Marco  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 23/07/2020

Vicenza

Mia moglie si arrabbia di continuo

Gentili Dottori,
Ho 30 anni e sono sposato da 4 anni.
Ho da un po' di tempo (più di qualche anno) difficoltà con la rabbia di mia moglie. Tengo a precisare non sono l'uomo perfetto ne fisicamente ne caratterialmente. Sono un imprenditore anche se quando è cominciata la nostra storia non lo ero, la stessa cosa vale per mia moglie e ha una propria azienda. All'inizio era tutto bello,so che è normale detto così non mi aspetto che sia sempre tutto bello, ma ora a tratti è un vero inferno. Per ogni cosa ne esce una discussione accesissima rabbia e parole che volano da parte sua con una cattiveria molto forte, fino ad arrivare a gesti plateali (e a mio parere gravissimi) come lanciarmi la valigia per dirmi di uscire dalla porta o lanciami oggetti. Le nostre situazioni lavorative sono molto stressanti con orari incompatibili in gran parte. Voglio precisare che le due aziende godono di ottima salute e pia piano stanno sempre migliorando, ma le difficoltà ci sono e parecchie in questo ambito da entrambe le realtà. Da questo ho sempre pensato che una forte componente di stress ci sia da parte sua che di sicuro non aiuta la sua rabbia. Ma mi sento in costante apprensione, non mi sento più libero di nulla, doso parole e azioni e a volte cercando espedienti per essere certo che quello che mi chiede sia veramente quello che ho capito per evitare una discussione di una giornata. Dato che ho aperto prima io la mia azienda, ho cercato sempre di evitarle gli "errori" per quanto mi sia stato possibile e di sostenerla. Abbiamo cambiato casa per permetterle di avere la sua azienda essendo agricola e mi sono notevolmente spostato dalla mia a quasi 100km. Lei lavora nel weekend e io durante la settimana ma mi adopero per lavorare nella sua durante il fine settimana essendo che ne ha estremo bisogno. Ce la sto mettendo tutta per farla sentire bene e non farle mancare nulla. Come dicevo non sono perfetto e ho anche io le mie colpe, distrazioni a volte e dimenticanze (la cose da ricordare nel mio lavoro sono veramente tantissime e in qualche modo a volte assorbono la mia mente fino a farmi dimenticare per esempio di portare via la spazzatura). Ora per ogni cosa ne esce una discussione enorme, cose che a volte non dipendono da me o dipendono ma il modo irrisorio o sono un aggravante di qualcosa. Es. Persa una carta importante - si tramuta in che diavolo hai fatto alle mie carte, quando magari non la ho nemmeno toccata e poi giù con le minacce e le offese. Le voglio un bene dell'anima e preferisco dire di si e mandare giù senza cercare di replicare (anche perché spesso non riesco ad argomentare, non "salvandomi" tutti i casi tipici a mia discolpa). All'inizio se si accorgeva di avermi "fatto male" con qualche parola durante una litigata il giorno dopo si scusava, ma ora spesso si alza come se nulla fosse successo e io faccio lo stesso ma non riesco a dimenticarmi quello che mi ha detto o fatto il giorno prima. Mi sono ritrovato a piangere al lavoro con la ferma convinzione che è meglio sfogarmi così piuttosto che lasciarla cosa che farei se non piangessi.
Ci sono mille altre cose da dire ma penso già di abusare troppo nelle righe scritte.
Se potete darmi un consiglio, dopo 6 anni di cui 5 passati a veder aumentare le litigate non so più cosa provare...

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 23/07/2020 - 16:04

Roma - Monte Sacro, Conca d'Oro, Tufello, Settebag
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Buon pomeriggio Marco,

grazie per aver scritto, immagino la difficoltà di parlare di situazioni così delicate e quella che descrivi lo sembra.

Hai parlato di due lavori simili che per loro natura assorbono maggiori energie fisiche e mentali rispetto ad altre tipologie di lavoro, allo stesso tempo mi sembra di capire che vi diano soddisfazione sia personale che a livello lavorativo.

Nei termini che hai usato per descrivere il tuo disagio ricorre spesso il concetto dell'evitare e soppesare, evitare di fare errori, evitare di sfogarmi con lei, soppesare gesti e parole, comprendere il suo stress. I tuoi gesti e le tue parole devono essere calibrate e soppesate, al contrario dall'altra parte sono concesse parole pesanti e gesti plateali.
Mi appare un focus molto centrato su tua moglie, che in qualche modo va tutelata, compresa e aiutata.

In questo quadro sembra vengano dimenticate le tue necessità e i tuoi sentimenti. Giusti o sbagliati che siano.

Un dislivello di questo tipo non può essere funzionale in una coppia. Non lo è di certo per te ma, attenzione, non lo è di certo nemmeno per tua moglie.

Quando si forma una coppia si stabilisce un patto implicito di affetto e sostegno, appoggiamo i nostri partner e li sosteniamo nei momenti difficili. Ma cosa succede quando per motivi, reali o meno, il partner oltrepassa un certo limite? Credo che il poterci affidare all'altro sia anche nella fiducia di sapere che il nostro partner possa frenarci, limitarci quando andiamo oltre e sappia farsi rispettare.

Essere rispettati e farsi rispettare sono due concetti strettamente legati.
Nelle situazioni limite, quando si perdono di vista i confini di quello che è tollerabile, sta a noi pretendere il nostro spazio, la nostra voce e il nostro rispetto.

Non sembra facile perché non lo è. Quello che mi sembra è che nella vostra coppia ci sia bisogno di fare qualche passo indietro per ristabilire, anche a tavolino se necessario, i limiti di quello che per entrambi è accettabile e di quello che non lo è, il valore delle parole e il peso dei gesti.
Tale per cui tua moglie possa sfogarsi con te delle frustrazioni del lavoro. Con te ma non su di te. Tale per cui lei possa sapere che anche quando perderà il controllo tu saprai reindirizzarla e fermarla, per non farti calpestare.
Tale per cui a tua volta possa tornare a sentirti libero di muoverti, parlare e sfogarti con lei.

E' importante che tu ti sia accorto di questo meccanismo e abbia ascoltato i tuoi campanelli di allarme.

Resto a disposizione.

Un caro saluto,

Dott.ssa Linda Bori

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 24/07/2020 - 19:19

Buonasera Marco,
esprime con molta trasparenza quanto ci tiene a Sua moglie e alla Vostra relazione. Racconta però questa situazione difficile che si protrae da tempo.
Avete entrambi un lavoro impegnativo. È vero che lo stress può farci "scattare" facilmente ma non è una giustificazione per trattarsi male, perdendo il rispetto per l'altro.
Lei vorrebbe evitare le discussioni e lo fa assumendo un atteggiamento passivo; manda giù senza replicare, si colpevolizza. Poi però sta male, piange.
Visto che è passato molto tempo da quando questi problemi sono iniziati, forse sarebbe opportuno farsi aiutare. Non dice come Sua moglie vede la situazione, se come Lei cerca di risolverla in qualche modo. Da qui si potrebbe, se lo decide, valutare se chiedere una consulenza come coppia oppure individuale.
Sarebbe utile avere ulteriori informazioni per capire meglio ma intanto ha fatto il primo passo riconoscendo il problema.
Le faccio un grande in bocca al lupo e rimango a disposizione.
Dott.ssa Katarina Faggionato