Giulia  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 08/04/2020

Monza e Brianza

Gestione del conflitto, come fare?

Buonasera
Vorrei avere una vostra opinione in merito a questa dinamica tra me e il mio compagno.
Ho 36 anni e ho fatto molta terapia alla ricerca di una risoluzione a questo aspetto del mio carattere non per ultimo anche una terapia di coppia. Non so se non ho fatto il giusto percorso o se non ho ancora.trovatonla chiave per la risoluzione. Vi chiedo pertanto una vostra opinione e suggerimento.
Non riesco assolutamente a gestire le emozioni durante i conflitti. Ne durante ma soprattutto non riesco a gestire e "sostenere" i tempi di recupero che hanno le altre persone in particolare il mio compagno.
I conflitti avvengono sempre per una mia insicurezza, permalosità o paura. Poi io divento impossibile. Ho bisogno di chiarimenti infiniti anche ripetitivi (eppure non sono stupida) chiedo rassicurazioni e vengo travolta da una tempesta stranissima. Sono in una specie di "sega mentale" infinita. Non riuscendo a farmi bastare nessuna risposta finisco con esasperare parlare per ore e infine avere degli attacchi di isteria non appena vedo il suo spanzientirsi e aggredirmi per esasperazione. sono perfettamente consapevole che è un mio errore, ma nessuno in questi anni di terapia è mai riuscito a individuare perché mi comporto in questi modo. Perdendo il controllo razionale. Talvolta (spesso) quando lui non è più disposto ad ascoltare le mie paranoie mi sono venuti episodi di melodramma di estrema "follia" nel quali piango mi dispero tremo. Poi passa. A quel punto lui per giorni rimane svuotato, a pezzi, distante e frustrato. Mi ama moltissimo e insieme abbiamo cercato nei libri da professionisti con il dialogo di capire perché solo incapace di gestire le emozioni durante un normale conflitto ma nulla. Quindi lui poi si allontana. E lì per me è ancora peggio. Vivo i giorni anche 5/6 di distanza che lui mette come drammatici. Lo supplico di smetterla perché per un tot di tempo riesco a vivere la mia vita ma la convivenza con tutto quel distacco per me è insopportabile. Li lo incalzo d in domande per sapere quando tutto tornerà normale, quando tornerà la serenità, lo informo che io così sto a pezzi e a dir suo lo presso e lo incalzo. Dice che si sente ricattato e costretto perche non è libero di vivere in silenzio i suoi stati d'animo in silenzio assoluto distacco e centrato solo su di sé. Io lo capsico ma dopo 24 ore in questo sentirmi inesistente svalvolo e sento salire di nuovo quella tempesta e tutto ricomincia.
Mesi felici e poi settimane in cui questo cane che si morde la cosa continua.
Qualcuno può aiutarmi?
Qualcuno sa dirmi di cosa si tratta ? Ci sono soluzioni concrete? Perché con la psicologa ho sviscerato tutto, visto e compreso le pulci del mio passato ma ciò nonostante non ho risolto. Sono solo drammaticamente consapevole e impotente mentre accade.
Grazie a chi vorrà aiutarmi e mostrarmi una via.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 08/04/2020 - 15:39

Roma - Monte Sacro, Conca d'Oro, Tufello, Settebag
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Buonasera Christelle,
quella che descrivi è certamente una situazione delicata, da una parte parli della tua difficoltà nella gestione delle tue emozioni durante i conflitti, dall'altra una gestione completamente differente nelle tempistiche tra te e il tuo compagno per quanto riguarda l'elaborazione del conflitto. Tu sembri esaurirlo subito, nel momento in cui il conflitto nasce, il tuo compagno ha invece bisogno di elaborarlo a posteriori e questa differenza nei tempi scatena nuovamente nuove situazioni di disagio.
In aggiunta, la frustrazione per aver seguito diverse strade per trovare una soluzione, ma senza essere riusciti a trovarne una soddisfacente, il che può anche andare ad aumentare la sensazione di gravità della problematica.
La richiesta in questo messaggio è un'opinione o un consiglio. Il lavoro fatto fino a qui è stato sicuramente fondamentale, sviscerare un vissuto e le emozioni ad esso legato è un lavoro spesso faticoso ma molto importante, se non avete ottenuto fino a questo momento il risultato voluto mi appellerei ad un costrutto che può sembrare banale, tuttavia è reale, ovvero per ottenere qualcosa che non si è mai riusciti ad ottenere bisogna provare qualcosa che non si è mai provato.
Il che ripeto non vuol dire assolutamente che il lavoro fatto e che si sta facendo non sia utile, anzi, ma serve anche a capire come muoversi ora.
Una prima idea, la dico basandomi solo su quanto scritto e senza conoscere le pratiche provato fino ad ora, potrebbe essere passare dalla "teoria" (lo svisceramento) alla "pratica", studiando strategie specifiche per le varie situazioni di difficoltà e vedere quali funzionano, procedendo per prove ed errori.
Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.

Un caro saluto

Dott.ssa Linda Bori