Laura domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/05/2017

Depressione da espatrio

Salve, sono una di quelli che viene definito "un cervello in fuga", di fatti per lavoro e soprattutto carriera , mi sono trasferita da 7 mesi in Germania, esattamente all'estremo nord. All'inizio tutto sembrava davvero perfetto, colleghi gentilissimi, capo disponibile etc. Poi col passare del tempo, improvvisamente è rimasto solo quel velo di gentilezza ed educazione che avevo visto all'inizio, ma nessuno mi ha mai realmente aperto le porte, se così rendo l'idea... nessun amico/a, nessun aiuto etc. nemmeno al di fuori del lavoro, vista la loro mentalità assai chiusa e riservata... Mi ritrovo così, sempre da sola... in più a lavoro non mi rendo le cose semplici, inizio a sentirmi stupida... mi lasciano da sola a gestire pazienti (sono medico), senza affiancarmi nessuno, avendo ancora problemi di lingua, con la burocrazia (che qui è completamente diversa...), senza sapere cose banali come ad esempio, richiedere una consulenza, una lastra etc.... non ce la faccio più e mi sento sempre più sola, senza nessuno con cui parlare! sono giorni che non mangio e mi viene solo da piangere... ho voglia di scappare, tornare indietro ma poi mi sento una fallita... è terribile...

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Dott. Andrea Bottai Inserita il 19/05/2017 - 15:26

Ciao Laura, capisco la tua situazione. Non è per niente facile fare su fagotto e andarsene da sola per ricominciare da capo. Ti assicuro che lo stesso accade ad un tedesco che viene in Italia. La perdita della propria identità di luogo, anche se all'inizio è mascherata da entusiasmi e difficoltà iniziali, è un fenomeno molto stressante. E' come trapiantare un organo. Come sradicare e reimpiantare un albero. Le radici devono avere il tempo di riadattarsi al nuovo terreno, estendersi e ramificarsi poco a poco. Dipende anche dalla personalità. Il rischio maggiore nella tua situazione consiste nelle tue reazioni a queste difficoltà. Se ti chiudi perché ti senti esclusa, ti escludi ancora di più da sola. E gli altri percepiranno la tua chiusura col risultato che saranno meno socievoli e più guardinghi. Un problema che si autoalimenta. Suggerimento: comportati come se tu fossi la più socievole del reparto. Potrà sembrarti una forzatura ma in realtà è ciò che fanno coloro che riescono ad adattarsi subito. Ogni mattina chiediti: come mi comporterei come se fossi completamente a mio agio con le persone? E cerca di mettere in pratica le cose più semplici che ti vengono in mente. Pensare 'come se..' è un mezzo potente di creazione di nuovi spazi mentali e comportamentali. Se lo fai, non tarderai a vederne gli effetti.
Cari saluti
Dott. Andrea Bottai - Firenze