Sofia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 22/11/2019

Torino

Fobia di essere o poter diventare omosessuale

Gentili dottori,
Vi scrivo per avere una risposta alle mie domande, in modo da avere chiaro il modo con cui affrontare l’ansia che mi pervade da un mese a questa parte. Circa un mese fa feci un sogno in cui due femmine si baciavano, al mio risveglio inizio la mia fobia di poter essere o diventare omosessuale. All’inizoo La definii come “ipocondria” perché ne aveva tutto l’aspetto: ansia, mi sembrava di vivere nel corpo di un’altra persona, il continuo rimuginare, attimi di felicità dati dalle rassicurazioni online che ben presto passavano. Dopo un po’ per una settimana riuscì a stare tranquilla, poi cercai su internet rassicurazioni per l’ossessione di essere diventata pedofila e per l’ansia di non amare più il mio fidanzato: infatti attraversavo un momento di apatia verso di lui ma in generale verso svariate cose, e la vita intima era diventata un disastro. Da lì rincomincia il Travaglio interiore sul tema omosessualità, interrotto solo a volte quando a questa problematica de ne affacciavano di reali e più importanti (come la quasi rottura con il mio fidanzato, attimi di gelosia verso di lui in cui riconoscevo non mi piacessero le femmine ma era più importante la gelosia verso il mio fidanzato). Arrivata a questo punto dopo questa ricaduta sono molto più confusa! Prima riuscivo a distinguere la natura ansiosa di quei pensieri, ora invece non so più se mi sto reprimendo o meno! Io vorrei con tutto il cuore non esserlo, appena ci penso mi viene l’ansia e mal di stomaco, eppure quando penso al fatto che se una venisse a farmi delle advances non sono sicura che non ci starei (anche se invece in altri momenti forse di tranquillità sono sicura del contrario) , oppure a volte mi sembra di provare quasi attrazione o eccitazione verso elementi femminili come il seno! Tutto questo prima non mi era MAI capitato, assolutamente! le volte che magari mi sono chiesta se potessi diventare lesbica ci ridevo su ma assolutamente non ho mai avuto nessun dubbio su quello. Invece adesso è tutto confuso! Mi guardò indietro ed è come se fossi sempre stata attratta da donne, è come se fosse tutto distorto. La mia domanda è: tutto questo è frutto dell’ansia? Oppure è possibile che io abbia sempre e solo visto le cose in un’altra prospettiva ? Sono sempre stata ansiosa, ipocondriaca, però ad esempio perché l’ansia di essere pedofila mi e passata in breve (anche se anche lì le percezioni sembravano vere) e questa non mi passa? Può l’ansia farmi autosuggestionare così? Appena vedo anche solo due amiche in d’oro che si abbracciano penso “saranno lesbiche” e mi viene l’ansia di poterlo diventare anche io! Non è normale
Nel caso mi diciate che l’asnia Può giocare questi brutti scherzi penso che potrò tranquillizzarmi e iniziare a non dare peso a queste cose , però vorrei un vostro riscontro e una vostra spiegazione su questi meccanismi della mente. Posso essermi sbagliata per tutto questo tempo circa l’unica cosa veramente sicura che avevo? Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Bottai Inserita il 25/11/2019 - 14:25

Firenze
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Ciao Sofia, sei in buona compagnia perché la paura di poter essere omosessuale è più comune di quanto si pensi. E' uno scherzo della mente. Quanto la mente insicura va in cerca di certezze il pensiero diventa un nemico. La realtà è che l'orientamento sessuale non è una scelta cosciente e per quanto tu ci possa pensare non avrai mai una risposta definitiva e soddisfacente. Appartiene a quel tipo di dubbi ai quali non c'è risposta e ai quali non bisogna cercare di rispondere perché ogni risposta alimenta il dubbio e quindi l'ansia con ancora maggiore forza fino a farlo diventare una gabbia dalla quale si crede di poter uscire trovando la risposta, che invece rende la gabbia ancora più solida e piena di ansia. A questi dubbi non si risponde. Oppure si risponde 'staremo a vedere'. L'orientamento sessuale non si sceglie, è una spinta naturale e così deve rimanere. In altre parole dovresti coltivare il dubbio sul dubbio, dubitare della domanda stessa e quindi smettere di cercare risposte.
Cari saluti,
dott. Andrea Bottai - Firenze