Marta  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Catanzaro

Come superare il senso di colpa?

Buonasera Dottori, scrivo perché da tempo convivo con una sensazione che mi fa sentire inadeguata e impotente anche se sono passati diversi anni... All'età di 19 anni ho avuto una relazione con un ragazzo durata due anni, il primo molto felice.
Dopo un anno pero complice anche una generale insoddisfazione nella mia vita (percorso di studi sbagliato, frustrazione) cominciai a sentirmi poco serena e insoddisfatta anche di lui verso il quale riversavo spesso la mia aggressività.
Decido quindi di confidare a u a persona che credevo amica la mia insoddisfazione verso il mio fidanzato e i miei pensieri rivolti verso il mio primo ragazzino di quando avevo 16 anni, insieme alla mia voglia di tornare al liceo quando mi sentivo spensierata e felice... Questa ragazza però penso bene di raccontare tutto al mio fidanzato, lui mi lasció facendomi il vuoto attorno... I miei colleghi di allora si schierarano dalla parte di lui e io rimasi completamente sola... Sono passati anni dall accaduto, oggi ho 28 anni, nel frattempo ho avuto altre relazioni dopo il periodo difficilissimo conseguente a tutto questo ma in me non è mai morta quella voglia di rivalsa, di vendetta, verso le persone che mi hanno fatto del male.
Questo mi rende inquieta e mi fa pensare sempre che se avessi fatto di più per difendermi, forse non sarei stata così male... Mi sento in colpa verso me stessa, verso gli anni che ho perso rinchiudendomi in casa perché mi sentivo depressa... Per non essermi ribellata a quell ingiustizia e suona ridicolo so in relazione alla vita di una donna ormai adulta ma non riesco a smettere di sentirmi in colpa come se la responsabilità della fine di quella relazione fosse solo mia.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 05/09/2023 - 12:57

Buon pomeriggio Marta,

grazie per la tua condivisione.

Sai Marta, nella mia vita personale quanto in quella professionale, ho sentito moltissime volte usare l'espressione "anche se suona ridicolo", "lo so, sembra stupido" e via dicendo. Usiamo queste formule verbali quasi per scusarci, per dire che razionalmente sappiamo quale sarebbe il pensiero o il comportamento che riteniamo più corretto assumere eppure...
Ho una grande simpatia per le nostre manifestazioni "ridicole" perché sono la manifestazione del fatto che non riusciamo ad ignorare fino in fondo le nostre emozioni e trovo che questo sia rassicurante per quanto i sentimenti spesso ci portino disagio.
Hai raccontato un tuo episodio di vita grave, potranno anche essere passati 10 anni ma per te, o almeno per una parte di te, non è passato nemmeno un giorno. L'importante è non bloccarsi e tu non lo hai fatto, sei andata avanti per la tua vita, con i tuoi amori, con le tue cose.
La ferita che ti porti dietro non ha avuto modo di rimarginare perché in qualche modo ci sono ancora dei sospesi. Se è vero che serve poco rimuginare sul passato è altrettanto vero che ci sono cose che non possono essere ignorate.
Non puoi cambiare quello che è successo (puoi solo agire sul presente e sul futuro, cosa che hai fatto e stai facendo) tuttavia puoi dare completo ascolto a quella parte di te rimasta in quel periodo, puoi farle sfogare la rabbia, il dolore e darle il riconoscimento di cui ha ancora bisogno. Non dimenticherai quanto successo ma forse non sentirai più così forte l'esigenza di uno sfogo emotivo.
Puoi trovare diversi modi per far parlare questa tua parte, il mio consiglio è di rivolgerti ad un professionista che ti guidi in questo dialogo.

Resto a disposizione.

Un caro saluto,

Dott.ssa Linda Bori