A.  domande di Alimentazione  |  Inserita il 09/01/2019

È nata prima l'anoressia o la delusione sentimentale?

L'anoressia è qualcosa che si crea nelle prime fasi della crescita e diventa poi un modello di affrontare le delusioni relazionali o una delusione sentimentale da adulti può essere sufficiente per farla esplodere? Nello specifico, se si fa soffrire una persona con cui si stava insieme e che aveva una vecchia storia di anoressia autorisoltasi ed essa per evolvere del suo malessere ci lascia, e poco dopo averci lasciato anziché star meglio, sviluppa di nuovo l'anoressia in modo conclamato... Può essere stato sufficiente? E se sì, esiste un modo con cui si può rimediare al danno creato senza dare ansie e senza aggravare ulteriormente la cosa? Esiste un percorso psicologico, un modo per imparare per star accanto a questo tipo di persone con disturbi alimentari, cercando di girare al contrario il chiavistello che aveva fatto esplodere tutto? Nel senso, se una relazione ha avuto il potere, nel suo andare male, di scatenare un malessere del fisico che ancora permane da più di un anno nonostante le sue nuove apparentemente felici relazioni, può essere anche l'antidoto? Un percorso psicologico del "mostro/carnefice" potrebbe aiutare a capirlo? O è meglio lasciarsi considerare mostri del passato e convivere col silenzio e il senso di colpa ma a fin di bene? - domande stupide di un cuore infranto da molto tempo

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 10/01/2019 - 09:35

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Lucky,
D a ciò che ha narrato, mi sembra di capire che lei si identifichi con il "mostro/carnefice" responsabile di aver "scatenato" l'anoressia in una partner con la quale aveva una relazione in precedenza.
Innanzitutto, è importante precisare, come già aveva ipotizzato lei, che l'anoressia è una grave patologia le cui motivazioni profonde sono da ricercarsi nelle prime esperienze relazionali che la parsona ha fatto, le quali costituiscono appunto un modello, uno stile in base a cui la persona percepisce se stessa e gli altri.
Pertanto, ciò che è accaduto tra di voi ("si fa soffrire una persona con cui si stava insieme"), costituisce la causa scatenante di un disagio ben più profondo, ma non può essere identificata come l'origine dell'anoressia.
E' probabile che la persona a cui si riferisce, non abbia risolto del tutto le sue difficoltà con l'anoressia, e quindi, in una condizione di maggiore stress e sfrustrazione quale quella provocata dalla sofferenza sentimentale, abbia reagito mostrando i sintomi dell'anoressia.
Quindi, la vostra relazione ha rappresentato un fattore scatenante dell'anoressia, ma non la causa originaria e primaria.
Conseguentemente, un percorso psicologico può essere utile sia per il "mostro-carnefice" che per la persona identificata come vittima. Un obiettivo primario di questo percorso sarebbe proprio quello di liberarsi da questi due ruoli che rendono statica l'immagine che ognuno di voi ha di se stesso e soprattutto sbilanciano l'attribuzione delle responsabilità su un solo "carnefice", bloccando così la maturazione affettiva della coppia.
Un percorso psicologico può aiutarla a capire in che modo poter stare vicino ad una persona con disturbi anoressici, ma la domanda che è essenziale porsi è: cosa la motiva ad intraprendere questa relazione? quali bisogni soddisfa?
Ci pensi.
Se desidera approfondire la questione può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Katjuscia Manganiello Inserita il 15/01/2019 - 18:49

Pesaro
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Gentile Lucky,
l'anoressia può essere innescata da un vissuto traumatico come la fine di una relazione ma ci devono già essere alla base delle condizioni di vulnerabilità importanti. Quindi possiamo dire che la delusione sentimentale può innescare il disagio ma non è la sola causa e probabilmente neanche la più importante e per questo motivo non può diventarne l'antidoto. Di fronte ad un disagio come l'anoressia occorre un intervento specialistico, spesso con più figure insieme come lo psichiatra, lo psicoterapeuta, il nutrizionista. Non ci sono formule magiche ma un duro lavoro sostenuto dagli esperti.
In quello che scrivi mi sembra di leggere una difficoltà a lasciare andare la storia conclusa. L'anoressia non può e non deve essere il legante di una coppia, non sarebbe utile per nessuno. Meglio andare avanti ognuno per la propria strada e con le proprie ferite da leccare ma verso direzioni diverse.
Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello