Luana  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Bergamo

Pensieri emessi dopo un trauma psicologico

Ciao, sono Luana, e sono fidanzata da un'anno e mezzo con Davide. Il nostro rapporto ha avuto alti e bassi, una litigata in particolare mi ha stravolto il modo di pensare e ad oggi mi fa vivere male.
Brevemente, conduco un lavoro da ufficio e l'anno scorso ero ad una festa con colleghi di lavoro, tutti un po' brilli perché si avvicinavano le feste di Natale e le chiusure aziendali. Un collega di un'altra filiale, che non conoscevo, si era avvicinato a me e ad un'altra, per parlare, sapendo dove abitavamo disse la frase " ah conosco quel paesino, ci passo spesso con il cane" ed io ho fatto una smorfia che stava a significare " ah quindi passa di li e non l'ho mai visto? ". Io facevo molte camminate ai tempi, e la mia testa ha pensato che se l'avessi incontrato non mi sarei fatta problemi a salutarlo. Questo pensiero però si è contorto quando ho riferito questa cosa al mio fidanzato, il quale mi pose la domanda " se fossi stata single ci avresti provato?" Alla domanda, risposi affermativamente ma in modo oggettivo, perché sono una persona molto sincera e schietta. Poi arrivato Capodanno, io e Davide passammo una giornata a passeggiare per le vie del luogo ed incontrammo una signora di altri tempi con un cagnolino di nome Andrea. Forse mi rimase impresso perché la sera stessa sera, durante effusioni d'amore con Davide, mi venne da chiamarlo Amore, ma la parola si incartó diventando un Andr.. da quel momento il mio compagno divenne dubbioso, pensava che mi piacesse un'altro. Io spaventata gli dissi che pensandoci avevo paura che quel collega si chiamasse Andrea e non volevo che si pensasse che mi fosse uscito il nome di un'altra persona a letto. Tant'è che poi scoprimmo che il collega si chiamava Marco, ma da lì ai successivi mesi, io e Davide litigammo spesso per questa cosa, continuai a cercare di fargli capire che l'unica cosa che aveva pensato la mia testa dopo quel pensiero alla festa era che poteva solamente attrarmi esteticamente o nei modi di fare ma nulla di più. Fu veramente difficile quello che avvenne in seguito, perché rimasi talmente scottata da quelle litigate che il nome di Marco continuava a rimbombarmi in testa, tanto che la mia mente si stava autoconvincendo che mi piacesse veramente siccome non riuscivo a distrarmi da quel nome e feci affidamento al mio fidanzato, gliene parlai, però dopo l'ennesima volta che fui troppo sincera se ne lavó le mani dicendomi di farmi aiutare. Ad oggi, lavorando più o meno negli stessi ambienti, quando sento questo nome torna a rimbombarmi nella testa e in più, qualsiasi persona a cui rivolgo la parola ho paura di rivivere lo stesso trauma, e puntualmente, la paura di perdere Davide per un pensiero oggettivo su chi mi circonda, mi porta sempre a stare male e a chiudere tutti i rapporti, con persone maschili, sul nascere. Sono sempre stata una persona oggettiva, che esprimeva pareri e/o se li teneva per sé quando si trattava di altri uomini. Nelle relazioni passate ero così, perché tanto una persona può attirare esteticamente, ma la scelta di stare con Davide e di scegliere lui, rispetto a tanti , rimane una mia scelta e prova che sono innamorata e che non voglio perderlo per nessuna ragione. Ma la situazione sta diventando pesante, perché il viso o il nome di quella persona o di chiunque, su cui la mia testa ha avuto il minimo dubbio sull'essere stata attratta esteticamente, mi appaiono in qualsiasi pensiero o parola del quotidiano. Può la forte paura di perdere una persona che ami, raggirarti i pensieri e farti credere cose che non esistono, solo perché come un timbro, rimangono impressi nomi, o immagini?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 29/08/2023 - 10:13

Buongiorno Luana,

grazie per la tua condivisione.

La gelosia quando è eccessiva, persistente, influenza comportamenti e atteggiamenti e può creare diversi problemi. Alla coppia ma anche ai singoli componenti della coppia.
Oltretutto quello che racconti è in parte un esempio di quella che viene chiamata "la profezia che si auto-avvera", i nostri comportamenti dettati dalle insicurezze, dalle paure fanno spesso in modo che quello che più temiamo si realizzi.
Il tuo collega, Luana, avrebbe potuto semplicemente rappresentare un collega o un uomo carino e piacevole come ce ne sono tanti. La paura di Davide che Marco fosse qualcosa di più lo ha fatto diventare qualcosa di più, in questo caso un tormento.

L'insistenza, il rievocare continuamente una persona, gli attacchi, i sensi di colpa, la paura dell'abbandono, questi sono tutti motivi che sì, possono arrivare a confonderci. In una coppia ci si mette in discussione e la mente può scegliere tra due possibilità (userò un esempio molto semplicistico e, perdonami, provocatorio) o è matto lui, o sono matta io.
Nessuno dei due è matto, tuttavia ognuno ha i propri vissuti.
Non potendo entrare nel merito delle insicurezze di Davide e non potendo fare tu, Luana, un lavoro al posto suo, mi concentrei su di te.

Cosa dice di te l'effetto che questa storia ha avuto sulle tue insicurezze? Quali sono i nodi che il comportamento di Davide ha toccato?
Conoscere le nostre fragilità ci rende più forti ed inoltre, fare un pò di esplorazione ti permetterebbe di creare confini più netti tra "ciò che appartiene al tuo compagno" e "ciò che appartiene a te". I vissuti che senti in relazione a questo Marco o altri uomini viene da un tuo eco interiore o da uno di Davide?
Fare una distinzione ci permette di essere più padroni delle nostre emozioni.

Resto a completa disposizione.

Un caro saluto,

Dott.ssa Linda Bori