articoli di psicologia del Dott. Andrea Bottai

risposte dello specialista Andrea Bottai

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Odio di mio fratello verso mia madre

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Caro Giovanni, indipendentemente dalle responsabilità passate o presenti che riconoscete a vostra madre, è necessario trovare un modo di risolvere le difficoltà che avete nel presente. In effetti se non si trovano adeguate soluzioni ai problemi che si incontrano questi possono strutturarsi e diventare disturbi anche seri. Sembra che suo fratello sia rimasto intrappolato in una situazione che non gli ha permesso di realizzarsi pienamente e che genera continua rabbia sorda e risentimento verso chi ritiene responsabile della sua gabbia. Purtroppo prendendosela con gli altri non si aiuta se stessi ma, anzi, si alimenta ancora di più la propria frustrazione e impotenza alimentando così il circolo vizioso che impedisce di sentirsi liberi e di realizzarsi. Ciò che sarebbe necessario è un modo di sfogare e far defluire la sua rabbia in modo più sano e attivare un percorso di crescita personale che lo porti a trovare i giusti modi di fronteggiare le difficoltà attuali. Forse, in questa prospettiva, suo fratello potrebbe decidere di consultare un professionista che lo guidi in questa direzione. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Come ricordare fatti rimossi?

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Cara Yasmine, è possibile che a causa del trauma alcuni nessi associativi siano andati persi. La memoria degli eventi passati è legata ai contesti, alle emozioni, alle sensazioni. A volte ritornando in un certo contesto, o richiamando emozioni o sensazioni legate ad un particolare momento riaffiorano anche ricordi collegati di cui non avevamo più memoria. Anche gli odori hanno questa capacità. Spesso infatti non è il ricordo in sé ad essere perso ma le chiavi di accesso al ricordo. In seduta si può usare l'ipnosi per recuperare materiale mnestico non più accessibile. Diverso discorso la paura dei cavalli. Indipendentemente dalla caduta o altro motivo che possa averla prodotta le consiglio di affrontarla, da sola se riesce, o con l'aiuto di uno specialista. Gli evitamenti fobici tendono ad allargarsi e a peggiorare. Le fobie infatti si accrescono di tutti gli sforzi che si fanno per evitarle. Le auguro un pronto recupero. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Ossessioni penso sempre alla stessa cosa

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Caro Francesco, In realtà sembra che il problema non sia la tua sessualità ma l'abitudine a farti troppe domande. Quando si innesca il ciclo delle domande e risposte mentali, ogni risposta alimenta un'altra domanda e così via fino a creare delle vere e proprie ossessioni. I tuoi fallimenti sono abbastanza normali e non hanno niente a che vedere con il tuo orientamento sessuale. Sono semplicemente il prodotto dell'ansia da prestazione. Possono accadere quando si ha una nuova relazione oppure quando, per motivi contingenti, si fallisce una prestazione e poi si continua a temere che accada ancora. Normalmente basta rilassarsi e lasciarsi andare alla bellezza di un momento di coppia, che l'erezione arriva senza difficoltà. Il peggior nemico della sessualità è il tentativo di controllare con la mente ciò che la natura fa così bene quando non ha interferenze. Tuttavia la domanda se si è o meno omosessuali, soprattutto per uno come te che ha felici rapporti eterosessuali, è una domanda indecidibile, perché non ha mai una risposta soddisfacente. Ogni volta che cerchi di trovare una risposta non puoi mai trovare una prova definitiva e convincente. Non è la risposta sbagliata, è la domanda sbagliata! Non esistono risposte intelligenti a domande sbagliate. Non posso dirti di non pensare al tuo dilemma ma posso dirti di non cercare la risposta. Se non rispondi e lasci passare la domanda, come se tu osservassi passare una nuvola nel cielo, poco a poco l'ossessione passerà. Se non dovessi riuscirci ti consiglio di consultare uno specialista perché le ossessioni tendono ad aumentare e a diventare molto limitanti: tolgono energia, concentrazione e diminuiscono il piacere per la vita. Buon recupero. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Ritorni inaspettati

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Cara Anna, non credo di sia nulla da interpretare in quello che descrivi, solo da vivere. Pascal sostenne: Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce. L'amore non si capisce, si sente. I movimenti interiori del cuore e dei sentimenti non sono coerenti. La coerenza è un prodotto della logica ma non esiste in natura. Spesso è osservando quello che facciamo piuttosto che quello che pensiamo che si capisce chi siamo. Inoltre i nostri sensi registrano cose di cui non sempre si è consapevoli. Difficile dire perché ci si innamora di una persona, ma sicuramente i nostri sensi hanno registrato un insieme di stimoli che ce la fanno desiderare. Così pare evidente che ci sia una forte attrazione tra voi. La cosa migliore sarebbe esplorare cosa succede se vi vedete. Capire facendo. Tutto bene comunque! Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Depressione

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Caro Ale, è come se tu fossi caduto nel fondo di un pozzo. Parti con quello che hai: la solitudine. Vedi che puoi farci. Molta gente soffocata dallo stare continuamente in mezzo a tante persone pagherebbe per averne un po'. Ma forse te non la vuoi più, ti sei ritrovato solo senza volerlo? Allora chiediti: se domattina, come per miracolo, il tuo problema fosse risolto, da cosa lo sapresti? Se tu non fossi così solo, cosa faresti? Sappi che la rinuncia è un suicidio quotidiano. Dopo esserti risposto a queste domande prendi la cosa più piccola e facile che faresti se tu non fossi così solo e mettila in atto. Così scala la parete del pozzo, passo dopo passo, non tutta insieme, sarà interessante scoprire dove riesci ad arrivare... Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Pensieri che generano sofferenza

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Caro Simone, gli elementi da te riportati sono troppo pochi per formulare una valutazione specifica. Tuttavia la natura del disturbo fobico ossessivo richiama sia la paura che la paura della paura. La paura si accresce di tutti gli sforzi che si fanno per evitarla. In altre parole ogni volta che un fobico evita l'oggetto o la situazione che gli incute terrore sta meglio lì per lì ma la sua paura si accresce perché il comportamento evitante gli conferma che c'è qualcosa da temere. Il beneficio immediato dell'evitamento, quando reiterato, fa diventare automatico il comportamento che diventa irrinunciabile. Il farmaco aiuta a ridurre l'attivazione ansiosa e una persona si sente meglio. La struttura del problema però non viene intaccata dal farmaco che, anzi, a lungo andare diventa una stampella percepita come irrinunciabile. Ci sono modalità di intervento psicologico invece che bloccano la ricorsività del comportamento fobico ossessivo e permettono alla persona di recuperare una vita normale. In conclusione le consiglio di consultare un terapeuta che la guidi in modo competente a superare le paure e le ossessioni. Per quanto riguarda il farmaco, come lei sicuramente sa, qualsiasi variazione nel piano terapeutico deve essere gestita sotto stretto controllo medico. Dott. Andrea Bottai...

Onicofagia e altri "vizi" (mordicchiare vestiti) in bambino di 9 anni

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Cara Rita, da quanto scrive sembra che si delinei un comportamento irrefrenabile di tipo compulsivo. Le compulsioni non sono necessariamente indice di particolari problemi sottostanti o di una atmosfera negativa in casa. Si intuisce che siete stati genitori molto attenti. Spesso le compulsioni nascono come tentativi di controllare o sedare un disagio, anche piccolo, oppure per procurarsi un piacere, e funzionano così bene da essere ripetute fino a diventare irrinunciabili. Possono esservi poi vantaggi secondari nel mantenerle, come richiamare attenzione o giustificazione. Per la loro apparente "utilità" purtroppo le modalità compulsive progrediscono e si fanno più invasive nella vita di una persona. Personalmente non esiterei a contattare un professionista. Ho paura che né i rimproveri né la comprensione o la distrazione possano modificare il disturbo una volta che si è strutturato ma che sia necessario un intervento ad hoc. Finché si è così piccoli per fortuna i disturbi psicologici sono ben trattabili con una collaborazione attiva della famiglia nelle azioni terapeutiche. Rimango a disposizione. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Non so cosa fare

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Caro Giordano, ho letto la tua storia. Descrivi accuratamente e intensamente i tuoi pensieri e le tue sensazioni. Non leggo quasi niente riguardo la realtà che vivi oggi. Quanti anni hai? Hai una ragazza o l'hai avuta? Con chi vivi? Cosa fai? Credo che il miglior modo per uscire dai tuoi tormentati pensieri sia quello misurarti con la vita quotidiana, i suoi obiettivi e le sue sfide, magari aiutato dalla tua psicologa. Conoscere facendo vuol dire conoscere, sperimentare e accrescere il tuo valore attraverso esperienze concrete. Parafrasando Pessoa: le ferite che non guariscono mai sono quelle delle battaglie che non sono state combattute. Buona vita. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Ansia da prestazione

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Caro Luigi, la situazione si dovrebbe poter risolvere abbastanza facilmente. In effetti il farmaco è miracoloso ma alla tua età potresti benissimo arrivare a un erezione vigorosa anche senza. Il sesso è uno di quei comportamenti naturali che più ci si pensa più si peggiora, quindi bisognerebbe non pensarci. Poiché pensare di non pensare è già pensare dovresti semplicemente spostare l'attenzione su qualcos'altro che non sia la penetrazione. Visto che l'ansia da prestazione è ciò che crea il problema bisogna evitare che tu continui a metterti alla prova. Nel senso di cimentarti, col terrore però di non riuscire. Meglio sarebbe allora cercare volontariamente di fallire! Intanto hai provato a te stesso di poter avere ottime prestazioni, e non è poco. Anzi, rafforziamo questa esperienza: piuttosto che metterti alla prova continua con la pillola e divertiti a farlo in tutti i modi possibili. Poi...vedremo che succede. Altrimenti vieni in terapia. Dott. Andrea Bottai...

Non so più dove andare

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Cara Giuliana, dovrai in ogni caso prepararti al cambiamento. I cambiamenti ci sono sempre e non ci si può opporre, sono come le onde dell'oceano, se ti opponi ti travolgono, se ci surfi sopra ti portano lontano. Quindi intanto non essere troppo rigida riguardo al cambiamento. Per consigliarti in modo più specifico dovrei sapere quanto bene conosci il nuovo compagno della mamma, che rapporto hai con lui e con che entusiasmo ti accoglierebbe in casa. Dovrei anche sapere se oltre a questi comportamenti 'difficili' ci sono lati 'belli' del rapporto con tuo padre e in che rapporto stanno i lati 'difficili' e quelli 'belli'. Un caro saluto. Dott. Andrea Bottai...

Non so più come andare avanti

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Ciao Edoardo, veramente la tua vita è una valle di lacrime! Viviamo tutti in questa valle. L'unica possibilità è imparare a nuotare. I tuoi problemi sono tanti ma, affrontandoli uno per uno, dipanando la matassa confusa partendo da un capo della corda, si possono risolvere. Però vanno affrontati uno per uno perché tutti insieme possono sembrare inamovibili. Esiste sempre una via di uscita. Per quanto la consulenza dal vivo con uno psicologo potrebbe aiutarti molto di più, posso suggerirti alcuni esercizi da fare per migliorare il tuo umore. Con un umore migliore è più facile affrontare e risolvere i problemi uno ad uno. Chiediti, per esempio, che cosa faresti se tu stessi bene, in perfetta forma? Poi sforzati di fare la cosa più piccola che ti viene in mente, che faresti se tu stessi bene e che attualmente non fai perché non ti senti ok. Scrivi dieci cose positive che ti sono accadute e qual'è stato il tuo merito nel farle accadere. Pensa ad una persona che non hai ancora adeguatamente ed esplicitamente ringraziato e scrivile una lettera di gratitudine esplicitando dettagliatamente per cosa ti senti grato. Fai qualcosa per altre persone. Invece di concentrarti solo sui tuoi guai, datti da fare per aiutare qualcun altro a risolvere i suoi. Quando accendi una lanterna per qualcuno si illumina anche il tuo cammino. Spero che tu possa trovare spunto in queste poche note, per trovare il coraggio di prendere in mano la tua vita e cambiarla. Un caro saluto Dott. Andrea Bottai...

Svenimenti anomali

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Caro Maurizio, sembrerebbe che tu abbia creato un particolare nesso associativo che induce questa reazione psicofisiologica. E' stato dimostrato che anche a livello fisiologico, delle reazioni viscerali, si ha un apprendimento sia di tipo classico che operante. I dati da lei forniti non sono sufficienti a formulare ipotesi precise. Se si volesse indagare il fenomeno da una parte andrebbero rilevati altri dati fisiologici come la pressione sanguigna e il battito cardiaco nei momenti che precedono e seguono lo svenimento. Potrebbe essere anche una reazione di tipo fobico. Da quello che scrive è evidente che lei non associa questi episodi ad eventi precoci della sua infanzia ma non escluderei un evento traumatico di cui non ha più memoria cosciente. In questo caso si può usare l'induzione della trance ipnotica per aggirare le difese e permetterle di accedere ad eventuali materiali rimossi. Non so quanto abbia intenzione comunque di sottoporsi a queste indagini, visto il non eccessivo impedimento per la sua vita normale. In alternativa, e in modo più semplice, potremmo anche lavorare sul pattern comportamentale e, tramite alcune indicazioni da mettere in pratica, modificare la sua percezione di queste esperienze e probabilmente le loro conseguenze. Come ha potuto leggere ci possono essere diversi approcci al suo problema. Sta adesso a lei decidere che strada vuole seguire. Cordiali saluti. Dott. Andrea Bottai...

Agorafobia ereditaria?

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Caro Reni, i disturbi di cui parli non sono ereditari. Può essere ereditaria una certa predisposizione per i disturbi d'ansia ma molto di più viene determinato dall'ambiente in uno cresce e vive, dall'educazione ricevuta e dagli stili con cui si affrontano i problemi. Inoltre proprio i tentativi di risolvere un problema, se errati, possono farlo peggiorare. Non è nel DNA che sono iscritte le paure ed il coraggio. L'agorafobia e gli attacchi di panico infatti si possono superare con idonee psicoterapie. Spesso questi disturbi derivano dal tentativo di controllare le reazioni che si provano di fronte a certe situazioni. Ci si ascolta così tanto e si cerca di controllare le proprie sensazioni così tanto che alla fine proprio questi tentativi fanno perde il controllo. Opportunamente guidata una persona può scoprire di essere capace anche di sensazioni e reazioni diverse e così piano piano riaffacciarsi ad una vita più libera e con meno paure. Dott. Andrea Bottai...

Aiutare una persona depressa

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Cara M., la sintomatologia da lei descritta potrebbe fare pensare ad uno stato depressivo. Questa sintomatologia è spesso caratterizzata dalla rinuncia e dalla chiusura in sé stessi. Entrambi questi atteggiamenti invece di far migliorare, alimentano il disturbo. Tuttavia la persona li percepisce come le uniche strategie per stare meglio, perché sul momento sembrano dare sollievo. In realtà aumentano il ritiro e non aiutano a star meglio. La rinuncia è un suicidio quotidiano. E' molto difficile stare vicino a chi ha questi sintomi perché viene da spingere queste persone ad aprirsi e fare le cose. In realtà anche questi tentativi aumentano la percezione di frustrazione di chi vive in questo stato e non sono consigliabili. Ci vuola pazienza, meglio limitarsi ad un atteggiamento supportivo senza però dare eccessivo peso alla cosa, senza insistere o spingere la persona. Potremmo chiamare questo "frustrazione del sintomo". Anche cercare di parlare sempre dei problemi, sia che cerchi di farlo chi ha il problema, sia chi lo assiste, non è utile. Si può trovare uno spazio definito, nel tempo e nello spazio, ad esempio mezzora ad una certa ora ogni giorno, in cui la persona depressa esterna all'altra, che lo ascolta in religioso silenzio, tutte le sue angosce e tristezze. Fuori da quello spazio, nessun commento sul disturbo. In certi casi anche un aiuto farmacologico, sotto il controllo del medico o dello psichiatra, può essere utile. Certamente un aiuto da parte di un terapeuta potrebbe essere di grande aiuto nel prendere per mano il suo ragazzo e guidarlo fuori da questo labirinto. Dott. Andrea Bottai...

Gelosia retroattiva

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Caro Dario, ho letto con attenzione la sua storia. Mi chiedo se il sentirsi il preferito da una donna così interessante, rispetto ad altri che sono stati invece scartati, la faccia sentire più lusingato o più tradito. In ogni caso il suo disturbo a forza di cercare rassicurazioni impossibili si è così autoalimentato da diventare pervasivo. Potrebbe anche peggiorare. Non esiste infatti una rassicurazione efficace nel presente che possa cambiare un evento nel passato. Questo fa si che la sua ricerca di rassicurazione non possa essere mai soddisfatta e ogni risposta che ottiene alimenti un nuovo dubbio. Il fatto che la sua signora la rassicuri da un lato la tranquillizza ma dall'altro le conferma che sia necessaria una rassicurazione perché un problema c'è stato. E via con il dubbio... Non posso chiederle di non porsi la domanda perché in questo consiste la sua ossessione ma posso chiedere di non cercare rassicurazioni perché ogni volta che le cerca, (e le ottiene!!) si genera un nuovo bisogno di rassicurazione. Smetta di parlarne, con chiunque, specie con la sua signora. Se le viene il pensiero, lo lasci passare senza cercare una rassicurazione. A poco a poco, come un fuoco a cui viene tolto il carburante, si estinguerà. No so se sarà in grado di farlo. Rifletta comunque sul fatto che proprio la sua ricerca di rassicurazioni alimenta l'ossessione. Non è banale e, potrebbe aver bisogno dell'aiuto di un professionista per uscire da questa trappola. Cordiali saluti. Dott. Andrea Bottai...

Consultare uno psicologo?

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Ciao Angelo, ti sento proprio con le spalle al muro e con la nebbia davanti. Per affrontare il tuo disagio non serve indagare sulle cause remote sui traumi infantili. Nella maggior parte dei casi il malessere e l'insoddisfazione sono prodotti da problemi che non si vuole o non si sa risolvere. Piano piano si perde la fiducia in sé e si comincia a rinunciare a tante cose e a lamentarsi. Proprio queste sono le tentate soluzioni che alimentano il problema e lo peggiorano. In seduta bisogna bloccare queste reazioni, affrontare in modo diverso i problemi che ti assillano, aprire nuovi spazi e costruire un nuovo equilibrio. Intanto prova a chiederti quali altri problemi dovrai affrontare una volta che avrai superato questo malessere e comincia ad affrontare quelli, se ce la fai. Dott. Andrea Bottai...

Come relazionarsi con una persona depressa?

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Cara Stefania, mi sembra che si sia instaurato tra voi un legame per niente salutare, per entrambi. La tendenza delle persone depresse è di appoggiarsi agli altri per cui non meraviglia che lui la cerchi. Se lei lo asseconda nella sua ricerca di un appoggio, da una parte lo rassicura, dall'altra gli conferma la sua incapacità. Secondo lei così lo aiuta o alimenta il suo disturbo? Lei invece sente ancora il desiderio di quelle emozioni che avete vissuto insieme ma che in questo momento non ci sono più, anzi. Per questo ora, più lo vede più si rende conto di non essere più la sua amata. Quando una storia finisce e si è ancora presi, l'unica soluzione è accettare la fine e tagliare ogni contatto. Resistere ad ogni tentazione a vedersi, sentirsi, scriversi, rispondere. Aiuta in questo processo di separazione totale, scrivere ogni giorno una lettera d'amore alla persona. Una lettera che non dovrà essere mai spedita, nella quale dichiariamo il nostro amore e la nostra passione. Così, giorno per giorno, si prenderà le distanze dal passato e si aprirà la porta ad un nuovo presente. Cordiali saluti. Dott. Andrea Bottai...

Disturbo dell'umore e crisi

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Cara ragazza, sei proprio messa malino, d'altronde la vita è dura e c'è poco da essere felici. Tu ce l'hai messa tutta per complicartela e ci sei riuscita. I farmaci sono il male minore. Ci sarebbe bisogno di fare due chiacchiere con te, per arrivare dove i farmaci non arriveranno mai e uscire dal tunnel. Ma non so se veramente vorresti toglierti questi disturbi. Per farlo c'è da fare un po' di strada faticosa e polverosa. E dopo? Cosa faresti dopo, senza l'autolesionismo e il panico e il resto? Pensaci. Se per caso tu fossi determinata a uscirne sappi che qualcosa si può fare. Ma devi trovare uno che sappia cosa alimenta il tuo malessere e come si controlla. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Crisi di mezza età o pura follia?

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Ciao Luisa, ho letto con attenzione la tua lettera. Capisco il tuo smarrimento. Non sai proprio più dove sbattere la testa. Mi sembra, e correggimi se sbaglio, che dopo un primo inizio dolce e entusiasmante questa relazione ti ha regalato più sconforto che gioie. Ma tu non sei data pace e hai continuato a cercare di ricreare quella magia con lui che ormai appartiene al passato. Più non riesci a ritrovarla più la cerchi, come se tu fossi prigioniera di una cella buia nella quale filtra la luce di una finestra lontana. Ma al di là del buio la porta è aperta! Non scambiare il vuoto che provi nello stomaco con quello dell'amore. Dici di amarlo, ma ben poche sono le gioie dell'amore nella tua vita. Questa relazione si è evoluta ed ora non è più la stessa, tu sei riuscita ad adattarti al cambiamento perché ti da troppa ansia. Ma va messo il passato nel passato e affrontato il presente. Dici che sei in terapia, penso che chi ti segue sia in grado di aiutarti in questa crescita. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Ansia e paura dopo incidente

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Cara Emanuela, devi sapere che la paura si accresce di tutti gli sforzi che si fanno per evitarla. Sicuramente il cambio di città e le difficoltà sul lavoro, possono aumentare l'ansia e quindi le reazioni di panico alle tue paure. Ma il problema non è tanto la paura, quanto gli evitamenti che metti in atto e che, lì per lì, ti fanno sentire più al sicuro ma poi? Una esperienza traumatica come l'incidente che hai subito può benissimo creare una paura, ma è poi quello che fai per dominare la paura che la aggrava. La paura evitata si trasforma in timor panico mentre la paura affrontata si trasforma in coraggio. Dovresti evitare di evitare ma non credo che tu ci riesca. Anche parlarne in giro e farti aiutare sul momento possono rassicurarti ma contemporaneamente ti confermano che da sola non ce la fai. Se non ce la fai da sola cerca l'aiuto di un professionista che ti possa guidare ad affrontare gradualmente le situazioni temute. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Parere di esperti

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Caro amico, si può proprio dire che ciò che in natura viene così bene, può solo essere complicato dalla mente. La tua è una storia abbastanza comune, può essere definita la mente contro la natura. Purtroppo i dubbi di cui ti sei cibato alimentano altri dubbi in un circolo vizioso ricorsivo. Ma ricorda che, come affermava Pascal, il cuore ha le sue ragioni che la mente non comprende. Quindi ciò a cui tenti di dare una spiegazione razionale, in realtà non ne ha e più ne cerchi più ti perdi, o sbaglio?. Devi solo accettare questo e continuare a sperimentare l'amore e il sesso con la curiosità di uno scolaretto. Altrimenti fatti aiutare da un professionista che conosca questo tipo di problemi. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Ansia e incubi

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Ciao Erica, sentire uno scopo nella vita è un ottimo modo per curare il proprio benessere. Tuttavia non basta se si sono installate nella mente abitudini di pensiero e di comportamento che alimentano l'ansia. Questo sembrerebbe il tuo caso. Ci sono stratagemmi per affrontare questi problemi ma possono essere usati solo in seduta. Sappi che l'ansia si alimenta di tutti gli sforzi che si fanno per evitarla. Per questo la cosa migliore sarebbe evitare di evitare. Gli attacchi di panico sono prodotti dal tentativo di controllare le proprie sensazioni spaventose. Non andrebbero controllate ma aspettare che passino magari distogliendo l'attenzione su quello che hai intorno. Non è così facile senza essere seguita da un professionista quindi valuta se potrebbe essere il caso di farsi aiutare da qualcuno che ti accompagni a superare il disturbo. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Problemi di erezione ed eiaculazione

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Cara Alice, non necessariamente ci devono essere altre problematiche di salute per giustificare questi episodi. Naturalmente non si può escludere finché non siano stati fatti gli opportuni accertamenti. Tuttavia è noto che il modo peggiore per avere una erezione è dubitare di poterla avere. Si chiama ansia da prestazione ed è uno dei fenomeni più comuni. Partendo da un fenomeno occasionale come è successo a voi, ci si fissa sul problema e in questo modo lo si rende vero. Ci sono protocolli di trattamento per questa disfunzione che però richiedono di incontrarsi in seduta. L'essenza della metodologia di trattamento si basa sul controparadosso di non cercare più l'erezione, anzi, vietarsela e cercare di non averla. Potete stare tranquilli, è molto comune e di solito, se si lascia fare alla natura senza pensarci su, si recupera la normale funzionalità. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Bimbo nel suo mondo

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Cara Eleonora, è già importante poter escludere problemi neurologici. Non è proprio detto che ciò che lei osserva sia un problema ma una modalità di gestione delle proprie emozioni e pensieri. Evitate di pensare che vostro figlio abbia dei comportamenti anomali. Lasciatelo crescere e svilupparsi creando occasioni in cui se la debba cavare da solo e possa dimostrare a se stesso di riuscire ad affrontare le piccole difficoltà che incontra. Se la sua preoccupazione dovesse persistere farebbe bene ad affrontarla con uno psicologo e trovare insieme il modo migliore per aiutare vostro figlio. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

La mia ragazza si taglia

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Ciao Luca, è una cosa difficile da accettare per te che le stai vicino. E' un comportamento compulsivo, irrefrenabile e irrinunciabile. Ci sono delle modalità di trattamento con cui affrontare il problema con ottimi risultati ma deve essere vista in seduta. Probabilmente non vuole farsi aiutare perché crede che le torturine le siano indispensabili per sedare l'ansia. E' vissuto come un piacere che seda il dolore. Non serve che insisti che si faccia curare. Puoi proporle di parlare con qualcuno che la aiuti a farlo meglio, ancora più piacevole, ancora più efficace nel placare l'ansia. Questo è l'approccio strategico. Se accettasse la devi indirizzare da uno psicoterapeuta se segue la Terapia Breve Strategica. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Accettazione

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Sicuramente sei brava ma tutto è relativo. Magari sei brava rispetto ai tuoi compagni. Ma vediamo che obiettivi hai. Essere più bravi della media non è un gran ché... ma per realizzare un grande obiettivo bisogna essere veramente grandi. Quindi riformuliamo la questione in base agli obiettivi. Probabilmente hai obiettivi troppo piccoli o non ne hai. Sarei curioso di saperli. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Ansia che inghiotte il mio futuro.

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Ciao Tania, fai questo semplice esercizio. Chiediti dove ti vedi tra cinque anni, immagina proprio lo scenario, vivido... poi percorri a ritroso le tappe da lì fino ad adesso. Da lì puoi partire. Non posso essere più dettagliato senza conoscerti. Cari saluti Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Non so più cosa fare

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Ciao, a volte le piccole 'torturine' sembrano utili perché sul momento sedano un dolore più grande, poi però si forma l'abitudine e diventano i tuoi piaceri proibiti. Hai detto di aver avuto problemi col cibo. L’alimentazione non è solo un modo per nutrirsi. E’ un modo per rapportarsi con gli altri esponendo la propria identità. E’ un modo per accudire qualcuno o gratificarlo, per godersi la vita o per punirsi. Così l’alimentazione diventa un modo per esprimere la propria relazione con sé stessi, con gli altri e con il mondo. Stai ancora vomitando? Mangiare e vomitare e tagliarsi stanno spesso insieme, come le molte teste dello stesso amante che tanto ti da, tanto di più ti toglie. Si chiamano compulsioni, ed è difficile sbarazzarsene specie perché in certi momenti sembrano l'unica fonte di benessere contro i dolori della vita. In realtà ti tolgono la forza di affrontare e superare i problemi di ogni giorno. Non è importante sapere i motivi che ti hanno portato dove sei, ma cosa continua a tenertici, a cosa ti servono i tuoi disturbi. Puoi uscire da questo calvario ma devi essere aiutata, a trovare un nuovo equilibrio, a godere dei piaceri sani della vita, ad affrontare e superare le difficoltà che incontri. Si può fare, c'è sempre una via di uscita. Dott. Andrea Bottai...

Sex & Love

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Ciao, ho letto la tua descrizione. Forse mi sbaglio ma devi avere una vita veramente triste e chiusa! Ho la sensazione che tu ti sia così chiuso in te stesso e nelle tue preoccupazioni da non riuscire ad interessarti agli altri, e lo sai, le donne chiedono attenzioni. Se ti interessi sinceramente a loro saranno ben felici di aprirtisi. L'amore o il sesso sono modi molto speciali di comunicare nel linguaggio del piacere. Prima di tutto cerca di capire le donne. Non è l'aspetto, ma la capacità di capirsi e relazionarsi che è il problema. Puoi cambiare, e guardarti intorno con più interesse alle ragazze, ai loro problemi, ai loro sentimenti e desideri. Avrai molte sorprese! Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Una persona speciale divenuta un'estranea

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Caro Sebastiano, deve essere in preda ad un dolore immenso. E' una mancanza fisica, palpabile, che contorce le viscere. Durerà del tempo, si prepari e non cerchi di stordirsi. A questo tipo di dolori bisogna passarci in mezzo per lasciarseli alle spalle. La sua amata ha scelto un altra strada. Probabilmente si sente come lei ma il fatto di aver scelto le da un po' di forza in più. Lei l'ha subita e non se ne fa una ragione. Non sta a me trovarle una ragione per lasciarla andare ma può riuscirci. Il miglio balsamo per queste ferite è scrivere. Scrivi Sebastiano. Scrivile i tuoi dolori e la tua rabbia, la gioia e le speranze. Scrivi ogni giorno, senza rileggere e senza dargli i tuoi scritti. Semplicemente scrivi, invece di pensare, e quando hai scritto metti via i tuoi fogli, oppure gettali. E il giorno dopo ricomincia. Passerà, e ti innamorerai ancora... ma questa è tutta un'altra storia. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Cambiare facoltà o lasciare del tutto l'università?

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Cara ragazza, visto sei all'inizio ti consiglio di rivolgerti al servizio counseling universitario. Hai bisogno di orientamento e loro sono la migliore risorsa per questo. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Figlia tredicenne ossessionata

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Buonasera Paola, ho letto la sua lettera. Purtroppo le fobie si accrescono di tutti gli sforzi che si fanno per evitare la situazione temuta. In questo caso la perdita del gatto. Per affrontare il problema sarebbe necessario acquisire più informazioni sul disturbo, la sua storia, l'insorgenza, la situazione familiare e tutto quello che è stato fatto finora per sedare la disperazione della ragazza. Si può affrontare questi casi vedendo la famiglia insieme per poter dare istruzioni ai genitori sul modo migliore di aiutare la figlia a superare il problema. Sappiate che le rassicurazioni non servono e che possono anche aumentare il problema perché confermano il pericolo, quindi sarebbe meglio evitarle. Ovviamente non è nemmeno il caso di cercare di dissuaderla o forzare lei o la situazione. Raccomanderei di non dare peso alla situazione, ignorarla e non collaborare alle manovre per garantirsi il gatto dicendole: 'è importante che proteggi il gatto e noi lo abbiamo piacere che tu lo faccia te perché lo puoi fare meglio di noi'. Potete anche raccomandarle di 'Prestare bene attenzione al gatto e non dimenticarsi di tenerselo vicino, così lo controlli meglio'. Altre indicazioni si possono dare solo dopo una attenta valutazione del contesto familiare. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

E' finita dopo sei anni

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Caro Ronni, è un dolore profondo e lancinante quello che provi. Quando una storia finisce così c'è poco da fare se non passare attraverso il dolore per poi lasciarselo alle spalle. Parlare con gli altri non ti aiuterebbe, perché ognuno ti direbbe qualcosa. Scrivere ti può aiutare a superare l'ossessione di lei, quel pensarci continuo, quel girare intorno sempre agli stessi pensieri: perché.. avrei potuto evitarlo... Ci vuole del tempo per cicatrizzare queste ferite e quindi ci vuole pazienza. Molto dipende poi dalla tua personalità e dal modo in cui vivi e affronti i problemi, ma per valutare queste cose ci vorrebbe un colloquio. In bocca al lupo. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Depressione da espatrio

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Ciao Laura, capisco la tua situazione. Non è per niente facile fare su fagotto e andarsene da sola per ricominciare da capo. Ti assicuro che lo stesso accade ad un tedesco che viene in Italia. La perdita della propria identità di luogo, anche se all'inizio è mascherata da entusiasmi e difficoltà iniziali, è un fenomeno molto stressante. E' come trapiantare un organo. Come sradicare e reimpiantare un albero. Le radici devono avere il tempo di riadattarsi al nuovo terreno, estendersi e ramificarsi poco a poco. Dipende anche dalla personalità. Il rischio maggiore nella tua situazione consiste nelle tue reazioni a queste difficoltà. Se ti chiudi perché ti senti esclusa, ti escludi ancora di più da sola. E gli altri percepiranno la tua chiusura col risultato che saranno meno socievoli e più guardinghi. Un problema che si autoalimenta. Suggerimento: comportati come se tu fossi la più socievole del reparto. Potrà sembrarti una forzatura ma in realtà è ciò che fanno coloro che riescono ad adattarsi subito. Ogni mattina chiediti: come mi comporterei come se fossi completamente a mio agio con le persone? E cerca di mettere in pratica le cose più semplici che ti vengono in mente. Pensare 'come se..' è un mezzo potente di creazione di nuovi spazi mentali e comportamentali. Se lo fai, non tarderai a vederne gli effetti. Cari saluti Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Tradimento

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Caro Antonio, si dice che le crisi sono opportunità. Questa è quindi una opportunità. C'è stato un fallimento, qualcosa si è rotto. L'equilibrio precedente non esiste più. Non si torna indietro. Si va avanti. Bisogna guardare avanti, con l'atteggiamento di chi vuole ricoprire l'altro e costruire un nuovo equilibrio. Se ne sarete capaci potrà essere meglio di prima, ma mai come prima. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Disturbo esplosivo intermittente?

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Caro Stefano, capisco la tua frustrazione. Gli attacchi esplosivi di ira sono probabilmente la perdita di controllo per una tensione che si accumula, viene trattenuta e infine esplode come il tappo di un vulcano. E' probabile che la frustrazione nella relazione con tua moglie descritti nella tua lettera contribuiscano al crescere della tensione. Può anche essere che l'accumulo della tensione con le conseguenti esplosioni di ira vi allontanino dalla dolcezza e dall'intimità dell'amore. In questi casi spesso il sistema diventa ricorsivo. Sarebbe necessario da una parte canalizzare la collera invece che tentare di reprimerla (ci sono tecniche apposite) in modo che non travolga la relazione e andare alla riscoperta di una comunicazione seduttiva che potrebbe riaccendere la fiammella spenta. Anche se in te il desiderio è sempre vivo magari non altrettanto lo è il modo di comunicarlo. Non è una questione di parlare con la tua signora a livello razionale o di farle capire le tue esigenze. Le emozioni non obbediscono al dovere, il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Sorprese, trasgressioni, attenzioni inaspettate e occasioni galeotte funzionano molto meglio per riattivare le emozioni dell'amore. Certo che l'aiuto di uno psicologo potrebbe aiutare te o entrambi. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai - Firenze...

Paura masturbazione compulsiva

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Ciao Giulia. La masturbazione è un buon modo per scoprire il proprio corpo e le proprie zone erogene. E' utile per costruire un rapporto sano e naturale con la sessualità e imparare a concedersi il piacere lasciandosi andare completamente. Da quello che racconti mi sembra che la tue esperienze con l'autoerotismo siano appena cominciate e che tu sia ben lontana dal problema della compulsione che si struttura per tutt'altre condizioni. E' naturale che tu abbia il desiderio di scoprire la fonte di tutto quel piacere. L'organismo poi possiede meccanismi di regolazione autonomi che alimentano il desiderio e la cessazione del desiderio. Ricorda che se te lo concedi puoi anche rinunciarci, se non te lo concedi diventa irrinunciabile di conseguenza pensa di meno e impara facendo. Proprio perché te lo neghi è diventato irrinunciabile pensarci. Anche perché non si può non pensare, come se tu ti dicessi di non pensare ad un elefante rosa! Se ne hai il desiderio conceditelo e torna alle tue usuali attività, con un pizzico di esperienza in più... Cari saluti Dott. Andrea Bottai...

Come accettare di aver fallito nella vita?

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Ciao Sveva, la vita è un mare di sofferenze! E tu sei una barchetta alla deriva. Se ti sei convinta di essere il brutto anatroccolo, vedrai la vita dalla prospettiva del brutto anatroccolo, ti sentirai inferiore, brutta, incapace e rifiutata. E magari avrai anche successo in questo! Se tu provassi invece anche per poco tempo ogni giorno a comportarti e guardare le cose come se tu fossi brava, bella, forte e coraggiosa, potrebbe succedere un miracolo. Ma no so se ce la farai. Vedremo... Dott. Andrea Bottai...

"Trauma" sessuale?

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Ciao Francesco. Dovremmo poterne parlare vis a vis ma visto che ti sento molto diretto e franco di potrei dare una indicazione di sicuro effetto. Però è progressiva, non immediata. Per cominciare La prossima volta che ti trovi a letto con la tua ragazza dedicatevi alle reciproche attenzioni ma tu devi astenerti assolutamente dal provare a penetrarla. Dopo che l'hai fatto fammi sapere come è andata. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Il mio compagno mi ha lasciata e non so più cosa fare

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Cara Francesca, la fine di una storia importante richiede tempo per essere elaborata. Le cose accadono per molte ragioni, eviterei di ridurre il problema alle tue insicurezze. La cosa più evidente è che non riuscivate più a stare bene insieme. Se c'è per giunta questo strascico di collera e rimpianti la cosa migliore sarebbe lasciar passare un pò di tempo, far decantare le emozioni, senza vedersi né sentirsi, senza prolungare l'agonia. All'inizio è dura ma bisogna passarci dentro per riemergere. Se riesci a stare senza vederlo né sentirlo o scriversi piano piano inizierai a sentirti meglio. Dott. Andrea Bottai...

Fantasie e colpe

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Caro Alessandro, un certo grado di fantasie può essere normale, fa parte della naturale funzione cerebrale. C'è molta differenza tra azione e fantasia. Delle fantasie spontanee non siamo responsabili mentre di ciò che facciamo si. L'ideale è lasciar scorrere le fantasie che ti passano per la mente, come nuvole in un cielo blu. Al contrario se ci pensi troppo o ti colpevolizzi il risultato è pensarci di più. Quando la mente insicura va in cerca di sicurezza, il pensiero diventa un nemico. Se non te le concedi ti sembreranno irrinunciabili, se te le concedi diminuiranno di importanza. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Voglia di sottomissione

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Caro Luca, ho letto la tua domanda. Il quadro di cui parli non è così raro. Parlando molto in generale la posizione di sottomissione può essere associata ad uno stato di riduzione dell'ansia legato alla ripetizione di una condizione di sottomissione rassicurante già vissuta nell'infanzia. Può essere anche vista come valvola di sfogo di una vita molto responsabile. Non a caso questi desideri appaiono a volte in persone con grosse responsabilità lavorative. E' probabile che, proprio perché ha funzionato, si sia formata una tendenza a ripeterla. Se non comporta disagio non è necessariamente una condizione da estinguere. Altrimenti si può affrontare in seduta e approfondire il meccanismo che la mantiene e la alimenta. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Asperger e ossessivo compulsivo

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Caro Lorenzo. Avere a che fare con un ragazzo asperger è una sfida continua. La sindrome porta il ragazzo a vivere in un mondo diverso dal nostro, senza filtri, che richiede una enorme energia per essere affrontato. Difficile è, per la famiglia, svolgere il suo ruolo di educatrice quando si assiste a reazioni e sofferenze apparentemente ingestibili. In questo contesto un disturbo ossessivo compulsivo si può strutturare come messa in atto di rituali che aiutano a sedare l'ansia che nasce dalla difficoltà di integrare l'eccesso di stimolazioni. Rituali che quando funzionano diventano irrinunciabili e quindi compulsivi. Le famiglie che si trovano a fronteggiare ragazzi difficili e disturbati sono sempre in bilico tra accondiscendenza e controllo, tolleranza e severità, comprensione e educazione. Proprio per aiutare le famiglie come la vostra, con la dott.ssa Gasparro abbiamo messo a punto un modello integrato di trattamento denominato logopedia sistemica che prende in carico tutta la famiglia con un trattamento personalizzato in base al disturbo e alle dinamiche familiari che lo circondano. Se siete interessati ad una valutazione del caso potete prendere contatti con me o con la dott.ssa Gasparro. https://www.andreabottai.it/i-bambini-e-le-famiglie Cordiali saluti. Dott. Andrea Bottai...

Ansia e panico, aiutatemi

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Caro Marco, complimenti per l'astinenza. A parte quella. la tua sembra una situazione disperata. In realtà queste ansie e il panico che ne consegue si possono curare insegnandoti come affrontarle. Facciamo un po' di ordine. I pensieri di una tragedia imminente ti vengono alla mente, tu cerchi di scacciarle, ma loro non se ne vanno, anzi, aumentano. Comincia a salire l'ansia. Ora devi fronteggiare anche le sensazioni dell'ansia, il respiro, il battito, l'inquietudine. Cerchi di calmarti ma le sensazioni fisiche aumentano. Vorresti farti aiutare da qualcuno ma non c'è nessuno che ti aiuta, il panico sale, esplode, e lascia le sue macerie dietro di sé. E se tu smettessi di scacciare i pensieri catastrofici? Cosa accadrebbe? Se cercassi volontariamente di provocarti le sensazioni che ti spaventano, ci riusciresti? Forse la soluzione ai tuoi tormenti è più vicina di quanto tu pensi. Sta in te, nel tuo modo di tentare la fuga e di scacciare le tue paure. E forse anche la sottomissione verso la tua compagna ne è un aspetto. Non si curano certe cose per messaggio, ma se tu volessi approfondire quanto ti ho detto considera una consulenza psicologica. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Problemi con familiari

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Cara Nina, spero mi perdonerai se sarò franco con te. Hai costruito una perfetta macchina di tortura. Se poni le cose in questo modo, non vedo possibilità di uscita. Tuo marito deve sentirsi tirato da due cavallo che lo dilaniano. O difende te, o difende la sua famiglia di origine. In entrambi i casi deve andare contro i suoi sentimenti e patirne le conseguenze. Risultato: stallo, immobilità. Ci sono modi diversi di affrontare la questione. Per esempio prova ad apprezzare ogni minima cosa che lui fa per te. Fagli sentire il tuo apprezzamento, amore e gratitudine. E non dire niente per spingerlo a difenderti con la sua famiglia di origine. Se dovesse accadere qualche episodio in cui la madre o la sorella ti offendono dillo ma sii tu la prima a giustificarle. Mantieni questo per almeno tre settimane e guarda cosa accade. Se ci riesci poi mi racconterai. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Dubbi su tutto

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Caro Stefano, il futuro comincia oggi. A giudicare dalla tua accorata lettera sembri più spaventato che determinato. Noto una notevole passività nella posizione che assumi verso la tua vita. Questo va ribaltato. Ognuno è artefice del suo destino. E tu che destino ti stai costruendo? Certe tue posizioni andrebbero contestate e ribaltate su se stesse per costruire e aprire spazi aperti dove dare campo alla tua energia. Sei come un prigioniero in una cella buia che ogni tanto allunga il collo verso la finestra dalla quale filtra un po' di luce. Ma attraversassi il buio scopriresti che la porta della cella è aperta. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Problemi di ansia, come affrontarli?

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Ciao Fabrizio. E' dura vivere con tutta quella sensazione di inadeguatezza. E' vero quel che dici, ci pensi troppo. E' probabile che l'insicurezza del primo periodo di università abbiano innescato il loop del pensiero. E' un tentativo di controllarti ma quando la mente insicura va in cerca di certezze il pensiero diventa un nemico. Però non si può non pensare, soprattutto pensare di non pensare. Sembri un ragazzo sveglio e un aiuto competente potrebbe aiutarti a uscirne anche in tempi brevi. Fammi sapere se vuoi iniziare un percorso. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Come aiutare una madre autodistruttiva che non vuole essere aiutata?

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Cara Francesca, mi sembri molto assennata e responsabile. Forse sei così posata proprio per compensare la instabilità che hai sentito in famiglia. Tuttavia è difficile che tu possa importi su tua madre. Riguardo lo psicologo, forse si potrebbe ovviare con sedute online. Tuttavia deve nascere in lei il desiderio. Potresti proprio dirgli un discorso così: "Sai mamma, ho parlato con uno psicologo e ho capito che in realtà questa tua instabilità mi ha aiutato a crescere per cui da un certo punto di vista di sono grata. Se non ti facesse male, ti direi di continuare così. Ma la vita è tua e devi decidere te". Dopo di ché non insistere più. Un caro saluto. Dott. Andrea Bottai...

Il mio umore

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Ciao Salvatore, le oscillazioni di umore, l'attaccamento morboso, l'impulsività, sembrano confermare la tua difficoltà a organizzarti una vita stabile. Dovresti veramente rivolgerti a un terapeuta che ti aiuti a trovare stabilità nella tua vita. Passo dopo passo. Un caro saluto. Dott. Andrea Bottai...

Insicurezza e paura nella relazione

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Ciao Luigi. L'amore bisogna semplicemente viverlo, non capirlo. Se tu ti chiedi se veramente l'ami potresti non trovare mai una risposta. Saresti come quello che cerca di scacciare la propria ombra e ci si perde dentro. L'amore può esserci in un momento, e poi allontanarsi in un altro. Ti puoi sentire perso nei suoi occhi un momento e dubitarne qualche ora dopo. Il modo migliore per viverlo, alla tua età e nella fase in cui sei, è abbandonarti. Non tutto si può controllare, meno che mai l'amore. Allora tanto vale abbandonarsi alle sensazioni, senza cercare una coerenza. Buona fortuna. Dott. Andrea Bottai. Firenze...

Come uscire dal circolo delle paure e dell’ansia di far qualcosa?

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Cara Claudia, in effetti, è proprio la paura della paura che porta ad anticipare le possibili conseguenze temute e quindi conduce all'evitamento. L'evitamento è il principale meccanismo che convalida la paura e la alimenta. Si dovrebbe evitare di evitare ma so se lei sarebbe in grado. I circuiti neurali della paura sono circuiti antichi, regolati dall'amigdala, una struttura sottocorticale del cervello, e quindi la consapevolezza o il pensiero non aiutano a superare l'ansia. Superare l'ansia e il panico è possibile ma è necessario fare delle esperienze emozionali correttive che modifichino la percezione e quindi la reazione di paura ad eventi innocui. I farmaci possono essere di aiuto ma il problema non si risolve, si diventa dipendenti dai farmaci e si cronicizza il disturbo. Mi scusi la sinteticità della risposta. Se non riesce a superare la paura di guidare potrebbe aver bisogno di una psicoterapia....

Sminuita dal marito

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Cara Claudia, non è troppo tardi. Però siete finiti in una spirale negativa. Ogni reazione alla situazione sia da parte tua che di tuo marito la fa peggiorare. Dovremmo invertire la spirale altrimenti peggiorerà di giorno in giorno. Basta che anche uno solo di voi tue cambi la modalità di reagire e comunicare con l'altro per cambiare l'andamento della relazione. Tu ti abbatti perché lui ti critica, lui ti critica perché tu ti abbatti. E' una complementarietà patologica. Vedendo le cose in questo modo cosa dovresti fare per spezzare questa complementarietà? Cari saluti Dott. Andrea Bottai - Firenze...

continuo a cercare altri ragazzi e non capisco il perché

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Ciao Victoria, è un problema di natura ossessivo compulsiva. Lo so anche io che continuerai a farlo. Tanto vale farlo bene, ritualizzato, come se tu fossi un serial killer ;). Nel frattempo mi porrei delle domande, magari stai con un ragazzo non tanto adatto a te. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Disfagia, dispnea etc. (ipocondria)

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Caro Paolo, è proprio tutta l'attenzione che dai al problema che lo alimenta, fa crescere l'ansia e così aumenti ulteriormente l'attenzione, sia interna (automonitoraggio) che esterna (ricerche su internet, indagini cliniche). Tuttavia non credo che tu sia in grado ormai di stopparti. Dovremmo avviare una psicoterapia, se te la senti. Quello che stai facendo fa peggiorare il problema. Intanto, però, per migliorare un poco, potresti, se riesci, evitare i monitoraggi esterni, evitare di parlarne, di cercare su internet e ulteriori esami clinici. Un caro saluto. Dott. Andrea Bottai...

Ansia e pensieri negativi

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Ciao Eleonora, quando la mente insicura va in cerca di certezze il pensiero diventa un nemico. Sono le domande ad essere sbagliate, sono domande alle quali non esiste proprio una risposta definitiva, certa e rassicurante. Ogni risposta per quanto ragionevole alimenta nuovamente il dubbio. E se continui ti ci perderai dentro. Bisogna intervenire. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Paura di essere gay

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Accidenti, ti sei cacciato in un bel problema. Come uno che cerca di scacciare la sua ombra e ci si perde dentro. Fare cilecca ogni tanto può accadere. Dopo la prima volta, la paura che riaccada crea un'ansia da prestazione che come una profezia che si autoavvera, lo fa riaccadere. Questo è tutto. L'essere gay è una spiegazione inappropriata, forse falliresti anche con uomo. Prova con il Cialis, devi solo riprendere fiducia. Altrimenti bisogna fare una piccola psicoterapia. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Filofobia?

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Cara Monica, spero che perdonerai la mia franchezza. La domanda importante è il come, non il perché. Sono vere tutte le cose che ti dice. Evidentemente non vuole stare con te e contemporaneamente non riesce a starti lontano. Sono sentimenti teoricamente incompatibili ma invece perfettamente possibili. Trovando in te sempre la disponibilità a riallacciare ecco che si crea l'altalena. Nella vita bisogna fare delle scelte. Se non si è capaci di scegliere si può far scegliere a qualcun altro. Se nessuno è capace di scegliere si continua ad oscillare. Non c'è molto amore in questa storia, più che altro c'è insicurezza e indecisione. Amare qualcuno vuol dire desiderare e agire per la sua felicità. Quando non si riesce a staccarsi è perché non si riesce a rinunciare di vedere la propria immagine riflessa negli occhi dell'altro. Se non è questa la storia che vuoi, fossi in te scapperei a gambe levate. Ma forse non ne sei capace, nel qual caso non ti resta che rassegnarti a fare la sua concubina. Cari saluti....

Comportamento dopo tradimento

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Caro Davide. Credo che tu debba accettare la realtà, così evidente, che solo il tuo sforzo di non vederla può celarla. Sei vittima del tuo autoinganno. Tutto ciò che ci sembra vero è un autoinganno, ma questo non sta proprio in piedi. Puoi chiudere gli occhi e andare avanti, oppure aprirli ed essere costretto a scegliere. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Sto impazzendo per una ragazza

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Caro Santi, sai com'è il detto: in amor vince chi fugge! Questo è abbastanza vero. A giudicare dal tuo racconto, è lei che ti tiene in pugno. Che fa il bello e il cattivo tempo della vostra relazione. E tu sei un po' come un vascello sbatacchiato dalla corrente. Può funzionare anche così ma si rischia il mal di mare. Sai come si vince il mal di mare? Come anche il mal d'auto? Prendendo la guida. Non necessariamente devi sparire, basta che cominci te a stabilire tempi e ritmi della relazione. Diventa un pochino inafferrabile e ti sentirai meglio. La seduzione è come un ballo, ma se fai guidare lei, nella situazione che ha, rischi di perder l'equilibrio. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Come aiutare la partner anorgasmica

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Caro Emanuele, pur senza potermi spingere a fare valutazioni specifiche o indicazioni terapeutiche posso condividere con te un importante assunto della psicologia umana: per quanto riguarda le espressioni fisiologiche del corpo se ci si pensa e ci si sforza si ottiene l'effetto contrario. Niente nuoce di più all'orgasmo come lo sforzo di raggiungerlo. Così come la preoccupazione di non dormire e lo sforzo di assopirsi sono spesso causa di insonnia. Paradossalmente ma comunque efficacemente è più facile arrivare all'orgasmo cercando di resistergli. Mai sforzandosi di provarlo. Dalla sua accorata lettera sembra invece, e comprensibilmente, trasparire una certa ansia per la questione la quale si risolverà probabilmente quando non ci penserete più e vi farete travolgere dalle onde del piacere. Inoltre non sia troppo sicuro di sapere come fare, in amore le varianti sono fortunatamente infinite. Cordiali saluti e buona vita. Dott. Andrea Bottai...

Rompere una relazione sana per una con uomo più grande e con famiglia

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Caro Lorenzo, capisco che sia dura sentirsi mollare di punto in bianco. Si fa molte domande, ma nessuna risposta produce l'agognata pace. Non si placa la pioggia sapendo da dove viene. Il lutto amoroso va vissuto, così com'è. Il dolore va fatto defluire. Il ricordo non passerà mai ma potrà farla soffrire meno. Abbandoni le domande innanzitutto. Può anzi darsi un tempo e un modo per soffrire la sua perdita. Può costruirsi una galleria mentale di ricordi di voi, belli e meno belli ma comunque veri. Può visitare la galleria ogni giorno, per un tempo definito ad es. un ora. Così piano piano troverà la voglia di andare avanti. Cordiali saluti. Dott. Andrea Bottai...

Ho perso la mia occasione di essere felice?

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Ciao Futura, sembri abbastanza consapevole di esserti creata da sola la tua prigione. Non dare la colpa alla depressione. La depressione è un effetto inevitabile del modo in cui vivi, non la causa. Più facile che tutto sia iniziato alle superiori proprio per la paura di dedicarti alle tue passioni e confrontarti col mondo, ritirarsi nella depressione è pur sempre un buon modo per giustificare i propri fallimenti. Prova a chiederti: cosa dovresti fare o affrontare se la tua depressione, come per magia, sparisse? Di tutto quello che ti viene in mente, prendi la cosa più piccola e comincia a farla, come se tu non fossi più depressa. Ogni giorno una piccola cosa, un piccolo passo avanti. E' sorprendente come si possano fare grandi cose facendo solo piccole cose. Ma non so se ne sarai capace... vedremo. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Perché il mio ragazzo va con i trans?

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Salve Aura, capisco il tuo dispiacere per questa scoperta. Da come ne parli sembra proprio che abbia preso la forma di una compulsione basata sul piacere. Anche se ciò non fosse potrebbe diventarlo. Ciò che conta ora è aprire un dialogo non colpevolizzante sull'argomento. I sensi di colpa spesso aumentano la ricerca di trasgressioni, anzi le rendono più intense. Se davvero volesse smettere ma non ci riuscisse, potrebbe farsi aiutare da uno specialista. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Fobia di essere o poter diventare omosessuale

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Ciao Sofia, sei in buona compagnia perché la paura di poter essere omosessuale è più comune di quanto si pensi. E' uno scherzo della mente. Quanto la mente insicura va in cerca di certezze il pensiero diventa un nemico. La realtà è che l'orientamento sessuale non è una scelta cosciente e per quanto tu ci possa pensare non avrai mai una risposta definitiva e soddisfacente. Appartiene a quel tipo di dubbi ai quali non c'è risposta e ai quali non bisogna cercare di rispondere perché ogni risposta alimenta il dubbio e quindi l'ansia con ancora maggiore forza fino a farlo diventare una gabbia dalla quale si crede di poter uscire trovando la risposta, che invece rende la gabbia ancora più solida e piena di ansia. A questi dubbi non si risponde. Oppure si risponde 'staremo a vedere'. L'orientamento sessuale non si sceglie, è una spinta naturale e così deve rimanere. In altre parole dovresti coltivare il dubbio sul dubbio, dubitare della domanda stessa e quindi smettere di cercare risposte. Cari saluti, dott. Andrea Bottai - Firenze...

Sessualità e sensi di colpa

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Cara Agnese, la cosa che lei racconta e per la quale si sente in colpa è in realtà molto comune. E' stata vissuta in modo del tutto naturale da molti uomini e donne quando erano ragazzini. Quasi tutti liquidano giustamente queste esperienze come sperimentazioni innocenti di una nascente sessualità che troverà poi piano piano sbocco nella tarda adolescenza come è successo a lei. Alcuni invece ci rimuginano e non accettano la bellezza di questa beata innocenza perché la giudicano con la morale dell'adulto. Sai che tristezza se i ragazzini avessero già la rigida morale degli adulti. Non è la prima che si rivolge a me per un sentimento simile. Il problema è che se la mente, invece di accettare col sorriso questa beata innocenza, cerca il modo di 'rimetterla a posto' finisce col farsene una ossessione. Visto che le è nato da poco il pensiero, eviti di tormentarsi e lo lasci stare. Affronti i problemi che ha ora, invece di tormentarsi con l'allora. Le auguro una vita felice. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Trattamento del silenzio

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Cara Concetta. Siete vittime di un "chiasma" comunicativo che potrebbe andare avanti all'infinito: tu ti chiudi perché lui si arrabbia, lui si arrabbia perché te ti chiudi. La via di uscita sta nel comunicare sulla comunicazione. Per esempio potrebbe dirgli: sai io mi chiudo perché ho paura di travolgerti col mio amore. Oppure, più erotico: ma non capisci che io mi chiudo perché sento una grande voglia di te dentro di me che mi fa paura. Sono curioso di sapere cosa accadrebbe. Un caro saluto e tanti auguri. Dott. Andrea Bottai...

Perché la mia testa continua a dire di no?

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Cara Maria, sei sottopeso ma non in modo severo. Descrivi un quadro non tipico. Non almeno per l'anoressia. La rabbia sembra dominare la tua vita, sia che tu mangi sia che tu non mangi. La rabbia non si può reprimere ma nemmeno sfogare liberamente. Il primo caso porta al secondo. La rabbia va incanalata e usata in modo costruttivo. C'è qualcosa che non è andato come doveva e oggi non perdoni questo a te stessa e agli altri? Sia come sia, sei finita in un loop che ti sta consumando dall'interno. Dovresti dipanare la matassa nella quale sei aggrovigliata e trovare una soluzione che, anche se oggi non la vedi come le tue sopracciglia, esiste subito al fuori del tuo attuale circolo vizioso. C'è sempre una via di uscita. Uno psicoterapeuta ti può aiutare a trovarla. Cari saluti. Dott. Andrea Bottai...

Paura della contaminazione, come uscirne?

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Cara Liliana, capisco bene la sua situazione. E' una situazione di cui soffrono molte persone ed è invalidante. Purtroppo è un meccanismo che si autoalimenta. Più lei usa precauzioni più rafforza la credenza di rischiare la contaminazione. Sul momento i suoi rituali sono efficaci e le riducono l'ansia ma poi, tristemente, il processo ricomincia. Purtroppo al punto in cui è arrivata non può più trattenersi e quindi il processo è sempre più forte e limitante. Esiste una via di uscita ma ci vuole un percorso di psicoterapia che smonti pezzo per pezzo i suoi rituali con istruzioni su misura. Cominci col fare un elenco scritto dei rituali. Cordiali saluti Dott.Andrea Bottai...

Vorrei andare da uno psicologo per il mio DOC

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Ciao Giulio, conosco abbastanza bene il tuo disturbo e l'ho trattato spesso. Gli antidepressivi danno una soluzione momentanea ma raramente risolutiva. Il DOC si struttura proprio perché i rituali risolvono momentaneamente un disagio. Dopo un pò però il disagio ritorna e il rituale diventa irrefrenabile tanto da non poterne fare a meno. E' un meccanismo che si instaura a livello dei circuiti cerebrali e che non può essere risolto con la volontà o la consapevolezza. Abbiamo messo a punto un tipo di intervento basato su questo funzionamento del disturbo che da ottimi risultati. Cari saluti Dott. Andrea Bottai...