Liliana  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Milano

Paura della contaminazione, come uscirne?

Buongiorno
Sono una donna di trentanove anni che ha una fortissima paura della contaminazione da molto prima che scoppiasse la pandemia. 
È una situazione che si trascina ormai da un paio d'anni. 
Questa paura si manifesta con dei sintomi molto fastidiosi che non mi fanno vivere. 
Se una persona tossisce o starnutisce vicino a me, avverto subito l'impulso di lavare con delle salviette umidificate i miei oggetti che si trovano nelle vicinanze e di farmi una doccia per igienizzarmi e decontaminarmi. 
Attuo dei veri e propri rituali di pulizia quando succede. 
Il risultato è che non riesco più a vivere. 
Ho paura ad uscire di casa temendo che qualcuno tossisca dietro di me sporcandomi i capelli e non riesco più a fare la spesa dato che innorridisco al pensiero di toccare generi, alimentari e non, su cui qualcuno ha tossito. 
Uscire per me è diventato come stare in una stanza che si rimpicciolisce sempre di più schiacciandomi con le pareti, a mano a mano che la gente si avvicina e mi contamina con la sua saliva. 
Preciso che non ho paura di essere contagiata ma piuttosto di essere sporcata. 
Non so più che fare. Come uscirne?

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 20/06/2020 - 11:01

Roma - Tiburtina
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Buongiorno Liliana,
comprendo e condivido il suo malessere poichè la rupofobia (paura dello sporco) può essere percepita sempre e comunque, al di là dell'attuale pandemia.
A tale proposito, mi chiedevo, per aiutarla a comprederne le cause, cosa sia accaduto "un paio d'anni fa" nella sua vita che ha attivato il circuito d'ansia manifestatosi oggi. Come sta in generale nella sua vita al di là del disturbo qui descritto? I sintomi di evitamento che ha narrato si manifestano solo con gli estranei o anche con i suoi familiari? Cosa prova, in generale, mentre si trova in contatto con altri? Che significato attribuisce allo sporco? Cosa evoca in lei questa condizione? Può contare sul sostegno emotivo di qualcuno?
Ad ogni modo, se desidera risolvere la rupofobia di cui soffre, le può essere utile richiedere una consulenza psicologica individuale inizialmente on line (in modo che non entri in contatto con lo psicoterapeuta), che possa aiutarla ad affrontare il nucleo ansioso che alimenta il suo malessere.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 24/06/2020 - 12:15

Roma
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Gentile Liliana, ha fatto una buona distinzione tra la paura del contagio e la paura dello sporco. La prima nelle fasi iniziali, può non essere percepita come invalidante in questo periodo, con la diffusione del covid-19, ciascuno di noi è diventato un po' o abbastanza ossessivo nei rituali di pulizia. Se lo fanno tutti, si rientra nella norma. La paura dello sporco rimanda a contenuti sociali, culturali e personali di tipo simbolico che possono essere analizzati. Un buon percorso di psicoterapia potrà aiutarla, direi che le è divenuto indispensabile. Cordiali saluti.

Dott.ssa Letizia Del Carratore Inserita il 25/06/2020 - 11:56

Buongiorno Liliana,
i sintomi di cui parla rimandano ad un disturbo ossessivo compulsivo, i sintomi che lei descrive sono delle ossessioni (ossessione da contaminazione). Le ossessioni sono dei pensieri, idee o impulsi vissuti dalla persona come intrusivi e privi di senso. Questi pensieri ossessivi sono egodistonici e provocano forte ansia, per abbassare l'ansia la persona mette in atto delle compulsioni ossia delle azioni, nel suo caso rituali di pulizia. Le compulsioni diminuiscono l'ansia, ma rinforzano il disturbo ossessivo compulsivo. Per impedire che il disturbo si generalizzi è necessario non mettere in atto le compulsioni ed esporsi alle situazioni temute tollerando l’ansia che ne deriva. Attraverso un percorso di psicoterapia è possibile interrompere questo funzionamento ossessivo, inizialmente attraverso la raccolta amnestica si cerca di comprendere il perché di queste specifiche ossessioni poi si lavora sull’interrompere il funzionamento ossessivo attraverso per esempio delle tecniche di esposizione graduata.
Cari saluti
Letizia Del Carratore

Dott. Andrea Bottai Inserita il 19/06/2020 - 15:48

Cara Liliana, capisco bene la sua situazione. E' una situazione di cui soffrono molte persone ed è invalidante. Purtroppo è un meccanismo che si autoalimenta. Più lei usa precauzioni più rafforza la credenza di rischiare la contaminazione. Sul momento i suoi rituali sono efficaci e le riducono l'ansia ma poi, tristemente, il processo ricomincia. Purtroppo al punto in cui è arrivata non può più trattenersi e quindi il processo è sempre più forte e limitante. Esiste una via di uscita ma ci vuole un percorso di psicoterapia che smonti pezzo per pezzo i suoi rituali con istruzioni su misura. Cominci col fare un elenco scritto dei rituali.
Cordiali saluti
Dott.Andrea Bottai