Lela  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 19/11/2018

Parma

Sogno infranto

Sono una donna di 50 anni, sposata con figli.
Ho lasciato la scuola prima del diploma ottenuto frequentando una scuola serale parecchi anni dopo.
Ho iniziato a lavorare presto per sfuggire da una situazione famigliare invivibile
Ho sempre lavorato in ufficio e sono cresciuta nell’ambito di una multinazionale, circa 5 anni fa ho cambiato lavoro occupandomi di altro sempre in una multinazionale. Nonostante il discreto successo professionale il fatto di non avere conseguito una laurea mi assilla. Mi sento inadeguata e mi auto-svaluto principalmente con colleghi e chiunque sia laureato.
Ho pensato di iscrivermi all’universita’ ma poi penso che oramai i miei sogni sono andati e non potro’ mai fare cio’ che desideravo.
Non capisco perche’ ho questo pensiero fisso, ho successo nel lavoro, utilizzo quotidianamente 2 lingue straniere ma io continuo a sentirmi una nullita’ che ha perso la determinazione di riuscire a prendere una laurea.
Grazie del cortese riscontro.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 19/11/2018 - 14:02

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongioro Lela,
per cercare di fare chiarezza nella situazione di disagio che ha descritto è importante comprendere cosa singifica per lei la Laurea e a cosa associa il conseguimento di questo titolo. In che misura la laurea potrebbe migliorare la qualità della sua vita? Come mai in passato ha interrotto gli studi e ha "perso la determinazione di riuscire a prendere una laurea"? A quali cause ha attribuito l'interruzione delgi studi?
Il titolo che ha attribuito al messaggio mi fa ipotizzare che lei possa associare la laurea ad un qualcosa di ideale, un "sogno" che sembra legato ad un suo bisogno di approvazione e accettazione da parte dell'altro, piuttosto che un obiettivo da utilizzare nel pratico, considerando anche che è "cresciuta" nell'ambito professionale. Forse è legato ad un'immagine ideale di Sè, associata all'interiorizzazione di un modello idealizzato, probabilmente evocato da una figura affettiva di riferimento per lei (figure genitoriali ecc).
Infine, come mai secondo lei questo disagio è più insostenibile in questo momento della sua vita?
E' soddisfatta della sua vita in generale? è felice?
Queste ed altre domande sono finalizzate a facilitare l'esplorazione di Sè in modo da giungere ad una maggiore consapevolezza e chiarezza sulla questione, e successivamente padroneggiare la sua condizione emotiva.
Se è interessata ad approfondire la questione può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Katjuscia Manganiello Inserita il 19/11/2018 - 16:38

Gentile Lea,
quali sono questi sogni andati? Provi a scriverli nero su bianco poi li confronti con la sua buona realtà attuale. Sono davvero così diversi da quello che ha ottenuto?
Sa, a 50 anni un po' tutti facciamo una resa dei conti e le scelte che abbiamo lasciato indietro si mostrano più evidenti ma per essere oggi quello che siamo sono state necessarie anche quelle scelte del passato.
Quando ha chiarito di fronte a sè i suoi desideri lasci da parte quello che ormai è andato e non più raggiungibile mentre raccolga quello che ancora può fare.
A 50 anni se lo desidera veramente può laurearsi ma prima chiarisca dentro di sè se davvero è questo il suo desiderio o se è invece l'espressione della malinconia per il tempo andato.
Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello