periodo di stress. La precarietà lavorativa crea instabilità emotiva e in qualche modo si contrappone alla ricerca di un figlio che invece richiede stabilità. Quindi l'instabilità dell'erezione può essere letta come il sintomo dell'instabilità emotiva e dell'incertezza di non potercela fare ad assumersi anche la responsabilità di un figlio. Ma è un'ipotesi che suo marito non riconosce o non riesce a riconoscere. Quindi che fare? 1- sostenga suo marito in questo momento di difficoltà aiutandolo a vedere le sue capacità e possibilità future; 2- imparate a guardarvi come ad una famiglia per cui la stabilità è il risultato dell'insieme delle vostre forze e non solo di quelle del singolo (lei Sara ha detto di lavorare tanto e questo mi fa pensare che l'equilibrio economico della coppia non è a rischio); 3- immaginate la ricerca di un figlio non come ad un compito da svolgere ma come al risultato naturale della vostra sessualità, per cui, al momento, non impegnatevi in rapporti programmati ma seguite il vostro desiderio; 4- ecco, seguite il vostro desiderio pensando che la sessualità non è solo sinonimo della penetrazione ma è anche tutto ciò che sta intorno. Per cui se la penetrazione non è possibile divertitevi a sperimentare altri aspetti della vostra intimità; 5- parlate delle vostre emozioni, dei vostri pensieri, dei progetti insomma condividete il vostro mondo interiore come fate con quello esteriore e se per suo marito è difficile farlo lo faccia lei, con il suo esempio lui potrà imparare a fare altrettanto. Se tutto questo non dovesse essere sufficiente a migliorare le cose inizi lei Sara un percorso di consulenza psicologica, anche on-line, per costruire passo dopo passo una intimità di coppia più ampia. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Confessione di un tradimento mentale di mio marito

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Gentile Amy, l'infatuazione mentale di suo marito è arrivata in un periodo un cui lei stessa definisce di "secca" dove per qualche motivo vi siete trovati più distanti uno dall'altro. Quindi penso che possa essere letto come il tentativo di trovare il riconoscimento e le emozioni della coppia attraverso una via più semplice capitata per caso. Suo marito oggi le dice che la ama e non vuole perderla ed è da qui che dovete ripartire. Il vostro compito ora non è tanto confrontarvi "sulla signorina 50enne" ma costruire qualcosa di nuovo nella coppia. Entrambi siete consapevoli che vi siete allontanati, l'infatuazione ha solo messo in luce questa consapevolezza. Ora occupatevi di voi. Come? Raccontando come vi sentite (lasciando fuori "la signorina"), cosa desiderate, quali sono i vostri pensieri, preoccupazioni e progetti. E iniziate insieme a fare qualcosa di nuovo. Ogni coppia affronta momenti come il vostro nel corso del tempo, occorre trovare la voglia e l'impegno per riavvicinarsi e ripartire insieme. E se poi è difficile farlo da soli chiedete aiuto alla psicoterapia di coppia, sarà un valido sostegno al vostro percorso. Cari saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Problemi di coppia

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Ciao Federica, forse il tuo ragazzo si è spaventato? Prova a parlare con chiarezza con lui affrontando il tema della convivenza non come ad un passo obbligato ma come ad una scelta condivisa. Parlate delle vostre emozioni, anche tu ne avrai in merito, di cosa significa per voi lasciare la famiglia d'origine e come potete includerla nel vostro progetto di coppia. Solo se pensate entrambi che la scelta della convivenza è giusta per voi in questo momento, allora potete metterla in pratica. Datevi un po' di tempo, qualche mese per esempio, per capire cosa volete fare e come lo volete fare senza trascurare mai emozioni quali paure, sensi di colpa, preoccupazioni e altro. Parlare con chiarezza vi aiuterà a capire, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Figlio... compagno e genitori stressanti

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Cara Claudia, comprendo la tua stanchezza perchè nella vita hai dovuto affrontare tante difficoltà e ora meriteresti un po' di pace. Ma la vita non va sempre come uno si aspetta allora devi ancora una volta rimboccarti le maniche e lottare per avere il tuo pezzetto di serenità, te lo meriti. Se per te è importante il tuo compagno allora devi parlare chiaramente con tuo figlio, dirgli quanto ti dispiaccia che non va d'accordo con lui ma anche quanto è importante per te e che gli piaccia o no lui farà parte della tua vita. La stessa cosa la puoi dire a tutti quelli che non amano il tuo compagno. Poi dì a tuo figlio quanto anche lui è importante per te, che accetti la sua antipatia verso il tuo compagno (per questo lo lascerai libero di non incontrarlo se non vuole), e trova il modo di avere momenti speciali con lui per ricostruire il legame che si è perso. Fai la stessa cosa con il tuo compagno parlando di tuo figlio. In sintesi, è importante che fai sapere ai tuoi "uomini" quanto sono importanti per te ma che non rinuncerai a nessuno dei due ma ti impegnerai a riservare separatamente ad entrambi le attenzioni di cui hanno bisogno. Così metterai dei confini tra il rapporto tuo e del tuo compagno e tuo con tuo figlio, perchè non necessariamente devono incontrarsi e piacersi. Vedrai che impareranno a capire, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Rapporto di coppia

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Gentile Sissi, per aiutarvi ad affrontare questo momento di crisi credo sia importante aprire un dialogo sincero sulle ferite di suo marito. Quali sono questi episodi che suo marito non riesce a cancellare? Che cosa nello specifico l'ha ferito? Quali sono i motivi per cui si sono verificati? Un dialogo che vada più a fondo per capire meglio cosa è accaduto e se è possibile ricominciare. Una psicoterapia di coppia potrebbe aiutarvi ad entrare nelle ferite senza continuare a farvi male. Abbiate il coraggio di provare, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Ansia o gastrite nervosa?

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Gentile Antonio, mi sembra di capire, da quello che racconta, che uscire il sabato sera le crea una certa ansia e questa si trasforma in un sintomo fisico (forse colite più che gastrite ma di questo ne parli con il suo medico curante che saprà fare la giusta diagnosi). Come fare per alleviare la sua ansia? Ecco alcune indicazioni: - Si prenda un momento di tranquillità durante la settimana per indagare sulla sua ansia del sabato sera (cosa la preoccupa? cosa può fare per sentirsi più tranquillo? l'ansia si manifesta anche in altri modi? E come? ..) - Il sabato sera si prepari a questo momento di ansia, non l'aspetti ma l'anticipi. Si metta sdraiato o seduto se preferisce. Provi a sentire l'ansia: cosa sente? a cosa pensa? Quando viene fuori si rassicuri e provi a sentire il suo respiro, prima senza modificarlo poi cercando di fare respiri sempre più lunghi e profondi. Mentre respira con le mani faccia dei massaggi sulla pancia. Questo dovrebbe, nel tempo, aiutarla a capire meglio la sua ansia e a rilassarsi perchè dell'ansia non bisogna avere paura ma occorre imparare ad ascoltarla e a capire dove ci porta. Se fosse troppo complicato o se non dovesse avere sollievo dal suo sintomo allora inizi una psicoterapia anche on-line per farsi aiutare più da vicino. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come posso aiutarlo?

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Gentile Martina, trovo che il suo ragazzo sia un po' confuso e di conseguenza lo è la vostra relazione. Penso che per poter chiarire questa confusione il suo ragazzo debba trovare uno spazio suo per ragionarci su ed elaborare le emozioni e/o le vicende che lo preoccupano. Penso che un percorso psicologico individuale potrebbe essere la migliore soluzione. Così lui ha il suo spazio per parlare liberamente e voi potete vivere la coppia con maggiore serenità. Il mio consiglio è di non continuare a farlo ragionare, se lo vorrà fare è giusto che trovi il suo spazio in una terapia, ma di concentrarvi su di voi come coppia per conoscervi e capire cosa volete fare nella vostra relazione. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganeillo...

Relazione ultraventennale

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Gentile Bruno, è bello sapere che dopo 22 anni di matrimonio lei abbia voglia di mettersi in discussione per migliorare i rapporti intimi, dimostra un grande amore per sua moglie e questo le ne dà merito. Per quanto riguarda il calo di desiderio, del tutto fisiologico a causa del lungo tempo trascorso insieme, dei cambiamenti legati all'età, del coinvolgimento nelle tante attività quotidiane, ho alcuni consigli per lei: - il calo del desiderio non è l'equivalente di un rifiuto "se non mangio la pasta è perchè in quel momento non ho fame non perchè non mi piaccia la pasta); - provate ad invertire i ruoli : visto che il desiderio di sua moglie è meno frequente può chiedere a lei di prendere l'iniziativa così non si sente dire di no e allo stesso tempo si sente corteggiato; - decidete insieme qual è la frequenza di rapporti che desiderate avere e impegnatevi entrambi a rispettarla: "anche lo sport è difficile da intraprendere ma poi quando lo si è praticato fa stare molto meglio"; - trovate dei momenti per farvi semplicemente le coccole senza andare oltre: "è un modo per sentirvi vicini e amati diverso dalla sessualità" Se poi non riuscite o non vi sentite comunque abbastanza soddisfatti allora iniziate un percorso breve di aiuto psicologico per migliorare questa parte della coppia, lo potete fare anche online. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Sono sola...

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Gentile Francesca, penso che dopo 7 anni di fidanzamento è normale trovarsi un po' soli e impacciati nelle relazioni poichè non sei più abituata da tempo a socializzare senza la presenza di qualcuno accanto. Per questo è importante che tu ti dia un po' di tempo per ricominciare a muoverti tra le relazioni e creare nuovi legami cercando di non giudicarti negativamente. Le critiche negative che rivolgi a te stessa ti fanno sentire sempre più inadeguata e non è questo che ti serve. Prova a non giudicarti e allo stesso tempo prova a capire cosa desideri (quali amici vuoi frequentare, se ne vuoi conoscere di nuovi, se vuoi migliorare alcune relazioni, se vuoi migliorare il tuo approccio con gli altri, ..). Una volta che hai identificato i tuoi desideri prova a svilupparli in un modo nuovo dove il giudizio ti serve solo a capire se stai andando nella direzione desiderata oppure no. Ogni volta che ti senti insoddisfatta prova a cambiare qualcosa in quello che fai. Se questo percorso pensi di non riuscire a farlo da sola allora inizia una breve terapia, anche on-line, per essere accompagnata a raggiungere la serenità nelle relazioni. Vedrai ne sarai ampiamente ricompensata. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Autostima e il non saper dimenticare

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Cara Roberta, stai attraversando la fase di elaborazione del lutto per questa importante separazione. Quando ci si separa si lasciano andare insieme alle persone anche delle parti di sè solide e stabili a cui eravamo abituati e che ci davano la sensazione di sentirci in equilibrio. Con la separazione e la perdita sentiamo di non poter contare più su quell'equilibrio per questo mettiamo tutto in discussione, come la stima di se stessi. Ma è una situazione temporanea, uno smarrimento che spinge verso un cambiamento e la costruzione di una nuova e stabile sicurezza di sè. Se pensi di aver bisogno di rivedere la tua ex per chiarire alcune cose fallo pure ma immaginalo come un momento di riavvicinamento per poi allontanarti di nuovo un po' più serena di prima. La persona che hai lasciato non l'hai persa del tutto, quello che avete vissuto insieme è dentro di te. Non lasciare però che questa nostalgia del passato ti trattenga dal vivere a pieno il tuo presente non ne varrebbe la pena. Affronta le tue insicurezze poco alla volta immaginando che siano gli elementi necessari a costruire una nuova relazione che con il tempo si trasformeranno in qualcosa di più solido e rassicurante. Se a fare tutto ciò hai delle difficoltà, non esitare ad iniziare un percorso di psicoterapia, anche on-line, per affrontare le tue paure, ti aiuterà presto a sentirti più sicura. Saluti, dr Katjuscia Manganiello...

Orientamento sessuale

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Gentile Marco, anche nell'orientamento sessuale esistono sfumature per questo penso che stai entrando in contatto con la parte di te che prova attrazione per gli uomini. Questo non significa necessariamente essere omosessuale. Probabilmente vivi come predominante la tua parte eterosessuale mentre quella omosessuale è subordinata ma comunque presente. Non avere paura, in ogni persona ci sono entrambe le componenti. Prova a vivere con maggiore serenità questa parte di te, provando ad immaginare che non è "cattiva" o "pericolosa" ma rappresenta il desiderio verso qualcosa di poco conosciuto e per questo interessante. Poi saranno i tuoi desideri e bisogni a guidarti nella scelta. Per altre domande scrivi ancora, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Mia figlia non vuole parlare

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Gentile Chiara, probabilmente la bambina risente degli importanti cambiamenti conseguenza del trasferimento negli Stati Uniti. Avete bisogno di un aiuto per sostenerla e consentirle di ritrovare le sue sicurezze. Non insistete, al momento, a farla parlare in inglese. Consiglio la mamma di parlare con lei in italiano mentre il papà in inglese. Fate con la bambina dei giochi che le consentano di esprimersi attraverso le bambole per esempio o con delle letture. Sono sicura che nel momento in cui la bambina si sentirà di nuovo sicura inizierà a parlare ma penso che non possiate aspettare quel momento senza un aiuto. E' importante iniziare un percorso anche on-line che vi consenta di condurre la bambina verso una maggiore serenità. Resto disponibile, dr Katjuscia Manganiello...

Incapace di dimagrire mi abbuffo sempre di più

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Ciao Daniele, probabilmente, come fanno in tanti, usi il cibo non solo per alimentarti ma anche per soddisfare altri bisogni psicologici. E se le tue diete non tengono in considerazione questi bisogni sono destinate a fallire. Quindi il primo passo che devi fare è individuare quali bisogni stai cercando di soddisfare mentre mangi (plachi l'ansia, riempi un vuoto, ricerchi il piacere,..). Poi individuati questi bisogni occorre trovare strategie alternative più salutari per soddisfarli. Non sono sbagliati i bisogni ma il modo in cui cerchi di soddisfarli. Detto questo la tua alimentazione deve cambiare gradualmente e seguendo le tue necessità poichè il cambiamento deve essere duraturo e stabile, altrimenti riprenderai presto e facilmente i chili persi. Così come è importante introdurre nuovamente l'attività fisica in maniera graduale e costante nel tempo. Tutto questo non è semplice raggiungerlo da soli ma se vuoi possiamo farlo insieme iniziando un percorso di sostegno psicologico on-line mirato al raggiungimento di un nuovo equilibrio nel comportamento alimentare. Fammi sapere cosa ne pensi, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Relazioni che ti logorano

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Cara Francesca, prova a cambiare punto di osservazione. Cosa significa? Invece di pensare a come lasciare il tuo ragazzo prendi in mano la tua vita e ampliala. Inizia a esprimere le qualità che senti oppresse in altri ambiti (lavoro, amicizie, sport, tempo libero, ..). Questo con il tempo ti restituirà una buona stima di te stessa e molto probabilmente ti aprirà nuove strade che porteranno inevitabilmente a dei cambiamenti. Non puntare su di lui, punta su te stessa. E se le cose ti sembrano complicate non esitare ad iniziare un percorso psicologico per ritrovare la tua sicurezza. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Risolvere definitivamente il problema dell'insonnia

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Buongiorno Francesca, da quello che racconti sembra che il problema dell'insonnia sia collegato all'ansia da prestazione che provi prima di avvenimenti importanti. Quindi probabilmente lavorando sulla tua ansia potrai ottenere buoni risultati anche sul sonno. Comunque, penso che la sensazione di "non essere al meglio di te" di fronte ad un evento importante probabilmente va ricondotta alla tua insicurezza (è come se con un cattivo sonno volessi trovare la giustificazione ad una prestazione che non giudichi eccellente). Non è il sonno a rendere la tua prestazione peggiore ma l'ansia, l'insicurezza e le aspettative elevate che hai su di te. Quindi il mio consiglio è quello di fare i conti con le tue aspettative provando a ridimensionarle e con la tua autocritica provando a cogliere i tuoi punti forti per valorizzarli e i tuoi punti deboli per accettarli. Per la scelta non credo sia tanto importante l'orientamento terapeutico ma piuttosto l'incontro con il terapeuta che tu hai in mente. Per questo ti consiglio di scegliere in base a come ti senti tu in rapporto con quel terapeuta. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Il mio compagno ha delle bimbe dalla sua ex

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Buongiorno Elisa, so che non è facile accettare la situazione del suo compagno vista la complessità ma penso anche che se "è un uomo fantastico" che non vuole perdere allora è necessario impegnarsi a trovare una strada per farlo. E' davvero importante essere la prima? Forse lo è di più essere quella che resta. E per scoprire se ha voglia di restare prima di tutto le consiglio di parlare apertamente con il suo compagno delle emozioni e dei pensieri che l'attraversano. Poi di chiedere a lui come è arrivato ad accettare questa situazione e perchè ha deciso di non cambiarla. Quello che emergerà potrà diventare il punto di partenza per costruire qualcosa insieme e allo stesso tempo per lasciare andare i pensieri che l'assillano perchè troveranno un senso dal vostro confronto. Se non riuscite da soli o se il confronto per voi non è sufficiente a chiarire i dubbi provate ad affidarvi ad un terapeuta per affrontare insieme questo momento importante della vostra storia. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

É solo paura?

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Gentile Cristina, se è solo paura sarà il tempo a dirtelo. Se ci tieni a lui e senti che anche lui è interessato a te prenditi un po' di tempo per stare nella relazione senza troppe aspettative se non quella di conoscervi meglio. In questo modo potrete liberarvi dall'ansia da prestazione e da aspettative favorendo un rapporto più sereno e rilassato. Questo vi permetterà di affidarvi uno all'altro, trovare lo spazio per raccontarvi in modo più autentico e di capire come desiderate proseguire. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come risolvere i miei problemi alimentari?

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Gentile Jessica, è vero molti cercano di dimagrire ma poi non riescono. Il problema principale è quello di trascurare gli aspetti emotivi e psicologici della persona che affronta una dieta e che in realtà condizionano fortemente il comportamento alimentare. Per avere un vero risultato, duraturo nel tempo, hai bisogno di cambiare le tue abitudini alimentari e psicologiche per sempre, non solo per il tempo della dieta ipocalorica e per fare questo ti serve l'aiuto dello psicologo e del nutrizionista. Intanto che maturi l'idea di affidarti ai professionisti ti lascio alcune indicazioni utili: - per conoscere veramente le tue abitudini alimentari tieni un diario dettagliato di tutto ciò che mangi per almeno due settimane; - passate le due settimane analizza il diario: osserva quando mangi di più, osserva cosa mangi, osserva perchè mangi (per fame, perchè sei arrabbiata, annoiata, ...) - pensa ora cosa potresti modificare senza soffrire: ridurre qualcosa di poco (es. meno zucchero, meno sale, meno condimenti,..), sostituire alimenti elaborati con altri più semplici, imparare a sentire lo stimolo della fame e sazietà, .. - inizia il cambiamento Spero che questo sia per te un buon inizio anche per imparare ad apprezzarti di più con o senza quei 7 Kg, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Sogno infranto

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Gentile Lea, quali sono questi sogni andati? Provi a scriverli nero su bianco poi li confronti con la sua buona realtà attuale. Sono davvero così diversi da quello che ha ottenuto? Sa, a 50 anni un po' tutti facciamo una resa dei conti e le scelte che abbiamo lasciato indietro si mostrano più evidenti ma per essere oggi quello che siamo sono state necessarie anche quelle scelte del passato. Quando ha chiarito di fronte a sè i suoi desideri lasci da parte quello che ormai è andato e non più raggiungibile mentre raccolga quello che ancora può fare. A 50 anni se lo desidera veramente può laurearsi ma prima chiarisca dentro di sè se davvero è questo il suo desiderio o se è invece l'espressione della malinconia per il tempo andato. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

L'ennesima discussione

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Cara Sally, in fondo sa anche lei qual è il vero problema: un'autostima non sufficientemente alta. Questo le impedisce di vivere serenamente la sua relazione e la porta a preoccuparsi eccessivamente del giudizio degli altri. Il suo obiettivo è aumentare la fiducia in se stessa prima che nel suo compagno. E per farlo penso che la via migliore sia un buon percorso di psicoterapia, vedrà le cose cambieranno. Le lascio comunque alcune indicazioni utili: - non si confronti con le altre, le persone sono sempre diverse e così le loro relazioni; - riporti l'attenzione su di sè (deve aumentare la fiducia in sè non in lui, più si sentirà sicura e meno avrà paura di un "intrallazzo", ..); - parli con il suo compagno francamente dei suoi dubbi e paure, uscire allo scoperto è un sollievo per entrambi e un buon modo per capirsi meglio. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Paura di rimanere soli senza nessuno

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Gentile Leonardo, la paura di stare soli accomuna molte persone perché la solitudine è un sentimento forte che apre altre paure ancora più grandi (l'abbandono, la morte, la perdita, ...). Allo stesso tempo imparare a stare da soli è importante poiché anche se ci sono persone accanto a noi poi siamo noi da soli a dover affrontare i momenti difficili della vita. Per questo il mio invito è quello di prenderti del tempo da dedicare a te stesso, magari anche con la collaborazione di una nuova psicoterapia, in cui ti impegni ad imparare a conoscerti più a fondo (punti deboli, punti forza, paure, insicurezze, capacità,..). Per accettare la tua paura hai bisogno di ritrovare in te stesso la forza, la fiducia, il coraggio e la speranza che ce la fai e ce la farai. Fatto questo potrai sentirti meglio anche dentro una relazione. Un caro augurio, dr Katjuscia Manganiello...

È nata prima l'anoressia o la delusione sentimentale?

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Gentile Lucky, l'anoressia può essere innescata da un vissuto traumatico come la fine di una relazione ma ci devono già essere alla base delle condizioni di vulnerabilità importanti. Quindi possiamo dire che la delusione sentimentale può innescare il disagio ma non è la sola causa e probabilmente neanche la più importante e per questo motivo non può diventarne l'antidoto. Di fronte ad un disagio come l'anoressia occorre un intervento specialistico, spesso con più figure insieme come lo psichiatra, lo psicoterapeuta, il nutrizionista. Non ci sono formule magiche ma un duro lavoro sostenuto dagli esperti. In quello che scrivi mi sembra di leggere una difficoltà a lasciare andare la storia conclusa. L'anoressia non può e non deve essere il legante di una coppia, non sarebbe utile per nessuno. Meglio andare avanti ognuno per la propria strada e con le proprie ferite da leccare ma verso direzioni diverse. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Accettazione in una relazione

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Gentile Dam, perché svalutare la sua ragazza? Aveva un desiderio, ha cercato di soddisfarlo poi si è resa conto che non era ciò che voleva così ha deciso di cambiare strada. Non ha mancato di rispetto a nessuno visto che quando l'ha fatto era una donna libera. Avrebbe preferito che le rimanesse il dubbio? La sua ragazza è anche quel desiderio, perché dovrebbe vergognarsene? Penso che se la ama davvero può imparare ad accettarla così com'è senza cercare di censurarla, cambiarla o farla sentire sbagliata perché sbagliata non è. Se desidera lei la accetti per com'è. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Non si fida di me

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Gentile Cristina, da quello che racconta siete una coppia perfetta e per questo avete buone possibilità di superare questo primo ostacolo capitato tra voi. Il mio consiglio è di avere cura di questo dubbio principalmente in due modi diversi: 1. Parlandone: prova a spiegargli i motivi del tuo "segreto" iniziale (paura di non essere accettata? capita? paura di essere lasciata? disprezzata?..); prova a spiegargli che non era un vero e proprio "segreto" poiché hai aspettato il momento giusto (quello in cui potevi ritenerti sicura di essere accolta) per dirglielo; prova a dirgli che le cose intime non si raccontano subito ma hanno bisogno di tempo per uscire fuori e probabilmente neanche lui ha raccontato tutto di sé; .. 2. Vivete la vostra quotidianità con amore, comprensione e vicinanza vedrai che i fatti lo aiuteranno ad avere sempre più fiducia di te e della vostra coppia. Se state bene insieme non può fare a meno di sentirlo ed è questa l'unica prova di cui ha bisogno. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come fargli acquistare fiducia e fargli rompere il ghiaccio?

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Gentile Francesca, è sicura che potrebbe essere una buona cosa per lei se lui rompesse il ghiaccio? In fondo è un uomo impegnato e per lei che è separata da poco mi sembra un serio rischio per il suo benessere. La mia idea è che lei Francesca desidera una nuova relazione ma allo stesso tempo ne è spaventata. La scelta di un uomo già accompagnato le permette di sperimentarsi in qualcosa di nuovo senza impegnarsi veramente. Può essere divertente ma è molto rischioso per se stessa potrebbe farsi male emotivamente e non credo ne abbia bisogno in questo momento delicato della sua vita. Il mio consiglio è di lasciare perdere chi non la può rendere felice e guardarsi intorno con pazienza e riguardo per tutte le sue emozioni. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Crisi di coppia o depressione?

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Gentile Luigi, probabilmente lei sta vivendo un periodo difficile di elaborazione e la tristezza o depressione sono il tentativo di dare un senso ed una svolta a quanto sta accadendo. Credo che la miglior cosa che possa fare a se stesso e farsi aiutare da una psicologa/o perché affrontare da solo questo groviglio di pensieri e paure è difficile. Il mio consiglio è di iniziare quanto prima un percorso che le consenta di tirar fuori tutti i pensieri e le preoccupazioni e poi un giorno dopo l'altro di rimettere ordine e armonia nella sua vita. Vedrà che si chiariranno le idee confuse di oggi e potrà tornare a sentirsi più sereno. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Piango per il peso di essere me

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Samantha, ne hai tante di cose dentro di te, eh? Rabbia, paura, tristezza, rimpianti ma anche tanti desideri interessanti. Credo che hai la sensazione che la vita sia un po' dura con te, come se non ti regalasse niente di buono. E' vero, la vita è dura, ci mette alla prova costantemente e a qualcuno più di altri. Ma forse nel tuo malessere non c'è solo una vita difficile c'è anche la paura di realizzare i propri desideri o di vederne fallire qualcuno. Sai a volte è più facile pensare che niente sia possibile invece di accettare quello che si ha e magari partire da lì per fare i primi passi verso un cambiamento. Sicuramente dei tentativi di cambiamento l'avrai fatti ma sento dalle tue parole che ciò che ti ha impedito di sentirti realizzata è stato chiedere troppo a te stessa o comunque di chiederlo troppo presto. Parti dalla tua realtà, fai pace con essa, prova ad accettarla a sentirla tua. Poi immagina i tuoi desideri più importanti e immagina anche come puoi avvicinarti ad essi un passo dopo l'altro. Non puoi saltare lontano se prima non ti sei allenata duramente, se non sei caduta mille volte, se non hai esercitato muscoli e mente, se non hai imparato nuove strategie. E il modo migliore per allenarti a questo cambiamento è sicuramente la psicoterapia che potrà aiutarti a trovare le forze ma anche a fare i passi adeguati alle tue gambe per raggiungere la tua meta. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Bullismo

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Gentile Alessia, sono contenta di sapere che sei arrivata al punto da non interessarti di ciò che pensa la gente, un bel passo avanti nella crescita della sicurezza in te. Ma forse non basta perché comunque da quelle persone sei stata ferita e, a quanto mi sembra di capire, non hai avuto modo di confrontarti con loro per esprimere i tuoi pensieri ed emozioni. E quindi ora queste emozioni galleggiano dentro di te senza trovare una via d'uscita e iniziano a pesarti. Questo significa che è arrivato il momento di prendertene cura. Immagina la tua rabbia come un'importante parte di te che ha almeno due obiettivi: 1. bisogno di uscire allo scoperto in modo costruttivo; 2. insegnarti qualcosa di te e del tuo rapporto con gli altri. Per aiutare la tua rabbia a raggiungere questi obiettivi il modo migliore è sicuramente la psicoterapia poiché ti offre la possibilità di esprimerla e restituirle un significato utile. Prova ad uscire dal tuo isolamento con l'aiuto di qualcuno che sappia accompagnarti. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Sessualità figlio, come affrontare la situazione?

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Gentile Elisabetta, comprendo i suoi timori per i pericoli che suo figlio potrebbe incontrare su una chat omosessuale (come in qualsiasi altro "luogo" su internet). Per questo penso che potrebbe affrontare due discorsi diversi: 1. I pericoli della rete. Parli con suoi figlio dei rischi e pericoli che si possono incontrare in rete. Es. cyberbullismo, pubblicazioni di foto o video con contenuti compromettenti, acquisto di prodotti in sicurezza, conoscenza di persone che non corrispondono al profilo, etc. I pericoli in rete sono tanti, gliene parli senza trattare il tema dell'omosessualità perché di per sé non implica un rischio maggiore. A fare la differenza è l'atteggiamento di suo figlio nei confronti di quello che fa. Lo aiuti ad avere un atteggiamento responsabile e critico. 2. Affettività del ragazzo. Il ragazzo, probabilmente, ha bisogno di un tempo per definire il suo orientamento sessuale. Non so se ha voglia di parlare di questo con la mamma ma deve sapere che la sua mamma è presente e che è disponibile ad ascoltare qualsiasi cosa lui voglia raccontargli. Quindi, anche in questo punto non parlerei direttamente della presunta omosessualità ma semplicemente gli direi " c'è qualcosa che non va? se vuoi parlarne io sono qui, puoi raccontarmi ti ascolterò senza giudicare o almeno ci proverò" 3. Psicoterapia. Se vede che il ragazzo ha un forte bisogno di raccontarsi e fare chiarezza ma con lei non riesce, allora la cosa migliore da fare è consigliargli di farlo con uno specialista. Con lo/la psicologo/a potrà aprirsi più facilmente e trovare le risposte che sta cercando. Spero di esserle stata di aiuto, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Nervosismo e stato di malessere continuo. Cosa fare?

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Ciao Marika, mi sembra evidente che hai dentro di te un insieme confuso di insoddisfazioni, aspettative non ben definite ed emozioni irrisolte. Tutto questo lo scarichi sul tuo ragazzo poiché evidentemente ti fidi di lui e senti che potrà accoglierle ed elaborarle al posto tuo. Ma lui da solo non può ha bisogno che tu ti assuma la responsabilità di occupartene. Quindi "ascoltare te stessa" è proprio la cosa giusta da fare con calma, pazienza e senza fuggire. Per ritrovare la serenità hai bisogno di stare con tutte le tue sensazioni spiacevoli e dargli un senso. Prova a fare più chiarezza per esempio identificando: 1. cosa senti 2. cosa ti fa pensare quello che senti 3. cosa puoi imparare da quello che pensi e senti 4. cosa puoi fare, grazie a quello che hai imparato, per trovare una maggiore soddisfazione Se tutto questo non ti aiuta a sufficienza o non riesci a farlo da sola, allora, è bene farti sostenere dall'aiuto di una psicoterapia. Ti consentirà di orientarti più facilmente tra i tuoi pensieri e sentimenti e trovare la chiarezza e serenità di cui hai bisogno. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come far smettere il mio bimbo di dire le parolacce?

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Gentile Paola, i bambini con i loro comportamenti possono diventare alquanto irritanti per i genitori e questo fa sì che si perda facilmente il significato di quella provocazione. Penso che il bambino ascoltando quelle parolacce dal nonno e dal papà abbia vissuto un'emozione intensa (paura, rabbia, vergogna, ...) che non è riuscito a tirar fuori e ad elaborare rimanendo ancorata dentro di lui. Quindi, la ripetizione di tali parolacce, solo con voi, mi sembra una richiesta di elaborazione dei fatti e delle emozioni vissute. Perciò quello che vi consiglio è di cogliere l'occasione, quando il bambino pronuncia quelle parole, di parlarne con lui apertamente per tirar fuori le emozioni sottostanti. Es. "Hai detto delle parolacce, dove le hai sentite? Davvero le ha dette il papà? e come mai secondo te? Era arrabbiato? E tu, hai avuto paura? Sai a volte ci si arrabbia e si dicono cose che sarebbe meglio non dire ma il papà si impegna a non farlo più, a usare altre parole meno spaventose. Proviamoci insieme a trovare delle parole più belle poi le diciamo al papà. Cosa potremmo dire: accipicchia! Sono molto arrabbiato, perbacco! Arrrgh, che rabbia!La rabbia è passata? E la paura? Bene sono proprio contenta (con sorriso e abbraccio)". Provate a non aver paura delle parolacce che dice e cercate di dare voce alle emozioni che cerca di raccontarvi con quelle parole. E ricordatevi che siete dei bravi genitori perché il bambino lo fa solo con voi mentre in altri contesti non lo fa perché lo avete ben educato. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come gestire la mia relazione problematica?

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Gentile Maria, il suo compagno le chiede di stare in una relazione aperta, di indipendenza e ampi spazi. Se questo la fa soffrire mi fa pensare che forse non è ciò che desidera da una relazione. Quindi quello che può chiedersi non è se sbaglia o meno ad opporsi ma è "voglio davvero stare dentro questa relazione? Oppure ho bisogno di altro?". Non c'è un modo giusto o sbagliato per stare insieme ma c'è il modo in cui desideriamo stare insieme. Se sente che in questa storia non c'è spazio per i suoi bisogni forse non è la storia giusta per lei. Non resti passiva a guardare ma individui la sua strada e la percorra. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Dove sto sbagliando?

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Buongiorno Chiara, emozioni forti quelle che racconti, emozioni che cercano di spingerti verso il cambiamento ma subito poi ti frenano e ti riportano al punto di partenza . Il tuo problema è la paura di vivere davvero, di metterti in gioco in una vita adulta staccandoti dalle tue abitudini, diventate insopportabili, ma rassicurati e protettive rispetto al mondo esterno. Hai troppi ideali: il lavoro perfetto, il principe azzurro, le aspettative non realizzate ma sei davvero sicura di volere tutto questo? O c'è qualcuno che lo desidera per te. Lascia perdere quello che avevi immaginato piuttosto cerca dentro di te i tuoi desideri, la vita non va nella direzione in cui si "deve" andare ma piuttosto dove si desidera andare. Fregatene delle aspettative che avevi, della paura di deludere i tuoi genitori (a loro interessa solo che tu sia felice!) hai troppi pesi addosso e con quei pesi non puoi che restare ancorata lì dove sei. Una volta che ti sarai sbarazzata di tutti questi ideali inutili, prendi fiato e cerca di conoscerti, di volerti bene e prendi tutto il meglio di te per esprimerlo anche fuori (non vorrai mica tenerlo tutto per te!). Prendi queste mie parole come un incoraggiamento a fare finalmente qualcosa che ti faccia stare bene, inizia un percorso di psicoterapia e vedrai che presto imparerai a conoscerti e a capire come fare per ottenere quello che desideri. Intanto fai il tuo concorso ma con un po' di "menefreghismo" addosso! Coraggio e in bocca al lupo! Dr, Katjuscia Manganiello...

Ansia e sudorazione

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Buongiorno M., la sudorazione è l'espressione della tua fatica a stare nelle situazioni che ti creano ansia. E' un segnale che ti costringe a prenderti cura delle tue paure e a lavorarci su. Non devi eliminare la sudorazione devi piuttosto rafforzare le tue sicurezze. Solo così potrai imparare a gestire l'ansia e a fare ameno della sudorazione. Quindi per un po' dimenticati della sudorazione e concentrati invece su altri aspetti di te: - i tuoi punti di forza; - le tue passioni; - le tue specialità; - i tuoi desideri; - le tue capacità; Costruisci un'immagine di te bel salda fatta di tutto questo, solo successivamente prendi in considerazione i tuoi limiti, le tue paure i tuoi difetti e cerca di capire cosa vuoi tenere così com'è e cosa vuoi cambiare. Quando sarai arrivato a questo punto forse ti sarai dimenticato della sudorazione. Ricordati però che come ogni importante allenamento o preparazione non è sempre possibile farlo da soli bisogna farsi aiutare per questo c'è la psicoterapia, sarà il tuo allenamento per diventare più sicuro di te. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come superare un blocco emotivo?

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Ciao S., credo che la tua difficoltà non abbia a che fare solo con quel rimpianto ma penso piuttosto sia legata ad una insicurezza di fondo che ti blocca perché spaventata dalle possibili conseguenze del mettersi in gioco in una relazione. E queste conseguenze potrebbero essere tante: paura di un rifiuto , di non piacere, di non essere all'altezza, di diventare grande, di dover lasciare qualcosa o qualcuno alle spalle, etc. Per riuscire a lasciarti andare ad un tentativo di relazione devi concederti la possibilità di vivere anche un eventuale fallimento. Pensando che quel fallimento non ti "distruggerà" ma ti insegnerà qualcosa di nuovo. So che tutto questo non è affatto semplice farlo da soli per questo credo che l'aiuto di una psicoterapia potrebbe essere fondamentale per aiutarti a capire da dove parte il tuo blocco e cosa puoi fare per superarlo senza spaventarti troppo. Se vuoi io sono disponibile ad ascoltarti ancora, contattami se ne hai bisogno. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Relazione extraconiugiale con un ragazzo più piccolo

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Caro G., domanda difficile la sua. Penso che se sente di stare per innamorasi significa che nel rapporto con la sua compagna qualcosa che non va c'è. Questo però significa solo che forse è bene iniziare ad affrontare quello che non va con lei per capire se ci sono gli elementi per continuare a stare insieme oppure no. Potete farlo anche insieme con l'aiuto di una psicoterapia di coppia oppure può farlo da solo con una psicoterapia individuale. Non si può stare solo con la razionalità ne fuggire solo con il cuore. Occorre capire se c'è posto per entrambe dentro allo stesso luogo. Per qualsiasi chiarimento può contattarmi anche personalmente, un caro saluto dr Katjuscia Manganiello...

Depressione, insicurezza, insoddisfazione

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Gentile Mariapia, credo che di cose ne stai facendo già molte solo che non riesci a dargli il valore che meritano come se solo il lavoro retribuito ne avesse. Sei una ragazza in gamba, mi sembra evidente da quello che scrivi, piena di energia e so che per una persona come te doversi prendere una "pausa" lavorativa è molto dura. Allora prova a guardare questo momento non come ad una pausa forzata ma come ad un periodo di semina. E' come se stessi mettendo le basi per il tuo lavoro futuro e tutti sappiamo quanto sono importanti le basi per costruire qualcosa di importante. Utilizza al massimo questo tempo per progettare il tuo futuro prossimo proprio così come lo desideri invece di guardare solo quello che non puoi fare. E ogni buon progetto necessita di una preparazione e di una sana e utile attesa. Se questo cambio di visione non ti è sufficiente allora fatti aiutare da un percorso psicoterapeutico di confronto e sostegno fino a quando non ti sentirai più sicura e soddisfatta di te. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Confusione, lui è divorziato e ha 2 figlie dalla relazione precedente

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Gentile Ambra, è doloroso accorgersi che quello che più si desidera non si potrà realizzare, ci fa sentire arrabbiati, delusi e tristi. E' anche vero che le situazioni cambiano continuamente (lo hai detto anche te "tutto ciò prima non era un problema") e quello che oggi sembra così difficile da accettare un domani potrà essere superato e non rappresentare più un disagio. Prima di tutto occorre capire perchè le ragazzine si siano comportate così. Forse sentono che se vi sono troppo vicine poi la mamma ne potrebbe soffrire così negano il loro affetto per voi spettegolando con la mamma. E' un modo per non sentirsi in colpa del fatto che con te si trovano bene. Non le giudicare false ma prova a vedere i loro comportamenti come il tentativo errato di mantenere un equilibrio famigliare. Una volta capito questo prova a parlare con loro apertamente e senza rancore. Chiedile perchè si siano comportate così e che questo ti ha fatto soffrire. Prova a dire che tu non togli niente al rapporto che hanno la loro mamma anzi aggiungi qualcosa in più. Non tenerti tutto questo peso da sola, condividilo con il tuo compagno, parlane con le sue figlie e se non basta inizia un percorso di psicoterapia per affrontare e risolvere questa situazione dolorosa. C'è sempre una strada, non ti arrendere vedrai che se ti fari aiutare troverai la tua. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Intimità

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Gentile Giulia, sicuramente c'è qualcosa che blocca l'apertura verso la sessualità. Questo qualcosa non traspare chiaramente da ciò che racconti perché potrebbe essere nascosto nel tuo profondo, nel tuo passato o altro ancora. Comunque un blocco nasconde delle paure e anche nel tuo caso è così, prova allora a chiederti che cosa potrebbe succedere se tu avessi un rapporto sessuale con un ragazzo? quali potrebbero essere le conseguenze? come cambierebbe la tua vita? ci sono persone intorno a te che ne soffrirebbero? Questo è solo lo spunto per iniziare a capire e dal capire arrivare a sbloccare ma per farlo occorre un percorso terapeutico. Infatti, mentre sei piuttosto consapevole di avere un limite e motivata a volere un cambiamento d'altra parte però non sai a cosa ricondurlo e per capire meglio hai bisogno dell'aiuto di un esperto. Quindi prendi la palla al balzo e inizia subito un percorso di psicoterapia vedrai che presto inizierai a capire e a trovare un modo per raggiungere i tuoi desideri. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Disagio interiore e blocco della parola

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Gentile Antonio, evidentemente tuo fratello rappresenta una censura di parti di te che attraverso la sua presenza metti a tacere. Prova a pensare che quello che accade è un bisogno che hai e che vivi come causato da lui. In questo modo, senza cambiare tuo fratello, potrai però cambiare la percezione che hai di te e intervenire su te stesso per modificare questa situazione fastidiosa. Come fare? Nelle situazioni in cui ti trovi a tacere "a causa di tuo fratello" trova invece motivi per cui tu potresti desiderare di tacere es. per non litigare? per evitare il dispiacere di qualcuno? per far sentire qualcuno protetto e sicuro? Non lo so, tanti potrebbero essere i motivi del tuo silenzio. Finché penserai che la causa è tuo fratello non avrai grandi possibilità di cambiamento mentre se inizi a vedere i tuoi motivi per restare zitto allora potrai trovare anche il modo di iniziare a parlare indipendentemente dalla sua presenza. Se per fare questo hai bisogno di aiuto o indicazioni più precise allora inizia un percorso di psicoterapia, ti aiuterà a trovare il modo migliore per uscire dal legame invischiato che hai con tuo fratello. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Mangio senza controllo

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Gentile Martina, la tua alimentazione non segue più il ritmo fame/sazietà ma un altro, quello legato alle emozioni. Per questo occorre individuare le emozioni che ti spingono a mangiare tanto per far sì che possano essere espresse in altro modo, più sano e utile. Per far emergere le emozioni sottostanti tieni un diario alimentare dove scriverai quello che mangi in una giornata, a che ora e in quale situazione. Nei momenti di eccesso, fermati un momento e scrivi ciò che stai pensando e come ti senti. Questo ti aiuterà a diventare più consapevole di quello che ti accade e di conseguenza lo renderà modificabile. So che questa è una pratica un po' complessa e probabilmente avrai bisogno di qualcuno che ti aiuti nel percorso per questo penso che la cosa migliore sia iniziare una psicoterapia. Vedrai ti aiuterà a capire meglio il tuo comportamento e a trovare alternative più sane per contenere le emozioni. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Paranoie e felicità: come iniziare un percorso?

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Gentile Luca, dopo tanti anni passati a giudicarti e a colpevolizzarti è giusto ora cercare di fare qualcosa per prenderti cura di te e del tuo cuore ferito. Sei ben consapevole dei tuoi errori per questo penso che questo sia il momento giusto per iniziare una psicoterapia che ti aiuti a valorizzarti, a trovare la stima in te stesso e il coraggio di esprimerti con soddisfazione. Non aspettare altro tempo, fai il tuo percorso, potrai trovare un po' di quella serenità che cerchi. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Momento difficile

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Gentile Marti, sua sorella sta cercando di elaborare quanto accaduto nella sua vita. Se in un primo momento ha reagito bene ora la consapevolezza delle conseguenze dell'incidente, probabilmente, la portano a riflettere e fanno emergere emozioni di tipo depressivo. La cosa migliore da fare, come voi avete già intuito, è quella di farsi aiutare da uno psicoterapeuta per essere sostenuta in questo momento difficile. Ma se per il momento non accetta questo tipo di aiuto, potete ascoltarla e starle vicino (come immagino già stiate facendo) cercando di essere solidale con lei ma allo stesso tempo invitandola di tanto in tanto a farsi aiutare. Ha bisogno di sapere che voi ci siete, che potete ascoltare le cose brutte che ha dentro senza spaventarvi troppo e che una volta buttate fuori possiate condividerle con lei per poi appallottolarle e buttarle nel cestino. Ricordatele che voi ci siete sempre e che l'aiuterete a sopportare il suo dolore poi incoraggiatela a guardare avanti, a vedere anche altro, a farsi aiutare ma solo dopo aver ascoltato e condiviso con lei ciò che prova. Se non vi sembra sufficiente e/o se le cose non migliorano potete iniziare voi famigliari un percorso di psicoterapia per aiutarvi e aiutare sua sorella nel modo migliore possibile. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

2 figli troppo affiatati

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Gentile Roberta, quello che racconta mi fa pensare che i bambini ricerchino attenzioni e contenimento da parte vostra. Lo racconta come se i bambini inizino a giocare e a mano a mano alzino il tiro per essere visti e fermati. Quello che potete fare è fermarli in anticipo cioè prima che diventino incontenibili. Per esempio proponendo loro di cambiare gioco o coinvolgendoli nelle attività di altri bambini o in quelle degli adulti se possibile. Fatelo con un tono di voce autorevole e fermo ma non punitivo. I bambini hanno bisogno di sapere che voi adulti li guardate anche quando siete in compagnia di altri. un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Come superare l'pocondria?

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Gentile Luisa, i pensieri ossessivi come l'ipocondria di solito compaiono come difesa per evitare di pensare o sentire altri disagi più profondi e dolorosi. Per esempio: Se ho una paura di abbandono o di perdita posso sviluppare un pensiero ossessivo per proteggermi da tale paura. Oppure, se desidero separarmi ma ho troppi sensi di colpa per farlo posso presentare pensieri ossessivi. Etc.. Quindi occorre una psicoterapia che l'aiuti ad inoltrarsi tra le sue paure, indagando anche tra le sue esperienze del passato e quelle del presente. La psicoterapia non sarà indolore ma insieme a lei ci sarà una persona esperta che l'aiuterà a sostenere i pesi delle sue emozioni e a trovare il modo per alleggerirsene. Non aspetti troppo tempo, inizi un percorso e vedrà che il suo disagio migliorerà. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...

Mio figlio chiede giochi da femmina

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Cara Gianna, il mestiere del genitore è sempre più complesso. E giustamente i genitori attenti come lei si fanno sempre più domande su cosa sia giusto o sbagliato. La rassicuro sul fatto che non si innesca nulla comprando un gioco "da femmina" al proprio bambino se questo è il suo desiderio. L'orientamento sessuale è una scelta molto più complessa che non può essere determinata da un solo comportamento. Viceversa se esiste un orientamento eterosessuale o omosessuale non ci sono strategie per favorirlo o per evitarlo, ed è anche giusto così. Quindi niente sensi di colpa. I bambini sono molto più liberi di noi da pregiudizi di questo genere per cui possono scegliere giochi "da femmina" per semplice curiosità o nel suo caso, per imitare la sorella più piccola. A volte i bambini desiderano quello che hanno gli altri, in questo caso la sorella, per far diventare proprio non solo l'oggetto ma tutto quello che l'altro rappresenta. Es. mettiamo che suo figlio voglia le Lol per imitare la sorella. In quel desiderio possiamo trovarci anche il bisogno di avere per sè le attenzioni che voi genitori dedicate alla bambina, oppure la sua capacità di essere amata e apprezzata con facilità dagli altri. E via di seguito.. Quindi da questa domanda che si è posta provi a far uscire un modo nuovo di guardare i suoi bambini: 1. libero da pregiudizi, perchè non vi servono; 2. più attento ai bisogni specifici e non espressi direttamente di uno e dell'altro figlio. Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello...