articoli di psicologia della Dott.ssa Linda Bori

risposte dello specialista Linda Bori

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Sto impazzendo per una ragazza

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Buongiorno, dal suo racconto mi arriva un forte senso di confusione, di dolore e di incertezza. Una domanda che mi viene in mente è se questo senso di confusione sparisca o si attenui nei momenti in cui lei passa insieme a questa ragazza perché se così non fosse le chiedo, aldilà di quello che vuole questa ragazza, se lei è disposto ad avere una storia dalle caratteristiche così instabili. Un'altra cosa che mi arriva da queste poche righe (e può benissimo essere che non siano sufficienti per spiegare una situazione tanto complessa) è che fino a questo momento sia stata questa ragazza a scegliere tempi e modi a seconda delle proprie necessità e bisogni. Quindi le chiederei se lei ha ben presente invece i suoi bisogni e le sue condizioni per stare bene ed accettare una relazione con questa ragazza. In generale adattarsi ad ogni situazione senza avere chiari i propri bisogni e i propri limiti può portare a vissuti e situazioni negative. Parta da lei, da quello che vuole e quello che può o non può accettare in una relazione sana. Solo dopo può scoprire se questa ragazza può rispettare quelli che sono i suoi limiti invalicabili. Allora si può parlare di iniziare una relazione. Spero che la mia riflessione le possa essere utile in qualche modo e le auguro una buona giornata. Dott.ssa Linda Bori...

Durata del rapporto cambiata

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Buongiorno Filippo, è probabile che senza la protezione del profilattico tu sia super sensibile, una caratteristica che accomuna tanti uomini. Come qualunque cosa che riguarda sesso e relazioni intime la componenti ansia e stress hanno effetti molto importanti. Il mio consiglio è di tentare di non viverlo come un problema ma come spunto per provare qualcosa di nuovo, preliminari diversi o più lunghi o provare alcuni dei molti prodotti sul mercato con effetti "ritardanti". Ognuno ha un corpo e delle reazioni differenti, fortunatamente le possibilità a nostra disposizione sono moltissime. Buona giornata, Dott.ssa Linda Bori...

Stop masturbazione

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Buon pomeriggio Luca, In poche righe hai raccontato molto di te, pensi la tua famiglia sia fantastica così come gli amici e anche la tua carriera universitaria è più che appagante. Gli aspetti dai quali non ti senti appagato sono in primis l'aspetto sessuale, in questo caso legato alla "necessità" di masturbarsi, è l'aspetto della relazione amorosa. Credo possa essere interessante per te approfondire il concetto di necessità della masturbazione e I sentimenti negativi ad essa legati da te descritti. In questo modo potresti vivere meglio questa fase di disimpegno da una relazione. Un altro aspetto senza dubbio interessante è la tua idea di amore che hai riportato più volte, come la intendi, la immagini e ti fa sentire. Così potresti fare più chiarezza sul tipo di relazione vuoi intraprendere. Spero di averti dato spunti interessanti. Se sei interessato ad approfondire questo tema con un colloquio sono a disposizione. Ti auguro una buona giornata, Dott. Ssa Linda Bori (Roma)...

Relazione complicata

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Buonasera Massimiliano, La situazione da te descritta è complessa e si articola su più livelli. Tu stesso dici che tieni a questa relazione, lo dimostra il fatto che tu stia chiedendo aiuto. Parli del suo distacco, della tua gelosia, del fatto che i figli della tua compagna non sono a conoscenza della vostra relazione. Mi arriva una forte frustrazione e un senso di impotenza dato dal fatto di non sapere più come reagire a questa situazione. Il mio consiglio è di fare prima di tutto chiarezza con te stesso, sulle tue esigenze e bisogni e indagare cosa ti porta alle reazioni che descrivi. Sarebbe molto importante intraprendere anche un percorso di coppia, per parlare e chiarire le rispettive necessità e i rispettivi sentimenti e anche perché un percorso di coppia vi confermerebbe come coppia. Spero di averti dato qualche spunto di riflessione. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per un colloquio. Buona serata Dott.ssa Linda Bori...

Figli: passaggio dall'infanzia all'adolescenza

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Buonasera Ester, la preadolescenza è senza dubbio un momento di passaggio molto delicato, comprendo bene che lei possa sentirsi preoccupata e si faccia più attenta nei confronti di suo figlio. Gli amici assumono un ruolo via via più importante e le relazioni si fanno più profonde. E sono diversi i disagi che possono vivere i ragazzi. Una cosa però non mi è chiara, queste conversazioni con l'amica le vengono raccontate direttamente da suo figlio? È un elemento importante per capire come queste discussioni vengono vissute da suo figlio. Il punto fondamentale è il vissuto personale, è questo che distingue un reale disagio da discussioni "drammatizzate" per gioco o per altri motivi. Lavoro molto a contatto con i ragazzi di questa età. Se desidera approfondire l'argomento sono a disposizione. Buona serata, Dott. Ssa Linda Bori...

Uscire dalla "zona di comfort" o accettare la propria natura?

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Buongiorno Francesca, se provassimo ad aprire una cartina geografica ed individuassimo dove ci troviamo, come potremmo sapere se stiamo percorrendo la strada giusta se in questa cartina non conosciamo la destinazione che vogliamo raggiungere? Dal tuo messaggio arriva molto chiaro il senso di smarrimento. Mi sembra di capire che reputi di avere preso delle decisioni impegnative e difficili perché mossa dalla convinzione che le conquiste arrivino col sacrificio. Allo stesso tempo mi sembra tu reputi di esserti sacrificata abbastanza ma che questo senso di realizzazione che cerchi non sia arrivato. A questo punto ti chiedi se sia meglio cedere o se anche questo momento di fatica e confusione fanno parte del "sacrificio necessario" per ottenere quello che vuoi. Ritorno alla nostra cartina. Può darsi che la strada sia difficile da percorrere ma vedendo l'avvicinarsi della meta questo mi possa dare la forza di proseguire e di aggiustare man mano la direzione. Senza un obiettivo siamo come una nave in mezzo al mare, spinta dalle onde, dove continuiamo a remare nella speranza di arrivare ad una riva ma non sappiamo per quanto tempo dovremmo farlo. L'immagine mentale della te stessa realizzata senti che non coincide con l'immagine della te stessa attuale. Credo che questo sia per te il momento di fermarti e stabilire la tua rotta. Definire un obiettivo o più obiettivi da raggiungere, concreti e descrivibili e scegliere il percorso che reputi più idoneo per avvicinarti a tale destinazione valutando le tue risorse, i tuoi desideri e i tuoi bisogni. Una volta deciso dove andare concretamente vedrai la strada davanti a te e allora avrai gli elementi per decidere se percorrerla o meno. Se lo desideri possiamo provare un primo colloquio. Ti auguro un buon inizio di settimana, Dott.ssa Linda Bori...

Non riesco a portare avanti relazioni

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Buonasera Midori Ame, Da quel che hai scritto mi sembra di capire che tu abbia fatto un lungo lavoro su te stessa per riuscire a gestire degli elementi di te che hai ritenuto problematici sia per la tua crescita personale che per una eventuale relazione soddisfacente e duratura che ti auguri possa arrivare dopo la conclusione della tua relazione passata. Intuisco una forte delusione per non aver ottenuto quello per cui hai tanto lavorato, la sensazione di "trappola" è tornata nuovamente ora che stai di nuovo cercando di impegnarti in una relazione con qualcuno. Immagino tu sia una persona abituata ad analizzarsi e mi sembra tu sia piuttosto efficace in questo, eppure descrivi una sensazione forte come se "la tua coscienza ti si rivoltasse contro". L'auto-analisi è uno strumento efficace ma alle volte va' accompagnato da un punto di vista esterno e professionale che ci aiuti a cogliere quegli elementi che non siamo in grado di afferrare, per questo motivo ti consiglio di approfondire questo tema in un percorso con un professionista proprio perché meriti il risultato per il quale hai e stai lavorando. Ti auguro una buona serata, Dott.ssa Linda Bori...

Momenti di difficoltà

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Buonasera Greis, In queste poche righe mi sembra di percepire tutta la confusione che stai vivendo. Parli di una situazione sentimentale complicata ma allo stesso tempo che il problema di fondo (che forse può influire ed andare a complicare ulteriormente la tua relazione attuale?) è la tua reazione ai momenti di crisi. Mi sembra che tu abbia bisogno di parlare di quello che provi e quello che ti succede, infatti quando riesci a farlo con le persone che ti sono vicine ti senti meglio. Da una parte sei conscia che sia normale passare periodi difficili e soffrire ma dall'altra ti chiedi se le tue reazioni non siano esagerate. Mi sembra che quella che tu stia cercando sia una stabilità di fondo che ti faccia stare bene con te stessa in modo da non sentirti così persa nelle normali situazioni di crisi che la vita ci mette davanti. Credo tu sia arrivata alla giusta conclusione di chiedere un aiuto che ti permetta di raccontarti e fare chiarezza su te stessa, i tuoi bisogni e i tuoi desideri. Se desideri avere un primo colloquio conoscitivo sono a disposizione, buona serata, Dott.ssa Linda Bori...

Conoscenza online. Fiamma. Il nulla.

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Buonasera Elena, Da questo tuo messaggio mi arriva un forte senso di smarrimento. Hai scelto di vivere questi appuntamenti senza l'intenzione di cercare una relazione stabile ma sei rimasta travolta da quello che descrivi come un fuoco. La persona che descrivi è passata dall'essere molto dolce e presente (caratteristiche diverse da quelle che attribuisci al tuo ultimo partner) al farti sentire un certo freddo distacco. Mi sembra che sia stato questo ragazzo ad aver dettato finora regole e ritmo (la sorpresa della cena dopo il rientro dal viaggio di lavoro ad esempio). E ancora una volta allontanandosi è lui a decidere un cambio di ritmo senza coinvolgerti nella decisione. Quando dipendiamo dalle scelte degli altri ci sentiamo impotenti perché sempre in attesa di qualche indizio da parte dell'altro. Penso, nel caso tu non lo abbia già fatto, che sia importante per te fare il punto della situazione su ciò che vuoi e ciò che non vuoi. Mettere dei paletti su cosa reputi accettabile e cosa non puoi tollerare. Recuperare il tuo ritmo insomma e una centratura. Il sapere cosa fare verrà di conseguenza. Spero possa essere di aiuto. Dott.ssa Linda Bori...

Nuovo cammino ma ansia dei genitori

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Salve Antonio, iniziare una nuova fase della propria vita comporta sempre aspettative, eccitazione e paura. Questi sentimenti riguardano per primi noi che ci apprestiamo con coraggio a intraprendere un cambiamento e poi naturalmente coinvolgono chi ci sta vicino. Parli di un sogno molto importante e che mi sembra di capire tu abbia coltivato a lungo e con dedizione, tanto che ti ha portato a prendere una decisione concreta. Insieme quindi alle aspettative, le paure e l'eccitazione per la strada che ti si presenta davanti senti anche quelle dei tuoi genitori, genitori che non vogliono vederti altro che felice. Nessuno può prevedere il futuro, se potessimo farlo avremmo di certo meno paura ma sicuramente non avremmo nemmeno l'eccitazione della ricerca della nostra strada. Non puoi prevedere cosa succederà quando diventerai pilota, potrebbe darsi che i tuoi genitori continueranno a vivere un po' in ansia o potrebbe darsi che si abituino all'idea. Essere genitori non è facile e certamente l'ansia dei pericoli che li affligge li accompagna in molte fasi del loro essere genitori, le prime uscite, i primi passi indipendenti dei figli ma nel momento in cui riconosci che vogliono vederti felice riconosci anche la loro forza. Nemmeno essere figli è facile, come hai ben descritto nel tuo messaggio, e credo che il tuo "lavoro" sia proprio quello di godere (uso di proposito questo termine) delle tue proprie paure e aspettative che sono certa siano già sufficienti, riuscendo a staccarti da quelle dei tuoi genitori per quanto motivate ritieni che siano. Potrebbe anche essere che pensare all'ansia dei tuoi genitori possa allontanarti dalla tua ansia, che sia più facile rispondere alle preoccupazioni dei tuoi cari piuttosto che rispondere a quelle che sono le tue paure. Per quanto sia difficile, mi viene in mente il detto "a ognuno il suo mestiere", a te il mestiere del figlio, ai tuoi il mestiere dei genitori. Spero di averti dato qualche spunto di riflessione, resto a disposizione per qualunque dubbio o approfondimento Buona giornata, Dott.ssa Linda Bori...

Un muro da 2 anni

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Buonasera, Sento molta frustrazione nel messaggio che hai scritto "di getto". Parli di una attività in cui metti il tuo impegno da ben due anni e dove non riesci a vedere i risultati che avevi sperato di ottenere. Mi sembra di capire che la causa del mancato progresso la imputi alla tua difficoltà di esercitarti a casa a causa della presenza costante di qualcuno, da tua madre ai vicini di casa che potrebbero sentirti. Hai provato a chiederti come mai non avevi la stessa difficoltà nell'esercitarti al pianoforte? Nel messaggio racconti di come per te lo stress sfoghi in malessere fisico, ad esempio prima dei saggi di pianoforte. Allo stesso tempo aggiungi che ora che ti senti più sicura la "febbre da saggio" è diminuita. Ricordi il momento in cui ti sei sentita più sicura nel suonare il pianoforte? Cosa era cambiato? Hai avuto bisogno di prove particolari per riuscire a sentirti così sicura? Un processo simile potrebbe verificarsi anche per il canto. Quello che non mi sembra emerga da quello che racconti, forse per lo stato emotivo con cui hai scritto, è il piacere di cantare e l'obiettivo per il quale hai messo tanto impegno in questi due anni. Mi sembra anche che sia emersa una paura del giudizio del quale però sei consapevole. Nel pratico io ti consiglierei di analizzare la tua storia con il pianoforte e vedere quali erano o quali sono i motivi che ti hanno avvicinata al canto. Per vincere il senso di imbarazzo che certe situazioni comportano le tecniche sono tante e varie, possiamo approfondire se lo desideri, così come approfondirei l'origine del tuo disagio legato al senso di giudizio. Resto a disposizione e ti auguro una buona serata, Dott. Ssa Linda Bori...

Depressione, insicurezza, insoddisfazione

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Buongiorno Mariapia, la frustrazione e l'ansia che descrivi nasce dal tuo bisogno di inserirti nel lavoro, per ragioni economiche e di realizzazione personale, che si scontra con la difficoltà reale ed oggettiva di trovare un posto dove poterlo fare. Questi momenti di transizione sono molto delicati e spesso penosi perché ci consideriamo produttivi quando produciamo effettivamente qualcosa di concreto, che molto spesso associamo al denaro. Le attività che descrivi e che occupano oggi la maggior parte del tuo tempo, il controllare le offerte di lavoro, l'attendere i risultati dei concorsi, il seguire seppur con impegno un corso, sono tutte attività serie, impegnative e necessarie ma che non "producono" concretamente guadagno, almeno non nell'immediato. Molte persone si sono trovate, si trovano e si troveranno in questa fase. Forse il fatto di essere riuscita a trovare lavoro ancora prima della conclusione degli studi in qualche modo aggrava la tua percezione di questo momento di apparente improduttività. La difficoltà di questi momenti sta' nel doversi impegnare ogni giorno in attività che non danno la sicurezza certa di ottenere il risultato sperato, possono apparire come dei tentativi ed essendo alta la posta in gioco, è facile che subentri l'ansia di poter stare perdendo tempo. Un buon modo per superare questo momento è l'organizzazione. Stabilisci degli obiettivi concreti e dividi la tua giornata (o settimana) in momenti specifici, come se fosse una giornata di lavoro. Così sai che da quest'ora a quest'altra (o questo pomeriggio della settimana) è dedicata a mandare in giro il curriculum, quest'altro momento è dedicato allo studio. L'organizzazione rende meno forte l'idea del tempo "perso" o improduttivo. Puoi darti piccoli obiettivi come mandare un certo numero di curriculum entro un certo periodo. Inoltre focalizza l'area di interesse (se non lo stai già facendo) per non disperdere l'energie e non avere la sensazione di brancolare nel buio. Scrivi alla fine del tuo piano d'azione qual è l'obiettivo finale e considera ogni step come un passo necessario per arrivarci. Mi rendo conto non sia semplice e nemmeno risolutivo, il problema della ricerca del lavoro è concreto e serio ma quando ci sentiamo persi un piano d'azione di questo tipo può ridurre sensibilmente l'ansia e darci una direzione in cui andare facendoci sentire meglio e più energici. Se desideri approfondire, sono a disposizione. Dott.ssa Linda Bori lindanais.bori@gmail.com 3312198573...

Disagio interiore e blocco della parola

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Buongiorno Antonio, quello che descrivi è un disagio molto forte. La relazione con tuo fratello ti ha portato addirittura al blocco della parola. Naturalmente si tratta di una situazione complessa, come tu stesso dici, ma sicuramente anche questa situazione ha un'origine. Come è avvenuto questo blocco? In modo graduale? O netto? Parli di sensazioni fisiche specifiche, come la voce strozzata. Non puoi agire su tuo fratello, puoi agire su te stesso andando a indagare cosa fa scattare il mutismo e cercare per gradi soluzioni alternative per ritrovare la tua voce. Ti consiglio l'aiuto di un professionista che ti accompagni in questo percorso. Dott.ssa Linda Bori 3312198573 lindanais.bori@gmail.com...

Crisi esistenziale

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Buongiorno Carlo, quella che lei descrive è naturalmente una situazione molto delicata che coinvolge diverse persone cui lei vuole bene. Nella prima parte del suo messaggio ha parlato della situazione degli ultimi anni con la sua compagna, anni dove si sono alternate diverse fasi in modo abbastanza ciclico mi sembra di capire. A interrompere questo processo è stato l'incontro con questa ragazza alla quale lei si è legato sentimentalmente. Da qui il peso della scelta. Mi sembra che il cambiamento che sia avvenuto in lei, con il coinvolgimento con questa nuova donna, sia quello di sentire su di sé la responsabilità per la situazione di entrambe le donne. Se sceglie di restare con la sua compagna farà soffrire l'altra donna (e lei stesso?), se sceglie la nuova storia con questa ragazza nella casa che lei ha preso per voi farà soffrire quella che è stata la sua compagna (e lei stesso?). Se la sua paura è di far soffrire una delle due donne le tolgo ogni dubbio, una delle due donne soffrirà. Deve prendere atto di questo. lei soffrirà per un motivo o per l'altro e questo è lo scotto da pagare per qualunque sia la decisione che sceglierà di prendere. Quello che le viene chiesto è di prendere una decisione. La situazione di via di mezzo nuoce a tutti perché non si ha la possibilità di elaborare il dolore ed andare avanti con la propria vita. E' comprensibile quello che prova, incluso il desiderio di tornare indietro e non dover affrontare questa prova. E' comprensibile la paura, ma per il bene di tutte le persone coinvolte questa va affrontata. Scelga quello che ritiene meglio per se stesso, è l'unica cosa che credo lei possa fare. Dott.ssa Linda Bori...

Non riesco ad essere felice

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Buonasera Valeria, Come affrontare la situazione? Giro a te stessa questa domanda perché sei l'unica che può trovare una risposta. Per prima cosa devi stabilire degli obiettivi e dei passi da compiere, pensare di affrontare in blocco una situazione delicata come quella che descrivi é difficile e si rischia di paralizzarsi o pensare il cambiamento sia impossibile. Partiamo dai piccoli cambiamenti che puoi fare. Quali sono le tue priorità? Qual è la cosa che desideri più cambiare o che vuoi cambiare per prima? E più che pensare a cosa non vuoi, cos'è che vorresti? Per poter rispondere a queste domande bisogna avere spazio per sé e tu scrivendo questo messaggio stai cercando di dartelo, hai fatto bene ed è molto importante. Ti consiglio vivamente di continuare questo percorso supportata da un professionista che ti possa accompagnare nel tuo percorso. Resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...

Bassa autostima: si può risolvere e come?

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Buonasera Caterina, Da quello che scrivi mi sembra di percepire la forte urgenza di riuscire a vedere la bella persona che sei, non riuscendo a riconoscerti i meriti e il tuo valore, negandoti di conseguenze le cose più belle. Il disagio si è aggravato nell'ultimo periodo perché le distrazioni offerte dagli amici e dalle uscite non bastano più, l'ansia ti insegue anche in queste occasioni che prima ti davano sollievo. Sono diventate un'altra occasione di svilimento di te stessa. Questo senso di fallimento che provoca ansia, sta bloccando anche la riuscita nel campo universitario e immagino questo vada ad alimentare il generale senso di sconfitta e di bassa autostima. Parli di un blocco, un blocco concreto, tanto da non riuscire nemmeno ad immaginare la possibilità di riuscire a concludere il percorso di studi. E' molto difficile trovare la forza per impegnarsi in qualcosa che si sente come irrealizzabile, lo capisco. Mi arriva un forte senso di stanchezza e di oppressione da tutti questi pensieri negativi, come se il livello di ansia e di stress avesse di lunga superato il limite massimo e ora sia difficile stare a galla. Per prima cosa cercherei di alleggerire un pò questa sensazione, tornare a respirare senza annaspare in cerca d'aria, questo è possibile iniziare a farlo parlando , portando al di fuori di te questi pensieri. Recuperata un pò di energia si può andare a lavorare sull'origine del malessere, su strategie e azioni da fare per il tuo obiettivo, imparare a volersi bene. Se lo desideri, mi puoi contattare. Resto a disposizione, Dott.ssa Linda Bori...

Mi sento una fallita, con bassa autostima e ansia sociale.

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Buonasera Tessa, dalle queste parole percepisco forte la pressione causata da quello che percepisci come un demone che ti segue sempre e si nutre delle conseguenze della sua stessa presenza. Si percepisce la tua stanchezza nel cercare di convivere con questo demone, senti che non ti è rimasto nessuno, che questo circolo vizioso ti ha portata a isolarti sempre di più. Il tuo messaggio comincia con il motivo per il quale hai deciso di scrivere, non riesci più a gestire la situazione da sola. Se l'avessi potuto fare, non avresti scritto. C'è la volontà di fare qualcosa che normalmente non avresti fatto per provare a spezzarlo questo circolo vizioso e credo che la condivisione con un professionista possa senza dubbio in primo luogo alleggerirti, che è molto importante, poi aiutarti ad elaborare tutto quello che hai scritto e che senti per scoprire quali sono le risorse alle quali puoi attingere per affrontare quello che è il tuo demone personale. Se lo desideri, puoi contattarmi. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...

Trattamento del silenzio

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Buonasera Concetta, Mi sembra di capire che lei ha realizzato di trovarsi in un circolo vizioso dal quale non riesce a uscire. In qualche modo si è instaurato un meccanismo del silenzio nei confronti di suo marito del quale lei è cosciente ma non sa come spezzarlo. Mi sembra di capire che il silenzio venga scatenato dai litigi nei quali le vengono riportate le sue mancanze e che entrambi, lei e suo marito, siate stremati da questa situazione. Sono molti i modi, le strategie, adottabili in questa situazione per fare il primo passo e sono sicura che ne ha avuti diversi in mente anche lei. Forse in primo luogo sarebbe importante esplorare il perché di questo blocco, su cosa agisce e di cosa si nutre, così da andare ad agire all'origine per evitare che questo circolo vizioso torni e allo stesso tempo indagando le motivazioni della sua comparsa ne potrebbe capire anche l'utilità e trarne importanti informazioni. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...

Mi sento persa

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Buongiorno Mariantonia, nell'ultimo periodo ti stai accorgendo di sentire realmente il bisogno di un supporto esterno professionale, qualcosa cui hai sempre pensato ma che si è concretizzato ora, in questo momento difficile di lutto, dove hai perso i tue due compagni animali e il senso di abbandono e di dolore si sta riflettendo anche sulla tua storia d'amore con il tuo ragazzo. Il lutto è sicuramente un processo da elaborare, ha tempi diversi, tu stessa scrivi che all'inizio ti sei regolata respingendo in un altro momento, forse quando ti saresti sentita più pronta, il dover pensare a questa dolorosa perdita. L'elaborazione del lutto è un processo molto delicato come sai bene tu che lo stai vivendo, alle volte senti la vicinanza del tuo ragazzo altre volte questa stessa vicinanza ti provoca sensazioni contrastanti. Parli anche di una paura verso il futuro, nella confusione e nella difficoltà del momento non riesci ben a visualizzarlo oppure visualizzi un possibile futuro dove chiudi la tua relazione. Credo che tu abbia già individuato quello che ti serve in questo momento sensibile e di grande confusione, del tempo per te, per ricostruirti ed elaborare come stai e quello che vuoi, di raccontarti e fare chiarezza. Certamente il supporto di un professionista ti aiuterebbe in questo processo, in questo momenti in molti abbiamo attivato la consulenza on-line. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Depressione? Cosa posso fare?

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Buongiorno Patricia, grazie per la condivisione di questo momento difficile. Mi sembra che tu abbia individuato un momento preciso in cui le cose sono peggiorate, e questa differenza tra la ragazza che definisci ipersensibile e la ragazza che soffre di un vuoto dentro e di assenza di emozioni ti si è presentata in maniera più chiara davanti e non ti sei più riconosciuta. La quarantena, come dici, non aiuta perché ci obbliga dall'esterno ad un isolamento, un isolamento di cui tu stavi già iniziando a soffrire prima. Senti un grosso peso addosso che ti schiaccia e rende faticoso fare tutto perché te lo devi trascinare in giro e in questo momento non ne hai la forza. Per prima cosa agirei su questo peso, se questa pressione si alleviasse un pò piano piano si potrebbe lavorare su tutto il resto. Capita a tutti nella vita di vivere periodi dove proprio non si ha la forza di fare niente, spesso non si sa nemmeno cosa si potrebbe fare. Scrivere qui, raccontandosi è un buon primo passo che hai fatto da sola, il mio consiglio è di continuare su questa strada, parlandone ed analizzando questo peso. Cercare aiuto è importante e sicuramente lo puoi trovare. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Gestione del conflitto, come fare?

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Buonasera Christelle, quella che descrivi è certamente una situazione delicata, da una parte parli della tua difficoltà nella gestione delle tue emozioni durante i conflitti, dall'altra una gestione completamente differente nelle tempistiche tra te e il tuo compagno per quanto riguarda l'elaborazione del conflitto. Tu sembri esaurirlo subito, nel momento in cui il conflitto nasce, il tuo compagno ha invece bisogno di elaborarlo a posteriori e questa differenza nei tempi scatena nuovamente nuove situazioni di disagio. In aggiunta, la frustrazione per aver seguito diverse strade per trovare una soluzione, ma senza essere riusciti a trovarne una soddisfacente, il che può anche andare ad aumentare la sensazione di gravità della problematica. La richiesta in questo messaggio è un'opinione o un consiglio. Il lavoro fatto fino a qui è stato sicuramente fondamentale, sviscerare un vissuto e le emozioni ad esso legato è un lavoro spesso faticoso ma molto importante, se non avete ottenuto fino a questo momento il risultato voluto mi appellerei ad un costrutto che può sembrare banale, tuttavia è reale, ovvero per ottenere qualcosa che non si è mai riusciti ad ottenere bisogna provare qualcosa che non si è mai provato. Il che ripeto non vuol dire assolutamente che il lavoro fatto e che si sta facendo non sia utile, anzi, ma serve anche a capire come muoversi ora. Una prima idea, la dico basandomi solo su quanto scritto e senza conoscere le pratiche provato fino ad ora, potrebbe essere passare dalla "teoria" (lo svisceramento) alla "pratica", studiando strategie specifiche per le varie situazioni di difficoltà e vedere quali funzionano, procedendo per prove ed errori. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Come avvicinare un genitore all'idea di aver bisogno di aiuto

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Buongiorno Giulia, mi sembra di avvertire forte questo senso di sgomento e frustrazione quando tornando a vivere con la tua famiglia di origine ti sei ritrovata ad osservare e far parte di questa situazione "davvero non sana". Concordo con la collega, la prima cosa che puoi fare all'interno di questo contesto e non adeguarti alle regole che non reputi sane. Potrebbe essere importante che mio padre chiedesse aiuto ma non lo fa? Lo chiedo io per me. E' un modo positivo per non diventare uno degli ingranaggi di questa situazione. La prima cosa che puoi fare è dare spazio a te. In secondo luogo è possibile sperimentare qualche tecnica e strategia di comunicazione con i tuoi familiari, alcuni suggerimenti che provengono dalla comunicazione assertiva ad esempio sono molto semplici ma possono avere effetti sbalorditivi. A volte anche solo chiedere tranquillamente a chi sta urlando "come mai urli?" oppure "tu fai sempre così per risolvere un problema?" può sortire effetti insospettabili. In bocca al lupo per tutto. Dott.ssa Linda Bori...

Perchè in tutti i miei rapporti non c'è reciprocità?

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Buon pomeriggio Alex, ti ringrazio per la tua considerazione e per questo sfogo che hai deciso di condividere, immagino non sia stato facile. Cominciando a leggere il tuo messaggio mi è arrivata una forte sensazione di tristezza e delusione che si è tramutata via via in una rabbia molto forte. Da una parte pretenderesti di ricevere quanto senti di aver dato ma razionalmente aggiungi che non è possibile pretendere od obbligare l'altro a darci affetto, questa impossibilità ti provoca rabbia. Ti senti solo e non amato come vorresti. Ti giro una delle tue domande, "sbagli ad arrabbiarti?", mettiamo che la risposta sia si, sbagli ad arrabbiarti, questo ti farebbe sentire meno arrabbiato? I sentimenti che proviamo esistono, che li riteniamo giusti o sbagliati non importa, nel momento in cui li avvertiamo provocano sensazioni e penso che non vadano negati. Il dato di fatto è che ti senti arrabbiato per questa situazione. Si può lavorare sul cosa esattamente scateni la rabbia o come tu possa utilizzarla questa rabbia. Ti consiglierei di approfondire questa rabbia ed esprimere chiaramente i tuoi desideri, le tue aspettative verso i tuoi amici e verso te stesso. Nella situazione che descrivi possono esserci problemi di comunicazione o modi diversi di vivere ed esprimere l'affetto, mi sembra tu abbia chiaro cosa vorresti e cosa ti aspetteresti dai tuoi amici. Credi che per loro sia altrettanto chiaro? Lo sfogo può fare bene, soprattutto quando siamo sopraffatti da così tanti sentimenti, ti consiglio assolutamente di concederti questi sfoghi dandoti un primo atto di affetto in questo momento così difficile. Se in questo momento non senti amore dall'esterno per prima cosa puoi provare a darti affetto da solo per cominciare e ritagliarti uno spazio di questo tipo mi sembra già un buon passo. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Passato e presente

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Buon pomeriggio Manuela, Mi sembra di capire che tu sia contenta della scelta fatta, hai deciso di buttarti a capofitto in questa storia e stai bene, hai quello che hai desiderato durante gli anni trascorsi nella precedente relazione. Quello che ti crea confusione è questa tristezza che si affaccia, questa nostalgia verso la tua vecchia abitazione e verso alla storia passata. Le nostre emozioni a volte non sono definite, anche quando stiamo bene possono affacciarsi sentimenti che viviamo come negativi. Gli anni passati con il tuo ex compagno hanno avuto impatto su di te e sulla tua vita ed è normale che il pensiero ci torni. Quando tutto rimane nella nostra testa è più complicato "sgrovigliarlo", ti consiglio di regalarti il tempo per te per elaborare la tua storia passata e quella attuale, sviscerare le tue paure e i tuoi desideri e trovare la risposta che cerchi. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Non provo amore per nessuno

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Buon pomeriggio Riccardo, la sensazione che mi arriva è quella di un forte blocco, tant'è che se le emozioni non trovano sfogo non mi sorpende che tu non riesca ad innamorarti. Le emozioni le avverti ma non riesci a sfogarle oppure ti senti bloccato anche nel percepirle? Anche questa confusione e questo malessere sono emozioni. Scrivere qui in qualche modo è il primo passo per uno sfogo. Il mio consiglio è di insistere e approfondire come e quando si è creato questo blocco, raccogliendo indizi sarà possibile superarlo questo blocco, tornare a sfogare le emozioni e a innamorarti. Resto a disposizione, un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Penso al mio ex dopo tre anni

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Buon pomeriggio Marina, il primo sentimento che mi arriva al primo impatto è il senso di colpa, la tua prima relazione del 2016 interrotta "sempre a causa tua" oltretutto lui era anche un fidanzato perfetto. Dici di avere difficoltà ad accettare di dover rimanere con qualcuno per sempre, le due cose possono essere in qualche modo collegate? il secondo sentimento è la confusione, vorresti richiamare il primo ragazzo ma ancora una volta emerge il sentirsi in difetto per i tuoi comportamenti passati. Nella tua ultima relazioni non eri appagata al 100% , almeno non come con il primo ragazzo, e la confusione nasce dalla paura di non trovare più qualcuno come lui o dal dubbio di non aver ancora trovato la persona giusta. Penso che prima di decidere qualunque cosa tu abbia il diritto di fare un pò di chiarezza con te stessa, di rivedere quello che desideri e decidere se e come perseguirlo. Elabore i sentimenti legati alla colpa mi sembra possa essere un buon inizio. Resto a disposizione, Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...

In cammino verso la guarigione

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Buongiorno Francesca, conosci la frase "A cosa pensi se ti chiedo di non pensare ad un elefante?" normalmente la risposta è "penso ad un elefante", pensier che non si sarebbe minimanente affacciato nella mente se la domanda stessa non lo avesse acceso. In maniera simile, quando cerchiamo di non pensare a qualcosa, questo divieto espresso dal NON funge da miccia per tenere il pensiero attivo. Quello che stai facendo mi sembra ti stia portando beneficio, ti stai occupando di te stessa e ti sembra "di non averlo mai fatto", credo sia la cosa migliore che tu possa chiedere a te stessa quella di occuparti di te. I pensieri negativi possono essere persistenti e capisco perché tu voglia liberartene, focalizzarti su altro certamente aiuta ( se non altro appunto perché ti portano a fare qualcosa di bello per te), ma è probabile che questi pensieri restino sullo sfondo, pronti a tornare in primo piano alla prima occasione. Potresti provare a cambiare strategia, se fino ad ora quelle utilizzate non hanno portato completamente all'obiettivo sperato, invece di cacciare il pensiero puoi accoglierlo, affrontarlo, elaborarlo, sfogarlo in qualche modo (se il tuo desiderio è di evitare una "vendetta fisica" ma la tua mente sente il bisogno di una vendetta puoi trovare un modo per metterla in atto con l'aiuto della mente, scrivendola o pianificandola perfino). Restando a disposizione ti auguro ogni bene. Un caro saluto dott.ssa Linda Bori...

Come superare i sensi di colpa?

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Buon pomeriggio Matteo, non c'è bisogno di scusarsi per lo sfogo, dal tuo messaggio mi sembra evidente e molto forte questo tuo bisogno di sfogo, le parole scorrono come un fiume in piena e quasi nella lettura si viene travolti, penso di poter immaginare cosa tu possa provare ad averle in testa. Mi sembra tu abbia individuato dei momenti chiave. L'aver capito che la relazione con la tua fidanzata non stava più andando come avresti voluto, anche in campo intimo, e che la situazione non sia cambiata nonostante i tuoi tentativi di portare dei cambiamenti. Hai analizzato questi vostri tira e molla arrivando alla conclusione che se non sei riuscito a lasciarla prima non era per mancanza di desiderio di farlo ma per paura di restare solo o per non volerla ferire. Dalle tue parole già si intuisce l'ombra del senso di colpa "questo ha allungato i tempi causando maggior difficoltà nel lasciarci magari più avanti" Con la tua collega hai sperimentato sensazioni diverse ma ecco che emerge nuovamente un "non mi sono reso conto" della situazione che si stava andando a creare. Nel momento in cui hai deciso di affrontare la tua ragazza, il suo "io ci credo ancora sappilo" ti ha spiazzato. La tua reazione è stata raccontarle tutto, la motivazione che ti sei dato è quella di aver ceduto al bisogno di pulirti la coscienza. Infine ora che la storia con questa ragazza è finita stai sperimentando una specie di ossessione. Quale credi potrebbe essere essere la motivazione? Potrebbe essere una estensione di una punizione per tutti gli "errori" che ti sei imputato o l'esserti reso conto di volere davvero il ritorno di qeusta ragazza nella tua vita o altro ancora. Il mio consiglio è di concentrarti su di te e su cosa veramente desideri. Non è facile con tanta confusione in testa, lo capisco. Con un pò di pazienza si possono mettere in ordine i pensieri e le idee, in modo che siano più gestibili. Solo sapendo cosa vuoi davvero per te stesso puoi pianificare come agire. Pensando al presente e al futuro, non al passato che è l'unica cosa che non è possibile cambiare. Ti auguro buona fortuna. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...

Sto male vedendo mia madre stare male!

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Buongiorno Gabriella, mi dispiace molto per questa situazione così difficile e delicata. Da una parte c'è la preoccupazione e la sofferenza per tua madre che affrontare questa malattia, dall'altra la tua sofferenza nel dover vedere tua madre soffrire come hai visto succedere altri componenti della vostra famiglia e in ultimo la sofferenza di sentirti responsabile per la tua famiglia, tuo marito e il tuo bambino, il senso di colpa e il senso del dovere nei loro confronti. Molta sofferenza quindi, capisco bene che tu ti senta "davvero male". Ci sono molti motivi che potremmo definire oggettivi per i sentimenti che provi, mi sembra che in questo momento della tua vita questo malessere che senti sia giustificato e che, in qualche modo, tu meriti di viverlo senza nasconderlo. Comprendo bene che tu voglia stare bene, ma probabilmente in questo momento non è semplicemente possibile. Come fare quindi per convivere con queste sensazioni? Accettarle come parte presente in questo momento della tua vita? Dici "non riesco a non essere triste quando vedo mia madre soffrire in quel modo", lo capisco, perché dovresti non essere triste in questo frangente? Non voglio assolutamente sminuire la tua preoccupazione per le conseguenze che questo momento ha su tuo marito e tuo figlio, ma non vorrei nemmeno sminuire il tuo dolore, che c'è ed è presente. Il mio consiglio è di spostare l'attenzione dal come provare a non essere triste, all'accettare la tristezza e vedere come gestirla nel quotidiano, il senso di colpa nasce da qualcosa che non dovrebbe esserci, ma non credo che questo sia il caso della tua sofferenza, cosa ne pensi? Il consiglio di trovare un ulteriore sfogo con qualcuno che possa ascoltarti è sempre valido se lo desideri. Un caro saluto, in questo momento così difficile Dott.ssa Linda Bori...

Sindrome di Asperger?

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Buongiorno Laura, Grazie per questo messaggio, hai raccontato molte cose di te, raccontando caratteristiche diverse e confidando disagi che vivi. Dal tuo messaggio emerge il tuo sentirti "continuamente in conflitto con te stessa", a volte ti senti antipatica altre volte fin troppo socievole ad esempio, ci sono molte contraddizioni e capisco che tu possa sentirti confusa e smarrita. Immagino che dare un nome a tutto questo possa aiutare, perché probabilmente queste contraddizioni creano confusione anche sulla tua identità, e poterti definire in un modo, fosse anche "sindrome di Asperger", potrebbe quasi essere un sollievo perché potrebbe dare una dimensione e una spiegazione che racchiuda tutte le cose che racconti. Cosa comporterebbe per te avere una diagnosi di questo tipo? Cambierebbe la percezione di quelle che vivi come problematiche? Avere una risposta a questa domanda, positiva o negativa, in che modo potrebbe aiutarti? Immagino che il tuo obiettivo sia comunque quello di vivere con maggiore serenità ed equilibrio. Il mio consiglio è darti uno spazio per affrontare tutti questi aspetti, darti la possibilità di fare ordine, stabilendo priorità. Nella nostra testa i pensieri si affollano e non riescono spesso a trovare sfogo. Tramite la parola e il confronto, è possibile rielaborare e comprendere meglio. Potrebbe essere che cambieranno anche le domande a cui cerchi risposta. Spero di averti dato almeno qualche spunto per vedere da un'altra ottica il tuo quesito. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Mi ha lasciata di notte, cacciandomi di casa

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Buonasera Alessandra, Il tuo messaggio, seppur breve, riesce a raccogliere molti dettagli dolorosi nei quali si avverte molto vivo il tuo sgomento, soprattutto per la violenza dell'ultimo episodio. Mi sembra ci siano molti momenti e particolari da elaborare, capisco la tua richiesta di aiuto. La fine di una relazione è come un lutto, il lutto non è mai piacevole ma se poi avviene in modo inaspettato e rapido non ci permette nemmeno di elaborare quello che sta succedendo e il perché o di elaborare un "dopo". Dici di sentirti sotto shock, lo immagino. Penso che prima di tutto tu debba fermarti e raccoglierti, con questo intendo prenderti il tempo per stabilire nuovamente i tuoi obiettivi, le tue priorità, quello che desideri e vedere a che punto sei tu in questo momento. Occorre forse fare quindi un passo indietro, per capire davvero cosa vuoi ed eventualmente come lavorare per ottenerlo. Senti che la tua ultima relazione ti ha ridotta a brandelli, hai tutto il diritto di rimetterti insieme. In questo modo forse riuscirai a capire perché non riesci a convincerti "che lui faccia schifo" o perché tu non voglia perderlo. In mezzo a questa confusione, data da questi eventi così forti per te, immagino sia difficile ritrovarsi, infatti da una prte non lo vuoi perdere ma dall'altro chiedi un modo per dimenticarlo. E' difficile capire anche cosa si voglia dall'altra persona. Per questo il mio consiglio è partire da te. Forse semplicemente da una lista. Puoi concederti anche un aiuto esterno se lo desideri. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori 3312198573...

Tradimento e perdono

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Buongiorno Giulia, di questo breve ma intenso messaggio la cosa che maggiormente mi colpisce è la forza che avverto nel concetto di volere, come ad esempio "io lo voglia perdonare a prescindere da ogni cosa". Sembra quasi ci sia un imperativo, dietro questo pensiero, una sorta di dovere che spinge a proseguire in una direzione a prescindere da ogni cosa, in questo caso proseguire relazioni che lei giudica dannose per sè. Questo fino a ché non viene raggiunto un limite sufficiente forse da mettere a tacere questa forza. Tant'è che quando poi la relazione viene interrotta non c'è nemmeno troppa sofferenza o sensi di colpa. Questo "blocco", qualunque sia la sua origine, cessa di premere. Le suona questa immagine? Penso che il punto di partenza sia provare ad analizzare i suoi pensieri e le sue sensazioni riguardo a questo, non tanto sui buoni motivi per troncare una relazione, quelli ha già stabilito che esistono ma che non sono sufficienti per agire in modo differente. Analizzare ed elaborare tutto quello che c'è dietro e intorno all'idea di chiudere questa relazione ora che ha scoperto questo tradimento ma che non ha ancora raggiunto il suo limite. Cosa la blocca di più? Cosa succederebbe se chiudesse la relazione ora? Potrebbe raccogliere maggiori informazioni sul funzionamento di questo suo meccanismo. Un caro saluto, resto a disposizione Dott.ssa Linda Bori...

Relazione tossica e ansia

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Buon pomeriggio Francesca, nel tuo messaggio emerge il bisogno di fare chiarezza con te stessa, di riuscire a darti delle spiegazioni in grado di convincerti su come tu abbia potuto accettare una relazione che giudichi tossica. Allo stesso tempo la consapevolezza di quanto nociva consideri questa relazione non basta a non sentire il dolore per la sua fine, il che immagino faccia emergere con maggiore forza la necessità di una spiegazione. Inoltre ti senti molto arrabbiata, verso di lui, che ha chiuso la relazione così in fretta senza darti il tempo probabilmente di elaborare, e verso te stessa. Ogni relazione, anche quella che giudichiamo più tossica e nociva, soddisfa un nostro bisogno. Non necessariamente si parla di un bisogno "positivo" ma c'è sempre qualcosa che viene appagato, di più profondo della semplice compagnia del tempo condiviso con un'altra persona. Quale potrebbe essere nel tuo caso? E' uno spunto di riflessione che potrebbe aiutarti ad elaborare il come mai tu "abbia sopportato tanto" (perché nel frattempo veniva appagato un altro aspetto) e farti scoprire qualcosa di te che, forse, ancora non conosci, informazione che risulterebbe certamente utile per te in generale e per le tue relazioni future. Potrebbe essere una strada per essere più clementi verso se stessi. La rabbia e la fine di una relazione, sono emozioni ed eventi che vanno elaborati ed esplorati, in modo che non si depositino ma che prendano una loro naturale direzione. Spero di averti dato qualche spunto utile. Resto a disposizione, Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Lasciarlo dopo 10 anni...

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Buonasera Marta, Come ti sei benissimo accorta, non esistono ragazzi, o ragazze, perfetti. La perfezione si scontra talvolta con bisogni diversi, anche bisogni di imperfezione, nel tuo caso nella voglia di essere corteggiata e corteggiare nuovamente, facendosi scoprire e scoprendo, correndo anche il rischio di iniziare una nuova relazione che non porti a quello che speri. Credo tu abbia tutto il diritto di interrogarti su quello che desideri in questo momento, sui tuoi obiettivi, sulle aspettative. Hai anche il diritto di avere paura, che sia di perdere la relazione che hai avuto in questi anni, o la paura di aver perso la possibilità di vivere esperienze diverse da quelle che hai vissuto finora. In ogni scelta c'è un rischio. Mi sembra tu abbia già avuto il coraggio di interrogarti se il benessere che hai per te sia sufficiente e sia ancora il tipo di benessere che desideri. Il mio consiglio è di continuare questa tua esplorazione personale, ricordando che non è mai troppo presto e non è mai troppo tardi. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Tristezza post rottura

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Buonasera Giorgia, nella richiesta non mi è chiara una cosa, la domanda è "come affrontare tutto questo?", con questo volevi intendere superare la fine della tua relazione, come affrontare questo momento transitorio in cui sembra nemmeno lui sappia se si tratta di una rottura definitiva o meno oppure affrontare quello che reputi sia stato l'unico problema della relazione, ovvero la possessività? La fine di una relazione è come un lutto ed ha varie fasi, rabbia, dolore, accettazione... elaborare i vissuti può aiutare nel velocizzare il processo, oltre che a far emergere altre componenti più o meno consapevoli. Sembra sia mancata una chiarezza di comunicazione, per la quale tu non sei certa se lui intendesse chiudere completamente la vostra storia o prendersi un momento di pausa. Mi sembra di capire che il tuo desiderio sarebbe quello di continuare la vostra storia, nonostante spesso la situazione ti abbia fatto stare male, in questo caso quali sarebbero i compromessi che entrambi sareste disposti a fare per tornare insieme ed evitare una seconda, e magari definitiva, rottura per i medesimi motivi? Credo questo sia fondamentale nel caso vogliate riprovare. Su di lui non hai potere, ma su di te puoi lavorare. E qui veniamo all'ultimo punto. Come vedi questa tua caratteristica di possessività? E' qualcosa che desideri cambiare? L'esplorazione di questo tema è ampia, dove nasce la tua sensazione, che mi sembra molto precisa nella sua descrizione, di avvertire come un suo bisogno di lasciare una porta aperta, poi succede con altre persone o è una caratteristica che emerge esclusivamente con questo ragazzo, quali bisogni soddisfa e quali sono le paure reali che vengono attivate. Questi sono solo spunti, spero possano darti una idea per vedere il tutto da altri punti di vista. Il mio consiglio comunque è sempre partire da te stessa, i tuoi bisogni e i tuoi obiettivi e muoverti in quella direzione. Resto a disposizione, un caro saluto dott.ssa Linda Bori...

Passato che mi tormenta

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Buonasera Marco, "Se ti chiedessi di non pensare agli elefanti, a cosa penseresti?" Può darsi che tu abbia già sentito questo modo di dire che esprime un concetto molto semplice, cercando di non pensare a qualcosa che si intrufola nella nostra mente non facciamo altro che continuare a tenere tale pensiero attivo. Comprendo bene che dopo tanta difficoltà tu voglia goderti una vita serena che ti sei meritato risalendo piano piano, che questi pensieri ti disturbino e che tu abbia solo voglia che il passato resti nel passato. Ma quello che ti è successo fa parte di te, forse il lavoro che potresti fare e di accoglienza di questi pensieri anziché di repulsione. Accoglierli ed esplorarli per arrivare a farci pace. Rivivere quei momenti può essere difficile e può sembrare che li renda più vicini al tuo presente ma da quello che racconti sono sempre attivi sullo sfondo. Non potrai cancellare quanto passato ma forse, riuscendo a integrarlo completamente con quello che sei e hai ora, non avrai più bisogni di respingerlo. Il mio consiglio è quello di accettare questi pensieri ed esplorarli. Potrebbe aiutarti molto anche elaborare tutto quello che ti è successo in una chiave nuova, ovvero quella di Marco oggi, che è risalito e vive una vita diversa. Puoi anche valutare di farlo con l'aiuto di qualcuno. Ti auguro ogni bene, Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Bassa autostima

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Buongiorno Maria Chiara, dal tuo messaggio mi sembra di capire che tu sia consapevole di avere delle cose tue, che ritieni degne di apprezzamento, come una carriera da studentessa brillante, dei buoni amici e un fidanzato. Tutte cose che hai ottenuto tu, grazie a quelle che sono le tue caratteristiche e peculiarità. Allo stesso tempo però, è molto forte il confronto con gli altri e da questo confronto tu senti di uscirne in deficit, ti accorgi non di quello che hai ma di quello che non hai. Gli altri fungono spesso da specchio per noi, del resto siamo inseriti in un mondo sociale e il giudizio, nostro e degli altri, interviene sempre in qualche modo. Il terreno dell'autostima è un terreno delicato, se bastasse dirti che quello che hai è quello che desiderano in molti, saresti stata in grado da sola di superare questo impasse di questa fase della tua vita. Ma è più delicato. Parlarne è un ottimo modo. Perché permette, raccontandosi a qualcuno, di cogliere elementi che a volte sfuggono, permette di elaorare o rielaborare eventi e tutto quello che fa parte della nostra vita. Il mio consiglio è di cercare di spostare il focus su di te. Trovare un modo per raccoglierti ed esplorare quelli che sono i tuoi desideri e i tuoi obiettivi. In questo modo tu potrai confrontare il "dove ti trovi" rispetto a "dove vuoi arrivare", che sia tuo però, il tuo percorso e non quello di altri. Scrivi da qualche parte quello che vorresti raggiungere in modo concreto, ad esempio invece che scrivere "vorrei avere più autostima", puoi pensare a cosa ti farebbe avere più autostima, ad esempio fare un corso di cucina e scrivere "fare un corso di cucina" Scrivendo i tuoi desideri potresti anche scoprire desidderi nascosti o tenuti tali, e scoprire che magari della cucina (riferendomi all'esempio di prima) non ti importa nulla. Il mio consiglio in sostanza è spostare il focus su di te, dando importanza al tuo percorso e a te stessa. Resto a disposizione, , Dott.ssa Linda Bori...

Sono depressa?

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Buongiorno Giulia, il tuo messaggio è breve ma esprime bene la tua sensazione di disagio, paura e frustrazione. Quando ci troviamo in situazioni senza via di uscita ci troviamo in un impasse. Ogni mossa che ci viene in mente è ostacolata da qualcosa e il risultato è che rimaniamo immobili, bloccati nell'impossibilità di raggiungere quello che vorremmo e il peggio è che questa sensazione di immobilità è talmente forte che la sensazione che la situazione sia impossibile e che sarà così per sempre arriva ad essere molto forte. I desideri che esprimi, possedere una casa, avere una relazione, una vita soddisfacente, sono tutti desideri comprensibili e molto importanti. Ma sembra sempre che per fare una cosa ne serve un'altra che non hai o non puoi avere, un po' come le formule per risolvere i problemi di geometria, c'era sempre un dato mancante che non ti faceva andare avanti. Esiste però sempre qualche piccolo passo che si è in grado di fare, anche nemmeno lontanamente collegato con il nostro obiettivo finale ma che può creare, seppur minimo, un movimento. Il movimento è l'unica cosa che può aiutare nell'impasse, può creare piccoli cambiamenti nelle condizioni di partenza e ci toglie un pò la sensazione di essere bloccati. Il consiglio è quello di spostare il focus da cose grandi (spostarlo momentaneamente, non rinunciare a quello che vuoi) e concentrarti su cose diverse. Usando le tue parole, è utile anche "dire queste cose ad alta voce", anche se sono spiacevoli, ma fanno parte di un percorso per riappropiarti di te, ridandoti la voce, qualcosa che invece i fantasmi non possono più avere. Se ne hai voglia e disponibilità, ti consiglierei di chiedere aiuto a qualcuno, almeno in una fase iniziale, in modo da tornare a respirare un pò e riuscire a conservare un pò dell'energia che ora viene spesa tutta per cercare di stare a galla. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Linda Bori...

Non provo desiderio sessuale

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Buongiorno Anna, la sfera sessuale è legata a tantissime cose diverse. La sessualità è vissuta in modo diverso da ognuno di noi, diverso è il modo di provare attrazione, diversi sono gli stimoli che fanno scattare il desiderio sessuale. Secondo quanto scrivi, all'inizio della relazione provi desiderio per il tuo partner mentre con il passare del tempo questo desiderio si riduce, lasciandoti solo il piacere di accogliere il desiderio del tuo compagno. Un buon punto di partenza potrebbe essere esplorare cosa provoca in te all'inizio della relazione l'attrazione sessuale. Certamente il tuo partner, ma non è solo questo. In quanto esseri umani complessi stimoli che suscitano il desiderio sessuale si mischiano con la pura chimica del corpo e gli elementi della situazione e del contesto. Quali sono gli elementi che intervengono all'inizio della relazione che col passare dei mesi non ritrovi più? Una riflessione di questo tipo può portare diverse informazioni, su di te in primis, su cosa ti piace e cosa ti stimola. Può permetterti di individuare il nodo ed, eventualmente, ricercare di ricreare gli stessi elementi anche nel corso del tempo. Similarmente se c'è qualche elemento che può "scomparire" causando il calo del desiderio, potrebbero essercene altri che invece compaiono dopo i primi mesi di relazione che possono avere hanno lo stesso effetto. Entrando in una sfera ancora più privata e delicata, è importante conoscersi nella propria intimità. Saper dire a noi stessi cosa ci piacerebbe, che cosa vorremmo o quali fantasie ci possano piacere. Spesso nelle relazioni di coppia, soprattutto nella sfera sessuale, si rischia di concentrarsi di più sul piacere dell'altro (traendone piacere a nostra volta). Ho cercato di dare qualche spunto generale di riflessione, qualche domanda con cui puoi smuovere qualcosa e ricavare le informazioni che cerchi. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...

Rabbia verso ex, come si supera^

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Buongiorno Mati, la fine di un rapporto, qualunque siano le sue caratteristiche, corrisponde ad un lutto. Un lutto non è mai una cosa piacevole naturalmente, ma fa parte delle cose naturali della vita e ha delle sue fasi strutturali che serve affrontare per riuscire a superarlo. Quando i lutti sono improvvisi risulta più difficile l'elaborazione perché viene a mancare la parte di elaborazione precedente (negazione, rabbia, paura, disperazione) e talvolta è più difficile accettare sia successo davvero. Normalmente un lutto si può dire superato (superamento che non corrisponde all'assenza di dispiacere) quando riusciamo ad accettare la parola fine, quando viviamo una nostra conclusione. Nel caso della tua relazione, ti è stata tolta la possibilità di vivere una sua conclusione e il canale emotivo, rimasto aperto, genera la rabbia che descrivi di provare. Oltretutto tutte le emozioni che erano attive prima della rottura e quelle che si sono generate durante e dopo sono rimaste sospese, senza possibilità di essere espresse. E' una situazione comune e può essere affrontata in modi diversi. Parlando di lutti, spesso, soprattutto nel linguaggio cinematografico, si immagina il "superamento" quando il protagonista riesce a andare fisicamente nel luogo della lapide. Credo tu debba trovare ciò che per te possa avere lo stesso significato. Il mio consiglio è quindi quello di concederti di mettere la parola fine. In modo concreto o in modo figurato. Cosa, secondo te, potrebbe aiutarti a chiudere? Resto a disposizione, un caro saluto Dott.ssa Linda Bori...