Francesca  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 07/04/2019

Avellino

Uscire dalla "zona di comfort" o accettare la propria natura?

Salve, sono una ragazza di 29 anni e da tempo mi pongo un quesito: per vivere bene, bisogna a tutti i costi tentare di migliorarsi e di superare i propri limiti o sarebbe meglio accettarsi per quello che si è, con i propri pregi e difetti? Ho sempre desiderato avere una carriera di cui potessi andare fiera, che mi garantisse un buono stipendio e che mi facesse sentire realizzata e, per questo motivo, talvolta mi sono imposta decisioni "più grandi di me", pensando che ogni cosa debba essere conquistata con il sacrificio. Pur non rivedendomi a pieno in quell'immagine futura che avevo di me, ho sempre pensato che con un po' di sforzo avrei potuto limare certi aspetti del mio carattere in modo da conformarmi a quell'idea. In fondo, si fa un gran parlare di quanto sia importante uscire dalla propria "comfort zone" e superare i propri limiti. "Fake until you make it", dicono. Ora, però, mi ritrovo a quasi 30 anni, con un'enorme confusione e senso di smarrimento. Una parte di me vuole cedere e abbandonare tutto. Come potrebbe mai una persona introversa, riservata, timida ambire a posizioni professionali tanto importanti? L'immagine che ho nella mia testa cozza con questi aspetti del mio carattere, ma, a questo punto, mi chiedo se sia sano tentare di combatterli. E' questo il momento di accettarsi o di insistere ancora di più? Sono solo troppo pigra se desidero lasciarmi andare o mi è concesso?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 08/04/2019 - 10:22

Roma - Monte Sacro, Conca d'Oro, Tufello, Settebag
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Buongiorno Francesca,

se provassimo ad aprire una cartina geografica ed individuassimo dove ci troviamo, come potremmo sapere se stiamo percorrendo la strada giusta se in questa cartina non conosciamo la destinazione che vogliamo raggiungere?

Dal tuo messaggio arriva molto chiaro il senso di smarrimento.
Mi sembra di capire che reputi di avere preso delle decisioni impegnative e difficili perché mossa dalla convinzione che le conquiste arrivino col sacrificio.
Allo stesso tempo mi sembra tu reputi di esserti sacrificata abbastanza ma che questo senso di realizzazione che cerchi non sia arrivato.
A questo punto ti chiedi se sia meglio cedere o se anche questo momento di fatica e confusione fanno parte del "sacrificio necessario" per ottenere quello che vuoi.

Ritorno alla nostra cartina. Può darsi che la strada sia difficile da percorrere ma vedendo l'avvicinarsi della meta questo mi possa dare la forza di proseguire e di aggiustare man mano la direzione.
Senza un obiettivo siamo come una nave in mezzo al mare, spinta dalle onde, dove continuiamo a remare nella speranza di arrivare ad una riva ma non sappiamo per quanto tempo dovremmo farlo.

L'immagine mentale della te stessa realizzata senti che non coincide con l'immagine della te stessa attuale.

Credo che questo sia per te il momento di fermarti e stabilire la tua rotta. Definire un obiettivo o più obiettivi da raggiungere, concreti e descrivibili e scegliere il percorso che reputi più idoneo per avvicinarti a tale destinazione valutando le tue risorse, i tuoi desideri e i tuoi bisogni.
Una volta deciso dove andare concretamente vedrai la strada davanti a te e allora avrai gli elementi per decidere se percorrerla o meno.

Se lo desideri possiamo provare un primo colloquio.

Ti auguro un buon inizio di settimana,

Dott.ssa Linda Bori