mattia  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Firenze

Reputo di avere un problema legato all'essere in coppia o single...

Buongiorno,
sono un ragazzo di 30 anni e vorrei spiegare meglio la mia situazione per capire se la mia è una condizione normale o se ho bisogno di avere supporto psicologico.
A 18 anni mi sono fidanzato, e stata la mia prima relazione ed è durata 5 anni e, se i primi 3 anni sono stati magnifici, gli ultimi due sono stati un disastro totale. da discussioni, pensieri sul lasciarsi, noia nel vedersi ecc. nulla però mi ha mai portato a prendere la decisione di troncare la cosa, fin quando le cose sono degenerate e ci siamo separati. ho perso due anni della mia vita dietro a tale sofferenza, con pensieri di "essere rimasto indietro" rispetto alla mia generazione ( come se la mia relazione mi avesse fatto rimanere un 18enne ) e tira e molla logoranti. arrivato a 25 anni, ne sono uscito da solo. sono diventato sicuro di me stesso ed estremamente cinico. questo essere cinico ha avuto risvolti positivi dal punto di vista scolastico/lavorativo, ma disastrosi dal punto di vista relazionale.
da 25 a 28 anni ho praticamente iniziato decine di conoscenze e relazioni che puntualmente interrompevo dalla sera alla mattina passato 1/3 mesi dall'inizio della conoscenza. A volte senza apparente motivo. ogni volta mi sentivo come rinascere e con un senso di libertà che mi ha sempre appagato tantissimo, ma nonostante cio passava poco tempo prima che mi ributtassi su qualcos'altro di nuovo che gia in partenza sapevo che sarebbe andata a finire nello stesso modo.
Questo fino a 28 anni, ovvero 2 anni fa, quando ho conosciuto una persona che mi ha cambiato radicalmente questo mio aspetto. nonostante l'inizio sia stato identico al solito, questa volta son tornato sui miei passi e abbiamo iniziato una relazione che è sfociata poi in convivenza. se il primo anno di relazione è stato bellissimo, il secondo, con la progettazione della convivenza e la convivenza stessa è stato un inferno. E' venuto fuori che lei soffre di un disturbo emotivo e questo le ha causato gelosie patologiche ingiustificate e scatti isterici e di ira senza alcuna logica. la relazione è andata avanti anche se spesso siamo arrivati sull'orlo di chiuderla, senza mai riuscirci. adesso ci siamo lasciati per cause esterne alle nostre dinamiche, lei abitava lontano e aveva problemi familiari che l'hanno messa in condizione di tornare dalla sua famiglia per motivi di salute dei suoi così da doverci separare.
Ad oggi vivo emozioni molto contrastanti: da pianti isterici a voglia di incontrare nuove persone ( cosa che purtroppo ho gia fatto e dopo poche uscite, nonostante ci fossero aspetti e basi molto positive da entrambe le parti, ho chiuso cosi, dalla sera alla mattina, con un senso di benessere alla chiusura di questa avventura non indifferente ), al non riuscire allo stare solo in casa, all'essere triste, alla voglia di star fuori, all'incapacità di stare solo in casa ( vivo in questa casa da 6 mesi, prima stavo coi miei genitori, non ho mai vissuto solo fino ad adesso in quanto mi sono buttato subito in convivenza, adesso sono da solo da 1 mese ).
Ad oggi mi sento completamente perso con momenti in cui sono tranquillissimo a momenti in cui mi sembra che il tempo mi stia scorrendo tra le mani come sabbia e che lo stia buttando via, momenti in cui mi partono pianti incontrollati, alternarsi di notti beatamente dormite e notti completamente insonni. Ho paura di tornare alla vita che facevo tra i miei 25 e 28 anni perche temo che adesso non mi appagherebbe per nulla, ma allo stesso tempo ho paura di rimanere da solo ma ho allo stesso tempo paura di intraprendere qualcos'altro nonostante mi venga la forte esigenza di cercarlo.
Mi sento in un limbo mentale dal quale non riesco a uscire nonostante caratterialmente sia forte, inquadrato, con basi familiari estremamente solide alle mie spalle e amicizie eccezionali sempre pronte ad esserci in caso di bisogno. io sono fin troppo capace di incamerare e reprimere le mie emozioni, cosa che so non essere positiva perche poi mi esplodono tutte insieme e non sono controllabili, proprio come adesso.
Non so veramente cosa fare, se dovermi rivolgere a qualcuno o aspettare semplicemente che tutto questo passi da solo...

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 05/07/2023 - 13:06

Buonasera Mattia,

grazie della tua condivisione.

L'aspetto che più mi colpisce del tuo messaggio è l'attenta analisi interiore che hai fatto, mi arriva forte un grande senso di ascolto interno, capacità critica e una grande conoscenza della tua emotività. Allo stesso tempo noto una forte componente razionale e credo sia quella che entra maggiormente in confusione quando cerca delle motivazioni e dei perché ai tuoi comportamenti e ai tuoi vissuti.

Ho notato una certa ciclicità nel tuo racconto, nelle fase che antecedono e seguono le tue relazioni d'amore. Credo una esplorazione più approfondita, fatta con qualcuno che possa farti da specchio e darti il punto di vista esterno che naturalmente tu non puoi darti, potrebbe aiutarti nell'interrompere questo cerchio.

Certamente questa è una fase. Passerà, come è passata altre volte.
Tuttavia mi chiedo, lo chiedo a te come lo chiedo a me e a chiunque, perché tanta resistenza nel concedersi un percorso di aiuto? Supererai certamente questo momento da solo, tuttavia perché farlo da solo?
Tutti noi abbiamo a disposizione una serie infinita di risorse e strumenti interni ed esterni, a volte basta solo cominciare a concederseli.

Resto a disposizione.

Un caro saluto

Dott.ssa Linda Bori
3312198573

Dott.ssa Stefania Zanda Inserita il 03/07/2023 - 20:05

Gentile Mattia,
dal suo racconto emerge una grande sofferenza collegata alle esperienze relazionali che ha attraversato. Riavvicinarsi a rapporti intimi in seguito alle vicissitudini che riferisce può non essere facile, non ci sono dei tempi e/o modi giusti o sbagliati, a volte è necessario concedersi il tempo e lo spazio per poter capire cosa è successo e cosa si vuole dalle nuove relazioni che possono avere diverse forme.
Iniziare un percorso psicologico può essere una risorsa in più che permette di attraversare questi pensieri ed emozioni e viverli con meno paura.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stefania Zanda