risposte dello specialista Linda Bori
Sto impazzendo per una ragazza
Apri domandaBuongiorno, dal suo racconto mi arriva un forte senso di confusione, di dolore e di incertezza. Una domanda che mi viene in mente è se questo senso di confusione sparisca o si attenui nei momenti in cui lei passa insieme a questa ragazza perché se così non fosse le chiedo, aldilà di quello che vuole questa ragazza, se lei è disposto ad avere una storia dalle caratteristiche così instabili. Un'altra cosa che mi arriva da queste poche righe (e può benissimo essere che non siano sufficienti per spiegare una situazione tanto complessa) è che fino a questo momento sia stata questa ragazza a scegliere tempi e modi a seconda delle proprie necessità e bisogni. Quindi le chiederei se lei ha ben presente invece i suoi bisogni e le sue condizioni per stare bene ed accettare una relazione con questa ragazza. In generale adattarsi ad ogni situazione senza avere chiari i propri bisogni e i propri limiti può portare a vissuti e situazioni negative. Parta da lei, da quello che vuole e quello che può o non può accettare in una relazione sana. Solo dopo può scoprire se questa ragazza può rispettare quelli che sono i suoi limiti invalicabili. Allora si può parlare di iniziare una relazione. Spero che la mia riflessione le possa essere utile in qualche modo e le auguro una buona giornata. Dott.ssa Linda Bori...
Durata del rapporto cambiata
Apri domandaBuongiorno Filippo, è probabile che senza la protezione del profilattico tu sia super sensibile, una caratteristica che accomuna tanti uomini. Come qualunque cosa che riguarda sesso e relazioni intime la componenti ansia e stress hanno effetti molto importanti. Il mio consiglio è di tentare di non viverlo come un problema ma come spunto per provare qualcosa di nuovo, preliminari diversi o più lunghi o provare alcuni dei molti prodotti sul mercato con effetti "ritardanti". Ognuno ha un corpo e delle reazioni differenti, fortunatamente le possibilità a nostra disposizione sono moltissime. Buona giornata, Dott.ssa Linda Bori...
Stop masturbazione
Apri domandaBuon pomeriggio Luca, In poche righe hai raccontato molto di te, pensi la tua famiglia sia fantastica così come gli amici e anche la tua carriera universitaria è più che appagante. Gli aspetti dai quali non ti senti appagato sono in primis l'aspetto sessuale, in questo caso legato alla "necessità" di masturbarsi, è l'aspetto della relazione amorosa. Credo possa essere interessante per te approfondire il concetto di necessità della masturbazione e I sentimenti negativi ad essa legati da te descritti. In questo modo potresti vivere meglio questa fase di disimpegno da una relazione. Un altro aspetto senza dubbio interessante è la tua idea di amore che hai riportato più volte, come la intendi, la immagini e ti fa sentire. Così potresti fare più chiarezza sul tipo di relazione vuoi intraprendere. Spero di averti dato spunti interessanti. Se sei interessato ad approfondire questo tema con un colloquio sono a disposizione. Ti auguro una buona giornata, Dott. Ssa Linda Bori (Roma)...
Relazione complicata
Apri domandaBuonasera Massimiliano, La situazione da te descritta è complessa e si articola su più livelli. Tu stesso dici che tieni a questa relazione, lo dimostra il fatto che tu stia chiedendo aiuto. Parli del suo distacco, della tua gelosia, del fatto che i figli della tua compagna non sono a conoscenza della vostra relazione. Mi arriva una forte frustrazione e un senso di impotenza dato dal fatto di non sapere più come reagire a questa situazione. Il mio consiglio è di fare prima di tutto chiarezza con te stesso, sulle tue esigenze e bisogni e indagare cosa ti porta alle reazioni che descrivi. Sarebbe molto importante intraprendere anche un percorso di coppia, per parlare e chiarire le rispettive necessità e i rispettivi sentimenti e anche perché un percorso di coppia vi confermerebbe come coppia. Spero di averti dato qualche spunto di riflessione. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per un colloquio. Buona serata Dott.ssa Linda Bori...
Figli: passaggio dall'infanzia all'adolescenza
Apri domandaBuonasera Ester, la preadolescenza è senza dubbio un momento di passaggio molto delicato, comprendo bene che lei possa sentirsi preoccupata e si faccia più attenta nei confronti di suo figlio. Gli amici assumono un ruolo via via più importante e le relazioni si fanno più profonde. E sono diversi i disagi che possono vivere i ragazzi. Una cosa però non mi è chiara, queste conversazioni con l'amica le vengono raccontate direttamente da suo figlio? È un elemento importante per capire come queste discussioni vengono vissute da suo figlio. Il punto fondamentale è il vissuto personale, è questo che distingue un reale disagio da discussioni "drammatizzate" per gioco o per altri motivi. Lavoro molto a contatto con i ragazzi di questa età. Se desidera approfondire l'argomento sono a disposizione. Buona serata, Dott. Ssa Linda Bori...
Uscire dalla "zona di comfort" o accettare la propria natura?
Apri domandaBuongiorno Francesca, se provassimo ad aprire una cartina geografica ed individuassimo dove ci troviamo, come potremmo sapere se stiamo percorrendo la strada giusta se in questa cartina non conosciamo la destinazione che vogliamo raggiungere? Dal tuo messaggio arriva molto chiaro il senso di smarrimento. Mi sembra di capire che reputi di avere preso delle decisioni impegnative e difficili perché mossa dalla convinzione che le conquiste arrivino col sacrificio. Allo stesso tempo mi sembra tu reputi di esserti sacrificata abbastanza ma che questo senso di realizzazione che cerchi non sia arrivato. A questo punto ti chiedi se sia meglio cedere o se anche questo momento di fatica e confusione fanno parte del "sacrificio necessario" per ottenere quello che vuoi. Ritorno alla nostra cartina. Può darsi che la strada sia difficile da percorrere ma vedendo l'avvicinarsi della meta questo mi possa dare la forza di proseguire e di aggiustare man mano la direzione. Senza un obiettivo siamo come una nave in mezzo al mare, spinta dalle onde, dove continuiamo a remare nella speranza di arrivare ad una riva ma non sappiamo per quanto tempo dovremmo farlo. L'immagine mentale della te stessa realizzata senti che non coincide con l'immagine della te stessa attuale. Credo che questo sia per te il momento di fermarti e stabilire la tua rotta. Definire un obiettivo o più obiettivi da raggiungere, concreti e descrivibili e scegliere il percorso che reputi più idoneo per avvicinarti a tale destinazione valutando le tue risorse, i tuoi desideri e i tuoi bisogni. Una volta deciso dove andare concretamente vedrai la strada davanti a te e allora avrai gli elementi per decidere se percorrerla o meno. Se lo desideri possiamo provare un primo colloquio. Ti auguro un buon inizio di settimana, Dott.ssa Linda Bori...
Non riesco a portare avanti relazioni
Apri domandaBuonasera Midori Ame, Da quel che hai scritto mi sembra di capire che tu abbia fatto un lungo lavoro su te stessa per riuscire a gestire degli elementi di te che hai ritenuto problematici sia per la tua crescita personale che per una eventuale relazione soddisfacente e duratura che ti auguri possa arrivare dopo la conclusione della tua relazione passata. Intuisco una forte delusione per non aver ottenuto quello per cui hai tanto lavorato, la sensazione di "trappola" è tornata nuovamente ora che stai di nuovo cercando di impegnarti in una relazione con qualcuno. Immagino tu sia una persona abituata ad analizzarsi e mi sembra tu sia piuttosto efficace in questo, eppure descrivi una sensazione forte come se "la tua coscienza ti si rivoltasse contro". L'auto-analisi è uno strumento efficace ma alle volte va' accompagnato da un punto di vista esterno e professionale che ci aiuti a cogliere quegli elementi che non siamo in grado di afferrare, per questo motivo ti consiglio di approfondire questo tema in un percorso con un professionista proprio perché meriti il risultato per il quale hai e stai lavorando. Ti auguro una buona serata, Dott.ssa Linda Bori...
Momenti di difficoltà
Apri domandaBuonasera Greis, In queste poche righe mi sembra di percepire tutta la confusione che stai vivendo. Parli di una situazione sentimentale complicata ma allo stesso tempo che il problema di fondo (che forse può influire ed andare a complicare ulteriormente la tua relazione attuale?) è la tua reazione ai momenti di crisi. Mi sembra che tu abbia bisogno di parlare di quello che provi e quello che ti succede, infatti quando riesci a farlo con le persone che ti sono vicine ti senti meglio. Da una parte sei conscia che sia normale passare periodi difficili e soffrire ma dall'altra ti chiedi se le tue reazioni non siano esagerate. Mi sembra che quella che tu stia cercando sia una stabilità di fondo che ti faccia stare bene con te stessa in modo da non sentirti così persa nelle normali situazioni di crisi che la vita ci mette davanti. Credo tu sia arrivata alla giusta conclusione di chiedere un aiuto che ti permetta di raccontarti e fare chiarezza su te stessa, i tuoi bisogni e i tuoi desideri. Se desideri avere un primo colloquio conoscitivo sono a disposizione, buona serata, Dott.ssa Linda Bori...
Conoscenza online. Fiamma. Il nulla.
Apri domandaBuonasera Elena, Da questo tuo messaggio mi arriva un forte senso di smarrimento. Hai scelto di vivere questi appuntamenti senza l'intenzione di cercare una relazione stabile ma sei rimasta travolta da quello che descrivi come un fuoco. La persona che descrivi è passata dall'essere molto dolce e presente (caratteristiche diverse da quelle che attribuisci al tuo ultimo partner) al farti sentire un certo freddo distacco. Mi sembra che sia stato questo ragazzo ad aver dettato finora regole e ritmo (la sorpresa della cena dopo il rientro dal viaggio di lavoro ad esempio). E ancora una volta allontanandosi è lui a decidere un cambio di ritmo senza coinvolgerti nella decisione. Quando dipendiamo dalle scelte degli altri ci sentiamo impotenti perché sempre in attesa di qualche indizio da parte dell'altro. Penso, nel caso tu non lo abbia già fatto, che sia importante per te fare il punto della situazione su ciò che vuoi e ciò che non vuoi. Mettere dei paletti su cosa reputi accettabile e cosa non puoi tollerare. Recuperare il tuo ritmo insomma e una centratura. Il sapere cosa fare verrà di conseguenza. Spero possa essere di aiuto. Dott.ssa Linda Bori...
Nuovo cammino ma ansia dei genitori
Apri domandaSalve Antonio, iniziare una nuova fase della propria vita comporta sempre aspettative, eccitazione e paura. Questi sentimenti riguardano per primi noi che ci apprestiamo con coraggio a intraprendere un cambiamento e poi naturalmente coinvolgono chi ci sta vicino. Parli di un sogno molto importante e che mi sembra di capire tu abbia coltivato a lungo e con dedizione, tanto che ti ha portato a prendere una decisione concreta. Insieme quindi alle aspettative, le paure e l'eccitazione per la strada che ti si presenta davanti senti anche quelle dei tuoi genitori, genitori che non vogliono vederti altro che felice. Nessuno può prevedere il futuro, se potessimo farlo avremmo di certo meno paura ma sicuramente non avremmo nemmeno l'eccitazione della ricerca della nostra strada. Non puoi prevedere cosa succederà quando diventerai pilota, potrebbe darsi che i tuoi genitori continueranno a vivere un po' in ansia o potrebbe darsi che si abituino all'idea. Essere genitori non è facile e certamente l'ansia dei pericoli che li affligge li accompagna in molte fasi del loro essere genitori, le prime uscite, i primi passi indipendenti dei figli ma nel momento in cui riconosci che vogliono vederti felice riconosci anche la loro forza. Nemmeno essere figli è facile, come hai ben descritto nel tuo messaggio, e credo che il tuo "lavoro" sia proprio quello di godere (uso di proposito questo termine) delle tue proprie paure e aspettative che sono certa siano già sufficienti, riuscendo a staccarti da quelle dei tuoi genitori per quanto motivate ritieni che siano. Potrebbe anche essere che pensare all'ansia dei tuoi genitori possa allontanarti dalla tua ansia, che sia più facile rispondere alle preoccupazioni dei tuoi cari piuttosto che rispondere a quelle che sono le tue paure. Per quanto sia difficile, mi viene in mente il detto "a ognuno il suo mestiere", a te il mestiere del figlio, ai tuoi il mestiere dei genitori. Spero di averti dato qualche spunto di riflessione, resto a disposizione per qualunque dubbio o approfondimento Buona giornata, Dott.ssa Linda Bori...
Un muro da 2 anni
Apri domandaBuonasera, Sento molta frustrazione nel messaggio che hai scritto "di getto". Parli di una attività in cui metti il tuo impegno da ben due anni e dove non riesci a vedere i risultati che avevi sperato di ottenere. Mi sembra di capire che la causa del mancato progresso la imputi alla tua difficoltà di esercitarti a casa a causa della presenza costante di qualcuno, da tua madre ai vicini di casa che potrebbero sentirti. Hai provato a chiederti come mai non avevi la stessa difficoltà nell'esercitarti al pianoforte? Nel messaggio racconti di come per te lo stress sfoghi in malessere fisico, ad esempio prima dei saggi di pianoforte. Allo stesso tempo aggiungi che ora che ti senti più sicura la "febbre da saggio" è diminuita. Ricordi il momento in cui ti sei sentita più sicura nel suonare il pianoforte? Cosa era cambiato? Hai avuto bisogno di prove particolari per riuscire a sentirti così sicura? Un processo simile potrebbe verificarsi anche per il canto. Quello che non mi sembra emerga da quello che racconti, forse per lo stato emotivo con cui hai scritto, è il piacere di cantare e l'obiettivo per il quale hai messo tanto impegno in questi due anni. Mi sembra anche che sia emersa una paura del giudizio del quale però sei consapevole. Nel pratico io ti consiglierei di analizzare la tua storia con il pianoforte e vedere quali erano o quali sono i motivi che ti hanno avvicinata al canto. Per vincere il senso di imbarazzo che certe situazioni comportano le tecniche sono tante e varie, possiamo approfondire se lo desideri, così come approfondirei l'origine del tuo disagio legato al senso di giudizio. Resto a disposizione e ti auguro una buona serata, Dott. Ssa Linda Bori...
Depressione, insicurezza, insoddisfazione
Apri domandaBuongiorno Mariapia, la frustrazione e l'ansia che descrivi nasce dal tuo bisogno di inserirti nel lavoro, per ragioni economiche e di realizzazione personale, che si scontra con la difficoltà reale ed oggettiva di trovare un posto dove poterlo fare. Questi momenti di transizione sono molto delicati e spesso penosi perché ci consideriamo produttivi quando produciamo effettivamente qualcosa di concreto, che molto spesso associamo al denaro. Le attività che descrivi e che occupano oggi la maggior parte del tuo tempo, il controllare le offerte di lavoro, l'attendere i risultati dei concorsi, il seguire seppur con impegno un corso, sono tutte attività serie, impegnative e necessarie ma che non "producono" concretamente guadagno, almeno non nell'immediato. Molte persone si sono trovate, si trovano e si troveranno in questa fase. Forse il fatto di essere riuscita a trovare lavoro ancora prima della conclusione degli studi in qualche modo aggrava la tua percezione di questo momento di apparente improduttività. La difficoltà di questi momenti sta' nel doversi impegnare ogni giorno in attività che non danno la sicurezza certa di ottenere il risultato sperato, possono apparire come dei tentativi ed essendo alta la posta in gioco, è facile che subentri l'ansia di poter stare perdendo tempo. Un buon modo per superare questo momento è l'organizzazione. Stabilisci degli obiettivi concreti e dividi la tua giornata (o settimana) in momenti specifici, come se fosse una giornata di lavoro. Così sai che da quest'ora a quest'altra (o questo pomeriggio della settimana) è dedicata a mandare in giro il curriculum, quest'altro momento è dedicato allo studio. L'organizzazione rende meno forte l'idea del tempo "perso" o improduttivo. Puoi darti piccoli obiettivi come mandare un certo numero di curriculum entro un certo periodo. Inoltre focalizza l'area di interesse (se non lo stai già facendo) per non disperdere l'energie e non avere la sensazione di brancolare nel buio. Scrivi alla fine del tuo piano d'azione qual è l'obiettivo finale e considera ogni step come un passo necessario per arrivarci. Mi rendo conto non sia semplice e nemmeno risolutivo, il problema della ricerca del lavoro è concreto e serio ma quando ci sentiamo persi un piano d'azione di questo tipo può ridurre sensibilmente l'ansia e darci una direzione in cui andare facendoci sentire meglio e più energici. Se desideri approfondire, sono a disposizione. Dott.ssa Linda Bori [email protected] 3312198573...
Disagio interiore e blocco della parola
Apri domandaBuongiorno Antonio, quello che descrivi è un disagio molto forte. La relazione con tuo fratello ti ha portato addirittura al blocco della parola. Naturalmente si tratta di una situazione complessa, come tu stesso dici, ma sicuramente anche questa situazione ha un'origine. Come è avvenuto questo blocco? In modo graduale? O netto? Parli di sensazioni fisiche specifiche, come la voce strozzata. Non puoi agire su tuo fratello, puoi agire su te stesso andando a indagare cosa fa scattare il mutismo e cercare per gradi soluzioni alternative per ritrovare la tua voce. Ti consiglio l'aiuto di un professionista che ti accompagni in questo percorso. Dott.ssa Linda Bori 3312198573 [email protected]...
Crisi esistenziale
Apri domandaBuongiorno Carlo, quella che lei descrive è naturalmente una situazione molto delicata che coinvolge diverse persone cui lei vuole bene. Nella prima parte del suo messaggio ha parlato della situazione degli ultimi anni con la sua compagna, anni dove si sono alternate diverse fasi in modo abbastanza ciclico mi sembra di capire. A interrompere questo processo è stato l'incontro con questa ragazza alla quale lei si è legato sentimentalmente. Da qui il peso della scelta. Mi sembra che il cambiamento che sia avvenuto in lei, con il coinvolgimento con questa nuova donna, sia quello di sentire su di sé la responsabilità per la situazione di entrambe le donne. Se sceglie di restare con la sua compagna farà soffrire l'altra donna (e lei stesso?), se sceglie la nuova storia con questa ragazza nella casa che lei ha preso per voi farà soffrire quella che è stata la sua compagna (e lei stesso?). Se la sua paura è di far soffrire una delle due donne le tolgo ogni dubbio, una delle due donne soffrirà. Deve prendere atto di questo. lei soffrirà per un motivo o per l'altro e questo è lo scotto da pagare per qualunque sia la decisione che sceglierà di prendere. Quello che le viene chiesto è di prendere una decisione. La situazione di via di mezzo nuoce a tutti perché non si ha la possibilità di elaborare il dolore ed andare avanti con la propria vita. E' comprensibile quello che prova, incluso il desiderio di tornare indietro e non dover affrontare questa prova. E' comprensibile la paura, ma per il bene di tutte le persone coinvolte questa va affrontata. Scelga quello che ritiene meglio per se stesso, è l'unica cosa che credo lei possa fare. Dott.ssa Linda Bori...
Non riesco ad essere felice
Apri domandaBuonasera Valeria, Come affrontare la situazione? Giro a te stessa questa domanda perché sei l'unica che può trovare una risposta. Per prima cosa devi stabilire degli obiettivi e dei passi da compiere, pensare di affrontare in blocco una situazione delicata come quella che descrivi é difficile e si rischia di paralizzarsi o pensare il cambiamento sia impossibile. Partiamo dai piccoli cambiamenti che puoi fare. Quali sono le tue priorità? Qual è la cosa che desideri più cambiare o che vuoi cambiare per prima? E più che pensare a cosa non vuoi, cos'è che vorresti? Per poter rispondere a queste domande bisogna avere spazio per sé e tu scrivendo questo messaggio stai cercando di dartelo, hai fatto bene ed è molto importante. Ti consiglio vivamente di continuare questo percorso supportata da un professionista che ti possa accompagnare nel tuo percorso. Resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...
Bassa autostima: si può risolvere e come?
Apri domandaBuonasera Caterina, Da quello che scrivi mi sembra di percepire la forte urgenza di riuscire a vedere la bella persona che sei, non riuscendo a riconoscerti i meriti e il tuo valore, negandoti di conseguenze le cose più belle. Il disagio si è aggravato nell'ultimo periodo perché le distrazioni offerte dagli amici e dalle uscite non bastano più, l'ansia ti insegue anche in queste occasioni che prima ti davano sollievo. Sono diventate un'altra occasione di svilimento di te stessa. Questo senso di fallimento che provoca ansia, sta bloccando anche la riuscita nel campo universitario e immagino questo vada ad alimentare il generale senso di sconfitta e di bassa autostima. Parli di un blocco, un blocco concreto, tanto da non riuscire nemmeno ad immaginare la possibilità di riuscire a concludere il percorso di studi. E' molto difficile trovare la forza per impegnarsi in qualcosa che si sente come irrealizzabile, lo capisco. Mi arriva un forte senso di stanchezza e di oppressione da tutti questi pensieri negativi, come se il livello di ansia e di stress avesse di lunga superato il limite massimo e ora sia difficile stare a galla. Per prima cosa cercherei di alleggerire un pò questa sensazione, tornare a respirare senza annaspare in cerca d'aria, questo è possibile iniziare a farlo parlando , portando al di fuori di te questi pensieri. Recuperata un pò di energia si può andare a lavorare sull'origine del malessere, su strategie e azioni da fare per il tuo obiettivo, imparare a volersi bene. Se lo desideri, mi puoi contattare. Resto a disposizione, Dott.ssa Linda Bori...
Mi sento una fallita, con bassa autostima e ansia sociale.
Apri domandaBuonasera Tessa, dalle queste parole percepisco forte la pressione causata da quello che percepisci come un demone che ti segue sempre e si nutre delle conseguenze della sua stessa presenza. Si percepisce la tua stanchezza nel cercare di convivere con questo demone, senti che non ti è rimasto nessuno, che questo circolo vizioso ti ha portata a isolarti sempre di più. Il tuo messaggio comincia con il motivo per il quale hai deciso di scrivere, non riesci più a gestire la situazione da sola. Se l'avessi potuto fare, non avresti scritto. C'è la volontà di fare qualcosa che normalmente non avresti fatto per provare a spezzarlo questo circolo vizioso e credo che la condivisione con un professionista possa senza dubbio in primo luogo alleggerirti, che è molto importante, poi aiutarti ad elaborare tutto quello che hai scritto e che senti per scoprire quali sono le risorse alle quali puoi attingere per affrontare quello che è il tuo demone personale. Se lo desideri, puoi contattarmi. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Trattamento del silenzio
Apri domandaBuonasera Concetta, Mi sembra di capire che lei ha realizzato di trovarsi in un circolo vizioso dal quale non riesce a uscire. In qualche modo si è instaurato un meccanismo del silenzio nei confronti di suo marito del quale lei è cosciente ma non sa come spezzarlo. Mi sembra di capire che il silenzio venga scatenato dai litigi nei quali le vengono riportate le sue mancanze e che entrambi, lei e suo marito, siate stremati da questa situazione. Sono molti i modi, le strategie, adottabili in questa situazione per fare il primo passo e sono sicura che ne ha avuti diversi in mente anche lei. Forse in primo luogo sarebbe importante esplorare il perché di questo blocco, su cosa agisce e di cosa si nutre, così da andare ad agire all'origine per evitare che questo circolo vizioso torni e allo stesso tempo indagando le motivazioni della sua comparsa ne potrebbe capire anche l'utilità e trarne importanti informazioni. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Mi sento persa
Apri domandaBuongiorno Mariantonia, nell'ultimo periodo ti stai accorgendo di sentire realmente il bisogno di un supporto esterno professionale, qualcosa cui hai sempre pensato ma che si è concretizzato ora, in questo momento difficile di lutto, dove hai perso i tue due compagni animali e il senso di abbandono e di dolore si sta riflettendo anche sulla tua storia d'amore con il tuo ragazzo. Il lutto è sicuramente un processo da elaborare, ha tempi diversi, tu stessa scrivi che all'inizio ti sei regolata respingendo in un altro momento, forse quando ti saresti sentita più pronta, il dover pensare a questa dolorosa perdita. L'elaborazione del lutto è un processo molto delicato come sai bene tu che lo stai vivendo, alle volte senti la vicinanza del tuo ragazzo altre volte questa stessa vicinanza ti provoca sensazioni contrastanti. Parli anche di una paura verso il futuro, nella confusione e nella difficoltà del momento non riesci ben a visualizzarlo oppure visualizzi un possibile futuro dove chiudi la tua relazione. Credo che tu abbia già individuato quello che ti serve in questo momento sensibile e di grande confusione, del tempo per te, per ricostruirti ed elaborare come stai e quello che vuoi, di raccontarti e fare chiarezza. Certamente il supporto di un professionista ti aiuterebbe in questo processo, in questo momenti in molti abbiamo attivato la consulenza on-line. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Depressione? Cosa posso fare?
Apri domandaBuongiorno Patricia, grazie per la condivisione di questo momento difficile. Mi sembra che tu abbia individuato un momento preciso in cui le cose sono peggiorate, e questa differenza tra la ragazza che definisci ipersensibile e la ragazza che soffre di un vuoto dentro e di assenza di emozioni ti si è presentata in maniera più chiara davanti e non ti sei più riconosciuta. La quarantena, come dici, non aiuta perché ci obbliga dall'esterno ad un isolamento, un isolamento di cui tu stavi già iniziando a soffrire prima. Senti un grosso peso addosso che ti schiaccia e rende faticoso fare tutto perché te lo devi trascinare in giro e in questo momento non ne hai la forza. Per prima cosa agirei su questo peso, se questa pressione si alleviasse un pò piano piano si potrebbe lavorare su tutto il resto. Capita a tutti nella vita di vivere periodi dove proprio non si ha la forza di fare niente, spesso non si sa nemmeno cosa si potrebbe fare. Scrivere qui, raccontandosi è un buon primo passo che hai fatto da sola, il mio consiglio è di continuare su questa strada, parlandone ed analizzando questo peso. Cercare aiuto è importante e sicuramente lo puoi trovare. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Gestione del conflitto, come fare?
Apri domandaBuonasera Christelle, quella che descrivi è certamente una situazione delicata, da una parte parli della tua difficoltà nella gestione delle tue emozioni durante i conflitti, dall'altra una gestione completamente differente nelle tempistiche tra te e il tuo compagno per quanto riguarda l'elaborazione del conflitto. Tu sembri esaurirlo subito, nel momento in cui il conflitto nasce, il tuo compagno ha invece bisogno di elaborarlo a posteriori e questa differenza nei tempi scatena nuovamente nuove situazioni di disagio. In aggiunta, la frustrazione per aver seguito diverse strade per trovare una soluzione, ma senza essere riusciti a trovarne una soddisfacente, il che può anche andare ad aumentare la sensazione di gravità della problematica. La richiesta in questo messaggio è un'opinione o un consiglio. Il lavoro fatto fino a qui è stato sicuramente fondamentale, sviscerare un vissuto e le emozioni ad esso legato è un lavoro spesso faticoso ma molto importante, se non avete ottenuto fino a questo momento il risultato voluto mi appellerei ad un costrutto che può sembrare banale, tuttavia è reale, ovvero per ottenere qualcosa che non si è mai riusciti ad ottenere bisogna provare qualcosa che non si è mai provato. Il che ripeto non vuol dire assolutamente che il lavoro fatto e che si sta facendo non sia utile, anzi, ma serve anche a capire come muoversi ora. Una prima idea, la dico basandomi solo su quanto scritto e senza conoscere le pratiche provato fino ad ora, potrebbe essere passare dalla "teoria" (lo svisceramento) alla "pratica", studiando strategie specifiche per le varie situazioni di difficoltà e vedere quali funzionano, procedendo per prove ed errori. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Come avvicinare un genitore all'idea di aver bisogno di aiuto
Apri domandaBuongiorno Giulia, mi sembra di avvertire forte questo senso di sgomento e frustrazione quando tornando a vivere con la tua famiglia di origine ti sei ritrovata ad osservare e far parte di questa situazione "davvero non sana". Concordo con la collega, la prima cosa che puoi fare all'interno di questo contesto e non adeguarti alle regole che non reputi sane. Potrebbe essere importante che mio padre chiedesse aiuto ma non lo fa? Lo chiedo io per me. E' un modo positivo per non diventare uno degli ingranaggi di questa situazione. La prima cosa che puoi fare è dare spazio a te. In secondo luogo è possibile sperimentare qualche tecnica e strategia di comunicazione con i tuoi familiari, alcuni suggerimenti che provengono dalla comunicazione assertiva ad esempio sono molto semplici ma possono avere effetti sbalorditivi. A volte anche solo chiedere tranquillamente a chi sta urlando "come mai urli?" oppure "tu fai sempre così per risolvere un problema?" può sortire effetti insospettabili. In bocca al lupo per tutto. Dott.ssa Linda Bori...
Perchè in tutti i miei rapporti non c'è reciprocità?
Apri domandaBuon pomeriggio Alex, ti ringrazio per la tua considerazione e per questo sfogo che hai deciso di condividere, immagino non sia stato facile. Cominciando a leggere il tuo messaggio mi è arrivata una forte sensazione di tristezza e delusione che si è tramutata via via in una rabbia molto forte. Da una parte pretenderesti di ricevere quanto senti di aver dato ma razionalmente aggiungi che non è possibile pretendere od obbligare l'altro a darci affetto, questa impossibilità ti provoca rabbia. Ti senti solo e non amato come vorresti. Ti giro una delle tue domande, "sbagli ad arrabbiarti?", mettiamo che la risposta sia si, sbagli ad arrabbiarti, questo ti farebbe sentire meno arrabbiato? I sentimenti che proviamo esistono, che li riteniamo giusti o sbagliati non importa, nel momento in cui li avvertiamo provocano sensazioni e penso che non vadano negati. Il dato di fatto è che ti senti arrabbiato per questa situazione. Si può lavorare sul cosa esattamente scateni la rabbia o come tu possa utilizzarla questa rabbia. Ti consiglierei di approfondire questa rabbia ed esprimere chiaramente i tuoi desideri, le tue aspettative verso i tuoi amici e verso te stesso. Nella situazione che descrivi possono esserci problemi di comunicazione o modi diversi di vivere ed esprimere l'affetto, mi sembra tu abbia chiaro cosa vorresti e cosa ti aspetteresti dai tuoi amici. Credi che per loro sia altrettanto chiaro? Lo sfogo può fare bene, soprattutto quando siamo sopraffatti da così tanti sentimenti, ti consiglio assolutamente di concederti questi sfoghi dandoti un primo atto di affetto in questo momento così difficile. Se in questo momento non senti amore dall'esterno per prima cosa puoi provare a darti affetto da solo per cominciare e ritagliarti uno spazio di questo tipo mi sembra già un buon passo. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Passato e presente
Apri domandaBuon pomeriggio Manuela, Mi sembra di capire che tu sia contenta della scelta fatta, hai deciso di buttarti a capofitto in questa storia e stai bene, hai quello che hai desiderato durante gli anni trascorsi nella precedente relazione. Quello che ti crea confusione è questa tristezza che si affaccia, questa nostalgia verso la tua vecchia abitazione e verso alla storia passata. Le nostre emozioni a volte non sono definite, anche quando stiamo bene possono affacciarsi sentimenti che viviamo come negativi. Gli anni passati con il tuo ex compagno hanno avuto impatto su di te e sulla tua vita ed è normale che il pensiero ci torni. Quando tutto rimane nella nostra testa è più complicato "sgrovigliarlo", ti consiglio di regalarti il tempo per te per elaborare la tua storia passata e quella attuale, sviscerare le tue paure e i tuoi desideri e trovare la risposta che cerchi. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Non provo amore per nessuno
Apri domandaBuon pomeriggio Riccardo, la sensazione che mi arriva è quella di un forte blocco, tant'è che se le emozioni non trovano sfogo non mi sorpende che tu non riesca ad innamorarti. Le emozioni le avverti ma non riesci a sfogarle oppure ti senti bloccato anche nel percepirle? Anche questa confusione e questo malessere sono emozioni. Scrivere qui in qualche modo è il primo passo per uno sfogo. Il mio consiglio è di insistere e approfondire come e quando si è creato questo blocco, raccogliendo indizi sarà possibile superarlo questo blocco, tornare a sfogare le emozioni e a innamorarti. Resto a disposizione, un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Penso al mio ex dopo tre anni
Apri domandaBuon pomeriggio Marina, il primo sentimento che mi arriva al primo impatto è il senso di colpa, la tua prima relazione del 2016 interrotta "sempre a causa tua" oltretutto lui era anche un fidanzato perfetto. Dici di avere difficoltà ad accettare di dover rimanere con qualcuno per sempre, le due cose possono essere in qualche modo collegate? il secondo sentimento è la confusione, vorresti richiamare il primo ragazzo ma ancora una volta emerge il sentirsi in difetto per i tuoi comportamenti passati. Nella tua ultima relazioni non eri appagata al 100% , almeno non come con il primo ragazzo, e la confusione nasce dalla paura di non trovare più qualcuno come lui o dal dubbio di non aver ancora trovato la persona giusta. Penso che prima di decidere qualunque cosa tu abbia il diritto di fare un pò di chiarezza con te stessa, di rivedere quello che desideri e decidere se e come perseguirlo. Elabore i sentimenti legati alla colpa mi sembra possa essere un buon inizio. Resto a disposizione, Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
In cammino verso la guarigione
Apri domandaBuongiorno Francesca, conosci la frase "A cosa pensi se ti chiedo di non pensare ad un elefante?" normalmente la risposta è "penso ad un elefante", pensier che non si sarebbe minimanente affacciato nella mente se la domanda stessa non lo avesse acceso. In maniera simile, quando cerchiamo di non pensare a qualcosa, questo divieto espresso dal NON funge da miccia per tenere il pensiero attivo. Quello che stai facendo mi sembra ti stia portando beneficio, ti stai occupando di te stessa e ti sembra "di non averlo mai fatto", credo sia la cosa migliore che tu possa chiedere a te stessa quella di occuparti di te. I pensieri negativi possono essere persistenti e capisco perché tu voglia liberartene, focalizzarti su altro certamente aiuta ( se non altro appunto perché ti portano a fare qualcosa di bello per te), ma è probabile che questi pensieri restino sullo sfondo, pronti a tornare in primo piano alla prima occasione. Potresti provare a cambiare strategia, se fino ad ora quelle utilizzate non hanno portato completamente all'obiettivo sperato, invece di cacciare il pensiero puoi accoglierlo, affrontarlo, elaborarlo, sfogarlo in qualche modo (se il tuo desiderio è di evitare una "vendetta fisica" ma la tua mente sente il bisogno di una vendetta puoi trovare un modo per metterla in atto con l'aiuto della mente, scrivendola o pianificandola perfino). Restando a disposizione ti auguro ogni bene. Un caro saluto dott.ssa Linda Bori...
Come superare i sensi di colpa?
Apri domandaBuon pomeriggio Matteo, non c'è bisogno di scusarsi per lo sfogo, dal tuo messaggio mi sembra evidente e molto forte questo tuo bisogno di sfogo, le parole scorrono come un fiume in piena e quasi nella lettura si viene travolti, penso di poter immaginare cosa tu possa provare ad averle in testa. Mi sembra tu abbia individuato dei momenti chiave. L'aver capito che la relazione con la tua fidanzata non stava più andando come avresti voluto, anche in campo intimo, e che la situazione non sia cambiata nonostante i tuoi tentativi di portare dei cambiamenti. Hai analizzato questi vostri tira e molla arrivando alla conclusione che se non sei riuscito a lasciarla prima non era per mancanza di desiderio di farlo ma per paura di restare solo o per non volerla ferire. Dalle tue parole già si intuisce l'ombra del senso di colpa "questo ha allungato i tempi causando maggior difficoltà nel lasciarci magari più avanti" Con la tua collega hai sperimentato sensazioni diverse ma ecco che emerge nuovamente un "non mi sono reso conto" della situazione che si stava andando a creare. Nel momento in cui hai deciso di affrontare la tua ragazza, il suo "io ci credo ancora sappilo" ti ha spiazzato. La tua reazione è stata raccontarle tutto, la motivazione che ti sei dato è quella di aver ceduto al bisogno di pulirti la coscienza. Infine ora che la storia con questa ragazza è finita stai sperimentando una specie di ossessione. Quale credi potrebbe essere essere la motivazione? Potrebbe essere una estensione di una punizione per tutti gli "errori" che ti sei imputato o l'esserti reso conto di volere davvero il ritorno di qeusta ragazza nella tua vita o altro ancora. Il mio consiglio è di concentrarti su di te e su cosa veramente desideri. Non è facile con tanta confusione in testa, lo capisco. Con un pò di pazienza si possono mettere in ordine i pensieri e le idee, in modo che siano più gestibili. Solo sapendo cosa vuoi davvero per te stesso puoi pianificare come agire. Pensando al presente e al futuro, non al passato che è l'unica cosa che non è possibile cambiare. Ti auguro buona fortuna. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Sto male vedendo mia madre stare male!
Apri domandaBuongiorno Gabriella, mi dispiace molto per questa situazione così difficile e delicata. Da una parte c'è la preoccupazione e la sofferenza per tua madre che affrontare questa malattia, dall'altra la tua sofferenza nel dover vedere tua madre soffrire come hai visto succedere altri componenti della vostra famiglia e in ultimo la sofferenza di sentirti responsabile per la tua famiglia, tuo marito e il tuo bambino, il senso di colpa e il senso del dovere nei loro confronti. Molta sofferenza quindi, capisco bene che tu ti senta "davvero male". Ci sono molti motivi che potremmo definire oggettivi per i sentimenti che provi, mi sembra che in questo momento della tua vita questo malessere che senti sia giustificato e che, in qualche modo, tu meriti di viverlo senza nasconderlo. Comprendo bene che tu voglia stare bene, ma probabilmente in questo momento non è semplicemente possibile. Come fare quindi per convivere con queste sensazioni? Accettarle come parte presente in questo momento della tua vita? Dici "non riesco a non essere triste quando vedo mia madre soffrire in quel modo", lo capisco, perché dovresti non essere triste in questo frangente? Non voglio assolutamente sminuire la tua preoccupazione per le conseguenze che questo momento ha su tuo marito e tuo figlio, ma non vorrei nemmeno sminuire il tuo dolore, che c'è ed è presente. Il mio consiglio è di spostare l'attenzione dal come provare a non essere triste, all'accettare la tristezza e vedere come gestirla nel quotidiano, il senso di colpa nasce da qualcosa che non dovrebbe esserci, ma non credo che questo sia il caso della tua sofferenza, cosa ne pensi? Il consiglio di trovare un ulteriore sfogo con qualcuno che possa ascoltarti è sempre valido se lo desideri. Un caro saluto, in questo momento così difficile Dott.ssa Linda Bori...
Sindrome di Asperger?
Apri domandaBuongiorno Laura, Grazie per questo messaggio, hai raccontato molte cose di te, raccontando caratteristiche diverse e confidando disagi che vivi. Dal tuo messaggio emerge il tuo sentirti "continuamente in conflitto con te stessa", a volte ti senti antipatica altre volte fin troppo socievole ad esempio, ci sono molte contraddizioni e capisco che tu possa sentirti confusa e smarrita. Immagino che dare un nome a tutto questo possa aiutare, perché probabilmente queste contraddizioni creano confusione anche sulla tua identità, e poterti definire in un modo, fosse anche "sindrome di Asperger", potrebbe quasi essere un sollievo perché potrebbe dare una dimensione e una spiegazione che racchiuda tutte le cose che racconti. Cosa comporterebbe per te avere una diagnosi di questo tipo? Cambierebbe la percezione di quelle che vivi come problematiche? Avere una risposta a questa domanda, positiva o negativa, in che modo potrebbe aiutarti? Immagino che il tuo obiettivo sia comunque quello di vivere con maggiore serenità ed equilibrio. Il mio consiglio è darti uno spazio per affrontare tutti questi aspetti, darti la possibilità di fare ordine, stabilendo priorità. Nella nostra testa i pensieri si affollano e non riescono spesso a trovare sfogo. Tramite la parola e il confronto, è possibile rielaborare e comprendere meglio. Potrebbe essere che cambieranno anche le domande a cui cerchi risposta. Spero di averti dato almeno qualche spunto per vedere da un'altra ottica il tuo quesito. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Mi ha lasciata di notte, cacciandomi di casa
Apri domandaBuonasera Alessandra, Il tuo messaggio, seppur breve, riesce a raccogliere molti dettagli dolorosi nei quali si avverte molto vivo il tuo sgomento, soprattutto per la violenza dell'ultimo episodio. Mi sembra ci siano molti momenti e particolari da elaborare, capisco la tua richiesta di aiuto. La fine di una relazione è come un lutto, il lutto non è mai piacevole ma se poi avviene in modo inaspettato e rapido non ci permette nemmeno di elaborare quello che sta succedendo e il perché o di elaborare un "dopo". Dici di sentirti sotto shock, lo immagino. Penso che prima di tutto tu debba fermarti e raccoglierti, con questo intendo prenderti il tempo per stabilire nuovamente i tuoi obiettivi, le tue priorità, quello che desideri e vedere a che punto sei tu in questo momento. Occorre forse fare quindi un passo indietro, per capire davvero cosa vuoi ed eventualmente come lavorare per ottenerlo. Senti che la tua ultima relazione ti ha ridotta a brandelli, hai tutto il diritto di rimetterti insieme. In questo modo forse riuscirai a capire perché non riesci a convincerti "che lui faccia schifo" o perché tu non voglia perderlo. In mezzo a questa confusione, data da questi eventi così forti per te, immagino sia difficile ritrovarsi, infatti da una prte non lo vuoi perdere ma dall'altro chiedi un modo per dimenticarlo. E' difficile capire anche cosa si voglia dall'altra persona. Per questo il mio consiglio è partire da te. Forse semplicemente da una lista. Puoi concederti anche un aiuto esterno se lo desideri. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Tradimento e perdono
Apri domandaBuongiorno Giulia, di questo breve ma intenso messaggio la cosa che maggiormente mi colpisce è la forza che avverto nel concetto di volere, come ad esempio "io lo voglia perdonare a prescindere da ogni cosa". Sembra quasi ci sia un imperativo, dietro questo pensiero, una sorta di dovere che spinge a proseguire in una direzione a prescindere da ogni cosa, in questo caso proseguire relazioni che lei giudica dannose per sè. Questo fino a ché non viene raggiunto un limite sufficiente forse da mettere a tacere questa forza. Tant'è che quando poi la relazione viene interrotta non c'è nemmeno troppa sofferenza o sensi di colpa. Questo "blocco", qualunque sia la sua origine, cessa di premere. Le suona questa immagine? Penso che il punto di partenza sia provare ad analizzare i suoi pensieri e le sue sensazioni riguardo a questo, non tanto sui buoni motivi per troncare una relazione, quelli ha già stabilito che esistono ma che non sono sufficienti per agire in modo differente. Analizzare ed elaborare tutto quello che c'è dietro e intorno all'idea di chiudere questa relazione ora che ha scoperto questo tradimento ma che non ha ancora raggiunto il suo limite. Cosa la blocca di più? Cosa succederebbe se chiudesse la relazione ora? Potrebbe raccogliere maggiori informazioni sul funzionamento di questo suo meccanismo. Un caro saluto, resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...
Relazione tossica e ansia
Apri domandaBuon pomeriggio Francesca, nel tuo messaggio emerge il bisogno di fare chiarezza con te stessa, di riuscire a darti delle spiegazioni in grado di convincerti su come tu abbia potuto accettare una relazione che giudichi tossica. Allo stesso tempo la consapevolezza di quanto nociva consideri questa relazione non basta a non sentire il dolore per la sua fine, il che immagino faccia emergere con maggiore forza la necessità di una spiegazione. Inoltre ti senti molto arrabbiata, verso di lui, che ha chiuso la relazione così in fretta senza darti il tempo probabilmente di elaborare, e verso te stessa. Ogni relazione, anche quella che giudichiamo più tossica e nociva, soddisfa un nostro bisogno. Non necessariamente si parla di un bisogno "positivo" ma c'è sempre qualcosa che viene appagato, di più profondo della semplice compagnia del tempo condiviso con un'altra persona. Quale potrebbe essere nel tuo caso? E' uno spunto di riflessione che potrebbe aiutarti ad elaborare il come mai tu "abbia sopportato tanto" (perché nel frattempo veniva appagato un altro aspetto) e farti scoprire qualcosa di te che, forse, ancora non conosci, informazione che risulterebbe certamente utile per te in generale e per le tue relazioni future. Potrebbe essere una strada per essere più clementi verso se stessi. La rabbia e la fine di una relazione, sono emozioni ed eventi che vanno elaborati ed esplorati, in modo che non si depositino ma che prendano una loro naturale direzione. Spero di averti dato qualche spunto utile. Resto a disposizione, Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Lasciarlo dopo 10 anni...
Apri domandaBuonasera Marta, Come ti sei benissimo accorta, non esistono ragazzi, o ragazze, perfetti. La perfezione si scontra talvolta con bisogni diversi, anche bisogni di imperfezione, nel tuo caso nella voglia di essere corteggiata e corteggiare nuovamente, facendosi scoprire e scoprendo, correndo anche il rischio di iniziare una nuova relazione che non porti a quello che speri. Credo tu abbia tutto il diritto di interrogarti su quello che desideri in questo momento, sui tuoi obiettivi, sulle aspettative. Hai anche il diritto di avere paura, che sia di perdere la relazione che hai avuto in questi anni, o la paura di aver perso la possibilità di vivere esperienze diverse da quelle che hai vissuto finora. In ogni scelta c'è un rischio. Mi sembra tu abbia già avuto il coraggio di interrogarti se il benessere che hai per te sia sufficiente e sia ancora il tipo di benessere che desideri. Il mio consiglio è di continuare questa tua esplorazione personale, ricordando che non è mai troppo presto e non è mai troppo tardi. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Tristezza post rottura
Apri domandaBuonasera Giorgia, nella richiesta non mi è chiara una cosa, la domanda è "come affrontare tutto questo?", con questo volevi intendere superare la fine della tua relazione, come affrontare questo momento transitorio in cui sembra nemmeno lui sappia se si tratta di una rottura definitiva o meno oppure affrontare quello che reputi sia stato l'unico problema della relazione, ovvero la possessività? La fine di una relazione è come un lutto ed ha varie fasi, rabbia, dolore, accettazione... elaborare i vissuti può aiutare nel velocizzare il processo, oltre che a far emergere altre componenti più o meno consapevoli. Sembra sia mancata una chiarezza di comunicazione, per la quale tu non sei certa se lui intendesse chiudere completamente la vostra storia o prendersi un momento di pausa. Mi sembra di capire che il tuo desiderio sarebbe quello di continuare la vostra storia, nonostante spesso la situazione ti abbia fatto stare male, in questo caso quali sarebbero i compromessi che entrambi sareste disposti a fare per tornare insieme ed evitare una seconda, e magari definitiva, rottura per i medesimi motivi? Credo questo sia fondamentale nel caso vogliate riprovare. Su di lui non hai potere, ma su di te puoi lavorare. E qui veniamo all'ultimo punto. Come vedi questa tua caratteristica di possessività? E' qualcosa che desideri cambiare? L'esplorazione di questo tema è ampia, dove nasce la tua sensazione, che mi sembra molto precisa nella sua descrizione, di avvertire come un suo bisogno di lasciare una porta aperta, poi succede con altre persone o è una caratteristica che emerge esclusivamente con questo ragazzo, quali bisogni soddisfa e quali sono le paure reali che vengono attivate. Questi sono solo spunti, spero possano darti una idea per vedere il tutto da altri punti di vista. Il mio consiglio comunque è sempre partire da te stessa, i tuoi bisogni e i tuoi obiettivi e muoverti in quella direzione. Resto a disposizione, un caro saluto dott.ssa Linda Bori...
Passato che mi tormenta
Apri domandaBuonasera Marco, "Se ti chiedessi di non pensare agli elefanti, a cosa penseresti?" Può darsi che tu abbia già sentito questo modo di dire che esprime un concetto molto semplice, cercando di non pensare a qualcosa che si intrufola nella nostra mente non facciamo altro che continuare a tenere tale pensiero attivo. Comprendo bene che dopo tanta difficoltà tu voglia goderti una vita serena che ti sei meritato risalendo piano piano, che questi pensieri ti disturbino e che tu abbia solo voglia che il passato resti nel passato. Ma quello che ti è successo fa parte di te, forse il lavoro che potresti fare e di accoglienza di questi pensieri anziché di repulsione. Accoglierli ed esplorarli per arrivare a farci pace. Rivivere quei momenti può essere difficile e può sembrare che li renda più vicini al tuo presente ma da quello che racconti sono sempre attivi sullo sfondo. Non potrai cancellare quanto passato ma forse, riuscendo a integrarlo completamente con quello che sei e hai ora, non avrai più bisogni di respingerlo. Il mio consiglio è quello di accettare questi pensieri ed esplorarli. Potrebbe aiutarti molto anche elaborare tutto quello che ti è successo in una chiave nuova, ovvero quella di Marco oggi, che è risalito e vive una vita diversa. Puoi anche valutare di farlo con l'aiuto di qualcuno. Ti auguro ogni bene, Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Bassa autostima
Apri domandaBuongiorno Maria Chiara, dal tuo messaggio mi sembra di capire che tu sia consapevole di avere delle cose tue, che ritieni degne di apprezzamento, come una carriera da studentessa brillante, dei buoni amici e un fidanzato. Tutte cose che hai ottenuto tu, grazie a quelle che sono le tue caratteristiche e peculiarità. Allo stesso tempo però, è molto forte il confronto con gli altri e da questo confronto tu senti di uscirne in deficit, ti accorgi non di quello che hai ma di quello che non hai. Gli altri fungono spesso da specchio per noi, del resto siamo inseriti in un mondo sociale e il giudizio, nostro e degli altri, interviene sempre in qualche modo. Il terreno dell'autostima è un terreno delicato, se bastasse dirti che quello che hai è quello che desiderano in molti, saresti stata in grado da sola di superare questo impasse di questa fase della tua vita. Ma è più delicato. Parlarne è un ottimo modo. Perché permette, raccontandosi a qualcuno, di cogliere elementi che a volte sfuggono, permette di elaorare o rielaborare eventi e tutto quello che fa parte della nostra vita. Il mio consiglio è di cercare di spostare il focus su di te. Trovare un modo per raccoglierti ed esplorare quelli che sono i tuoi desideri e i tuoi obiettivi. In questo modo tu potrai confrontare il "dove ti trovi" rispetto a "dove vuoi arrivare", che sia tuo però, il tuo percorso e non quello di altri. Scrivi da qualche parte quello che vorresti raggiungere in modo concreto, ad esempio invece che scrivere "vorrei avere più autostima", puoi pensare a cosa ti farebbe avere più autostima, ad esempio fare un corso di cucina e scrivere "fare un corso di cucina" Scrivendo i tuoi desideri potresti anche scoprire desidderi nascosti o tenuti tali, e scoprire che magari della cucina (riferendomi all'esempio di prima) non ti importa nulla. Il mio consiglio in sostanza è spostare il focus su di te, dando importanza al tuo percorso e a te stessa. Resto a disposizione, , Dott.ssa Linda Bori...
Sono depressa?
Apri domandaBuongiorno Giulia, il tuo messaggio è breve ma esprime bene la tua sensazione di disagio, paura e frustrazione. Quando ci troviamo in situazioni senza via di uscita ci troviamo in un impasse. Ogni mossa che ci viene in mente è ostacolata da qualcosa e il risultato è che rimaniamo immobili, bloccati nell'impossibilità di raggiungere quello che vorremmo e il peggio è che questa sensazione di immobilità è talmente forte che la sensazione che la situazione sia impossibile e che sarà così per sempre arriva ad essere molto forte. I desideri che esprimi, possedere una casa, avere una relazione, una vita soddisfacente, sono tutti desideri comprensibili e molto importanti. Ma sembra sempre che per fare una cosa ne serve un'altra che non hai o non puoi avere, un po' come le formule per risolvere i problemi di geometria, c'era sempre un dato mancante che non ti faceva andare avanti. Esiste però sempre qualche piccolo passo che si è in grado di fare, anche nemmeno lontanamente collegato con il nostro obiettivo finale ma che può creare, seppur minimo, un movimento. Il movimento è l'unica cosa che può aiutare nell'impasse, può creare piccoli cambiamenti nelle condizioni di partenza e ci toglie un pò la sensazione di essere bloccati. Il consiglio è quello di spostare il focus da cose grandi (spostarlo momentaneamente, non rinunciare a quello che vuoi) e concentrarti su cose diverse. Usando le tue parole, è utile anche "dire queste cose ad alta voce", anche se sono spiacevoli, ma fanno parte di un percorso per riappropiarti di te, ridandoti la voce, qualcosa che invece i fantasmi non possono più avere. Se ne hai voglia e disponibilità, ti consiglierei di chiedere aiuto a qualcuno, almeno in una fase iniziale, in modo da tornare a respirare un pò e riuscire a conservare un pò dell'energia che ora viene spesa tutta per cercare di stare a galla. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Non provo desiderio sessuale
Apri domandaBuongiorno Anna, la sfera sessuale è legata a tantissime cose diverse. La sessualità è vissuta in modo diverso da ognuno di noi, diverso è il modo di provare attrazione, diversi sono gli stimoli che fanno scattare il desiderio sessuale. Secondo quanto scrivi, all'inizio della relazione provi desiderio per il tuo partner mentre con il passare del tempo questo desiderio si riduce, lasciandoti solo il piacere di accogliere il desiderio del tuo compagno. Un buon punto di partenza potrebbe essere esplorare cosa provoca in te all'inizio della relazione l'attrazione sessuale. Certamente il tuo partner, ma non è solo questo. In quanto esseri umani complessi stimoli che suscitano il desiderio sessuale si mischiano con la pura chimica del corpo e gli elementi della situazione e del contesto. Quali sono gli elementi che intervengono all'inizio della relazione che col passare dei mesi non ritrovi più? Una riflessione di questo tipo può portare diverse informazioni, su di te in primis, su cosa ti piace e cosa ti stimola. Può permetterti di individuare il nodo ed, eventualmente, ricercare di ricreare gli stessi elementi anche nel corso del tempo. Similarmente se c'è qualche elemento che può "scomparire" causando il calo del desiderio, potrebbero essercene altri che invece compaiono dopo i primi mesi di relazione che possono avere hanno lo stesso effetto. Entrando in una sfera ancora più privata e delicata, è importante conoscersi nella propria intimità. Saper dire a noi stessi cosa ci piacerebbe, che cosa vorremmo o quali fantasie ci possano piacere. Spesso nelle relazioni di coppia, soprattutto nella sfera sessuale, si rischia di concentrarsi di più sul piacere dell'altro (traendone piacere a nostra volta). Ho cercato di dare qualche spunto generale di riflessione, qualche domanda con cui puoi smuovere qualcosa e ricavare le informazioni che cerchi. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Rabbia verso ex, come si supera^
Apri domandaBuongiorno Mati, la fine di un rapporto, qualunque siano le sue caratteristiche, corrisponde ad un lutto. Un lutto non è mai una cosa piacevole naturalmente, ma fa parte delle cose naturali della vita e ha delle sue fasi strutturali che serve affrontare per riuscire a superarlo. Quando i lutti sono improvvisi risulta più difficile l'elaborazione perché viene a mancare la parte di elaborazione precedente (negazione, rabbia, paura, disperazione) e talvolta è più difficile accettare sia successo davvero. Normalmente un lutto si può dire superato (superamento che non corrisponde all'assenza di dispiacere) quando riusciamo ad accettare la parola fine, quando viviamo una nostra conclusione. Nel caso della tua relazione, ti è stata tolta la possibilità di vivere una sua conclusione e il canale emotivo, rimasto aperto, genera la rabbia che descrivi di provare. Oltretutto tutte le emozioni che erano attive prima della rottura e quelle che si sono generate durante e dopo sono rimaste sospese, senza possibilità di essere espresse. E' una situazione comune e può essere affrontata in modi diversi. Parlando di lutti, spesso, soprattutto nel linguaggio cinematografico, si immagina il "superamento" quando il protagonista riesce a andare fisicamente nel luogo della lapide. Credo tu debba trovare ciò che per te possa avere lo stesso significato. Il mio consiglio è quindi quello di concederti di mettere la parola fine. In modo concreto o in modo figurato. Cosa, secondo te, potrebbe aiutarti a chiudere? Resto a disposizione, un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Mia moglie si arrabbia di continuo
Apri domandaBuon pomeriggio Marco, grazie per aver scritto, immagino la difficoltà di parlare di situazioni così delicate e quella che descrivi lo sembra. Hai parlato di due lavori simili che per loro natura assorbono maggiori energie fisiche e mentali rispetto ad altre tipologie di lavoro, allo stesso tempo mi sembra di capire che vi diano soddisfazione sia personale che a livello lavorativo. Nei termini che hai usato per descrivere il tuo disagio ricorre spesso il concetto dell'evitare e soppesare, evitare di fare errori, evitare di sfogarmi con lei, soppesare gesti e parole, comprendere il suo stress. I tuoi gesti e le tue parole devono essere calibrate e soppesate, al contrario dall'altra parte sono concesse parole pesanti e gesti plateali. Mi appare un focus molto centrato su tua moglie, che in qualche modo va tutelata, compresa e aiutata. In questo quadro sembra vengano dimenticate le tue necessità e i tuoi sentimenti. Giusti o sbagliati che siano. Un dislivello di questo tipo non può essere funzionale in una coppia. Non lo è di certo per te ma, attenzione, non lo è di certo nemmeno per tua moglie. Quando si forma una coppia si stabilisce un patto implicito di affetto e sostegno, appoggiamo i nostri partner e li sosteniamo nei momenti difficili. Ma cosa succede quando per motivi, reali o meno, il partner oltrepassa un certo limite? Credo che il poterci affidare all'altro sia anche nella fiducia di sapere che il nostro partner possa frenarci, limitarci quando andiamo oltre e sappia farsi rispettare. Essere rispettati e farsi rispettare sono due concetti strettamente legati. Nelle situazioni limite, quando si perdono di vista i confini di quello che è tollerabile, sta a noi pretendere il nostro spazio, la nostra voce e il nostro rispetto. Non sembra facile perché non lo è. Quello che mi sembra è che nella vostra coppia ci sia bisogno di fare qualche passo indietro per ristabilire, anche a tavolino se necessario, i limiti di quello che per entrambi è accettabile e di quello che non lo è, il valore delle parole e il peso dei gesti. Tale per cui tua moglie possa sfogarsi con te delle frustrazioni del lavoro. Con te ma non su di te. Tale per cui lei possa sapere che anche quando perderà il controllo tu saprai reindirizzarla e fermarla, per non farti calpestare. Tale per cui a tua volta possa tornare a sentirti libero di muoverti, parlare e sfogarti con lei. E' importante che tu ti sia accorto di questo meccanismo e abbia ascoltato i tuoi campanelli di allarme. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Come ci si innamora? Come ci si fida degli altri?
Apri domandaBuongiorno Fortuna, dal tuo messaggio risulta chiaro il conflitto che vivi. Vorresti darti la possibilità di vivere una relazione amorosa ma per farlo senti di doverti forzare, questa forzatura però produce l'effetto opposto e il sollievo che senti quando queste relazioni si interrompono va a rafforzare l'idea di stare meglio nella tua safe zone. Del resto se quello che al momento esperisci è ansia e malessere è molto difficile che possa sorgerti spontanea la voglia di entrare in relazione con qualcuno. Questa situazione non è così rara, è comprensibile che tu voglia capire cosa ti frena tuttavia i fattori che creano questi tipi di blocchi sono molti e sono diversi per ognuno di noi. Anche se immagino ci sia in te la paura di non essere in grado di esperire simili sentimenti, come tu stessa hai individuato, è questo filtro il problema, che agisce filtrando attrazione sentimentale e fisica prima che arrivino a te, impedendoti di provarli. E' probabile si tratti di un meccanismo di difesa e un lavoro che si può fare è capire quando si è attivato questo meccanismo, secondo quale paura o idea e lavorare su questo. Il mio consiglio è di concederti un aiuto per esplorare la tua storia e il tuo vissuto e trovare questo tipo di risposte. Con le informazioni in mano potrai scegliere se e come agire. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Separazione e sofferenza
Apri domandaBuongiorno Anna, il dolore è una componente complessa e importante nella nostra vita. Ha molte sfaccettature ed è capace di ancorarsi a noi (po noi di ancorarci a lui) in modo molto efficace. Il vostro matrimonio è finito per mancanza di comunicazione, litigi e incomprensioni e immagino il dispiacere nel sapere che con un'altra partner lui sia stato in grado di dare (magari comunicare) quello che invece è mancato nel vostro rapporto. Probabilmente si sente ingannata perché vede dare quello che probabilmente lei ha chiesto per la durata del vostro matrimonio senza però mai ottenerlo. Il dolore si riattiva con pensieri legati al rimpianto o al domandarsi dove si è sbagliato, a maggior ragione se in una successiva relazione le cose appaiono differenti. E' inutile dire che questi pensieri servono a poco ma del resto ci sono e sarebbe altrettanto inutile negarli. Le giro la domanda che ha posto in questo messaggio, perché rispondendo lei stessa potrà mettere i primi mattoni per la risposta definita che cerca. Anna, dove vorrebbe che la portasse questa sofferenza? Resto a disposione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Un aiuto per fare chiarezza
Apri domandaBuongiorno Sophea, in ogni relazione, di qualsiasi tipo essa sia, si ha a che fare con un'altra persona che interagisce con noi e questa ha bisogni, paure, schemi di pensiero ed esigenze. Una coppia vive serenamente quando questi bisogni ed esigenze più o meno collimano o comunque permettono un cammino comune. Può capitare che le proprie esigenze o i bisogni smettano di incastrarsi con quelli dell'altro e il rapporto subisce un cambiamento. Il compromesso può essere un buon punto di partenza. Il compromesso per funzionare dovrebbe avere delle basi solide ed esplicite e soprattutto non a carico solo di una delle due parti. Venire incontro all'altra persona, sopratutto se può trattarsi di un momento particolare, può essere positivo ma non nel caso in cui questo a lungo andare porti una sensazione di insoddisfazione da una delle due parti. A volte ci si allinea all'altro in modo fluido, altre volte no. Non definisce il tipo di rapporto. Il mio consiglio è "ritrattare" a tavolino i vostri reciproci bisogni, in modo che ognuno di voi sappia esattamente cosa l'altro ha bisogno, ha necessità ed esigenza, cosa lo infastidisce, ecc. Mettere le carte in tavola insomma. E decidere dove si può venire incontro all'altro e dove no. Può sembrare artificioso tuttavia una comunicazione chiara di questo tipo aiuta a togliere ambiguità, supposizioni e malumori e offre a entrambe le parti le risorse e gli strumenti per portare avanti la relazione. Il momento del "mettersi a tavolino" può essere un momento prezioso per portare avanti una progettualità di coppia, vedere da dove si è partiti, dove si è e dove si vuole andare. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Situazione sentimentale complicata
Apri domandaBuongiorno Sara, grazie per aver condiviso la tua storia, raccontata con molta partecipazione dalla quale si intuisce la forza dei tuoi sentimenti. Comprendo che la situazione non sia semplice. Ti senti divisa tra la tua famiglia e il giudizio sociale e la voglia di vivere questo amore pienamente. Ci sono moltissimi fattori in gioco e posso solo immaginare il mix di emozioni che puoi provare. Penso che parlare con qualcuno potrebbe aiutarti molto, in primo luogo per poter raccontarti liberamente visto che immagino tu possa farlo con poche altre persone. In generale, ma soprattutto quando affrontiamo momenti particolari, è importante buttare fuori i pensieri, narrarsi per mettere insieme i pezzi che nella nostra testa possono affollarsi e avere meno senso. Parlare con qualcuno ti permetterebbe di vedere le cose da altri punti di vista, assumere più concretezza, fare ordine, sfogarti. E' inoltre un momento che ti regali per te, uno spazio tuo. Se pensi di non riuscire dal vivo ti consiglio una terapia online, tramite video potresti sentirti più protetta beneficiando comunque di un consulto con qualcuno. In bocca al lupo per tutto. Resto a disposizione. Dott.ssa Linda Bori...
Amicizia ambigua forse amore poi ritratto
Apri domandaBuongiorno, posso immaginare la confusione data da un cambio così repentino nel rapporto con una persona tanto vicina. I motivi che possono aver portato questa persona ad allontanarsi sono molti e sono certa che tu li abbia analizzati e rianalizzati tutti più e più volte. Oltretutto l'ambiguità della situazione amplifica questa confusione, non c'è stato un confronto nel quale questa persona ti ha raccontato del perché del suo cambiamento o di come stesse e cosa provasse. Vietando, di fatto, anche a te di fare lo stesso. L'aiuto che puoi trovare qui è quello di sentirti ascoltata da un professionista esterno, avere la possibilità di raccontarti mettendo in ordine le idee e magari scovando qua e là qualche snodo che quando resta inespresso nella nostra testa non riusciamo ad afferrare. Potresti capire, o confermare, cosa vuoi davvero, stabilendo come muoverti e come eventualmente tornare ad avere un contatto con questa persona. Se non per risolvere, sicuramente per avere tasselli del puzzle in più che ti permetterebbero di stare meglio. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
La depressione nella coppia: cosa fare?
Apri domandaBuongiorno Samuele, la depressione, come tutto quello che riguarda l'uomo, ha diverse sfumature e sfaccettature. Questo rende difficile poter dire qual è il modo migliore di comportarsi. Il punto nel tuo breve racconto mi sembra sia relativo ad un tuo dubbio, che la richiesta di allontanamento da parte di questo ragazzo possa essere stata scatenata dalla tua richiesta di maggiori attenzioni. Questo dubbio ti blocca e, mi sembra di capire, che per quanto tu possa esserti sentito davvero un po' trascurato tu eri comunque soddisfatto della relazione, tant'è che saresti disposto a continuare ad investirci. Credo sia difficile dire cosa tu possa fare per lui. Per te stesso però si può sempre fare qualcosa, potresti trovare un modo di dissipare questo dubbio con lui, lasciando poi spazio di reazione a questo ragazzo che avrà le informazioni che ti preme fargli sapere. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Preoccupazioni situazione famigliare
Apri domandaBuongiorno Marta, Grazie per aver condiviso la tua storia. Il tema dei genitori che invecchiano e dei figli che intraprendono la propria strada è un tema molto delicato che ci riguarda, in modo differente, tutti. Da una parte la tua ricerca di te stessa e l'aver trovato quella che senti essere la tua strada, dall'altra la consapevolezza che partire significa lasciar andare la quotidianità con i propri genitori e questo spaventa, da ambo le parti. Le emozioni in campo, come tu stessa dici, sono tante e spesso in lotta tra di loro. Tua madre che è sicuramente felice di vederti prendere la tua strada allo stesso tempo teme il dopo, paure che puoi avere anche tu naturalmente e che si mischiano con la normale preoccupazione per la serenità dei tuoi genitori. Non c'è un risposta. Non c'è un modo per cui il distacco possa evitare la normale e legittima sofferenza che ogni distacco comporta. E' la rottura di un equilibrio e ogni momento di disequilibrio richiede il proprio tempo per ristabilire la quiete, con nuove modalità, nuovi assetti e nuove colonne. Il rapporto genitori-figli è complesso e forte. Esiste un momento nel quale si verifica un passaggio delicatissimo e importante, non c'è un momento preciso in cui questo accade, il passaggio riguarda il passare dal pensare che i problemi della vita dei nostri genitori (problemi di coppia, al lavoro, noia, ecc) siano i nostri. Attenzione, non sto dicendo che smetteremo di preoccuparci o di soffrire se vediamo infelici i nostri genitori, ma si passa dal sentire che il problema sia nostro e che quindi stia a noi trovare una soluzione alla preoccupazione provata per empatia, perché per noi è importante che le persone che amiamo stiano bene. Ma non dipende da noi. Il momento che stai affrontando è uno dei momenti chiave delicati della vita. Non sarà l'ultimo. Ed è un momento di passaggio delicato e importante per te, quanto per i tuoi genitori. Saresti disposta a rinunciare ai tuoi studi per restare in casa con i tuoi genitori? Spero di averti dato qualche spunto. Resto a disposizione. Un caro abbraccio, Dott.ssa Linda Bori...
Perché ho intrapreso una relazione con questa persona?
Apri domandaBuon pomeriggio Chiara, Si direbbe proprio che tu stia trovando davanti ad un impasse e tu non riesca a venirne fuori. Hai bisogno di capire le motivazioni che ti hanno spinto a intraprendere questa relazione con questo collega, oggi non riesci a riconoscerti in questa scelta o in quella Chiara che può (forse) aver trovato attraente quest'uomo. A questo si aggiunge un senso di vergogna che è una delle emozioni più persistenti e difficili da gestire. Dimenticare? Impossibile, quando la nostra mente si impunta su qualcosa possiamo solo che darle retta. Il tentativo di non pensare a qualcosa non fa che rendere ancora più attivo quel pensiero. Il mio consiglio è provare a rivivere quel periodo raccontandoti a qualcuno. Se non vuoi farlo con un'altra persona o un professionista, potresti scriverlo come fosse un racconto. Questo consiglio nasce dal fatto che pur elaborando cento volte lo stesso concetto nella nostra mente essendo comunque ancorato a noi, è difficile possano emergere nodi nuovi, da qui è utile il confronto con l'altro o il provare a raccontare come se si stesse parlando con un'altra persona che non ci conosce. Una domanda interessante può essere anche, per cambiare punto di vista, più del "che cosa mi ha spinto a farlo" chiedersi "perché è così importante per me in questo momento?" Accogli questo tuo bisogno, esploralo, esauriscilo e allora potresti riuscire non a scordare, magari non sarà nemmeno più necessario, ma ad accantonare questo pensiero. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Problema di coppia: una scoperta inaspettata
Apri domandaBuongiorno Rachele, grazie della condivisione. Quello della sfera sessuale è un argomento molto delicato, posso immaginare sia la tua confusione che quella del tuo fidanzato. Ognuno di noi ha delle pulsioni, degli stimoli eccitatori personali che non impediscono di vivere serenamente la propria sessualità (quando ovviamente si resta nel tema della reciproca consensualità e rispetto). Cosa accade però quando dei nostri desideri non si intrecciano con quelli del nostro partner? Siamo abituati a pensare che amore e rapporti sessuali siano necessariamente legati. Non è detto che sia così. Il tuo fidanzato ti sta dicendo che pensa di trovare eccitante sperimentare in sede virtuale con persone con le quali non ha relazioni un rapporto di tipo dominatore-sottomesso senza che questo influenzi l'amore (o l'attrazione) che nutre per te. E' qualcosa che tu potresti accettare? In questi casi non ci sono regole o doveri, si tratta di sensazioni personali e ognuno ha le proprie. La vostra è una relazione in cui comunicate molto, il fatto che ne stiate parlando così lo dimostra. Questo è un punto di forza, restando connessi con le vostre sensazioni e con l'altro potreste essere in grado di comunicarvi per tempo, prima di farvi del male, se una cosa o l'altra inizia a minacciare la vostra serenità. Da cosa credi dipenda il tuo non saper cosa fare? Ti sei già data una risposta sul fatto se tu possa accettare o meno questa fantasia del tuo ragazzo e la risposta ti mette in difficoltà? Qual è la paura o l'emozione sottostante che senti? Un confronto con qualcuno di diverso dal tuo fidanzato può essere sicuramente utile, per farti un pò di chiarezza e uscire un pò da questo impasse. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Ansia con pensieri costanti che creano malessere emotivo
Apri domandaBuon pomeriggio Silvia, grazie per questa condivisione. Ammetto di aver dovuto leggere più volte con attenzione i vari passaggi del tuo messaggio per essere sicura di riuscire a seguire tutto senza perdermi nelle informazioni, questo mi ha fatto pensare con quanta forza tutti questi pensieri probabilmente si accavallano nella tua mente lasciandoti confusa e senza forze. Il motivo per cui scrivi è il tuo desiderio di controllare questi pensieri ansiogeni che portano rabbia e terrore. L'errore più comune che commettiamo, più o meno tutti, è quello di cercare di controllare questo tipo di pensieri quando per loro natura sono loro a controllare noi, iniziando un gioco di forza siamo destinati a perdere perché l'ansia agisce sulla parte più fragile di noi. Naturalmente la risposta non è nemmeno arrendersi e soccombere alla presenza di questi pensieri intrusivi. Tuttavia questi pensieri ci sono, non vanno controllati ma accolti, elaborati ed esorcizzati. Se io provo paura non serve a nulla ripetermi di non aver paura. La sento, mi blocca, mi condiziona. Nel caso dei tuoi pensieri ansiogeni, non puoi scacciarli, non in questo momento per lo meno, si presentano per comunicare una emozione che tu hai individuato nel terrore e nella rabbia. La tua mente crede quindi di doversi proteggere e te lo comunica in questa maniera persistente per essere sicura di non venire ignorata. Che fare quindi? Andare a vedere dove hanno origine questa rabbia e questo terrore. Hai accennato ad una tua situazione familiare poco serena, è possibile come forse immagini che l'origine possa partire da lì ma forse saperlo non basta, ti servirebbe ancora andare a sviscerare qualche vissuto per poterlo elaborare e poterti rassicurare che non serve che ti mandi messaggi così forti di protezione, stai imparando a proteggerti e che eventi passati non devono per forza accadere nuovamente. Anche lo sfogo aiuta, il raccontarsi (se non ad un'altra persona provando a scrivere ad esempio) aiuta a fare un pò di chiarezza, a mettere in ordine pensieri ed emozioni che frullano annodati nella testa diventando via via più pesanti. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Dopo tanti anni, amo ancora la mia ex
Apri domandaBuon pomeriggio Matteo, mi sembra che tu ti stia trovando di fronte ad un circolo vizioso. Sette anni fa hai lasciato la tua fidanzata perché non ti sentivi più innamorato di lei. Negli anni prima di incontrare la tua attuale compagna si è affacciato più volte il pensiero di questa ex e talvolta ti sei sentito innamorato di lei. E' arrivata questa nuova ragazza che inizialmente ti ha fatto provare sentimenti molto forti che sono stati poi offuscati dal ritorno del pensiero della tua ex. Ora il timore è di lasciare la tua attuale compagna e rivivere l'errore che senti di aver commesso con la tua ex sette anni fa. Come tu stesso dici non esiste una risposta giusta e sicuramente è una scelta che appartiene solo a te, tuttavia posso lasciarti qualche riflessione che può o meno risuonarti in qualche modo. Quali sono gli elementi che ti fanno pensare o sentire di poter essere ancora innamorato della tua ex? Da quello che hai scritto mi sembra di capire che dopo la rottura vi siete visti qualche volta e avete continuato a sentirvi. Pensi questi contatti siano stati tali da mantenere una relazione reale con questa ragazza? Mi spiego, spesso dalle relazioni finite (o lutti, o storie immaginate che non hanno mai preso piede, ecc) ci si crea un immaginario positivo con il quale è difficile competere. Se negli anni con questa ragazza non hai vissuto una condizione di intimità, tipica nella coppia, con tutti i pro e i contro del caso, è possibile che i sentimenti che provi possano essere condizionati da altro (nostalgia, solitudine... ecc), quando non c'è un contatto diretto profondo o quotidiano questi pensieri difficilmente riescono ad essere smentiti. Quando eri con lei non eri più innamorato. Cosa oggi ti fa realmente pensare di esserlo? Di concreto hai la relazione con la tua attuale compagna. Come ogni relazione immagino avrà pro e contro (mentre una relazione immaginata o ricordata può assumere contorni diversi e avere quasi solo pro o quasi solo contro). Il riaffiorare dei pensieri sulla tua ex ti rendono confuso su quanto provi nei confronti della tua attuale ragazza. Quando la nostra mente è presa dai dubbi spesso questi "prendono una forma" specifica. Potrebbe essere un meccanismo di questo genere? La figura della tua ex si materializza quando ti senti confuso o non completamente soddisfatto per farti ripensare a quanto è stato perso? La tua preoccupazione è che questi pensieri possano farti perdere quello che hai adesso e che tu te ne possa pentire. Il mio consiglio è certamente quello di parlarne con qualcuno perché nel raccontarci scopriamo noi stessi ed eventuali incoerenze nel nostro racconto o nodi che dato il nostro coinvolgimento ci erano del tutto sfuggiti. Ti consiglierei di elaborare nuovamente quello che senti in termini concreti, cercando eventuali paure e preoccupazioni, provando ad esplorarle. Ti consiglierei anche di non prendere decisioni in questo momento di ansia e confusione. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Sentirsi bloccati
Apri domandaBuonasera Danthia, Grazie per aver condiviso questo tuo momento di scelta. Sembra che la tua unica certezza in questo momento è il bisogno che avverti di cambiamento. La difficoltà sta nello scegliere la "strada più giusta". Più giusta in relazione a cosa? ai tuoi obiettivi, sentimenti, bisogni... Capisco la sensazione di sentirsi bloccata. Il mio consiglio onesto è parlarne con un professionista, in poco tempo, dandoti la possibilità di esplorare le tue opzioni a voce alta con qualcuno, potresti essere in grado di sbloccarti da sola. Ti propongo anche un esercizio. Prenditi il tuo tempo e prova a immaginare davanti a te due futuri possibili, immagina proprio una traiettoria sul pavimento, due percorsi in direzioni diverse, il tuo futuro da qui a un anno (scegli tu il tempo) se prendi una strada o l'altra. Percorri prima una strada, immaginando lungo il percorso le difficoltà, gli ostacoli, i vantaggi e gli svantaggi, fino a raggiungere la meta e prova a immaginarti in quella situazione, captare la sensazione che provi a imamginare quella situazione di vita. Fai la stessa cosa con il secondo percorso. A volte richiamare le emozioni e le sensazioni può produrre un effetto molto più forte e chiarificatore di tanti ragionamenti. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Tradimento?
Apri domandaBuongiorno Giorgia, provo a vedere se ti ho capita bene. Hai conosciuto una collega all'università, stimolante sotto diversi punti di vista e avete cominciato una interazione giocosa, un flirt. Durante una serata avete avuto un ulteriore avvicinamento con la condivisione reciproca di alcune questioni personali. Questo evento ti ha generato molto senso di colpa nei confronti della tua ragazza, della quale sei molto innamorata. Hai contrastato il senso di colpa parlandole di questo contatto avuto con la collega, lei ha capito e perdonato. Hai modo di chiarire anche con questa ragazza, le confessi le belle sensazioni provate dichiarando i tuoi precisi limiti e confini a protezione della tua relazione. La collega apprezza la chiarezza e accetta tranquillamente. Nuovamente vieni colta da senso di colpa, per questo ulteriore confronto a cuore aperto tuttavia temi che riferirlo nuovamente alla tua fidanzata potrebbe incrinare il vostro rapporto. Di che cosa parla il tuo senso di colpa? A cosa fa riferimento? Ti senti in colpa per aver condiviso un momento di intimità mentale con una ragazza diversa dalla tua fidanzata? Ti senti in colpa perché senti attrazione fisica e mentale per la collega? Ti invito a leggere quanto hai scritto cercando di individuare dove avverti di aver sbagliato. E ti chiedo se ritieni possa essere possibile avere una amicizia profonda (che comporta condivisione di pensieri e momenti) con una ragazza diversa dalla tua fidanzata. Per quanto riguarda la tua domanda, se parlare alla tua ragazza o meno dell'incontro successivo con la collega, ti chiedo, quale sarebbe lo scopo di dirglielo? Provo a spiegare meglio, lo faresti per lei o per te stessa? Il mio suggerimento è di esplorare questo senso di colpa, capire da cosa nasce e in che modo si fa strada dentro di te. Spero di averti dato qualche spunto, resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...
Lui ha iniziato a lasciarsi andare, cosa dovrei fare?
Apri domandaBuongiorno Marty, quella che poni non è una domanda semplice. Stare in una relazione è una delle cose più complicate della vita, è un gioco di equilibri tra i bisogni e i desideri di due persone che non sempre combaciano. Il mio suggerimento è fermarti un momento in ascolto di te stessa. Di cosa hai bisogno? Quali sono gli aspetti importanti della vita ai quali non vuoi rinunciare? Quali sono i compromessi che nella tua idea di vita di coppia proprio non puoi fare? Se percepisci il tuo ragazzo come confuso la cosa migliore che puoi fare è fare chiarezza con te stessa e offrire a lui il tuo "manuale di istruzioni base" (dico base perché poi si completa man mano insieme) Se per la tua qualità della vita, per stare bene, hai bisogno di fare alcune cose, vivere alcune esperienze, è importante che tu lo sappia e lui lo sappia. Non è compito facile quello di stabilire limiti e confini e farli rispettare. Mi sembra tuttavia che in questo momento ci sia uno squilibrio nella vostra coppia e tu abbia il potere di farlo. Ti assicuro che di rimando aiuterai anche lui. Se lui è in difficoltà può essere aiutato. Cedendo alla sua difficoltà danneggi entrambi. Aiuto e sostegno si possono dare in tantissimi modi. Purtroppo a volte capita di incontrare persone splendide che per vari motivi non possono renderci felici perché non possono essere soddisfatti i nostri desideri e bisogni fondamentali. Spero che non sia il vostro caso. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Ex ragazza invadente in veste di migliore amica
Apri domandaBuon pomeriggio Gloria, Immagino molta frustrazione in queste parole. La questione è certamente delicata e, come tu stessa dici, coinvolge due persone (il tuo attuale ragazzo e la sua amica/ex) delle quali non è possibile esplorare emozioni ed intenzioni. È possibile ridurre all'osso la situazione (senza renderla più facile temo). Il tuo ragazzo ha imposto una condizione e non è intenzionato ad accettare nessun compromesso in merito. Tralasciando le motivazioni, i come e i perché, una condizione può o non può essere accettata. Gloria, mi sembra di capire che per amore del tuo ragazzo tu abbia accettato questa condizione tuttavia il tempo, gli eventi e tutti i fattori collaterali a questa condizione (come il modo di porsi di quest'altra ragazza) stanno rendendo molto difficile per te continuare ad accettarla. Quali sono le tue condizioni indispensabili perché questa storia per te possa andare avanti? In una coppia entrambe le parti hanno il diritto e il dovere di esprimere e veder rispettati i propri limiti fondamentali. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Non so se lasciare il mio partner
Apri domandaBuongiorno Ludovica, provo a vedere se sono riuscita a capirti correttamente. Sei fidanzata con un ragazzo da due anni, vi amate e lui è un bravo ragazzo che ti rispetta. Nella tua attuale relazione tuttavia senti mancare la componente sessuale, cosa che sembra invece attirarti nella sicurezza che mostra l'altro ragazzo, con il quale non hai mai avuto reale occasione di stare insieme come coppia ma che è da tempo una fantasia ricorrente. Mi sembra anche di capire che all'interno dei tuoi dubbi rientrino anche il desiderio di non ferire il tuo attuale fidanzato e le aspettative delle vostre famiglie. Ovviamente è una situazione delicata e solo tu puoi prendere una decisione. Quello che mi sembra di poter dire è che avverti una componente mancante nella vostra relazione, di conseguenza cerchi altrove (per il momento solo con il desiderio) quello che non riesci ad avere con il tuo fidanzato. Se senti di voler salvare questa relazione, posso suggerirvi di intraprendere insieme un percorso di coppia, magari con un/una terapeuta con specializzazione anche in sessuologia. Potreste lavorare insieme per superare le difficoltà e scoprire così se l'impasse che senti è dovuto a questi motivi o ad altri. In bocca al lupo, Dott.ssa Linda Bori...
Percezione del sesso di coppia distorta
Apri domandaBuongiorno Lele, la sfera sessuale tocca alcune delle nostre corde più intime, alcune anche molto antiche. Si può essere realmente e sinceramente aperti nei confronti del sesso e allo stesso tempo avvertire delle dissonanze, come quella che stai avvertendo tu. Puoi parlarne con lei, potete provare a sviscerare insieme dove possa avere origine questa sensazione per te sgradevole. Esplicitandola (forse lo hai già fatto, non è chiaro nel messaggio) forse potrebbe attenuarsi perché immagino oltre al fastidio della sensazione in sé si aggiunga anche il pensiero che entra leggermente in contrasto con il tuo considerarti aperto di mente in questo campo (che torno a ripetere, una cosa non esclude l'altra). Puoi provare a fare una esplorazione con un professionista, lavorare con l'obiettivo di andare a toccare quelle corde e vedere cosa c'è sotto. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Come togliersi dalla mente un pensiero intrusivo?
Apri domandaBuongiorno Luana, i pensieri intrusivi sono come un allarme inviato dalla nostra mente. La nostra risposta automatica è quella di scansare questi pensieri, respingerli, cercare di ignorarli e di distrarci. Questo perché non sono piacevoli. Tuttavia se proviamo a immaginare la nostra mente come una plancia di comando che manda dei segnali e questi segnali non vengono recepiti, la naturale risposta è quella di far suonare più forte quelle sirene. La cosa migliore (non la più facile) da fare è quella di fermarsi e cercare il dialogo. La tua mente vuole dirti qualcosa e ha bisogno di essere ascoltata. Già l'accogliere questi pensieri intrusivi ha il potere di abbassare molto la sensazione di urgenza. Non sono pericolosi, non minano i tuoi sentimenti nei confronti del tuo compagno. Probabilmente parlano di una paura o di una preoccupazione. Se riesci a capire di cosa vuole avvisarti la tua mente allora potrai capire cosa sta succedendo e gestire la situazione. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Come aprirsi emotivamente?
Apri domandaBuongiorno Charen, ti ringrazio intanto di esserti esposta raccontandoci qualcosa di te e una tua difficoltà. La tua domanda non ha una risposta semplice, ne univoca. Sei una musicista, la tua musica è il tuo modo di esprimerti e di arrivare all'altro. Capisco che sia un problema avvertire un blocco in tal senso e capisco pure quanto possa essere difficili sentirsi visti nella propria intimità. Nel caso della musica se c'è un blocco emotivo quello che arriva è principalmente la tecnica che può essere impeccabile ma priva chi ascolta (e chi suona) del tuo valore aggiunto. Quello che posso consigliarti è ascoltare questo blocco. Vuole sicuramente dirti qualcosa, probabilmente anche proteggerti da qualcosa. Riuscendo ad avere un dialogo con questa parte penso tu possa arrivare alla tua personale soluzione su come e quanto aprirti. Resto a completa disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Marito svalutante
Apri domandaBuongiorno Alice, ti ringrazio per la tua condivisione. In poche righe hai espresso tantissime cose. Il peso di una scelta condivisa ma pur sempre sofferta di un trasferimento con la conseguente perdita di un lavoro amato e della vicinanza della famiglia. Il lavoro di doversi adattare ad una nuova casa, nuovi spazi, nuovi posti e la ricerca di un figlio (e i relativi difficili percorsi per averlo) arrivato poi all'improvviso con una adozione. Un nuovo lavoro, in linea con i propri studi e un nuovo momentaneo stop per far spazio all'incredibile impegno che richiede un bambino e l'assestamento nel nuovo ruolo di madre. Tantissime cose, impegnative, belle, ricche, sofferte su tanti livelli. Il periodo della maternità oltretutto è uno dei momenti più delicati e impegnativi esistano. Tutte queste cose dici sono appesantite da una costante percezione di svalutazione da parte di tuo marito, sulle tue scelte, sulle tue emozioni, sui tuoi vissuti. La domanda che poni è se si può trattare di violenza psicologica. Io ti chiedo invece se è importante avere questa definizione o etichetta. Qualunque cosa essa sia, i tuoi sentimenti di insicurezza, frustrazione, solitudine e fatica non cambiano. Sono reali in quanto provati da te. Preso coscienza di questo, cosa vorresti? Resto a completa disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Fingere un tradimento
Apri domandaBuongiorno Giulia, la gelosia è una emozione difficile da sondare che mette tante radici insidiose che arrivano a toccare punti diversi di noi. Il tuo racconto, per quanto possa sembrare paradossale, rappresenta bene che circolo vizioso possa essere la gelosia. Spesso quelli che sono sospetti, o paure, diventano certezze infondate e si fa in modo che queste certezze vengano confermate. Come? Interpretando parole, gesti, eventi in favore della propria tesi. O, spingendo il/la propria partner a confessare cose che non sono successe. E' quasi più rassicurante avere la conferma delle proprie paure piuttosto che vivere nella costante conferma di queste. In realtà Giulia, sembra che tu abbia scelto di dare al tuo compagno quello che ti chiedeva. Il mio consiglio è quello di affrontare un percorso individuale e/o di coppia per affrontare questo tema. Sapere da dove prendono la linfa le vostre rispettive radici della gelosia vi potrebbe aiutare a gestirla meglio o in maniera più consapevole. Lo consiglio per il vostro benessere, soprattuto in vista di una convivenza. Resto a disposizione Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Problemi nelle relazioni con gli uomini
Apri domandaBuongiorno Arianna, leggendo il tuo messaggio ho immaginato un fiume in piena. Tante preoccupazioni, tante domande, tante paure. E' difficile accogliere emozioni nuove che ci mettono tanto allo scoperto, come la conoscenza dell'altro, quando si è così "pieni". E' probabile che questo sia la sensazione di blocco di cui parli. Hai accennato ad una storia medica impegnativa, posso immaginare che tu abbia dovuto fare un grande lavoro su di te, forse è arrivato il momento per cercare un nuovo equilibrio, svuotarsi un pò e fare chiarezza per capire dove sei tu oggi, quali sono i tuoi desideri e come vuoi raggiungerli. E' qualcosa che sicuramente puoi fare. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Depressione: sono demotivata e non ho più una ragione per vivere
Apri domandaBuonasera Anna, Dal tuo breve messaggio immagino quanto possa essere difficile e spaventoso questo momento. In particolare la sensazione di demotivazione che immagino ti tolga le energie e ti blocchi. Il primo passo lo hai già fatto ed è molto. Accorgerti che qualcosa non và e non solo puoi (ma soprattutto vuoi) fare qualcosa. Il secondo passo è chiedere aiuto. E lo hai fatto. In questo momento la situazione è più grande di te, ti consiglio ti iniziare un percorso che ti permetta di rimetterti a fuoco e ripartire. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Voglio un figlio ma non l’ho mai detto
Apri domandaBuon pomeriggio Gianni, L'argomento che porti è tra i più delicati che possano esserci. Il desiderio di genitorialità è qualcosa di potente e intimo, ed è spesso intrecciato con il nostro generale senso di completezza. La delicatezza della questione sta soprattutto nel fatto che è un tema di coppia dove è impossibile scendere a compromessi e dove i rispettivi desideri sono sacri. Solo tu puoi decidere come gestire la cosa, Gianni. Certamente da quello che scrivi la strategia utilizzata fino ad oggi non ha funzionato come avresti voluto. E purtroppo nessuno può rassicurarti sull'andare degli eventi. Posso immaginare quanto possa essere difficile immaginare di dover fare una scelta. E immagino quanto sia difficile convivere anche con il tuo desiderio da tenere "in sordina". Una cosa sola è certa, il tuo desiderio di paternità. Se tu volessi sicuramente un sostegno in questo momento potrebbe aiutarti ad elaborare le tue emozioni e le tue paure. Resto a disposizione Un caro saluto Gianni, Dott.ssa Linda Bori...
Non riesco a vivere ma non mi sento libera di morire
Apri domandaBuon pomeriggio Gaia, Hai condiviso tante cose e ti ringrazio perché non è mai facile, soprattutto quando non si è abituati a farlo. Non mi dilungo in tante parole, non voglio coprire le tue che parlano di un disagio per te molto pesante. Nelle tue parole torna costante l'attenzione all'altro. Per vivere e per morire ognuno di noi ha bisogno di occupare il proprio spazio. Chiedi cosa fare, credo sia il momento che tu te lo prenda quello spazio, uno spazio in cui ci sia solo tu, i tuoi dolori, i tuoi pensieri, i tuoi bisogni. In uno spazio tuo puoi elaborare come gestire questo limbo che hai condiviso. Lo spazio terapeutico è sicuramente una valida possibilità per cominciare ad accoglierti ed essere accolta da un professionista al quale non devi nulla. Resto a disposizione Gaia. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Paura di fidarsi
Apri domandaBuongiorno Carmela, ti ringrazio per questa condivisione, molto densa di emozioni. Nel leggerti infatti ho immaginato quante cose ti abbiano riempito in questi pochi giorni, in poche righe hai detto tantissimo. Naturalmente nessuno può dirti cosa fare, uno perché non sarebbe giusto, due perché è impossibile avere in mano una verità assoluta. Non c'è qualcosa che "dovresti" fare, c'è solo quello che tu vuoi fare. Allo stesso tempo immagino, ed è anche la difficoltà che esprimi, quanto sia difficile in questa confusione ritrovarsi e capire cosa vuoi anche perché in aggiunta al vortice di emozioni ci sono diverse paure. La cosa migliore che possiamo fare per noi stessi e anche per l'altro è quella di proteggerci, non farci male e impedire all'altro di farcene (anche inconsapevolmente). Se ti trovi in mezzo ad una forte corrente d'acqua non puoi certo capire quale sarebbe il tuo ritmo ideale, o ti fai trascinare o ti aggrappi ad un ramo e fai resistenza. Io credo, Carmela, che quello di cui hai bisogno è fermarti un momento e ricentrarti. Respirare e chiederti come stai e cosa desideri, soprattutto come lo desideri. Se il ritmo di questo ragazzo in questo momento è troppo veloce per te è tuo diritto rallentare, non solo, facendolo tuteli te stessa ma anche lui e una possibile storia tra voi. Se fin dall'inizio non si riesce a scendere a compromessi sui bisogni di entrambi è già un segnale. Se invece scopri di aver voglia di essere travolta da qualcosa che solitamente non ti appartiene, è importante che tu decida di lasciarti andare, desiderandolo, in modo da poterti prendere la responsabilità delle conseguenze sia che siano positive che negative. Mi sembra tu abbia proprio bisogno di rafforzare i tuoi confini, in questo modo sarà più difficile sentirti e farti invadere. La paura ci accompagnerà sempre Carmela, indipendentemente dalla nostra storia personale, perché entrare in relazione con l'altro ci espone inevitabilmente. E fa paura. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Lei non è più affettuosa
Apri domandaBuon pomeriggio Alessandro, ti ringrazio di questa condivisione che, immagino, non sia stata facile. In poche righe hai parlato di moltissime cose. Hai affrontato molti periodi diversi, riuscendo a trovare sempre il tuo modo per andare avanti nella costruzione della tua vita. In una coppia, prima del "noi" è importante ci siano due "io" separati, completi e strutturati. Hai parlato di alcune tue difficoltà che hai il diritto, se lo desideri, di affrontare. Per quanto riguarda tua moglie, sei stato chiaro nell'esposizione. Lei ti ha detto chiaramente di cosa ha bisogno (di uscire con le amiche ad esempio) e tu hai scritto chiaramente di non riuscire a rispondere a questo bisogno. I nostri bisogni parlano di tante cose, uno spazio terapeutico potrebbe essere il tuo spazio per iniziare ad ascoltare in modo diverso questi bisogni. Un proprio spazio personale è qualcosa che tutti hanno il diritto di concedersi. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Come gestire un'amicizia morbosa?
Apri domandaBuongiorno Marco, Grazie per aver condiviso un pezzetto della tua storia. Quella di cui parli è certamente una situazione delicata, da una parte questa amicizia dai tratti faticosi che non vuoi perdere e dall'altra il tuo diritto ad avere i tuoi spazi e confini. Da quello che racconti mi sembra di percepire che il tuo amico faccia difficoltà a gestire soprattutto la frustrazione nelle relazioni. Questa frustrazione non la prova con te, o molto meno, perché sei la sua ancora, per lui sempre presente. Quando siamo bambini impariamo con l'esperienza di accudimento della mamma (e del papà) che i nostri genitori sono sia quelli presenti che coccolano, nutrono, consolano sia quelli che frustrano, ci danno dei no, delle regole, ci si entra in conflitto. Eppure la "mamma buona" e la "mamma cattiva" sono la stessa persona. In questo processo impariamo a gestire la frustrazione della relazione con l'altro. Tu hai diritto di negarti, Marco, e non faresti nessun torto al tuo amico. Hai diritto di rispondere al telefono quando hai voglia e vederlo quando hai voglia, così come immagino tu faccia con le altre amicizie. Il tuo amico proverà la frustrazione dei no provenire anche dalla sua ancora buona tuttavia potrà scoprire che questo non intacca la parte buona della vostra amicizia, la frustrazione fa'parte delle relazioni senza che queste vengano danneggiate. La cosa migliore che puoi fare per te è ascoltarti e comportarti seguendo quello che senti, credo possa essere la cosa migliore anche per lui. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Sminuirmi durante un litigio
Apri domandaBuongiorno Gioia, Gestire i litigi è una delle parti più delicate del rapporto di coppia poiché, come tu stessa descrivi, è facile che emergano le nostre fragilità e venga meno l'autocontrollo. Il tuo compagno sa essere l'uomo più premuroso del mondo tuttavia quando gli fai notare una mancanza scatta sulla difensiva e reagisce come hai descritto. Naturalmente una prima reazione difensiva di fronte ad una critica direi che è quasi universale ma sembra che nel vostro caso vada un poco oltre. Qualcosa in quello che dici o nel modo in cui lo dici fa scattare il suo meccanismo di difesa. Cosa può essere? La soluzione non può certo essere quella di evitare la discussione. È valida sempre la regola che per ottenere qualcosa che non si è mai ottenuto (in questo caso una discussione costruttiva su una problematica) bisogna provare qualcosa che non si è mai tentato. Potresti sperimentare diverse modalità per iniziare queste conversazioni. Cambiare momento, usare la comunicazione assertiva (che comincia sempre da noi "io mi sento..."). Parlare con lui di questa difficoltà (se non lo hai già fatto). Provare vie diverse e trovare il canale che non si agganci direttamente ad una sua fragilità, rispettando sempre le tue. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Problemi di pensieri sessuali
Apri domandaBuonasera R., Parli di un argomento molto importante e delicato, quello del desiderio, che in questo momento della tua vita si intreccia con un altro campo importante ovvero quello della sessualità. Cos'è un desiderio? È l'espressione di una mancanza. Desideriamo qualcosa che non abbiamo. Ogni desiderio nasconde significati a più livelli, per fare un esempio veramente terra terra potrei dire che potrei desiderare una certa macchina o un certo paio di scarpe perché in qualche modo soddisfa una immagine di me. La domanda che mi farei non è come sopprimere questo desiderio (oltretutto la soppressione dei desideri è molto spesso faticosa quanto poco efficace) ma qual è il bisogno più profondo che lo scatena. In parte, mi sembra che tu sia arrivato alla stessa considerazione poiché fai riferimento ad un momento particolare e al piacere di sentirti ascoltato e preso in considerazione. Se scopri il nocciolo del desiderio è possibile che tu possa trovare modi differenti per soddisfarlo. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Perché non mi sono innamorata di lui?
Apri domandaBuonasera Silvia, grazie per questa condivisione. Immagino molta confusione nelle tue parole, tristezza e anche paura. Tutte emozioni comprensibili soprattutto quando si parla di un tema così importante come quello delle relazioni sentimentali. Chiedi perché non ti sei mai sentita innamorata di questo ragazzo, Silvia, con questa domanda apri un mondo infinito che parla della tua idea di amore, dei tuoi vissuti, delle tue fragilità. Non so se tu sia già stata innamorata prima, tuttavia ci sono infiniti motivi per i quali quella persona perfetta sulla carta non fa scattare quel qualcosa che cerchiamo. Possiamo non sapere realmente cosa cerchiamo (in questo caso l'altro può sembrare perfetto secondo un ideale magari non reale) , possiamo averne paura (la relazione intima cn l'altro fa paura) e può essere un meccanismo di difesa che filtra la percezione di innamoramento. Possono esserci altri mille motivi o non essercene nessuno, semplicemente non sempre capita. Credo tu possa ascoltare il bisogno che hai espresso di fare un po' di chiarezza, concederti un momento e vedere cosa puoi trovare. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Ipocondria e terrore della morte
Apri domandaBuongiorno Maria Grazia, la paura, le risposte irrazionali della nostra testa, l'ansia, i pensieri negativi intrusivi sono tutti messaggi che ci mandiamo da soli quando la nostra mente non sa in che altro modo farci arrivare un messaggio. Fortunatamente hai constatato che non ci sono motivi a livello fisico di temere, allora puoi domandarti quale può essere il motivo per cui la tua testa sta cercando tanto disperatamente di attirare la tua attenzione. Prova a rilassarti e metterti "a tavolino" con te e te e con calma prova a cercare una risposta. Non è semplice l'auto-esplorazione, io ti consiglio di chiedere l'aiuto di un professionista, tuttavia è possibile che la tua testa sentendosi ascoltata possa alleviare un pò la forza di queste paure che provi. resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Paura di essere me stesso
Apri domandaBuongiorno Alessandro, certamente una caratteristica che sembra appartenerti è quella dell'introspezione. L'ascolto di noi stessi e l'auto-esplorazione portano necessariamente a farci delle domande e di conseguenza a cercare di trovare delle risposte. Il limite dell'auto-esplorazione è che possiamo avere solo il nostro punto di vista, un punto di vista sicuramente privilegiato poiché nessuno ci può conoscere come conosciamo noi stessi tuttavia comunque senza punti di vista altri. Il mio consiglio, per rispondere a quella che sembra essere diventata una esigenza in te, è di continuare questa esplorazione con qualcuno che possa fungerti da specchio per poter arrivare a toccare quei nodi che è difficile raggiungere da soli. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Ingrassa ma non riesce a fare una dieta
Apri domandaBuongiorno Daniela, ti ringrazio per la tua condivisione. Sei riuscita a descrivere in maniera molto lucida e dettagliata la situazione del tuo fidanzato. I disturbi del comportamento alimentare coinvolgono non solo i diretti interessati ma tutta la loro rete sociale, quando hanno la fortuna di averne una. La frustrazione che immagino nelle tue parole deriva dal fatto che non puoi sostituirti a lui, il cambiamento deve partire dal tuo fidanzato e lo sai bene. E' certamente una situazione delicata e tu riporti diversi malesseri riferiti a te, la paura di perdere attrazione nel tuo compagno, la difficoltà di trattare questo argomento con lui per via delle sue reazioni, la difficoltà di trovare un equilibrio tra l'essere dura e l'essere comprensiva. Queste preoccupazioni naturali possono interferire nel rapporto, se non puoi agire per lui, puoi sicuramente agire per te, se lo desideri. Trovare un tuo spazio per dare voce ai tuoi pensieri ed elaborare la situazione. Come dicevo prima queste problematiche non coinvolgono solo i diretti interessati ma anche chi sta loro attorno e vuole loro bene. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Il mio sogno erotico non è il mio fidanzato
Apri domandaBuongiorno Francesca, il tema che porti è delicato, il nostro rapporto con l'intimità e la sessualità è delicato. Si può agganciare a talmente tante cose diverse che talvolta si fa fatica a distinguere quello che desideriamo davvero. Da una parte c'è il tuo compagno che ti ama e con il quale stai facendo dei progetti di vita. Dall'altra l'irresistibile attrazione per quest'altro ragazzo. C'è una espressione che hai usato che attira la mia attenzione: "è la persona giusta per me, mi fa stare tranquilla". In che modo è la persona giusta per te? Non voglio dare l'impressione di provocarti tuttavia siamo di fronte a due poli opposti, un uomo che ti fa sentire tranquilla e un uomo che fa l'opposto. I motivi possono essere tantissimi. Capita anche spesso che proprio quando sentiamo intimamente di stare costruendo progetti di vita con una persona amata le normali paure ci creino dei diversivi diversi da quelli che abbiamo. Così come capita di non essere certi di quello che si vuole. Non sempre quello che è buono sulla carta lo è davvero. A volte si. Io credo valga la pena concederti l'esplorazione di questi pensieri e affrontare con risorse diverse questa importante fase di vita. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Ansia e problemi ricorrenti problema compagna
Apri domandaBuongiorno Alberto, Mi dispiace per questa situazione delicata e difficile. Da una parte il vissuto della tua compagna e la sua scelta di procedere per questo intervento e dall'altra il tuo di vissuto, pieno di preoccupazione per tanti aspetti che riguardano la vostra vita. Ti definisci una persona ansiosa e tuttavia le emozioni che esprimi mi sembrano molto comprensibili legate alla notizia di un intervento chirurgico. Mi sembra, se interpreto male mi scuso davvero sinceramente, che oltre al disagio di per sé del momento si aggiunga il senso di colpa per un vissuto negativo riferito a te stesso e alle conseguenze che potrebbero esserci per te e il tuo modo di vivere la coppia. È normale essere in difficoltà. Essere preoccupati per il calo di desiderio e per cambiamenti di vita imprevisti. Credo che tu abbia diritto di elaborare ed esprimere le tue paure, per poter affrontare questo momento. Ti consiglio di prenderti uno spazio tutto tuo per farlo, in questo modo con la tua compagna potrai condividere tutto quello che vorrai in modo più lucido e consapevole. Se è giusto dire che alla tua compagna serve supporto, è altrettanto giusto dire che a te serve supporto. Per supportare ed essere supportato. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Orientamento sessuale e masturbazione
Apri domandaBuongiorno Giovanni, non è possibile dare una risposta certa alla tua domanda, lo scoprirai da solo proseguendo con la tua vita e le tue prossime esperienze. Tuttavia posso dirti che gli stimoli che usiamo per eccitarci non sono necessariamente legati al nostro orientamento o a cose che effettivamente vorremmo nella realtà. La sessualità può essere molto complessa, legata a tanti fattori anche molto intimi. Possiamo guardare video che presentano certe tematiche perché ci eccita la fantasia che viene proposta ma non necessariamente vorremmo sperimentarla nella realtà. Possiamo guardare video di orientamento omosessuale per un bisogno di non immedesimarsi in prima persona nelle immagini (faccio riferimento a persone eterossessuali che fruiscono video omoerotici). E ancora, se vuoi più semplicemente, in questo preciso momento ci ispira o ci eccita di più questo tipo di materiale rispetto ad un altro. Possiamo sperimentare tante fasi diverse. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Non riesco più a gestire una relazione
Apri domandaBuongiorno Silvia, Grazie per la tua condivisione. A volte ci capitano cose strane, non capiamo più i nostri stessi pensieri e comportamenti che sembrano essere completamente illogici. La cosa interessante è che c'è sempre una logica dietro. La nostra mente è favolosa, è sempre attiva per cercare di rispondere al meglio ai nostri bisogni. Il problema è non sempre è in grado di discernere tra paure, bisogni, pensieri che sì esistono, che tuttavia non è detto vogliano essere ascoltati. In poche parole, Silvia, per qualche motivo la tua mente ha deciso che avere una relazione non va bene e come strumento per ottenere questo ti manda questi messaggi negativi sul ragazzo che stai frequentando. La domanda che puoi farti è, da cosa potrebbe credere di doverti proteggere la tua mente? Cosa può farle paura di una relazione o di questo specifico ragazzo? Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Dubbi relazione
Apri domandaBuongiorno Giorgia, grazie per la tua condivisione. Partirei da un presupposto che ritengo fondamentale quando si parla di coppia: non si parla di colpe ma di responsabilità e ancora, quando si parla di coppia (lo dice il nome stesso) di corresponsabilità. Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché è facile cadere nel tranello di darsi le colpe, sopratutto se da una delle due parti c'è la presenza di caratteristiche più forti come quelle che hai accennato (gestione della rabbia ad esempio). In una coppia il mio dovere è sia rispettare che farmi rispettare. Nel momento in cui i miei confini, i miei diritti, i miei spazi, vengono violati dall'altro, è mia responsabilità notarlo e farlo notare e pretendere un passo indietro. Ovviamente è una cosa difficilissima. La tua compagna, forse, se n'è accorta o ha agito quando per lei era troppo tardi. Se è certamente vero Giorgia, che tu puoi lavorare sulla gestione delle tue emozioni (in primis per te) è certamente vero che la tua compagna potrà se lo vorrà lavorare su questo altro aspetto. E' bello che tu riconosca in te una nuova te stessa se questa versione ti piace e ti gratifica, in una coppia tuttavia si deve lavorare in due poiché non esistono nuove versioni di nessuno che non commettano errori e non cedono alle emozioni. Puoi certamente provare, se lei è disponibile, a tentare un nuovo avvicinamento. La risposta alla tua domanda, ovvero se questo sarà possibile o meno lo potrai scoprire solo da sola con lei. Per quanto riguarda la seconda domanda, sull'iniziare un percorso, io lo consiglio sempre. Aumentare la conoscenza di noi ci permette di avere a disposizione risorse e strumenti di cui a volte nemmeno siamo a conoscenza. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Il mio ragazzo si è masturbato sulla mia migliore amica
Apri domandaBuongiorno Sara, grazie per la tua condivisione. Il campo della sessualità è sempre un campo delicato. L'eccitazione ha spesso a che fare con il proibito, basti pensare alle prime categorie pornografiche disponibili a tutti che hanno a che fare con incesti, differenze di età, luoghi pubblici o posti di lavoro. Nel campo dell'immaginazione tutto è possibile. La pornografia stessa nella maggioranza dei casi offri immagine che di base hanno molto poco a che fare con la realtà. E' assolutamente possibile che il tuo fidanzato sia stato attirato dall'idea proibita di una pornostar conosciuta personalmente, che abbia attivato un qualche tipo di fantasia. Se da una parte non possiamo essere colpevolizzati da una fantasia (sia essa di natura sessuale, violenta o altro) dall'altra, nel momento in cui la condividiamo, siamo responsabili della reazione che questa può avere sull'altra persona. Potrei dirti, Sara, in molte maniere e citando anche testi o persone molto più esperte di me che il mondo della sessualità e in particolare della masturbazione è ricco di sfumature che non hanno a che fare con la sessualità di coppia o il rispetto all'interno della coppia stessa. Non credo servirebbe. La vera domanda è una sola, ti senti ferita e sei la sola a sapere in che modo e quanto. E la sola che può capire se è una ferita sanabile. Se volete provare a superare questo momento mi sento di consigliare qualche incontro di coppia, per elaborare quanto successo, i sentimenti legati al senso di colpa che ha spinto il tuo compagno a parlartene e il tuo vissuto. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Distrutta dal mio disturbo ossessivo compulsivo
Apri domandaBuonasera Nadia, ti ringrazio per la tua condivisione. Mi dispiace per queste intrusioni nella tua vita, immagino quanto possa essere difficile. Non posso entrare nel merito dei precedenti percorsi terapeutici che hai affrontato, i motivi per cui una terapia viene interrotta sono moltissimi. Tuttavia sento che sia importante riflettere su un aspetto che hai evidenziato. Un percorso di terapia perché possa avere effetto deve toccare necessariamente delle corde intime, è importante che questo avvenga secondo i modi e i tempi di chi sta affrontando il percorso ovviamente allo stesso andare a smuovere dei nodi è necessario. Cosa può comportare questo? Che si stia "peggio" per un periodo. Questo perché si và a smuovere diverse corde con l'intento di sciogliere i nodi. La vita inoltre è spesso fatta di periodi diversi. C'è l'idea radicata che si vada in terapia quando si sta male eppure ognuno di noi ha i propri temi da affrontare, aree di noi stessi da esplorare per attivare risorse importanti nella nostra vita e, paradossalmente, sarebbe importante lavorare anche nei momenti di tranquillità piuttosto di quando non si sta bene, per avere più energia a disposizione. Io consiglio sempre un percorso, condividendo queste preoccupazioni con quello o quella che sarà la tua terapeuta. Se iniziarlo o meno resta e resterà sempre una tua decisione. Puoi affrontare tutto questo da sola, lo stai già facendo, non è vero? Ogni giorno. E solo tu, Nadia, sai quanto è difficile. Perché non concedersi un aiuto? Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Mi sto per sposare ma ho baciato un altro
Apri domandaBuongiorno Valentina, grazie per la tua condivisione. Da quello che scrivi mi è arrivata forte una sensazione di confusione, oltretutto sei vicina a fare un passo importante nella tua vita e come ogni decisione importante e definitiva, può generare sentimenti contrastanti. Mi vengono in mente diverse osservazioni da condividere su alcuni dettagli che hai condiviso Valentina, ma non entrerò nel merito ora, non è queto quello che hai chiesto. Non mi è chiaro se il motivo per cui hai scritto è per uno sfogo, comprensibile, o per una richiesta di riflessione sul comportamento del tuo amico A. Quello che dici è che hai scelto di stare con il tuo compagno. A. ha rispettato questa scelta. Hai deciso di condividere questo bacio con A. con il tuo compagno a causa del senso di colpa che provavi e il tuo compagno ha reagito con una modalità aggressiva nei confronti di A. Non posso sapere ovviamente le parole che hai usato con il tuo compagno, se mi attengo a quello che hai scritto "A. ci aveva provato con me" appare che la responsabilità di quanto successo sia esclusivamente di A. (infatti la reazione del tuo compagno è stata nei confronti di lui) e posso immaginare che non abbia apprezzato la reazione (giusta o sbagliata che sia, non entro del merito) del tuo fidanzato. Mi arriva forte la confusione, forse anche il senso di smarrimento e la mancanza del tuo amico in un momento così importante. Immagino che i sentimenti di A. nei tuoi confronti vadano oltre l'amicizia, ha fatto un passo indietro per rispettare la tua scelta, eliminandoti dai social ha espresso la volontà (o forse il bisogno) di allontanarsi da te. Penso sia importante rispettare anche la sua di scelta anche se immagino questo ti possa far star male. Se avessi bisogno di un tuo spazio di racconto per chiarirti e sfogarti te lo puoi concedere. Resto a disposizione Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
E se fossi gay?
Apri domandaBuongiorno Thomas, hai mai visto il film "Number 23" con Jim Carrey? Si tratta di un thriller che se non conosci ti consiglio di vedere, perché tutto sommato è un film carino e perché mi ha ricordato l'empasse in cui sembri caduto. Non entro nei dettagli ma Jim Carrey nel film entra nel circolo della numerologia, in questo caso del numero 23, ed entra in uno spirale di ossessione per cui tutto sembra corrispondere al numero 23. La verità, detta esplicitamente anche nella pellicola, è che lui riconduce tutto a quel numero perché è quella la realtà che sta cercando. Su un calcolo di date che il protagonista fà, un altro personaggio gli fa notare che se sommasse in modo differente le stesse cifre è possibile ottenere risultati diversi dal 23 incriminato. Tutto questo per dirti, Thomas, che quando abbiamo paura di qualcosa e cerchiamo delle prove a conferma o a disconferma, troveremo esattamente quello che stiamo cercando perché è là che la nostra attenzione si focalizza. Questo non ha a che fare con il tuo orientamento sessuale, sul quale naturalmente non ho nessuno strumento per poterti dire qualcosa. Sicuramente tuttavia c'è bisogno di respirare e fare un passo indietro, per toglierti da questo vortice. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Sono incinta ma lui non lo vuole
Apri domandaBuongiorno Aurora, ti ringrazio per aver condiviso il tuo racconto che tratta di una cosa tanto delicata. Mi sembra di capire che tu abbia preso una decisione, hai intenzione di tenere questo bambino, non hai intenzione di ripetere una esperienza come quella dell'aborto che per te è stata tanto traumatica. Se la tua decisione è presa, è necessario attivare strumenti e risorse per gestire le conseguenze. Il probabile allontanamento del tuo compagno in primis e l'organizzazione a tutto tondo del periodo che seguirà. E' qualcosa che puoi fare? In un momento così delicato e difficile ti consiglio di concederti un tuo proprio spazio di sostegno professionale che ti possa aiutare ad attivare le risorse già presenti in te e quelle eventualmente da rinforzare. In bocca al lupo per tutto Aurora. Resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...
Ansia da lavoro
Apri domandaBuongiorno Alini, grazie per questa condivisione. Uno degli aspetti più difficili dell'essere genitori, in questo caso madre, è la gestione di tantissimi ruoli diversi a volte anche in conflitto tra loro: essere madre, essere figlia, essere lavoratrice, essere amica, essere compagna, essere donna. Ognuno tira un pezzo di noi e può essere difficile restare salde. Tu hai fatto le tue valutazioni. Ogni decisione ha un prezzo da pagare e mi sembra tu ne sia ben conscia. Come mi sembra tu sia conscia delle tue priorità. Naturalmente questo non ci mette al riparo da tentennamenti e dispiaceri quando non ci sentiamo appoggiate. Credo potrebbe farti bene darti uno spazio solo tuo, libero da influenze dove ritrovarti, ragionare e assicurarti che le decisioni che stai prendendo sono quelle che ritieni migliori per te. Aumentando la consapevolezza riusciresti a farti destabilizzare meno da altre influenze (sul dispiacere che questo comporta temo si possa lavorare solo sull'accettazione). Inoltre, in un momento tanto delicato mi sembra importante che ti conceda uno spazio tuo e uno strumento prezioso. Un caro saluto Alini, resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...
Mi eccita sapere che lui è eccitato ma non mi piace
Apri domandaBuongiorno Adele, grazie per aver condiviso qualcosa di tuo intimo. C'è un uomo più grande al lavoro che ti dedica attenzioni di varia natura e questo ti fa sentire apprezzata, lusingata ed eccitata. L'eccitazione, che mi sembra di capire sia l'aspetto che più ti mette disagio, non segue gli stessi codici morali della razionalità. Basta vedere banalmente le categorie di un qualsiasi sito di contenuto pornografico, molti video ripropongono situazioni non realistiche o che non vorremmo vivere nella realtà eppure ci eccitano. Immaginare di provocare desiderio sessuale in un uomo può essere eccitante. Nel tuo mi sembra di capire che lo è. Lo dici tu stessa, non è lui come persona, è l'effetto che produce, la fantasia che crea. Oltretutto ha in sè qualcosa di proibito e in qualche modo di sconosciuto che può aumentare l'eccitazione. Non posso e non voglio entrare nel merito di quello che desidera quest'uomo tuttavia è possibile che anche lui provi eccitazione dalla situazione così com'è, che non desideri cambiamenti. Mi sembra, Adele, che il disagio maggiore sia causato dal tuo giudicarti per questa situazione, più che per la situazione in sé. Penso per te possa essere interessante esplorare questo disagio, legato alla sessualità ma non solo, perché può dirti molto di te. Lo dico a prescindere da questa situazione, per iniziare una tua conoscenza più intima delle tue corde più interne e delle tue fantasie. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Scuse aggressive
Apri domandaBuongiorno Chiara, grazie per questa condivisione. Il rapporto con i genitori è complesso. Il rapporto con i genitori da figli adulti è ancora più complesso. Devo ammettere che il tuo modo delicato di descrivere le scuse virgolettate di tua madre mi ha fatto sorridere. Credo tu abbia reso benissimo l'idea. Non è raro che si caschi in questi comportamenti dal sapore un pò manipolatorio, vincolati ad una sorta di ricatto emotivo. Il motivo per il quale ci si ricorre (volontariamente o meno) è una difficoltà. E' indubbio quindi che tua madre viva una difficoltà. Quanto tu sia responsabile di questa difficoltà invece è tutto da vedere. Non c'è una risposta possibile alla tua domanda. Quello che posso suggerirti è assolutamente di continuare a lavorare su di te, anche in terapia se già non lo stai facendo. Non puoi agire su un'altra persona tuttavia possiamo attivare per noi stessi risorse e strumenti andando ad agire indirettamente nel nostro contesto. Per quanto riguarda la lettera mi piace lasciarti non un consiglio, non mi permetterei, ma una provocazione: ad una lettera di scuse paradossali (alle quali non è possibile dare una riposta logica) io proverei una risposta altrettanto paradossale. "Grazie mamma, scuse accettate". Ripeto, la mia è una provocazione (per quanto metterla in pratica potrebbe essere interessante), l'intento è solo quello di riflettere sul fatto che non è possibile rispondere a certi tipi di richieste poste in certe maniere. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Matrimonio in crisi
Apri domandaBuongiorno Sabrina, grazie per questa condivisione. Quante cose da metabolizzare in pochi mesi, immagino che tu abbia perso un pò della tua tranquillità. Sei sposata da poco e vorresti vivere quelli di solito ci si immagina come i momenti più entusiasti del matrimonio, invece avete dovuto affrontare tematiche complesse e delicate. Vivi un momento di insoddisfazione e anche, diciamolo, rimpianto. Non è una parolaccia, i sentimenti che proviamo hanno sempre il diritto di essere ascoltati. Noi abbiamo diritto ad ascoltarci, anche quando i nostri sentimenti ci fanno paura. Provare rimpianto per esserti sposata è una reazione comprensibile visto quello che racconti. E' un momento, un momento di difficoltà dove puoi provare rimpianto. Non vuol dire che il rimpianto ci sarà sempre, non vuol dire che il matrimonio sia stata una scelta sbagliata. Il primo passo è sempre partire dall'accettare come stiamo. Un ex che continua a bussare, un bel collega, un amico di famiglia, fare fantasie di qualcosa di alternativo quando non si è soddisfatti di quello che si ha, è un meccanismo di evasione naturale. Quello che descrivi, Sabrina, mi sembrano tutte reazioni comprensibili. I problemi di disfunzione erettile dopo il matrimonio sono comuni, nonostante non se ne parli. Serve una psicoterapia individuale e di coppia. Mi sembra di capire che in questo momento tuo marito non sia ancora disposto a iniziare un percorso di questo tipo. Credo Sabrina che intanto potresti cominciarlo tu, perché almeno tu possa concederti il giusto spazio per elaborare tutto questo pacchetto di vissuti e districarti. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Com'è possibile che non mi sia mai andata una cosa bene nella vita?
Apri domandaBuonasera Vasile, ti ringrazio per aver condiviso un pezzo di te, esprimendo tanto dolore e intimità. Nessuno può cambiare il passato, lavorare sul presente è difficile, come tu stesso dici tuttavia è l'unica possibilità che hai per avere qualcosa di diverso rispetto quello che hai sempre ottenuto. Anche nelle situazioni più difficili, c'è sempre un movimento, anche minuscolo, che è possibile fare. Sembra una goccia nell'oceano eppure anche l'oceano è nato da una prima goccia. L'Everest è alto, se guardiamo la cima siamo paralizzati, potrebbe essere più utile guardare una delle prime basi e iniziare a vedere se ci sono appigli per iniziare la scalata. Chiedere aiuto è sicuramente il primo passo, è importante quindi la condivisione che hai fatto. In ogni città poi la sanità pubblica nelle asl dà la possibilità di qualche colloquio terapeutico gratuito. Hai le possibilità di cambiare qualcosa, ricomincia da te, da qualsiasi movimento che senti di poter fare. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Non riesco più a sentirmi con nessuno dopo di lui
Apri domandaBuon pomeriggio Marina, ti ringrazio per la tua condivisione. Mi dispiace che questa frequentazione non sia andata come avevi sperato e che anzi ti abbia lasciato addosso questi strascichi. Questo ragazzo, da quello che racconti, sembra effettivamente stare affrontando un momento difficile e nelle discussioni che avete avuto lui sembra essersi barricato nella bandiera del "mi devi accettare così come sono", che come concetto applicato in queste cose non vuol dire nulla. Naturalmente l'altro va' accolto per quello che è, questo non vuol dire accettare qualsiasi cosa provenga dall'altra persona. Una riflessione tuttavia Marina, vorrei farla. Questo ragazzo dici è stato chiaro sin da subito sulle sue intenzioni e tu, cito il testo, "per stare con lui accettavo tutto". Posso immaginare lo stato d'animo, l'entusiasmo di una frequentazione tanto bella e arrivata dopo una brutta delusione, tuttavia non è possibile entrare davvero in contatto con l'altro se ci facciamo andare bene tutto, se non siamo sincer* con noi stess*. Questo vale sempre e comunque e per tutti. I primi a dover rispettare noi stessi siamo noi, in questo modo insegniamo anche all'altro a farlo. Purtroppo, soprattutto nelle relazioni, nulla è scontato. Il mio invito Marina è quello di prenderti tutto il tempo che ti serve per elaborare il dolore di quanto successo. Ognuno ha i propri tempi e quando vorrai sarai tu la prima a tornare ad aprirti al mondo, come tra l'altro hai già fatto in passato. Nei tuoi prossimi incontri, con l'altro sesso e non, prova a tenerti più a fuoco, potrebbe aiutarti a non perderti, condizione indispensabile anche per non perdere l'altro. Se avrai voglia di esplorarti meglio, scoprire come funzionano certi tuoi meccanismi, puoi concederti qualche incontro. Ti auguro buone cose. Resto a disposizione, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Reputo di avere un problema legato all'essere in coppia o single...
Apri domandaBuonasera Mattia, grazie della tua condivisione. L'aspetto che più mi colpisce del tuo messaggio è l'attenta analisi interiore che hai fatto, mi arriva forte un grande senso di ascolto interno, capacità critica e una grande conoscenza della tua emotività. Allo stesso tempo noto una forte componente razionale e credo sia quella che entra maggiormente in confusione quando cerca delle motivazioni e dei perché ai tuoi comportamenti e ai tuoi vissuti. Ho notato una certa ciclicità nel tuo racconto, nelle fase che antecedono e seguono le tue relazioni d'amore. Credo una esplorazione più approfondita, fatta con qualcuno che possa farti da specchio e darti il punto di vista esterno che naturalmente tu non puoi darti, potrebbe aiutarti nell'interrompere questo cerchio. Certamente questa è una fase. Passerà, come è passata altre volte. Tuttavia mi chiedo, lo chiedo a te come lo chiedo a me e a chiunque, perché tanta resistenza nel concedersi un percorso di aiuto? Supererai certamente questo momento da solo, tuttavia perché farlo da solo? Tutti noi abbiamo a disposizione una serie infinita di risorse e strumenti interni ed esterni, a volte basta solo cominciare a concederseli. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
relazioni tossiche e sbagliate da sempre
Apri domandaBuongiorno Claudia, grazie per la tua condivisione. Il tuo messaggio è pieno di cose, di vissuti, emozioni, paure. Mi soffermerei sulla definizione di "amore normale" tuttavia immagino non sia questo il luogo e il tempo, se vorrai, potrai esplorarlo tu, il tuo concetto di normalità in una relazione. Stando a quello che racconti la tua "normalità" prevede una rete complessa di relazioni attorno alla coppia, nel caso del tuo attuale compagno una ex moglie (o futura ex moglie) e una figlia adulta. Non ci scegliamo le persone delle quali innamorarci tuttavia è certo che veniamo attratte verso certi tipi di persone (e situazioni) per un motivo e di solito questo motivo è dentro di noi, cresciuto con noi nell'infanzia. Se vuoi puoi iniziare a esplorare il tuo motivo e questo potrebbe darti informazioni utili e strumenti per vivere meglio il tuo presente. Se comunque la tua scelta ricade su persone con una rete di relazioni complessa, temo che tu debba prenderne atto. Il tuo compagno è sia il tuo compagno quando siete soli, sia il tuo compagno quando è padre. Per quanto la figlia sia adulta è evidente che la dinamica famigliare sia ancora invischiata e lui ne fa parte. Come compagna puoi sostenerlo fino al punto in cui per te sarà possibile farlo. Dovete avere ben chiari in testa (e dirveli reciprocamente) quali sono le vostre condizioni essenziali per stare bene con l'altro. Lui ti ha fatto una richiesta precisa, niente rapporti sessuali quando c'è la figlia nei paraggi. Puoi aderire a questa richiesta? Sicuramente un supporto professionale di coppia e individuale potrebbe darvi degli strumenti in più, la chiave comunque è comunicare. Parlate tra di voi, siate chiari, non lasciate non detti. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Lui mi ha tradito
Apri domandaBuongiorno Giulia, grazie per questa condivisione. Nelle tue parole immagino tanta forza, amore e paura. La situazione non è semplice, come dici, e richiede sicuramente strumenti e risorse che non potete avere in questo momento. In un momento così complesso è impossibile poter essere certi di nulla, di sicuro tuttavia tu sembri essere l'appoggio del tuo compagno ed è importante che si sia affidato a te. Tu puoi essere la sua compagna ed esserci ma la dipendenza richiede un intervento specifico pertanto mi permetto, solo in questa occasione, di invertire una frase che hai scritto: "So che c’è tanto da lavorare.. a partire dal trovare un lavoro, eliminare la dipendenza e avere fiducia L uno dell altro" Bisognerebbe invertire le prime due priorità, prima lavorare sulla dipendenza in modo che si possa tornare a costruire la fiducia ed essere in condizioni di cercare un lavoro. La dipendenza non si combatte con le intenzioni, nemmeno le più sincere, serve un aiuto specifico. Un centro, una terapia. Ci sono professionisti e strutture pubbliche in caso di difficoltà economiche. Ha bisogno di rimettersi in sesto per poi pensare al resto, ai vostri progetti. Per quanto riguarda te, Giulia, anche la tua forza potrebbe aver bisogno di uno sfogo e di un supporto. Ti suggerisco di concederti a tua volta uno spazio terapeutico per non affrontare da sola la situazione. In bocca al lupo per tutto. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Affetto mal riposto...
Apri domandaBuongiorno Stefania, ti ringrazio per la tua condivisione, così intima e sincera. Posso immaginare quanto ti ferisca il sentire rifiutati i tuoi sentimenti, il tuo veder "medicalizzate" le tue emozioni. Vorrei dire come prima cosa che non ho dubbi sulla autenticità di quello che senti. Quando proviamo una emozione, qualunque essa sia, non può essere negata. I tuoi sentimenti verso questa terapeuta ci sono, esistono. Il transfer, che hai citato, non è un disturbo psicologico. Forse lo definirei un processo. E c'è sempre, così come c'è sempre il corrispettivo da parte del terapeuta, ovvero il controtransfer. Non si tratta sempre di sentimenti legati a sentimenti d'affetto, amore o attrazione sessuale. Questo processo e' uno dei canali grazie al quale possiamo lavorare sui nostri processi interni. Perdonami Stefania, l'esempio un po' spicciolo e semplicistico, è giusto per far capire. Immaginiamo una persona che abbia sempre avuto un rapporto complicato con il padre, se sceglierà un terapeuta uomo potrà tramite il transfer in qualche modo vivere diversamente i suoi sentimenti di affetto, rabbia, tenerezza e via dicendo. In sostanza spostiamo sulla figura di riferimento che è il terapeuta sentimenti e vissuti diversi. Secondo questo esempio, se la persona prova rabbia nei confronti del terapeuta (sperimentando magari la rabbia che ha verso il padre), quella rabbia è meno reale? Assolutamente no. Questo è davvero un esempio molto semplicistico, l'ho usato solo per confermare l'assunto importante sull'importanza di quello che provi. Il terapeuta ha un ruolo specifico, è autentico nella relazione, ma è una relazione terapeutica. Questo vuol dire che nei casi in cui si svela, raccontando di sè, lo fà con sincerità tuttavia lo scopo è facilitare un processo. Quando la relazione terapeutica funziona ci sentiamo sostenute, capite. Succede spesso ci sia un vero feeling, una intesa a livello mentale. Ti confesso, da terapeuta, che mi è capitato alcune volte desiderare di approfondire una amicizia con alcune delle persone che hanno frequentato il mio studio. Non sarebbe mai una relazione alla pari. Ci sono state delle dinamiche, delle confessioni, si ha in qualche modo un ruolo di potere che renderebbe comunque viziata la relazione. Inoltre un terapeuta viene a conoscere parti molto intime dell'altro (senza avere la minima presunzione di conoscerlo in toto) ma l'altro conoscerà solo quello che il terapeuta vuole far conoscere. Nel mio studio mi sono sentita spesso fare commenti ammirati sulla mia pazienza, quanto ti assicuro Stefania che a nessuno nella mia vita privata verrebbe in mente di complimentarsi per la stessa cosa. La mia non vuole essere una risposta, non ne avrei in ogni caso. E non posso entrare nello specifico nel tuo rapporto con la tua terapeuta. Il mio vuole essere uno spunto di riflessione su uno dei temi più delicati e complessi che possano esserci. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Pensieri emessi dopo un trauma psicologico
Apri domandaBuongiorno Luana, grazie per la tua condivisione. La gelosia quando è eccessiva, persistente, influenza comportamenti e atteggiamenti e può creare diversi problemi. Alla coppia ma anche ai singoli componenti della coppia. Oltretutto quello che racconti è in parte un esempio di quella che viene chiamata "la profezia che si auto-avvera", i nostri comportamenti dettati dalle insicurezze, dalle paure fanno spesso in modo che quello che più temiamo si realizzi. Il tuo collega, Luana, avrebbe potuto semplicemente rappresentare un collega o un uomo carino e piacevole come ce ne sono tanti. La paura di Davide che Marco fosse qualcosa di più lo ha fatto diventare qualcosa di più, in questo caso un tormento. L'insistenza, il rievocare continuamente una persona, gli attacchi, i sensi di colpa, la paura dell'abbandono, questi sono tutti motivi che sì, possono arrivare a confonderci. In una coppia ci si mette in discussione e la mente può scegliere tra due possibilità (userò un esempio molto semplicistico e, perdonami, provocatorio) o è matto lui, o sono matta io. Nessuno dei due è matto, tuttavia ognuno ha i propri vissuti. Non potendo entrare nel merito delle insicurezze di Davide e non potendo fare tu, Luana, un lavoro al posto suo, mi concentrei su di te. Cosa dice di te l'effetto che questa storia ha avuto sulle tue insicurezze? Quali sono i nodi che il comportamento di Davide ha toccato? Conoscere le nostre fragilità ci rende più forti ed inoltre, fare un pò di esplorazione ti permetterebbe di creare confini più netti tra "ciò che appartiene al tuo compagno" e "ciò che appartiene a te". I vissuti che senti in relazione a questo Marco o altri uomini viene da un tuo eco interiore o da uno di Davide? Fare una distinzione ci permette di essere più padroni delle nostre emozioni. Resto a completa disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Ossessione per un vecchio amore
Apri domandaBuongiorno Emy, grazie per questa intima condivisione. Non c'è niente di più difficile da dimenticare di un amore mai vissuto. Nessuna persona reale, nessuna storia concreta può rivaleggiare con una idea che con il tempo diventa spesso un ideale. L'immaginazione è uno dei nostri più potenti strumenti, ci permette di evadere quando la quotidianità diventa opprimente. Nelle tue righe iniziali Emy, ti sei presentata come una donna sposata da 16 anni, annoiata da tempo della tua routine. A questa affermazione hai immediatamente accostato l'immagine di una storia intensa, diversa dal rapporto che vivi oggi. Credo sia normale la tua testa (e tutto il resto) vogliano correre lì, a quel momento di 30 anni fà. Inseguire il passato si rivela molto frustrante. Il presente è oggi e non ti rende soddisfatta, come vuoi che sia il tuo futuro? La vera sfida è uscire nel presente dal torpore, provare emozioni oggi che non rendano necessario aggrapparsi all'immaginazione di qualcosa di diverso da quello che hai. Ti faccio la stessa domanda Emy, cosa puoi fare per stare meglio? Di cosa avresti bisogno per uscire da questo stato? Ogni obiettivo, anche quello più complesso da raggiungere parte da passi più piccoli, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. Un caro saluto Emy, resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...
Conflitti di coppia
Apri domandaBuongiorno R., Grazie per la tua condivisione. Dalle tue parole emerge forte l'intensità della vostra relazione. Mi colpisce il livello di analisi e la cura con la quale hai cercato di raccontare il più possibile della vostra complessa e importante storia d'amore. Gli obiettivi di vita, il voler avere dei figli ad esempio, sono importanti argomenti di discussione. È importante che la coppia li condivida ed è importante che voi ne stiate parlando da subito sebbene sia tanto difficile. In effetti R., mi sembra tu abbia centrato il punto. Tra voi si è creata una dinamica, forse scatenata dall'episodio che hai raccontato, e sembra come se ci fossero delle braci che continuano ad ardere nascoste sotto al resto. Ogni volta che nasce una qualsiasi discussione queste braci vengono smosse e aggiungono tensione. È possibile che abbiate toccato delle reciproche corde molto intime e in qualche modo sono rimaste scoperte. C'è qualcosa di non completamente detto (magari nemmeno presente a livello consapevole) che influenza la comunicazione tra voi. Sicuramente vi consiglierei qualche incontro di coppia per scardinare questa dinamica e trovare qualche nuova modalità per non incapparci nuovamente. Potrebbe anche essere uno spazio neutro dove riuscire a parlare di temi importanti sicuri e sviscerarli. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Come superare il senso di colpa?
Apri domandaBuon pomeriggio Marta, grazie per la tua condivisione. Sai Marta, nella mia vita personale quanto in quella professionale, ho sentito moltissime volte usare l'espressione "anche se suona ridicolo", "lo so, sembra stupido" e via dicendo. Usiamo queste formule verbali quasi per scusarci, per dire che razionalmente sappiamo quale sarebbe il pensiero o il comportamento che riteniamo più corretto assumere eppure... Ho una grande simpatia per le nostre manifestazioni "ridicole" perché sono la manifestazione del fatto che non riusciamo ad ignorare fino in fondo le nostre emozioni e trovo che questo sia rassicurante per quanto i sentimenti spesso ci portino disagio. Hai raccontato un tuo episodio di vita grave, potranno anche essere passati 10 anni ma per te, o almeno per una parte di te, non è passato nemmeno un giorno. L'importante è non bloccarsi e tu non lo hai fatto, sei andata avanti per la tua vita, con i tuoi amori, con le tue cose. La ferita che ti porti dietro non ha avuto modo di rimarginare perché in qualche modo ci sono ancora dei sospesi. Se è vero che serve poco rimuginare sul passato è altrettanto vero che ci sono cose che non possono essere ignorate. Non puoi cambiare quello che è successo (puoi solo agire sul presente e sul futuro, cosa che hai fatto e stai facendo) tuttavia puoi dare completo ascolto a quella parte di te rimasta in quel periodo, puoi farle sfogare la rabbia, il dolore e darle il riconoscimento di cui ha ancora bisogno. Non dimenticherai quanto successo ma forse non sentirai più così forte l'esigenza di uno sfogo emotivo. Puoi trovare diversi modi per far parlare questa tua parte, il mio consiglio è di rivolgerti ad un professionista che ti guidi in questo dialogo. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Blocco
Apri domandaBuon pomeriggio Barbara, ti ringrazio per la tua condivisione. In poche righe sei riuscita a raccontare la complessità dei sentimenti che stai vivendo e sono certa che esplorando ancora più a fondo possono venire fuori molti altri elementi. Parto dall'ultima domanda, in relazione alla situazione creata dalla salute di tua sorella, cosa che mi dispiace molto. La risposta è certamente si, o meglio anche. Del resto la relazione con l'altro soddisfa sempre tra le altre cose un bisogno di affetto, siamo animali sociali. Sul come mai tu avverta ora questa urgenza rispetto ad altri periodi della vita io non credo ci sia necessariamente una spiegazione. Può anche essere che tu abbia vissuto altre volte questa esigenza senza riconoscerla o compensandola o sublimandola in altre maniere. Non è necessario avere una relazione sentimentale per essere felici tuttavia tu, almeno in questo momento, la desideri. Mi sembra, Barbara, che tu abbia usato a proposito il termine "blocco". Nessuno può dirti cosa troverai superato questo blocco, se sarà esattamente quello che stai cercando, credo però sia importante per te stessa darti la possibilità di scoprirlo e di essere tu a scegliere. Ti consiglio di cogliere questa urgenza come motivazione a lavorare su quello che ti blocca. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Scatti di ira
Apri domandaBuon pomeriggio Martina, grazie per la tua condivisione. Un disturbo psicologico può avere molte definizioni. Parli di sentirti ipersensibile, spesso di non riuscire a ricordare l'input che ti ha fatta scattare. Sicuramente questo parla di una mancanza di controllo su una emotività piuttosto esplosiva e probabilmente c'è qualche problema a livello comunicativo all'interno della dinamica famigliare. Uno percorso psicologico potrebbe aiutarti ad essere più consapevole dei tuoi stati interni e scoprire nuove strategie di comunicazioni. Credimi Martina, farebbe bene davvero a tutti. Se con disturbo psicologico intendi una malattia mentale diagnosticabile o qualcosa di simile sulla base di quello che racconti mi sentirei di tranquillizzarti. Inoltre, nelle relazioni umane, in famiglia, nella coppia, non è mai solo un elemento a portare una problematica, questa nasce dall'interazione di tutte le parti in gioco. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
L'ho tradito e non so cosa fare
Apri domandaBuongiorno M., ti ringrazio per la tua condivisione. Il tema che porti è delicato. C'è la tua relazione d'amore con il tuo fidanzato, una storia importante per te nella quale vuoi investire. E c'è questo lavoro serale dove l'alcol è una componente importante e che ti ha portata all'episodio che hai raccontato che ti fa vivere questo profondo senso di colpa e disgusto. Nessuno può dare consigli su se e come parlare ai propri compagni e compagne di episodi come questo. Quello che normalmente suggerisco è di riflettere sulla motivazione del perché lo si vuole dire. Se la motivazione è strettamente legata ad un benessere individuale come, perdonami l'esempio semplicistico, il lavarsi la coscienza, allora suggerisco di soffermarsi qualche istante in più prima di fare una azione che porterebbe sofferenza all'altro. Accettare le conseguenze delle proprie azioni significa anche convivere con le emozioni negative che derivano da un gesto che non avremmo voluto compiere. Quello che mi arriva parlando di dati di fatto M., è che il comportamento che hai avuto non ti è piaciuto. A prescindere dal resto mi metterei nelle condizioni di non minare ulteriormente la mia autostima. Una assunzione di responsabilità può riguardare il mettersi dei paletti d'ora in avanti, se ad esempio so' che l'alcol mina i miei freni inibitori allora decido prima le quantità e le situazioni in cui ritengo accettabile per me assumerlo. Non è tanto il punirci che agisce sul nostro senso di responsabilità, ne tantomeno cancella quanto fatto, quanto il prendere atto di chi siamo e vogliamo essere e aggiustare il tiro. L'elaborazione personale di quanto successo e di cosa vuoi per il tuo futuro è la cosa più importante. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...
Che tipo di attrazione è questa?
Apri domandaBuon pomeriggio Diletta, ti ringrazio per la tua condivisione. L'attrazione, il desiderio sessuale, agiscono nei modi più svariati. A volte basta anche solo un dettaglio dell'altra persona, a volte basta un particolare anche solo immaginato e attribuito all'altro. Succede che l'altra persona ci prenda a livello mentale e vorremmo tantissimo esserne attratte ma questo non sempre accade. L'attrazione fisica è una reazione chimica che difficilmente può essere imposta o fraintesa, da quello che racconti Diletta, l'attrazione c'è. Entrano in gioco i nostri canoni estetici che hanno a che fare con un numero ancora più infinito di variabili, hanno a che fare con la nostra immaginazione, con la nostra idea di cosa sia attraente e, perché no, ci sono anche elementi legati allo status. Il fatto che tu non riesca a guardarlo mi incuriosisce e credo possa essere la chiave della risposta che cerchi. La risposta la puoi trovare solo tu. Potrebbe entrare in gioco la paura. Cosa succederebbe se questo ragazzo ti piacesse davvero? Con tutte le sue caratteristiche caratteriali e fisiche. Cosa vorrebbe dire per te? Investire in una relazione potenzialmente seria può spaventare come può spaventare il discostarsi da una idea mentale di quello che vorremmo per noi, in tutte le sue forme. Attraverso lo sguardo noi entriamo in contatto con l'altro e l'altro entra in contatto con noi. Un contatto ancora più intimo del sesso. Credo Diletta che troverai alcune risposte in più trovando il coraggio di guardarlo, non è facile, lo immagino. Resto a completa disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...
Dubbi sui miei sentimenti
Apri domandaBuongiorno Anna, ti ringrazio per la tua condivisione. Immagino lo sfinimento di voler trovare un equilibrio tra sentimenti tanto forti e in contrapposizione tra loro. Il percorso terapeutico che stai affrontando ti aiuterà, ti consiglio di viverlo nel modo più aperto e sincero possibile e di avere pazienza, se questi temi fossero di semplice gestione non farebbero tanto male. Riguardo al tuo messaggio una frase in particolare ha catturato la mia attenzione la condivido con te. "io non ero per niente d’accordo ma ho dovuto dire di sì perché sapevo che sarebbe partito lo stesso per via del lavoro e della sua carriera" E' soprattutto il verbo dovere su cui vorrei portare il focus. Tu non eri per nulla d'accordo (e da quello che dici non lo sei mai stata) che lui si allontanasse per lavoro tuttavia la carriera è per lui una priorità e questo ti è chiaro. Credo di capire quello che intendi, la sua carriera è importante e io non posso (e/o non voglio) creargli impedimenti. Se da una parte possiamo accettare l'idea che i nostri partner (e noi) abbiamo il diritto di inseguire i propri sogni ed ambizioni è altrettanto vero che l'altro può vivere sentimenti ambivalenti a riguardo. Questi sentimenti non possono essere negati. La frase che ho riportato, Anna, sembra dire non ho scelta, devo accettare questa cosa che non mi sta bene. Voglio essere chiara, non sto facendo un discorso di colpa per nessuno dei due, non mi permetterei mai. La situazione è certamente delicata e complessa tuttavia credo a livello emotivo ci siano conseguenze emotive che seguono vissuti e affermazioni di questo tipo. Credo nella mia riflessione partirei da questo punto. In bocca al lupo per tutto. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Il mio carattere con lui
Apri domandaBuongiorno Federica, grazie per la tua condivisione. L'atteggiamento che descrivi parla di te, non del comportamento di lui che però funge da stimolo per scatenare qualcosa dentro di te. Hai individuato che questo comportamento è una tua risposta incontrollata a paura e rabbia. Può sembrare scontato Federica, ma ti assicuro che non è facile accettare ed avere questa consapevolezza. Non è un lato del carattere da smussare ma, appunto, una reazione. Di cosa parla questa paura? Di cosa parla la tua rabbia? Può fare riferimento a qualcosa di antico e radicato oppure no. Un percorso con un professionista ti permetterebbe di essere accompagnata in questa esplorazione, di toccare dolcemente qualche nodo e vedere a cosa è collegato, tirare un po' i fili insomma. Rabbia e paura non scompaiono (non è nemmeno detto debbano farlo), sapere da cosa hanno origine le nostre emozioni tuttavia ci permettono di avere un maggior controllo, di accoglierci e di agire di conseguenza nel modo che riteniamo migliore per noi. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Aprirsi con difficoltà e ricevere solo batoste
Apri domandaBuongiorno C., Ti ringrazio per questa condivisione, immagino sia stato faticoso scriverla. Non hai fatto domande specifiche, come hai annunciato nella premessa hai "approfittato" di questo spazio per sfogarti. Hai fatto bene. Ho letto molto attentamente le tue parole C., sono cariche di tristezza e confusione e mi sembra di capire tu abbia pochi spazi e momenti per "approfittare" di uno sfogo. Stai vivendo un lutto terribile. Tutto in te è impegnato nell'elaborazione di questo lutto, non mi sorprende tu possa sentirti tanto sopraffatta. Non solo c'è il dolore della perdita ma anche la paura di elaborarla e lasciar andare il dolore, sembra quasi come dover rivivere nuovamente il lutto se tu perdessi la sofferenza che ti tiene legata a tua madre. Accolgo questa necessità. Non entro nel merito di questo ragazzo, non posso dire quali siano i suoi reali sentimenti ne indovinare quali siano i tuoi nei suoi confronti. Ti ferisce il suo rifiuto e la speranza che il suo comportamento ti alimenta e il fatto che tu ti sia faticosamente esposta e non abbia avuto in cambio quello che desideravi. Non è una consolazione quella che voglio darti C., tuttavia ho voglia di dirti che è davvero importante come dici il fatto di essere riuscita ad esporti a prescindere da quello che sarà il risultato in questo caso. Il mio consiglio è quello di concederti la possibilità di "approfittare". Uso di proposito questo termine che prendo da te. Sei ferita e hai bisogno di prenderti cura di te, a volte è necessario approfittare di quello che c'è e cercare quello che non c'è ma di cui abbiamo bisogno. Ti suggerisco davvero di iniziare un percorso terapeutico per raccogliere tutte queste emozioni, facendolo con i tuoi tempi e le tue modalità. Un caro saluto C. Resto a disposizione, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Non sono fatta per questa vita
Apri domandaBuongiorno Barbara, grazie per la tua condivisione. Sembra proprio che tu sia arrivata al limite delle tue forze e della tua sopportazione. Stai cercando da sola di gestire al meglio tutte le tante aree della tua vita e non ho dubbi che tu stia facendo del tuo meglio senza ricevere in cambio la gratificazione dei tuoi sforzi. Immagino che più questa dinamica va avanti più ti senti triste, stanca e fuori luogo ed è naturale che le tue energie si continuino a ridurre mettendoti maggiormente a rischio di "errori" come li hai chiamati. Fare tutto da sola e non vedere la fine deve essere davvero difficile. Hai mai pensato che non è detto che tu debba farlo da sola? Risorse, strumenti, motivazioni e significati sono già dentro di noi, a volte tuttavia abbiamo bisogno degli altri per tirarli fuori. Ti consiglio di concederti uno spazio con un professionista, per sfogarti sicuramente e per allentare un po' l'immagine di te sola che a mani nude cerchi di fermare tutta la valanga delle cose che senti caderti addosso. Resto a disposizione. Un caro saluto Barbara, Dott.ssa Linda Bori...
Non mi do pace per la fine della relazione
Apri domandaBuongiorno Elisa, grazie per la tua condivisione. Parli di un ragazzo con il quale sei stata insieme sei mesi tuttavia hai sempre percepito dei segnali che ti hanno fatta pensare che non si trattava di una storia destinata a durare: questo ragazzo non ha mostrato il comportamento affettuoso e rispettoso che avresti voluto, svalutando il tempo passato insieme e lasciando sempre a te la prima mossa in caso di litigio. Esasperata, all'ennesimo episodio esplodi e lui ti lascia, con una reazione piuttosto aggressiva. Sai Elisa, normalmente quando si "esplode" contro qualcosa o qualcuno è perché non si riesce più a contenere la propria emotività. Io capisco che tu sia dispiaciuta per le cose dette durante una esplosione di rabbia, a volte purtroppo va' così, ci sono situazioni in cui l'altro non accoglie il nostro tentativo di riparazione (permettimi di dire che anche questo come gli altri descritti è un comportamento piuttosto manipolatorio di chi vuole mantenere completamente nelle propria mani il controllo). E purtroppo dobbiamo starci, elaborando il nostro senso di colpa e dispiacere. Posso provare a proporti di riflettere su cosa ti ha portato ad accumulare tanta emozione e se non ci fosse stato modo di sfogarla gradualmente in altri modi. Questo potrebbe aiutarti in generale e nelle prossime relazioni. Un grosso in bocca al lupo Elisa. Resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Problemi figlio 12 anni
Apri domandaBuongiorno David, grazie per la tua condivisione. Stai vivendo un momento molto complesso, diviso tra il tuo desiderio di viverti la coppia e il desiderio e responsabilità di essere padre. Tu chiedi come poter conciliare tutto, la risposta David è che non puoi. Non puoi farlo tu da solo. Tuo figlio ha necessità e diritto a passare del tempo di qualità con suo padre da solo (e hai diritto anche tu di viverti tuo figlio in questo modo). Nel momento in cui dici che la tua compagna "ha deciso di provarci lo stesso", cosa intendi? Perché provare a stare con una persona che è anche padre significa includere nel proprio progetto di coppia anche la presenza di un figlio. Stare con un uomo che ha un figlio e pretendere che ci si organizzi come se lui non ci fosse non è provarci. Naturalmente è valido anche il contrario David, tu hai accettato una storia con una donna che ha le idee chiare sull'argomento e quindi sarebbe sbagliato da parte tua (cosa che comunque mi sembra tu non stia facendo) pretendere che lei si comporti da "madre". Vivere con un uomo che ha un figlio significa includere anche lui. Una casa e una organizzazione familiare che includa il ragazzino. Non siete solo una coppia. Svegliarlo alle 5.30 come tu stesso dici, non è una proposta accettabile. Se la tua compagna decide di provarci deve essere in grado di accettare la realtà dei fatti, senza che lei si snaturi ma sta con te, come coppia le soluzioni andrebbero trovate in due, anche se l'argomento è tuo figlio. Il problema non è tuo ma vostro. Altrimenti così lei ti impone delle condizioni e tu devi trovare delle soluzioni. E no, non puoi conciliare tutto da solo. Nessuno può. Io ti consiglio un percorso di coppia per aiutarvi a definire i vostri confini ed esigenze in un piano armonico che includa, facendo ovviamente compromessi, i bisogni di tutti e tre. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...
Problemi con l'università
Apri domandaBuon pomeriggio M., grazie per la tua condivisione. Ti porto un esempio, se siamo sempre stati bravissimi a fare qualcosa e facciamo quella stessa identica cosa sotto lo sguardo di qualcuno che è lì per giudicare, ti assicuro che la nostra performance sarà minore delle altre volte. E' molto difficile lavorare sotto pressione. Le aspettative degli altri, soprattutto quando le avvertiamo come particolarmente pesanti possono creare gravi conflitti interni. Per chi sto facendo quello che sto facendo? Nelle tue righe M., hai parlato di quello che voleva il tuo ex ragazzo e di quello che vogliono i tuoi. Manca la tua voce. In questo momento di "lotta con te stessa" forse avresti bisogno di occuparti di te. Dei tuoi progetti, di quello che vorresti fare e di quello che desideri. Ci sono dei momenti nella vita dove non sappiamo rispondere a queste domande, a maggior ragione abbiamo bisogno di fermarci e ritrovare noi stessi e la nostra motivazione. Altrimenti una montagna già alta può diventare inscalabile. Un percorso con un professionista può permetterti di prenderti lo spazio che ti serve per tornare a te, per gestire il senso di colpa e l'auto-critica (che dagli altri interiorizzi e fai diventare più forte). Senza considerare l'importanza di uno sfogo e di fare qualcosa per te, che può farti del bene. E' possibile usufruire di servizi anche gratuiti laddove ci sono difficoltà. In bocca al lupo per tutto. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori 3312198573...