Sara domande di Alimentazione  |  Inserita il 31/03/2016

Schiava del cibo

Salve, sono una ragazza di 18 anni e soffro di abbuffate compulsive da ormai due anni. Prima di questi un giorno avevo deciso di iniziare una dieta per perdere qualche chilo e, tra restringimenti, qualche pasto saltato, eliminazione di alcune categorie di alimenti (carboidrati e grassi ridotti al minimo), esercizio fisico costante, ero riuscita a perdere circa 9 kg. Ero felicissima, avevo il corpo che volevo, le gambe magre che avevo sempre desiderato, potevo indossare tutto. Dopo circa 7 mesi però, ho iniziato a toccare di nuovo i cibi che per me erano proibiti (dolci pane e pasta) e ho riscoperto dei sapori a cui non riuscivo più a rinunciare. Così sono comparse le abbuffate e non sono più finite, da allora ho preso 13 kg ed odio me stessa perché so che ho sprecato mesi di duro lavoro, perché vorrei essere come prima e non riesco, perché sono schiava di un circolo vizioso che mi vieta di essere felice. Non riesco mai a prevenire le abbuffate nonostante mi sforzi in ogni modo possibile. La mia frustrazione é aggravata dal fatto che quest estate (da agosto ad ottobre) del riuscita a smettere ed ero anche dimagrita, mi ero illusa di stare bene quando poi mi sono di nuovo ritrovata al punto di partenza. Vorrei tanto poter ritornare ad essere "io" (a scuola,a casa,con il mio ragazzo,con le mie amiche...) perche oramai mi sento persa e desidero più sparire che restare, ma allo stesso tempo la voglia di vincere e stare meglio anzi ,bene, é tanta. Cosa potrei fare? Anche autonomamente?
Grazie in anticipo, sara

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Katjuscia Manganiello Inserita il 01/04/2016 - 15:42

Pesaro
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Cara Sara,
il circolo vizioso in cui si è infilata è difficile da interrompere da soli poiché non è con la forza di volontà che riuscirà a cambiare anzi continuare a tentare di prevenire le sue abbuffate paradossalmente la spingerà ancora di più ad abbuffarsi!
Per lei è necessario un lavoro psicoterapeutico che le consenta di accettare la sua impulsività nell'abbuffarsi per comprenderne il significato e trasformarla in comportamenti più utili e sani. E questo non può farlo da sola.

Detto questo ho comunque alcuni consigli per lei:
- lasci perdere le diete, in questo momento non riuscirebbe a seguirle con la conseguenza di sentirsi ancora più frustrata e triste;
- eviti di prevenire le abbuffate, è controproducente;
- allarghi i suoi orizzonti (si chieda chi è, cosa desidera, chi sono le persone importanti per lei, quale rapporto ha con loro, quali sono i suoi progetti, cosa le piace e cosa no, etc), l'attenzione verso il cibo la distrae dalla sua vita "vera" e dai suoi malesseri nascosti;
- abbia cura della sua alimentazione, al di là delle abbuffate, inserisca sapori nuovi, cucini le sue pietanze, prepari la tavola a suo gusto con attenzione, si riempa da sola il piatto nella quantità desiderata senza giudizio e assapori ciò che mangia con lentezza, perché mangiare è prima di tutto nutrimento per il fisico e per la psiche;

Se tutto ciò che introduce è vissuto con astio il suo corpo e la sua mente si nutrono di malessere e negatività, non combatta contro il cibo ma impari ad assorbire il buono di esso e a lasciare andare il resto. Cari saluti, dr Katjuscia Manganiello

Dott.ssa Federica Grassi Inserita il 01/04/2016 - 12:02

Buongiorno Sara, attraverso queste poche righe si sentono la tua frustrazione e il non stare bene con te stessa; comprenderai quanto sia difficile darti una mano concreta utilizzando solo questo canale, tuttavia proverò a darti qualche spunto di riflessione: probabilmente hai un rapporto disfunzionale con il cibo che però conosci e del quale ti mostri consapevole, ci sono molte tecniche che ti possono aiutare con il tuo problema, potrebbe magari esserti utile un diario alimentare costruito sulla tua persona, l'apprendere una tecnica di rilassamento da applicare quando ti viene voglia di abbuffarti o dei comportamenti sostitutivi. Bisognerebbe poi capire come si strutturano quelle che tu definisci abbuffate nonchè la tua oggettiva situazione di forma fisica. Per tutti questi motivi io credo che tu ti debba rivolgere ad un professionista (nutrizionista o dietologo) che crei il piano alimentare più adatto a te ed eventualmente associare questo ad un sostegno psicologico che ti aiuti a stare meglio con te stessa ed a sviluppare un più funzionale rapporto col cibo.