Francesca  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 08/06/2018

Pesaro Urbino

Risolvere definitivamente il problema dell'insonnia

Ho 33 anni e soffro di insonnia da circa 10 anni. Una notte, prima di un esame all'università, sono stata svegliata da un rumore e non sono più riuscita a dormire. Il giorno dopo mi sentivo molto stanca e avevo la mente offuscata. L'esame non è andato molto bene, nonostante fossi molto preparata. Ricordo di aver fatto fatica a concentrarmi.
Da quel giorno la paura di non performare, mi ha fatto entrare in un loop ed ovviamente è arrivata l'insonnia. Tengo a sottolineare che di natura sono una dormigliona, mi bastano due minuti per addormentarmi. Ma puntualmente la notte prima di un avvenimento importante, la situazione si ripresenta. In queste occasioni prendo dei farmaci (ansiolitici e sonniferi) e, seppur dopo un po' il sonno arriva, il giorno dopo sento di non essere comunque al meglio di me.
Aggiungo che, nonostante i miei tanti successi lavorativi, lotto costantemente con l'insicurezza e la paura del giudizio e del fallimento.
Quale percorso mi suggerite? Terapia Psicoanalitica, cognitivo comportamentale, oppure counseling? Ogni consiglio sarà apprezzato.

  5 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Katjuscia Manganiello Inserita il 08/06/2018 - 17:05

Pesaro
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Buongiorno Francesca,
da quello che racconti sembra che il problema dell'insonnia sia collegato all'ansia da prestazione che provi prima di avvenimenti importanti. Quindi probabilmente lavorando sulla tua ansia potrai ottenere buoni risultati anche sul sonno.
Comunque, penso che la sensazione di "non essere al meglio di te" di fronte ad un evento importante probabilmente va ricondotta alla tua insicurezza (è come se con un cattivo sonno volessi trovare la giustificazione ad una prestazione che non giudichi eccellente). Non è il sonno a rendere la tua prestazione peggiore ma l'ansia, l'insicurezza e le aspettative elevate che hai su di te.
Quindi il mio consiglio è quello di fare i conti con le tue aspettative provando a ridimensionarle e con la tua autocritica provando a cogliere i tuoi punti forti per valorizzarli e i tuoi punti deboli per accettarli.
Per la scelta non credo sia tanto importante l'orientamento terapeutico ma piuttosto l'incontro con il terapeuta che tu hai in mente. Per questo ti consiglio di scegliere in base a come ti senti tu in rapporto con quel terapeuta.
Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 15/06/2018 - 09:09

Milano
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Gentile Francesca, sarebbe interessante capire se sogna, quando si addormenta. E che tipo di sogni fa. L'insonnia, quando non vi siano problemi di natura somatica, è legata a una difficoltà a lasciarsi andare, a un ipercontrollo del sistema di vigilanza, a una paura di accedere ai propri desideri. Difatti lei la spiega con la paura di non-performare e di non riuscire a rispondere secondo degli standard che si è imposta. La paura del giudizio e del fallimento, nonostante i suoi successi oramai evidenti, sta la' a ricordare che non può, non è possibile lasciarsi andare. Che cosa rappresenta , cosa nasconde questa paura di "lasciarsi andare", è importante che lei possa dare una risposta a questa domanda e trovare la strada per poter godere dei suoi successi, senza temere di poter fallire. Saluti.

Dott.ssa Manuela Santini Inserita il 14/06/2018 - 14:59

Vigevano
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Cara Francesca, da quello che racconta si potrebbe ipotizzare un problema d'ansia anticipatoria di fronte a situazioni performanti come appunto poteva essere l'esame universitario. Sicuramente la sua insicurezza , paura del giudizio e di fallire sono parte integrante di quest'ansia da lei percepita. L'orientamento non è sicuramente importante per la buona riuscita del superamento delle sue problematiche, ci sono tuttavia orientamenti terapeutici che in un numero piuttosto basso di sedute danno ottimi risultati (come la terapia strategica breve)
Cari saluti

Dott.ssa Manuela Santini

Dott. Paolo Zandomeneghi Inserita il 14/06/2018 - 19:14

Cara Francesca,
Il problema dell'insonni a che lei presenta è sicuramente collegato all'ansia da prestazione. Detto questo, non si può però trascurare il fatto che l'insonnia è un problema che deriva da una interazione fra tantissimi fattori: lo stato emotivo sicuramente, ma anche lo stato mentale, l'attivazione fisica, l'alimentazione, le abitudini quotidiane, le strategie usate per favorire l'addormentamento. Inoltre per capire quale sia il giusto approccio per la risoluzione di questo problema è necessario indagare approfonditamente di quale tipo di insonnia si tratta: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno non ristoratore, risveglio precoce, un misto di queste. Perché anche l'intervento farmacologico va scelto adeguatamente. Per un intervento farmacologico ottimale deve rivolgersi ad un medico esperto, possibilmente uno psichiatra ma se è esperto va bene anche il medico di base. Questo perché se prende degli ansiolitici ad emivita lunga è naturale che lei alla mattina non si senta in forma come vorrebbe perché sono ancora in circolo.
Per il problema di ansia da prestazione le consiglio sicuramente un approccio breve per iniziare, quindi anche di stampo psicodinamico (ma non psicanalisi), oppure cognitivo comportamentale o ancora strategico (come suggerisce la collega)..
Cordiali saluti,

Dott Paolo Zandomeneghi

Dott.ssa Eleonora Bottosso Inserita il 15/06/2018 - 17:17

Gentile Francesca,
la scelta dell'approccio considero dipenda fortemente da quella che è una sua predisposizione personale o percezione di un suo bisogno. Sente che per lei in questo momento è importante apprendere delle strategie concrete che la aiutino a gestire il sintomo? In tal caso potrebbe esserle di aiuto un approccio cognitivo-comportamentale. Sente che il suo disagio ha importanti basi emotive ed è curiosa nell'esplorare una parte di sè ancora sconosciuta? In tal caso potrebbe esserle di aiuto un approccio analitico. In ogni caso mi rivolgerei ad un collega psicoterapeuta poichè professionalmente preparato a gestire tutto ciò che può emergere durante le sedute.
Un caro saluto,
Dott.ssa Bottosso