Giulia  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 14/04/2020

Livorno

Come avvicinare un genitore all'idea di aver bisogno di aiuto

Buonasera, scusate il momento non proprio felicissimo per porre questa domanda.
Da sempre mio padre ha dei grossi problemi caratteriali, non gestisce bene la sua rabbia (era violento con noi quando eravamo piccoli e lo è ancora adesso a parole), ha questa concezione di padre padrone ed è molto orgoglioso e convinto di avere sempre ragione, tanto da trattare da stupidi gli altri e mortificare le loro opinioni (un esempio? Due anni fa ha iniziato a lamentarsi di un dolore sospetto ed io, infermiera di pronto soccorso, gli ho detto di andare a farsi vedere immediatamente. Lui mi ha insultato e detto che dovevo smettere di credermi un'eroina, che ero nata ieri e che non sapevo nulla della vita. Risultato? Era un infarto e si è fatto 10 gg di terapia intensiva. Ancora ad oggi sostiene che abbiano fatto un sacco di scene solo perché era mio padre) . Io sono andata a lavorare lontano da casa molto giovane e, pur andandoli a trovare spesso, sono tornata a vivere momentaneamente in casa con i miei solo ora, perché sono stata chiamata in servizio vicino casa e non mi sembrava il caso di mettermi a fare giri di appartamenti. Ho trovato una situazione disastrosa.
Mia madre e mia sorella sono molto succubi e accettano senza fiatare qualsiasi sua scenata. Lui è sempre scontento e trova motivo di urlare ed insulare tutti pesantemente praticamente ogni giorno. Mia made e mia sorella subiscono, ma sono molto frustrate e rancorose e si trattano vicendevolmente malissimo e con "cattiveria". La situazione è tutt'altro che sana, soprattutto di questi tempi visto che anche mia mamma è infermiera e il nostro lavoro è sempre al centro della discussione, perché non ci siamo mai ed andiamo a farci belle a giro abbandonando la famiglia. Insomma un disastro.
Io mi rendo conto che tutti stanno facendo del loro meglio (mio padre ha a sua volta una famiglia disastrata, quindi questo è veramente l'unico modo che conosce), ma allo stesso tempo la situazione non è davvero sana e sta impedendo a tutti di crescere e vivere serenamente.
Penso che mio padre (e forse non solo lui) abbia bisogno di parlare con qualcuno, ma non so come introdurre l'argomento visto che lui pensa di essere nel giusto e sicuramente deriderebbe l'idea. Scusate per il poema, ma non so davvero a chi altro rivolgermi.
Vi ringrazio

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 14/04/2020 - 16:45

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Giulia,
comprendo la sua difficoltà nel relazionarsi alla sua famiglia ("la situazione non è davvero sana") e, di conseguenza, la necessità di proporre un intervento terapeutico.
Da ciò che narra, mi pare di capire che lei attribuisca una maggiore responsabilità della situazione ("un disastro") in primis a suo padre, a cui vorrebbe proporre una psicoterapia.
Tuttavia, l'assetto della sua famiglia d'origine è stato determinato da tutti i membri, quindi anche sua madre e sua sorella. Pertanto, proporre solo a suo padre un intervento di psicoterapia, oltre ad essere controproducente poichè sembra essere restio a qualunque tipo di indicazione terapeutica (episodio dell'infarto), non è efficace per l'intera famiglia, poichè è necessario lavorare su ogni membro del sistema famiglia se si desidera modificare la situazione efficacemente.
Detto ciò, si può muovere in due modi:
1) proporre a tutti una terapia familiare in modo che tutti si identifichino come responsabili e allo stesso tempo attivi nel processo di cambiamento. In pratica, non ci sono capri espiatori, ma solo una famiglia in difficoltà che può funzionare meglio se tutti collaborano.
2) Nel caso in cui l'opzione terapia familiare non sia praticabile, può richiedere una consulenza psicologica individuale finalizzata a concedersi uno spazio di accoglienza per se stessa che, immagino, in questo periodo sia scarso, considerando il suo lavoro e l'emergenza coronavirus. Permettere a Giulia di concentrarsi anche su se stessa, sulle sue difficoltà, sulla sua vita, rappresenta un primo passo per osservare con più calma e lucidità la situazione, in modo da valutare in che modo muoversi. Come sta lei al di là del problema familiare qui descritto? Come sta reagendo all'emergenza in cui ci troviamo? E' soddisfatta della sua vita in generale?
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 15/04/2020 - 09:50

Roma - Monte Sacro, Conca d'Oro, Tufello, Settebag
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Buongiorno Giulia,
mi sembra di avvertire forte questo senso di sgomento e frustrazione quando tornando a vivere con la tua famiglia di origine ti sei ritrovata ad osservare e far parte di questa situazione "davvero non sana".
Concordo con la collega, la prima cosa che puoi fare all'interno di questo contesto e non adeguarti alle regole che non reputi sane. Potrebbe essere importante che mio padre chiedesse aiuto ma non lo fa? Lo chiedo io per me. E' un modo positivo per non diventare uno degli ingranaggi di questa situazione.
La prima cosa che puoi fare è dare spazio a te.
In secondo luogo è possibile sperimentare qualche tecnica e strategia di comunicazione con i tuoi familiari, alcuni suggerimenti che provengono dalla comunicazione assertiva ad esempio sono molto semplici ma possono avere effetti sbalorditivi. A volte anche solo chiedere tranquillamente a chi sta urlando "come mai urli?" oppure "tu fai sempre così per risolvere un problema?" può sortire effetti insospettabili.
In bocca al lupo per tutto.

Dott.ssa Linda Bori