Marta  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Cagliari

Preoccupazioni situazione famigliare

Salve sono una ragazza di 24 anni e volevo raccontarvi un po' la mia situazione. Appena finito le scuole superiori ero completamente persa, non sapevo proprio che fare della mia vita. Così decisi di prendermi del tempo per conoscere me stessa. Ora dopo 5 anni di lavoro, scuole varie, penso di aver trovato un percorso di studi che mi interessa proseguire e magari farne una carriera. Premetto che per me non è per niente facile lasciare la mia casa e la mia famiglia e forse è stato anche questo il motivo per cui ho tardato tanto a decidere come proseguire, ma questa volta penso di esser pronta, anche ad affrontare le mia paure. Le scuole si trovano fuori dall'Italia e studio ogni giorno per superare audizioni e test, ma da un po' di tempo la situazione della mia famiglia mi sembra peggiorata. Mia madre che è sempre stata una donna molto forte e coraggiosa, pronta ad affrontare ogni problema, mi sembra sia diventata più ansiosa e smarrita, si arrende facilmente, non la vedo più a cercare quella sua forza interiore. Per carità non gliene faccio una colpa, anzì capisco che con il passare degli anni (ha 60 anni ora) e visti certi problemi di salute sia stanca, ma questo mi preoccupa. Ho paura che possa ammalarsi o cadere in depressione e soprattutto con la mia partenza che questo possa peggiorare. Purtroppo il rapporto tra i miei genitori non è il più incoraggiante, si vogliono bene, ma mia madre è sicuramente l'elemento più forte della coppia. Anche certe mancanze da parte di mio padre (il poco conforto, certe litigate, il suo silenzio) la buttano sempre più giù e non so davvero come posso aiutare. Cosa dovrei fare? Come faccio a partire e a lasciare questa situazione? Mi madre vuole sicuramente che io vada, ma allo stesso tempo a volte non capisce il mio continuo studiare quotidiano per superare le audizioni, cosa che mi lascia un po' perplessa. Come mi dovrei comportare?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giulia Crepaldi Inserita il 02/11/2020 - 12:43

Buongiorno Marta,
Comprendo le sue preoccupazioni e il suo timore di prendere una decisione in questa situazione.
Di fronte alla decisione di cominciare un nuovo percorso e andare via di casa possono emergere diverse difficoltà e stati emotivi anche difficili da gestire in autonomia.
Non è certo semplice trovarsi a dover compiere una scelta simile, però penso sia importante tenere presente che non esista una “scelta giusta” in assoluto, che possa andare bene per tutti. Ognuno ha la propria storia, il proprio percorso e il proprio ambiente in cui vive e in cui è cresciuto. Sarebbe importante interrogarsi su diverse questioni che la riguardano, approfondendo cosa possa voler dire per lei andare via di casa e che significato potrebbe assumere in questa specifica fase della sua vita.

A tal proposito credo potrebbe essere molto utile un percorso psicologico che la possa aiutare e accompagnare a fare maggiore chiarezza in questo momento, supportandola in un momento delicato per la sua crescita personale.

Resto a disposizione e le auguro buona giornata,
Dott.ssa Giulia Crepaldi

Dott.ssa Linda Bori Inserita il 02/11/2020 - 09:03

Buongiorno Marta,

Grazie per aver condiviso la tua storia.

Il tema dei genitori che invecchiano e dei figli che intraprendono la propria strada è un tema molto delicato che ci riguarda, in modo differente, tutti.

Da una parte la tua ricerca di te stessa e l'aver trovato quella che senti essere la tua strada, dall'altra la consapevolezza che partire significa lasciar andare la quotidianità con i propri genitori e questo spaventa, da ambo le parti.

Le emozioni in campo, come tu stessa dici, sono tante e spesso in lotta tra di loro. Tua madre che è sicuramente felice di vederti prendere la tua strada allo stesso tempo teme il dopo, paure che puoi avere anche tu naturalmente e che si mischiano con la normale preoccupazione per la serenità dei tuoi genitori.

Non c'è un risposta. Non c'è un modo per cui il distacco possa evitare la normale e legittima sofferenza che ogni distacco comporta. E' la rottura di un equilibrio e ogni momento di disequilibrio richiede il proprio tempo per ristabilire la quiete, con nuove modalità, nuovi assetti e nuove colonne.

Il rapporto genitori-figli è complesso e forte. Esiste un momento nel quale si verifica un passaggio delicatissimo e importante, non c'è un momento preciso in cui questo accade, il passaggio riguarda il passare dal pensare che i problemi della vita dei nostri genitori (problemi di coppia, al lavoro, noia, ecc) siano i nostri. Attenzione, non sto dicendo che smetteremo di preoccuparci o di soffrire se vediamo infelici i nostri genitori, ma si passa dal sentire che il problema sia nostro e che quindi stia a noi trovare una soluzione alla preoccupazione provata per empatia, perché per noi è importante che le persone che amiamo stiano bene. Ma non dipende da noi.

Il momento che stai affrontando è uno dei momenti chiave delicati della vita. Non sarà l'ultimo. Ed è un momento di passaggio delicato e importante per te, quanto per i tuoi genitori.

Saresti disposta a rinunciare ai tuoi studi per restare in casa con i tuoi genitori?

Spero di averti dato qualche spunto. Resto a disposizione.

Un caro abbraccio,

Dott.ssa Linda Bori