Paola  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 27/02/2019

Come far smettere il mio bimbo di dire le parolacce?

Buona sera mi rivolgo a voi specialisti per un consiglio su come affrontare il comportamento di mio figlio (4 anni appena compiuti)che ormai da quest'estate ha iniziato a dire 3 parolacce (sempre quelle) e le ripete ormai senza freno ,nonostante ripetuti rimproveri da parte mia e del papà. Abbiamo provato ad ignorarlo all'inizio ,pensando che non trovando l'attenzione di nessuno avrebbe evitato di dirle ma nessun risultato.
Abbiamo anche iniziato a riprenderlo con tono fermo ma senza esasperare l'evento ,ma anche così nulla....
Poi ha iniziato la materna e li non le pronuncia mai (confermato ovviamente dalle insegnanti)
ma a casa invece non cambia nulla.
Ha attraversato un periodo in cui era piuttosto nervoso per via di una terapia a base di cortisone in quanto adenoideo e in attesa dell'intervento. Ora l'intervento è stato fatto.
A volte risponde con queste parolacce quando viene ripreso in modo deciso altre le dice anche Mentre gioca per conto suo piuttosto che con me ed e il papà in totale serenità.
Sembra capire che non si dicono ,quando ci troviamo con altre persone esterne alla famiglia ,come amici o conoscenti piuttosto che alla posta o dal medico.Ma non sempre.
Non siamo una famiglia "ineducata"non utilizziamo certamente questo linguaggio tanto meno io che in questi 4 anni non lavorando me ne sono occupata personalmente.
Le ha sentire in attimi di rabbia del nonno e una particolare dal papà un sacco di mesi fa dove li per li ,sembrava non averla nemmeno sentita.
Ho cercato di insegnare una buona educazione, la gentilezza e il rispetto per gli altri ma questa situazione proprio non riesco più a gestirla,E ammetto che non sopporto più gli occhi addosso dalla persone che lo sentono e che penseranno che ruolo abbiamo noi genitori nei confronti di un bimbo così "maleducato"....perche questa esclamazione l'ho sentita già una volta.
Per il resto è un bambino con un ottima proprietà di linguaggio é molto affettuoso ma anche molto molto testardo orgoglioso e permaloso (non lo si può riprendere perché reagisce facendo dispetti ).tutti questo a casa,perché all'asilo le maestre mi riferisco e descrivono un bimbo che non conosco. Mite e silenzioso si adegua ad ogni regola o attività e mi dicono "sembra di non averlo".
Chiedo gentilmente a voi dei consigli pratici (anche con esempi)su come affrontare questo "periodo "e capire se stiamo sbagliando noi in qualcosa. La nostra paura è che ci sia sfuggito qualcosa di mano.
Vi ringrazio per l'attenzione.
Saluti

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 27/02/2019 - 17:17

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Paola,
Comprendo e condivido il suo disagio rispetto al comportamento di suo figlio che forse utilizza il turpiloquio come manifestazione della sua libertà di esprimere se stesso.
Mi spiego meglio: da ciò che ha narrato, suo figlio è in grado di modulare il suo comportamento in base alle situazioni imponendosi un norma di condotta che poi segue all'asilo o in altri contesti formali.
Quando, invece è con voi, sentendosi più a suo agio, usa il turpiloquio, che sembra rappresentare una valvola di sfogo.
Detto ciò, per evitare che esso diventi un'abitudine può iniziare modificando in parte la sua reazione al turpiloquio.
Ossia: il bambino ha intuito che il turpiloquio vi innervosisce e che, per ora, non siete riusciti a trovare una strategia efficace per eliminarlo.
In questo modo, lui può controllare il vostro stato d'animo e ciò lo rende vincente, coerentemente con il suo essere "orgoglioso".
Se invece, provate a rimandare a lui , come già fate, l'inadeguatezza del comportamento, mantenendo però la calma e la giusta distanza, capira' che siete in grado di gestire la cosa. E che condannate il suo conportamento, non lui, a cui volete bene, cosa che è sempre utile ripetere.
In questo modo la dinamica provocatoria che mette in atto, non avrà più ragione di esistere, perché vi percepirà come competenti nella gestione della situazione.
Inoltre, può essere utile proporre al bambino la scelta di un termine alternativo alla parolaccia, ma ugualmente funzionale allo sfogo.
Infine, è sempre importante, in questo, come anche in altri casi simili, evitare di affrontare la questione parolacce se non le pronuncia, rimarcando invece, i comportamenti positivi che ha lui e gratificandoli il più possibile.
Se desidera approfondire la questione e ricevere altre indicazioni, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dotto.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Katjuscia Manganiello Inserita il 05/03/2019 - 18:23

Gentile Paola,
i bambini con i loro comportamenti possono diventare alquanto irritanti per i genitori e questo fa sì che si perda facilmente il significato di quella provocazione.
Penso che il bambino ascoltando quelle parolacce dal nonno e dal papà abbia vissuto un'emozione intensa (paura, rabbia, vergogna, ...) che non è riuscito a tirar fuori e ad elaborare rimanendo ancorata dentro di lui.
Quindi, la ripetizione di tali parolacce, solo con voi, mi sembra una richiesta di elaborazione dei fatti e delle emozioni vissute.
Perciò quello che vi consiglio è di cogliere l'occasione, quando il bambino pronuncia quelle parole, di parlarne con lui apertamente per tirar fuori le emozioni sottostanti. Es. "Hai detto delle parolacce, dove le hai sentite? Davvero le ha dette il papà? e come mai secondo te? Era arrabbiato? E tu, hai avuto paura? Sai a volte ci si arrabbia e si dicono cose che sarebbe meglio non dire ma il papà si impegna a non farlo più, a usare altre parole meno spaventose. Proviamoci insieme a trovare delle parole più belle poi le diciamo al papà. Cosa potremmo dire: accipicchia! Sono molto arrabbiato, perbacco! Arrrgh, che rabbia!La rabbia è passata? E la paura? Bene sono proprio contenta (con sorriso e abbraccio)".
Provate a non aver paura delle parolacce che dice e cercate di dare voce alle emozioni che cerca di raccontarvi con quelle parole.
E ricordatevi che siete dei bravi genitori perché il bambino lo fa solo con voi mentre in altri contesti non lo fa perché lo avete ben educato.
Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello